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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Totò</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Totò e la sua Napoli, la mostra</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 17:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>
		<category><![CDATA[Totò]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
L’inedita esposizione dedicata al legame indissolubile tra il Principe della risata e la sua città<br />
<br />
Sarà la prestigiosa ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><em>L’inedita esposizione dedicata al legame indissolubile tra il Principe della risata e la sua città</em></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Sarà la prestigiosa sede dell’<strong>Italian American Museum di New York </strong>ad accogliere, <strong>dal 16 aprile al 29 agosto 2026</strong>, la mostra <strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong>, un’esposizione inedita che celebra il legame profondo e inscindibile tra Totò e la sua città natale, nell’ambito delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli. <strong>Dopo il grande successo registrato a Napoli</strong>, la mostra – resa possibile grazie al supporto del <strong>Comitato Nazionale Neapolis 2500</strong> e del <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale </strong>– <strong>approda a New York come tappa di un progetto internazionale</strong> che intende rafforzare il dialogo culturale tra Napoli e il mondo, nel segno di un artista che di quel ponte è stato, e continua a essere, uno dei più straordinari interpreti. Il progetto, a cura di <strong>Alessandro Nicosia</strong> e <strong>Marino Niola</strong>, è organizzato e prodotto da <strong>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong>, con la partecipazione degli <strong>Eredi Totò</strong>, che hanno contribuito mettendo a disposizione materiali inediti e preziose testimonianze, e con la collaborazione dell’<strong>Istituto Italiano di Cultura di New York</strong>. <strong>La mostra si propone di restituire la complessità del rapporto tra Antonio de Curtis e Napoli</strong>: un legame originario e generativo, nel quale si sono formati il suo sguardo, il suo linguaggio comico e quella maschera mutevole e universale che lo ha reso un’icona senza tempo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre ogni dimensione cronologica, il dialogo tra Totò e la sua città si configura come un patrimonio condiviso: <strong>Napoli rivive attraverso il suo interprete più emblematico, mentre Totò trova nella città la matrice profonda della propria identità artistica e umana</strong>. Una napoletanità intesa non solo come appartenenza geografica, ma come visione del mondo, sensibilità e cifra espressiva.<em>“</em><em>Resto un napoletano con tutti i pregi e i difetti del napoletano. Ogni quindici giorni torno a Napoli per un brevissimo soggiorno, non posso stare più a lungo lontano dalla mia città, la gente di là mi dà il calore della vita. E ogni volta mi commuovo come un bambino</em><em>”</em>: così l’artista raccontava il suo legame con la città, sottolineandone la dimensione intima e imprescindibile. Questo rapporto si riflette in tutta la sua produzione: dal teatro – con la Compagnia Stabile Napoletana e le collaborazioni con i fratelli De Filippo – al cinema, con capolavori come <em>Miseria e nobiltà</em> e <em>L’oro di Napoli</em>; dalla poesia, con testi celebri come <em>&#8216;A livella</em> e <em>Napule, tu e io</em>, fino alla musica, con brani come <em>Malafemmena</em>, autentica espressione del lirismo partenopeo. Attraverso <strong>fotografie</strong>, <strong>filmati</strong>, <strong>costumi di scena</strong>, <strong>documenti originali</strong> e <strong>manufatti</strong>, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio immersivo nell’universo artistico di Totò, facendo emergere aspetti meno noti della sua vita e della sua carriera. Per i tanti americani di origine napoletana, Totò rappresenta molto più di un attore: è il simbolo vivente di una memoria collettiva, l’incarnazione di un’identità culturale che attraversa oceani e generazioni.</p>
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		<title>Totò e la sua Napoli, mostra a Palazzo Reale</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 09:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>
