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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Vomero</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Shekina Music Festival, primo premio Davide Dato</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 17:52:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
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		<category><![CDATA[rapper]]></category>
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Il 20 dicembre, alle ore 19, nel cuore del Vomero, ci sarà lo “Shekina Music Festival- Primo Premio Davide ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">
<p class="p4">Il 20 dicembre, alle ore 19, nel cuore del Vomero, ci sarà lo “<b>Shekina Music Festival- Primo Premio Davide Dato</b>”. L’evento, giunto al venticinquesimo anniversario, per la prima volta, sarà quest’anno dedicato alla memoria del ventiseienne rapper e studente di filosofia napoletano, venuto a mancare a marzo scorso causa Covid-19.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p4">Il Centro Pastorale Giovanile diretto da Don <b>Massimo Ghezzi</b>, da sempre attivo per le numerose attività che promuove a favore dei ragazzi, darà ai partecipanti la possibilità concreta di esprimersi e confrontarsi con professionisti del settore.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p4">In giuria <b>Enzo Leomporro</b> (cantautore, componente degli AUDIO 2), <b>Emiliano De Luca</b> (apprezzato bassista jazz e docente) e <b>Nando Misuraca</b> (giornalista, cantautore e direttore dell’etichetta discografica Suono Libero Music) . <span class="Apple-converted-space">  </span>Condurrà la serata <b>Giuliana Galasso</b>, speaker radio.</p>
<p class="p4"><b>CHI ERA DAVIDE DATO</b></p>
<p class="p4">Davide era un’anima polivalente e piena di talento. Tanta luce, tanto amore, ma anche i tormenti di una depressione figlia del bullismo subito tra le scuole medie e superiori, quando non essere omologato alla massa può risultare pericoloso.<span class="Apple-converted-space">  </span>Gli amici lo descrivono come “un ragazzo puro, anima antica, da cavaliere, romantico e patriottico. Sempre attento agli ultimi, in particolar modo al dramma dei senzatetto, per cui si spendeva distribuendo beni di prima necessità”. Appassionato di musica, in particolar modo del basso (strumento studiato con il jazzista Emiliano De Luca, musicista della band di Fabrizio Bosso n.d.r.) ma anche della cultura orientale, fumetti, filosofia (in particolare Sant’Agostino, Kirkegaard). Parlava fluentemente quattro lingue (italiano, francese, inglese, giapponese), una naturale predisposizione che aveva perfezionato nel corso dei viaggi in questi paesi. Ha scritto il romanzo “La Libertà non ha prezzo” di prossima pubblicazione. Ha lasciato un figlio di 2 anni e mezzo, Mario, come suo nonno finanziere e pittore da lui amatissimo.</p>
<p class="p4"><b>IL BRANO “IL WEB TI COMPRA”.</b></p>
<p class="p4">Edito su etichetta Suono Libero Music, i cui ricavati <span class="Apple-converted-space">  </span>andranno in beneficenza. E’ un brano rap che esprime perfettamente la personalità di Davide Dato.<span class="Apple-converted-space">  </span>Diretta e sincera, parla chiaro e colpisce allo stomaco, analizzando senza fronzoli i controsensi e le criticità della realtà. Un attacco alla superficialità dilagante dell’era digitale.</p>
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		<title>Roberto Murolo, la sua casa diventi un museo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 19:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposta]]></category>
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		<description><![CDATA[Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che, già in passato, ha più volte chiesto che a Roberto Murolo, grande ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><strong>Gennaro Capodanno</strong>, presidente del Comitato Valori collinari, che, già in passato, ha più volte chiesto che a <strong>Roberto Murolo</strong>, grande cantore della Napoli classica, deceduto il 13 marzo 2003, del quale dunque domani cade il 18esimo anniversario della morte, vengano intitolate le scale di via Cimarosa, poste proprio dinanzi al palazzo dove si trova la sua casa,  e  dove il grande artista visse e mori, rilancia la sua proposta. Anche tenendo conto del fatto che a Murolo, nell&#8217;ambito del quartiere collinare,  è dedicata solo una rotonda in cemento posta all&#8217;incrocio tra via Rossini e via Paisiello, cosa che non solo sembra riduttiva ma della quale sono a conoscenza ben in pochi.</p>
<p>&#8221; L’idea dell&#8217;intitolazione delle scale attigue al palazzo &#8211; puntualizza Capodanno &#8211;  mi è venuta in mente, mutuando quanto fatto al riguardo prima per Giancarlo Siani, più di recente, per <strong>Massimo Troisi</strong>, al quale sono state intitolale le scale di via Mariconda e in questi giorni per la pittrice Artemisia Gentileschi, alla quale si è proposto d&#8217;intitolare le scale di <strong>via Luca Giordano</strong>. Mi auguro che, in tempi brevi, questa proposta venga fatta propria e attuata dall’amministrazione comunale partenopea &#8220;.</p>
<p>“ In verità &#8211; afferma Capodanno &#8211; mi aspettavo, già da tempo, una maggiore considerazione per un artista del calibro di <strong>Murolo</strong>, che ha rilanciato la canzone napoletana nel mondo intero e che tanto lustro ha dato e continua a dare a Napoli, riproponendo le più belle melodie e scrivendo pagine indelebili che fanno, a giusta ragione, parte del retaggio storico della cultura partenopea “.</p>
