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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; STORIA</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Pozzuoli, alla Necropoli di San Vito le prime tracce del cristianesimo</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 10:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[La Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito ospiterà il Convegno Nazionale di Studi “Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b></b><span style="font-weight: 400;">La Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito ospiterà il Convegno Nazionale di Studi “Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli. La necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito. Scoperte recenti”, promosso da Villaggio Letterario in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, con il contributo Ministero della Cultura. L’iniziativa, curata da </span><b>Maria Luisa Tardugno</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Anna Russolillo</b><span style="font-weight: 400;">, è dedicata alla presentazione e alla discussione delle ricerche condotte nel sito, uno dei contesti più significativi dell’area flegrea per lo studio delle prime attestazioni del cristianesimo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo l’introduzione del giornalista Gianni Ambrosino, sono previsti i saluti di S. E. Mons. </span><b>Carlo Villano</b><span style="font-weight: 400;">, Vescovo delle diocesi di Pozzuoli e Ischia, di S. E. Mons. </span><b>Gennaro Pascarella</b><span style="font-weight: 400;">, Vescovo emerito delle diocesi di Pozzuoli e Ischia, del Sindaco di Pozzuoli </span><b>Luigi Manzoni</b><span style="font-weight: 400;"> e della Soprintendente </span><b>Paola Ricciardi</b><span style="font-weight: 400;">. La mattinata sarà dedicata alle origini del cristianesimo a Pozzuoli, alle pratiche funerarie tardoantiche e all’analisi dei materiali archeologici, con interventi degli studiosi: </span><b>Roberto Della Rocca </b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Carlo Ebanista, Emanuela Spagnoli, Giuseppe Camodeca, Matteo Braconi, </b><span style="font-weight: 400;">delle Università di Napoli Federico II, Napoli L’Orientale, Roma Tre e dell’Università del Molise. Nel pomeriggio nell’ambito di un convegno moderato da Gea Palumbo, si parlerà dei reperti postclassici e delle attività di scavo e valorizzazione del sito di Villa Elvira, con contributi di </span><b>Iolanda Donnarumma</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Maria Luisa Tardugno</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il convegno si concluderà con la presentazione dei poster di </span><b>Robert H. Tykot, Anna Russolillo, Maria Luisa Tardugno, Anna Abbate </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Franco Foresta Martin</b><span style="font-weight: 400;">, dell’ University of South Florida della Soprintendenza, di Villaggio Letterario, del Suor Orsola Benincasa di Napoli e dell’Ingv dedicati alle analisi isotopiche sulla dieta degli individui sepolti nella necropoli. A moderare l’incontro i proff. Franco Foresta Martin e Gea Palumbo. Seguirà la visita guidata all’ipogeo della Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito con con i ciceroni dell’Isis Levi Montalcini e con la collaborazione del Gruppo Fai Pozzuoli e Campi Flegrei e del Gruppo archeologico Kyme.</span></p>
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		<title>Plinio il Vecchio e Pomponiano</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 17:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[All’archeo-ristorante Caupona di Pompei si presentano il documentario su Plinio il Vecchio e il menù di Pomponiano<br />
Due grandi amici, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>All’archeo-ristorante Caupona di Pompei si presentano il documentario su Plinio il Vecchio e il menù di Pomponiano</em></p></blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Due grandi amici, personaggi di primo piano delle istituzioni e protagonisti della vita politica, militare e culturale dell’Impero Romano: il naturalista, prefetto comandante della Prima Flotta Imperiale, Plinio il Vecchio e il senatore Pomponiano trovarono entrambi la morte in quella che viene ricordata come la prima operazione di protezione civile della storia, durante la drammatica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Plinio, infatti, al comando della flotta di stanza a Miseno (Bacoli), ricevuta la tragica richiesta di aiuto da una matrona sua amica, capì che come lei moltissimi altri abitanti tra Ercolano e Pompei, privi di scampo, si erano riversati sulle spiagge: per questo ordinò l’uscita delle quadriremi, su una delle quali, forse la nave Fortuna, salì anche lui. Mentre la sua squadra poneva in salvo quante più vite possibile, Plinio si diresse con la sua nave verso la villa di Pomponiano a Stabia.</p>
