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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Sarri</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Il Napoli dei record si sente &#8220;campione&#8221; e ora attende la scelta di Sarri</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2018 20:58:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di Marco Martone)<br />
Il giro di campo di Sarri a fine partita, i cori dello stadio, la festa nello spogliatoio ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Marco Martone)</strong></p>
<p>Il giro di campo di Sarri a fine partita, i cori dello stadio, la festa nello spogliatoio azzurro con il presidente De Laurentiis, l’orgoglio dei tifosi che si sentono campioni. Restano queste istantanee nella mente e nel cuore, dopo l’ultima giornata di campionato, che ha regalato al Napoli un’altra vittoria, questa volta contro il Crotone, il record di punti in campionato (91) e il grande rammarico di non essere riuscito in un’impresa che in un campionato più limpido e regolare, sarebbe stata non solo possibile ma anche meritata.<br />
Al San Paolo la festa finale di una stagione comunque straordinaria, che fa da contraltare alla disperazione di Zenga e alle lacrime di un Crotone che retrocede in serie B, non solo per propri demeriti.<br />
La partita, senza storia, è stata decisa dalle reti di Milik, ancora una volta determinante e Callejon, che solo nel finale di torneo sembra aver ritrovato lo smalto migliore, peccato. A pochi minuti dal termine la rete di Tuminello che non cambia la sostanza della gara.<br />
È stata la serata degli addii, quelli certi di Reina, Rafael e Maggio, colpevolmente lasciato in panchina da Sarri per tutti i 90 minuti e quelli possibili, del tecnico, che alla fine della partita non ha chiarito quelle che saranno le proprie scelte sul suo futuro.<br />
De Laurentiis ha fatto capire che il tempo d’attesa sta terminando ma in questi casi, l’esperienza lo dice’ lo scenario può cambiare nel giro di pochissime ore. E dunque non resta che attendere, per evitare di azzardare previsioni che potrebbero essere fallaci. Complimenti alla squadra, comunque, per una stagione ricca di emozioni che qualcuno non ha voluto terminasse con un trionfo. Ci sono state delle colpe e saranno analizzate ma quando si fanno 91 punti discutere del dettaglio è una sorta di impresa a perdere. L’ultima partita al San Paolo ha detto infine altre due cose. La prima, il Napoli non può prescindere dalla conferma di alcuni giocatori, Insigne su tutti. La seconda, il prossimo anno Zielinski e Milik dovranno essere due titolari e con loro, perché la riconoscenza è una bella cosa ma poi sul campo devono andare gambe, cuore e polmoni e sacrificare Hamsik ad un ruolo un po’ più marginale, non sarebbe lesa maestà.</p>
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		<title>Il Napoli è una sinfonia! Nona vittoria consecutiva per continuare la fuga</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Feb 2018 17:47:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
Avanti tutta con il massimo risultato, ottenuto questa volta con il minimo sforzo. Il Napoli fa il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>di Marco Martone</strong></p></blockquote>
<p>Avanti tutta con il massimo risultato, ottenuto questa volta con il minimo sforzo. Il <strong>Napoli</strong> fa il verso alla <strong>Juventus,</strong> che vince il derby contro un <strong>Torino</strong> timoroso e impalpabile, grazie al gol di <strong>Alex Sandro</strong> e sapendo rimediare anche all’assenza dell’attacco titolare, fuori<strong> Mandzukic, Dybala</strong> (entrato solo nel finale) e <strong>Higuain,</strong> uscito per infortunio dopo 15 minuti di gioco. La risposta del Napoli arriva puntuale con una gara, cinica e di grande gestione del possesso palla, vinta sulla <strong>Spal</strong> con il vantaggio minimo e grazie al gol di un centrocampista, <strong>Allan</strong> che suggella, con una rete giunta al termine dell’azione più bella del pomeriggio, una prestazione di altissimo spessore tecnico. Il brasiliano è stato migliore in campo per distacco. <strong>Nona vittoria consecutiva per i partenopei e nuovo record. </strong><br />
