
L’iniziativa è stata promossa dall’UNAR e organizzata dalla Città Metropolitana di Napoli in collaborazione con il Comune.
“Bianco e nero differenza zero”. “Credo negli esseri umani, a prescindere dalla cultura”. “#StopRacism”. “Non è il colore della pelle a definire il valore di una persona”. Sono alcuni degli slogan che sono stati ideati dagli studenti che quest’oggi hanno partecipato al “Forum delle Differenze (talk, performances e laboratori creativi)”, l’iniziativa organizzata dalla Città Metropolitana di Napoli nell’ambito della “Settimana di azione contro il razzismo” promossa dall’UNAR – l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri – giunta quest’anno alla sua XXII edizione.
L’evento ha visto l’alternarsi di momenti di racconto, dibattito,testimonianze, esibizioni musicali, proiezioni, dj set, spazi laboratoriali, yoga inclusivo e anche un angolo per le associazioni.
Gli studenti delle scuole di Napoli e dell’area metropolitana hanno avuto modo di toccare con mano le storie dei minori stranieri non accompagnati, quei ragazzi senza genitori che fuggono da realtà devastate da povertà, carestie, guerre, conflitti sociali e politici, a Napoli curati da Dedalus; dei rifugiati che hanno lasciato il loro Paese in guerra e stanno provando a ricostruire la propria vita altrove, come Dj Ivy, artista ucraina, protagonista anche di un set di chiusura che ha fatto ballare tutti; la storia di Johann “Rukeli” Trollmann, pugile tedesco di origine sinti che sfidò Hitler e il nazismo finendo ammazzato, e poi storie di immigrazione, di sofferenza ma anche di inclusione, di integrazione, di rinascita.
“Con questa iniziativa – ha affermato il Vicesindaco metropolitano, Giuseppe Cirillo, che ha aperto i lavori della giornata – abbiamo voluto coinvolgere gli studenti in una riflessione profonda sui valori dell’accoglienza. Il nostro obiettivo era sensibilizzare i giovani sulle vite di chi, come i rifugiati, i minori orfani, scappa dall’orrore e arriva nei nostri territori in cerca di futuro, fornire gli strumenti per abbattere i pregiudizi e riconoscere nell’altro una risorsa, non un pericolo. L’entusiasmo di oggi di questi ragazzi testimonia che l’obiettivo è stato raggiunto”.
“La manifestazione – hanno sottolineato le referenti UNAR per la Città Metropolitana, Renata Monda e Lisa de Benedictis – è inserita nelle celebrazioni della XXII Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, in particolare nelle azioni della Rete delle Città metropolitane per l’inclusione e si accompagna a quelle che sono state celebrate oggi nelle altre 13 Città metropolitane d’Italia attraverso la realizzazione di eventi di sensibilizzazione sulle tematiche del razzismo, dell’intolleranza e della xenofobia, rivolti in particolar modo alle giovani generazioni”.
E per l’occasione la Città Metropolitana quest’anno raddoppia: previsto per venerdì 20 marzo, dalle 9.30, all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, il Convegno “La Città Metropolitana e i giovani: cultura condivisa dell’inclusione. Educazione, diritti e contrasto alla discriminazione razziale”.
Entrambi gli eventi sono realizzati in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili, al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli. “Abbiamo accolto – ha spiegato l’Assessora Chiara Marciani, presente oggi – con grande favore la proposta di coinvolgimento da parte della Città Metropolitana. Napoli è, storicamente, una città inclusiva, e iniziative come queste servono a perpetuare i valori dell’accoglienza e della fratellanza tra i popoli” .
Musica, artisti, laboratori e storie di rifugiati
Il forum – animato dagli special guest Alfio Battaglia e Ciro Limatola, i Corrieri di Kiss Kiss – ha visto gli interventi di Niroshika Lidia Gurusinghe, Presidente della Consulta degli Immigrati del Comune di Napoli; di Jomahe Solis, Presidente CASBA – Migrantour Napoli, cooperativa sociale che organizza itinerari turistici e passeggiate guidate da persone straniere attraverso vicoli, storie, vissuti, sapori e tradizioni delle comunità di migranti che vivono a Napoli; di Atchakpari Abdoul Mounirou, arrivato in Italia su un barcone, dopo mille sofferenze, oggi operatore di centro accoglienza (progetto SAI di Napoli), volontario, mediatore culturale del Benin, che fa da ponte tra il suo Paese e l’Italia con una rete di Associazioni; di Emanuele Scognamiglio, local coordinator del progetto Community matching di UNHCR, CIAC e Refugees Welcome Italia, che promuove l’integrazione delle persone rifugiate attraverso l’attivazione di relazioni di mentoring fra volontari e rifugiati (buddy), e di Olga Izzo, la Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Napoli.
Il corto per ‘Rukeli’
I ragazzi si sono emozionati alla visione del cortometraggio di Alessandro Rak – presentato da Barbara Pierro, presidente dell’associazione “Chi rom e chi no” – dedicato a Johann “Rukeli” Trollmann, il pugile sinti che sfidò il nazismo con il suo stile di combattimento anticonvenzionale (irretiva l’avversario con balletti e piroette, non esattamente in linea con l’idea di virilità ariana), che si vide revocare il titolo nazionale dei pesi medi per il colore della sua pelle, per poi venire ucciso da un kapò in un campo di concentramento. Si sono messi in gioco con i laboratori di scrittura e di disegno, si sono divertiti col gioco “Scoppia l’odio”, hanno ballato e cantato sulle note di Vitij, che ha cantato pezzi inediti sui temi della guerra e dei rifugiati, di Carlos M, che vive al Villaggio Coppola, a contatto con una realtà multietnica, di Luigi Corrado, in arte LC, protagonista ad Amici di Maria De Filippi 2026, e del set di Dj Ivy.
Ma soprattutto hanno sentito, dentro di sé, che davvero “tra bianco e nero, la differenza è zero”.
Gli eventi in tutte le 14 Città metropolitane sono stati finanziati a valere sulle risorse del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021 – 2027, nell’ambito del finanziamento FSE+.