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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Velia</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Velia, rinvenuti i resti del tempio arcaico di Atena</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 11:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[LA SCOPERTA]]></category>
		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
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“È importante continuare a investire con convinzione nella ricerca archeologica che non smette di restituire importanti tasselli della storia ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-01-alle-12.29.19.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-152291" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-01-alle-12.29.19-300x168.png" alt="velia" width="300" height="168" /></a><span style="color: #333333;"><br />
“È importante continuare a investire con convinzione nella ricerca archeologica che non smette di restituire importanti tasselli della storia del Mediterraneo”. Così il <strong>Ministro della Cultura, Dario Franceschini</strong>, ha commentato il ritrovamento dei resti del più antico tempio arcaico dedicato ad Athena sull’acropoli di Elea-Velia.</span></p>
<p><span style="color: #333333;"><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-01-alle-12.28.57.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-152292" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-01-alle-12.28.57-300x172.png" alt="Velia" width="300" height="172" /></a><br />
Gli archeologi del <strong>Parco archeologico di Paestum e Velia</strong> hanno infatti riportato alla luce, nel corso della campagna di scavi appena conclusasi, resti di muri realizzati con mattoni crudi, intonacati e fondati su zoccolature in blocchi accostati in poligonale, una tecnica utilizzata anche per le abitazioni di età arcaica rinvenute lungo le pendici dell’acropoli. Tali testimonianze disegnano un edificio rettangolare lungo almeno 18 metri ed ampio 7. La porzione interna della struttura è pavimentata con un piano in terra battuta e tegole, sul quale, in posizione di crollo, sono stati rinvenuti elementi dell’alzato, ceramiche dipinte, vasi con iscrizioni “IRE”, ovvero “sacro”, e numerosi frammenti metallici pertinenti ad armi e armature, tra cui due elmi, uno calcidese ed un altro di tipo Negau, in ottimo stato di conservazione.<br />
I risultati della ricerca consentono di far luce sulle più antiche e lacunose fasi di vita della città, fondata intorno al 540 a.C. dai coloni Focei provenienti dall’Asia Minore.</span></p>
<p><span style="color: #333333;"><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-01-alle-12.28.44.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-152293" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-02-01-alle-12.28.44-300x206.png" alt="Velia" width="300" height="206" /></a><br />
“I rinvenimenti archeologici presso l’acropoli di <strong>Elea-Velia</strong> lasciano ipotizzare una destinazione sacra della struttura” &#8211; dichiara il Direttore Generale dei Musei e Direttore Avocante del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Massimo Osanna. “Con tutta probabilità – prosegue Osanna &#8211; in questo ambiente vennero conservate le reliquie offerte alla dea Athena dopo la battaglia di Alalia, lo scontro navale che vide affrontarsi i profughi greci di Focea e una coalizione di Cartaginesi ed Etruschi, tra il 541 e il 535 a.C. circa, al largo del mar Tirreno, tra la Corsica e la Sardegna. Liberati dalla terra solo qualche giorno fa – dice Osanna &#8211; i due elmi devono ancora essere ripuliti in laboratorio e studiati. Al loro interno – ipotizza Osanna &#8211; potrebbero esserci iscrizioni, cosa abbastanza frequente nelle armature antiche, e queste potrebbero aiutare a ricostruire con precisione la loro storia, chissà forse anche l&#8217;identità dei guerrieri che li hanno indossati. Certo si tratta di prime considerazioni – aggiunge Osanna &#8211; che già così chiariscono molti particolari inediti di quella storia eleatica accaduta di più di 2500 anni fa.”</span></p>
<p>Gli scavi hanno chiarito inoltre la cronologia del principale tempio della città dedicato alla dea Athena. La costruzione del tempio maggiore, almeno di una sua prima fase, deve collocarsi cronologicamente dopo la struttura sacra riportata alla luce in questi ultimi mesi. In seguito, in età ellenistica, l’intero complesso riceverà una completa risistemazione con la realizzazione di una stoà monumentale che cingerà il tempio maggiore ed il piano di uso si eleverà a coprire tutte le fasi precedenti.<br />
