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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; TERRITORIO</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Fiume Tanagro, al via la messa in sicurezza</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2026 12:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORIO]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono ufficialmente iniziati i lavori di svuotamento della vasca Cappuccini e di sistemazione idraulica del Fiume Calore-Tanagro nel territorio comunale di Sassano. Si tratta di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Sono ufficialmente iniziati i lavori di svuotamento della <strong>vasca Cappuccini</strong> e di sistemazione idraulica del <strong>Fiume Calore-Tanagro</strong> nel territorio comunale di <strong>Sassano</strong>. Si tratta di un intervento atteso da anni e <strong>considerato strategico dal Consorzio di Bonifica Vallo di Diano Tanagro</strong> per la sicurezza del territorio, soprattutto in una delle aree più critiche dell’intera asta fluviale.</p>
<p style="font-weight: 400;">La giornata di avvio dei lavori ha visto la presenza del presidente del <strong>Consorzio di Bonifica</strong>, <strong>Beniamino Curcio</strong>, accompagnato di Consiglieri del CdA del Consorzio e dal direttore generale e progettista dell’intervento, l’ingegnere <strong>Mariano Lucio Alliegro</strong>. Presenti, ovviamente, gli operai e ai mezzi già impegnati nelle prime operazioni sul cantiere.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’intervento, finanziato dalla <strong>Regione Campania</strong> per un importo di circa <strong>un milione di euro</strong>, riguarda lo svuotamento della vasca di sedimentazione <strong>in località Ponte Cappuccini</strong> e la riprofilatura delle sezioni dell’alveo <strong>fino al Ponte Fornino</strong>. Un’opera ritenuta fondamentale per ridurre il rischio idraulico in un’area che, negli anni, ha più volte destato forte preoccupazione tra residenti e amministratori locali. In occasione di forti precipitazioni, infatti, il livello del fiume arrivava spesso vicino alla soglia critica del ponte, con il rischio di allagamenti per le abitazioni vicine e possibili problemi per la viabilità della zona.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“Oggi siamo qui per dare inizio ai lavori di svuotamento di questa vasca -ha dichiarato il presidente del Consorzio, <strong>Beniamino Curcio</strong>&#8211; e per onorare un impegno che avevamo preso con il territorio. Parliamo di un punto estremamente delicato del Fiume Calore-Tanagro, dove insistono criticità idrauliche che si trascinano da oltre vent’anni. Questa vasca è completamente colma di sedimenti e vegetazione, ed aveva ormai perso la sua funzione di regolazione delle piene”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Curcio ha sottolineato anche le difficoltà affrontate per arrivare al finanziamento e all’avvio del cantiere: <em>“Mettere mano nei fiumi oggi è diventato complicatissimo. Solo per autorizzazioni e procedure abbiamo dovuto attendere quasi due anni. Però oggi inauguriamo un esempio di collaborazione virtuosa: <strong>il progetto è stato redatto dal Consorzio di Bonifica</strong>, <strong>finanziato dalla Regione Campania attraverso SMA Campania, e sostenuto dal territorio e dalla politica</strong>”</em>. Il presidente del Consorzio ha poi voluto evidenziare in modo particolare il ruolo svolto dal presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Campania, <strong>Corrado Matera</strong>. <em>“Per questo ennesimo risultato all’interno del Fiume Tanagro -ha ribadito- devo ringraziare il consigliere regionale Corrado Matera, presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania. Senza di lui stamattina non saremmo qui, senza il suo impegno non avremmo avuto questo finanziamento. È stato lui a prendere realmente a cuore le criticità del Fiume Calore-Tanagro, abbandonato da oltre vent’anni”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’intervento sarà realizzato dal Consorzio di Bonifica, che è il soggetto attuatore, in amministrazione diretta e con l’impiego di mezzi e operai dell’ente, supportati da noli specialistici esterni. Nel dettaglio, saranno rimossi circa <strong>10mila metri cubi di sedimenti</strong>, materiale che verrà successivamente riutilizzato per il consolidamento e la ricarica degli argini del fiume.