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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Ricordo</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Monaldi, un ulivo secolare per ricordare Domenico</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 18:48:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un ulivo secolare nelle aiuole dell’Ospedale Monaldi di Napoli per custodire la memoria del piccolo Domenico, un gesto semplice ma ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un ulivo secolare nelle aiuole dell’Ospedale Monaldi di Napoli per custodire la memoria del piccolo Domenico, un gesto semplice ma profondamente simbolico. L’iniziativa, in programma per mercoledì 1° aprile, in occasione del Precetto Pasquale, è stata voluta dalla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. «Abbiamo scelto un ulivo secolare – dice il direttore generale Anna Iervolino – quest’albero sarà una presenza simbolica del forte impegno dell’ospedale affinché nulla di simile possa ripetersi e il segno di una rinnovata alleanza con i pazienti». In ricordo del piccolo Domenico, le parole dell’Arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia: “Il suo cuore non si è fermato: ha solo cambiato modo di battere. Come questo ulivo, piantato in sua memoria, continuerà a vivere e a dare vita. Ora batte in ogni cuore che sa commuoversi dinanzi al dolore di un bambino”. In tarda mattinata (alle 12.30) l’intera comunità ospedaliera si ritroverà nella Chiesa del Crocifisso con la famiglia del piccolo Domenico per un momento di raccoglimento e preghiera. La cerimonia sarà celebrata da padre Alfredo Tortorella, alla presenza del personale sanitario per celebrare una Pasqua che quest’anno, più che mai, possa essere un momento di riconciliazione e ripartenza per il bene di quanti si affidano alla cura dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Forte il segnale di vicinanza alla famiglia di Domenico, alla Direzione Aziendale e a tutta la comunità del Monaldi che arriva dalla presenza dell’Associazione Cardiotrapiantati Italiani. L’ulivo secolare è stato donato dalla società che si occupa della gestione e della manutenzione del verde per l’Azienda Ospedaliera dei Colli, che si ringrazia.</p>
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		<title>A Ischia il premio “Valerio Iacono”</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 18:29:18 +0000</pubDate>
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Presso l’Aula Magna del Liceo Buchner di Ischia Porto (aula 117, ex laboratorio di informatica), si svolgerà ]]></description>
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<div class="column">
<p>Presso l’Aula Magna del Liceo Buchner di Ischia Porto (aula 117, ex laboratorio di informatica), si svolgerà la cerimonia conclusiva della I Edizione del Premio dedicato a Valerio Iacono. Organizzato dall’Associazione Terra in collaborazione con il Liceo Buchner, il Premio rappresenta molto più di un evento scolastico: è una celebrazione della memoria, della gentilezza e del valore umano che Valerio ha saputo trasmettere a chiunque lo abbia conosciuto. Prematuramente scomparso, Valerio Iacono ha lasciato un segno profondo nella comunità per il suo spirito gentile, la disponibilità sincera e la capacità di prendersi cura degli altri. La sua eredità vive oggi nei gesti, nei valori e nell’esempio che continuano a ispirare le nuove generazioni. Istituire un premio a lui dedicato significa trasformare il ricordo in impegno concreto e condiviso.</p>
<p>Il tema scelto per questa prima edizione è stato “La gentilezza per costruire bellezza e competenze”. Il 22 gennaio 2026 gli studenti delle classi quarte del Liceo si sono cimentati nella stesura di un elaborato testuale, riflettendo sul significato della gentilezza nella scuola e nella vita quotidiana.</p>
<p>Attraverso racconti, riflessioni e testimonianze personali, i ragazzi hanno offerto uno sguardo autentico e profondo su un valore che oggi più che mai appare necessario. L’entusiasmo e la qualità degli elaborati hanno dimostrato quanto il messaggio di Valerio sia ancora vivo e attuale.</p>
<p>Nel corso della cerimonia saranno letti gli elaborati dei primi sei classificati e consegnati gli attestati di partecipazione a tutti gli studenti coinvolti.</p>
<p><strong>Il significato della data</strong></p>
<p>La scelta del 12 febbraio non è casuale: proprio in questa giornata Valerio Iacono avrebbe compiuto 50 anni. Celebrare il Premio nel giorno del suo compleanno rende l’evento ancora più significativo e carico di emozione.</p>
<p>«Giovedì 12 febbraio 2026 Valerio avrebbe compiuto 50 anni – spiegano i promotori dell’iniziativa –. Ci è sembrato il modo più autentico per ricordarlo insieme, celebrando la “sua” gentilezza vista attraverso gli occhi dei ragazzi che lui amava tanto».</p>
<p>Un invito alla comunità</p>
<p>La prima edizione del Premio Valerio Iacono si chiude lasciando una traccia luminosa nella comunità scolastica e cittadina. Il valore umano che ha contraddistinto la vita di Valerio, la forza della gentilezza come motore di cambiamento e il coinvolgimento attivo degli studenti rappresentano un patrimonio condiviso.</p>