&#8220;La struttura del tempio più antico risale al 540-530 a.C., ovvero proprio gli anni subito successivi alla battaglia di Alalia &#8211; fa notare Osanna &#8211; mentre il tempio più recente, che si credeva di età ellenistica, risale in prima battuta al 480-450 a. C., per poi subire una ristrutturazione nel IV sec. a C. È possibile quindi che i Focei in fuga da Alalia – suppone Osanna &#8211; l&#8217;abbiano innalzato subito dopo il loro arrivo, com&#8217;era loro abitudine, dopo aver acquistato dagli abitanti del posto la terra necessaria per stabilirsi e riprendere i floridi commerci per i quali erano famosi. E alle reliquie da offrire alla loro dea per propiziarne la benevolenza – conclude Osanna &#8211; aggiunsero le armi strappate ai nemici in quell&#8217;epico scontro in mare che di fatto aveva cambiato gli equilibri di forza nel Mediterraneo.”<br />
In considerazione dei risultati importanti delle nuove ricerche saranno programmate dal Parco nuove indagini per ricostruire la storia della colonia greca.</p>
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		<title>Musei, nominati 6 nuovi direttori autonomi</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 11:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Velia]]></category>

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		<description><![CDATA[“I musei italiani sono cambiati profondamente in questi anni e sono oggi un’eccellenza riconosciuta nel mondo, perché a guidarli sono ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">“I musei italiani sono cambiati profondamente in questi anni e sono oggi un’eccellenza riconosciuta nel mondo, perché a guidarli sono andate le persone giuste attraverso rigorose selezioni internazionali”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, commenta la nomina di sei nuovi direttori di musei e parchi archeologici, selezionati da una commissione di altissimo livello scientifico.<br />
“L’incrocio tra autonomia e qualità dei direttori &#8211; prosegue Franceschini &#8211; ha permesso di compiere importanti passi avanti nella modernizzazione del sistema museale e nel rafforzamento della tutela e della produzione scientifica. Ringrazio la commissione per l’accurato lavoro svolto in questi mesi che ha portato alla nomina da parte del direttore generale musei, Massimo Osanna, di sei nuovi direttori, cinque italiani e uno francese”.<br />
La commissione, che ha valutato 156 candidati, era presieduta da Stefano Baia Curioni, professore associato di storia economica presso la Università Commerciale “Luigi Bocconi” di Milano e esperto di economia della cultura, e composta da: Nadia Barrella, professoressa ordinaria di museologia presso l’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”; Valérie Huet, professoressa di storia antica presso l’Università della Bretagna Occidentale e Centro “Jean Bérard”; José María Luzón Nogué, Real Academia de Belòlas Artes de San Fernando, già direttore del Museo del Prado; Antonia Pasqua Recchia, già Segretario generale del Ministero della Cultura.<br />
Secondo la procedura di selezione pubblica il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, ha scelto i sei nuovi direttori tra le terne di candidati indicate dalla Commissione per ciascun istituto.</span></p>
<p><strong>QUESTO L’ELENCO DEGLI ISTITUTI E DEI NUOVI DIRETTORI</strong></p>
<p><strong>MUSEO DELL’ARTE DIGITALE</strong><br />
Ilaria Ester Bonacossa è la direttrice del nuovo Museo Nazionale dell’arte digitale di Milano. Storica dell’arte e curatrice, direttrice della fiera di arte contemporanea “Artissima” di Torino dal 2017 al 2021, direttrice del corso di Master Accademico in “Contemporary Art Markets” alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, ha diretto il Museo Civico di Arte Contemporanea “Villa Croce” di Genova dal 2012 al 2016. È stata curatrice del Padiglione Nazionale dell’Islanda alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2013. È stata direttrice di progetti curatoriali per importanti fondazioni artistiche italiane.<br />
Il Museo dell’Arte Digitale che avrà sede a Milano sarà dedicato alla produzione e presentazione di contenuti digitali, svolgendo un ruolo strategico nello scenario culturale contemporaneo, sempre più digitalizzato, connesso e globalizzato, in cui la stessa nozione di opera e di pubblico va inevitabilmente evolvendo.</p>