Il testa a testa continua, dunque, tra due squadre che ormai hanno fatto il vuoto. Da un lato il Napoli, spettacolare e assoluto dominatore del campo, dall’altro i bianconeri, bravi a capitalizzare una delle poche occasioni da rete create in 90 minuti di gioco. Due 1-0 diversi ma che alla fine valgono gli stessi 3 punti. E allora, punto e a capo, la corsa continua.<br />
Contro la Spal il Napoli è partito alla grande, schiacciando l’avversario nella propria area di rigore. In cinque minuti di gioco sono arrivato il tiro di <strong>Insigne</strong> di poco fuori, il palo dello stesso Lorenzo e il gol di Allan. Poi ancora due grandi occasioni per <strong>Callejon e Hamsik</strong>, sui cui tiro si è superato il giovane portiere <strong>Meret</strong>. Tante occasioni e un predominio assoluto per la formazione di Sarri, che ha avuto il torto di compiacersi troppo della propria superiorità, diventando leziosa e sciupona.<br />
La Spal non ha mai dato la sensazione di poter fare del male a <strong>Reina,</strong> se non con un tiro dalla distanza di Viviano ben parato dal portiere spagnolo.<br />
Nella ripresa il canovaccio della gara non è cambiato, con il Napoli che ha fatto la partita e con le solite occasioni fallite, da Albiol, Insigne, Mertens (su punizione). Il gol del 2-0 lo fa anche il Napoli, con Hamsik ma il <strong>Var</strong> annulla (giustamente) per fuorigioco.<br />
Nel finale un’incursione di <strong>Floccari</strong> regala qualche brivido ma la difesa rimedia in angolo.<br />
Adesso testa al<strong> Cagliari</strong>, dove l’ambiente si preannunzia, come ogni anno, particolarmente caldo. Giovedì c’è il ritorno con il <strong>Lipsia</strong> ma sembra che la cosa non interessi a nessuno.</p>
<p><strong>(Foto di Enzo Casciello)</strong></p>
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		<title>Il Napoli si riprende la testa della classifica. Bologna e&#8230; Verdi Ko!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jan 2018 18:19:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
La vittoria della Juventus sul campo del Chievo, giunta al termine di una gara condizionata da episodi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Martone</strong></p>
<p>La vittoria della Juventus sul campo del Chievo, giunta al termine di una gara condizionata da episodi quantomeno dubbi, non aveva certo messo il Napoli nelle condizioni psicologiche migliori per affrontare il Bologna. Quella contro Donadoni era una gara insidiosa e solo i più indomabili ottimisti avevano previsto una passeggiata di salute. Troppi i motivi che spingevano i rossoblu a fare la gara dell’anno. Prima di tutto la voglia di vendicare la caterva di reti subite nelle ultime sfide contro gli azzurri, poi quel “dente avvelenato” del tecnico che, da ex, non ha mai perdonato al Napoli un’esperienza negativa di qualche anno fa, terminata nel peggiore dei modi e non solo per colpa sua. Infine la sfida nella sfida tra i tifosi e Simone Verdi, l’artefice del grande rifiuto, che avrebbe potuto dare fastidio eccome.<br />
In questo caso, però, ci ha pensato la malasorte a chiudere la pratica, visto che il giocatore si è stirato dopo cinque minuti di gioco e ha dovuto abbandonare terreno di gioco  e stadio che, in verità, lo aveva ignorato quasi del tutto al suo ingresso in campo.<br />