<p>Che questo Premio sia solo l’inizio di un percorso destinato a crescere negli anni, affinché la memoria di Valerio continui a generare nuovi gesti di umanità, rispetto e attenzione verso l’altro.</p>
<p>La memoria di Valerio continui a ispirare gentilezza, ogni giorno.</p>
</div>
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		<title>A Cardito il teatro intitolato a Peppe Vessicchio</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 17:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[SPETTACOLO]]></category>

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		<description><![CDATA[Un investimento di 4 milioni di euro della Città Metropolitana di Napoli per la cultura e il riscatto sociale del ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Un investimento di 4 milioni di euro della Città Metropolitana di Napoli per la cultura e il riscatto sociale del territorio. È la prima opera sul territorio nazionale intitolata al celebre direttore d’orchestra. La figlia Alessia: “Papà è stato fiero e si è sempre sentito privilegiato per essere nato a Napoli, a Pianura. Ed è per questo che è un onore, oltre che una gioia per me e per la mia famiglia, vedere intitolato a lui il teatro comunale di Cardito. Inclusione e aggregazione sono valori importanti che mio padre ha sempre sostenuto”.</em></p></blockquote>
<p>Un seme di cultura, di legalità, di bellezza, celebrando il teatro, la musica e una delle sue figure artistiche più rappresentative: questo pomeriggio è stato inaugurato ufficialmente e intitolato al Maestro e direttore d&#8217;orchestra <strong>&#8220;Peppe&#8221; Vessicchio</strong> il nuovo Teatro Comunale di Cardito, realizzato dal Comune grazie a un finanziamento di 4 milioni di euro della Città Metropolitana di Napoli.</p>
<p>Si tratta della prima opera sul territorio nazionale intitolata al celebre direttore d’orchestra.</p>
<p>“La struttura all&#8217;avanguardia, dotata di spazio teatrale e cinematografico, servizi tecnologici, aree verdi, colonnine elettriche per auto e giochi per disabili, sorge nella zona SLAI e rappresenta un traguardo storico per la città e per l&#8217;intera area metropolitana napoletana”, ha affermato il Sindaco di Cardito, <strong>Giuseppe Cirillo</strong>, che è anche Vicesindaco della Città Metropolitana.</p>
<p>L&#8217;evento ha visto la partecipazione del Sindaco metropolitano, <strong>Gaetano Manfredi</strong>, del Vicepresidente della Regione Campania, <strong>Mario Casillo</strong>, del Viceprefetto di Napoli <strong>Luigia Sorrentino</strong>, e di <strong>Alessia Vessicchio</strong>, figlia del compianto Maestro, cui i sindaci Cirillo e Manfredi hanno consegnato simbolicamente le chiavi della città, a testimonianza del legame profondo tra la famiglia Vessicchio e la comunità carditese.</p>
<p>&#8220;L&#8217;inaugurazione del Teatro e la sua intitolazione al Maestro Peppe Vessicchio – ha affermato il Sindaco Manfredi &#8211; rappresenta un momento di grande significato per l&#8217;intera area metropolitana napoletana: un investimento di 4 milioni di euro per un&#8217;infrastruttura culturale che è anche ma un atto di fiducia nelle comunità e nei territori che hanno più bisogno di opportunità. Un presidio di cultura, bellezza e legalità in un&#8217;area che merita attenzione e sostegno concreto, per onorare la memoria del Maestro Vessicchio, un artista che ha portato la musica italiana nel mondo, senza mai dimenticare le proprie radici napoletane: l&#8217;eccellenza che nasce dalla cultura e dall&#8217;impegno, un esempio per le nuove generazioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;La scelta di investire in una struttura teatrale in un territorio come Cardito &#8211; ha spiegato Cirillo &#8211; stretto tra il Rione Salicelle di Afragola da un lato e il Parco Verde di Caivano dall&#8217;altro, aree di grande disagio sociale ma anche di grande voglia di riscatto, che registrano la quasi totale mancanza di strutture per lo sviluppo culturale delle comunità, è stata molto coraggiosa da parte della Città Metropolitana e del Comune. Realizzare questo teatro è stato come piantare un seme di cultura, di legalità, di bellezza. La memoria del Maestro Vessicchio, simbolo per competenza, passione e straordinaria umanità, costituirà per sempre un esempio, soprattutto per i giovani. Ringrazio di vero cuore la figlia Alessia e tutta la famiglia Vessicchio per aver accolto con entusiasmo la nostra proposta di perpetuare il ricordo di un artista di straordinario valore professionale e umano, che ha saputo unire le generazioni e lasciare un segno indelebile nel nostro patrimonio culturale&#8221;.</p>
<p><strong>Peppe Vessicchio e Napoli, la figlia Alessia: “Fiero di essere nato qui”</strong></p>
