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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; STORIA</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Pozzuoli, alla Necropoli di San Vito le prime tracce del cristianesimo</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 10:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[La Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito ospiterà il Convegno Nazionale di Studi “Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b></b><span style="font-weight: 400;">La Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito ospiterà il Convegno Nazionale di Studi “Le prime tracce del cristianesimo a Pozzuoli. La necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito. Scoperte recenti”, promosso da Villaggio Letterario in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, con il contributo Ministero della Cultura. L’iniziativa, curata da </span><b>Maria Luisa Tardugno</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Anna Russolillo</b><span style="font-weight: 400;">, è dedicata alla presentazione e alla discussione delle ricerche condotte nel sito, uno dei contesti più significativi dell’area flegrea per lo studio delle prime attestazioni del cristianesimo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo l’introduzione del giornalista Gianni Ambrosino, sono previsti i saluti di S. E. Mons. </span><b>Carlo Villano</b><span style="font-weight: 400;">, Vescovo delle diocesi di Pozzuoli e Ischia, di S. E. Mons. </span><b>Gennaro Pascarella</b><span style="font-weight: 400;">, Vescovo emerito delle diocesi di Pozzuoli e Ischia, del Sindaco di Pozzuoli </span><b>Luigi Manzoni</b><span style="font-weight: 400;"> e della Soprintendente </span><b>Paola Ricciardi</b><span style="font-weight: 400;">. La mattinata sarà dedicata alle origini del cristianesimo a Pozzuoli, alle pratiche funerarie tardoantiche e all’analisi dei materiali archeologici, con interventi degli studiosi: </span><b>Roberto Della Rocca </b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Carlo Ebanista, Emanuela Spagnoli, Giuseppe Camodeca, Matteo Braconi, </b><span style="font-weight: 400;">delle Università di Napoli Federico II, Napoli L’Orientale, Roma Tre e dell’Università del Molise. Nel pomeriggio nell’ambito di un convegno moderato da Gea Palumbo, si parlerà dei reperti postclassici e delle attività di scavo e valorizzazione del sito di Villa Elvira, con contributi di </span><b>Iolanda Donnarumma</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Maria Luisa Tardugno</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il convegno si concluderà con la presentazione dei poster di </span><b>Robert H. Tykot, Anna Russolillo, Maria Luisa Tardugno, Anna Abbate </b><span style="font-weight: 400;">e </span><b>Franco Foresta Martin</b><span style="font-weight: 400;">, dell’ University of South Florida della Soprintendenza, di Villaggio Letterario, del Suor Orsola Benincasa di Napoli e dell’Ingv dedicati alle analisi isotopiche sulla dieta degli individui sepolti nella necropoli. A moderare l’incontro i proff. Franco Foresta Martin e Gea Palumbo. Seguirà la visita guidata all’ipogeo della Necropoli tardoantica paleocristiana di San Vito con con i ciceroni dell’Isis Levi Montalcini e con la collaborazione del Gruppo Fai Pozzuoli e Campi Flegrei e del Gruppo archeologico Kyme.</span></p>
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		<title>Plinio il Vecchio e Pomponiano</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 17:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[All’archeo-ristorante Caupona di Pompei si presentano il documentario su Plinio il Vecchio e il menù di Pomponiano<br />