<p style="font-weight: 400;">A loro è dedicata la speciale serata all’insegna della storia, della cultura e della gastronomia “Alla scoperta di Plinio il Vecchio”, in programma venerdì 14 marzo 2025 (ore 20,30) a Pompei, presso l’archeo-ristorante “Caupona” (in via Masseria Curato). La serata si aprirà con la proiezione del documentario “79 d.C. L’ultimo comando di Plinio. Da Miseno rotta su Pompei” realizzato da Media City con il patrocinio dei Comuni di Bacoli e Pompei, della Regione Campania e dell&#8217;Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Il documentario è stato tratto dal volume “79 d.C. rotta su Pompei” di Flavio Russo, storico militare dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, che durante la serata fornirà approfondimenti sulla vita e le opere di Plinio e sulla sua amicizia con Pomponiano.</p>
<p>Non solo cultura, ma anche buon cibo. La serata, infatti, sarà anche l’occasione, per l’archeo-ristorante “Caupona”, di presentare il menù di Pomponiano, dedicato proprio al senatore dell’Impero Romano e come sempre ispirato alla cucina dell’antica Pompei. La gustatio (entrée) prevede una focaccia con formaggio di capra, miele e lampascioni. Il promulsis (odierno antipasto) consiste in pollo selvatico ripieno di funghi porcini, pancetta, spezie orientali e asparagi saltati con cannella, noci tostate e datteri. La prima mensa è una zuppa di orzo, farro, cavolfiore, zafferano, erbe aromatiche e panis croccante. Per secunda mensa, viene servito capocollo di maiale brasato al Falerno con pepe, cumino, coriandolo, alloro, rosmarino e stufato di cicoria allo zenzero. Infine, il dessert è una ricotta di pecora dolcificata con miele, carruba e fichi. Le portate inserite nel menù dedicato al senatore stabiese sono state ricostruite grazie al lavoro dello studioso Francesco Di Martino, patron dell’archeo-ristorante Caupona, con la collaborazione di archeologi e storici. La preparazione dei piatti, invece, è stata affidata agli executive chef Aldo Nappo, Nicola Cesarano, Emilio Cortiglia che hanno combinato competenze storiche e culinarie.</p>
<p>Sorto nel 2016, “Caupona” è il primo ristorante archeo-esperienziale ispirato alla città distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C., dove mangiare diventa un’immersione negli usi e nei costumi della Pompei antica. Cibi e bevande, ispirati alle ricette di autori del passato sono serviti in piatti e coppe di terracotta da personale in abiti d’epoca. Anche gli ospiti possono indossare gli abiti romani (imbustati e sanificati), il tutto per rendere l’esperienza ancora più unica e coinvolgente.Tutto l’ambiente di Caupona riproduce, nei minimi particolari, le caratteristiche di una locanda e di una casa di epoca romana. L’accogliente giardino si rifà a quello di una domus, con una fontana zampillante circondata da cipressi, viti, rosmarino, aranci e limoni. Tutti i dipinti murali e gli affreschi sono stati riprodotti a mano, come usavano fare anche i “copisti” dell’antica Pompei.</p>
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		<title>Ai tempi di Federico II, l’arte di rievocare la storia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 08:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Un appuntamento dedicato a chi ama &#8220;vestire i panni&#8221; della storia e cimentarsi nella sua rievocazione. Un’occasione da non perdere, per acquisire nuovi elementi sugli ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p align="center"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #080809;">U</span><span style="color: #080809;">n </span><span style="color: #080809;">appuntamento dedicato a </span><span style="color: #080809;">chi ama &#8220;vestire i panni&#8221; della storia </span><span style="color: #080809;">e cimentarsi nella sua rievocazione.</span><span style="color: #080809;"> </span><span style="color: #080809;">Un’occasione</span><span style="color: #080809;"> </span><span style="color: #080809;">da non perdere, </span><span style="color: #080809;">per acquisire nuovi elementi sugli usi e costumi federiciani, grazie alla preziosa presenza di esperti, </span><span style="color: #080809;">al fine di rappresentarli in maniera quanto più fedele. </span><span style="color: #080809;">Ma, soprattutto, </span><span style="color: #080809;">un’opportunità di crescita condivisa, per il territorio e per chi si impegna nella sua valorizzazione</span><span style="color: #080809;">.</span></span></p>
