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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Benfica</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Bravo Napoli, sei tra le grandi d’Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 00:12:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
Un Napoli quasi perfetto che conquista, con merito e da capolista gli ottavi di finale di Champions ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Martone</strong></p>
<p>Un Napoli quasi perfetto che conquista, con merito e da capolista gli ottavi di finale di Champions e risponde così a chi, con troppa approssimazione e un pizzico di malafede aveva avanzato critiche, spesso pretestuose, nelle ultime settimane all’allenatore e alla società. Contro il Benfica gli azzurri hanno sciorinato una prestazione di carattere, da grande squadra, non soffrendo praticamente mai le avanzate portoghesi e colpendo, nel secondo tempo, quando i ritmi dell’avversario si abbassano e quando all’arco di Sarri si presenta la freccia Mertens, autentico trascinatore della squadra dal momento in cui è entrato in campo. La vittoria proietta il Napoli tra le sedici grandi d’Europa, un traguardo storico e prestigioso, la cui importanza va al di là dell’aspetto finanziario, che comunque avrà il suo peso, visto che la qualificazione farà ricadere nelle casse del Napoli un bel gruzzolo di milioni.</p>
<p><strong>PRIMO TEMPO DI AUTORITÀ’ E SENZA SOFFERENZE</strong></p>
<p>Nel primo tempo la partita è stata abbastanza equilibrata, con un Napoli autoritario e capace di impensierire in almeno tre occasioni, con Gabbiadini, Hamsik e Callejon, la retroguardia di casa. Reina, dal suo canto, è chiamato in causa in una sola occasione, per deviare un non irresistibile tiro di Jimenez. Un altro problema per la retroguardia partenopea lo creano Hamsik e Ghoulam, con un mancato doppio disimpegno, che quasi manda in gol il Benfica ma è poca roba rispetto a quanto gli azzurri saranno in grado di fare nella ripresa. Alla ripresa delle ostilità, dopo un’occasione sprecata da Gabbiadini, troppo frettoloso nel concludere a rete su assist di Callejon, la svolta della gara arriva con l’ingresso in campo di Mertens, proprio al posto dell’ex doriano. Bastano pochi minuti al belga, nel ruolo di “falso nove”, per imprimere il suo marchio, prima lanciando a rete Callejon, che supera Ederson con un preciso pallonetto e poi siglando lui stesso il raddoppio, con una giocata d’autore fatta di finte, dribbling e tiro a fil di palo alla destra del portiere. Un gol da applausi che, di fatto, chiude la gara e la qualificazione. Quanto più che a Kiev lo spauracchio Besiktas ne stava prendendo ben 6 dagli ucraini ormai eliminati.</p>
<p><strong>L’ERRORE DI ALBIOL CHE REGALA IL PATOS NEL FINALE</strong></p>
<p>Nel finale una disattenzione di Albiol, che regala il pallone a Jimenez per il gol dell’1-2, fa vivere qualche brivido alla torcida azzurra ma alla fine il Napoli non corre più rischi e arriva il meritato successo. Una vittoria targata Sarri, che ha fatto le scelte giuste di formazione, compreso l’utilizzo nel secondo tempo del funambolo belga. Il tecnico ha preferito poi la forza fisica di Allan, rinunciando a Zielinski, migliore in campo venerdì scorso con l’Inter e anche questa decisione è stata premiata dalla bella prestazione del brasiliano. Bel segnale anche l’esordio in Champions di Rog, mai andato fino ad ora neanche in panchina, giocatore ormai pienamente integrato nel progetto azzurro, a dispetto di chi lo voleva in partenza a gennaio. Adesso si attende il sorteggio per continuare a sognare. Sarri ha parlato di “folle idea di andare avanti” che sta già diffondendosi nel gruppo ma ha anche rivolto subito l’attenzione al campionato e alla sfida col Cagliari. Perché sognare va bene ma cullarsi sugli allori può essere molto pericoloso.</p>
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		<title>Tutto in una notte, Napoli a Lisbona senza paura</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 07:15:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