Due grandi amici, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>All’archeo-ristorante Caupona di Pompei si presentano il documentario su Plinio il Vecchio e il menù di Pomponiano</em></p></blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Due grandi amici, personaggi di primo piano delle istituzioni e protagonisti della vita politica, militare e culturale dell’Impero Romano: il naturalista, prefetto comandante della Prima Flotta Imperiale, Plinio il Vecchio e il senatore Pomponiano trovarono entrambi la morte in quella che viene ricordata come la prima operazione di protezione civile della storia, durante la drammatica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Plinio, infatti, al comando della flotta di stanza a Miseno (Bacoli), ricevuta la tragica richiesta di aiuto da una matrona sua amica, capì che come lei moltissimi altri abitanti tra Ercolano e Pompei, privi di scampo, si erano riversati sulle spiagge: per questo ordinò l’uscita delle quadriremi, su una delle quali, forse la nave Fortuna, salì anche lui. Mentre la sua squadra poneva in salvo quante più vite possibile, Plinio si diresse con la sua nave verso la villa di Pomponiano a Stabia.</p>
<p style="font-weight: 400;">A loro è dedicata la speciale serata all’insegna della storia, della cultura e della gastronomia “Alla scoperta di Plinio il Vecchio”, in programma venerdì 14 marzo 2025 (ore 20,30) a Pompei, presso l’archeo-ristorante “Caupona” (in via Masseria Curato). La serata si aprirà con la proiezione del documentario “79 d.C. L’ultimo comando di Plinio. Da Miseno rotta su Pompei” realizzato da Media City con il patrocinio dei Comuni di Bacoli e Pompei, della Regione Campania e dell&#8217;Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Il documentario è stato tratto dal volume “79 d.C. rotta su Pompei” di Flavio Russo, storico militare dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, che durante la serata fornirà approfondimenti sulla vita e le opere di Plinio e sulla sua amicizia con Pomponiano.</p>
<p>Non solo cultura, ma anche buon cibo. La serata, infatti, sarà anche l’occasione, per l’archeo-ristorante “Caupona”, di presentare il menù di Pomponiano, dedicato proprio al senatore dell’Impero Romano e come sempre ispirato alla cucina dell’antica Pompei. La gustatio (entrée) prevede una focaccia con formaggio di capra, miele e lampascioni. Il promulsis (odierno antipasto) consiste in pollo selvatico ripieno di funghi porcini, pancetta, spezie orientali e asparagi saltati con cannella, noci tostate e datteri. La prima mensa è una zuppa di orzo, farro, cavolfiore, zafferano, erbe aromatiche e panis croccante. Per secunda mensa, viene servito capocollo di maiale brasato al Falerno con pepe, cumino, coriandolo, alloro, rosmarino e stufato di cicoria allo zenzero. Infine, il dessert è una ricotta di pecora dolcificata con miele, carruba e fichi. Le portate inserite nel menù dedicato al senatore stabiese sono state ricostruite grazie al lavoro dello studioso Francesco Di Martino, patron dell’archeo-ristorante Caupona, con la collaborazione di archeologi e storici. La preparazione dei piatti, invece, è stata affidata agli executive chef Aldo Nappo, Nicola Cesarano, Emilio Cortiglia che hanno combinato competenze storiche e culinarie.</p>
<p>Sorto nel 2016, “Caupona” è il primo ristorante archeo-esperienziale ispirato alla città distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C., dove mangiare diventa un’immersione negli usi e nei costumi della Pompei antica. Cibi e bevande, ispirati alle ricette di autori del passato sono serviti in piatti e coppe di terracotta da personale in abiti d’epoca. Anche gli ospiti possono indossare gli abiti romani (imbustati e sanificati), il tutto per rendere l’esperienza ancora più unica e coinvolgente.Tutto l’ambiente di Caupona riproduce, nei minimi particolari, le caratteristiche di una locanda e di una casa di epoca romana. L’accogliente giardino si rifà a quello di una domus, con una fontana zampillante circondata da cipressi, viti, rosmarino, aranci e limoni. Tutti i dipinti murali e gli affreschi sono stati riprodotti a mano, come usavano fare anche i “copisti” dell’antica Pompei.</p>
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		<title>Ai tempi di Federico II, l’arte di rievocare la storia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 08:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Un appuntamento dedicato a chi ama &#8220;vestire i panni&#8221; della storia e cimentarsi nella sua rievocazione. Un’occasione da non perdere, per acquisire nuovi elementi sugli ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p align="center"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #080809;">U</span><span style="color: #080809;">n </span><span style="color: #080809;">appuntamento dedicato a </span><span style="color: #080809;">chi ama &#8220;vestire i panni&#8221; della storia </span><span style="color: #080809;">e cimentarsi nella sua rievocazione.