Fiorella Mannoia alla Reggia di Caserta

“ Se la musica ci emoziona ancora allora siamo tutti Anime Salve”

Un’interprete è tale se sa cantare, e fare sue, le canzoni scritte da altri e cucite addosso per lei. Ma un’interprete è grande, due volte, se riesce a cantare, raccontare e interpretare i testi e le musiche di due mostri sacri della musica italiana come Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati. E chi ha avuto la fortuna di ascoltare il tour estivo di Fiorella Mannoia “Anime Salve” sa bene di cosa parliamo.

Si è conclusa lunedì sera, nel Real sito della Reggia di Caserta, l’avventura estiva della “rossa” della canzone italiana, che ha ballato, cantato, interpretato e raccontato le canzoni e i testi dei suoi due amici Fabrizio e Ivano.

Sono nata due volte – dice sul palco la Mannoia, di fronte ad una platea entusiasta e commossa – quando sono nata e quando, a 14 anni, ascoltai Tutti morimmo a stento. Se sono diventata quella che sono oggi lo devo ai testi e all’amicizia con Fabrizio De Andrè”.

A cui ha reso omaggio, in quest’estate rovente come non mai, in una lunga tournée estiva partita dalla Certosa di Padula e conclusa, lunedì sera, alla Reggia di Caserta. In mezzo: le città di Cagliari, Castiglioncello, Forte dei Marmi, Sabaudia, Cirò Marina, San Nicola Arcella, Messina, Catania, San Pancrazio Salentino, Barletta, Cattolica, Macerata e Roma.

Fiorella canta Fabrizio e Ivano” , questo è il titolo del tour, nato per celebrare, appunto, i 30 anni di “ Anime Salve”, album simbolo della musica italiana e ultimo grande lavoro di Faber, realizzato insieme a Fossati e pubblicato nel 1996.

Un progetto firmato dalla direzione artistica di Carlo di Francesco, autore anche di tutti gli arrangiamenti. Con lui sul palco, otto musicisti d’eccezione: a cominciare dagli archi, giovani talenti dell’Orchestra di Altamura, che Fiorella presenta uno ad uno fino alle due coriste: “Che sono due bravissime cantanti” – dice – . Fino alla batteria, le chitarre, il piano e i fiati. Ognuno di loro è un polistrumentista e lei spiega, uno per uno, tutti gli strumenti utilizzati in concerto.

Un viaggio emozionante che prende una pausa, ma solo fino al 30 novembre quando la Mannoia tornerà a Napoli, al Teatro Augusteo, con il tour invernale di “ Anime Salve”.

Un omaggio a due protagonisti assoluti della musica d’autore, “amici fraterni” – come dice la Mannoia – che hanno segnato profondamente il percorso umano e musicale di Fiorella.

Che arriva sul palco, scalza, leggiadra e che danza, in una Caserta calda come non mai, sulle note di Dolcenera, con cui apre la scaletta. E poi, ancora, Lindberg, La guerra di Piero, Fiume Sand Creek, Il pescatore, Bocca di Rosa, La Canzone di Marinella, C’è tempo, La mia banda suona il rock, Khorakahanè, Princesa, Smisurata preghiera, il Testamento di Tito.

Canzoni d’autore, raccontate da una Mannoia che non si risparmia in nulla, per oltre due ore e mezza di concerto e che parla di rom, disadattati, prostitute, transessuali, e migranti: “ Di cui nessuno parla più” – dice.

E parla, ancora, di politica sulle note Don Raffaè “ perchè oggi – dice – la politica si fa sui social. Ai miei tempi non era così ma se lo Stato fallisce falliamo tutti” .

E poi l’omaggio all’amico Fossati con Lunaspina, scritta da Ivano per lei, Mio fratello che guardi il mondo e Panama che lei dice “finisce a cazzu, come tante serie che amo vedere quando sono a casa. Ivano mi ha promesso che scriverà il seguito, ma chissà”.

Infine i bis Sally e Mariposa, che due anni fa a Sanremo ha vinto il premio Bardotti, e che lei canta orgogliosa, accanto ad una piccola fan vestita come lei, pantaloni neri e gilet. Per concludere con Quello che le donne non dicono, che lei interrompe chiedendo ai papà in platea di raccontare ai figli maschi “ che in qualunque circostanza una donna si trovi, o in qualunque modo sia vestita se una donna dice no: è no!”

Senza dimenticare la canzone simbolo di questo tour incredibile “ Anime Salve” che lei canta, emozionando tutti.

Se la musica ci emoziona ancora – conclude – allora siamo tutti Anime Salve”.

Tiziana Morgese