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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Puglia</title>
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		<title>Puglia, resti di balenottera nella riserva del Wwf</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 16:15:36 +0000</pubDate>
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<p>La carcassa di una giovane balenottera comune in avanzato stato di decomposizione è stata rinvenuta stamane sulla spiaggia antistante la Riserva Naturale e Oasi WWF “Le Cesine”. Sul posto sono intervenuti: polizia municipale del Comune di Vernole, la Capitaneria di Porto di San Cataldo, i carabinieri della Forestale,  l’Asl di Lecce e gli operatori dell’<strong>Oasi WWF Le Cesine.</strong> Il recupero è stato realizzato da ditta incaricata dal Comune di Vernole (LE). I resti ossei verranno inviati all’istituto zooprofilattico per le analisi di rito volte a determinare le cause di morte e l’eventuale presenza di patogeni.</p>
<p>“Ovviamente non conosciamo le cause di morte, ma nel Mediterraneo vi sono ancora troppe minacce per i <strong>cetacei</strong> – sottolinea il WWF – Il <strong>traffico navale</strong>rappresenta un rischio per le collisioni, che possono lasciare questi grandi cetacei gravemente feriti o menomati. Il 6% degli esemplari fotoidentificati in mare e circa il 20% di quelli spiaggiati presentano tracce di collisione. Poi la <strong>plastica:</strong> nel nostro mare, ogni anno finiscono 570.000 tonnellate di plastica, infine l’inquinamento acustico e chimico”.</p>
<p>La balenottera è soggetta all’<strong>inquinamento da plastica,</strong> sia di micro che di macro-plastiche, che viene ingerita insieme al krill. Accumulandosi nell’apparto digerente, i rifiuti plastici impediscono l’assorbimento di nutrienti e possono quindi potenzialmente essere causa di deperimento degli individui. L’inquinamento chimico, poi, può provocare intossicazioni e irritazioni croniche dei tessuti sensibili, oppure accumularsi nei tessuti delle specie con conseguenze fisiologiche importanti. Infine l’inquinamento acustico provocato dall’intenso traffico navale, sommato a quello proveniente da altre sorgenti rumorose come sonar e prospezioni, può impedire la comunicazione a lunga distanza tra gli individui, ostacolandone così le attività sociali.</p>
<p>La <strong>balenottera comune</strong> è il Misticete (cioè cetaceo senza denti) più diffuso nel Mar Mediterraneo ed è il secondo animale sul nostro pianeta per grandezza (dopo la balenottera azzurra). L’adulto può raggiungere una lunghezza di 25 metri e un peso di 80 tonnellate. Nonostante la dimensione, è un animale veloce. Nuota infatti fino a 40 km all’ora2.</p>
<p>Per lo studio e l’osservazione dei cetacei ripartirà nei mesi estivi il progetto <strong>“Le vele del panda“  </strong>di WWF e WWF Travel, che unisce le attività di osservazione e censimento di stenelle, balenottere e altre specie alla <em>citizen science,</em> grazie alla presenza a bordo di un numero limitato di persone che possono unire turismo naturalistico con il supporto alle attività di ricerca (wwftravel.it).</p>
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