La partita, però, non era cominciata nel migliore dei modi per il Napoli, visto che dopo una manciata di secondi il redivivo Palacio l’aveva già messa dentro, di testa, sfruttando la scarsa reazione di Reina, che non è uscito e il poco tempismo di Koulibaly e Rui, che si sono lasciati infinocchiare dal 35enne attaccante felsineo.<br />
Una doccia fredda, come già accaduto altre volte al San Paolo. E come le altre volte il Napoli ha reagito, trovando il pareggio con l’autogol di Mbaye, dopo azione da calcio d’angolo. Che la giornata non fosse delle più tranquille, però, si è capito per tutto il corso del primo tempo. Il Bologna, infatti, ha sfiorato il gol in almeno altre due occasioni, don Palacio, il cui tiro è stato stoppato dalla mano galeotta di Koulibaly e con lo stesso attaccante ex Inter, presentatosi tutto solo davanti a Reina, che questa volta ha risposta da par suo evitando il nuovo tracollo.<br />
Sul finale del tempo è arrivato il rigore, dubbio, su Callejon, strattonato leggermente in area da Masina. Dal dischetto Mertens non ha sbagliato e ha messo in discesa la partita, che a quel punto non ha avuto più storia.<br />
Quanto più che nel secondo tempo il Napoli si è limitato a controllare la gara, prima di trovare la rete del definitivo 3-1 con una splendida giocata del solito Mertens. Nulla più! La partita è finita lì, con il Bologna che ha provato solo su punizione a dare fastidio a Reina e il Napoli che non ha creato più grandi occasioni da rete.<br />
La partita offrirà spazio alle polemiche per gli episodi dei due rigori, quello non dato al Bologna e quello concesso al Napoli. Parole al vento, come quelle spese per le scelte di Maresca a Verona. La verità è che per questo campionato si giocherà anche sugli episodi controversi, con la sensazione che Juve e Napoli, piaccia o no, avranno sempre una maggiore attenzione dalla loro parte.</p>
<p>(<strong>Foto Casciello</strong>)</p>
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		<title>Hamsik come Diego e il Napoli torna a volare</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2017 20:27:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<br />
di Marco Martone<br />
<br />
Le chiacchiere stanno a zero. Il Napoli si fa burla delle critiche eccessive di questi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="p1"><strong>di Marco Martone</strong></p>
</blockquote>
<p class="p1">Le chiacchiere stanno a zero.<strong> Il Napoli</strong> si fa burla delle critiche eccessive di questi giorni e torna a volare andando a vincere su un campo mai facile come quello del <strong>Torino</strong>. Azzurri perfetti nel primo tempo, quando hanno dato ai granata una lezione di calcio. Tre gol, almeno altre due occasioni da rete, mai un tiro subito da <strong>Reina</strong>, un possesso palla costante e una personalità disarmante. Una ripresa in controllo quasi totale, nel corso della quale hanno concesso ai padroni di casa un paio di tiri in porta, tra i quali quello del gol di <strong>Belotti</strong> (male Reina e Albiol nella circostanza) e sfiorato ripetutamente la rete del 4-1, con <strong>Mertens, Hamsik, Allan e Insigne</strong>, entrato nel finale. Il Toro ha pagato anche alcune scelte di <strong>Mihailovic</strong>, che ha schierato a centrocampo un impalpabile Valdifiori, rinunciando a Lijaic, entrato nella ripresa e poi uscito nel finale per problemi muscolari.</p>
<p class="p1">Il Napoli la pratica l’ha archiviata in poco più di mezz’ora, con le reti di <strong>Koulibaly, Zielinski e Hamsik</strong>, che raggiunge così Diego Maradona a 115 reti in maglia azzurra e si toglie un bel peso dallo stomaco. Il capitano, rete a parte, ha anche giocato una signora partita entrando spesso nel vivo del gioco e mostrando una continuità di rendimento che sembrava perduta. Ritrovato Marek adesso Sarri aspetta la rinascita di Mertens, almeno sotto il profilo realizzativo. Il belga ha disputato una gara tutto sommato positiva, condita con un assist e alcune giocate importanti ma sotto rete è ancora troppo impreciso, salta difficilmente l’uomo e sembra mancargli la freddezza cinica di inizio stagione. Passerà!</p>
