Piano territoriale, firmata l’Intesa Istituzionale

Sottoscritta oggi tra la Conferenza permanente di Pianificazione e la Città Metropolitana di Napoli. Il sindaco Manfredi: “Una visione per governare il futuro del territorio metropolitano”. L’assessore regionale Cuomo: “Uno strumento fondamentale per programmare gli investimenti”.

Si è svolta presso la Sala del Consiglio Metropolitano del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova a Napoli, la cerimonia di sottoscrizione dell’Intesa Istituzionale tra la Conferenza permanente di Pianificazione (ex art. 5 L.R. n. 13/2008) e la Città Metropolitana di Napoli sul progetto di “Piano Territoriale Metropolitano (PTM)”, comprensivo della proposta di articolazione del territorio in 10 Zone Omogenee.

Presenti  il Sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, il Consigliere metropolitano delegato all’Urbanistica Giuseppe Bencivenga e l’Assessore regionale al Governo del Territorio della Regione Campania  Vincenzo Cuomo, la cui presenza ha sancito il pieno sostegno della Regione al processo di pianificazione metropolitana. In sala anche gli altri consiglieri della Città Metropolitana di Napoli.

Un piano frutto di anni di lavoro e partecipazione

Il Piano Territoriale Metropolitano è il risultato di un lungo e articolato processo pianificatorio, partito con il preliminare del piano nel 2022 sul quale è stata avviata la co-pianificazione con la Regione Campania nel 2023, e parallelamente è stato avviato un processo di partecipazione che ha coinvolto attivamente Comuni, enti e associazioni di categoria. Elaborato dalla Direzione Pianificazione Territoriale della Città Metropolitana, il PTM risponde all’obbligo previsto dall’art. 35 dello Statuto metropolitano e dall’art. 18 bis della L.R. n. 16/2004, così come modificato dalla L.R. n. 5/2024.

“Dotarsi del Piano Territoriale Metropolitano non è soltanto un obbligo di legge – ha dichiarato il Sindaco metropolitano Manfredi – ma è un’opportunità straordinaria per governare lo sviluppo del nostro territorio con equità e sostenibilità. Senza Piano si resta prigionieri delle emergenze, con il Piano ci dotiamo di una governance capace di visione e di indirizzo per il futuro della nostra area metropolitana, il suo sviluppo economico e sociale. Per farlo abbiamo scelto una visione policentrica e suddiviso il territorio in 10 zone omogenee per rendere il territorio più competitivo e attrattivo”.

Strategie del PTM: il policentrismo, 12 obiettivi generali declinati in 10 strategie territoriali

Il PTM è ispirato all’Agenda 2030 e al Piano Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, ed è redatto in conformità alla normativa urbanistica regionale. Il PTM introduce un modello “policentrico” che prevede accanto alla città di Napoli una rete di altre centralità diffuse rappresentate dalle cosiddette ‘zone omogenee’. Dodici obiettivi generali declinati in dieci strategie territoriali: dalla rigenerazione urbana al potenziamento delle reti ecologiche, dal contrasto al consumo di suolo alla promozione della mobilità sostenibile, fino alla valorizzazione del patrimonio culturale della Città Metropolitana.

Il Consigliere metropolitano delegato all’Urbanistica Giuseppe Bencivenga ha sottolineato l’importanza dell’intesa istituzionale: “Siamo giunti a questa firma dopo un lungo processo partecipativo, di confronto sui territori con gli attori locali, con i ‘Metromeeting’ a Frattaminore, a Bacoli e nell’area sorrentina. Con l’intesa di oggi, si apre un percorso condiviso, si aprono ulteriori fase di confronto che avremo nel Forum Metropolitano e nella Conferenza metropolitana e poi sono previste le osservazioni dei Comuni. Mi preme sottolineare che le zone omogenee non sostituiscono le amministrazioni locali: le rafforzano e le mettono in rete, costruendo una cornice condivisa che evita frammentazioni e garantisce l’autonomia comunale nelle scelte di dettaglio”.

Le 10 Zone Omogenee: un territorio in rete

Ad integrazione della strategia policentrica, infatti, il PTM prevede l’articolazione del territorio metropolitano in 10 Zone Omogenee. Le Zone riconoscono le profondità geomorfologiche, ambientali, economiche e sociali dei diversi ambiti – Campi Flegrei-Ischia e Procida, Giuglianese, Napoli Nord, Napoli, Napoli Nord est, Nolano, Vesuviano interno, Vesuviano costiero, Sarnese, Penisola sorrentina e Capri – consentendo di programmare infrastrutture, attrezzature metropolitane e strategie ambientali in una logica di sistema, non di competizione tra Comuni.

Il Piano, inoltre, dedica particolare attenzione alla sicurezza del territorio, con una ricognizione approfondita dei rischi naturali – idrogeologico, sismico, vulcanico, maremoto, incendi – e antropici. Specifica attenzione è riservata all’isola di Ischia, recependo gli strumenti adottati dopo gli eventi sismici e franosi, e ai Campi Flegrei, dove il fenomeno bradisismico richiede coordinamento istituzionale costante.

Il PTM come strumento concreto di sviluppo

Anche l’assessore regionale al Governo del Territorio Vincenzo Cuomo sottolinea l’importanza dell’intesa istituzionale: “La Regione Campania accompagna e sostiene la Città Metropolitana di Napoli lungo tutto il percorso di co-pianificazione. Questo PTM è aggiornato alle ultime normative regionali e sottolinea il policentrismo, una caratteristica che permette di esaltare il protagonismo dei singoli territori. L’idea di elevare le zone omogenee portandole a dieci tiene conto anche dell’andamento demografico del territorio che vede concentrati  1 milione di abitanti nella città di Napoli e i restanti  2 milioni negli altri 91 comuni dell’area metropolitana, con città di medie e grandi dimensioni, alcune delle quali superano perfino i 100mila abitanti. Il piano tiene conto di tutto ciò. Avere uno strumento di pianificazione urbanistica di area vasta come il PTM ci permette di fare delle scelte e di dare risposte concrete ai cittadini, anche in termini di housing sociale, rigenerazione urbana  e di riprogrammazione dei fondi FESR”.

Inoltre, è importante sottolineare che il PTM ha recepito il nuovo regolamento urbanistico regionale del 2025 e, quindi, può rappresentare un valido supporto alla pianificazione dei singoli comuni per la redazione dei rispettivi PUC, rappresentando uno strumento di valutazione di coerenza degli stessi PUC con il PTM.