</span><span style="color: #080809;"> </span><span style="color: #080809;">Un’occasione</span><span style="color: #080809;"> </span><span style="color: #080809;">da non perdere, </span><span style="color: #080809;">per acquisire nuovi elementi sugli usi e costumi federiciani, grazie alla preziosa presenza di esperti, </span><span style="color: #080809;">al fine di rappresentarli in maniera quanto più fedele. </span><span style="color: #080809;">Ma, soprattutto, </span><span style="color: #080809;">un’opportunità di crescita condivisa, per il territorio e per chi si impegna nella sua valorizzazione</span><span style="color: #080809;">.</span></span></p>
</blockquote>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="color: #080809;">Questo vuole essere</span><span style="color: #080809;"> </span><b>“</b><b>A</b><b>i</b><b> temp</b><b>i</b><b> di Federico II, l’arte di rievocare la storia”</b>, l’incontro che si svolgerà venerdì <b>7 marzo, </b><b>alle ore 18.30</b>, presso la sala concerti San Lorenzo. </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">L’appuntamento si svolge nell’ambito di <b>Eboli Città Sveva</b>, progetto ispirato alla figura dell’imperatore Federico II, che punta al recupero delle radici culturali e dell’identità locale attraverso la rievocazione di un periodo storico, il Medioevo, di cui la città di Eboli conserva importanti tracce. A idearlo e realizzarlo, l’Oratorio ANSPI San Francesco, la Compagnia di Teatro del Bianconiglio e l’associazione scacchistica Cafè de la Regence, dallo scorso anno in partenariato con il Comune di Eboli.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Concepito come una sorta di seminario, “Ai tempi di Federico II, l’arte di rievocare la storia” ospiterà gli interventi del prof. <b>Massimo Ercolino</b>, docente di Storia dell’ Arte ed esperto di rievocazioni storiche e della prof.ssa <b>Simona Castellini Cantelli</b>, architetto e storica del costume. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Eboli Mario Conte e dell’assessore alla Cultura Lucilla Polito, i due esperti guideranno i presenti nell’affascinante universo dell’iconografia e dell’estetica medievale. Dalle parole ai “fatti”; dalla teoria alla pratica: nel corso della serata saranno, infatti, presentati anche quattro costumi d’epoca realizzati da artigiani specializzati, secondo i canoni propri dell’età federiciana.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Dopo il Borgo Medievale e gli Scacchi Viventi che lo scorso luglio hanno saputo registrare grande partecipazione ed interesse, inseriti nel calendario degli eventi <b></b>della<b> Rete italiana dei luoghi Medievali eccellenti,</b><b> </b>in attesa dell’edizione 2025 ecco, dunque, un importante momento di formazione rivolto a tutti gli appassionati del genere.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">«</span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>Abbiamo </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>organizzato</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i> questo </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>incontro</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>»</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">&#8211; spiegano gli organizzatori- </span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">«</span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>con l’obiettivo di fornire </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>a noi stessi e </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>a tutti quelli che, come noi, amano la storia </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>e “vestirsi” di essa </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>nuovi, importanti elementi che ci consentano di </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>fare sempre meglio nella sua rievocazione. Siamo certi che in tanti parteciperanno a questo appuntamento </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>che va nella direzione di renderci sempre più preparati e capaci </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>nel</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>la</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i> realizza</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>zione di</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i> eventi </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>di rievocazione storica: una vera e propria arte </i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>da praticare e onorare, lasciando sempre meno spazio all</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>’improvvisazione</i></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>».</i></span></p>