<p class="p1">Con il successo sul Torino e la concomitante sconfitta dell<strong>’Inter</strong>, in casa con <strong>l’Udinese</strong>, i partenopei tornano in testa alla classifica. Un dato poco rilevante a questo punto della stagione ma estremamente importante dal punto di vista mentale, in considerazione dei dubbi e le perplessità che le ultime prestazioni della squadra avevano sollevato.</p>
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		<title>La via della rete è stata smarrita, il Napoli non sa più vincere</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Dec 2017 17:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
&#160;<br />
Adesso parlare di crisi non è più un azzardo. Il Napoli spreca la grande occasione di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>di Marco Martone</strong></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso parlare di crisi non è più un azzardo. Il Napoli spreca la grande occasione di tornare in testa alla classifica, nonostante la sconfitta subita venerdì scorso contro la Juventus. Era già accaduto due anni fa, quando il gol di Zaza ricacciò il Napoli dietro i bianconeri e la settimana successiva i partenopei, impegnati in casa col Milan, non approfittarono del mezzo passo falso dei campioni d’Italia a Bologna. Non è un caso. La squadra, evidentemente, manca di personalità e anche di quella qualità necessaria per venire a capo di gare complicate, scorbutiche e bloccate come quella con i Viola di Pioli. Si sente maledettamente la mancanza di una punta di peso, un attaccante fisico capace non solo di consentire a Mertens di tirare il fiato (il belga è in una condizione francamente imbarazzante) ma anche di offrire alternative tattiche durante la partita, che evidentemente non piacciono all’allenatore.<br />
La decisione di far andare via Zapata e Pavoletti, puntando su un’unica vera punta (Milik) e sulla vena realizzativa di Mertens, rischia di trasformarsi in una scommessa persa.<br />
Contro la Fiorentina il Napoli è stato praticamente assente per i primi 45 minuti, senza mai tirare verso la porta di Sportiello. Sono stati gli ospiti, invece, a rendersi pericolosi in almeno tre occasioni. Nella prima Simeone avrebbe anche segnato ma l’arbitro ha bloccato l’azione per un chiaro fuorigioco. Poi ci ha pensato Reina a fermare i tiri di Benassi e Simeone nel finale di tempo.<br />
Nella ripresa gli azzurri sono scesi con un piglio diverso ma l’arrembaggio scomposto ha portato solo ad un paio di conclusioni di Zielinski, alta la prima e ben parata la seconda, ad un tiro di Hamsik a lato e alla grande occasione per Mertens, liberato solo davanti a Sportiello ma in posizione defilata e capace solo di colpire in pieno l’estremo difensore viola.<br />
Il pareggio lascia il Napoli al secondo posto, un punto dietro l’Inter e uno avanti alla Juve. Classifica alla mano tutto è ancora da giocare, quello che preoccupa è l’involuzione di una squadra che da almeno quattro partite non riesce a trovare lucidità e concretezza sotto rete. Si paga l’avvio di stagione condizionato dai preliminari, la fatica di giocatori costretti al super lavoro dall’allenatore, che non vede alternative ai 13/14 titolari. Qualcosa la sbaglia anche Sarri, che mai riesce a sparigliare le carte sul tavolo a partita in corso. Anche questa volta Ounas non ha avuto il tempo per incidere, Giaccherini è rimasto fuori e i cambi sono stati sempre ruolo per ruolo, senza grande fantasia.<br />
Peccato perché l’occasione era ghiotta e situazioni del genere, nel corso del campionato, non ne capitano parecchie.</p>
