“Anche noi siamo felici”

 

“Anche noi siamo felici”, come ogni mio libro, nasce dal mio bisogno di comunicare con i ragazzi (e non solo con quelli che ho la fortuna ogni giorno di avere di fronte a me come insegnante)  e di trasmettere loro dei messaggi. Nasce, allo stesso tempo,  dall’esigenza di voler guardare il mondo attraverso gli occhi di altre persone e poi di dar loro voce. Le tematiche presenti in questo libro sono l’adolescenza, la scuola, l’amicizia, il primo amore, i legami familiari, declinati nelle loro varie sfaccettature, e le passioni dei ragazzi ma anche degli adulti (in questo caso, il disegno, i fumetti, il calcio, il cinema, Totò);  ad esse si intrecciano la disabilità (in particolare lo spettro autistico) e la cosiddetta ‘terza età’, che credo riguardino ognuno di noi come essere umano e che spero vivamente di aver ‘trattato’ con la massima delicatezza ed il massimo rispetto.

Sono fermamente convinta, e la mia esperienza di insegnante me lo conferma ogni giorno, che dalla scuola, oltre che dalla famiglia, debbano partire messaggi educativi importanti, che possano allontanare, e spero un giorno eliminare, i pregiudizi e ‘l’ignoranza’ , intesa nel vero senso della parola, che spesso condizionano i rapporti umani.

Lorenzo, il narratore e protagonista del romanzo (ma in realtà non è l’unico), ha dodici anni e  sta per terminare la prima media. Ha un fratello, che ne ha quattordici e che è un bambino speciale: Andrea, infatti, affetto da una grave forma di autismo, non parla, comunica solo attraverso gli sguardi, adora il cinema e i fumetti della Disney, ama disegnare ed ha una memoria eccezionale: i due fratelli hanno trovato comunque un modo per comunicare e per capirsi. La loro è una bella famiglia, come tante altre, solo con qualche difficoltà in più, e, soprattutto, con tanti pregiudizi e barriere da dover affrontare e combattere. Infatti, purtroppo, è messa spesso a dura  prova soprattutto dal mondo esterno, accecato a volte dai pregiudizi e dal quale Andrea cerca spesso di nascondersi. Quello che Lorenzo reclama è soprattutto, e giustamente, proprio il diritto della sua famiglia ad una vita uguale a quella  di tutte le altre. I genitori si prendono cura di loro come meglio non potrebbero, eppure le incertezze e le paure, come in ogni nucleo familiare, sono sempre in agguato. Lorenzo, che da piccolo era perfino geloso delle attenzioni riservate soprattutto a suo fratello, è dovuto crescere in fretta, pur senza dover rinunciare ai suoi sogni e ai suoi migliori amici, Francesco, Riccardo e Piero.

I primi due sono compagni di classe di suo fratello, frequentano la terza media e, sia grazie alle loro esperienze che al loro vissuto, arricchiranno la vita di Andrea e di Lorenzo. Quest’ultimo sarà coinvolto, proprio da Riccardo, in una strana e misteriosa avventura, e dovrà subito armarsi di santa pazienza, quando Rosa, un’altra  compagna di classe di Riccardo, arrivata da poco e di cui quest’ultimo è innamorato, senza un apparente motivo sarà costretta a lasciare la scuola. Rosa, già lontana dai genitori a causa di una delicata situazione familiare,  ed ospite di un convitto gestito dalle suore, tra cui la severissima Suor Orsola, ne diventerà improvvisamente ‘prigioniera’. Così, attraverso vari stratagemmi, i due amici cercheranno di scoprire cosa si nasconde dietro quel cancello, e quel lungo viale, che  separano Rosa dalla sua famiglia, dai suoi amici e dalla vita quotidiana, e lo faranno correndo qualche rischio che, però, Lorenzo saprà affrontare con la sua innata ironia e grazie alla bontà della dolce suor Emanuela, appassionatissima di Totò (ma non è l’unica). Piero, invece, a causa del padre che non è certo uno stinco di santo, avrà bisogno del sostegno di Lorenzo e Riccardo, e coinvolgerà il primo in un’opera nobile, quale quella di occuparsi di “Nonna Titina”, caduta proprio nella rete truffaldina del padre.

Il primo amore, rincorso da Riccardo e quasi scongiurato da Lorenzo, e la loro forte amicizia riserveranno loro tante sorprese. Intanto, Lorenzo, vive parallelamente la delicata dimensione familiare, in cui si affronta appunto la grave forma di autismo di Andrea, non senza dubbi e imprevisti, ma comunque con la convinzione che siamo tutti uguali e che i mali peggiori che ci circondano sono l’indifferenza e l’ignoranza. Il prete della parrocchia del quartiere, Padre Giacomo, aiuterà la madre  a non sentirsi in colpa verso i suoi figli e a capire che l’Amore è sempre l’unica strada giusta da percorrere. Il papà avrà il ruolo più difficile e scomodo, quello di insegnare a tutt’e due i figli ad essere responsabili, e quello  di dare comunque ad entrambi delle regole. Lorenzo e Andrea, che hanno in comune tante passioni, tra cui il disegno, il cinema, il calcio (in particolare il Napoli, la squadra della città in cui vivono e che amano), sono come due piante che hanno bisogno di acqua in diverse quantità. E che rivendicano semplicemente il diritto alla vita ed alla felicità.

Il filo conduttore del racconto, è proprio la ricerca della felicità, o meglio la ricerca di quel diritto alla felicità che è di tutti, e che prescinde dalle nostre abilità, dalla nostra età e da tutto il resto. 

Oltre a tanti momenti e spunti di riflessione, non mancano,  naturalmente, situazioni appassionanti, divertenti e perfino misteriose e rocambolesche che coinvolgono, intrecciandole tra loro, le storie dei vari personaggi.

Capitolo dopo capitolo, ognuno dei quali corredato da un mio aforisma, coniato ad hoc per esaltarne e riassumerne il senso,  cresce la speranza, e la voglia, non solo che ognuno possa vivere la propria vita al meglio,  ma che possa rendere vivibile al meglio quella degli altri.   

I capitoli sono intervallati da “Proposte di lavoro” che testano e verificano la comprensione del testo, arricchiscono il lessico e la produzione scritta, ma offrono anche giochi ed esercitazioni linguistiche originali che ho creato per stimolare la creatività. Le cinque schede di approfondimento finali offrono mie riflessioni sugli altrettanti temi principali trattati nel romanzo (L’amicizia, fumetti e cinema, la ‘terza età’, il valore educativo dello sport, disabilità e inclusione).