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		<title>A Palazzo reale, l’ascensore del Re</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 12:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2024 si chiude a Palazzo Reale con un regalo natalizio per i visitatori della reggia napoletana, “L’ascensore del Re”, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2024 si chiude a Palazzo Reale con un regalo natalizio per i visitatori della reggia napoletana, “L’ascensore del Re”, che avranno l’opportunità di vivere, da oggi, attraverso una video installazione, frammenti evocativi della vita a corte nelle differenti epoche.</p>
<p>Alle spalle della Sala del Trono, nell’ex passetto del Generale, l&#8217;installazione multimediale consente un viaggio, attraverso un ascensore virtuale interattivo, che conduce lo spettatore attraverso i secoli in una narrazione visiva emozionante.</p>
<p>Un piano per ogni secolo al quale i visitatori possono accedere mediante una pulsantiera che li trasporta dal ‘600, anno di costruzione del Palazzo, ai nostri giorni. Un progetto realizzato da Kaos Produzioni con la direzione artistica di Stefano Gargiulo.</p>
<p>L’idea è nata nel mese di settembre, quando il trono è stato trasportato dal Palazzo Reale di Napoli al Centro di Restauro e Conservazione La Venaria di Torino per il progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo. La preziosa seduta, dopo il restauro sarà esposta in una mostra a Roma e ritornerà nella sala della reggia napoletana a febbraio del 2026.</p>
<p>L’assenza, durante questo periodo, è stata colmata dal posizionamento di una seduta borbonica settecentesca che, seppur preziosa, ha comunque privato la reggia del suo simbolo regale. La proposta di creare un punto alternativo di attenzione sul re e sulla vita di corte è stata proprio della restauratrice del Palazzo, <b>Francesca di Martino</b>.</p>
<p>La creatività e l’esperienza di <b>Stefano Gargiulo,</b> direttore artistico di Kaos Produzioni, hanno consentito   di “inventare” un viaggio virtuale che trasportasse gli spettatori nella vita di corte e dei sovrani del Regno di Napoli e delle Due Sicilie, ma senza tralasciare la presenza costante del popolo napoletano.</p>
<p>Lo spettatore, attraverso la Sala del Trono, entra in una piccola stanza &#8211; Passetto del Generale &#8211; che rappresenta un ascensore virtuale e seleziona i piani che corrispondono ai quattro secoli di storia del Palazzo, messe a fuoco attraverso eventi storici e vita quotidiana. Si parte dalla sua costruzione all’inizio del ‘600, voluta del VI conte di Lemos: nelle immagini si susseguono alcuni viceré spagnoli di Napoli. Il manoscritto di <b>Renao</b>, portiere di camera e non solo, per circa 30 anni, descrive i cerimoniali di corte. Il ‘600 a Napoli si caratterizza con colori scuri e caravaggeschi, suggeriti dagli avvenimenti luttuosi della peste e dalle violente eruzioni del Vesuvio.</p>
<p>Schiacciando il pulsante del secondo piano si arriva al ‘700, con la presenza di Carlo di Borbone, dove il re diventa visibile e non è più un&#8217;entità lontana che governa dalla Spagna.  Si susseguono le immagini delle trasformazioni del Palazzo, ma anche la costruzione di nuove regge, che rappresentano la ricchezza del nuovo Regno Borbonico e la sua affermazione in Europa, che si evincono dagli abiti sfarzosi e che, attraverso accordi commerciali con l’Oriente, danno l’avvio a mode esotiche che caratterizzeranno il Palazzo nei dipinti e nell’arredo.</p>
<p>L’800 è rappresentato al terzo piano, con una pantomima di epoca post napoleonica e si prosegue con il famoso incendio del 1837, a causa del quale il Palazzo conoscerà le trasformazioni architettoniche del Genovese giunte fino ai giorni nostri. Un ballo nelle sale sancisce la fine del Regno Borbonico e l’avvento dei Savoia.</p>