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		<title>Napoli Capitale, anche l&#8217;Olimpico si veste d&#8217;azzurro</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Oct 2017 22:15:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
Vince anche a Roma il Napoli e lo fa da grande squadra, sapendo imporre il proprio gioco ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Martone</strong></p>
<p>Vince anche a Roma il Napoli e lo fa da grande squadra, sapendo imporre il proprio gioco nel primo tempo, poi sapendo soffrire, quando i giallorossi prendono campo, nella ripresa e sfiorano il pareggio in un paio di occasioni. L’ottava meraviglia della stagione porta la firma di Lorenzo Insigne, autore del gol vittoria e di una prestazione fatta di sacrificio, recuperi, corsa, assist e grande qualità.</p>
<p>Una delizia vederlo giocare in maglia azzurra, pari alla rabbia di vederlo arrancare, quasi spaesato quando indossa un altro azzurro, quello della Nazionale di Ventura, incapace, evidentemente, di saper sfruttare a pieno il talento del giocatore.</p>
<p>Insigne ha colpito al cuore una Roma letteralmente annichilita dal Napoli nei primi 45 minuti, nel corso dei quali la formazione di casa non è stata in grado di tirare mai verso la porta di Reina, assoluto spettatore della gara.</p>
<p>Pressing alto, palleggio a centrocampo, percussioni sulle fasce. Il Napoli ha messo in campo tutti i dettami della scuola Sarri, andando meritatamente al riposo in vantaggio.</p>
<p>Nella ripresa la Roma ha reagito e dopo aver rischiato di subire il secondo gol, ha cominciato a fare la partita, andando un paio di volte vicina al gol. Bravissimo Reina in occasione del colpo di testa di Fazio. Poi anche una traversa di Dzeko. Nel finale, però, è stato ancora il Napoli a sfiorare la seconda rete con Insigne e Mertens.</p>
<p>Ora gli azzurri, grazie anche alla sconfitta della Juventus con la Lazio, sono primi in classifica con 5 punti di vantaggio sulle seconde, in attesa del derby tra Inter e Milan. L’entusiasmo è alle stelle, così come la convinzione del gruppo di poter lottare fino alla fine per l’obiettivo cui tutti i tifosi sognano ad occhi aperti.</p>
<p>Martedì si torna in Champions, contro il Manchester City, ma l’impressione è che, nonostante le dichiarazioni di facciata, il pensiero di tutti sia già rivolto alla sfida di sabato sera al San Paolo, contro l’Inter di Spalletti.</p>
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		<title>Napoli stellare, col Bologna va in scena il festival del gol. Finisce 1-7!</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2017 23:02:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
Questa volta partiamo dalla fine e precisamente dal commento, grottesco e al limite del surreale del tecnico ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Martone</strong></p>
<p>Questa volta partiamo dalla fine e precisamente dal commento, grottesco e al limite del surreale del tecnico del Bologna, <strong>Donadoni, ex grande giocatore e allenatore dalle alterne fortune</strong>, che ha avuto il coraggio e il pudore, al termine di una partita persa 7-1 e che poteva finire anche 10-1, di parlare degli errori (presunti) dell’arbitro Massa. Un minimo di prudenza avrebbe dovuto indurlo a tacere, magari chiedendo scusa ai propri tifosi, per la scoppola clamorosa beccata dagli azzurri. E invece ha parlato dell’arbitro, fenomeno!</p>
