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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; TECNOLOGIA</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Mobile first, lo smartphone è diventato il centro della società</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle banche alla scuola, dal lavoro all’intrattenimento: cosa significa progettare servizi e contenuti pensando prima al telefono e perché il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><i>Dalle banche alla scuola, dal lavoro all’intrattenimento: cosa significa progettare servizi e contenuti pensando prima al telefono e perché il fenomeno riguarda sempre più anche il Mezzogiorno.</i></p></blockquote>
<p>Per anni lo smartphone è stato considerato una sorta di <b>computer tascabile</b>, uno strumento utile per completare attività che continuavamo a svolgere principalmente davanti a un PC. Oggi il rapporto sembra essersi invertito: è il telefono il <b>primo dispositivo </b>attraverso cui entriamo in contatto con un servizio, un&#8217;informazione o un&#8217;attività.</p>
<p>È questo, in sintesi, il significato di <b>mobile first</b>: non limitarsi a rendere un sito compatibile con lo schermo dello smartphone, ma progettare un&#8217;esperienza partendo proprio dalle caratteristiche del telefono. Schermo ridotto, utilizzo prevalentemente verticale, touch, notifiche, accesso immediato e sessioni spesso molto brevi cambiano il modo in cui un prodotto deve essere costruito.</p>
<p><a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/cittadini-e-ict-anno-2025/"><b>Secondo il rapporto Cittadini e ICT dell&#8217;Istat</b></a>, nel 2025 il <b>79,1% delle persone di almeno 6 anni accede a Internet attraverso lo smartphone</b>, mentre il PC si ferma al 54%. Tra i giovani tra 11 e 24 anni, inoltre, quasi il 30% utilizza contemporaneamente smartphone, PC, tablet e altri dispositivi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Non è solo una questione di tecnologia</b></p>
<p>Pensare mobile first significa quindi ripensare le abitudini quotidiane. Un esempio molto semplice è <b>la banca</b>: un tempo significava andare allo sportello o collegarsi dal computer. Oggi controllare il saldo, effettuare un bonifico o pagare un acquisto può richiedere pochi secondi attraverso un&#8217;app.</p>
<p>Lo stesso vale per i <b>trasporti, </b>per la <b>scuola </b>nell’era del registro elettronico, per ogni tipo di <b>lavoro </b>che abbia a che fare con riunioni, email, documenti e strumenti collaborativi che possono essere consultati anche lontano dalla scrivania. Un fenomeno che assume un significato particolare nelle regioni del Mezzogiorno, dove secondo le ultime ricerche l&#8217;uso di Internet ha raggiunto il <b>78,5%</b>, in crescita rispetto all&#8217;anno precedente. Tra le regioni con gli incrementi maggiori figura proprio la <b>Campania, con tre punti percentuali in più</b>. Questo significa che il mobile first non riguarda soltanto Milano, Roma o i grandi ecosistemi tecnologici, ma anche realtà come <b>Napoli, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento, </b>che partecipano alla trasformazione di una società nella quale il telefono rappresenta sempre più spesso la porta d&#8217;ingresso al digitale. Proprio il caso della nostra regione, però, ci ricorda quanto sia importante non confondere accesso e competenze: secondo l&#8217;Istat, nel Mezzogiorno soltanto il 36,1% della popolazione tra 16 e 74 anni possiede competenze digitali almeno di base.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Dal sito all&#8217;app: due esperienze diverse</b></p>
<p>Il concetto diventa ancora più evidente osservando il settore delle piattaforme digitali e dell&#8217;iGaming. Un<b> </b><a href="https://www.slotmania.it/blog/mobile-first-igaming-app-native/"><b>sito responsive e un&#8217;app nativa non sono la stessa cosa</b></a>: il primo adatta un&#8217;esperienza esistente allo smartphone, la seconda viene progettata direttamente per quel dispositivo.</p>
<p>Nel caso delle app native del gambling, l&#8217;accesso può essere più immediato, la navigazione più personalizzata e il rapporto con l&#8217;utente più continuativo. Il browser, invece, mantiene un ruolo fondamentale nella scoperta di un servizio e nell&#8217;accesso occasionale. È una distinzione che va oltre il gioco. <b>Shopping, streaming, sport, informazione, pagamenti e servizi pubblici</b> stanno tutti seguendo la stessa direzione: il primo contatto avviene sempre più spesso attraverso uno schermo che abbiamo già in mano.</p>
<p>Il mobile first, dunque, non è semplicemente una scelta degli sviluppatori. <b>È il riflesso di una società </b>che ha progressivamente spostato il proprio centro digitale dal computer alla tasca.</p>