</blockquote>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #080809;">Questo vuole essere</span><span style="color: #080809;"> </span><b>“</b><b>A</b><b>i</b><b> temp</b><b>i</b><b> di Federico II, l’arte di rievocare la storia”</b>, l’incontro che si svolgerà venerdì <b>7 marzo, </b><b>alle ore 18.30</b>, presso la sala concerti San Lorenzo. </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">L’appuntamento si svolge nell’ambito di <b>Eboli Città Sveva</b>, progetto ispirato alla figura dell’imperatore Federico II, che punta al recupero delle radici culturali e dell’identità locale attraverso la rievocazione di un periodo storico, il Medioevo, di cui la città di Eboli conserva importanti tracce. A idearlo e realizzarlo, l’Oratorio ANSPI San Francesco, la Compagnia di Teatro del Bianconiglio e l’associazione scacchistica Cafè de la Regence, dallo scorso anno in partenariato con il Comune di Eboli.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Concepito come una sorta di seminario, “Ai tempi di Federico II, l’arte di rievocare la storia” ospiterà gli interventi del prof. <b>Massimo Ercolino</b>, docente di Storia dell’ Arte ed esperto di rievocazioni storiche e della prof.ssa <b>Simona Castellini Cantelli</b>, architetto e storica del costume. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Eboli Mario Conte e dell’assessore alla Cultura Lucilla Polito, i due esperti guideranno i presenti nell’affascinante universo dell’iconografia e dell’estetica medievale. Dalle parole ai “fatti”; dalla teoria alla pratica: nel corso della serata saranno, infatti, presentati anche quattro costumi d’epoca realizzati da artigiani specializzati, secondo i canoni propri dell’età federiciana.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Dopo il Borgo Medievale e gli Scacchi Viventi che lo scorso luglio hanno saputo registrare grande partecipazione ed interesse, inseriti nel calendario degli eventi <b></b>della<b> Rete italiana dei luoghi Medievali eccellenti,</b><b> </b>in attesa dell’edizione 2025 ecco, dunque, un importante momento di formazione rivolto a tutti gli appassionati del genere.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">«</span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>Abbiamo </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>organizzato</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i> questo </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>incontro</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>»</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">&#8211; spiegano gli organizzatori- </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">«</span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>con l’obiettivo di fornire </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>a noi stessi e </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>a tutti quelli che, come noi, amano la storia </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>e “vestirsi” di essa </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>nuovi, importanti elementi che ci consentano di </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>fare sempre meglio nella sua rievocazione. Siamo certi che in tanti parteciperanno a questo appuntamento </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>che va nella direzione di renderci sempre più preparati e capaci </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>nel</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>la</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i> realizza</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>zione di</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i> eventi </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>di rievocazione storica: una vera e propria arte </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>da praticare e onorare, lasciando sempre meno spazio all</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>’improvvisazione</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>».</i></span></p>
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		<title>A Palazzo reale, l’ascensore del Re</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 12:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2024 si chiude a Palazzo Reale con un regalo natalizio per i visitatori della reggia napoletana, “L’ascensore del Re”, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2024 si chiude a Palazzo Reale con un regalo natalizio per i visitatori della reggia napoletana, “L’ascensore del Re”, che avranno l’opportunità di vivere, da oggi, attraverso una video installazione, frammenti evocativi della vita a corte nelle differenti epoche.</p>