<p><strong>Passando alle cose serie</strong>, la partita è stata un’autentica passerella per il Napoli, che ha riservato ai rossoblù una delle sue lezioni di calcio, sciorinando giocate di classe sopraffina e producendo gol a grappoli e tantissime altre occasioni da rete, fallite per questione di centimetri. Sarri ha ancora una volta scelto i tre piccoletti davanti, <strong>mandando Pavoletti e Milik</strong>, al rientro dopo l’infortunio, in panchina. A centrocampo Zielinski e Diawara, assieme ad Hamsik, mentre un po’ a sorpresa il tecnico ha preferito Maksimovic al rientrante Koulybali. <strong>La partita è stata decisa, così come accaduto a Milano con i rossoneri, da due gol nei primissimi minuti da parte degli azzurri, con Hamsik e Insigne</strong> che hanno sugellato azioni perfette partite dai piedi di Mertens e Callejon, nel primo caso e da un assist sublime di Zielinski a Insigne, servito da Reina, in occasione del raddoppio. Qualche disattenzione difensiva, però, c’è stata anche questa volta e così il Bologna ha avuto, su rigore (mano di Callejon) la possibilità di rientrare in partita. Destro però si è fatto ipnotizzare da Reina e a quel punto la sorte del Bologna è stata segnata in maniera definitiva. <strong>Nell’arco di qualche minuto, infatti, sono arrivate le espulsioni di Callejon e Masina e la punizione di Mertens per il 3-0</strong>. Poi i fuochi d’artificio con il gol dei felsinei e la successiva reazione dei partenopei, incontenibili con Hamsik e Mertens, autori di due triplette che hanno consegnato alla storia un risultato roboante e così poco frequente.</p>
<p><strong>L’ultimo 7-1 per il Napoli in campionato risale al campionato 1974-75, era la squadra di Vinicio</strong> che, in quell’occasione vinse, al San Paolo con lo stesso risultato. Sarri si gode adesso il secondo posto in classifica, davanti alla Roma, impegnata mertedì sera all’Olimpico contro la Fiorentina. Venerdì a Fuorigrotta arriva il Genoa, poi sarà tutto un tirare il fiato, fino alla sfida stellare del Bernabeu.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un gol alla Maradona! Mertens incanta il San Paolo e infilza quattro volte il Toro, finisce 5-3</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2016 17:08:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
Mertens fa il fenomeno, gli azzurri giocano un primo tempo da favola e alla fine vincono di goleada ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Martone</strong></p>
<p><strong>Mertens fa il fenomen</strong>o, gli azzurri giocano un primo tempo da favola e alla fine vincono di goleada (5-3), nonostante tre disattenzioni difensive che complicano una partita stravinta per tre volte e per tre volte rimessa clamorosamente in discussione. Una domenica strepitosa per il Napoli, che supera il Milan e si mette a un punto dalla Roma, al terzo posto in classifica. La squadra di Sarri ha giocato 45 minuti perfetti, da padrona assoluta del campo, sciorinando giocate d’alta scuola e polverizzando un avversario che pure aveva spaventato e non poco, la Juventus nel derby della Mole della scorsa settimana.</p>
<p>Come accaduto contro l’Inter i partenopei avevano chiuso il discorso in pochi minuti, andando in rete con uno scatenato Mertens, prima da azione di calcio d’angolo, ben gestita da <strong>Ghoulam e Callejon</strong>, poi con il primo rigore della stagione, assegnato per fallo sul belga e trasformato dallo stesso “falso nove”, poi con la terza rete del funambolo con il 14 sulle spalle, che ha ribattuto in rete una bordata di Callejon  ben deviata da Heart.</p>
<p>Gara conclusa a quel punto, <strong>con il Napoli più volte vicino al 4-0</strong>. Nella ripresa, invece, il calo d’attenzione che ha dato il via ai fuochi d’artificio. Errori in serie da parte di Albiol, Hysaj, Callejon (che regalo quel rigore!) ma soprattutto di Reina, approssimativo nei rinvii e gravemente colpevole in occasione del secondo gol granata. E meno male che, tra un regalo e l’altro al Torino, ci ha sempre messo lo zampino quel demonio di Mertenz, autore di un altro gol capolavoro, con tanto di cucchiaio alla Dieguito e artefice dell’azione che ha portato al gol del 4-1 firmata da Chiriches.</p>