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ingegnere <strong>Mariano Lucio Alliegro</strong>, direttore generale del Consorzio e progettista dell’opera, si è soffermato sugli aspetti tecnici dell’intervento. <em>“Le vasche di sedimentazione -ha spiegato- hanno il compito di separare il flusso idrico dai materiali trasportati dalla corrente, evitando l’intasamento delle sezioni a valle. Qui ci troviamo davanti ad una vasca completamente colma, che non era più in grado di svolgere la propria funzione. I lavori procederanno per fasi: in questa prima fase si sta effettuando il decespugliamento dell’area per mettere a nudo i sedimenti. Successivamente si procederà alla movimentazione del materiale, alla riprofilatura delle sezioni e alla sistemazione degli argini fino all’area del Ponte di Caiazzo e del Ponte Fornino, nel territorio di Padula. L’obiettivo è completare l’intervento entro l’estate o subito dopo, così da affrontare il prossimo autunno-inverno con condizioni di maggiore sicurezza”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche <strong>i Consiglieri del CdA del Consorzio</strong> non hanno voluto far mancare la propria presenza in occasione dell’avvio di un cantiere così importante per il Vallo di Diano. <em>“Io sono di Sassano -ha raccontato <strong>Gianfranco Cavallone</strong>&#8211; e conosco bene i problemi che questa situazione ha creato ai cittadini che vivono vicino al fiume. Per questo è una grandissima soddisfazione vedere finalmente partire questi lavori: ogni piena generava preoccupazione. Finalmente siamo arrivati alla concretizzazione di questo progetto, fondamentale per la sicurezza del territorio”.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Anche <strong>Maria Amato</strong> ha evidenziato il valore dell’intervento, sia dal punto di vista ambientale che della tutela della popolazione: <em>“È un risultato per il quale ci siamo impegnati tutti -ha affermato- proprio perché, oltre all’impatto ambientale, esisteva un concreto problema di rischio idraulico e alluvionale. Non è stato semplice, e per questo ringrazio il Consorzio, i dipendenti, il presidente Curcio e il consigliere regionale Corrado Matera, che ha sostenuto questo progetto e ha lottato insieme a noi affinché potesse essere realizzato”</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’intervento si inserisce nel programma più ampio di tutela e valorizzazione del Fiume Tanagro portato avanti dal Consorzio di Bonifica, con una visione che punta non soltanto alla sicurezza idraulica ma anche alla riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’intera area fluviale.</p>
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		<title>Piano territoriale, firmata l’Intesa Istituzionale</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TERRITORIO]]></category>

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		<description><![CDATA[Sottoscritta oggi tra la Conferenza permanente di Pianificazione e la Città Metropolitana di Napoli. Il sindaco Manfredi: “Una visione per governare ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Sottoscritta oggi tra la Conferenza permanente di Pianificazione e la Città Metropolitana di Napoli. </em><em>Il sindaco Manfredi: “Una visione per governare il futuro del territorio metropolitano”. L’assessore regionale Cuomo: “Uno strumento fondamentale per programmare gli investimenti”.</em></p></blockquote>
<p>Si è svolta presso la Sala del Consiglio Metropolitano del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova a Napoli, la cerimonia di sottoscrizione dell’Intesa Istituzionale tra la Conferenza permanente di Pianificazione (ex art. 5 L.R. n. 13/2008) e la Città Metropolitana di Napoli sul progetto di “Piano Territoriale Metropolitano (PTM)”, comprensivo della proposta di articolazione del territorio in 10 Zone Omogenee.</p>
