A lezione da Nino D’Angelo, tra musica e cultura

Federico II, centinaia di studenti per l'evento: “Le periferie non sono una moda, io sono nato lì”

Una Chiesa dei Santi Marcellino e Festo gremita di studenti, applausi continui, domande, riflessioni sul rapporto tra musica, identità, cultura popolare e trasformazioni sociali: è questo il cuore dell’incontro che ha visto protagonista Nino D’Angelo all’Università degli Studi di Napoli Federico II nell’ambito del format I Linguaggi della Creatività. Conversazione con…, ideato e curato dal professor Lello Savonardo e inserito nel progetto GenerAzione CreAttiva, promosso dall’Osservatorio Giovani del Dipartimento di Scienze Sociali, finanziato dalla Regione Campania e destinato ai giovani dai 18 ai 35 anni. Ad aprire l’incontro è stato il rettore dell’Ateneo, Matteo Lorito, che ha consegnato all’artista la medaglia celebrativa della Federico II, riconoscendo nel suo percorso umano e artistico una delle narrazioni culturali più significative del Paese, capace di attraversare oltre quarant’anni di storia italiana trasformando il racconto delle periferie e delle identità popolari in patrimonio collettivo. Proprio il tema delle periferie è stato uno dei punti centrali del confronto con gli studenti.

“Oggi tutti parlano di periferie, è diventata quasi una parola di moda. Io sono nato in quella vera”, ha raccontato D’Angelo durante la conversazione moderata dal professor Savonardo, soffermandosi sul valore culturale delle esperienze popolari, sul rischio di una rappresentazione superficiale dei territori e sul ruolo della musica come strumento di racconto sociale. L’iniziativa ha registrato una partecipazione straordinaria di giovani provenienti dai corsi dell’Ateneo, confermando la capacità del format di trasformare l’università in uno spazio di dialogo diretto tra produzione culturale, ricerca accademica e nuove generazioni. Tantissimi gli studenti presenti, molti dei quali hanno seguito l’incontro seduti a terra o lungo le navate laterali pur di assistere al dialogo con l’artista. “Nino D’Angelo rappresenta una delle espressioni più autentiche della cultura popolare napoletana, capace di attraversare la tradizione della canzone classica e allo stesso tempo di rinnovarne profondamente i linguaggi attraverso contaminazioni culturali, musicali e sociali”, sottolinea il professor Lello Savonardo. “Nel suo percorso artistico c’è poesia, ma c’è soprattuttouna forte dimensione sociale: non racconta soltanto l’amore, racconta le periferie, le fragilità, le trasformazioni della città e delle persone. 

Ci tenevamo ad averlo alla Federico II perché la sua è una storia di riscatto sociale e di cultura popolare che dalla strada, dall’esperienza vissuta, entra a pieno titolo nel tempio del sapere, dimostrando quanto i linguaggi popolari possano avere un valore culturale, umano e formativo straordinario”. Nel corso dell’incontro si è discusso del rapporto tra musica e memoria collettiva, delle nuove forme della comunicazione culturale e della capacità dei linguaggi creativi di interpretare il presente, raccontarne le contraddizioni e anticiparne i cambiamenti. Il ciclo I Linguaggi della Creatività nasce con l’obiettivo di interrogare il concetto di creatività nelle sue molteplici declinazioni attraverso il confronto con protagonisti della scena artistica e culturale nazionale. Il progetto, promosso dal Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II, si è progressivamente esteso anche alla dimensione della formazione aperta attraverso un MOOC realizzato in collaborazione con Federica Web Learning e costruito a partire dalle conversazioni del professor Savonardo con alcuni dei principali protagonisti della musica italiana, tra cui Lucio Dalla, Mango, Ligabue, Edoardo Bennato, Alex Britti e Jovanotti.