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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Visita guidata</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Napoli e la Belle Époque: visita guidata a Villa Pignatelli</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Visita guidata]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 3 luglio l’associazione culturale Econote organizza una visita guidata alla scoperta della ricca mondanità napoletana ai tempi delle Belle ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b></b>Domenica 3 luglio l’associazione culturale Econote organizza una visita guidata alla scoperta della ricca mondanità napoletana ai tempi delle Belle Époque. Ecco quindi un <b>nuovo itinerario</b> di turismo sostenibile in Campania: <b>Villa Pignatelli.</b></p>
<p>Il pomeriggio di domenica alle 17.00 l’appuntamento per il raduno dei partecipanti è davanti all’imponente ingresso di Villa Pignatelli dove la guida turistica della Campania accompagnerà i partecipanti in questo viaggio nell’800. La visita comprende la residenza delle più benestanti e nobili famiglie che si sono succedute nel tempo a Napoli.</p>
<p><b>Villa Pignatelli è stata recentemente restaurata e restituita alla città e ai turisti</b>, ospita iniziative e appuntamenti importanti per la città ed è uno dei luoghi più vivaci di Napoli.</p>
<p>Si trova a Chiaia ed è facilmente raggiungibile in macchina o con i mezzi pubblici. La Funicolare di Chiaia con la fermata capolinea Parco Margherita, collegata con la linea 1 e 2 della metropolitana, biglietto 1,50 per trasporto combinato. Da Parco Margherita (Piazza Amedeo fermata linea 2 della metropolitana Pozzuoli-Gianturco) poi verso la Riviera di Chiaia servendosi anche delle scale che vanno verso l’antica stazione Anton Dohrn nella Villa Comunale di Napoli.</p>
<p>Esempio di architettura neoclassica, il Museo principe Diego Aragona Pignatelli Cortes, ospita il Museo delle Carrozze ed è anche la Casa della Fotografia di Napoli.</p>
<p>Qui dove sono passati le famiglie aristocratiche degli Acton, i Rothschild e i Pignatelli, e <b>sarà possibile ammirare oggetti posti ancora nella loro collocazione originaria all’interno delle sontuose stanze.</b></p>
<p>Il Museo principe Diego Aragona Pignatelli Cortes fu realizzato nel 1955, quando la principessa Rosina Pignatelli donò il parco e la villa con arredi, suppellettili e collezioni allo Stato italiano. Il Museo raccoglie arredamenti, piccoli mobili dell’Ottocento, oggetti in argento, suppellettili in bronzo dorato, bronzetti e porcellane di diverse manifatture che mostrano l’interesse collezionistico dei Pignatelli per le arti applicate.</p>
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		<title>Real Bosco di Capodimonte, &#8220;La Passeggiata del Re&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2016 07:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160;<br />
(Domenica 26 giugno&#160;Ore 10,30)<br />
In una inedita e straordinaria passeggiata sulla sommit&#224; della collina di Capodimonte, tra viali alberati, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>(Domenica 26 giugno&nbsp;Ore 10,30)</p>
<p>In una inedita e straordinaria passeggiata sulla sommit&agrave; della collina di Capodimonte, tra viali alberati, giardini di delizie e costruzioni riservate agli svaghi reali, l&rsquo;Associazione culturale locus iste &#8211; Luoghi e memoria, vi far&agrave; scoprire come le passioni personali di Carlo di Borbone abbiano saputo farsi nei secoli veicolo di arte, storia, cultura. Nel Real Bosco di Capodimonte il visitatore si ritrover&agrave; letteralmente immerso nei luoghi che re Carlo e tutti i diversi regnanti della casa borbonica hanno di volta in volta permeato di s&eacute;, facendone l&rsquo;espressione pi&ugrave; concreta del proprio gusto e delle proprie consuetudini. Con ingresso dalla Porta di Mezzo (porta piccola) vi condurremo in quella che un tempo era stata la riserva di caccia di Carlo di Borbone, attraversando un intreccio di viali e di spazi verdi dove