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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; SCIENZA</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Napoli, al via il terzo congresso NQSTI</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 16:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[SCIENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il congresso nazionale NQSTI (National Quantum Science and Technology Institute) aperto oggi a Napoli, nella Giornata mondiale dedicata alla fisica quantistica, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>Il congresso nazionale NQSTI (<em>National Quantum Science and Technology Institute) </em>aperto oggi a Napoli, nella Giornata mondiale dedicata alla fisica quantistica, rappresenta un momento chiave per fare il punto sullo stato dell’arte della ricerca quantistica in Italia e rafforzare la rete nazionale che coinvolge oltre 600 ricercatori, e più di 40 soggetti tra università, enti pubblici e aziende impegnate nello sviluppo di queste tecnologie strategiche.</p>
<p>Il presidente dell’Istituto, Claudio Pettinari, ha così sottolineato la valenza del settore nel suo intervento di apertura dei lavori: “<em>Il finanziamento del Pnrr, grazie ad un investimento di 116 milioni di euro in tre anni, ha rappresentato un passaggio cruciale per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche in Italia, rafforzando una massa critica di ricercatrici e ricercatori in una realtà capace di competere a livello internazionale. </em><em>NQSTI oggi è una grande realtà con una duplice missione:</em> <em>da un lato rafforzare la ricerca scientifica nel campo delle quantum technologies (computazione, comunicazione, sensing), dall’altro costruire un ecosistema capace di portare queste tecnologie fuori dai laboratori.</em> <em>Grazie al lavoro sinergico di questi tre anni e grazie all’impegno del Mur, che ha reso possibile tutto questo, guardiamo al futuro europeo con ambizione e responsabilità”</em>.</p>
<p>Durante la quattro giorni, sino a venerdì 17, un fitto calendario di interventi scientifici, workshop e momenti di confronto su tutti i principali ambiti della ricerca quantistica: dal calcolo quantistico alla comunicazione sicura, dai sensori avanzati ai nuovi materiali, fino alle applicazioni industriali e al trasferimento tecnologico, sarà dedicato agli sviluppi del settore scientifico. Ampio spazio sarà riservato anche al dialogo tra ricerca e impresa, con iniziative dedicate all’innovazione e alle startup, come le attività di knowledge transfer e presentazione di progetti imprenditoriali nel campo delle tecnologie deep tech.</p>
<p>“<em>Sarà una settimana intensa di lavori qui a Napoli</em> – ha dichiarato Fabio Beltram, coordinatore scientifico di NQSTI &#8211; <em>per sviluppare concetti e innovazioni nell&#8217;ambito della fisica quantistica. A Napoli, a Città della Scienza, sono riuniti centinaia di fisici attivi in questo importante settore che è alla base delle tecnologie più moderne, uno strumento di sviluppo per moltissimi settori tecnologici. Siamo cresciuti molto grazie ai fondi del PNRR che ci sono stati assegnati e ora siamo una risorsa potente per il Paese. Un primo esempio che mi piace portare è la nascita di Q-SUD, il Polo Quantistico Nazionale basato sulla città di Napoli, un riferimento non solo italiano, ma internazionale</em>”.</p>
<p>Intanto, nella prima giornata dei lavori, è stato presentato lo stato dell’arte della seconda rivoluzione quantistica, quella che ha portato dai laboratori alla realtà quotidiana l’applicazione della fisica quantistica nella vita di tutti i giorni. Tra i progetti attuativi spiccano quelli legati alla biomedicina come i settori della microbiologia e dell’oncologia, come ha illustrato la ricercatrice Giada Bianchetti:</p>
<p>“<em>Le tecniche basate sulla luce quantistica, che permettono di studiare in modo più approfondito le proprietà dei sistemi biologici, potrebbero tradursi in strumenti diagnostici più efficaci, ad esempio per identificare infezioni anche a concentrazioni molto basse o per analizzare in modo più sicuro più accurato le caratteristiche dei tumori- </em>afferma la ricercatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia<em> -. Siamo partiti da un problema clinico molto concreto: la sepsi, nella quale il tempo è un fattore cruciale: si stima che ogni ora di ritardo diagnostico aumenti la mortalità del 7%. Oggi il metodo per identificare i batteri è l’emocoltura che richiede concentrazioni elevate di microrganismi prima di essere rilevati e, per farlo, servono diversi giorni. Disporre di strumenti in grado di individuare i batteri direttamente in campioni di sangue o urine, già a basse concentrazioni, potrebbe ridurre i tempi della diagnosi, limitando così l’uso non necessario di antibiotici</em>”.</p>