<p>Il Maestro, famosissimo direttore d&#8217;orchestra (l’annuncio “Dirige il Maestro Peppe Vessicchio” è entrato nella storia del Festival di Sanremo e delle vite di noi tutti), autore e arrangiatore, nato a Napoli e scomparso a Roma l&#8217;8 novembre scorso, avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 17 marzo. Cresciuto in un ambiente familiare fortemente legato alla tradizione musicale napoletana, dove strumenti come mandolino, chitarra e fisarmonica erano di uso comune, Vessicchio sviluppò fin da giovane una naturale inclinazione per la musica e la cultura.</p>
<p>&#8220;La cultura è l&#8217;unica vera grande opportunità nella vita. Dovrebbe essere per tutti ma troppo spesso non lo è&#8221;, ha dichiarato <strong>Alessia Vessicchio</strong>. &#8220;Questo teatro sarà cultura e opportunità in un territorio dove sicuramente c&#8217;è molto bisogno di luoghi dove creare delle alternative per i giovani, e non solo. Un territorio cui mio padre è stato sempre profondamente legato e cui è stato sempre fedele. Nelle nostre vene scorre sangue di colore azzurro”.</p>
<p>“Peppe Vessicchio – ha proseguito la figlia Alessia &#8211; non ha mai rinnegato le sue origini, è sempre stato fiero e si è sempre sentito privilegiato per essere nato a Napoli, a Pianura. Ed è per questo che è un onore, oltre che una gioia per me e per la mia famiglia, vedere intitolato a lui il teatro comunale di Cardito. Inclusione e aggregazione sono valori importanti che mio padre ha sempre sostenuto, lui che è stato un ragazzo del popolo, lui che grazie alla cultura, alla musica, ha avuto la sua opportunità ed è diventato il grande Maestro che tutti abbiamo amato. Il mio grazie al sindaco di Cardito Peppe Cirillo e a tutti quelli che con lui hanno dato vita al teatro comunale Giuseppe Vessicchio&#8221;.</p>
<p>Ad Alessia il Sindaco Manfredi ha consegnato una targa speciale che la città di Napoli dona ai suoi figli illustri. La cerimonia ha visto l’esibizione, inoltre, della Corale del <strong>Teatro San Carlo di Napoli &#8211;</strong> che ha voluto tributare un particolare omaggio ad Alessia Vessicchio, esibendosi anche ne Il Sogno, brano scritto dal papà per Andrea Bocelli &#8211; seguita dallo spettacolo &#8220;Napoli, Amore e Bellezza&#8221; dei The Seven Neapolitan Tenors, un viaggio emozionante attraverso otto secoli di canzone napoletana.</p>
<p>Presenti all&#8217;evento il Consigliere metropolitano Salvatore Flocco, consiglieri regionali, l&#8217;eurodeputato Lello Topo e amministratori del territorio.</p>
<p><strong>Il Teatro</strong></p>
<p>Il Teatro Comunale, sito in Via Biagio Castiello, nei pressi del campo sportivo Papa, ha una capienza di circa 200 posti ed è dotato di uno spazio Cinema-Teatro con palcoscenico, schermo e attrezzature per spettacoli cinematografici, teatrali e musicali, tre camerini artisti e locali direzione-deposito-amministrazione, servizi igienici per artisti e pubblico, cabina di proiezione, ascensore di collegamento tra piano terra e primo piano, bar con spazio esterno, biglietteria e deposito guardaroba, area parcheggio, aree esterne, giostrine e impianti fotovoltaici.</p>
<p>Il piano dell’amministrazione comunale è di renderlo disponibile per spettacoli, cicli e rassegne teatrali, proiezioni cinematografiche, rassegne dedicate alle scuole, cineforum, convegni, presentazioni ed eventi anche all&#8217;esterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Terremoti, la mostra con i rilevatori sismici</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 16:59:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 23 novembre prossimo, esattamente a 45 anni dal terremoto che sconvolse l’Irpinia e la Campania, apre, ad Avellino, la ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Il 23 novembre prossimo, esattamente a 45 anni dal terremoto che sconvolse l’Irpinia e la Campania, apre, ad Avellino, la mostra itinerante “Terremoti d’Italia”, con i suoi due spettacolari simulatori sismici. Sarà possibile visitarla con ingresso gratuito fino al 14 dicembre. La mostra, realizzata dal Dipartimento della Protezione Civile con il contributo della Regione Campania e il patrocinio del Comune di Avellino, è un viaggio interattivo alla scoperta del rischio sismico: un percorso tra memoria, conoscenza e partecipazione per costruire insieme un futuro più sicuro. Un’occasione per coltivare la memoria e rafforzare la cultura della prevenzione, riscoprendo la forza della conoscenza come primo strumento di sicurezza.</div>
<div></div>
<div>Nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa si svilupperanno dibattiti, tavole rotonde e approfondimenti per rispondere anche a domande chiave: &#8220;Come nascono i terremoti?&#8221;, &#8220;Come si misurava in passato la loro forza e come si misura oggi?&#8221;, &#8220;Quali sono stati i più devastanti della storia italiana?&#8221;, &#8220;Cosa accade agli edifici, agli oggetti e alle persone durante una scossa?&#8221;, &#8220;Quali tecnologie abbiamo per rendere più sicure le nostre case?&#8221;.</div>
<div>A queste e a molte altre domande risponde la mostra attraverso documenti, fotografie, strumenti e filmati che aiutano a capire cos’è un terremoto e cosa si può fare per ridurne gli effetti.</div>