l&rsquo;apparentemente spontaneo giardino all&rsquo;inglese con le sue grotte di tufo fa da contrappunto all&rsquo;ordinato e simmetrico giardino francese, con una flora ed una fauna estremamente variegate. Addentrandoci sempre pi&ugrave; nella macchia boschiva incontreremo la Real Fabbrica delle Porcellane voluta da re Carlo, e la Chiesa di San Gennaro, cui il sovrano era devotissimo. Nel corso della nostra passeggiata vedremo far capolino tra maestosi esemplari arborei e una fitta vegetazione, edifici ormai dismessi ma testimoni dell&rsquo;incisiva presenza borbonica a Napoli. Il Real Bosco di Capodimonte con l&rsquo;imponente Reggia Museo, la raggiera dei viali, le fontane, i tanti giardini riservati alla coltivazione di alberi da frutta e ortaggi, le sue chiese, la sua manifattura artigiana costituisce, in effetti, la sintesi di tutti quelli che sono stati i sogni, realizzati, di un grande re.</p>
<p>Info e prenotazioni: Assostato &ndash; Via Cervantes 55/5 80133 Napoli nTel.081.5518735&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vesuvio, passeggiando sul fiume di lava</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 10:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Visita guidata]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 18 giugno 2016 l&#8217;Associazione culturale locus iste vi condurr&#224; lungo il sentiero n.9 alla scoperta del vulcano pi&#249; conosciuto, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 18 giugno 2016 l&rsquo;Associazione culturale locus iste vi condurr&agrave; lungo il sentiero n.9 alla scoperta del vulcano pi&ugrave; conosciuto, pi&ugrave; osservato e pi&ugrave; studiato al mondo. Partendo dall&rsquo;Osservatorio vesuviano percorreremo insieme il cosiddetto Fiume di lava per raggiungere, a fine itinerario, l&rsquo;ultima colata lavica, quella del &rsquo;44 e contemplare da questo punto privilegiato il Golfo e la citt&agrave; di Napoli.&nbsp;</p>
<p>Affronteremo una gradevole passeggiata lunga 690 m, nel corso della quale avremo modo di rievocare la memoria storica dei pi&ugrave; importanti eventi vulcanici verificatisi nei secoli, raccontati da grandi poeti e geografi dell&rsquo;antichit&agrave;. Cercheremo di capire quale sia stato il rapporto che da sempre le popolazioni insediatesi alle pendici della grande montagna hanno intrattenuto con lo sterminator Vesevo, vissuto come una perenne minaccia ma anche come un apportatore di fecondit&agrave; ai terreni e alle aree circostanti ricche di vigneti.&nbsp;</p>
<p>Ci inoltreremo in un bosco misto di piante spontanee e da rimboschimento sulle quali primeggiano alcuni tipi di ginestra e lo stereocaulon vesuvianum, un particolare tipo di lichene che attecchisce solo sul Vesuvio e che ne rende argentee le lave dell&rsquo;ultima eruzione. Ma di questo e di tanto altro vi narreremo sul monte pi&ugrave; fertile e pi&ugrave; amato da Bacco.</p>
<p><strong>Appuntamento</strong>:<strong>&nbsp;</strong>all&rsquo;incrocio dell&rsquo;Osservatorio Vesuviano&nbsp;<strong>ore 16.45</strong></p>
<p><strong>Durata:</strong>&nbsp;120 min.&nbsp;</p>
<p><strong>Gruppo minimo</strong>: 20 persone</p>
<p><strong>Contributo organizzativo</strong>: &euro; 6,00</p>
<p>&nbsp;<strong>Equipaggiamento</strong>: abbigliamento a cipolla, scarpe comode, cappello, k-way, acqua</p>
<p><strong>Note</strong>: la visita sar&agrave; effettuata solo in condizioni meteo favorevoli&nbsp;</p>
<p><strong>Prenotazione obbligatoria</strong>: Segreteria locus iste +39&nbsp; 3472374210 &#8211; locusisteblog.wordpress.com &nbsp; HYPERLINK &#8220;mailto:locusisteinfo@gmail.com&#8221; locusisteinfo@gmail.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Parco Archeologico di Baia. Un centro di potere tra ozio e termalismo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 10:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Visita guidata]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dell’iniziativa promossa dal Mibact che prevede la gratuità dell’ingresso in tutti i musei e le aree archeologiche nella ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dell’iniziativa promossa dal Mibact che prevede la gratuità dell’ingresso in tutti i musei e le aree archeologiche nella prima domenica del mese, domenica 5 giugno 2016 l’Associazione culturale locus iste vi guiderà alla scoperta del Parco Archeologico di Baia.</p>