<p>Alle spalle della Sala del Trono, nell’ex passetto del Generale, l&#8217;installazione multimediale consente un viaggio, attraverso un ascensore virtuale interattivo, che conduce lo spettatore attraverso i secoli in una narrazione visiva emozionante.</p>
<p>Un piano per ogni secolo al quale i visitatori possono accedere mediante una pulsantiera che li trasporta dal ‘600, anno di costruzione del Palazzo, ai nostri giorni. Un progetto realizzato da Kaos Produzioni con la direzione artistica di Stefano Gargiulo.</p>
<p>L’idea è nata nel mese di settembre, quando il trono è stato trasportato dal Palazzo Reale di Napoli al Centro di Restauro e Conservazione La Venaria di Torino per il progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo. La preziosa seduta, dopo il restauro sarà esposta in una mostra a Roma e ritornerà nella sala della reggia napoletana a febbraio del 2026.</p>
<p>L’assenza, durante questo periodo, è stata colmata dal posizionamento di una seduta borbonica settecentesca che, seppur preziosa, ha comunque privato la reggia del suo simbolo regale. La proposta di creare un punto alternativo di attenzione sul re e sulla vita di corte è stata proprio della restauratrice del Palazzo, <b>Francesca di Martino</b>.</p>
<p>La creatività e l’esperienza di <b>Stefano Gargiulo,</b> direttore artistico di Kaos Produzioni, hanno consentito   di “inventare” un viaggio virtuale che trasportasse gli spettatori nella vita di corte e dei sovrani del Regno di Napoli e delle Due Sicilie, ma senza tralasciare la presenza costante del popolo napoletano.</p>
<p>Lo spettatore, attraverso la Sala del Trono, entra in una piccola stanza &#8211; Passetto del Generale &#8211; che rappresenta un ascensore virtuale e seleziona i piani che corrispondono ai quattro secoli di storia del Palazzo, messe a fuoco attraverso eventi storici e vita quotidiana. Si parte dalla sua costruzione all’inizio del ‘600, voluta del VI conte di Lemos: nelle immagini si susseguono alcuni viceré spagnoli di Napoli. Il manoscritto di <b>Renao</b>, portiere di camera e non solo, per circa 30 anni, descrive i cerimoniali di corte. Il ‘600 a Napoli si caratterizza con colori scuri e caravaggeschi, suggeriti dagli avvenimenti luttuosi della peste e dalle violente eruzioni del Vesuvio.</p>
<p>Schiacciando il pulsante del secondo piano si arriva al ‘700, con la presenza di Carlo di Borbone, dove il re diventa visibile e non è più un&#8217;entità lontana che governa dalla Spagna.  Si susseguono le immagini delle trasformazioni del Palazzo, ma anche la costruzione di nuove regge, che rappresentano la ricchezza del nuovo Regno Borbonico e la sua affermazione in Europa, che si evincono dagli abiti sfarzosi e che, attraverso accordi commerciali con l’Oriente, danno l’avvio a mode esotiche che caratterizzeranno il Palazzo nei dipinti e nell’arredo.</p>
<p>L’800 è rappresentato al terzo piano, con una pantomima di epoca post napoleonica e si prosegue con il famoso incendio del 1837, a causa del quale il Palazzo conoscerà le trasformazioni architettoniche del Genovese giunte fino ai giorni nostri. Un ballo nelle sale sancisce la fine del Regno Borbonico e l’avvento dei Savoia.</p>
<p>Infine, l’ultimo piano trasporta lo spettatore sul Belvedere del Palazzo, dove la splendida vista panoramica e i suoni della città ci riportano alla contemporaneità. Una scena che può essere vissuta anche dal vivo con le visite guidate che, grazie al restauro eseguito negli ultimi anni, permettono di accedere alla parte più alta del Palazzo che non è mai stata aperta al pubblico prima di quest’anno e la cui frequentazione, fino alla fine della monarchia, era riservata unicamente al re e alla sua famiglia.</p>
<p>Tra un piano e l’altro si intravedono e si percepiscono il lavoro, la fatica, il disagio, ma anche l’allegria del popolo mai ammesso a corte, che è in realtà il vero protagonista del Regno di Napoli.</p>
<p>Le scene prendono spunto e si relazionano con i dipinti, i vasi, i dettagli e gli arazzi del Palazzo Reale.</p>