<div>E non solo: anche ad Avellino il percorso espositivo ospiterà due simulatori sismici di grande impatto educativo: la “Città sismica” permetterà di osservare in tempo reale come reagiscono le strutture in cemento armato alle sollecitazioni di un terremoto, mentre la &#8220;Stanza sismica&#8221; offrirà un&#8217;esperienza immersiva ancora più coinvolgente. Qui, guidati dai volontari specializzati di Lares Italia, i visitatori potranno vivere in sicurezza l’esperienza del terremoto, osservandone direttamente e da vicino gli effetti in diverse condizioni (al piano terra, al quarto piano di un edificio in cemento armato antisismico e al quarto piano di un edificio in cemento armato isolato alla base).</div>
<div>Un modo per comprendere quanto sia importante vivere in abitazioni realizzate secondo le norme antisismiche.</div>
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		<title>La casa di Roberto Murolo diventa museo</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 16:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Dopo quasi ventidue anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 marzo 2003,  la storica casa di Roberto Murolo, situata in via ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Dopo quasi ventidue anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 marzo 2003,  la storica casa di Roberto Murolo, situata in via Cimarosa, 25, al Vomero,  finalmente diventa il museo Mu, dedicato alla vita e all’opera del celebre cantautore napoletano ma anche a quella del papà Ernesto, poeta, drammaturgo e giornalista. L’inaugurazione di questo museo rappresenta un importante passo avanti nella valorizzazione della cultura napoletana e un tributo a uno degli artisti più amati della musica italiana “. Ad esprimere soddisfazione per l’evento è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero che da anni, segnatamente in occasione degli anniversari della nascita e della morte del grande e indiscusso protagonista della musica classica napoletana, ha segnalato la necessità di riaprire al pubblico la casa del maestro Murolo, rimasta chiusa da dopo la sua morte, ricca di cimeli e di ricordi, anche in risposta alle numerose sollecitazioni dei tanti estimatori.</p>
<p>“Roberto Murolo – sottolinea Capodanno -, noto per la sua voce inconfondibile e il suo repertorio che spazia dalla canzone classica napoletana al jazz, ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama musicale. La sua casa, ora museo, conserva oggetti personali sia suoi che del papà, fotografie e memorabilia che raccontano la sua carriera e la sua vita, permettendo ai visitatori di immergersi nel mondo di un artista che ha saputo emozionare generazioni “.</p>
<p>” Il Museo Mu – puntualizza Capodanno –  non dovrà essere solo un luogo di esposizione, ma anche uno spazio culturale vivo, dove si dovranno tenersi eventi, concerti e incontri dedicati alla musica e all’arte, contribuendo così  a mantenere viva la memoria di Murolo e a promuovere nuovi talenti. L’apertura del museo rappresenta un’opportunità per tutti gli appassionati di scoprire e apprezzare la ricchezza della tradizione musicale napoletana “.</p>
<p>“Con questa iniziativa – conclude Capodanno -, finalmente, dopo tanti, troppi anni dalla sua scomparsa, Napoli rende omaggio a Roberto Murolo, un simbolo della sua cultura e della sua storia, assicurando così che la sua eredità continui a vivere nel cuore della città e nella memoria dei suoi cittadini “.</p>
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		<title>Suor Orsola, la settimana della Memoria</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:49:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non una sola giornata ma un’intera settimana dedicata alla memoria. O meglio alle memorie: dall’Olocausto alle guerre attualmente in corso, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Non una sola giornata ma <strong>un’intera settimana dedicata alla memoria</strong>. O meglio alle memorie: <strong>dall’Olocausto alle guerre attualmente in corso, dalla violenza sulle donne al bullismo</strong>. L’iniziativa è dei Licei dell’Istituto Suor Orsola Benincasa ed è stata organizzata insieme con i tre Dipartimenti dell’Università Suor Orsola Benincasa che, lo scorso dicembre nella sua sede del complesso di Santa Caterina da Siena, ha installato <strong>una panchina rossa permanente </strong>dedicata alla memoria delle donne vittime di violenza ed in particolare delle studentesse vittime della strage del Politecnico di Montreal del 1989.