Trianon, un musical per la Giornata della donna

Camicette bianche, lo spettacolo che ripercorre la storia di migranti siciliani

Sabato prossimo, il debutto di “Camicette bianche”, lo spettacolo che ripercorre la storia di migranti siciliani e la tragedia che ha ispirato la ricorrenza dell’8 marzo.

Il Trianon Viviani partecipa alla Giornata internazionale della Donna con il racconto musicale che intreccia la storia tragica da cui nasce la ricorrenza dell’8 marzoSabato 7 marzo, alle 21, va in scena Camicette bianche, un musical originale fortemente corale che celebra il ricordo dei nostri emigranti e si ispira all’omonimo libro di Ester Rizzo, raccontando un vero fatto di cronaca. Si replica domenica 8, alle 18.

Un viaggio dalla Sicilia all’America nei primi anni del ‘900 che lega, come un filo di spago intorno alla valigia di cartone, le vite dei nostri emigrati con i migranti di ogni tempo. Uno spettacolo che unisce le musiche della tradizione popolare con alcune canzoni italiane riadattate in chiave teatrale e quelle antiche dei primi italo americani, per raccontare la storia vera di Clotilde Terranova, una giovane sartina coinvolta nel tragico incendio della fabbrica di camicette bianche a New York nel 1911.

Ester Rizzo ha cercato i nomi delle sartine vittime dell’incendio, scoprendo che molte fossero siciliane e ha iniziato a ricostruire, incrociando documenti del tempo e a oggi sono state identificate quasi tue le città di provenienza delle giovani migranti. Marco Savatteri, che firma il testo teatrale, l’adattamento musicale e la regia, ha composto una drammaturgia in memoria di questa storia, sullo sfondo del fenomeno della grande emigrazione.

La trama si svolge inizialmente nella Sicilia del 1907. La protagonista Clotilde Terranova si imbarca su una nave diretta a New York per raggiungere sua sorella Rosa. Durante il viaggio incontra Salvatore Spadaro, un ragazzo siciliano stanco della miseria e della fame. I due condivideranno insieme agli altri passeggeri, sogni, desideri, speranze.

Giunti al porto di New York si separano: Clotilde impara l’inglese e trova lavoro alla Triangle Shirtwaist company, una fabbrica di camicette da donna alla moda; Salvatore cade invece nella trappola della malavita italoamericana.

Clotilde partecipa a uno sciopero per i diritti delle donne e, nel poco tempo libero, frequenta una locanda a Little Italy. Proprio in quella locanda Salvatore ricatterà il proprietario Angelo, ma sarà scoperto da Clotilde. Ne seguirà una lite aspra che porterà alla luce l’insoddisfazione e il dolore del tanto agognato sogno americano. Clotilde abbandonerà così Salvatore al proprio destino. Lei, intrappolata nell’incendio che divampa nella fabbrica, in preda al panico, si lancia dal decimo piano.

Il rogo è quello che nel marzo del 1911 causò la morte di 146 persone, di cui 123 donne, per la maggior parte giovani immigrate italiane ed ebree, il tragico avvenimento che ha quindi ispirato l’istituzione della Giornata internazionale dell’8 marzo.

In scena Ilaria Conte (Rosa), Sharon Costanza (Michelina), Martina Maria Di Caro (Gegè), Francesco Farinella(Migrante fisarmonicista), Giovanni Geraci (Gianni), Toti Maria Geraci (Salvatore Spadaro), Gioele Rosario Incandela (Saro), Davide Maria Incandela (Banditore), Andrea Lo Piccolo (Carmelo), Andrea Marchetta (Migrante Chitarrista), Giulia Marciante (Anna), Cristina Mazzaccaro (Filomena), Chiara Ketty Sardo Cardalano (Concetta), Chiara Scalici (Clotilde Terranova), Giovanni Strano (Isaac Harris), Giulia Tarantino (Fannie Lansner) e Franco Bruno (Angelo).

Gli arrangiamenti e la direzione corale sono a cura di Giulia Marciante, le orchestrazioni di Enrico M. R. Fallea, le coreografie di Giovanni Geraci, i costumi di Valentina Pollicino e le scenografie di Valerio Vella e Paolo Tuzzè. Completano la locandina, il light designer Antonio Colaruotolo, il fonico Salvatore Barone, il service Arka service e le grafiche Studio Proclama.

La produzione esecutiva è di Niccolò Petitto, con la direzione di produzione di Giuditta Bonelli.