<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Restauro</title>
	<atom:link href="https://www.scrivonapoli.it/category/restauro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.scrivonapoli.it</link>
	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 10:16:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=4.2.3</generator>
	<item>
		<title>Cimitile, al via restauro del complesso basilicale</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/cimitile-al-restauro-del-complesso-delle-basiliche/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/cimitile-al-restauro-del-complesso-delle-basiliche/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 18:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=159391</guid>
		<description><![CDATA[<br />
Partono ufficialmente i lavori di restauro del Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile, uno dei luoghi simbolo della storia religiosa, artistica ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h2 class="wp-block-heading">Partono ufficialmente i lavori di restauro del <strong>Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile</strong>, uno dei luoghi simbolo della storia religiosa, artistica e culturale del Mezzogiorno.</h2>
</blockquote>
<p>L’avvio del cantiere segna un passaggio decisivo nel percorso di tutela e valorizzazione promosso dalla <strong>Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli</strong>, volto a garantire la conservazione a lungo termine di un complesso unico per stratificazione storica, integrità e valore spirituale.</p>
<p>Alla cerimonia di avvio dei lavori sono intervenuti la Soprintendente <strong>Paola Ricciardi</strong>, il Vescovo della Diocesi di Nola, S.E. <strong>Francesco Marino</strong>, il Sindaco di Cimitile, <strong>Filomena Balletta</strong>, il parroco, don <strong>Giovanni De Riggi</strong>, la funzionaria restauratrice e RUP, <strong>Palma Maria Recchia</strong>, la funzionaria architetta e Direttrice dei Lavori, <strong>Filomena Russo Del Prete</strong>, insieme ai rappresentanti dell’impresa esecutrice <strong>AR Arte e Restauro srl</strong>.</p>
<p><strong>Un patrimonio millenario da custodire</strong></p>
<p>Il complesso di Cimitile, sviluppatosi tra IV e VI secolo d.C. attorno alla tomba di San Felice, rappresenta uno dei più straordinari esempi di architettura paleocristiana del Mediterraneo. Set­te edifici di culto, mosaici, affreschi, sepolture, stratificazioni medievali e barocche raccontano, senza interruzioni, oltre sedici secoli di fede, arte e comunità. Un luogo che ha conosciuto il suo massimo splendore grazie all’opera di Paolino di Nola e che, proprio per la sua lunga storia, presenta oggi delicate criticità conservative legate all’umidità, alle infiltrazioni e al degrado degli apparati decorativi.</p>
<p><strong>Gli interventi previsti</strong></p>
<p>Il progetto, frutto di un’approfondita analisi interdisciplinare, interessa in particolare la Basilica di San Felice, la Basilica di San Giovanni e l’area della Basilica Nova, e prevede:</p>
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Restauro degli apparati decorativi e murari</strong>Interventi su mosaici, affreschi, stucchi, opus sectile, superfici lapidee e intonaci dipinti, finalizzati alla stabilità, alla leggibilità e alla conservazione nel tempo.</li>
<li><strong>Consolidamento delle coperture e regimentazione delle acque</strong>Realizzazione di sistemi di protezione sommitale con materiali compatibili e miglioramento dello smaltimento delle acque meteoriche, anche mediante l’uso di rame.</li>
<li><strong>Miglioramento della fruizione e dell’accessibilità</strong>Nuove rampe, passerelle e pavimentazioni in cocciopesto per il superamento delle barriere architettoniche e per una lettura più chiara degli spazi e delle sepolture.</li>
<li><strong>Interventi impiantistici</strong>Nuovi impianti di illuminazione, valorizzazione scenografica degli ambienti più significativi e sistema di videosorveglianza.</li>
</ul>
<p>L’obiettivo è duplice: proteggere il patrimonio e, allo stesso tempo, restituirlo in modo sempre più consapevole e inclusivo alla comunità e ai visitatori.</p>
<p><strong>Un cantiere aperto, un luogo che continua a vivere</strong></p>
<p>I lavori saranno condotti garantendo la continuità della fruizione del sito, compatibilmente con le esigenze di sicurezza. È inoltre prevista l’organizzazione di visite guidate in corso d’opera, per permettere al pubblico di conoscere da vicino il lavoro dei restauratori e le fasi dell’intervento.</p>