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ieri l’abbrivio del programma didattico speciale della “Settimana della memoria” con una giornata di studio dedicata alle vittime dell’Olocausto. In ogni giornata di scuola dei Licei SOB fino a venerdì 31 gennaio ci sarà un focus di memoria sui cinque grandi temi che verranno uniti insieme nello spettacolo “Filo rosso. Memorie dalla violenza”, che andrà in scena proprio <strong>venerdì 31 gennaio alle ore 11 (con ingresso libero) nell’aula magna</strong> dell’Università Suor Orsola Benincasa, <strong>che proprio in questi giorni lancia il bando per la settima edizione del suo Master sulla Pedagogia del teatro</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Con questo spettacolo &#8211; spiega <strong>Michele Paragliola</strong>, coordinatore didattico dei Licei SOB e direttore artistico dell’iniziativa &#8211; <strong>parole, immagini e musica formeranno un’unica trama suggestiva unita in un indelebile racconto</strong>. Dall’Olocausto alla guerra tra Russia e Ucraina, dal Covid al “caso Giulia Cecchettin”, fino alla vicenda del “ragazzo con i pantaloni rosa”, sarà invocata un’indimenticata Mnemosine, ispiratrice di fatti memorabili, che nella mimesi dei nostri studenti, anche se per un epos a rovescio, ritroverà il suo canto. <strong>Un canto di reminiscenza, di resistenza e soprattutto di speranza”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Innovazione e tradizione didattica e culturale animeranno in questi cinque giorni le aule dei Licei SOB</strong> e le trame dello spettacolo finale. Dalle poesie di <strong>Salvatore Quasimodo</strong> ai versi del moderno “Tango” di<strong> Tananai</strong>, <strong>da “La vita è bella” di Roberto Benigni</strong> agli ormai celebri abbracci musicati da <strong>Andrea Sannino</strong><strong>ci saranno gli spunti di numerose arti performative (dal cinema alla poesia, dalla letteratura alla musica) nello spettacolo di venerdì.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">“L’idea che ci ha ‘animato’ &#8211; evidenzia <strong>Lucio d’Alessandro</strong>, dirigente scolastico dell’Istituto Suor Orsola Benincasa e Rettore dell’Ateneo &#8211; è quella che bisogna insegnare ai nostri giovani a non dimenticare la violenza, in ogni sua forma, perché la memoria del passato è la migliore lezione del comportamento necessario per il futuro. <strong>E non è un caso che caratterizzandosi per progetti didattici così innovativi e multidisciplinari i nostri Licei, sia quello artistico che quello linguistico, anche quest’anno abbiano raggiunto i primi posti nella prestigiosa classifica Eduscopio delle scuole superiori napoletane”. </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La “settimana della memoria” del Suor Orsola si concluderà ‘in trasferta’ <strong>domenica 2 febbraio alle ore 17</strong> presso il Palazzo della Prefettura di <strong>Genova</strong> con la presentazione del volume <strong>“La società fra memoria e speranza. Hatikvah. Per un Umanesimo possibile” </strong>scritto da <strong>Clelia Castellano</strong>, coordinatore didattico della Scuola primaria e dell’infanzia dell’Istituto Suor Orsola Benincasa, <strong>con la prefazione del Rettore Lucio d’Alessandro.</strong></p>
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		<title>Lucrino, torna la statua di Nino Taranto</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 08:58:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<br />
Dopo anni di attesa e un meticoloso lavoro di restauro, il prossimo 24 gennaio 2025, alle ore 15.00, Lucrino ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">Dopo anni di attesa e un meticoloso lavoro di restauro, il prossimo 24 gennaio 2025, alle ore 15.00, Lucrino renderà nuovamente omaggio a Nino Taranto con la ricollocazione della sua statua nei giardini che portano il suo nome. Un momento di grande rilevanza culturale e affettiva, che segna il ritorno di un’opera simbolo, capace di racchiudere in sé tutto lo spirito e il talento di uno dei più grandi attori napoletani del Novecento.</span></p>
</blockquote>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">Realizzata con la maestria degli artigiani di Vietri, la statua raffigura Taranto nell’atto di suonare la sua amata “caccavella”, strumento iconico della musica popolare che l’attore trasformò in un vero e proprio emblema della comicità e della tradizione partenopea. Dopo la scomparsa dell’artista nel 1986, l’opera fu donata dalla famiglia Taranto al Comune di Pozzuoli nel 2017, con l’intento di rinsaldare il legame indissolubile tra l’attore e il territorio flegreo. Taranto, infatti, trascorreva le sue estati nella storica villa “La Caccavella” di via Tripergola, un rifugio di pace dove il genio artistico dell’attore si intrecciava con la magia del paesaggio puteolano.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">Purtroppo, il tempo e il vandalismo avevano offuscato la bellezza della scultura, rendendo necessario un lungo e complesso intervento di restauro. Oggi, finalmente, l’opera torna a splendere nei giardini di Lucrino, situati accanto alla Piscina Comunale e proprio di fronte alla residenza estiva dell’attore. Un luogo che diventa così non solo memoria tangibile di un grande artista, ma anche punto di riferimento per tutti coloro che riconoscono in Nino Taranto un patrimonio vivente della cultura partenopea.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">La cerimonia del 24 gennaio nella villetta di via Miliscola intestata proprio a Nino Taranto, vedrà la partecipazione delle istituzioni locali, con il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, in prima linea, accanto ai rappresentanti della Fondazione Nino Taranto, ai familiari dell’attore e a numerosi amici e ammiratori. Sarà un’occasione per ricordare non solo il talento inesauribile di Taranto nel teatro, nel cinema e nella canzone, ma anche la sua straordinaria capacità di incarnare e trasmettere la gioia e l’identità di Napoli.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">Lucrino si prepara dunque ad accogliere un evento che va oltre la semplice ricollocazione di una statua: sarà un tributo sentito e appassionato a un uomo che, con la sua arte, ha saputo rendere eterno il sorriso partenopeo.</span></p>