		<category><![CDATA[Totò]]></category>

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<br />
Fino al 25 gennaio la mostra dedicata all’indimenticabile attore che ha segnato la storia del teatro, del cinema e della ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Fino al 25 gennaio la mostra </strong><strong>dedicata all’indimenticabile attore </strong><strong>che ha segnato la storia del teatro, del cinema e della televisione italiana.</strong></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Nella sede di <strong>Palazzo Reale a Napoli</strong>, <strong>Sala Belvedere</strong>, da domani 31 ottobre fino al 25 gennaio 2026, aprirà la mostra <strong><em>Totò e la sua Napoli</em>, l’inedita esposizione che celebra il grande legame inscindibile tra Totò e Napoli in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli</strong>. Proprio in virtù di questo forte legame si è scelto di ospitare, nella città da lui tanto amata, questa mostra che omaggia uno dei suoi figli più illustri e simbolo universale di napoletanità e genialità comica, come prima tappa di un progetto che proseguirà a New York nella prossima primavera, proseguendo idealmente quel ponte culturale tra Napoli e il mondo che l’attore ha sempre rappresentato.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra <strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong> è promossa dal <strong>Comitato Nazionale Neapolis 2500</strong> con il <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli</strong> (<strong>Ministero della Cultura</strong>), con la partecipazione degli <strong>Eredi Totò</strong>, con la collaborazione di <strong>Rai Teche</strong> e <strong>Archivio Storico Luce</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progetto è a cura di <strong>Alessandro Nicosia</strong> e <strong>Marino Niola</strong> ed è organizzato e prodotto da <strong>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong>. <strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong> si propone di far affiorare quel legame tra Antonio de Curtis e la città dove si è formato il suo sguardo, affinato il suo linguaggio comico e costruito quel volto inconfondibile ma provvisorio, pronto a cambiare fattezze, come ogni maschera che si rispetti. Come emerge dall’esposizione, è impossibile parlare di Totò senza parlare di Napoli, la grande sorgente della sua attorialità ma anche della sua personalità. Della sua capacità di essere uno, nessuno e centomila.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di fatto Totò – come sostiene Marino Niola – “riassume le mille identità di una Napoli che diventa teatro universale, grande metafora della condizione umana. La città lo ha amato moltissimo e incondizionatamente perché ciascun napoletano si è riconosciuto in una delle mille sfaccettature di questa maschera interclassista. Personaggio e persona nel senso letterale del termine che significa appunto maschera. In effetti <em>Totò e la sua Napoli</em> vuole mostrare come Partenope ha modellato Totò e come Totò ha rimodellato Partenope, in tutta la sua miseria e nobiltà, facendone un simbolo che rappresenta tutti coloro che in ogni paese del mondo si sentono vesuviani”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La faccia di Totò era un qui pro quo. Come ogni maschera che si rispetti. La sua asimmetria, da virgola fuori posto, gli dava quell’aria stralunata, da burattino cubista. “Dicono che ho la faccia triste. Non ce l’ho triste. Ce l’ho storta perché mi sono rotto il naso”. Lo ripeteva spesso per prendere le distanze da quelli che facevano troppa filosofia sulla sua comicità. A chi lo considerava un cugino di Pulcinella o un nipote di Arlecchino, lui rispondeva con un’alzata di spalle che voleva dire “Ma mi faccia il piacere!”</p>
