Archivio storico del Banco di Napoli, uno scrigno di storia e cultura

Aperte da ieri al pubblico altre due sale della musica e nuovi spazi multimediali

di Marco Martone

Un luogo magico, dove si respira la storia, ignorato dalla maggior parte dei napoletani e che, per fortuna, è stato meta per migliaia di turisti, italiani e stranieri, negli ultimi mesi. La sede della Fondazione Banco di Napoli, di via Tribunali, è uno scrigno prezioso dove in 330 stanze  si conservano quasi un miliardo di documenti storici, che vanno a comporre un archivio bancario vastissimo, tra i primi al mondo. Un luogo che nel tempo è diventato occasione di divulgazione artistica e culturale. In questo ambito si è svolta l’inaugurazione delle nuove Sale della musica, due spazi multimediali che hanno l’obiettivo di valorizzare e divulgare ancor di più una parte dell’enorme patrimonio di informazioni custodito nell’Archivio storico del Banco di Napoli che ospita un’immensa città di carte, custode di 17 milioni di voci che svelano insoliti aspetti di economia quotidiana e centinaia di migliaia di vicende di personaggi celebri o ignoti di Napoli e di tutto il Mezzogiorno, dalla metà del 1500 ad oggi.

L’iniziativa, che si inserisce nel progetto Il Cartastorie (il museo dell’Archivio), si aggiunge al percorso multimediale Kaleidos inaugurato a marzo, ed è stata realizzata nell’ambito del progetto “SENECA: Sensi e Vibrazioni, Musica e New Media tra Cultura E Territorio”, di cui è capofila il Distretto Tecnologico STRESS che, con il suo team di ricercatori, esperti e con il contributo dei soci ha messo a sistema un network virtuoso di attori diversi. Stress si è avvalso della partnership di primarie imprese del settore, ETT spa e Nexsoft spa, e di enti di ricerca pubblici quali l’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR ed il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento. Protagonisti delle due Sale sono, in particolare, Angelo Carasale, l’impresario che costruì il Real Teatro di San Carlo di Napoli e “correntista” degli antichi banchi pubblici partenopei, e i compositori Verdi, Donizetti, Cimarosa, Paisiello e Pergolesi. Le loro storie vengono raccontate con strumenti in cui si fondono arti e nuove tecnologie, con l’obiettivo di promuovere innovative esperienze di fruizione museale in cui i visitatori vengono coinvolti attraverso schermi touch, proiezioni interattive e suggestivi supporti multimediali.  Un nuovo allestimento che permetterà ai napoletani e ai turisti di arricchire la propria conoscenza della storia di Napoli facendo risuonare, ancora oggi, la tradizione musicale partenopea, conosciuta in tutto il mondo.

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SALA 1 – ANGELO CARASALE: PARABOLA DI UN MANISCALCO, DAL SAN CARLO A SANT’ELMO

La grande stagione della musica napoletana del Settecento è narrata dai documenti dell’Archivio Storico del Banco di Napoli attraverso l’originale prospettiva di un personaggio influente, ma per certi versi minore. Angelo Carasale nacque, infatti, nel completo anonimato di una famiglia di maniscalchi e falegnami riuscendo poi, grazie alle simpatie dell’ultimo viceré austriaco, a guadagnare consensi come architetto e come impresario teatrale. La passione per la scena e lo spettacolo proiettarono l’umile maniscalco nel nascente mondo dell’intrattenimento e della musica che, nella Napoli appena tornata al suo ruolo di capitale di un regno autonomo, era destinata a vivere una fortuna senza precedenti. Il Carasale, immediatamente apprezzato dalla corte borbonica per le sue iniziative e la sua spregiudicatezza, divenne nel volgere di pochi anni l’assoluto padrone della scena musicale napoletana. Per i suoi compensi e nei suoi teatri si esibivano artisti destinati a rimanere nella storia della musica di quel periodo. Si è scelto di servirsi della vicenda umana e professionale di Angelo Carasale per raccontare in modo fruibile e divulgativo il periodo d’oro della musica napoletana del primo Settecento e fornire uno spaccato accattivante della Napoli dell’epoca. L’arco temporale della vicenda copre gli anni che vanno dal 1726 al 1742, evidenziando l’ascesa, il successo, il ruolo del Carasale nell’improvviso fiorire del teatro musicale a Napoli, ed infine la sua morte nelle regie prigioni.