<p>Vi racconteremo di come un’intera collina sia stata trasformata con tutte le sue propaggini in un unico “<em>palatium</em>” e al tempo stesso in un grande complesso termale e di soggiorno destinato ad ospitare l’imperatore, la sua famiglia, la sua corte, i ricchi patrizi. Il complesso pian piano sarà abbandonato ma la natura del luogo, le sue sorgenti, i suoi vapori resteranno un tratto distintivo indelebile che perdura ancora oggi.</p>
<p>Anima ardente dei Campi Flegrei, la splendente Baia ci attende per compiere insieme un viaggio straordinario e indimenticabile tra i mirteti sacri a Venere. Narreremo dell&#8217;antica violenza della natura che lasciò in eredità tesori. Scopriremo miti antichissimi scrutando quel mare che vide un giorno Ulisse e le sirene.</p>
<p>E poi ancora le magnifiche sorti dei personaggi che calcarono quei marmi preziosi. Augusto e il triste Marcello. Nerone e la sfortunata Agrippina minore. Adriano e il dolce Antinoo. Vedremo da vicino ciò che resta di quelle forze naturali che i Romani piegarono al loro volere, creando il più grande complesso termale dell&#8217;antichità.</p>
<p><strong>Appuntamento:</strong><strong> </strong>ingresso Parco Archeologico delle Terme di Baia, via Sella di Baia, 22<strong> –</strong><strong> </strong>Bacoli (Na)<strong> </strong><strong>ore 10,15</strong><strong><br />
<strong>Durata:</strong></strong> 90 minuti<br />
<strong>Contributo organizzativo:</strong> 6 euro<br />
<strong>Guida</strong>: Enzo</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ricordi di Casa Borbone al Museo di San Martino</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 15:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Visita guidata]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 21 nell&#8217;ambito del Maggio dei monumenti 2016 dedicato al trecentesimo anniversario della nascita di Carlo di Borbone, con l&#8217;Associazione ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 21 nell&rsquo;ambito del Maggio dei monumenti 2016 dedicato al trecentesimo anniversario della nascita di Carlo di Borbone, con l&rsquo;Associazione culturale locus iste &ndash; Luoghi e Memoria, e il patrocinio dell&rsquo;Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Napoli, ricostruiremo le vicende che portarono alla trasformazione della Certosa in Museo Nazionale destinato a divenire lo scrigno delle memorie patrie, prontissimo ad accogliere collezioni che ci narrano la Storia della citt&agrave;.&nbsp;</p>
<p>Nell&rsquo;anno 1716 nasceva Carlo di Borbone. Pochi anni pi&ugrave; tardi, appena diciottenne, era incoronato Re delle Due Sicilie. Con lui Napoli diviene nuovamente la capitale di un regno indipendente e pronto a raccogliere il frutto delle conquiste dell&rsquo;illuminismo pi&ugrave; recente. Re Carlo con la sua lungimiranza seppe porre le premesse per lo sviluppo del commercio, della produzione e della navigazione.&nbsp;</p>
<p>Con la visita che l&rsquo;Associazione locus iste propone per questo sabato al Museo e alla Certosa di San Martino ripercorreremo insieme le tappe salienti di questa parte della storia partenopea che visse in quel momento &ldquo;la sua ora pi&ugrave; bella&rdquo;. Nella Sezione Navale ammireremo la splendida Lancia a 24 remi dono della citt&agrave; di Napoli a Re Carlo forse un ringraziamento per aver impedito al Cardinale Spinelli di introdurre nel Regno l&rsquo;Inquisizione. Grazie all&rsquo;intervento del Re fu ricostituita una flotta reale e le coste furono pattugliate da &ldquo;legni leggeri&rdquo; contro le incursioni dei pirati algerini e tripolini.&nbsp;</p>