<p>«<em>Le basiliche di Cimitile rappresentano un sito di straordinaria importanza, per la fede e per il loro valore artistico e culturale. Sono un luogo a cui teniamo profondamente – </em>dichiara la Soprintendente Paola Ricciardi<em> – e che abbiamo già voluto valorizzare nei mesi autunnali con le </em><em>aperture straordinarie</em><em> promosse dal Ministero della Cultura. Crediamo molto nei cantieri come occasioni di conoscenza: per questo intendiamo aprirli al pubblico, compatibilmente con la sicurezza, perché vedere i restauratori al lavoro è sempre un’esperienza unica. Il complesso di Cimitile è un luogo speciale nel panorama campano e nazionale. </em><em>Siamo fortemente motivati e continueremo a investire energie, competenze e passione per la sua tutela</em>».</p>
<p>Con questo intervento, la Soprintendenza rinnova il proprio impegno nella tutela del patrimonio culturale come bene vivo, memoria condivisa e risorsa per il futuro: un patrimonio che si conserva aprendolo, raccontandolo, accompagnandolo nel tempo.</p>
<p>Un cantiere che non è solo un luogo di lavoro, ma un laboratorio di bellezza, responsabilità e speranza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/cimitile-al-restauro-del-complesso-delle-basiliche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Capua, al via restauro della chiesa dell’Annunziata</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/capua-al-restauro-della-chiesa-dellannunziata/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/capua-al-restauro-della-chiesa-dellannunziata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 17:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=158198</guid>
		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di oggi 25 marzo 2025, la Parrocchia Maria Santissima Assunta in Cielo, comodataria del bene di proprietà comunale, ha ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di oggi 25 marzo 2025, la Parrocchia Maria Santissima Assunta in Cielo, comodataria del bene di proprietà comunale, ha consegnato alla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento la chiesa civica dell’Annunziata di Capua; contestualmente, alla presenza del suo dirigente e dei funzionari, la Sabap ha proceduto con la consegna dei lavori alla ditta incaricata di eseguire le opere di restauro e gli interventi strutturali. Presenti il Soprintendente arch. Mariano Nuzzo, il responsabile del procedimento e direttore dei lavori arch. Giuseppe Schiavone, il sindaco dott. Adolfo Villani e il parroco don Giovanni Branco.</p>
<p>Grazie ai fondi del Ministero della Cultura, dunque, la ditta Modugno avvierà interventi di restauro sul tamburo e sulla lanterna oltre a quelli portanti per la scala a chiocciola, danneggiati da un fulmine che ha colpito una porzione considerevole sia della cupola che del cornicione di coronamento. Ad effettuare la consegna dei lavori alla ditta esecutrice, oggi, è stato il Direttore dei Lavori arch. Giuseppe Schiavone.</p>
<p>Il maestoso complesso monumentale dell’Annunziata di Capua è considerato il più bello del tardo rinascimento napoletano fuori dal capoluogo partenopeo: presenta elementi della facciata che richiamano lo stile cinquecentesco napoletano. Ai lati del portale campeggiano due preziose statue, di San Rocco e Santa Lucia, alla cui sommità sono presenti dei timpani curvi tipici dell’architettura barocca. Lo spazio tra i capitelli è stato riempito con una gloria di teste di putti e la cupola, ad eccezione del tamburo, è opera di Ambrogio Atendolo, uno dei protagonisti della ricostruzione architettonica e urbanistica della città, su disegno di Domenico Fontana. L’interno si presenta a navata unica e l’elevata altezza degli spazi sono dovuti al precedente impianto angioino. Gli stucchi del Settecento campeggiano in ogni parte della chiesa, la cui stratificazione è testimoniata solo dalle parti rinascimentali, lasciate volutamente a vista dai restauratori che vi lavorarono dopo i danneggiamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ai lati della navata, oltre alle magnifiche cantorie del Seicento, sono presenti cinque cappelle per lato, all’interno delle quali sono presenti dipinti di alcuni esponenti del manierismo napoletano. Elemento di grande spicco è il soffitto ligneo cassettonato dorato, realizzato grazie al lascito del poeta latino Lucio Paganino di Capua, morto nel 1591 mentre il transetto, che non si estende oltre lo spazio destinato alle cappelle, ospita la zona del presbiterio, sormontata dalla cupola. L’altare in marmi policromi presenta un paliotto raffigurante l’Annunciazione, invece gli stalli rinascimentali, che si trovano nel coro, provengono dalla chiesa di S. Benedetto e risalgono al 1519.</p>