<p style="font-weight: 400;">Così ogni volta il principe de Curtis si nascondeva dietro il personaggio che lui era e non era, tanto che parlava di sé in terza persona. “Totò è un buffone serissimo. Incontrandomi per la prima volta mi disse che avevo proprio la faccia che serviva a lui”. “Uno snobismo plebeo e insieme una sprezzatura aristocratica – dice il curatore – come quella dei grandi attori della Commedia dell’Arte che si facevano ritrarre con la maschera in mano e mai sul volto, per sottolineare quell’impercettibile abisso che li separa. Per far capire che il personaggio non è la persona, ma il suo doppio. E in questo, Totò era la maschera perfetta di Napoli, una città-mondo che è facile riconoscere ma che è difficile conoscere”. Popolata com’è di marionette stralunate, di parole in libertà, di caratteristi h24, di personaggi in cerca di autore “ricchi di guai, di beffe subite, di appetiti arretrati”. Che lui ha trasformato in una umanissima metafora che fa di Partenope un luogo dell’anima e proietta Napoli oltre Napoli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il visitatore potrà ripercorrere il suo mondo e la sua storia <strong>attraverso documenti originali, manufatti, ricordi, fotografie, filmati, costumi, installazioni mediali, ricostruzioni scenografiche, manifesti e locandine, giornali, testimonianze di coloro che lo hanno amato.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La mostra si articola in sezioni tematiche che ripercorrono la vita e la carriera dell’artista: </strong><em>Le origini, Il Rione Sanità, Il teatro, Le canzoni, Il cinema, Le poesie, Un maestro insostituibile, Totò e le bellezze della sua Napoli, Il saluto della sua Napoli</em>. Ci sarà spazio anche per i focus su <em>Il Principe di Bisanzio</em> e <em>Gli amori di Totò</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un momento particolarmente emozionante dell’esposizione sarà l’ascolto dell’orazione funebre tenuta il 17 aprile 1967 da un Nino Taranto che non riesce a trattenere il pianto in piazza del Carmine davanti a centomila persone in lacrime.<strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong>, sarà accompagnata da un importante catalogo pubblicato da <strong>Gangemi Editore</strong>, un volume che raccoglie storia, immagini e un ricco repertorio di straordinarie testimonianze, offrendo una profonda comprensione del suo spirito eclettico in cui molti giovani si ritrovano condividendo la sua voglia di libertà.</p>
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		<title>A Palazzo Reale &#8220;Totò e la sua Napoli&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 08:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Totò]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione delle celebrazioni di Neapolis 2500, la Sala Belvedere di Palazzo Reale ospita Totò e la sua Napoli, l&#8217;inedita esposizione ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione delle celebrazioni di Neapolis 2500, la Sala Belvedere di Palazzo Reale ospita Totò e la sua Napoli, l&#8217;inedita esposizione che celebra il grande legame tra Totò e la città. Si è scelto di ospitare questa grande mostra del comico napoletano ed emblema di Napoli nel mondo, come prima tappa di un progetto che proseguirà a New York. La mostra Totò e la sua Napoli è promossa dal Comitato Nazionale Neapolis 2500 con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli (Ministero della Cultura), con la partecipazione degli eredi Totò.</p>
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		<title>“Totò… ‘a Livella” nella eterna dimora del Principe</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 19:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la presenza della Sig.ra Elena Alessandra Anticoli de Curtis (nipote di Totò) sarà svelata la scultura del Maestro Ignazio ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con la presenza della Sig.ra Elena Alessandra Anticoli de Curtis (nipote di Totò) sarà svelata la scultura del Maestro Ignazio Colagrossi dedicata a Totò, dal titolo &#8220;Totò&#8230; &#8216;a Livella!&#8221; posta nella Sua  Eterna Dimora, al Cimitero di Santa Maria del Pianto, in via Nuova del Campo &#8211; Napoli.<br />
La cerimonia sarà officiata dal Parroco del Cimitero con la benedizione dell&#8217;Opera. L&#8217;artista nel 2016 realizzò il bozzetto  della scultura, per conto di una commissione, mai portata a termine dal committente, realizzata poi nel 2017, continuando il travagliato cammino.