<p>Nella Sezione &ldquo;Immagini e Memorie&rdquo;, dedicata alla storia della citt&agrave; di Napoli, rivivremo i fasti di un grande regno esplorando i &ldquo;ricordi&rdquo; di casa Borbone: le medaglie celebrative e i ritratti dei reali e infine il celebre Manto dell&rsquo;Ordine di San Gennaro che re Carlo aveva fondato nel 1738 per rinvigorire l&rsquo;orgoglio dei nobili napoletani e spingerli all&rsquo;amor di patria stretti in un patto di fedelt&agrave; giurato &ldquo;nel sangue&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>La cornice di questa rievocazione sono i silenziosi luoghi della spiritualit&agrave; certosina, la Certosa di San Martino, tempio del barocco e del rococ&ograve; napoletano, fulgido esempio di raffinata bellezza per tutte le chiese e i conventi cittadini.</p>
<p><strong>Appuntamento:</strong>&nbsp; piazzale San Martino&nbsp; <strong>ore 11.30</strong><strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Contributo organizzativo</strong>: 6 euro + 6 euro ticket ingresso Museo di San Martino&nbsp;</p>
<p><strong>Durata</strong>: 2 ore circa &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>San Martino, ecco la Certosa svelata</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/san-martino-ecco-la-certosa-svelata/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2016 09:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Visita guidata]]></category>

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		<description><![CDATA[di Livio Esposito<br />
Napoli da scoprire e da riscoprire, grazie anche alle visite guidate, che consentono ai turisti ma anche ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><strong>di Livio Esposito</strong></p>
<p class="p1">Napoli da scoprire e da riscoprire, grazie anche alle visite guidate, che consentono ai turisti ma anche a tanti napoletani, di vivere emozioni uniche. Il Maggio dei Monumenti offrirà l’occasione per ammirare la splendida Certosa di San Martino, fondata nel 1325 per volere di Carlo duca di Calabria, figlio del sovrano Roberto d’Angiò, che rappresenta uno dei più preziosi esempi di architettura e arte barocca a Napoli, in quanto nel corso di tutto il Seicento fu trasformata ed arricchita da artisti del calibro di Cosimo Fanzago, Battistello Caracciolo, Giovanni Lanfranco, Ribera.</p>
<p class="p1">I pochi elementi originari ancora riscontrabili nel complesso sono il pronao della chiesa ed i sotterranei gotici, suggestivi ed imponenti ambienti delle fondamenta trecentesche, opera di ingegneria possente ed elegante, con una successione di pilastri e volte ogivali a sostegno dell’intera struttura certosina. Nei lunghi corridoi e negli slarghi sono esposte le opere in marmo della Sezione di sculture ed epigrafi. L’esposizione comprende circa centocinquanta opere in marmo, distribuite nei vari ambienti secondo un ordine cronologico (dal medioevo al XVIII secolo) ma rispettando anche i contesti di provenienza. Per la realizzazione della Certosa fu chiamato l&#8217;architetto e scultore senese Tino di Camaino. Dell&#8217;impianto originario restano i grandiosi sotterranei gotici. Nel 1581 fu avviato un grandioso progetto di ampliamento. Il crescente numero dei monaci impose una radicale ristrutturazione del Chiostro Grande: si realizzarono nuove celle, e fu rivisto l&#8217;intero sistema idrico. Nel 1623 inizia la collaborazione con il cantiere di San Martino dell&#8217;architetto Cosimo Fanzago, che, tra alterne vicende, durerà fino al 1656.</p>
<p class="p1">L&#8217;opera di Fanzago si caratterizza per una straordinaria attività decorativa. Nel 1636 Fanzago è incaricato di occuparsi dei lavori per la facciata della chiesa, avviati nel 1616 dal &#8216;piperniere&#8217; Tommaso Gaudioso: nel 1650 propone ai monaci un progetto diverso ma tale da riutilizzare la struttura già realizzata. Al momento di lasciare la Certosa Fanzago riutilizza parte dei marmi già realizzati e non completa tutti i lavori in corso. Il complesso subì danni durante la rivoluzione del 1799 e fu occupato dai francesi. Revocata la soppressione, i monaci rientrano a San Martino nel 1804. Quando gli ultimi monaci abbandonano la Certosa, nel 1812 il complesso viene occupato dai militari come Casa degli