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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Totò</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Totò e la sua Napoli, la mostra</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 17:22:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>
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L’inedita esposizione dedicata al legame indissolubile tra il Principe della risata e la sua città<br />
<br />
Sarà la prestigiosa ]]></description>
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<p style="font-weight: 400;"><em>L’inedita esposizione dedicata al legame indissolubile tra il Principe della risata e la sua città</em></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Sarà la prestigiosa sede dell’<strong>Italian American Museum di New York </strong>ad accogliere, <strong>dal 16 aprile al 29 agosto 2026</strong>, la mostra <strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong>, un’esposizione inedita che celebra il legame profondo e inscindibile tra Totò e la sua città natale, nell’ambito delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli. <strong>Dopo il grande successo registrato a Napoli</strong>, la mostra – resa possibile grazie al supporto del <strong>Comitato Nazionale Neapolis 2500</strong> e del <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale </strong>– <strong>approda a New York come tappa di un progetto internazionale</strong> che intende rafforzare il dialogo culturale tra Napoli e il mondo, nel segno di un artista che di quel ponte è stato, e continua a essere, uno dei più straordinari interpreti. Il progetto, a cura di <strong>Alessandro Nicosia</strong> e <strong>Marino Niola</strong>, è organizzato e prodotto da <strong>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong>, con la partecipazione degli <strong>Eredi Totò</strong>, che hanno contribuito mettendo a disposizione materiali inediti e preziose testimonianze, e con la collaborazione dell’<strong>Istituto Italiano di Cultura di New York</strong>. <strong>La mostra si propone di restituire la complessità del rapporto tra Antonio de Curtis e Napoli</strong>: un legame originario e generativo, nel quale si sono formati il suo sguardo, il suo linguaggio comico e quella maschera mutevole e universale che lo ha reso un’icona senza tempo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre ogni dimensione cronologica, il dialogo tra Totò e la sua città si configura come un patrimonio condiviso: <strong>Napoli rivive attraverso il suo interprete più emblematico, mentre Totò trova nella città la matrice profonda della propria identità artistica e umana</strong>. Una napoletanità intesa non solo come appartenenza geografica, ma come visione del mondo, sensibilità e cifra espressiva.<em>“</em><em>Resto un napoletano con tutti i pregi e i difetti del napoletano. Ogni quindici giorni torno a Napoli per un brevissimo soggiorno, non posso stare più a lungo lontano dalla mia città, la gente di là mi dà il calore della vita. E ogni volta mi commuovo come un bambino</em><em>”</em>: così l’artista raccontava il suo legame con la città, sottolineandone la dimensione intima e imprescindibile. Questo rapporto si riflette in tutta la sua produzione: dal teatro – con la Compagnia Stabile Napoletana e le collaborazioni con i fratelli De Filippo – al cinema, con capolavori come <em>Miseria e nobiltà</em> e <em>L’oro di Napoli</em>; dalla poesia, con testi celebri come <em>&#8216;A livella</em> e <em>Napule, tu e io</em>, fino alla musica, con brani come <em>Malafemmena</em>, autentica espressione del lirismo partenopeo. Attraverso <strong>fotografie</strong>, <strong>filmati</strong>, <strong>costumi di scena</strong>, <strong>documenti originali</strong> e <strong>manufatti</strong>, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio immersivo nell’universo artistico di Totò, facendo emergere aspetti meno noti della sua vita e della sua carriera. Per i tanti americani di origine napoletana, Totò rappresenta molto più di un attore: è il simbolo vivente di una memoria collettiva, l’incarnazione di un’identità culturale che attraversa oceani e generazioni.</p>
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		<title>Totò e la sua Napoli, mostra a Palazzo Reale</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 09:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Totò]]></category>

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Fino al 25 gennaio la mostra dedicata all’indimenticabile attore che ha segnato la storia del teatro, del cinema e della ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">
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<p style="font-weight: 400;"><strong>Fino al 25 gennaio la mostra </strong><strong>dedicata all’indimenticabile attore </strong><strong>che ha segnato la storia del teatro, del cinema e della televisione italiana.</strong></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Nella sede di <strong>Palazzo Reale a Napoli</strong>, <strong>Sala Belvedere</strong>, da domani 31 ottobre fino al 25 gennaio 2026, aprirà la mostra <strong><em>Totò e la sua Napoli</em>, l’inedita esposizione che celebra il grande legame inscindibile tra Totò e Napoli in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli</strong>. Proprio in virtù di questo forte legame si è scelto di ospitare, nella città da lui tanto amata, questa mostra che omaggia uno dei suoi figli più illustri e simbolo universale di napoletanità e genialità comica, come prima tappa di un progetto che proseguirà a New York nella prossima primavera, proseguendo idealmente quel ponte culturale tra Napoli e il mondo che l’attore ha sempre rappresentato.