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Adriana Lecouvreur in scena al Teatro di San Carlo (le foto)

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IL FATTO

Il Trittico Eucaristico nel duomo di Pozzuoli

arte

È iniziato il restauro delle tele di Agostino Beltrano, “Re Davide” e “Melchisedek”, ritrovate nei depositi del museo di Capodimonte nel 2022 dal prof. Giuseppe Porzio dell’Università di Napoli l’Orientale, alle quali si aggiungerà a maggio anche la monumentale “Ultima cena”, dell’autore, attualmente nella sacrestia della cattedrale puteolana. Con questo recupero di Beltrano sarà così ricomposto il prezioso Trittico Eucaristico del duomo di Pozzuoli. L’annuncio viene dato contemporaneamente dal vescovo di Pozzuoli e di Ischia, monsignor Carlo Villano e dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt.

«Capodimonte, principale pinacoteca del mezzogiorno, seconda in Italia per importanza dopo gli Uffizi – ha sottolineato Schmidt –, vuole dialogare sempre più con il territorio in particolare contribuendo con il patrimonio dei propri depositi a scrivere la storia dell’arte in Campania attraverso, restauri, restituzioni ed esposizioni anche di lungo periodo. Particolarmente significativa, poiché si collega alla valorizzazione del territorio flegreo, è la prima collaborazione di questo nuovo programma con la Diocesi di Pozzuoli per questo storico iallestimento». Il recupero del trittico puteolano ha fornito inoltre l’occasione per presentare il progetto “Capodimonte diffuso”.

Per il vescovo Villano «questo recupero costituisce un segno di speranza per il nostro territorio flegreo, che nonostante il bradisismo, desidera riappropriarsi della propria vita, ripartendo sempre e di nuovo dalla bellezza dei suoi luoghi e della sua storia. Inoltre tornare all’Eucaristia attraverso l’espressione artistica di Beltrano sarà per ogni visitatore l’occasione per ripensare a quel segno che annuncia la presenza di Dio nella storia, il suo farsi carne, il suo donarsi per amore come vita del mondo. Come canta la tradizione della Chiesa, l’Eucaristia è il segno di unità, il vincolo di carità, il memoriale della morte e resurrezione del Signore, il farmaco dell’immortalità. Un augurio anche per le prossime festività pasquali».

«Seguiremo con attenzione e con cura tutto il processo di restauro del trittico originario che restituirà una ricchezza pittorica adesso non più leggibile», ha dichiarato Paola Ricciardi, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, che collabora alla realizzazione di questo progetto di ricomposizione.

Afferma ancora il vescovo: «La collaborazione con il Museo di Capodimonte, la Soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Napoli e l’Università di Napoli l’Orientale è la prova che unendo le forze si possono realizzare grandi cose, che non solo promuovono il bene della società, ma danno testimonianza di come si diventa comunità».

 Le tele di Agostino Beltrano

Il ciclo delle tele con Melchisedek nell’atto di offrire pane e vino, re Davide in trono e l’ultima cena, fu commissionato per la cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Pozzuoli da fra Martín de León y Cárdenas, vescovo dal 1631 al 1650. Le due tele identificate dal professor Porzio, erano unicamente registrate nell’inventario Causa avviato intorno al 1970. Restano ancora oggetto di studio archivistico le modalità con cui le due opere sono giunte a Capodimonte: non è infatti chiaro se il trasferimento sia avvenuto prima o dopo l’incendio del 1964 che devastò il Duomo. Nella Cattedrale al rione Terra il trittico tornerà accanto alle opere di Massimo Stanzione (di cui fu stretto collaboratore Beltrano, marito della pittrice Diana De Rosa), Artemisia Gentileschi e Giovanni Lanfranco. Il complesso restauro, sostenuto dalla Diocesi di Pozzuoli, grazie al contributo dei fondi 8xMille alla Chiesa Cattolica è a cura dello Studio Ermes di Iriana Suprina Petrovic.

 

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