<p><strong>Alla fine della partita Sarri si è giustamente arrabbiato</strong>, perché una gara del genere, dominata nel primo tempo, andava gestita con maggiore personalità nel corso della ripresa. I numeri comunque sono tutti dalla parte del tecnico che ha modellato una squadra che sa dare spettacolo e che, al netto di una crescita ancora non completa, rappresenta il meglio che il calcio italiano sta esprimendo in questo periodo. Nell’attesa di Pavoletti, che dovrà faticare non poco per inserirsi in questo gruppo.</p>
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		<title>Tutto in una notte, Napoli a Lisbona senza paura</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 07:15:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
Il momento della verità, il primo della stagione, è arrivato. Lisbona è un crocevia fondamentale per il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Martone</strong></p>
<p>Il momento della verità, il primo della stagione, è arrivato. Lisbona è un crocevia fondamentale per il Napoli di Sarri, chiamato a confermare le egregie cose viste in campionato contro l’Inter, atteso sul palcoscenico europeo per il raggiungimento di un traguardo che potrebbe avere ripercussioni fondamentali sia sotto l’aspetto tecnico, sia sotto quello più squisitamente economico. L’accesso agli ottavi di Champions, che sembrava quasi scontato dopo le prime due partite e che via via si è maledettamente complicato per gli azzurri, garantirebbe alla società del patron De Laurentiis un introito di una cifra vicina ai trenta milioni di euro. Non uno scherzo, decisamente, alla luce di un bilancio che lo scorso anno è stato chiuso in rosso e in vista di nuovi investimenti di mercato, resisi necessari dopo l’infortunio di Milik e il pessimo adattamento, nel ruolo di punta centrale, di Manolo Gabbiadini. Questa sera a Lisbona, contro il Benfica, quindi, il Napoli si gioca molto più che un semplice passaggio del turno, che comunque sarebbe risultato di grande prestigio anche dal punto di vista tecnico. Far parte del novero delle formazioni più forti d’Europa, significherebbe aver raggiunto un obiettivo straordinario e anche impensabile soltanto qualche anno fa. Per fare questo il Napoli ha bisogno di una serie di combinazioni di risultati. Hamsik e compagni saranno agli ottavi se vinceranno in Portogallo e in questo caso gli azzurri sarebbero primi del girone, indipendentemente dal risultato dell’altra partita, tra Dinamo Kiev e Besiktas. Anche in caso di pareggio Sarri potrà brindare agli ottavi, ma in questo caso l’eventuale vittoria del Besiktas in Ucraina relegherebbe il Napoli al secondo posto. C’è anche un’altra ipotesi da considerare, quella che prevede la doppia sconfitta, di Napoli e Besiktas e il conseguente passaggio al turno successivo per i partenopei, sempre dietro il Benfica che a quel punto sarebbe capolista del girone. Calcoli che i giocatori avranno fatto decine di volte in questi giorni, ma che dovranno essere in qualche modo dimenticati non appena l’arbitro darà l’avvio alla gara. Il rischio di esserne condizionati, come accaduto nella partita disputata al San Paolo due settimane fa, con la Dinamo Kiev, è forte e non porterebbe da nessuna parte.</p>
<p>Sul fronte della formazione c’è la solita attesa per le scelte dell’allenatore. I dubbi non sono pochi e riguardano almeno un giocatore per ogni reparto del campo. In difesa tutto lascia pensare alla conferma dei “titolarissimi” Koulibaly, Albiol centrali, Hysaj e Ghoulam sugli esterni. Chiriches e soprattutto Maksimovic, però, reclamano spazio e nessuna sorpresa può essere esclusa. Meno certezze a centrocampo dove Sarri ha l’imbarazzo della scelta. Hamsik non si tocca, poi ci sarà da decidere due tra Diawara, Zielinski, Jorginho e Allan. Un dolce problema per il tecnico, viso lo stato di forma che hanno dimostrato i giovani talenti della rosa e la sicura affidabilità garantita dai più esperti Allan e Jorginho. La notte avrà invece portato consiglio sul tridente d’attacco che dovrebbe essere formato da Mertens, assente con l’Inter, Callejon e Gabbiadini, con Insigne pronto a entrare a partita in corso. Sempre che Sarri non faccia ricorso al “falso nove” con l’ex doriano ancora una volta in panchina e i tre piccoletti a cercare gloria e gol qualificazione.</p>