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra <strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong> è promossa dal <strong>Comitato Nazionale Neapolis 2500</strong> con il <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli</strong> (<strong>Ministero della Cultura</strong>), con la partecipazione degli <strong>Eredi Totò</strong>, con la collaborazione di <strong>Rai Teche</strong> e <strong>Archivio Storico Luce</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progetto è a cura di <strong>Alessandro Nicosia</strong> e <strong>Marino Niola</strong> ed è organizzato e prodotto da <strong>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong>. <strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong> si propone di far affiorare quel legame tra Antonio de Curtis e la città dove si è formato il suo sguardo, affinato il suo linguaggio comico e costruito quel volto inconfondibile ma provvisorio, pronto a cambiare fattezze, come ogni maschera che si rispetti. Come emerge dall’esposizione, è impossibile parlare di Totò senza parlare di Napoli, la grande sorgente della sua attorialità ma anche della sua personalità. Della sua capacità di essere uno, nessuno e centomila.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di fatto Totò – come sostiene Marino Niola – “riassume le mille identità di una Napoli che diventa teatro universale, grande metafora della condizione umana. La città lo ha amato moltissimo e incondizionatamente perché ciascun napoletano si è riconosciuto in una delle mille sfaccettature di questa maschera interclassista. Personaggio e persona nel senso letterale del termine che significa appunto maschera. In effetti <em>Totò e la sua Napoli</em> vuole mostrare come Partenope ha modellato Totò e come Totò ha rimodellato Partenope, in tutta la sua miseria e nobiltà, facendone un simbolo che rappresenta tutti coloro che in ogni paese del mondo si sentono vesuviani”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La faccia di Totò era un qui pro quo. Come ogni maschera che si rispetti. La sua asimmetria, da virgola fuori posto, gli dava quell’aria stralunata, da burattino cubista. “Dicono che ho la faccia triste. Non ce l’ho triste. Ce l’ho storta perché mi sono rotto il naso”. Lo ripeteva spesso per prendere le distanze da quelli che facevano troppa filosofia sulla sua comicità. A chi lo considerava un cugino di Pulcinella o un nipote di Arlecchino, lui rispondeva con un’alzata di spalle che voleva dire “Ma mi faccia il piacere!”</p>
<p style="font-weight: 400;">Così ogni volta il principe de Curtis si nascondeva dietro il personaggio che lui era e non era, tanto che parlava di sé in terza persona. “Totò è un buffone serissimo. Incontrandomi per la prima volta mi disse che avevo proprio la faccia che serviva a lui”. “Uno snobismo plebeo e insieme una sprezzatura aristocratica – dice il curatore – come quella dei grandi attori della Commedia dell’Arte che si facevano ritrarre con la maschera in mano e mai sul volto, per sottolineare quell’impercettibile abisso che li separa. Per far capire che il personaggio non è la persona, ma il suo doppio. E in questo, Totò era la maschera perfetta di Napoli, una città-mondo che è facile riconoscere ma che è difficile conoscere”. Popolata com’è di marionette stralunate, di parole in libertà, di caratteristi h24, di personaggi in cerca di autore “ricchi di guai, di beffe subite, di appetiti arretrati”. Che lui ha trasformato in una umanissima metafora che fa di Partenope un luogo dell’anima e proietta Napoli oltre Napoli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il visitatore potrà ripercorrere il suo mondo e la sua storia <strong>attraverso documenti originali, manufatti, ricordi, fotografie, filmati, costumi, installazioni mediali, ricostruzioni scenografiche, manifesti e locandine, giornali, testimonianze di coloro che lo hanno amato.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La mostra si articola in sezioni tematiche che ripercorrono la vita e la carriera dell’artista: </strong><em>Le origini, Il Rione Sanità, Il teatro, Le canzoni, Il cinema, Le poesie, Un maestro insostituibile, Totò e le bellezze della sua Napoli, Il saluto della sua Napoli</em>. Ci sarà spazio anche per i focus su <em>Il Principe di Bisanzio</em> e <em>Gli amori di Totò</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un momento particolarmente emozionante dell’esposizione sarà l’ascolto dell’orazione funebre tenuta il 17 aprile 1967 da un Nino Taranto che non riesce a trattenere il pianto in piazza del Carmine davanti a centomila persone in lacrime.<strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong>, sarà accompagnata da un importante catalogo pubblicato da <strong>Gangemi Editore</strong>, un volume che raccoglie storia, immagini e un ricco repertorio di straordinarie testimonianze, offrendo una profonda comprensione del suo spirito eclettico in cui molti giovani si ritrovano condividendo la sua voglia di libertà.</p>
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		<title>A Palazzo Reale &#8220;Totò e la sua Napoli&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 08:35:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione delle celebrazioni di Neapolis 2500, la Sala Belvedere di Palazzo Reale ospita Totò e la sua Napoli, l&#8217;inedita esposizione che celebra il grande legame tra Totò e la città. Si è scelto di ospitare questa grande mostra del comico napoletano ed emblema di Napoli nel mondo, come prima tappa di un progetto che proseguirà a New York. La mostra Totò e la sua Napoli è promossa dal Comitato Nazionale Neapolis 2500 con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli (Ministero della Cultura), con la partecipazione degli eredi Totò.</p>
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