<p>Presenti  il Sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, il Consigliere metropolitano delegato all’Urbanistica Giuseppe Bencivenga e l’Assessore regionale al Governo del Territorio della Regione Campania  Vincenzo Cuomo, la cui presenza ha sancito il pieno sostegno della Regione al processo di pianificazione metropolitana. In sala anche gli altri consiglieri della Città Metropolitana di Napoli.</p>
<p><strong>Un piano frutto di anni di lavoro e partecipazione</strong></p>
<p>Il Piano Territoriale Metropolitano è il risultato di un lungo e articolato processo pianificatorio, partito con il preliminare del piano nel 2022 sul quale è stata avviata la co-pianificazione con la Regione Campania nel 2023, e parallelamente è stato avviato un processo di partecipazione che ha coinvolto attivamente Comuni, enti e associazioni di categoria. Elaborato dalla Direzione Pianificazione Territoriale della Città Metropolitana, il PTM risponde all’obbligo previsto dall’art. 35 dello Statuto metropolitano e dall’art. 18 bis della L.R. n. 16/2004, così come modificato dalla L.R. n. 5/2024.</p>
<p>“Dotarsi del Piano Territoriale Metropolitano non è soltanto un obbligo di legge – ha dichiarato il Sindaco metropolitano <strong>Manfredi </strong>– ma è un’opportunità straordinaria per governare lo sviluppo del nostro territorio con equità e sostenibilità. Senza Piano si resta prigionieri delle emergenze, con il Piano ci dotiamo di una governance capace di visione e di indirizzo per il futuro della nostra area metropolitana, il suo sviluppo economico e sociale. Per farlo abbiamo scelto una visione policentrica e suddiviso il territorio in 10 zone omogenee per rendere il territorio più competitivo e attrattivo”.</p>
<p><strong>Strategie del PTM: il policentrismo, 12 obiettivi generali declinati in 10 strategie territoriali</strong></p>
<p>Il PTM è ispirato all’Agenda 2030 e al Piano Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, ed è redatto in conformità alla normativa urbanistica regionale. Il PTM introduce un modello “policentrico” che prevede accanto alla città di Napoli una rete di altre centralità diffuse rappresentate dalle cosiddette ‘zone omogenee’. Dodici obiettivi generali declinati in dieci strategie territoriali: dalla rigenerazione urbana al potenziamento delle reti ecologiche, dal contrasto al consumo di suolo alla promozione della mobilità sostenibile, fino alla valorizzazione del patrimonio culturale della Città Metropolitana.</p>
<p>Il Consigliere metropolitano delegato all’Urbanistica <strong>Giuseppe</strong> <strong>Bencivenga</strong> ha sottolineato l’importanza dell’intesa istituzionale: “Siamo giunti a questa firma dopo un lungo processo partecipativo, di confronto sui territori con gli attori locali, con i ‘Metromeeting’ a Frattaminore, a Bacoli e nell’area sorrentina. Con l’intesa di oggi, si apre un percorso condiviso, si aprono ulteriori fase di confronto che avremo nel Forum Metropolitano e nella Conferenza metropolitana e poi sono previste le osservazioni dei Comuni. Mi preme sottolineare che le zone omogenee non sostituiscono le amministrazioni locali: le rafforzano e le mettono in rete, costruendo una cornice condivisa che evita frammentazioni e garantisce l’autonomia comunale nelle scelte di dettaglio”.</p>
<p><strong>Le 10 Zone Omogenee: un territorio in rete</strong></p>
<p>Ad integrazione della strategia policentrica, infatti, il PTM prevede l’articolazione del territorio metropolitano in 10 Zone Omogenee. Le Zone riconoscono le profondità geomorfologiche, ambientali, economiche e sociali dei diversi ambiti – Campi Flegrei-Ischia e Procida, Giuglianese, Napoli Nord, Napoli, Napoli Nord est, Nolano, Vesuviano interno, Vesuviano costiero, Sarnese, Penisola sorrentina e Capri – consentendo di programmare infrastrutture, attrezzature metropolitane e strategie ambientali in una logica di sistema, non di competizione tra Comuni.</p>
<p>Il Piano, inoltre, dedica particolare attenzione alla sicurezza del territorio, con una ricognizione approfondita dei rischi naturali – idrogeologico, sismico, vulcanico, maremoto, incendi – e antropici. Specifica attenzione è riservata all’isola di Ischia, recependo gli strumenti adottati dopo gli eventi sismici e franosi, e ai Campi Flegrei, dove il fenomeno bradisismico richiede coordinamento istituzionale costante.</p>
