Pompei, i nuovi tesori nella Casa di Leda

Per il futuro del Parco Archeologico sono in campo oltre 100 Milioni di Euro

Pompei

In occasione della diretta YouTube per la stampa sui lavori di restauro e scavo alla casa di Leda , indagata nel 2018-2019 e oggi nuovamente oggetto di un intervento di accessibilità e tutela, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, si è soffermato su quello che ha definito un momento cruciale per il sito UNESCO, ovvero una grande rigenerazione “archeo-urbanistica” che si sta realizzando dopo la conclusione con successo del Grande Progetto Pompei.

“Dopo gli anni della messa in sicurezza del sito di Pompei nell’ambito del Grande Progetto, siamo ora in una fase nella quale dobbiamo navigare verso nuovi orizzonti: abbiamo messo alla base del nostro lavoro in questo senso un approccio di urbanistica, applicata a una città archeologica. Una specie di rigenerazione archeo-urbanistica che allarga lo sguardo dagli aspetti prettamente archeologici e conservativi a una visione urbana e socio-culturale: i servizi per il pubblico e per le funzioni tecniche e della sicurezza, i grandi poli espositivi che stiamo realizzando a San Paolino e alla Palestra Grande, i nuovi depositi di Porta Nola, Stabia e Torre Annunziata, i trasporti con navetta tra i siti e l’accessibilità, la valorizzazione delle aree verdi e dell’agricoltura archeologica e la sostenibilità, la ristorazione e le aree e i laboratori per bambini con il nostro Children Museum.

 In breve, pensiamo a Pompei come a una città contemporanea, solo che è rimasta pressoché immutata da 2000 anni e si compone di una cittadinanza mondiale di viaggiatori che vengono ogni giorno da tutti i continenti. Anzi, pensiamo alle due Pompei, quella antica e quella moderna, e anche a Scafati, Torre Annunziata, Boscoreale, Castellammare di Stabia, Terzigno, Lettere, Poggiomarino e a tutto il territorio, come un’unica realtà dal punto di vista archeologico e urbanistico. Se il parco archeologico va sempre più verso un approccio urbanistico in termini di servizi e pianificazione dei lavori, i comuni della Buffer Zone possono essere concepiti come parte integrante di un grande parco archeologico diffuso, con tante presenze archeologiche sui loro territori. Come la città antica era parte di un paesaggio culturale, anche oggi non ci dovrebbero essere confini rigidi tra dentro e fuori. Ho in questi giorni aggiornato il ministro Sangiuliano, che ringrazio per il sostegno e l’ascolto continuo, sulla progettualità in campo che si inserisce in questa grande rigenerazione archeologica e urbanistica dei siti ministeriali e del territorio e che vorrei illustrare con alcuni dati:

  • Nel 2023 l’UNESCO ha approvato la nuova Buffer Zone di Pompei, Ercolano e Oplonti che comprende 11 comuni: Portici, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno, Trecase, Pompei, Scafati e Castellammare di Stabia;
  • Su proposta del Ministro della Cultura, Pompei è nella legge di bilancio dello Stato di quest’anno, dove è prevista una “una campagna di scavi archeologici a Pompei e negli altri parchi archeologici nazionali”;
  • Attualmente abbiamo 28 cantieri di restauro, accessibilità e messa in sicurezza in corso, 11 altri sono in fase di avvio, altri ancora in progettazione, per un importo complessivo in programmazione di 100mio di Euro;*
  • Di questi, 9 sono attualmente i cantieri che comprendono attività di scavo stratigrafico, per lo più per ragioni di miglioramento delle condizioni di conservazione e tutela del patrimonio già emerso. Ciò significa che attualmente si sta scavando su un’area mai raggiunta come superficie dalle grandi campagne degli anni ’50 del Novecento: 9000 mq“.

Attualmente, oltre alle continue ed indispensabili attività di monitoraggio, gestione, manutenzione ordinaria e programmata costante ed estensiva dei siti, abbiamo 28 cantieri di restauro e messa in sicurezza in corso, altri 11 sono in fase di avvio, per un importo complessivo in programmazione di 53,60 milioni di Euro (per gli interventi in corso) e 11,00 Milioni di Euro (per i cantieri di prossima apertura) per complessivi circa 65 milioni di Euro impegnati su 39 interventi, finanziati per circa il 50% con fondi Legge 190, fondi PON Cultura e Sviluppo 2014-2020 e fondi ex CIPE.

