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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; musica napoletana</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Manfredi, Pino Daniele cantore della Napoli di oggi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 08:19:24 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>“Un grande cantore della Napoli di oggi, capace di suscitare grandi emozioni, di portare all’attenzione di tutti i pregi e le sofferenze della nostra città: la sua poesia è ancora attuale. Così Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, ricorda a dieci anni dalla scomparsa Pino Daniele, al quale è dedicato un video pubblicato sul sito Anci per la rubrica ‘Accadde in Città’. “Ho incontrato il figlio pochi mesi fa – aggiunge Manfredi – e abbiamo messo insieme un programma e un progetto importante in suo ricordo. Pino è nei cuori di Napoli e nei cuori degli italiani, e noi faremo di tutto per ricordarlo e per conservare forte il suo messaggio e la sua musica”.<br />
Nel video anche le testimonianze di alcuni musicisti che hanno condiviso da vicino l’esperienza artistica del cantautore napoletano: “Quando a fine anni ‘90 abbiamo rimesso insieme il supergruppo con Pino, James, Tullio e altri, suonando a piazza Plebiscito, ci siamo messi nelle stesse posizioni di trent’anni prima, fa, è stato molto emozionante”, ricorda Tony Esposito.<br />
“Tu sei sempre presente, in ogni momento, fai parte della mia vita quotidiana. Una meraviglia Pino, suonare insieme, una chitarra, la voce e la batteria, facevamo battere i piedi e i cuori di migliaia di fans”, sottolinea Tullio De Piscopo. Che rievoca un episodio accaduto al Festival Jazz di Montreux nel luglio 1983: “C’erano tutti i più grandi jazzisti e musicisti del mondo; ad un certo punto entra il grande George Benson; ti stringevo forte il braccio dicendoti “Maronna d’o Carmine Pino”. E tu, per darmi carica e coraggio, hai risposto: Se po’ fa, si può fare”.<br />
Fortissimo e ancora vivo il legame fraterno con James Senese: “Con Pino è stato un incontro non solamente musicale ma un incontro di sentimento, si sono incontrate due anime speciali”, ricorda commosso il sassofonista del gruppo Napoli Centrale, che ha affiancato Daniele anche dopo quell’esperienza. “Io e Pino eravamo tutt’uno, con lui ho vissuto una parte della mia vita molto di sentimento, un grande abbraccione a mio fratello”, il suo saluto finale.</p>
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		<title>Roberto Murolo, la sua casa diventi un museo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 19:39:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che, già in passato, ha più volte chiesto che a Roberto Murolo, grande ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><strong>Gennaro Capodanno</strong>, presidente del Comitato Valori collinari, che, già in passato, ha più volte chiesto che a <strong>Roberto Murolo</strong>, grande cantore della Napoli classica, deceduto il 13 marzo 2003, del quale dunque domani cade il 18esimo anniversario della morte, vengano intitolate le scale di via Cimarosa, poste proprio dinanzi al palazzo dove si trova la sua casa,  e  dove il grande artista visse e mori, rilancia la sua proposta. Anche tenendo conto del fatto che a Murolo, nell&#8217;ambito del quartiere collinare,  è dedicata solo una rotonda in cemento posta all&#8217;incrocio tra via Rossini e via Paisiello, cosa che non solo sembra riduttiva ma della quale sono a conoscenza ben in pochi.</p>
<p>&#8221; L’idea dell&#8217;intitolazione delle scale attigue al palazzo &#8211; puntualizza Capodanno &#8211;  mi è venuta in mente, mutuando quanto fatto al riguardo prima per Giancarlo Siani, più di recente, per <strong>Massimo Troisi</strong>, al quale sono state intitolale le scale di via Mariconda e in questi giorni per la pittrice Artemisia Gentileschi, alla quale si è proposto d&#8217;intitolare le scale di <strong>via Luca Giordano</strong>. Mi auguro che, in tempi brevi, questa proposta venga fatta propria e attuata dall’amministrazione comunale partenopea &#8220;.</p>
<p>“ In verità &#8211; afferma Capodanno &#8211; mi aspettavo, già da tempo, una maggiore considerazione per un artista del calibro di <strong>Murolo</strong>, che ha rilanciato la canzone napoletana nel mondo intero e che tanto lustro ha dato e continua a dare a Napoli, riproponendo le più belle melodie e scrivendo pagine indelebili che fanno, a giusta ragione, parte del retaggio storico della cultura partenopea “.</p>
<p>“ Ma, fino a questo momento, così non è stato &#8211; puntualizza Capodanno &#8211; In verità a Murolo, nel 2014, fu anche intitolata una delle traverse di via Nino Bixio, nel quartiere Fuorigrotta, cosa che però fece storcere il naso a più di un estimatore del grande artista, sia per il fatto che si era scelto un tratto di strada collaterale sia perché tale scelta era caduta al di fuori del territorio del Vomero, quartiere dove Roberto Murolo era sempre vissuto e dove, prima di lui aveva abitato, anche il padre, Ernesto Murolo, come ricordano le due lapidi apposte sulla facciata del fabbricato in<strong> via Cimarosa </strong>&#8220;<strong>.</strong></p>
<p>&#8220;Proprio in occasione della collocazione della lapide, avvenuta il 18 gennaio 2012, per celebrarne il centenario della nascita, si parlò diffusamente, anche sugli organi d&#8217;informazione, della realizzazione, nell&#8217;abitazione dei Murolo, di un museo che sarebbe dovuto diventare luogo di studio e di ricerca ma anche meta di un turismo amante della storia musicale di Napoli di sempre &#8211; ricorda Capodanno &#8211; Ma non sappiamo se poi alle dichiarazioni d&#8217;intenti siano seguiti fatti concreti. A questo punto, a distanza di ben oltre sette anni dal suddetto avvenimento, pure per rispondere alle domande al riguardo dei turisti ma anche dei tanti estimatori dell&#8217;indimenticato artista, auspichiamo che si renda pubblicamente noto se la casa di <strong>Ernesto e Roberto Murolo</strong>, le cui pareti, come si legge nelle cronache dell&#8217;epoca, parlano di musica e cultura e che si auspicava che diventasse come la casa museo a Lisbona di Ferdinando Pessoa, il grande scrittore portoghese, sia oggi un museo, accessibile ai visitatori, e, in caso positivo, in quali orari e a chi bisogna rivolgersi per prenotare la visita, visto che dalle ricerche condotte, anche su internet, nulla risulta al riguardo&#8221;.</span></p>
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