<p>Infine, l’ultimo piano trasporta lo spettatore sul Belvedere del Palazzo, dove la splendida vista panoramica e i suoni della città ci riportano alla contemporaneità. Una scena che può essere vissuta anche dal vivo con le visite guidate che, grazie al restauro eseguito negli ultimi anni, permettono di accedere alla parte più alta del Palazzo che non è mai stata aperta al pubblico prima di quest’anno e la cui frequentazione, fino alla fine della monarchia, era riservata unicamente al re e alla sua famiglia.</p>
<p>Tra un piano e l’altro si intravedono e si percepiscono il lavoro, la fatica, il disagio, ma anche l’allegria del popolo mai ammesso a corte, che è in realtà il vero protagonista del Regno di Napoli.</p>
<p>Le scene prendono spunto e si relazionano con i dipinti, i vasi, i dettagli e gli arazzi del Palazzo Reale.</p>
<p><i>“L’apertura di questo piccolo spazio che racchiude un grande spettacolo</i> &#8211; racconta <b>Paola Ricciardi</b>, dirigente del Palazzo Reale delegata dal Direttore generale Musei, prof. Massimo Osanna – <i>regala ai visitatori un’ulteriore suggestione che consente di proiettarsi nel passato e nella vita dei sovrani e della corte attraverso la storia del Palazzo la cui visita consente solo di attraversare l’Appartamento di Etichetta, perché non è possibile entrare nelle stanze private, ormai occupate dalla Biblioteca, e immaginare la vita quotidiana del tempo”.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Petizione al Papa e al Vescovo, Marianna come Bartolo Longo e sia sepolta accanto a lui</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 09:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[la petizione]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il santuario di Pompei, uno dei siti mariani più visitati al mondo, senza Marianna Farnararo vedova del conte de Fusco, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Il santuario di Pompei, uno dei siti mariani più visitati al mondo, senza Marianna Farnararo vedova del conte de Fusco, e poi moglie del fondatore, il beato Bartolo Longo, non sarebbe stato costruito. Lo dice la storia. La contessa, originaria di Monopoli e trapiantata a Napoli, rimasta vedova del conte in giovane età e con cinque figli, cedette tutto il suo enorme patrimonio ereditato dal marito per comprare il terreno e far costruire il santuario. E non solo, affiancò Bartolo Longo in tutte le iniziative caritatevoli che trasformarono la vecchia Valle di Pompei di metà e fine Ottocento e diedero conforto a giovani orfani, a figli di detenuti e a intere famiglie di poveri e indigenti. Un’opera caritatevole che fu possibile, appunto, grazie alla dedizione di questa donna, della quale proprio nell’anno che sta per chiudersi, è stato celebrato il centenario della morte.</div>
<div>Questi meriti, oltre che essere sanciti dalla storia, sono ora rivendicati da una ventina di discendenti, che hanno preso carta e penna ed hanno inoltrato un’accorata petizione a Papa Francesco. In sintesi questo il contenuto.</div>
<div>La Farnararo, sostengono i discendenti, ha acquisito in vita gli stessi meriti di Bartolo Longo, che, giustamente, se li è visti riconosciuti con l’elevazione al rango di Beato. L’appello al Pontefice, pertanto, è perché solleciti il Dicastero per le cause dei Santi affinché si avvii la procedura canonica anche per Marianna Farnararo de Fusco e si azzeri quella che, a tutti gli effetti, a loro modo di vedere, ha finito per concretizzare una disparità di trattamento. La petizione, peraltro, è condivisa anche da due discendenti diretti di Bartolo Longo.</div>
<div>Non solo. Questi attivi parenti della contessa hanno rivolto contestualmente una seconda petizione all’arcivescovo di Pompei monsignor Tommaso Caputo. Bartolo Longo, che morì nel 1926, due anni dopo della Farnararo, scrisse nel testamento che voleva essere sepolto ai piedi della Madona che “aveva servito per 50 anni” e “accanto” alla moglie Marianna.</div>
<div>Ora però, mentre Bartolo Longo è collocato esattamente in una cappella ai lati dell’altare, Marianna è invece seppellita nella cripta del Santuario, cripta che nei giorni di maggior affollamento resta chiusa, cioè prevalentemente sottratta alla devozione dei fedeli. L’appello a monsignor Caputo è che si adoperi affinché anche le spoglie della contessa Farnararo de Fusco siano riportare accanto a quelle di Bartolo Longo, in ossequio alla volontà dello stesso.</div>