<p><i>“L’apertura di questo piccolo spazio che racchiude un grande spettacolo</i> &#8211; racconta <b>Paola Ricciardi</b>, dirigente del Palazzo Reale delegata dal Direttore generale Musei, prof. Massimo Osanna – <i>regala ai visitatori un’ulteriore suggestione che consente di proiettarsi nel passato e nella vita dei sovrani e della corte attraverso la storia del Palazzo la cui visita consente solo di attraversare l’Appartamento di Etichetta, perché non è possibile entrare nelle stanze private, ormai occupate dalla Biblioteca, e immaginare la vita quotidiana del tempo”.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Petizione al Papa e al Vescovo, Marianna come Bartolo Longo e sia sepolta accanto a lui</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 09:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[la petizione]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il santuario di Pompei, uno dei siti mariani più visitati al mondo, senza Marianna Farnararo vedova del conte de Fusco, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Il santuario di Pompei, uno dei siti mariani più visitati al mondo, senza Marianna Farnararo vedova del conte de Fusco, e poi moglie del fondatore, il beato Bartolo Longo, non sarebbe stato costruito. Lo dice la storia. La contessa, originaria di Monopoli e trapiantata a Napoli, rimasta vedova del conte in giovane età e con cinque figli, cedette tutto il suo enorme patrimonio ereditato dal marito per comprare il terreno e far costruire il santuario. E non solo, affiancò Bartolo Longo in tutte le iniziative caritatevoli che trasformarono la vecchia Valle di Pompei di metà e fine Ottocento e diedero conforto a giovani orfani, a figli di detenuti e a intere famiglie di poveri e indigenti. Un’opera caritatevole che fu possibile, appunto, grazie alla dedizione di questa donna, della quale proprio nell’anno che sta per chiudersi, è stato celebrato il centenario della morte.</div>
<div>Questi meriti, oltre che essere sanciti dalla storia, sono ora rivendicati da una ventina di discendenti, che hanno preso carta e penna ed hanno inoltrato un’accorata petizione a Papa Francesco. In sintesi questo il contenuto.</div>
<div>La Farnararo, sostengono i discendenti, ha acquisito in vita gli stessi meriti di Bartolo Longo, che, giustamente, se li è visti riconosciuti con l’elevazione al rango di Beato. L’appello al Pontefice, pertanto, è perché solleciti il Dicastero per le cause dei Santi affinché si avvii la procedura canonica anche per Marianna Farnararo de Fusco e si azzeri quella che, a tutti gli effetti, a loro modo di vedere, ha finito per concretizzare una disparità di trattamento. La petizione, peraltro, è condivisa anche da due discendenti diretti di Bartolo Longo.</div>
<div>Non solo. Questi attivi parenti della contessa hanno rivolto contestualmente una seconda petizione all’arcivescovo di Pompei monsignor Tommaso Caputo. Bartolo Longo, che morì nel 1926, due anni dopo della Farnararo, scrisse nel testamento che voleva essere sepolto ai piedi della Madona che “aveva servito per 50 anni” e “accanto” alla moglie Marianna.</div>
<div>Ora però, mentre Bartolo Longo è collocato esattamente in una cappella ai lati dell’altare, Marianna è invece seppellita nella cripta del Santuario, cripta che nei giorni di maggior affollamento resta chiusa, cioè prevalentemente sottratta alla devozione dei fedeli. L’appello a monsignor Caputo è che si adoperi affinché anche le spoglie della contessa Farnararo de Fusco siano riportare accanto a quelle di Bartolo Longo, in ossequio alla volontà dello stesso.</div>
<div>Ora i ventidue discendenti firmatari degli appelli attendono fiduciosi positivi riscontri. Per il momento si accontentano del fatto che la Commissione Toponomastica del Comune di Pompei, proprio in questi giorni, ha dato l’ok alla trasformazione di via Bartolo Longo in via Marianna Farnararo de Fusco. Al Beato, naturalmente, resta intestata la grande piazza antistante il Santuario.</div>
<div></div>
<div><strong>Loris Buffardi</strong></div>
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		<title>All&#8217;Università Federico II di Napoli un Codice apografo di Leonardo da Vinci</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 16:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Università degli Studi di Napoli Federico II possiede un ricchissimo patrimonio di libri antichi e manoscritti, che ha di recente ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Università degli Studi di Napoli Federico II possiede un ricchissimo patrimonio di libri antichi e manoscritti</strong>, che ha di recente incrementato con <strong>l’acquisto di un codice cinquecentesco contenente il testo apografo illustrato del <em>Trattato della Pittura</em> di Leonardo da Vinci</strong>.</p>