<span class="Apple-converted-space"> </span>Con l&#8217;incontro della Sig.ra Elena Alessandra Anticoli de Curtis, visibilmente commossa alla visione dell&#8217;Opera, la decisione dell&#8217;Artista di donarla alla Famiglia, con la seguente motivazione:<span class="Apple-converted-space"> </span>A te Totò! L&#8217;espressione della mia Anima, per il comune amore e travaglio esistenziale. A TUO MERITO! L&#8217;interpretazione della mia Livella in dono, ti farà compagnia in eterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Sentimento e Materia”, la scultura dedicata a Totò</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2018 16:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[Totò]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta lo scorso venerdì sera (16 novembre), al Circolo dell’Aviatore di Roma, la presentazione della monografia del Maestro ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta lo scorso venerdì sera (16 novembre), al Circolo dell’Aviatore di Roma, la presentazione della monografia del Maestro Ignazio Colagrossi dal titolo “Sentimento e Materia”, edita da Editoriale Giorgio Mondadori. Sessantaquattro pagine attraverso le quali ripercorrere i 23 anni di carriera di un artista che ha regalato al pubblico e al mondo dell’arte, attraverso la poesia, la pittura e primariamente la scultura, la sua lettura critica del mondo e della società odierna. Nel catalogo vengono raccolte tutte le opere che lo hanno consegnato al panorama artistico nazionale, garantendogli esposizioni permanenti nei luoghi più importanti e prestigiosi: a titolo esemplificativo “Il volto di Cristo”, inabissato nei fondali a ridosso di San Felice Circeo, e “San Giovanni Paolo II”, opera presente presso la Chiesa di Santa Maria degli Angeli di San Felice e presso la Sala Stampa del Vaticano.<br />
All’evento, organizzato da Antonio Romano su invito del Colonnello Massimo Palombelli, è intervenuto Carlo Motta, responsabile dei Libri Illustrati della Cairo Publishing a cui fa capo il marchio Editoriale Giorgio Mondadori, il quale ha riconosciuto la validità dell’impegno stilistico di Colagrossi. Presente anche il giornalista pontino Fabrizio Giona, autore della prefazione della monografia.<br />
Con l’occasione Colagrossi ha presentato al pubblico la sua ultima fatica scultorea: si tratta di un altorilievo in bronzo ispirato alla poesia “A’ livella” di Totò, realizzato dall’artista di Aprilia proprio per omaggiare il principe della risata. L’opera, che sarà posizionata nella cappella del cimitero dove riposa l’attore e poeta partenopeo, è stata mostrata al folto pubblico intervenuto alla presenza della nipote Elena Alessandra Anticoli De Curtis, curatrice del volume fresco di stampa “Il principe poeta. Tutte le poesie e le liriche di Totò”.<br />
Una serata dedicata all’arte e alla cultura, con il maestro Colagrossi immancabile protagonista. Come scrive Fabrizio Giona nella prefazione: “[…] Colagrossi non indossa maschere, al contrario si manifesta nella sua spontaneità, offrendo al suo pubblico la rappresentazione genuina del suo essere interiore e di una società che ha bisogno di (ri)abituarsi al bello, di seguire il cambiamento senza lasciarsi sopraffare da questo e soprattutto di tornare al senso estetico tipico dell’Arte (inteso nella sua accezione più ampia). Nelle sue opere non c’è mistificazione o simbolo alienante, non c’è spersonalizzazione o frantumazione dell’io in identità multiple: il Maestro crea lasciandosi trasportare dal vissuto del momento, dal bisogno di raccontare e trasferire all’altro la sua verità. Le sue opere dunque, indipendentemente dal mezzo espressivo con le quali vengono divulgate, assurgono a forma di narrazione e per l’Artista sono un primario strumento catartico”.</p>
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		<title>Il Principe Poeta, al San Carlo la nipote di Totò presenta gli inediti del grande attore</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 18:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Totò]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
“Il Principe Poeta”, in arte Totò. L’Opera Cafè Scaturchio del Teatro San Carlo, ha ospitato la presentazione ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Martone</strong></p>
<p>“Il Principe Poeta”, in arte Totò. L’Opera Cafè Scaturchio del Teatro San Carlo, ha ospitato la presentazione in anteprima nazionale del volume, edito da  Colonnese e curato da Elena Decurtis, nipote del Principe e Virginia Falconetti. Il libro raccoglie tutti i testi delle canzoni e delle poesie scritte da Totò, inclusi 5 inediti.<br />
Le poesie sono presentate in macroaree tematiche, da &#8221; Napoli&#8221; a &#8221; Le donne&#8221; , passando per &#8221; L&#8217;Amore&#8221;, &#8221; Gli animali&#8221;, &#8221; Uomini e caporali&#8221;. Le canzoni sono arricchite da materiale iconografico d&#8217;epoca e da una selezione di spartiti originali.<br />