<p>“ Ma, fino a questo momento, così non è stato &#8211; puntualizza Capodanno &#8211; In verità a Murolo, nel 2014, fu anche intitolata una delle traverse di via Nino Bixio, nel quartiere Fuorigrotta, cosa che però fece storcere il naso a più di un estimatore del grande artista, sia per il fatto che si era scelto un tratto di strada collaterale sia perché tale scelta era caduta al di fuori del territorio del Vomero, quartiere dove Roberto Murolo era sempre vissuto e dove, prima di lui aveva abitato, anche il padre, Ernesto Murolo, come ricordano le due lapidi apposte sulla facciata del fabbricato in<strong> via Cimarosa </strong>&#8220;<strong>.</strong></p>
<p>&#8220;Proprio in occasione della collocazione della lapide, avvenuta il 18 gennaio 2012, per celebrarne il centenario della nascita, si parlò diffusamente, anche sugli organi d&#8217;informazione, della realizzazione, nell&#8217;abitazione dei Murolo, di un museo che sarebbe dovuto diventare luogo di studio e di ricerca ma anche meta di un turismo amante della storia musicale di Napoli di sempre &#8211; ricorda Capodanno &#8211; Ma non sappiamo se poi alle dichiarazioni d&#8217;intenti siano seguiti fatti concreti. A questo punto, a distanza di ben oltre sette anni dal suddetto avvenimento, pure per rispondere alle domande al riguardo dei turisti ma anche dei tanti estimatori dell&#8217;indimenticato artista, auspichiamo che si renda pubblicamente noto se la casa di <strong>Ernesto e Roberto Murolo</strong>, le cui pareti, come si legge nelle cronache dell&#8217;epoca, parlano di musica e cultura e che si auspicava che diventasse come la casa museo a Lisbona di Ferdinando Pessoa, il grande scrittore portoghese, sia oggi un museo, accessibile ai visitatori, e, in caso positivo, in quali orari e a chi bisogna rivolgersi per prenotare la visita, visto che dalle ricerche condotte, anche su internet, nulla risulta al riguardo&#8221;.</span></p>
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		<title>Musica napoletana, Aurelio Fierro &#8220;vomerese&#8221; doc</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 11:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aurelio Fierro]]></category>
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		<description><![CDATA[“Anche se era nato a Montella, abbiamo ritenuto da sempre Aurelio Fierro un vomerese doc, visto che per decenni ha ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">“Anche se era nato a Montella, abbiamo ritenuto da sempre Aurelio Fierro un vomerese doc, visto che per decenni ha abitato con la famiglia nel quartiere collinare della città, in un appartamento posto nella centralissima via Cilea – afferma <strong>Gennaro Capodanno</strong>, presidente del Comitato Valori collinari -. Ho conosciuto personalmente il maestro negli anni ’80 quando ero presidente della circoscrizione Vomero. Col suo sorriso gioviale ci tenne a ricordarmi che eravamo “quasi” colleghi dal momento che egli solo per pochi esami non aveva completato gli studi d’ingegneria“.</span></p>
<p>“Purtroppo l’11 marzo del 2005, sedici anni fa, dopo una lunga malattia, a 81 anni, moriva uno dei personaggi che, insieme a pochi altri, tra i quali va certamente ricordato <strong>Roberto Murolo</strong>, scomparso due anni prima il 13 marzo 2003, anch’egli vomerese, aveva contribuito a diffondere  la canzone napoletana in Italia e all’estero, soprattutto in Giappone ma anche in Europa, in Australia e in America – continua Capodanno -. Eppure questi uomini che tanto hanno dato a Napoli, anche dopo la morte, non hanno ricevuto il giusto riconoscimento dalle istituzioni  a tanto preposte “.</p>
<p>Al riguardo va ricordato quando affermato da Aurelio Fierro in un’intervista rilasciata circa un anno prima della scomparsa: “ Sono innamorato di Napoli, non posso farci niente. Sto bene solo qua. Eppure questa è una città ingrata, che non si rende conto dei suoi tesori. Parlo della gente, ma anche delle istituzioni. Mi sono offerto più volte d’insegnare gratuitamente la canzone napoletana ai giovani, purché mi dessero una sede. Come mi hanno risposto? Vedremo, faremo, soltanto parole “.</p>
<p>“ Da menzionare anche l’impegno politico di Fierro quando nel 1970 fu eletto nel consiglio comunale di Napoli, portando il proprio contributo di idee e d’esperienza – ricorda Capodanno -. Ad una sua interpellanza si deve il passaggio dal demanio dello Stato al Comune di Napoli del teatro Mercadante, al quale più di recente è stato riconosciuto lo status di teatro nazionale. Inoltre fece approvare un progetto per la destinazione della Casina dei Fiori in Villa comunale a Museo della Canzone napoletana con annesso teatrino da destinare a scopi anche turistici. La costruzione fu iniziata, ma fu poi bloccata ed infine demolita con l’arrivo del G7 a Napoli “.</p>
<p>“ Fierro fu anche autore di una grammatica della lingua napoletana e del libro “ Fiabe e leggende napoletane “ – prosegue Capodanno -. Irrealizzato restò invece il progetto di dare alla stampe  l’enciclopedia storica della canzone, in quattro volumi, che lo vide impegnato sin dagli inizi degli anni novanta “.</p>
<p>“ E’ auspicabile – conclude Capodanno – che i nostri pubblici amministratori, anche nel rispetto della memoria di questi eccezionali maestri, che hanno rappresentato Napoli e la sua melodia in tutto il mondo, si decidano a creare finalmente, nel capoluogo partenopeo, un museo della canzone napoletana, sulla cui nascita si discute da quasi trent’anni, dando finalmente corpo alle promesse che si fanno a ogni dipartita di un grande artista, e che, purtroppo, cadono nel dimenticatoio a partire dal giorno seguente al triste evento”.</p>
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