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		<title>Manfredi, Pino Daniele cantore della Napoli di oggi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 08:19:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Un grande cantore della Napoli di oggi, capace di suscitare grandi emozioni, di portare all’attenzione di tutti i pregi e ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Un grande cantore della Napoli di oggi, capace di suscitare grandi emozioni, di portare all’attenzione di tutti i pregi e le sofferenze della nostra città: la sua poesia è ancora attuale. Così Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, ricorda a dieci anni dalla scomparsa Pino Daniele, al quale è dedicato un video pubblicato sul sito Anci per la rubrica ‘Accadde in Città’. “Ho incontrato il figlio pochi mesi fa – aggiunge Manfredi – e abbiamo messo insieme un programma e un progetto importante in suo ricordo. Pino è nei cuori di Napoli e nei cuori degli italiani, e noi faremo di tutto per ricordarlo e per conservare forte il suo messaggio e la sua musica”.<br />
Nel video anche le testimonianze di alcuni musicisti che hanno condiviso da vicino l’esperienza artistica del cantautore napoletano: “Quando a fine anni ‘90 abbiamo rimesso insieme il supergruppo con Pino, James, Tullio e altri, suonando a piazza Plebiscito, ci siamo messi nelle stesse posizioni di trent’anni prima, fa, è stato molto emozionante”, ricorda Tony Esposito.<br />
“Tu sei sempre presente, in ogni momento, fai parte della mia vita quotidiana. Una meraviglia Pino, suonare insieme, una chitarra, la voce e la batteria, facevamo battere i piedi e i cuori di migliaia di fans”, sottolinea Tullio De Piscopo. Che rievoca un episodio accaduto al Festival Jazz di Montreux nel luglio 1983: “C’erano tutti i più grandi jazzisti e musicisti del mondo; ad un certo punto entra il grande George Benson; ti stringevo forte il braccio dicendoti “Maronna d’o Carmine Pino”. E tu, per darmi carica e coraggio, hai risposto: Se po’ fa, si può fare”.<br />
Fortissimo e ancora vivo il legame fraterno con James Senese: “Con Pino è stato un incontro non solamente musicale ma un incontro di sentimento, si sono incontrate due anime speciali”, ricorda commosso il sassofonista del gruppo Napoli Centrale, che ha affiancato Daniele anche dopo quell’esperienza. “Io e Pino eravamo tutt’uno, con lui ho vissuto una parte della mia vita molto di sentimento, un grande abbraccione a mio fratello”, il suo saluto finale.</p>
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		<title>Le strade di Pino,10 anni senza ’e te</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Dec 2024 11:14:36 +0000</pubDate>
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In occasione del decennale della scomparsa di Pino Daniele (4 gennaio 2015), il Comune di Napoli ricorda il cantautore con due giornate di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">In occasione del decennale della scomparsa di <strong>Pino Daniele</strong> (4 gennaio 2015), il <strong>Comune di Napoli</strong> ricorda il cantautore con due giornate di attività, concepite per celebrarne l’eredità musicale e l’indissolubile legame con la città. Un tour nei vicoli, nelle strade e nelle piazze che hanno visto il giovane Pino muovere i suoi primi passi nella musica. Occasioni inedite per ricordare il grande artista, riviverne i luoghi della giovinezza, scoprire aneddoti e racconti; perché, proprio come cantava Pino nel suo album di esordio, “Terra Mia”, <em>Napule è ‘na camminata, int’e viche mmiez’all’ate</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"> “Pino Daniele è stato per Napoli un faro, un punto di riferimento per diverse generazioni, un innovatore capace di contaminare i generi e i linguaggi: la sua arte è eterna. A distanza di dieci anni dalla scomparsa, era doveroso per noi rendergli omaggio: dopo il concerto del Capodanno il 31 in suo onore, napoletani e turisti potranno ascoltare le sue canzoni &#8211; che già riecheggiano ogni giorno nei vicoli del centro come una colonna sonora permanente della città &#8211; nelle strade della sua infanzia e adolescenza. Pino sarà sempre tra noi”, afferma il Sindaco di Napoli <strong>Gaetano Manfredi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"> “Il decennale della scomparsa di Pino Daniele è un&#8217;occasione fondamentale per celebrare non solo il talento di uno dei più grandi artisti italiani, ma anche l&#8217;intenso legame che ha sempre avuto con Napoli. Le iniziative proposte dal