Oltre alla programmazione ordinaria, che per il triennio 2024-2026 prevede un investimento complessivo di circa 25mio di Euro, il Parco gestisce anche diverse altre fonti di finanziamento impiegate per gli interventi sul patrimonio monumentale del Parco per complessivi ed ulteriori 11,6 MLN € (Fondi PNRR e Fondi CISS Pompei Vesuvio Napoli). Complessivamente, per il futuro del Parco Archeologico di Pompei sono già in campo oltre 100 Milioni di Euro.

————————————————–

Casa di Leda: dai lavori di messa in sicurezza e restauro emergono altri ambienti e due nuove domus.

La Casa di Leda (V, 6, 12) è attualmente oggetto di attività di scavo e restauro finalizzate alla risoluzione delle problematiche di conservazione degli apparati decorativi e allestimento di un nuovo sistema di coperture di protezione e alla valorizzazione e apertura al pubblico della domus. Il cantiere in corso sta completando lo scavo degli ambienti già noti dal 2018, tra cui quello con affresco di Leda e il cigno, e ancora parzialmente sepolti con l’arretramento della scarpata di confine tra la città scavata e quella non scavata, mettendo in luce ulteriori vani, in parte collegabili a due nuove domus, poste rispettivamente a Nord e Sud.

Le indagini attuali stanno conferendo elementi utili alla definizione planimetrica anche di queste due nuove domus, accompagnati da una serie di rinvenimenti di affreschi di particolare pregio.

L’area occupata dalla Casa di Leda è stata in parte già indagata da scavi ipogei, databili tra Settecento e inizio Ottocento, grazie a uno strato eruttivo del 1822 che copre i livelli di riporto moderni sul lato meridionale. I cunicoli hanno asportato la stratigrafia del 79 d.C. fino alla quota di 50-80 cm dai piani pavimentali, mentre nelle altre abitazioni il deposito di pomici raggiunge l’altezza di quasi 4 m, arrivando a coprire le creste murarie.

La Casa di Leda presenta ai lati dell’ingresso due cubicoli, uno dei quali ospita il quadro raffigurante Leda e il cigno. Le nuove stanze emerse comprendono il tablinioun corridoio per l’ingresso ai quartieri servili e un piccolo vano quadrangolare. Sono tutte collegate all’atrio, di cui si è portata alla luce anche la parte settentrionale, e mostrano sui piani pavimentali estese tracce di intervento, indice che il corpo di fabbrica è andato incontro a diverse fasi edilizie.

Le decorazioni pittoriche sono tutte riconducibili al IV Stile. Nell’atrio abbiamo pannelli rossi e gialli scanditi da finte architetture, con al centro quadretti mitologici (uno con Narciso emerse già nel 2018) mentre nel tablinio e nei cubicoli si predilige il fondo bianco con elementi naturalistici quali uccelli, scorci con alberi e paesaggi marini; nei campi laterali sono raffigurati talvolta animali fantastici. Il cubicolo posto a nord delle fauces mostra invece dei tondi con ritratti di volti femminili. Le pareti del corridoio sono infine decorate in modo da replicare diverse tipologie di marmo.

La domus settentrionale è al momento composta da sei ambienti, quasi tutti collegati con l’atrio, posto a Nord. Nella zona di passaggio fra l’ala meridionale e l’atrio è stato rinvenuto un gruppo di statuine in terracotta (E-Journal degli Scavi di Pompei 9). La stessa ala conserva la maggior parte delle decorazioni in IV Stile, delle quali sono visibili i registri mediano e superiore. Le pinakes raffigurano nature morte e quadretti a soggetto lacustre. Gli ambienti limitrofi sono invece caratterizzati da piani pavimentali più alti rispetto alla Casa di Leda.

La domus meridionale comprende le fauces, uno dei cubicoli laterali e parte dell’atrio, ma in questo settore le operazioni di scavo sono ancora in corso. L’atrio era dotato di una scala di cui resta il tracciato in negativo. In prossimità della scala è visibile un larario con mensola in marmo. Tra le decorazioni in IV Stile che rivestono le pareti di fondo spicca il quadro mitologico raffigurante Frisso ed Elle in fuga sull’ariete del Vello d’Oro.

Le operazioni di scavo attualmente in corso dunque mirano a restituire l’intero impianto planimetrico della casa di Leda e ad acquisire dati sufficienti per definire gli ambienti principali delle due domus confinanti a nord e a sud. Al contempo si stanno portando avanti le operazioni di pulitura delle superfici affrescate dai residui vulcanici e i depositi concrezionati, consolidamento dello strato superficiale e di profondità per poi avviare la fase di restauro pittorico.