<p><strong>Il codice sarà presentato</strong> al pubblico <strong><a href="http://airmail.calendar/2016-11-11%2012:00:00%20CET">venerdì 11 novembre 2016</a>, <a href="http://airmail.calendar/2016-11-09%2023:00:00%20CET">alle 11</a>, nell’Aula Pessina</strong> (in corso Umberto I, 40), dal Rettore<strong> Gaetano Manfredi</strong>, dal Prorettore<strong> Arturo De Vivo</strong>, da <strong>Roberto Delle Donne</strong>, presidente del <em>Centro di Ateneo per le Biblioteche “Roberto Pettorino”</em>, da <strong>Alfredo Buccaro</strong>, direttore del <em>Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea</em> e noto esperto leonardiano, da <strong>Matteo Angelo Palumbo</strong>, raffinato interprete della tradizione letteraria e culturale italiana ed eurpea. Interverrà <strong>Carlo Vecce</strong>, professore di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, e sarà proiettato un videointervento da <strong>Carlo Pedretti</strong>, storico dell’arte tra i maggiori studiosi italiani dell’opera vinciana.</p>
<p><strong>Il manoscritto sarà reso liberamente consultabile in formato digitale sulla piattaforma <em>eCo</em></strong>, approntata dal <strong><em>Centro di Ateneo per le Biblioteche “Roberto Pettorino”</em> </strong>per ospitare le collezioni digitali di Ateneo.</p>
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		<title>Il regno ritrovato, alla Biblioteca Nazionale di Napoli &#8220;rivive&#8221; Carlo di Borbone</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 15:44:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiude sabato 5 novembre”, l’importante mostra allestita dalla Biblioteca Nazionale di Napoli il REGNO RITROVATO “percorsi nella Napoli di Carlo di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chiude <a href="http://airmail.calendar/2016-11-05%2012:00:00%20CET">sabato 5 novembre</a>”, l’importante mostra allestita dalla Biblioteca Nazionale di Napoli il <strong>REGNO RITROVATO “percorsi nella Napoli di Carlo di Borbone</strong> ”: alle ore 18 una visita guidata alla mostra permetterà di ripercorrere la vita di una figura storica centrale per la vita dell’Italia e del Mezzogiorno attraverso gli autografi degli stessi protagonisti dell’epoca, Vanvitelli, Vico, Genovesi, Metastasio, di ammirare in manoscritti e rari testi i progetti per la costruzione della Reggia di Caserta e immagini poco conosciute del Teatro San Carlo Dell’Epoca<br />
L’appuntamento rientra nel programma il convegno internazionale “Le vite di Carlo. Napoli, Spagna e America” che vede a Napoli i maggiori studiosi italiani e stranieri del Settecento e conclude le attività il primo anno di celebrazioni per il tricentenario della nascita di Carlo di Borbone, il sovrano illuminato di due regni europei, che con l’ascesa sul trono spagnolo, nel 1759, si trovò al centro della scena del mondo ed ebbe un ruolo di primo piano nella politica per il controllo delle colonie americane.<br />
<strong>Il convegno, che si avvale dell’Alto patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana</strong>, è ospitato  <a href="http://airmail.calendar/2016-11-03%2012:00:00%20CET">dal 3 al 5 novembre</a> nei luoghi più significativi della presenza a Napoli di Carlo di Borbone, dalla Reggia di Caserta al Palazzo Reale, dal Museo Archeologico al Teatro San Carlo, alla Biblioteca Nazionale. Nell’ampio dibattito che spazia dalle riforme amministrative ed economiche promosse dal sovrano,ai rapporti con la Chiesa, agli interventi edilizi e architettonici, alle scoperte archeologiche, alle scelte artistiche e culturali, un particolare approfondimento è dedicato alla Reale Biblioteca di Napoli, ora Nazionale “Vittorio Emanuele III, che si è andata costituendo, attorno al nucleo centrale della libreria farnesiana, che Carlo di Borbone ereditò dalla madre Elisabetta Farnese.</p>
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		<title>Tricentenario di Carlo di Borbone. Le vite del monarca tra Napoli, Spagna e America</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 15:49:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le celebrazioni per il tricentenario della nascita del “monarca illuminato”, Carlo di Borbone, segnano la loro tappa centrale. Si terrà, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le celebrazioni per il tricentenario della nascita del “monarca illuminato”</strong>, Carlo di Borbone, segnano la loro tappa centrale. Si terrà, infatti, dal 3 al 5 novembre, il convegno “Le vite di Carlo. Napoli, Spagna e America”. Il primo incontro si terrà a Caserta, nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta, dalle ore 9.30, mentre gli incontri del secondo giorno avranno luogo a Napoli, tra Palazzo Zevallos e Palazzo Reale. La tre giorni si chiuderà il 5 novembre, nelle sedi del Museo Archeologico di Napoli, la mattina, e della Biblioteca Nazionale, nel pomeriggio.</p>