Il momento della verità, il primo della stagione, è arrivato. Lisbona è un crocevia fondamentale per il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Martone</strong></p>
<p>Il momento della verità, il primo della stagione, è arrivato. Lisbona è un crocevia fondamentale per il Napoli di Sarri, chiamato a confermare le egregie cose viste in campionato contro l’Inter, atteso sul palcoscenico europeo per il raggiungimento di un traguardo che potrebbe avere ripercussioni fondamentali sia sotto l’aspetto tecnico, sia sotto quello più squisitamente economico. L’accesso agli ottavi di Champions, che sembrava quasi scontato dopo le prime due partite e che via via si è maledettamente complicato per gli azzurri, garantirebbe alla società del patron De Laurentiis un introito di una cifra vicina ai trenta milioni di euro. Non uno scherzo, decisamente, alla luce di un bilancio che lo scorso anno è stato chiuso in rosso e in vista di nuovi investimenti di mercato, resisi necessari dopo l’infortunio di Milik e il pessimo adattamento, nel ruolo di punta centrale, di Manolo Gabbiadini. Questa sera a Lisbona, contro il Benfica, quindi, il Napoli si gioca molto più che un semplice passaggio del turno, che comunque sarebbe risultato di grande prestigio anche dal punto di vista tecnico. Far parte del novero delle formazioni più forti d’Europa, significherebbe aver raggiunto un obiettivo straordinario e anche impensabile soltanto qualche anno fa. Per fare questo il Napoli ha bisogno di una serie di combinazioni di risultati. Hamsik e compagni saranno agli ottavi se vinceranno in Portogallo e in questo caso gli azzurri sarebbero primi del girone, indipendentemente dal risultato dell’altra partita, tra Dinamo Kiev e Besiktas. Anche in caso di pareggio Sarri potrà brindare agli ottavi, ma in questo caso l’eventuale vittoria del Besiktas in Ucraina relegherebbe il Napoli al secondo posto. C’è anche un’altra ipotesi da considerare, quella che prevede la doppia sconfitta, di Napoli e Besiktas e il conseguente passaggio al turno successivo per i partenopei, sempre dietro il Benfica che a quel punto sarebbe capolista del girone. Calcoli che i giocatori avranno fatto decine di volte in questi giorni, ma che dovranno essere in qualche modo dimenticati non appena l’arbitro darà l’avvio alla gara. Il rischio di esserne condizionati, come accaduto nella partita disputata al San Paolo due settimane fa, con la Dinamo Kiev, è forte e non porterebbe da nessuna parte.</p>
<p>Sul fronte della formazione c’è la solita attesa per le scelte dell’allenatore. I dubbi non sono pochi e riguardano almeno un giocatore per ogni reparto del campo. In difesa tutto lascia pensare alla conferma dei “titolarissimi” Koulibaly, Albiol centrali, Hysaj e Ghoulam sugli esterni. Chiriches e soprattutto Maksimovic, però, reclamano spazio e nessuna sorpresa può essere esclusa. Meno certezze a centrocampo dove Sarri ha l’imbarazzo della scelta. Hamsik non si tocca, poi ci sarà da decidere due tra Diawara, Zielinski, Jorginho e Allan. Un dolce problema per il tecnico, viso lo stato di forma che hanno dimostrato i giovani talenti della rosa e la sicura affidabilità garantita dai più esperti Allan e Jorginho. La notte avrà invece portato consiglio sul tridente d’attacco che dovrebbe essere formato da Mertens, assente con l’Inter, Callejon e Gabbiadini, con Insigne pronto a entrare a partita in corso. Sempre che Sarri non faccia ricorso al “falso nove” con l’ex doriano ancora una volta in panchina e i tre piccoletti a cercare gloria e gol qualificazione.</p>
<p>In casa Benfica, Rui Vitoria dovrà rinunciare a Eliseu, André Horta e Alex Grimaldo, infortunati e schiererà Luisao e Lindelof in difesa con Semedo ed Almeida ai lati. A centrocampo Fejsa e Pizzi dovrebbero agire centralmente con più avanti Salvio, Guedes e Cervi dietro la punta Mitroglou.</p>
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