Il racconto è fruibile attraverso un tavolo interattivo ricostruito come uno dei vecchi banchi presenti in Archivio. Per rimanere quanto più possibile fedeli al principale compito del museo ilCartastorie (la valorizzazione di storie contenute nelle scritture d’Archivio) si è scelto di impiegare una narrazione in linea con i principi del moderno storytelling, progettata per non creare cali di attenzione da parte del visitatore e improntata a stimolarne la curiosità. L’installazione è pensata per una fruizione individuale o per piccoli gruppi di visitatori che si accostano al tavolo per seguire lo svolgimento della storia. Elementi dei documenti originali, custoditi presso l’Archivio, sono inseriti contestualmente ad un racconto dall’impostazione creativa, che, prendendo spunto dalle vicende giudiziarie che coinvolsero il Carasale, racconta l’indagine che lo portò alla rovina. Servendosi di un testo d’invenzione (ma comunque ispirato ai resoconti realmente presenti nelle “carte” degli antichi banchi napoletani), si divulga dunque una parte dell’immenso patrimonio racchiuso nelle 330 stanze di Palazzo Ricca. L’intera narrazione è inoltre corredata da brevi intermezzi musicali, posti a sottolineare la presenza degli artisti e delle opere citate nella verosimile relazione.

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SALA 2 – L’ETA’ D’ORO DELLA MUSICA A NAPOLI. TESTIMONIANZE DALL’ARCHIVIO STORICO.

La seconda Sala ha lo scopo di presentare alcuni dei principali compositori che orbitarono nel panorama musicale napoletano tra ’700 e ’800, le cui tracce sono contenute all’interno delle scritture degli antichi banchi pubblici partenopei. Attraverso il supporto tecnologico di una proiezione su parete il visitatore si interfaccia con un exhibit di tipo immersivo che presenta cinque documenti dell’Archivio relativi ai compositori Pergolesi, Paisiello, Cimarosa, Donizetti e Verdi. È sufficiente sfiorare un volume posto tra gli scaffali per “dare vita” al documento, al musicista e all’opera citata nel documento.

L’Archivio Storico del Banco di Napoli

L’Archivio Storico del Banco di Napoli rappresenta la più imponente raccolta archivistica di documentazione bancaria esistente al mondo. Un’immensa città di carte dagli antichi banchi pubblici napoletani; qui sono infatti raccolti e catalogati documenti bancari che vanno dalla metà del 1500 ad oggi. L’Archivio si trova nel cuore di Napoli, in via dei Tribunali, nel cinquecentesco Palazzo Ricca e nell’attiguo Palazzo Cuomo, a pochi metri dall’imponente Castel Capuano. Dal 1539, 330 stanze, 14mila metri quadri, 80 chilometri di carte, 17 milioni di nomi, 500 anni di Storie e di storie. Le fedi di credito, antenate dei moderni assegni circolari, i grandi libri maggiori, puntuali registri dei movimenti effettuati sui diversi conti, e gli elenchi dei clienti dei banchi, disegnano un affresco non solo economico della Napoli antica e offrono un impressionante panorama temporale della città, un’immagine viva ed in costante evoluzione dalla sua travagliata esistenza sotto il Viceregno spagnolo fino alle più recenti vicende della storia contemporanea. L’assoluta particolarità della sconfinata documentazione economica dell’Archivio (di proprietà della Fondazione Banco di Napoli, presieduta da Daniele Marrama) risiede nella chiarezza e nella completezza di quelle che oggi si chiamerebbero causali di pagamento. Queste ultime, annotate sulle fedi di credito, avevano il compito di specificare dettagliatamente il motivo dell’avvenuto pagamento. In questo modo, notizie inedite di opere realizzate da illustri artisti, insoliti aspetti dell’economia quotidiana e centinaia di migliaia di storie personali, celebri o ignote, sono giunti a noi attraverso i secoli. Cinquecento anni di storia si raccontano, intrecciandosi suggestivamente alle antiche calligrafie degli impiegati addetti alla rendicontazione.

Il Cartastorie

Il Cartastorie è un progetto di “esperienza museale” multimediale che si offre al pubblico sotto forma di un ampio complesso di attività e proposte culturali: teatro, visite guidate, laboratori di scrittura, mostre d’arte che prendono tutte spunto dalle storie custodite nei documenti dell’Archivio.  Le “Sale della musica” (due spazi multimediali realizzati in collaborazione con il Distretto tecnologico Stress), inaugurate il 23 giugno, vanno ad aggiungersi al percorso multimediale permanente “Kaleidos” (inaugurato lo scorso 30 marzo), realizzato da Stefano Gargiulo (Kaos Produzioni): entrambe rappresentano un’esperienza sensoriale la cui forma narrativa è fatta di immagini e suoni che trasformano in racconto le innumerevoli storie contenute nelle scritture d’Archivio. A questi percorsi si affianca, sempre nelle sale di Palazzo Ricca, e sempre con l’intento di reinterpretare in chiave artistica l’Archivio storico, l’installazione “Moltitudini” del fotografo Antonio Biasiucci, collegata alla mostra “Codex” dello stesso Biasiucci promossa dalla Fondazione Banco di Napoli ed ospitata dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.