<p><strong>Il PTM come strumento concreto di sviluppo</strong></p>
<p>Anche l’assessore regionale al Governo del Territorio Vincenzo Cuomo sottolinea l’importanza dell’intesa istituzionale: “La Regione Campania accompagna e sostiene la Città Metropolitana di Napoli lungo tutto il percorso di co-pianificazione. Questo PTM è aggiornato alle ultime normative regionali e sottolinea il policentrismo, una caratteristica che permette di esaltare il protagonismo dei singoli territori. L’idea di elevare le zone omogenee portandole a dieci tiene conto anche dell’andamento demografico del territorio che vede concentrati  1 milione di abitanti nella città di Napoli e i restanti  2 milioni negli altri 91 comuni dell’area metropolitana, con città di medie e grandi dimensioni, alcune delle quali superano perfino i 100mila abitanti. Il piano tiene conto di tutto ciò. Avere uno strumento di pianificazione urbanistica di area vasta come il PTM ci permette di fare delle scelte e di dare risposte concrete ai cittadini, anche in termini di housing sociale, rigenerazione urbana  e di riprogrammazione dei fondi FESR”.</p>
<p>Inoltre, è importante sottolineare che il PTM ha recepito il nuovo regolamento urbanistico regionale del 2025 e, quindi, può rappresentare un valido supporto alla pianificazione dei singoli comuni per la redazione dei rispettivi PUC, rappresentando uno strumento di valutazione di coerenza degli stessi PUC con il PTM.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caivano, nuovo polo sanitario al Parco Verde</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 12:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TERRITORIO]]></category>

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		<description><![CDATA[Asl Napoli 2 Nord, al via il nuovo Polo sanitario al Parco Verde: esempio di integrazione tra Casa e Ospedale ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Asl Napoli 2 Nord, al via il nuovo Polo sanitario al Parco Verde: esempio di integrazione tra Casa e Ospedale di Comunità. Servizi 24 su 24, 365 giorni all’anno per i 72mila cittadini del Distretto di Caivano, Cardito, Crispano.</p></blockquote>
<p>All’interno della struttura medici di famiglia, infermieri, specialisti ambulatoriali, psicologi e assistenti sociali. Subito la Casa di Comunità, presto in funzione anche i 18 posti letto dell’Ospedale di Comunità. Accesso diretto per le prestazioni di medicina generale e guardia medica. Il taglio del nastro con il presidente della Regione De Luca e il direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord Monica Vanni<br />
Frattamaggiore, 18 ottobre 2025 – Un modello innovativo di sanità territoriale in cui la Casa e l’Ospedale di Comunità si fondono consentendo al cittadino di usufruire dei servizi di medicina territoriale recandosi in un unico grande Polo della salute. E’ stato inaugurato oggi al Parco Verde, alla presenza del presidente della Regione Vincenzo De Luca, del direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord Monica Vanni e del viceprefetto Simonetta Calcaterra, l’hub di viale Dalia a Caivano. Una struttura aperta 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, con accesso diretto alle prestazioni di medicina generale del Distretto 45, anche attraverso i medici della continuità assistenziale, e finalizzata alla presa in carico integrata del paziente con specialisti ed infermieri presenti su prenotazione. A completare l’offerta sanitaria la diagnostica di base, prevenzione e promozione della salute, supporto sociale. Sono soltanto alcuni dei tratti distintivi del nuovo modello messo in campo dall’Asl Napoli 2 Nord.<br />
Il centro diventerà la prima porta di accesso ai servizi sanitari territoriali per tutti i cittadini del Distretto sanitario 45 (Caivano, Cardito e Crispano), circa 72mila, che necessitano di cure di prossimità perché pazienti cronici (diabete, malattie respiratorie croniche, pazienti oncologici, ipertesi con scompenso cardiaco). L’obiettivo è assicurare un’assistenza sanitaria e socio-sanitaria efficace di prossimità, anche di sabato e domenica e nelle ore notturne (con il servizio di guardia medica), riducendo il sovraffollamento dei Pronto Soccorso e fornendo prestazioni appropriate in tempi rapidi ai cittadini con problemi di salute a bassa complessità assistenziale.</p>