<p>Il Soprintendente Mariano Nuzzo ha dichiarato: “Preserviamo e custodiamo le bellezze e i tesori architettonici e artistici del nostro territorio, tutelando una delle più antiche chiese del centro storico di Capua, paragonabile a un piccolo “museo” viste le opere d’arte che custodisce. Nonostante i danni subiti, questa autentica bellezza tornerà presto al suo antico splendore, grazie al programmato lavoro di restauro, al termine del quale la restituiremo alla comunità. Così intendiamo “seppellire il fulmine”, quasi rievocando un particolare rituale di tradizione etrusca in uso presso i Romani, il fulgur conditum: dopo la caduta del lampo, venivano recuperati i materiali direttamente colpiti dalla saetta per poi essere seppelliti in un’area inaccessibile. Anche noi intendiamo porre rimedio ai danni del maltempo, salvaguardando e conservando la nostra straordinaria eredità storica”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/capua-al-restauro-della-chiesa-dellannunziata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Restyling lungomare, parte il cantiere</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/restyling-lungomare-parte-il-cantiere/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/restyling-lungomare-parte-il-cantiere/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 17:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=157666</guid>
		<description><![CDATA[(di Marco Martone) &#8211; A vedere le slide e le futuristiche foto del progetto c&#8217;è da stropicciarsi gli occhi. Il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">(<strong>di Marco Martone</strong>) &#8211; A vedere le slide e le futuristiche foto del progetto c&#8217;è da stropicciarsi gli occhi. Il lungomare di Napoli, già tra i più belli del mondo, è destinato a diventare un luogo quasi incantevole. Una lunga passeggiata sul mare, tra spazi verdi, pista ciclabile, aree pedonali e servizi per i turisti. Il sogno comincerà a prendere vita da lunedì con l&#8217;apertura del cantiere. </span>L’intervento ha come obiettivo il miglioramento della vivibilità e della percorribilità ciclo-pedonale del tratto  compreso tra piazza Vittoria ed i giardini di Molosiglio.</p>
<p><strong>Il progetto è finalizzato a :</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; valorizzare il contesto ambientale e paesaggistico nel rispetto della tutela urbanistica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; ripristinare la passeggiata a mare di via Partenope;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; recuperare aree da destinare alla viabilità pedonale, ciclabile ed a una mobilità lenta;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; riqualificare gli spazi pubblici delle strade con la realizzazione di pavimentazione, impianti di illuminazione e servizi adatti al valore storico e paesaggistico del lungomare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Previsto anche l&#8217;allargamento dei marciapiedi lato ristoranti e hotel. Un anno circa per l&#8217;esecuzione dei lavori, qualche disagio e una lunga attesa, poi il sogno sarà realtà.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/restyling-lungomare-parte-il-cantiere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Palazzo Reale “Cento anni di Rotary per Napoli”</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/palazzo-reale-cento-anni-di-rotary-napoli/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/palazzo-reale-cento-anni-di-rotary-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 09:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=157601</guid>
		<description><![CDATA[Il Palazzo Reale, in occasione del Centenario del Rotary Club Napoli, ospita nell’Androne delle Carrozze una mostra celebrativa, dal 28 gennaio ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il Palazzo Reale, in occasione del Centenario del Rotary Club Napoli, ospita nell’Androne delle Carrozze una mostra celebrativa, dal 28 gennaio al 15 giugno 2025. <strong>“Cento anni di Rotary per Napoli”</strong> è l’esposizione che si propone di narrare la storia del Rotary Club Napoli attraverso un viaggio interattivo in un secolo di impegno, servizio e contributi alla comunità. In cinque ambienti, con cinquanta pannelli grazie ad una combinazione di esposizioni fotografiche, documenti, video, testimonianze e installazioni interattive tramite QR code e NFC.