<div>Ora i ventidue discendenti firmatari degli appelli attendono fiduciosi positivi riscontri. Per il momento si accontentano del fatto che la Commissione Toponomastica del Comune di Pompei, proprio in questi giorni, ha dato l’ok alla trasformazione di via Bartolo Longo in via Marianna Farnararo de Fusco. Al Beato, naturalmente, resta intestata la grande piazza antistante il Santuario.</div>
<div></div>
<div><strong>Loris Buffardi</strong></div>
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		<title>Capri, torna sull’isola un rilievo di età tiberiana</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2022 10:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Capri]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla stretta collaborazione tra il MANN e Villa San Michele, l’opera sarà esposta nella casa museo di Axel Munthe in prestito ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #333333;"><b>Grazie alla stretta collaborazione tra il MANN </b><b>e Villa San Michele, l’opera sarà esposta nella </b><b>casa museo di Axel Munthe in prestito per un anno.</b></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #333333;">Ritorna a Capri<b>,</b> nella ex dimora del medico e scrittore <b>Axel Munthe</b>, tra i musei più visitati della Campania, un rilievo con scena campestre a tema dionisiaco di età tiberiana (14-17 d.C.). Il prestito nasce grazie alla collaborazione tra il <b>Museo Archeologico di Napoli</b> e l’istituzione svedese sull’isola di Capri. Il reperto, rinvenuto il 15 dicembre 1827 nell’ala est di Villa Jovis, tornerà sull’isola azzurra e potrà essere ammirato all’interno della loggia delle sculture della storica villa anacaprese per un anno.<br />
<b><u>Martedì 24 maggio</u></b>, alle ore 12:30, il direttore del MANN, <b>Paolo Giulierini</b> e la soprintendente di Villa San Michele, <b>Kristina Kappelin</b> sveleranno l’opera, alla presenza delle istituzioni locali, della <b>Direzione Generale Musei Campania</b>, del direttore della Certosa di San Giacomo <b>Pierfrancesco Talamo</b>, del funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli <b>Luca Di Franco</b>, del direttore dell’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma <b>Ulf R. Hansson</b>.<br />
L’occasione sarà anche quella di riposizionare l’originale del busto marmoreo dell’imperatore Tiberio &#8211; trafugato la notte del 7 settembre 1991 dal museo e poi ritrovato &#8211; a seguito di recenti opere di restauro.<br />
”Il lascito del bellissimo bassorilievo è una ulteriore prova degli ottimi rapporti che si sono instaurati tra Villa San Michele e il MANN e in più arricchisce la collezione della Villa. L’arrivo dell’opera rivela anche una strana coincidenza. Una copia del reperto fa parte dei resti presenti all’interno del cubiculum di Villa San Michele. Evidentemente Axel Munthe lo amava e adesso, grazie alla generosità del MANN, sarà qui, esposto in originale.”<br />
Le fa eco Paolo Giulierini: “Dopo quasi due secoli, torna sull’isola azzurra questo pregevole bassorilievo che ci racconta la vita a Villa Jovis nell’età tiberiana, riportandoci nel tempo mitico in cui nacque la leggenda da Capri. Il reperto sarà ospitato per un anno da Villa San Michele, omaggio alla storia meravigliosa di un sito dove scienza, natura e archeologia si fondono nell’affascinante figura del fondatore Axel Munthe. E’ con piacere che rinnoviamo, in questa occasione, la nostra convenzione con la fondazione a lui intitolata che ha, tra gli scopi, quello di approfondire i legami culturali tra Svezia e Italia, promuovendo reciproci scambi tra i due Paesi”.<br />