<p>La Casa di Comunità e la Centrale Operativa Territoriale (COT) saranno da subito già attive, operando nella pronta assistenza e nelle attività ambulatoriali, promuovendo la telemedicina e il controllo a distanza dei pazienti in trattamento cronico. L’Ospedale di Comunità (OdC) è stato completato e inizierà la sua attività nelle prossime settimane, proponendo a pieno regime 18 posti letto per il trattamento dei pazienti dimessi o stabilizzati dagli ospedali, ma che necessitano di un ulteriore periodo di controllo e terapia.</p>
<p>“E’ una grande sfida anche dal punto di vista organizzativo per la nostra azienda – spiega Monica Vanni, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord – ma la sanità pubblica ha il dovere di stare al passo con le esigenze dei cittadini, mettendo in campo tutti gli strumenti per fornire un’assistenza di prossimità quanto più vicina ai bisogni delle famiglie, dei pazienti più fragili, di coloro che soffrono di patologie croniche. Abbiamo scelto di investire prioritariamente sul territorio di Caivano per testimoniare una volta in più – conclude il direttore generale della Asl Napoli 2 Nord – come le Istituzioni siano presenti e coerentemente in campo per garantire i servizi sanitari di cui le comunità necessitano. La nostra è una risposta non banale, che consentirà al cittadino di recarsi in un unico luogo e trovare tutto ciò di cui ha bisogno. Stiamo costruendo un sistema di prossimità robusto che unisce fondi europei, investimenti aziendali e l’impegno quotidiano dei nostri operatori, garantendo la crescita congiunta della struttura e della comunità in ogni area della nostra Asl”.<br />
L’opera di Caivano è solo la prima tappa del processo di attivazione di nuove strutture sul territorio: entro dicembre saranno inaugurati nuovi presidi come la Casa di Comunità di Afragola Lumo, la Casa di Comunità di Sant’Antimo, la Casa di Comunità di Pozzuoli Arco Felice, e gli Ospedali di Comunità di Arzano e Bacoli.</p>
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		<title>Protocollo per la difesa del territorio</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 11:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TERRITORIO]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 23 dicembre 2024, alle ore 10:00, presso la sala “Giovanni Carbonara” del Palazzo Reale di Napoli, verrà firmato un importante accordo tra la ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì <strong>23 dicembre 2024</strong>, alle ore <strong>10:00</strong>, presso la sala <strong>“Giovanni Carbonara” del Palazzo Reale di Napoli</strong>, verrà firmato un importante <strong>accordo tra la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli</strong>. L’intesa rappresenta un’azione significativa per il rafforzamento della tutela del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio.</p>
<p><strong>L’accordo sarà sottoscritto dal Procuratore Nicola Gratteri e dal Soprintendente Mariano Nuzzo.</strong></p>
<p>La collaborazione si fonda sull’obiettivo comune di semplificare le procedure di monitoraggio e prevenzione, rafforzare il presidio del territorio e promuovere azioni rigenerative per il recupero delle aree compromesse. Innovazioni tecnologiche, come l’utilizzo di droni e rilievi satellitari e il coinvolgimento delle Forze di Polizia, rappresentano alcune delle strategie chiave per la tutela attiva del paesaggio e del patrimonio culturale.</p>
<p>Con questa intesa, Procura e Soprintendenza intendono favorire la resilienza e la valorizzazione del patrimonio, riaffermando il valore identitario e strategico del paesaggio per l’intera comunità.</p>