<p><strong>Quattro Università insieme per ripercorrere i tratti di una figura storica centrale per la vita dell’Italia e del Mezzogiorno</strong>, grazie ad una convenzione che vede protagonista la SUN, con Rosanna Cioffi (presidente del Comitato organizzatore), l’Orientale con Luigi Mascilli Migliorini (segretario), L’Università “Federico II” con Annamaria Rao, l’Università di Salerno con Aurelio Musi. In un’ottica di ampliamento istituzionale si sono presto aggregate la Reggia di Caserta e l’Università di Madrid “Carlos III” e l’Archivio di Stato di Napoli, la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale, il Teatro San Carlo, Palazzo Zevallos-Intesa San Paolo, l’Istituto di Studi delle Società del Mediterraneo del CNR, La Fondazione “Pietà dei Turchini”, la Società Napoletana di Storia Patria, l’Instituto di cultura “Miguel Cervantes” di Napoli.</p>
<p><strong>Un comitato che ha avuto l&#8217;obiettivo  di promuovere attività di carattere scientifico e divulgativo su di un periodo particolarmente importante della storia di Napoli, del Sud dell’Italia e dell’Europa moderna. </strong><br />
Durante il biennio 2016-2017 si sono tenuti e si terranno ancora corsi universitari, concerti, conferenze, incontri con gli studenti delle scuole e con gli appassionati di un regno che vide protagonista un sovrano di padre francese e madre italiana, che fu sovrano di due regni europei: quello di Napoli e quello di Spagna e che estese l’influsso di quest’ultimo alle colonie americane.</p>
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		<title>Viaggiando nella storia: Il Graal al Maschio Angioino</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2016 13:41:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La scoperta della presenza del Graal al Maschio Angioino e l’apertura di luoghi finora mai esplorati all’interno di Castel Nuovo, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">La scoperta della presenza del Graal al Maschio Angioino e l’apertura di luoghi finora mai esplorati all’interno di Castel Nuovo, sono lo spunto che condurrà da ottobre 2016 a maggio 2017 appassionati e curiosi, attraverso percorsi e visite guidate, in una realtà finora completamente ignota.</p>
<p style="text-align: left;">Tutto grazie a un accordo tra l’amministrazione comunale del sindaco Luigi de Magistris e l’associazione Ivi (Itinerari Video Interrativi), che segue una specifica delibera proposta dall’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, e approvata dalla giunta. Una delibera che apre uno dei luoghi simbolo della città, con una serie di iniziative che – grazie anche a parte dei fondi raccolti – permetterà in futuro di realizzare opere di riqualificazione che riguarderanno proprio il Maschio Angioino.</p>
<p style="text-align: left;">Il progetto si chiama “Il Graal al Maschio Angioino”. Ma che cos’è il Graal? Per alcuni era la coppa dove venne conservato dalla Maddalena il sangue di Cristo quando il suo costato fu trafitto dalla lancia del soldato romano Longino. Per altri è Sangrèal, il Sangue Reale che univa in una funzione Sacra alcune dinastie occidentali; o ancora il “Lapis ex coelis”, la pietra che cadde dal cielo quando Lucifero, l’angelo ribelle, precipitò sulla terra. Ma tutte queste definizioni rimandano ad un compimento di un arduo percorso interiore poiché per tutti gli autori il Graal si rivelava solo a pochi.</p>
<p style="text-align: left;">I ricercatori di Ivi, attraverso studi  approfonditi, hanno trovato tracce inequivocabili della presenza del Graal al Maschio Angioino. Studi che verranno presentati – in anteprima assoluta – nel corso di un convegno in programma <a href="http://airmail.calendar/2016-09-27%2012:00:00%20CEST">martedì 27 settembre</a> nell’antisala dei Baroni al Maschio Angioino. La manifestazione servirà anche a presentare i nuovi itinerari esoterici e speleologici nel Maschio Angioino.</p>
<p style="text-align: left;">“Il Graal e la sua misteriosa simbologia – affermano i promotori del progetto – attirano molto la curiosità. Immaginare che a Napoli possa essere presente un segno così particolare e misterioso, pone la città al centro di vicende storico-esoteriche che percorrevano per vari secoli l’Europa ma di cui essa pareva fosse esclusa”.<br />
In occasione del convegno, saranno portate nuove e originali prove che culmineranno nella presentazione di un particolare fenomeno sfuggito a tutti gli studiosi e sarà riletta in chiave esoterica tutta la struttura del castello a partire dall&#8217;Arco di Trionfo per arrivare fino alla Sala dei Baroni.<br />