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		<title>Cardinale Sepe: «Meravigliato dalle potenzialità di questa tecnologia»</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 15:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è da poco conclusa, presso la sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, l’assemblea dei docenti ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b></b>Si è da poco conclusa, presso la sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, l’assemblea dei docenti presieduta dal <b>Cardinale Crescenzio Sepe</b> in qualità di gran cancelliere, nel corso della quale è stata presentata ufficialmente all’arcivescovo di Napoli e alla stampa l’<b>applicazione</b> <b>per smartphone</b> Ovèrap Pftim, l’innovativa guida per studenti e docenti basata sul principio della realtà aumentata, che fa della Facoltà Teologica Napoletana il <b>primo ateneo pontificio al mondo</b> ed uno dei primi enti accademici in Europa ad aver adottato questa tecnologia.</p>
<p>«<i>Ovèrap mi ha profondamente meravigliato</i> – ha commentato il <b>Cardinale Sepe</b> nel corso dell’assemblea – <i>e mi ripropongo di approfondire la conoscenza di questa nuova tecnologia della realtà aumentata, per scoprirne appieno le </i><b><i>potenzialità</i></b><i>, affinché possa essere messa al servizio non solo della </i><b><i>teologia</i></b><i>, ma anche della </i><b><i>pastorale </i></b><i>della Chiesa di Napoli</i>».</p>
<p>Alle dichiarazioni del presule hanno fatto seguito quelle di Monsignor <b>Gaetano Di Palma</b>, <b>decano della Facoltà</b>, che ha espresso il proprio <i>«orgoglio di essere a capo della prima istituzione accademica pontificia al mondo ad aver adottato una tecnologia tanto innovativa, un traguardo per il quale sono profondamente grato ai miei collaboratori, che hanno affrontato un duro lavoro durante tutta l’estate per la realizzazione di questa applicazione così particolare»</i>.</p>
<p>«<i>Non posso che essere pienamente soddisfatto per questo lavoro</i> – ha dichiarato <b>Giuseppe Falanga</b>, docente e direttore dell’ufficio pubblicazioni della Facoltà, che ha coordinato e diretto i lavori per la realizzazione dell’app – <i>perché i primi dati provenienti dal monitoraggio sono molto gratificanti: in poco tempo abbiamo registrato quasi 2000 accessi all’applicazione, di cui 1000 dai totem e altrettanti dalle copertine dell’annuario. Dati che dimostrano che l’applicazione ha avuto una ricaduta positiva e concreta nella vita quotidiana di tutti i membri della comunità accademica. Oltre che agli studenti e ai docenti della Facoltà, inoltre, mi preme sottolineare che l’annuario è stato consegnato a circa 500 vescovi e superiori maggiori di ordini religiosi in tutta Italia e nella Curia romana</i>».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Nuvola Rosa sceglie Napoli. Corsi gratuiti per avvicinare le ragazze alla tecnologia</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2016 15:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo lieti di invitarti l&#8217;11 maggio alle 11.30 presso la Sala del Consiglio di Amministrazione dell&#8217;Università Federico II di Napoli (Corso Umberto I ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo lieti di invitarti l&#8217;<strong>11 maggio alle 11.30</strong> presso <strong>la Sala del Consiglio di Amministrazione dell&#8217;Università Federico II di Napoli</strong> (Corso Umberto I 38), alla presentazione <strong>dell&#8217;edizione 2016 di Nuvola Rosa</strong>, il progetto che offre formazione gratuita a migliaia di giovani donne in Italia e all&#8217;estero, che ha coinvolto ad oggi oltre 3.000 ragazze, e <strong>che quest&#8217;anno punta su Bari, Napoli e Cagliari</strong>.<br />
L&#8217;incontro sarà aperto dai saluti istituzionali di <strong>Gaetano Manfredi, Magnifico Rettore dell&#8217;Università Federico II di Napoli</strong>, di <strong>Chiara Marciani, Assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania</strong> e dall?intervento della <strong>Professoressa Simonetta Marino, Pari Opportunità Napoli</strong>, che inaugureranno il <strong>ciclo di corsi di formazione specializzata ospitati dall&#8217;Ateneo</strong>, con l&#8217;obiettivo di far conoscere le opportunità del digitale e aprire un dialogo diretto con le aziende che assumono.<br />
Nuvola Rosa è organizzata da <strong>Microsoft, Accenture, ASUS, Avanade e Aviva</strong>, con il patrocinio del <strong>Dipartimento per le Pari Opportunità e della Missione Diplomatica degli Stati Uniti in Italia</strong>, si avvale della partnership di <strong>ITU, Sustainable Development Goals (SDGs) e UNRIC</strong>, del supporto di <strong>Fondazione Mondo Digitale e della media partnership di RTL 102.5</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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