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		<title>Progetto Edu Campania, sviluppo e territorio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 08:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[TERRITORIO]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo oltre 10 anni di attività tre associazioni Villaggio Letterario, Gruppo archeologico Kyme e Lunaria Onlus A2, hanno creato una ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Dopo oltre 10 anni di attività tre associazioni Villaggio Letterario, Gruppo archeologico Kyme e Lunaria Onlus A2, hanno creato una Associazione Temporanea di Scopo, per la realizzazione del progetto dedicato alle scuole: EDU CAMPANIA. L’iniziativa è stata presentata a Quarto nella sede di Casa Mehari. Il progetto nasce da un’idea di Anna Russolillo,  fondatrice di Villaggio Letterario e di Lunaria Onlus A2 e ideatrice del progetto, in collaborazione con Anna Abbate e sviluppato insieme a Sonia Gervasio. Presenti all’incontro, moderato dal direttore di Canale 21 Gianni Ambrosino, Ciro Biondi docente, operatore sociale e culturale e membro di casa Mehari. Il sindaco di Quarto Antonio Sabino, Raffaella De Vivo assessore alla Pubblica istruzione di Quarto, Vittorio Festa assessore alla pubblica istruzione di Pozzuoli. </span><span style="font-weight: 400;">EDUCampania è un progetto finalizzato alla promozione del patrimonio culturale dei territori. L’ obiettivo è fare in modo che ragazzi e bambini possano avere l’opportunità di conoscere e scoprire tante realtà, diventando essi stessi protagonisti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Frattaminore, ecco l&#8217;asilo nido &#8220;Don Peppe Diana&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 16:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TERRITORIO]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
<br />
Presenti il sindaco Giuseppe Bencivenga, il sindaco di Casal di Principe Renato Natale, il Vescovo Angelo Spinillo, la Consigliera ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">
<blockquote>
<p dir="ltr">Presenti il sindaco Giuseppe Bencivenga, <span id="m_-4688465824246222667m_2476556485231198070gmail-docs-internal-guid-f9b1cf1f-7fff-1e16-f137-e5d680e0c70e">il sindaco di Casal di Principe Renato Natale, i</span>l Vescovo Angelo Spinillo, la Consigliera regionale Bruna Fiola, la Vice-coordinatrice dell’Ambito N17 Carla Pedata  ed il presidente della cooperativa sociale Amira Manuela Capozzi.</p>
</blockquote>
<p>È stato inaugurato, in via Turati  a Frattaminore, l&#8217;asilo nido pubblico &#8220;Don Peppe Diana&#8221;, affidato e gestito a margine di una concessione con evidenza pubblica, alla cooperativa sociale Amira, in ati con la Cooperativa Sociale Gialla. L&#8217;asilo ospiterà 40 bambini dai 13 ai 36 mesi residenti sul territorio e sarà totalmente gratuito per il primo anno, su volontà dell&#8217;amministrazione  comunale di Frattaminore. La struttura sarà intitolata alla memoria di &#8220;Don Peppe Diana&#8221;, sacerdote partenopeo, ucciso brutalmente dalla camorra. Hanno preso parte all&#8217;iniziativa il sindaco Giuseppe Bencivenga, il Vescovo Angelo Spinillo, la consigliera regionale Bruna Fiola, la vice coordinatrice dell&#8217;Ambito N17 Carla Pedata ed il presidente di Amira Manuela Capozzi In collegamento video è intervenuta la sorella di don Peppe Diana,  Marisa Diana. “Uno strumento concreto, importante per le famiglie, per le mamme che lavorano, totalmente gratuito per il primo anno di cui andiamo fieri. Garantiremo a 40 bambini la possibilità di fruire di  un luogo mirabile,  fondamentale per il territorio.</p>
<p dir="ltr">L’abbiamo voluto intitolare alla memoria di “Don Peppe Diana” un martire che ha fatto tanto per affrancarsi  da una logica camorristica pagando con la sua stessa vita. Così vogliamo raccontare la legalità e l’amore per il territorio partendo proprio dalle scuole”. È quanto dichiarato dal sindaco di Frattaminore Giuseppe Bencivenga.</p>
<p>&#8220;Siamo orgogliosi ed entusiasti di inaugurare questo spazio che va ad instaurarsi a Frattaminore, intitolato alla memoria di Don Peppe Diana, esempio di legalità e lotta alla camorra. Lavoreremo con passione e dedizione, quella che ci contraddistingue, per prenderci cura dei bambini e  delle famiglie del territorio offrendo molteplici servizi come:  ludoteca, laboratori  educativi e percorsi di sostegno alle genitorialità&#8221;. Ha dichiarato Manuela Capozzi, Presidente della Cooperativa Sociale Amira, affidataria del servizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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