Il Giuramento di Ippocrate, ecco i nuovi medici

La cerimonia si è aperta con il saluto di due giovani che si sono distinti per talento e impegno

Giuramento di Ippocrate, Bruno Zuccarelli (OMCeO Napoli): “Troppi giovani costretti a lasciare la Campania. Uscita dal commissariamento sia l’inizio di una nuova stagione”

Le sfide dettate dall’intelligenza artificiale, ma anche il tema delle aggressioni e l’esigenza di creare condizioni di lavoro che consentano ai giovani medici ed odontoiatri di restare a lavorare a Napoli, e più in generale in Campania. Sono alcuni dei temi emersi in occasione della Cerimonia del Giuramento di Ippocrate, tenutosi questa mattina a Città della Scienza. Dopo la lettura del testo del Giuramento affidata a due dei giovani che si sono distinti nel percorso universitario: sono stati 700 i medici e odontoiatri che hanno pronunciato il fatidico “lo giuro” alla presenza del Presidente della Giunta Regionale Roberto Fico, del Sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi, del Cardinale Mimmo Battaglia e dei rettori Matteo Lorito (Federico II), Marcellino Monda in vece di Gianfranco Nicoletti (Luigi Vanvitelli), la professoressa Paola Villani in vece di Lucio d’Alessandro (Suor Orsola Benincasa) e Antonio Garofalo (Parthenope).

La cerimonia si è aperta con il saluto di due brillanti giovani che si sono distinti per talento e impegno: la dottoressa Federica Di Gennaro e l’odontoiatra Pasquale Fraudatario. Troppi giovani medici e odontoiatri guardano oggi con preoccupazione al futuro della professione in una fase di profonda trasformazione, segnata dall’avvento dell’intelligenza artificiale in sanità, dalla necessità di difendere il Servizio sanitario nazionale e dall’esigenza di creare le migliori condizioni perché le competenze formate in Campania possano esprimersi pienamente sul territorio regionale. Al centro della riflessione, poi, il ruolo che le nuove generazioni di medici e odontoiatri saranno chiamate a svolgere in un sistema sanitario sempre più complesso. Come sottolineato da Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia, l’intelligenza artificiale, già oggi presente in molti ambiti della diagnosi, della ricerca, dell’organizzazione dei percorsi di cura e della gestione dei dati sanitari, rappresenta una grande opportunità, ma impone anche una responsabilità: governare l’innovazione senza perdere il valore della relazione medico-paziente, dell’etica professionale e della centralità della persona. In questo scenario, emerge con forza anche l’esigenza di difendere e rafforzare il Servizio sanitario nazionale, garantendo qualità delle cure, equità di accesso e sostenibilità. Per farlo, diventa decisivo investire sui professionisti, sui giovani, sulla formazione continua e sulle condizioni di lavoro, affinché medici e odontoiatri possano operare in Campania in contesti adeguati, moderni e capaci di valorizzarne le competenze. «È qualcosa su cui occorre riflettere con attenzione. Oggi la politica regionale ha davanti a sé una responsabilità decisiva: trasformare questa nuova fase in un investimento stabile sulle professioni sanitarie, sui giovani medici e odontoiatri, sulla qualità del lavoro e sulla capacità del nostro sistema sanitario di valorizzare le competenze» ha continuato Bruno Zuccarelli. «La Campania ha energie, talenti e percorsi di formazione di altissimo livello: ora serve creare le condizioni perché questi talenti possano lavorare al meglio nella nostra regione». Per il presidente dell’Ordine «la nuova stagione post commissariamento deve essere l’occasione per un patto tra istituzioni, università, ordini professionali e aziende sanitarie». Un richiamo all’impegno per il prossimo futuro e alla prevenzione orale accessibile a tutti è arrivato dal presidente della Commissione Albo Odontoiatri Pietro Rutigliani: «Occorre accompagnare i giovani odontoiatri nel loro inserimento professionale e costruire percorsi che valorizzino realmente le competenze. Allo stesso tempo è necessario ampliare l’accesso dei cittadini campani alle cure odontoiatriche e alla prevenzione anche in ambito pubblico, perché la salute orale non può essere considerata una prestazione accessibile soltanto a chi può permettersela».