Auguri in… versi

I nonni dovrebbero essere inseriti tra i patrimoni dell’umanità

(di Mariateresa Di Pastena)

2 Ottobre, Festa dei Nonni. Sempre pronti a raccontare fiabe ai loro nipoti, perfino ad inventarle, pronti ad accudirli, spesso al posto dei genitori quando ce n’è bisogno, a portarli al parco, ma soprattutto ad amarli incondizionatamente, i nonni dovrebbero essere inseriti tra i patrimoni dell’umanità! Pronti a dare esempi, saggi consigli, a fare regali inaspettati, sono davvero il re e la regina della famiglia. Non vanno mai in vacanza, i nonni, e non si stancano mai di coccolare quei piccoli uomini e quelle piccole donne che, per loro, sono ancora più figli dei loro stessi figli.
Se i nonni in questione sono abbastanza giovani, poi, ed hanno una vita sociale ancora attiva, mettono comunque al primo posto i loro nipoti: la palestra o la scuola di ballo possono anche aspettare, anche quel film appena uscito al cinema può aspettare, e gli amici pure, ma i nipoti no!. Prenderli in braccio, quando questi ultimi sono ancora piccoli, farli girare in tondo o prenderli a cavalcioni sulle spalle, nonostante il mal di schiena incombente, aiutarli nei compiti, preparare loro la pizza o un dolce soffice, tutto questo li riempie di gioia, come nessun’altra cosa al mondo.
Ma, se i nonni sono meno giovani, attenzione a non farli stancare troppo: non dimentichiamoci della loro età (anche se spesso non la dimostrano!) e della loro salute. Per badare ai nipoti, ed ai bambini in generale, ci vuole tantissima energia! In poche parole, chi ha ancora i nonni se li tenga ben stretti, vicini o lontani che siano. Dando loro amore, cura e rispetto.
Auguri, in versi, a tutti i nonni!

‘Ai nonni’

I nonni sono la nostra storia,
sono gli occhi della nostra memoria.
Sono specchi in cui si riflette il passato:
ciò che sono stati e ciò che hanno amato.
Sono radici, semi, campi estesi,
i nonni, sono fuochi sempre accesi.
Sono strade sicure, ponti, gallerie,
dove, per noi, hanno tracciato scie.
Sono grandi boe in mezzo al mare,
a cui ci possiamo aggrappare.
Ci cantano canzoni ancora belle,
dedicate alla luna e alle stelle,
e nell’era della tecnologia
hanno gli occhi pieni di nostalgia.
Così, i nonni, ci prendono per mano
e ci spiegano cos’è un campo di grano.
Ci deliziano con piatti prelibati,
dagli ingredienti sani, equilibrati:
nessuno ne conosce la ricetta,
di sicuro c’è amore e non c’è fretta.
Hanno voci morbide e profonde
da cui sgorgano storie, come onde:
storie di guerre, di vita e di amori,
ricche di sacrifici e di valori.
Amano raccontare ed essere ascoltati,
per sentirsi ancora ciò che sono stati.
Quando sono anziani o ammalati,
i nonni, da soli non vanno mai lasciati,
diamo loro la stessa tenerezza
che han dato a noi, quando siamo nati.