Procida, un happening tra cultura e mondanità

L’evento si chiuderà con cena e serata e di gala, con intermezzo musicale

“E’ un evento che è un omaggio a Procida, alla sua gente, al suo essere un’isola ancora autentica, con i suoi valori antichi ed oggi attraversata da un fortissimo richiamo di cultura. Abbiamo mobilitato personaggi di grande rilievo nazionale che saranno ufficialmente premiati ed abbiamo allestito un programma ricco di appuntamenti e di suggestioni, che certamente farà breccia tra i procidani e non solo. Ma questo è solo il primo atto di un’iniziativa che si inserirà stabilmente nel calendario culturale dell’isola: diamo sin da ora appuntamento a tutti per la prossima edizione che, forti dell’esperienza di questa prima, sarà ancor più interessante ed avvincente”.

Lo afferma Rosaria Cantagallo, vera anima organizzatrice con la sua “Profumi di Procida” della prima edizione del premio “Procida, una vita per la cultura”. L’appuntamento è fissato per domenica 29 maggio. Un evento che si snoderà in tre momenti, tutti idealmente collegati fra di loro dal filo rosso, appunto della cultura.
La mattina nella accogliente cornice del Hotel La vigna in programma un happening dal titolo “Una vita per la cultura”, che sarà condotto da Stefania Colangelo e vedrà salire sul palco per ricevere l’omonimo premio prestigiosi personaggi, di caratura nazionale, che hanno onorato il loro lavoro e le loro opere con riconoscimenti unanimi.

Riceveranno l’ambito riconoscimento: l’imprenditore Gennaro Bartolomucci, il piccolo Nicolò Botta, la giornalista Annarita Briganti, il chirurgo Vincenzo D’Alessandro, la stilista Anna Fendi, il principe Guglielmo Giovannelli Marconi, l’imprenditrice Biancamaria Lucibelli, l’editore Piero Graus e la promotrice culturale Sara Iannone, la grecista Agata Zanfino.
Tra i premiati assume particolare valenza la presenza di Nicolò Botta, al centro del progetto sociale “#iosononicolo”.  Nicolò è un bambino salernitano di dieci anni, diversamente abile, nonché autistico, che con metodo e programmi strutturati, attraverso interessi speciali, i libri, la lettura, i viaggi, in sinergia con interventi integrati e dinamici tra Asl scuola e Comune, riesce ad ottenere alcuni obiettivi prefissati.

Un tocco aggiuntivo di mondanità sarà assicurato dalla presenza, sempre tra i premiati, di personaggi che animano i salotti romani, noti nel mondo come Anna Fendi e o come Biancamaria Lucibelli, artefice del “Galà delle Margherite” e al principe Guglielmo Marconi, nipote del famoso scienziato.
Nel pomeriggio presentazione del libro di Lino Zaccaria, L’aquilotto insanguinato, biografia di Corradino di Svevia. Relatori il professor Guido Trombetti, il magistrato-storico Sergio Zazzera e il giornalista Domenico Ambrosino. Modererà Tjuna Notarbartolo, animatrice del premio letterario “Elsa Morante”. Letture di Antonio Leccisi.

Il libro parla della avventura di Corradino di Svevia, il giovanissimo nipote di Federico II. All’epoca, siamo in pieno 1200, fu una tragedia immane, che giunse all’epilogo a Napoli, in quella che è oggi piazza Mercato, sotto gli occhi commossi e atterriti di migliaia di cittadini, radunati apposta perché quella decapitazione fungesse da monito, anche per il futuro.
La descrizione dell’uccisione di Corradino di Svevia è il “piatto forte” della ricostruzione biografica che Lino Zaccaria ha proposto ai lettori del suo “L’aquilottto insanguinato” appena edito da Graus nella seconda edizione.

Una ricostruzione completa, che si apre con un’introduzione di carattere storico sullo scenario nel quale era poi maturata la vicenda dell’ultimo rampollo della dinastia Hoenstaufen. Nel volume si può rinvenire un’accurata disamina di tutte le posizioni che si sono susseguite nei secoli tra quanti sostenevano che Carlo d’Angiò dovesse alla fine far salva la vita al giovanissimo rivale e quanti invece assumevano che la condanna a morte fosse inevitabile, perché Corradino vivo avrebbe rappresentato una spina nel fianco duratura per il sovrano francese trapiantato a Napoli. Nel libro si fa anche ampio riferimento alla figura del medico Giovanni da Procida, che aveva appunto origini nell’isola e che fu un fedelissimo degli Svevi, da Federico II a Manfredi e poi allo stesso Corradino e, si ritiene, l’ispiratore dei Vespri siciliani.
L’evento di Procida si chiuderà infine con cena e serata e di gala, con intermezzo musicale e intrattenimento. Un tocco di mondanità che non guasta al termine di una giornata interamente dedicata alla cultura.