<p><strong>MUSEO DELLE CIVILTÀ</strong><br />
Andrea Viliani è il nuovo direttore del Museo delle civiltà di Roma. Storico dell’arte, è responsabile e Curatore del Centro di Ricerca Castello di Rivoli. Ha precedentemente ricoperto l’incarico di Direttore Generale e Artistico della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/MADRE di Napoli (2013-2019) presso cui ha curato e organizzato importanti mostre internazionali; dal 2009 al 2012 Viliani è stato Direttore della Fondazione Galleria Civica-Centro di ricerca sulla contemporaneità di Trento.<br />
Il Museo delle Civiltà raccoglie le collezioni dei seguenti musei: museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini”; museo delle arti e tradizioni popolari “Lamberto Loria”; museo dell’alto Medioevo “Alessandra Vaccaro”; museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”; museo italo africano “Ilaria Alpi” (ex Museo Coloniale). La nascita del Museo delle Civiltà si inserisce nella visione di grandi musei internazionali incentrati sull’uomo e le sue culture, per la valorizzazione di patrimoni e testimonianze delle diverse identità e memorie.</p>
<p><strong>PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM E VELIA</strong><br />
Tiziana D’Angelo è la nuova direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia. Archeologa di formazione internazionale (Phd Harvard), esperta di arte e archeologia della Magna Grecia, insegna presso l’Università di Nottingham (GB), ha conseguito il dottorato di ricerca in archeologia classica all’Università di Harvard nel 2013.<br />
Il Parco Archeologico di Paestum e Velia, iscritto dal 1998 nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, ha competenza territoriale sul museo e sull’area archeologica di Paestum, sul Museo narrante di Hera Argiva alla foce del Sele, sull’area dell’ex stabilimento della Cirio, sulle mura di cinta e su altre aree archeologiche di competenza. Il Parco ha il compito di arricchire, conservare e valorizzare le collezioni e i monumenti archeologici e storico-artistici al fine di contribuire alla salvaguardia, alla ricerca e alla fruizione sostenibile del patrimonio culturale.</p>
<p><strong>PARCO ARCHEOLOGICO DI SEPINO</strong><br />
Enrico Rinaldi è il nuovo direttore del Parco archeologico di Sepino. Archeologo specializzato in restauro dei monumenti, ha diretto a lungo progetti di manutenzione programmata a Ostia e Pompei. Professore a contratto alla Scuola Superiore Meridionale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, lavora attualmente alla Direzione generale Musei.<br />
Il Parco archeologico di Sepino comprenderà l’omonima area archeologica, con i resti dell’antica città romana sorta nella valle del Tammaro, e il museo della città e del territorio, siti che complessivamente nel 2019 hanno visto oltre 27.000 visitatori.</p>
<p><strong>PARCO ARCHEOLOGICO DI CERVETERI E TARQUINIA</strong><br />
Vincenzo Bellelli è il nuovo direttore del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia. Archeologo di fama internazionale, dirigente di Ricerca al CNR in servizio all’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, è responsabile scientifico degli scavi archeologici nell’area urbana di Cerveteri.<br />
Il Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia comprende la necropoli della Banditaccia, la più estesa dell’area mediterranea, iscritta nel 2004 dall’Unesco nella lista del patrimonio dell’umanità; il Museo archeologico nazionale di Tarquinia, che ha sede nell’antico Palazzo Vitelleschi e conserva tra l’altro il celebre altorilievo dei cavalli alati provenienti dagli scavi dell’Ara della Regina; la necropoli di Monterozzi. Tali siti complessivamente hanno registrato oltre 153.000 visitatori nel 2019.</p>
<p><strong>PINACOTECA NAZIONALE DI SIENA</strong><br />
Axel Hémery è il nuovo direttore della Pinacoteca di Siena. Storico dell’arte, attuale direttore del Musée des Augustins di Tolosa, è stato conservatore del Museo Pierre-André Benoit ad Alès (Gard).<br />
La Pinacoteca Nazionale di Siena, collocata nel signorile Palazzo Buonsignori e Brigidi, ospita la più importante collezione di dipinti su tavola a fondo oro del Trecento e Quattrocento senese, con capolavori di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Nel 2019 il museo ha avuto quasi 10.000 visitatori.</p>
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