Nella suggestiva cornice della Sala pompeiana di Palazzo Venezia a Napoli debutto del poeta Mauro Tesone con la presentazione della sua opera prima “Pillole di poesie” (Edizioni Progetto Cultura), davanti ad un folto e attento pubblico. L’evento è stato condotto con maestria da Ludovica Pagliaminuta, che si è soffermata ad illustrare i contenuti dell’opera evidenziandone in particolare gli aspetti psicologici e introspettivi. L’intervento dell’autore (che si è sviluppato anche con brevi sintesi in lingua inglese per venire incontro alle presenze internazionali in platea) è stato inframezzato dalle letture dell’attrice Francesca Morgante.
Tre i filoni che caratterizzano il lavoro di Tesone: natura, amore, viaggio. E attorno a questi tre ambiti si snodano le “pillole”, che, come scrive Carlo de Ambrogio nella prefazione “servono per curare” e “come le formiche riescono a portare un peso gigante pur essendo minuscole. Così il termine pillole ci riporta al concetto di curare una malattia, al cercare di stare meglio, al ripristino di uno stato di equilibrio mancante. Ecco, la missione di Tesone: usare le parole per riconnettere i lettori a valori che lui giudica più importanti, come il contatto con la natura che lotta, resiste e permane”. Le singole poesie di tesone seguono un canovaccio ben delineato, il modello di espressione letterario giapponese “haiku”, una forma poetica caratterizzata dalla brevità dei contenuti e dalla capacità di evocare un’immagine, un’emozione o un momento della natura con poche parole. E proprio questo è il senso delle poesie: rime prevalentemente di sole tre righe, che colpiscono, pur nella concisione, perché riescono ad estrinsecare i sentimenti e a suscitare emozioni. Obiettivi che lo stesso Tesone si prefigura in una altrettanto e logicamente brevissima nota introduttiva: “Alcuni dicono che la poesia sia la cura dell’anima, ebbene le pillole nel libo che state per leggere non hanno questa pretesa, del resto se anche una sola di loro riuscirà a risvegliare qualcosa di sopito, magari bussare leggermente alla vera essenza, far brillare una minuscola scintilla nell’oscurità, allora il loro scopo sarà raggiunto”.