<p>Ma anche nella ricerca per la prevenzione e la cura dei tumori le metodologie quantistiche possono risultare incisive: “<em>Il progetto Q-Meta, propone di sviluppare spettroscopie e microscopie basate sulla luce quantistica per studiare il metabolismo dei tumori in modo innovativo e il meno invasivo possibile. Queste tecniche offrono una sensibilità molto elevata, che permette di rilevare anche segnali biologici estremamente deboli come quelli di autofluorescenza di molecole coinvolte nei processi metabolici. L’obiettivo è capire come le cellule tumorali rispondono all’ambiente, ad esempio a fattori come rigidità e pressione del tessuto. Questi stimoli, infatti, influenzano il metabolismo delle cellule, con un impatto diretto sulla crescita, la progressione e l’invasività. Comprendere questi meccanismi è quindi fondamentale, perché può aprire la strada a strategie terapeutiche innovative che possono rivelarsi più mirate ed efficaci, soprattutto per le forme di tumori più aggressive e complesse</em>”.</p>
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		<title>Città della Scienza, tra arte e meraviglia</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 08:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[SCIENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Città della Scienza si prepara a lanciare un nuovo, affascinante percorso di scoperta che intreccia la magnificenza dell’arte barocca ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="p1">Città della Scienza si prepara a lanciare un nuovo, affascinante percorso di scoperta che intreccia la magnificenza dell’arte barocca con il rigore e la curiosità del metodo scientifico.</p>
</blockquote>
<p class="p1"><strong>Sabato 18 e domenica 19 ottobre</strong> si terrà il primo appuntamento de “<strong>I weekend di Luca Giordano: Arte, Scienza e Meraviglia</strong>“, un ampio progetto finanziato dalla Regione Campania, pensato per far conoscere alle nuove generazioni le eccellenze culturali del passato attraverso un approccio del tutto innovativo. Da sempre, infatti, il connubio tra arte e scienza rappresenta un pilastro fondamentale dell’identità di Città della Scienza.</p>
<p class="p1">Nel corso del fine settimana, i visitatori saranno immersi nell’universo di <strong>Luca Giordano</strong>, maestro del Seicento napoletano la cui opera diventerà un inaspettato terreno di indagine e sperimentazione. L’iniziativa si distingue per la sua capacità di declinare temi artistici in chiave scientifica attraverso una serie di laboratori interattivi differenziati per fasce d’età, in cui arte e scienza si incontrano e dialogano<span class="s1"><sup>.</sup></span></p>
<p class="p1">Per i più piccoli, dai 3 ai 6 anni, è stato pensato l’interactive lab <strong>“Un movimento colorato”</strong>, un’esperienza creativa in cui il gesto e il movimento si traducono in colore, invitando i bambini a osservare e interpretare la dinamicità del corpo in una forma artistica. I giovani esploratori tra i 7 e i 10 anni potranno invece partecipare a <strong>“Un mondo che si muove intorno a noi”</strong>, un laboratorio dedicato all’osservazione delle dinamiche e delle traiettorie di oggetti di uso quotidiano, trasformando la fisica del moto in una composizione grafica, un disegno colorato o uno schizzo.</p>
<p class="p1">Ai ragazzi dagli 11 ai 13 anni è rivolto l’interactive lab <strong>“Luca si muove”</strong>, un approfondimento che parte direttamente dall’analisi delle opere dell’artista. Osservando capolavori come <em>“Il ratto di Elena” </em>e “<em>Il trionfo di Galatea</em>“, i partecipanti impareranno a riconoscere le direzioni e le geometrie del movimento impresse sulla tela, svelando la scienza nascosta nei capolavori del pittore.</p>
<p class="p1">L’offerta del fine settimana si completa con lo spettacolare science show per tutti <strong>“Giochi di luce”</strong><span class="s1"><sup>. </sup></span>Un viaggio affascinante per comprendere la natura sfuggente e ambigua della luce, come si propaga e quali inganni può creare, svelando le leggi della natura che governano questo elemento fondamentale tanto nell’arte quanto nella scienza.</p>
<p class="p1">Questo primo fine settimana segna l’avvio di un percorso che proseguirà con altri appuntamenti, confermando ancora una volta la vocazione di Città della Scienza come laboratorio di idee e di cultura. Una missione che mira a superare le barriere disciplinari per offrire al pubblico, e soprattutto ai giovani, chiavi di lettura sempre nuove per comprendere la realtà e il patrimonio culturale, stimolando la curiosità e la sete di conoscenza attraverso l’emozione della scoperta.</p>