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“Il Palazzo Reale di Napoli si apre al mondo dell&#8217;associazionismo e del Terzo Settore per ampliare la sua offerta culturale</em> &#8211; ha dichiarato <strong>Paola Ricciardi,</strong> dirigente delegata del Palazzo Reale di Napoli &#8211; <em>e creare sinergie come questa con il Rotary, che ci consentirà per di più di realizzare un atto di mecenatismo, una buona pratica che intendiamo estendere anche ad altre realtà cittadine”</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Per l’occasione il Rotary Club Napoli contribuirà al restauro di due orologi, uno esposto a Palazzo Reale, l’altro a Villa Pignatelli. Il primo, raffigurante <em>Atlante che regge il globo terrestre</em>, realizzata dell’orologiaio Jacques-Augustin Thuret con cassa dell’ebanista André-Charles Boulle fa parte della collezione farnese ed è esposto nel Salone d’Ercole, sala in cui si sono svolti gli incontri del G20, il Summit Unesco e la conferenza internazionale dei Ministri della Cultura del Mediterraneo.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra non offre solo un viaggio nel tempo, attraverso immagini, documenti e testimonianze, ma è soprattutto un messaggio di speranza per il futuro.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“Cento anni di attività dimostrano che, con lavoro di squadra e visione chiara, è possibile fare la differenza &#8211; </em>ha sottolineato conclude il presidente <strong>Massimo Franco</strong> <em>&#8211; Il Rotary continuerà a essere al servizio di Napoli, perché il nostro impegno non si ferma qui: è solo l’inizio di un nuovo capitolo”</em></p>
<p style="font-weight: 400;">I visitatori avranno l&#8217;opportunità di conoscere i valori del Rotary, tra cui servizio, solidarietà e promozione della pace, nonché l’impatto dei suoi progetti mediante iniziative umanitarie, culturali e sociali con cui il Rotary ha cercato di rispondere con concretezza e passione alle esigenze della città di Napoli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fondato nel 1924, il Rotary Club Napoli ha sempre posto al centro della propria missione il servizio agli altri, l’amicizia, e la promozione di alti valori etici.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La mostra è visitabile gratuitamente nell’Androne delle Carrozze di Palazzo Reale di Napoli, con accesso dal Cortile d’Onore, tutti i giorni della settimana dalle 9.00 alle 19.00.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/palazzo-reale-cento-anni-di-rotary-napoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Galleria Umberto I, summit per la sicurezza</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/galleria-umberto-i-summit-la-sicurezza/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/galleria-umberto-i-summit-la-sicurezza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 08:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recupero]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=156526</guid>
		<description><![CDATA[La valorizzazione e la tutela della galleria Umberto primo nuovamente al centro di una riunione convocata dal prefetto di Napoli, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La valorizzazione e la tutela della galleria Umberto primo nuovamente al centro di una riunione convocata dal prefetto di Napoli, Michele di </span><span style="font-weight: 400;">Bari. </span><span style="font-weight: 400;">Si è svolta una riunione della cabina di regia dedicata alla </span><span style="font-weight: 400;">realizzazione di interventi coordinati per il recupero, la valorizzazione </span><span style="font-weight: 400;">e la messa in sicurezza della Galleria. </span><span style="font-weight: 400;">Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti del Comune, della Soprintendenza per Archeologia, Belle arti e paesaggio, </span><span style="font-weight: 400;">della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura, Artigianato, di </span><span style="font-weight: 400;">Intesa San Paolo, un delegato dell’Unione Industriali di Napoli, i </span><span style="font-weight: 400;">Presidenti di Aicast Imprese Italia e di Confesecenti. </span><span style="font-weight: 400;">Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sull’avanzamento dei </span><span style="font-weight: 400;">lavori di restauro della pavimentazione, di manutenzione delle volte e di progettazione dei cancelli di chiusura dei varchi di via Santa Brigida e via Verdi, oltre che