Comune, tra cui il tour nei luoghi simbolici della sua giovinezza realizzato grazie alla collaborazione attivata con il FAI, rappresentano un tributo autentico alla sua eredità musicale, che ha saputo raccontare la città più profonda, la più autentica. In questi dieci anni senza di lui, Pino Daniele è rimasto una presenza viva nel cuore della città, non solo per la sua musica, ma anche per la sua capacità di raccontare, con poesia e passione, le storie che fanno parte dell&#8217;anima di Napoli. Questi momenti di commemorazione non sono, perciò, solo un&#8217;occasione per rivivere il passato, ma anche per riflettere su quanto la sua musica abbia contribuito a definire l&#8217;identità culturale di Napoli nel panorama musicale internazionale. La città stessa, come il giovane Pino cantava, è una ‘camminata’ che attraversa vicoli e piazze e lo stesso cammino può oggi essere percorso in suo onore, unendo il passato al presente in un&#8217;incredibile sintesi tra memoria e prospettiva” dichiara il coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli <strong>Sergio Locoratolo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Dieci anni fa ci lasciava Pino Daniele, un figlio di Napoli che ha contribuito a tenere alto il nome della nostra città in Italia e all&#8217;estero. L&#8217;Amministrazione Manfredi intende celebrare con impegno e profondità il doppio anniversario che ricorrerà nel 2025: non solo il decennale della scomparsa, ma anche i settant’anni della nascita di un uomo di straordinario talento. Poeta, visionario, artista a tutto tondo, sempre pronto a cercare nuove interpretazioni sonore della realtà, a confrontarsi con i diversi linguaggi musicali nazionali e internazionali, incarnando pienamente quei valori che poi, in tempi più recenti, sono diventati centrali nel progetto del Comune ‘Napoli Città della Musica’. Con la sua arte e la sua quotidiana genialità, Pino Daniele ci ha sempre ricordato che essere napoletani è meraviglioso”, aggiunge il delegato del sindaco di Napoli per l’industria musicale e l’audiovisivo, <strong>Ferdinando Tozzi</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sabato 4 gennaio</strong>, dalle ore 10.00 alle 22.00, un’esperienza immersiva rivolta a tutti i cittadini e i turisti: nelle strade che il cantautore e chitarrista ha percorso in gioventù risuonerà una selezione di brani noti e meno noti del suo repertorio. Da Piazza Santa Maria La Nova, a pochi passi dalla sua casa natìa, prenderà idealmente il via un percorso musicale che attraverserà vicoli e strade del centro antico per arrivare fino all’Istituto Elena di Savoia Diaz, dove l’artista si diplomò. Alla voce di Pino – diffusa attraverso punti d’ascolto realizzati grazie alla collaborazione attiva delle Municipalità coinvolte, dei commercianti e di altre realtà del territorio – si affiancheranno omaggi, interpretazioni e performance musicali acustiche, solo chitarra e voce, proposte da tre artisti di strada: Morena Chiara, Cecilia Ricci e Lampa Faly.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Domenica 5 gennaio </strong>sarà la volta di “Napul è…I luoghi di Pino Daniele”, itinerario proposto dalla <strong>Delegazione FAI di Napoli</strong>, grazie all’accordo stipulato con il Comune di Napoli. Il percorso, a cui sarà possibile partecipare gratuitamente previa prenotazione obbligatoria al link <a href="https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1735470614286000&amp;usg=AOvVaw2dPe_98BQp1ZN3qVL_r8VP"><em>https://faiprenotazioni.fondoambiente.it</em></a> (apertura prenotazioni lunedì 30 dicembre 2024), sarà condotto da Carmine Aymone e Michelangelo Iossa, autori dell’omonimo libro (2015, Rogiosi Editore). Racconti, aneddoti e incontri esclusivi accompagneranno i partecipanti tra i monumenti, nelle piazze, nelle strade e nei vicoli dove è nata e cresciuta l’arte del ‘mascalzone latino’. Un viaggio alla scoperta della Napoli dai <em>mille culure</em>, con partenza alle ore 10.00 da Piazza Bellini e alle ore 12.00 da Piazza Santa Maria La Nova, per ritrovare – tra i vicoli di “Furtunato”, l’incanto di “Jesce Juorno” e il risveglio con il profumo di “‘na tazzulella ‘e cafè” – la genesi delle prime canzoni e l’indissolubile legame di Pino con la sua città.</p>
<p style="font-weight: 400;"> Ancora <strong>domenica 5 gennaio</strong>, alle <strong>ore 19.30</strong>, la Chiesa Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa (via Marco Aurelio 81) ospiterà il <strong><em>Concerto gospel in onore di Pino Daniele</em></strong>, che vedrà sul palco The Blue Gospel Singers Choir. Uno show dinamico, dalla durata di 60 minuti circa, che abbraccia generi differenti e include una selezione di brani di Pino Daniele riarrangiati proprio in chiave Gospel.</p>
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		<title>Bacoli, inaugurato il belvedere Maurizio Valenzi</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 09:23:18 +0000</pubDate>
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di Gennaro Savio<br />
<br />