Alla presentazione sono intervenuti tra gli altri l’attore Enzo Decaro, il dirigente-RAI Antonio Parlati e il Rettore del Suor Orsola Benincasa Lucio d&#8217;Alessandro, oltre all’assessore comunale alla Cultura Nino Daniele. L&#8217;incontro è stato moderato da Michelangelo Iossa e ha visto la partecipazione di Marco Francini ed Edo Puccini, che hanno eseguito alcune canzoni di Totò. Il volume è impreziosito da illustrazioni e foto d&#8217;epoca e dalla prefazione di Vincenzo Mollica. Il “Principe Poeta” è anche un libro multimediale che consente, mentre si scorrono le pagine, di ascoltare la voce di Totò o di altri artisti per i titoli che presentano l&#8217;immagine del QR code. In sala presente lo scultore Ignazio Colagrossi, autore di un’opera dedicata al Principe della risata.</p>
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		<title>Totò, un uomo d’amore</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 21:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Totò]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Mariateresa Di Pastena) &#8211;<br />
<br />
Ha alle spalle una fervida carriera nel cinema e nella tv, l’eclettico attore e ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Mariateresa Di Pastena) &#8211;<br />
</strong></p>
<p>Ha alle spalle una fervida carriera nel cinema e nella tv, l’eclettico attore e regista napoletano Vincenzo Peluso:  dallo sguardo mediterraneo e profondo,  e dalla voce inconfondibile, è pronto a portare in scena anche qui a Napoli (Sabato, 10 novembre, alle ore 21, Nuovo Teatro Sancarluccio, via San Pasquale a Chiaia, 49,  biglietto 15 euro),  “Totò uomo d’amore”, dal titolo eloquente. Un originale ed insolito recital che scava nell’intimo della vita, non solo quella artistica, del grande Totò. Una serie di aneddoti, canzoni e poesie sottolineate dalle abili mani del pianista Sasà Mendoza, anche lui napoletano, che ha composto le musiche degli ultimi due cortometraggi di Peluso, di cui l’ultimo,  “Armonia” sarà in concorso al prossimo David di Donatello. Ma andiamo per ordine…</p>
<p><strong>Come nasce l’idea di uno spettacolo proprio su Totò?</strong></p>
<p>Da una proposta ricevuta, e  dalla mia passione sfrenata per Totò uomo ed artista, (condivisa con l’apprezzato musicista Sasà Mendoza),  che ha sempre illuminato la mia vita. Avevo già dedicato a Totò  il recital “Napoli cu’ poco e niente”, ma stavolta ho voluto creare qualcosa di nuovo, di particolare, che si differenziasse da tutte le altre iniziative nate in occasione del cinquantenario della sua morte, Spero, e credo, di esserci riuscito…<br />
Così, dopo la nostra esibizione dello scorso anno, all’Orto botanico, abbiamo deciso di fare una tournée. Abbiamo debuttato un mese fa al teatro Goldonetta di Livorno, poi siamo stati a Roma, ora Napoli, poi andremo a Bari, e devo dire che stiamo riscuotendo un grande successo: gli spettatori restano davvero affascinati. Io recito, Sasà suona, ed entrambi cantiamo.</p>
<p><strong>Lei esordisce come attore negli anni novanta: tanti film con importanti registi, tanta tv con partecipazioni a serie e fiction…</strong></p>
<p>Il cinema è arrivato nella mia vita per caso, o meglio per destino, anche se nel mio DNA c’era, naturalmente, un imput artistico. La mia gioventù è stata un’altalena tra l’Istituto d’arte, che frequentavo, e le mie fughe verso Roma per fare i provini come fotomodello e per le pubblicità. Poi, un giorno, per strada, mi fermò un certo Nerone, colpito dal mio viso ‘da cinema’, così disse: era un attrezzista cinematografico,  mi contattò poco dopo e fu l’artefice del mio incontro artistico con il regista Gianni Amelio… Da lì, il mio primo film, “Il ladro di bambini”, vincitore del Gran premio della giuria, a Cannes:  era il 1992. Subito dopo ho lavorato con il regista napoletano Pappi Corsicato (“Libera” e “I buchi neri”) e con tanti altri. Tra questi, vorrei ricordare Wilma Labate, (“La mia generazione”), Mario Martone, Stefano Incerti, poi Maurizio Zaccaro ,  (“L’uomo perbene”), e ancora Carlo Vanzina, Giuseppe Ferrara…</p>
<p><strong>Lei è da sempre anche appassionato di musica ed è passato anche per il ballo: nel 2005/2006, ha gareggiato a “Ballando con le stelle” in coppia con la bravissima Natalia Titova!</strong></p>
