Azienda dei Colli salva paziente da una grave emorragia

Il direttore generale Iervolino: «Vicenda che racconta bene la missione del DEA del CTO»

Francesco (nome di fantasia), ha quasi 70 anni quando arriva al Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) del CTO con un dolore addominale che da giorni non gli dà tregua. È stato il suo cardiologo a indirizzarlo in ospedale. Al Pronto soccorso, cuore pulsante dell’UOC di Medicina d’Emergenza-Urgenza diretta dal dottor Mario Guarino, entra subito in funzione il modello di triage globale adottato dal CTO (presidio dell’Azienda Ospedaliera dei Colli) basato sull’approccio ABCDE, che consente agli infermieri specializzati e certificati dal GFT, il Gruppo Formazione Triage, di stabilire con rapidità la priorità di accesso alle cure. Sono proprio gli infermieri Sara Franco e Giovanni Rosiello a cogliere immediatamente la gravità della situazione: il dolore è severo, la condizione impone un intervento immediato.

Nel giro di pochi istanti Francesco viene trasferito in shock room, dove ad attenderlo ci sono Andrea Piccolo, medico dell’emergenza-urgenza, e Federica Fisciano, infermiera in servizio. In emergenza ogni minuto conta. Per questo la valutazione clinica si avvale anche della POCUS, l’ecografia “bedside”, vale a dire eseguita direttamente al letto del paziente, ormai parte integrante del percorso condiviso tra triage e area critica. L’esame rivela subito un quadro allarmante: una massa imponente occupa il fianco sinistro e si estende fino alla parte centrale dell’addome. Scatta la rete dell’emergenza. Le radiologhe di turno, Valentina Maglio e Maria Teresa Mondillo, vengono allertate. L’angio-TC viene eseguita, ricostruita e refertata in tempi rapidissimi nelle sale della Radiologia diretta da Antonio Pinto. La diagnosi è di quelle che non lasciano margini: aneurisma dell’arteria splenica, una condizione estremamente rara, già in fase di dissezione-rottura. Un evento che, come in questo caso, può evolvere in pochi minuti in uno shock emorragico fatale. A quel punto il passaggio in sala operatoria è immediato. I chirurghi Diego Vallefuoco, Modestino Di Stasio e Oreste Pegno, dell’Unità di Chirurgia d’urgenza diretta da Pierluigi Angelini, conducono Francesco al tavolo operatorio in tempi strettissimi. Ad assisterli c’è l’anestesista Manuela Nugnes, della Terapia intensiva e rianimazione guidata da Antonio Corcione. L’intervento procede con la legatura dell’arteria splenica e la successiva splenectomia, eseguite rapidamente per fermare l’emorragia e salvare la vita di Francesco che, nei prossimi giorni, potrà tornare dai suoi cari. «Questa vicenda – dice il direttore generale Anna Iervolino – racconta bene la missione del DEA del CTO: affrontare le patologie tempo-dipendenti con una catena dell’emergenza in cui competenze, organizzazione e formazione rappresentano il cardine di ogni passaggio, dal triage alla sala operatoria, fino alla stabilizzazione del paziente».