A Bacoli, con una cerimonia molto sentita e partecipata, in occasione dei 115 anni dalla ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="font-weight: 400;">di Gennaro Savio</p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">A Bacoli, con una cerimonia molto sentita e partecipata, in occasione dei 115 anni dalla nascita il belvedere di Via Castello è stato intitolato all’ex Sindaco di Napoli Maurizio Valenzi il quale, durante il proprio mandato, favorì la chiusura dell’orfanotrofio militare ubicato presso il Castello Aragonese di Baia che ospitava i figli dei caduti della Grande Guerra. Un luogo di orrori e sofferenze patiti dai figli dei morti in guerra e di ragazze e ragazzi non riconosciuti dai genitori. Condizioni di vita disumane che denunciarono gli stessi bambini, con una lettera inviata al Sindaco Valenzi che dinanzi al loro drammatico grido di dolore, si attivò immediatamente con l’Assessora Emma Maida per chiudere l’orfanotrofio convenzionato col Comune di Napoli, come ha ricordato il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione che sui social ha così commentato l’evento: “Belvedere Maurizio Valenzi! Bacoli rende onore al Sindaco di Napoli che salvò i bambini dalle crudeltà vissute nell’Orfanotrofio Militare del Castello di Baia. A lui, questa mattina, abbiamo intitolato il belvedere alle pendici del Castello Aragonese. Uno degli angoli più panoramici di Bacoli. Affacciato sul Vesuvio, sul mare, sulle isole, sul golfo dei Campi Flegrei. Perché fu proprio grazie all’azione della sua Giunta che, nel 1976, si mise la parola fine all’Orfanotrofio di Bacoli. Un luogo di orrori e sofferenze ai danni di figli dei morti in guerra e di ragazze e ragazzi non riconosciuti dai genitori. Dolore, su dolore. Era aperto dagli anni ‘30. Ed ha accolto centinaia e centinaia di piccoli, molti dei quali trattati in modo disumano. A denunciarlo furono gli stessi bambini, con una lettera inviata al Sindaco Maurizio Valenzi. Era il 14 novembre 1976. Valenzi era sindaco da un anno. Ma subito chiese all’assessore Emma Maida di seguire la vicenda. Il giorno dopo ci fu il sopralluogo improvviso al Castello di Baia. E fu interrotto il tormento dei piccoli. Liberandoli tutti. Da quella liberazione ebbe inizio un processo di riscatto culturale capace di trasformare il Castello nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Tra i più importanti d’Italia. Oltre 50 sale di pura meraviglia. Il motore turistico della nostra città. E tanto altro ancora. Ma se l’incanto di oggi è stato possibile, è stato soprattutto grazie al coraggio di chi ascoltò le grida di quei bimbi.”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla cerimonia di intitolazione oltre all’ex Presidente della regione Campania Antonio Bassolino, era presente anche Lucia Valenzi, figlia dell’ex sindaco di Napoli che si è detta colpita dalla sensibilità e dall’umanità con cui l’amministrazione comunale di Bacoli dopo tanti anni ricorda e commemora la chiusura di quell’orfanotrofio. Al termine della cerimonia di intitolazione del belvedere, presso il Palazzo dell’Ostrichina del Parco Borbonico del Fusaro si è tenuto il convegno dedicato al patrimonio dei Campi Flegrei “Terra tra mito e fuoco” con il coinvolgimento di diversi docenti ed esperti circa i beni materiali ed immateriali dell’eredità culturale ricevuta dal passato, di cui va evidenziato il valore sociale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA DAI BAMBINI DELL’ORFANOTROFIO MILITARE DI BACOLI AL SINDACO DI NAPOLI MAURIZIO VALENZI</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Castello di Baia 14 novembre 1976</p>
<p style="font-weight: 400;">carissimo Signor egregio le scriviamo questa lettera, per farvi sapere che noi ragazzi dell’Orfanotrofio Militare del Castello di Baia ci lamentiamo dell’istitutore ………. Questo Istitutore, usa dei metodi brutali. Picchia i ragazzi e lascia segni nella schiena. Per ragazzi che hanno i Reni sofferenti e si fanno addosso questo istitutore li mette in ginocchio per una settimana. Alcune regole non le rispetta, il Direttore ……. non vuole che picchia i ragazzi, ma lui altrettanto. Vuole che non dobbiamo andare a comprare la roba di sfizio solo perché lui l’Istitutore sta bisticciato con il guardamachina. Ad esempio in squadra qualcuno esce dalla fila lui ci fa fare mezzora di piantone, in ginocchio e dobbiamo stare zitti come le mummie. Lui per toglierci dai piedi dopo la cena alla sera ci fa fare un’oretta di ricreazione e verso le sette e mezzo, le otto tutti a letto, e se non facciamo presto ci picchia. Noi delle medie non abbiamo mai incontrato un ‘istitutore così severo. Abbiamo un campetto a disposizione, ma lui ci porta sempre sul Vittorio Veneto che è una grattugia, perché se cadiamo a terra ci strofiniamo la carne. Apparte l’istitutore, nelle nostre cameratini ci sono molti topi, che invadono le cameratini. La cena non è tanta buona abbiamo sempre il brodino tutta la settimana. E un mese che non facciamo la doccia. Quando un ragazzo chiede un po’ di condimento in più l’inserviente strilla e avvolte butta le mani.</p>
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