Ecco in particolare i percorsi degli itinerari che partiranno <a href="http://airmail.calendar/2016-10-02%2012:00:00%20CEST">domenica 2</a> ottobre (visite programmate ogni ora <a href="http://airmail.calendar/2016-09-09%2009:00:00%20CEST">dalle 9 alle 13</a>): Ivi propone, sulla base di sue originali ricerche, un percorso esoterico che dall&#8217;Arco di Trionfo porterà alla Sala dei Baroni. Sarà poi inaugurato anche un nuovo percorso che dagli spalti conduce ad una cannoniera e alle antiche prigionia a cura dell’associazione Timeline Napoli, e infine un percorso speleologico curato da HyppoKampos Adventure che condurrà i visitatori più temerari, attraverso un pozzo, alla base di una delle torri del castello.</p>
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		<title>Carlo di Borbone: Concerti, mostre e conferenze per celebrare il tricentenario della sua nascita</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 11:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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Via alle celebrazioni del tricentenario della nascita del “monarca illuminato”, Carlo di Borbone. Quattro Università insieme per ripercorrere i ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Via alle celebrazioni del tricentenario della nascita del “monarca illuminato”, Carlo di Borbone. Quattro Università insieme per ripercorrere i tratti di una figura storica centrale per la vita dell’Italia e del Mezzogiorno, grazie ad una convenzione che vede protagonista la SUN, con Rosanna Cioffi (presidente del Comitato organizzatore), l’Orientale con Luigi Mascilli Migliorini (segretario), L’Università “Federico II” con Annamaria Rao, l’Università di Salerno con Aurelio Musi. In un’ottica di ampliamento istituzionale si sono presto aggregate innanzitutto la Reggia di Caserta e l’Università di Madrid “Carlos III” e successivamente: l’Archivio di Stato di Napoli, la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale, il Teatro San Carlo, Palazzo Zevallos-Intesa San Paolo, l’Istituto di Studi delle Società del Mediterraneo del CNR, La Fondazione “Pietà dei Turchini”, la Società Napoletana di Storia Patria, l’Instituto di cultura “Miguel Cervantes” di Napoli. Un comitato che ha come obiettivo quello di promuovere attività di carattere scientifico e divulgativo su di un periodo particolarmente importante della storia di Napoli, del Sud dell’Italia e dell’Europa moderna. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Durante il biennio 2016-2017 si terranno corsi universitari, concerti, conferenze, incontri con gli studenti delle scuole e con gli appassionati di un regno che vide protagonista un sovrano di padre francese e madre italiana, che fu sovrano di due regni europei: quello di Napoli e quello di Spagna e che estese l’influsso di quest’ultimo alle colonie americane. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il primo anno di attività sarà concluso da un Convegno internazionale, intitolato “Napoli, Spagna, America. Le vite di Carlo di Borbone.”, che si terrà tra i 3 e il 5 novembre con il coinvolgimento dei maggiori studiosi internazionali dell’argomento, che si alterneranno con relazioni strutturate in quattro sessioni: “La formazione di Carlo di Borbone”, “Il sovravo tra Napoli e Spagna”, “Arti, Scienza e Archeologia”, “Un impero euroamericano fra trasformazione e declino”.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il Convegno si aprirà nel Teatro di Corte della Reggia di Caserta, con un concerto a cura della Fondazione Pietà dei Turchini, e si svolgerà tra Palazzo Zevallos e il Museo Archeologico di Napoli. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il Teatro San Carlo di Napoli sarà protagonista la sera del 4 novembre 2016 con la rappresentazione dell’opera “Achille in Sciro” di Pietro Metastasio su musica di Domenico Sarro, opera con la quale fu inaugurato il Teatro San Carlo, lo stesso 4 novembre del 1738, nel giorno del genetliaco del sovrano.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il Comitato sarà particolarmente impegnato a coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati interessati a partecipare al biennio di attività, il cui obiettivo principale sarà di ricordare e trasmettere la memoria di un tempo che vide il Mezzogiorno d’Italia protagonista di una grande stagione illuministica e di riforme fra le più notevoli dell’Italia del tempo. Una stagione breve, ma molto efficace, le cui testimonianze soprattutto monumentali e artistiche abbelliscono ancora oggi una terra, il nostro Mezzogiorno, che deve ricordare il suo passato per poter riguadagnare nel presente la forza e il respiro della sua storia plurimillenaria. </span></p>
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