<p>Sì, una bellissima esperienza… Andando in onda il sabato sera,  mi ha dato tanta popolarità. Anche se in tv ho partecipato a  tantissime fiction, tra cui “La Piovra”, “Don Matteo”, “La squadra”, “Il commissario Montalbano”…</p>
<p><strong>Poi l’approdo alla  regia cinematografica, e anche teatrale, dove lei è nella doppia veste di regista ed attore…</strong></p>
<p>E’ stato un passaggio molto naturale, per me. Il mio primo cortometraggio è nato nel 2004. La regia è un sesto senso, un talento innato, poi la tecnica può solo migliorarlo. Il regista è un “ladro di sguardi”, che lui solo può catturare in quel modo, e nessun altro. L’ultimo cortometraggio, “Armonia”  racconta la separazione di due genitori, Silvia e Franco, scaturita dall’incomunicabilità, da quell’assenza di dialogo che è perfino peggiore del silenzio, perché è nascosta, sofferente. I protagonisti, dopo la separazione, saranno genitori migliori. Sedici minuti  intensi e, tra i vari attori, la bravissima Lidia Vitale. Incrociamo le dita per il David.</p>
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		<title>Sanità, “core analfabeta” installazione luminosa dedicata a Totò</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2018 15:58:25 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono terminati i lavori di riqualificazione urbana di un tratto via Arena alla Sanità.  I lavori di recupero, partiti grazie a un&#8217;idea del pasticciere  Ciro &#8220;Poppella&#8221;, sono stati attivati mediante il procedimento &#8220;Adotta una Strada&#8221; normato dall&#8217;assessorato all&#8217;Urbanistica del Comune di Napoli. Circa 30 commercianti di questo tratto di strada, assieme alla Rete commercianti del rione Sanità e alla fondazione di comunità  san Gennaro onlus, hanno &#8220;adottato&#8221;  un tratto di via Arena alla Sanità per renderlo più sicuro e accogliente per i cittadini e i tanti turisti che vivono e abitano il quartiere.</p>
<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/05/via-arena-4.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-138206" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/05/via-arena-4-225x300.jpeg" alt="via arena 4" width="225" height="300" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/05/via-arena-3.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-138204" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/05/via-arena-3-225x300.jpeg" alt="via arena 3" width="225" height="300" /></a></p>
<p>I lavori di recupero, realizzati dalla cooperativa sociale Officina dei Talenti, coordinati da Nicola Flora (DiARC, Facoltà di Architettura di Napoli), hanno avuto un costo di circa di 30. 000 euro stanziati  dalla Rete Commercianti e dalla fondazione di Comunità san Gennaro Onlus, anche attraverso la produzione cinematografica della serie Netflix &#8220;Sens8&#8243;.<br />
Nella stessa giornata, alle 20:00,  sarà inaugurata l’installazione luminosa “core analfabeta”,  realizzata da Tiziano Corbelli che verrà posizionata in alto, sul tratto iniziale di Borgo dei Vergini. Ogni riga dell&#8217;opera misura dai 4 ai 5 metri ed è alta circa 70 cm.  L’istallazione è inspirata alla poesia di Totò “Core analfabeta”.<br />
«Si pensa a Totò sempre e solo come attore, ma il Principe era anche un grande poeta &#8211; ha spiegato l&#8217;artista Corbelli-. “Core analfabeta” è stata scritta pensando a un cuore giovane e che va incontro all’amore. La forza evidenziata in questi versi nutre una valenza prettamente pedagogica e per questo motivo vorrei che fosse dedicata a tutti i bambini del Rione Sanità e di Napoli. Parole come Scuola, Imparare, Scrivere, Leggere e Amore, sono intrinseche di significato ed essendo luminose illumineranno i pensieri donando riflessioni e amore. Totò torna simbolicamente nei luoghi della sua infanzia facendo esaltare una grande verità come la consapevolezza e il necessario bisogno di tornare a fare ricerca dentro di noi e di porre».<br />
Per l&#8217;istallazione della poesia di luce il costo totale è stato di 4.500 euro di cui 2.200 donati da sostenitori privati e 2.300 dalla fondazione di comunità san Gennaro onlus. Gli interventi sono stati resi possibili grazie a un lavoro sinergico che ha coinvolto la fondazione di comunità san Gennaro onlus, in particolare con i suoi tecnici Francesco Romano  e Fiorenza Asta,  la Terza Municipalità, il Comune di Napoli, le aziende ReLegno ed Euphorbia e gli abitanti del rione Sanità.</p>
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