<p class="p4">Inoltre i visitatori potranno esplorare le affascinanti attrazioni del museo.  L’avventura scientifica si rinnova con <strong>Corporea,</strong> un viaggio interattivo all’interno del corpo umano, la mostra <strong>Insetti &amp; Co.,</strong> per esplorare da vicino il mondo degli insetti; il <strong>Planetario </strong>con spettacoli immersivi per perdersi tra le stelle e i misteri dell’universo…<strong>e la novità</strong>: fino all’11 gennaio 2026 è visitabile la mostra: <strong>Arachnida: il fascino segreto di ragni e scorpioni</strong>.</p>
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		<title>Le ricerche di Daniele Iudicone su &#8220;Scientific reports&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 11:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[SCIENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;<br />
L&#8217;articolo, pubblicato il 3 Novembre 2016,  esamina il ruolo determinante che le correnti oceaniche svolgono nel diffondere l’anidride carbonica ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><i>L&#8217;articolo, pubblicato il 3 Novembre 2016,  esamina il ruolo determinante che le correnti oceaniche svolgono nel diffondere l’anidride carbonica prodotta dall’uomo nei mari di tutto il mondo, con significative conseguenze sul clima globale.</i></strong></p>
<p><span id="more-131719"></span></p>
<p>Un nuovo riconoscimento per il lavoro di <b>Daniele Iudicone, Ricercatore &#8211; Sezione EMI</b> della<b> Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli,</b> che ha visto pubblicati su <b><i>Scientific reports</i></b>, i risultati dei suoi studi finalizzati a comprendere il rapporto tra l&#8217;accumulo di carbonio prodotto dall’attività dell’uomo, oceani e clima. Si tratta di un nuovo studio, ottenuto grazie a osservazioni e simulazioni al computer, che getta le basi per un approccio differente circa i cicli biogeochimici degli oceani. Il lavoro è stato svolto da un team di ricercatori provenienti da Italia, Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Giappone. Decisivo il contributo di <b>Daniele Iudicone</b>, ricercatore in forza alla <b>Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli,</b> che ha diretto lo studio che mostra come le correnti oceaniche svolgano un ruolo dominante nel determinare le vie di ingresso dell&#8217;anidride carbonica prodotta dall’uomo all’interno degli oceani, con conseguenze rilevanti sia per il sistema climatico che per la concatenata acidificazione dei mari.  Le emissioni di gas serra in atmosfera, dovute ad attività umane, stiano mutando il clima del pianeta, alterando e modificando la temperatura e i pattern meteorologici su scala globale.  Infatti, nel solo decennio 2005-2014, l&#8217;attività umana ha rilasciato in atmosfera quasi 10 miliardi di tonnellate di carbonio in media all&#8217;anno, mentre 4,4 miliardi di tonnellate per anno sono andate in atmosfera. Recentemente una soglia importante è stata superata: si è riscontrato, infatti, tasso di concentrazione di CO2 in atmosfera di oltre 400 parti per milione, un livello significativamente più grande rispetto a quelli dell&#8217;era pre-industriale. Ben 2,6 miliardi di tonnellate sono state assorbite, invece, dagli oceani, riducendo così l’impatto sul clima. Il nuovo studio, condotto da<b> <i>Daniele Iudicone</i></b>,<b> </b>suggerisce che il 20% del carbonio che si trova negli oceani possa essere ridistribuito dalle correnti oceaniche tra gli strati interni, aumentando così l’efficienza del sequestramento. Ciò avviene perché l&#8217;oceano è continuamente in movimento, e quindi non agisce come una spugna, assorbendo l&#8217;anidride carbonica per poi lentamente diffonderla verso il basso. L&#8217;oceano globale è costituito da una complessa rete di correnti che come “nastri trasportatori” 3D continuamente ridistribuiscono acqua orizzontalmente e verticalmente. Questo macchinario può riesporre all’atmosfera strati una volta profondi, e quindi ricchi di carbonio, o sequestrare il carbonio in profondità per tempi lunghi. I ricercatori hanno stimato la quantità di carbonio iniettato da questa serie di nastri trasportatori, concludendo che hanno un ruolo molto importante per il sequestramento e lo stoccaggio di carbonio di origine antropica. &#8220;Le regioni subtropicali e polari hanno entrambi un ruolo centrale nel determinare quanto carbonio è immagazzinato in acque profonde&#8221;, ha aggiunto Iudicone. Dal momento che il cambiamento climatico avrà un impatto sempre maggiore sulla circolazione oceanica e la sua termodinamica, lo studio fornisce quindi nuovi strumenti e informazioni per meglio prevedere l&#8217;importanza futura del ruolo degli oceani nel ridurre l&#8217;impatto della emissione umana carbonio nell&#8217;atmosfera.</p>
<p>L’articolo completo è consultabile al sito <b><i>www.nature.com/articles/</i>srep35473</b></p>
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