Sinnò me moro, Canzoniere della Mala

Filone musicale, teatrale e letterario che racconta le espressioni di vita ai margini

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Con Antonella Morea
Vittorio Cataldi, pianoforte
coordinamento e ricerche bibliografiche Delia Morea

Lunedì 3 dicembre ore 18, nel salotto di casa Santanelli, il Teatro cerca Casa presenta “Sinnò me moro. Canzoniere della Mala”, progetto nato con l’intento di ripercorrere quel filone musicale, teatrale e letterario che racconta le espressioni di vita ai margini, i bassifondi e le oscure e delittuose trame di malavita. In scena, l’interprete Antonella Morea accompagnata al pianoforte da Vittorio Cataldi. Lo spettacolo si avvale delle ricerche bibliografiche di Delia Morea. Per partecipare agli eventi della rassegna organizzata da Livia Coletta e Ileana Bonadies, è necessaria la prenotazione chiamando al 3343347090 – 3470963808 – 081 5782460, oppure attraverso il sito www.ilteatrocercacasa.it. A chi prenota verrà fornito l’indirizzo del luogo che ospita lo spettacolo.

Il lavoro musicale ripercorre un genere che ha origini nei canti tramandati dal popolo e che ha avuto ampia diffusione in Italia, soprattutto a Napoli con Raffaele Viviani, che cantava e raccontava del sottoproletariato urbano napoletano attraverso i suoi “tipi” tra cui il guappo, la prostituta, i carcerati, fino ad arrivare alla Sceneggiata di compagnie teatrali napoletane come la Cafiero-Fumo, in cui c’è sempre il personaggio “buono” e“’o malamente” e, nel finale, il bene prevale sul male. In tempi più recenti, lo stesso il repertorio è stato ripercorso da Roberto De Simone con il suo “Canto dei Filangieri”. All’inizio degli anni ’60 Giorgio Strehler, a Milano, ripesca le canzoni della “Mala” del nord e nobilita il genere accogliendolo al Piccolo Teatro di Milano e inventando Ornella Vanoni, nuova musa del filone. Ma Milano è anche il regno di un nuovo, ironico e realista cabaret e di personaggi come Jannacci e Gaber che scrivono anche canzoni con un occhio rivolto al genere così come fa, a Genova, il poeta cantautore Fabrizio De Andrè. Non è da meno Roma dove c’è Gabriella Ferri a reinterpretare lo stile popolare mentre in Sicilia è Rosa Balistreri a cantare la voce del popolo e, naturalmente, dei reietti. In questo ambito, testimonianze canore anche in Calabria.

Alla musica si aggiungono poi libri, testi teatrali e romanzi indimenticabili come “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda, dove il noir assurge ai fasti letterari: «Il nostro progetto — spiega Antonella Morea —, che intende dare una immagine più stilizzata del genere, tenterà dunque di intraprendere un viaggio complesso tra i sentieri della “Mala”, recitandola e cantandola, così dando voce a canzoni popolari o d’autore come appunto quelle di Raffaele Viviani, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, e a brani letterari tratti da Carlo Emilio Gadda, George Simenon, Raymond Chandler, Giorgio Scerbanenco, Attilio Veraldi, Giuseppe Ferrandino e altri».