<p>In casa Benfica, Rui Vitoria dovrà rinunciare a Eliseu, André Horta e Alex Grimaldo, infortunati e schiererà Luisao e Lindelof in difesa con Semedo ed Almeida ai lati. A centrocampo Fejsa e Pizzi dovrebbero agire centralmente con più avanti Salvio, Guedes e Cervi dietro la punta Mitroglou.</p>
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		<title>Le pagelle di Scrivonapoli. Zielinski segna e domina a centrocampo, bene Gabbiadini</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 22:53:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Reina 7,5 Tre parate di cui una quasi miracolosa, nel finale di partita. Mette il muro davanti alla porta, quando ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Reina 7,5</strong> Tre parate di cui una quasi miracolosa, nel finale di partita. Mette il muro davanti alla porta, quando l’Inter prova a riaprire la gara. Di piede gioca con la consueta calma e precisione.</p>
<p><strong>Hysai 7</strong> Un primo tempo sontuoso, fatto di scatti, dribbling, chiusure e cross. Tutto il repertorio  dell’esterno perfetto. Nella ripresa cala alla distanza, anche per un problema fisico che lo costringe alla resa.</p>
<p><strong>Maggio 6</strong> Entra e corre come un ragazzino, dando una mano alla causa.</p>
<p><strong>Ghoulam 6,5</strong> Sbaglia qualche appoggio e qualche chiusura arriva in ritardo ma si rende pericoloso anche in fase offensiva.</p>
<p><strong>Albiol 7</strong> Un disimpegno sbagliato che costringe Reina agli straordinari, ma sarà il suo unico errore. Per il resto gara perfetta dello spagnolo che restituisce al reparto forza e sicurezza.</p>
<p><strong>Koulibaly 7</strong> Padrone assoluto della difesa, chiude su Perisic e annienta Icardi, messo in gioco solo da qualche svarione azzurro. Prova anche la conclusione a rete, senza fortuna.</p>
<p><strong>Zielinski 7,5</strong> Un gol, un assit, un taglio geniale per Insigne. Percussioni centrali, tanti palloni giocati e una presenza costante in un centrocampo dove l’Inter, in pratica, non  la vede mai.</p>
<p><strong>Diawara 6,5</strong> Gioca un buon numero di palloni ma senza strafare. Punto di riferimento per i compagni, ogni tanto cala il ritmo e scompare.</p>
<p><strong>Hamsik 7</strong> Raggiunge Cavani nella classifica dei goleador azzurri, con un’altra perla di sinistro. Si fa trovare tra le linee e trasforma, spesso, un’azione difensiva in una potenziale occasione da rete.</p>
<p><strong>Rog 6</strong> Pochi minuti ma il talento si è visto già.</p>
<p><strong>Callejon 6,5</strong> Assist al bacio per Zielinski, forse con un mignolo in fuorigioco. Corre come un matto e frena anche le possibili avanzate di Perisic.</p>
<p><strong>Gabbiadini 7</strong> Tante volte in zona gol, ci prova di testa e col sinistro, senza trovare la rete. Vince  col fisico molti contrasti e gioca con una determinazione che sembrava smarrita.</p>
<p><strong>Insigne 6,5</strong> Primo tempo sottotono, con qualche tocchetto troppo morbido e velleitario. Poi lo spunto del campione, con un gol che sembra facile e che invece non lo è.</p>
<p><strong>Giaccherini 6</strong> Partecipa alla festa con spirito di sacrificio.</p>
<p><strong>Sarri 7</strong> La squadra approccia alla gara in maniera perfetta. Dominio assoluto a centrocampo e attenzione in difesa. Qualche copertura mancata a centrocampo, nel quale esordisce, finalmente, l’oggetto misterioso Rog.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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