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		<title>Ercolano, edizione digitale per la storia dei Papiri</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 11:09:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Un vasto progetto interdisciplinare Finanziato dall’Unione Europea esaminerà ed approfondirà l&#8217;importante contributo alla conoscenza della Filosofia greca offerto dai papiri ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Un vasto progetto interdisciplinare Finanziato dall’Unione Europea esaminerà ed approfondirà l&#8217;importante contributo alla conoscenza della Filosofia greca offerto dai papiri carbonizzati di Ercolano, conservati a Napoli nella Biblioteca Nazionale ‘Vittorio Emanuele III’. In uno dei tanti preziosi rotoli, è stata ritrovata un’opera del filosofo epicureo Filodemo di Gadara (110-post 40 a.C.), scritta alla fine dell’età ellenistica tra il 75 e il 50 a.C. si tratta della “Rassegna dei Filosofi”, un testo manoscritto originale da cui è possibile ricavare un resoconto sistematico della storia delle scuole filosofiche greche, più attendibile delle narrazioni contenute nelle trascrizioni di epoca medievale a noi note, perchè cronologicamente più vicino alle figure e ai fatti descritti. I Papiri Ercolanesi sono di difficile lettura e le edizioni attualmente disponibili delle opere in essi contenute sono ampiamente superate. Basandosi sui progressi più recenti della ricerca, il nuovo progetto GreekSchools dello European Research Council guidato da Graziano Ranocchia e coordinato dall’Università di Pisa in cooperazione con il CNR-ISPC, il CNR-ILC e il MiBACT &#8211; Biblioteca Nazionale di Napoli, custode dei Papiri, si prefigge di leggere i manoscritti antichi e utilizzando le più avanzate tecnologie decifrare anche i particolare più nascosti al fine di produrre un testo critico affidabile e accresciuto della &#8220;Rassegna dei filosofi&#8221; di Filodemo.<br />
Sarà utilizzato un nuovo sistema editoriale che si svilupperà in un ambiente innovativo orientato alla filologia computazionale, web-based, open access, open source e supportato da tecniche avanzate di analisi automatica del testo, finalizzato alla produzione collaborativa e conservazione a lungo termine, l’indicizzazione multidimensionale, la pubblicazione digitale e la fruizione intelligente dell’edizione.<br />
Il Progetto, della durata di cinque anni è del valore di quasi 2.500.000 Euro<br />
I papiri di Ercolano sono un corpus di oltre 1 800 papiri rinvenuti nella cosiddetta &#8216;Villa dei Pisoni&#8217; dal nome del presunto proprietario Lucio Calpurnio Pisone Cesonino , nota come Villa dei Papiri a Ercolano nel XVIII secolo, carbonizzati dalla nota eruzione del Vesuvio avvenuta nel 79 d.C.. Si tratta dell&#8217;unica raccolta libraria pervenuta intatta dall&#8217;antichità,vanto della Biblioteca Nazionale di Napoli, che ne promuove la valorizzazione e lo studio. La maggior parte delle opere conservate riguardano il filosofo epicureo e poeta Filodemo di Gadara. Amico dei maggiori poeti dell&#8217;età augustea ed autore di eleganti epigrammi, Filodemo favorì con il suo insegnamento la diffusione della dottrina epicurea nella società romana.<br />
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		<title>Lettere 1528, assedio al castello tra storia e cultura</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 16:39:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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L’evento si svolgerà alla presenza del governatore della ]]></description>
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<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-15-alle-18.35.22.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-147204" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-15-alle-18.35.22-300x157.png" alt="Schermata 2020-09-15 alle 18.35.22" width="300" height="157" /></a></p>
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<p><img class="alignnone size-medium wp-image-147203" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2020/09/Schermata-2020-09-15-alle-18.35.28-228x300.png" alt="Schermata 2020-09-15 alle 18.35.28" width="228" height="300" /></p>
<p>L’evento si svolgerà alla presenza del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e di Massimo Osanna, già direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, ora direttore generale dei Musei Italiani, del sindaco del Comune di Lettere Sebastiano Giordano e del direttore del castello, Paola Marzullo. L’allestimento delle sale consistente nella ricostruzione storica del 1528 con reperti riprodotti di epoca cinquecentesca è stata realizzata dal Comune di Lettere, con la supervisione scientifica del Parco archeologico di Pompei, a cura di Domenico Camardo e Mario Notomista. L’iniziativa rafforza il progetto ambizioso del sindaco, grazie al supporto del Parco archeologico di Pompei, di inserire il Castello di Lettere in un percorso di valorizzazione e promozione del patrimonio storico-culturale locale in ambito regionale e nazionale. Tale percorso è stato intrapreso già alla fine del 2018 con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra il Comune di lettere ed il Parco Archeologico di Pompei che ha di fatto trasformato il Castello in luogo di interesse culturale e storico dell’intera Regione.</p>
