A Capri un concerto per la libertà

Alla Certosa di San Giacomo il matinèe musicale in memoria di quello eseguito alla fine della guerra

Chiude in musica mercoledì 3 giugno la Mostra Ritorno alla Vita, che ha raccontato l’odissea di 139 prigionieri

Era il 3 giugno del 1945 quando nel Chiostro Piccolo della Certosa di San Giacomo, a Capri, venne eseguito un concerto di musica classica come omaggio alla libertà di 139 prigionieri politici che erano stati portati dagli alleati all’Hotel Eden Paradiso di Anacapri. Qui soggiornarono, dal 10 maggio al 4 giugno, dopo un’odissea che li aveva visti catturare dapprima dalle SS, poi deportati nei campi di concentramento, da lì a Villabassa, e nell’Hotel Lago di Braies, sulle Dolomiti, e infine, una volta liberati dagli americani, condotti a Napoli da un aereo americano e da lì a Capri, per gli interrogatori.

Chi erano questi prigionieri? Non erano ebrei, l’unico ebreo era il ministro francese Leon Blum, tutti gli altri erano statisti europei di altissimo rango, che vennero catturati con le rispettive famiglie perché Hitler voleva utilizzarli come merce di scambio.

Tra essi ci furono i familiari del colonello di Stato maggiore, il conte von Stauffenberg, che il 20 luglio del ’44 architettò l’attentato, non riuscito, al Führer. Gli altri prigionieri erano: il cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg, assieme alla moglie Vera ed alla figlioletta Elisabeth, il vice cancelliere austriaco e sindaco di Vienna, Richard Schmitz, il generale greco Alexandros Papagos con l’intero stato maggiore militare greco. E ancora, Tullio Tamburini ed Eugenio Apollonio, rispettivamente capo e vicecapo della polizia nella repubblica di Salò. E ancora, il generale Sante Garibaldi nipote di Giuseppe Garibaldi ed il principe Filippo d’Assia, marito di Mafalda di Savoia.

A Capri, cominciarono a riassaporare la libertà in quest’isola, che essi stessi definirono il Paradiso. Dopo il concerto, che fu loro dedicato, poterono fare ritorno alle loro vite.

La mostra, che si intitola appunto “Ritorno alla Vita: dalle Dolomiti a Capri” e che è esposta nella certosa di San Giacomo, dall’11 maggio, ha raccontato per intero questa complessa vicenda storica ancora poco conosciuta. I pannelli, scritti in tre lingue italiano, inglese e tedesco e distribuiti lungo i tre lati del Chiostro Piccolo, la descrivono con immagini e video dell’epoca.

Con questa mostra – dichiara il direttore dei Musei di Capri Luca di Franco – , i musei di Capri hanno voluto restituire al pubblico una pagina significativa e poco conosciuta di storia europea, valorizzando il ruolo della Certosa di San Giacomo come luogo simbolico di libertà e rinascita”.

Tantissimi i visitatori fino a questo momento, in testa gli stranieri.

La mostra chiuderà il 3 giugno, con il concerto eseguito, alle ore 11, in Certosa, da Daniela Rocchi, la violinista del Quisisana di Capri: il grande hotel di lusso che da oltre un secolo ospita celebrità mondiali. Da qui sono passati Ingrid Bergman, Sofia Loren, Clarke Gable, Rossellini, Totò, tanto per citarne alcuni, e tutto il jet set internazionale.

Agli ospiti dell’hotel Daniela regala note sublimi durante le colazioni. Caprese di adozione e trasferita a Capri per amore 9 anni fa, la violinista di Grosseto è rimasta folgorata dall’isola azzurra dove ha deciso di trasferirsi. Compirà 37 anni pochi giorni dopo il concerto.

Mi sembra un modo bellissimo per festeggiare il compleanno – dice – la musica, la libertà , la pace sono note che compongono la stessa partitura , nemmeno io conoscevo questa vicenda pur vivendo a Capri, mostre culturali così importanti sono un vanto per la nostra isola”.

Tra i pezzi che eseguirà: Allemanda e Corrente da Partita n.2 in Re minore di Bach per violino, Buongiorno Principessa di Nicola Piovani, Intermezzo cavalleria Rusticana di Mascagni, Habanera di Bizet, Le Cygne di Saint Saens. E infine, l’omaggio alla musica napoletana con Era De maggio, Reginella e O sole mio scritte tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. E non è un caso se la musica napoletana sarà candidata, il prossimo 5 giugno all’Arena di Verona, a diventare patrimonio Unesco dell’Umanità.

Quando, lo scorso febbraio, mi hanno parlato di questa mostra – conclude il Sindaco di Capri Paolo Falco – ho subito detto sì. Conoscevo benissimo la vicenda storica perché i miei nonni, Paolo Falco, di cui porto il nome, al violino, e mia nonna, Elisabeth Rudorff, al piano, vollero omaggiare attraverso la musica questi statisti europei che, con le loro famiglie, avevano vissuto un’odissea di guerra, e di paura. Abbiamo il dovere, anche istituzionale, di raccontare per non dimenticare.”

La mostra è stata sostenuta dal Comune di Capri, dalla regione Trentino Alto Adige, che ospiterà la collettiva il prossimo autunno a Bolzano, dalla sezione eventi di Bozner Kunstauktionen, dall’Hotel Lago di Braies e dal Hotel Quisisana di Capri.