Invalidi di Guerra, fino al 1831, quando viene nuovamente abbandonato per restauri urgenti. Nel 1836 un esiguo gruppo di monaci torna a stabilirsi a San Martino per riuscirne poi definitivamente. Soppressi gli Ordini religiosi e divenuta proprietà dello Stato, la Certosa viene destinata nel 1866 a museo per volontà di Giuseppe Fiorelli, annessa al Museo Nazionale come sezione staccata ed aperta al pubblico nel 1867. La visita permetterà di scoprire questo straordinario ambiente riaperto per la prima volta al pubblico e sarà abbinato alla visita alla chiesa del complesso certosino e agli ambienti ad essa collegati: la sala del Capitolo, il parlatorio, la sagrestia vecchia e nuova, il coro dei frati, il chiostro del Fanzago&#8230;un tesoro della città ricco di opere che vanno dal Medio Evo al Settecento che rendono il Complesso uno dei più affascinanti della città!</p>
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		<title>Vesuvio, passeggiando sul fiume di lava</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/127884/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 14:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Visita guidata]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 1 maggio 2016 l&#8217;associazione culturale locus iste vi condurr&#224; lungo il sentiero n.9 alla scoperta del vulcano pi&#249; conosciuto, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><strong><span style="color: #000000;">Domenica 1 maggio 2016 l&rsquo;associazione culturale locus iste vi condurr&agrave; lungo il sentiero n.9 alla scoperta del vulcano pi&ugrave; conosciuto, pi&ugrave; osservato e pi&ugrave; studiato al mondo. Partendo dall&rsquo;Osservatorio vesuviano percorreremo insieme il cosiddetto Fiume di lava per raggiungere, a fine itinerario, l&rsquo;ultima colata lavica, quella del &rsquo;44 e contemplare da questo punto privilegiato il Golfo e la citt&agrave; di Napoli. </span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #000000;">Affronteremo una gradevole passeggiata lunga 690 m, nel corso della quale avremo modo di rievocare la memoria storica dei pi&ugrave; importanti eventi vulcanici verificatisi nei secoli, raccontati da grandi poeti e geografi dell&rsquo;antichit&agrave;. Cercheremo di capire quale sia stato il rapporto che da sempre le popolazioni insediatesi alle pendici della grande montagna hanno intrattenuto con lo sterminator Vesevo, vissuto come una perenne minaccia ma anche come un apportatore di fecondit&agrave; ai terreni e alle aree circostanti ricche di vigneti. </span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="color: #000000;">Ci inoltreremo in un bosco misto di piante spontanee e da rimboschimento sulle quali primeggiano alcuni tipi di ginestra e lo stereocaulon vesuvianum, un particolare tipo di lichene che attecchisce solo sul Vesuvio e che ne rende argentee le lave dell&rsquo;ultima eruzione. Ma di questo e di tanto altro vi narreremo sul monte pi&ugrave; fertile e pi&ugrave; amato da Bacco.</span></strong></p>
<p><strong>Appuntamento</strong><strong>:</strong><strong>&nbsp;</strong>all&rsquo;incrocio dell&rsquo;Osservatorio Vesuviano&nbsp;<strong>ore 10.00</strong></p>
<p><strong>Durata:</strong>&nbsp;120 min.</p>
<p><strong>Gruppo minimo</strong><strong>: 20 persone</strong></p>
<p><strong>Contributo organizzativo</strong>: &euro; 6,00</p>
<p><strong>Guida</strong><strong>: Barbara</strong></p>
<p><strong>Equipaggiamento</strong>: abbigliamento a cipolla, scarpe comode, cappello, k-way</p>
<p><strong>N</strong><strong>ote</strong>: la visita sar&agrave; effettuata solo in condizioni meteo favorevoli</p>
<p><strong>Prenotazione obbligatoria</strong>: Segreteria locus iste <span style="font-family: 'Bodoni MT', serif;">+39 3472374210 &ndash; </span>locusisteblog.wordpress.com <span style="color: #0000ff;"><u><a href="mailto:locusisteinfo@gmail.com"><span style="font-family: 'Bodoni MT', serif;">locusisteinfo@gmail.com</span></a></u></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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