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<p><img src="blob:http://www.scrivonapoli.it/73c81fde-7f83-4c63-b26f-49a2fb462c68" alt="page1image37313232" width="177.000000" height="265.560000" /></p>
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		<title>Un nuovo ingresso per le Basiliche Paleocristiane di Cimitile</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 08:21:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà inaugurato sabato 30 novembre alle 15.30 il nuovo ingresso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile. Costituito da sette edifici di culto ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Sarà inaugurato s<u>abato 30 novembre alle 15.30</u> il <b>nuovo ingresso</b> delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile. Costituito da sette edifici di culto dedicati ai santi Felice, Stefano, Tommaso, Calionio, Giovanni, ai Martiri e alla Madonna degli Angeli, rappresenta uno dei complessi paleocristiani meglio conservati d’Europa e fiore all’occhiello dei siti archeologici e di interesse turistico/culturale dell’area nolana. Gli edifici più antichi risalgono al IV secolo. Il più noto è la Basilica di San Felice all’interno della quale è presente la tomba di San Felice, patrono di Cimitile. </span></p>
<p><span style="color: #333333;">Il nuovo ingresso, realizzato con fondi regionali, consentirà l’accesso al sito direttamente da Pozzonuovo. Oltre alla biglietteria consta anche di una sala/auditorium attrezzata e in grado di ospitare convegni, mostre e manifestazioni culturali. Sarà anche utilizzata per le sedute pubbliche del Consiglio Comunale di Cimitile. A completare l’opera c’è un ulteriore progetto che prevede la realizzazione di una rete WiFi e un’ <i>app</i> delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile. All’ inaugurazione prenderà parte, con il sindaco di Cimitile, <b>Nunzio Provvisiero</b>, anche il presidente della Giunta Regionale della Campania, <b>Vincenzo De Luca.</b><br />
</span></p>
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		<title>Universiade, siglata intesa con il Forum regionale dei giovani della Campania</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2019 15:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Firmato un Protocollo d’intesa tra l’Universiade Napoli 2019 e il Forum Regionale dei Giovani della Campania. L’obiettivo è quello di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Firmato un Protocollo d’intesa tra l’Universiade Napoli 2019 e il Forum Regionale dei Giovani della Campania. L’obiettivo è quello di promuovere la manifestazione internazionale sui territori delle cinque province campane grazie ai 250 forum giovanili presenti in altrettanti Comuni; incentivare la partecipazione giovanile alla campagna di reclutamento dei volontari; realizzare eventi e condividere i contenuti della manifestazione sui canali social.</p>
<p>“Il Forum Regionale dei Giovani – ha affermato il Commissario Straordinario di Napoli 2019, Gianluca Basile &#8211; sarà il nostro collegamento con il Consiglio Regionale della Campania, e di ciò ringrazio la presidente Rosa D’Amelio. Questa intesa rappresenta un’ulteriore opportunità di promuovere l’Universiade, con la possibilità di coinvolgere dei giovani come volontari”.</p>
<p>“Con questa intesa”, ha commentato il Presidente del Forum Regionale dei Giovani, Giuseppe Caruso, “confermiamo la centralità dei giovani nel percorso di avvicinamento all’Universiade, evento cardine del Mezzogiorno per il 2019. Una rassegna sportiva che, partendo dai valori dello sport e della collaborazione, contribuirà alla valorizzazione di Napoli e della Campania nel mondo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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