dell’Angiporto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quanto alla sicurezza del sito, in continuità con l’operato della Polizia </span><span style="font-weight: 400;">locale presente all’interno del complesso durante il giorno, è stata </span><span style="font-weight: 400;">acquisita una nuova disponibilità di massima alla contribuzione </span><span style="font-weight: 400;">temporanea da parte di Banca Intesa San Paolo e delle Associazioni di </span><span style="font-weight: 400;">categoria per ripristinare la vigilanza notturna, previa scelta, d’accordo </span><span style="font-weight: 400;">tra le parti, di una società di vigilanza privata. </span><span style="font-weight: 400;">Il Tavolo prefettizio continuerà a monitorare le varie fasi di attuazione </span><span style="font-weight: 400;">del protocollo d’intesa.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/galleria-umberto-i-summit-la-sicurezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amalfi, torna il pannello maiolicato di Porta della Marina</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/amalfi-torna-il-pannello-maiolicato-di-porta-della-marina/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/amalfi-torna-il-pannello-maiolicato-di-porta-della-marina/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 10:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Restauro]]></category>
		<category><![CDATA[amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[maiolicato]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=156188</guid>
		<description><![CDATA[<br />
L’inaugurazione dell&#8217;opera riportata al suo originario splendore avverrà venerdì 26 gennaio 2024 al termine della presentazione dei lavori che ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p dir="ltr">L’inaugurazione dell&#8217;opera riportata al suo originario splendore avverrà venerdì 26 gennaio 2024 al termine della presentazione dei lavori che hanno interessato nel corso degli ultimi anni anche la statua di Flavio Gioia e le lapidi commemorative.</p>
</blockquote>
<p dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;">Il pannello ceramico della Porta della Marina, in cui è raffigurato il ruolo di crocevia di Amalfi tra Oriente e Occidente, ritorna al suo originario splendore dopo un importante intervento di restauro. L’opera del maestro Renato Rossi, uno dei padri fondatori dell’arte della maiolica in Costiera Amalfitana, sarà restituita alla Città in tutta la sua magnificenza venerdì 26 gennaio 2024 quando è in programma la cerimonia di scopertura fissata al termine della presentazione dei lavori di restauro (ore 17,30 presso l’Arsenale della Repubblica di Amalfi) che hanno interessato, nel corso degli ultimi anni, anche la statua di Flavio Gioia e le lapidi commemorative. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;">Infatti, l&#8217;intervento di restauro condotto da un&#8217;equipe di esperti, rientra in un più ampio progetto esecutivo di manutenzione, restauro e valorizzazione del patrimonio architettonico emblema dell’Antica Repubblica Marinara predisposto nel 2022 dall’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Daniele Milano. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;">L’intero lotto di interventi, che ha comportato quasi due anni di intenso lavoro, sarà illustrato alla cittadinanza nel corso della presentazione del piano conclusivo dei lavori dal sindaco Daniele MIlano, dalla consigliera delegata ai beni culturali, Enza Cobalto, dall’architetto Diego Guarino (direttore dei lavori) e dai restauratori Lorenzo Morigi, Giancarlo Napoli e Luigi Criscuolo.  </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;">Il pannello che descrive le rotte seguite dalle galee amalfitane lungo il bacino Mediterraneo, crocevia di popoli e di culture sin dal Medioevo, è tornato ad occupare la parete sulla quale venne installato sin dai tempi della sua realizzazione, dopo che ogni suo singolo tassello è stato sottoposto a processi di consolidamento oltre che di riparazione delle troppe scrostature. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;">«Con la riconsegna alla Città del pannello ceramico di Rossi, al quale è stata restituita la sua originaria bellezza policroma, si completa una prima fase del processo di salvaguardia del patrimonio artistico-architettonico della Città che ha riguardato inoltre la statua di Flavio Gioia e le lapidi commemorative &#8211; dice la consigliera delegata ai beni culturali, Enza Cobalto &#8211; Con questo intervento portiamo a compimento il cronoprogramma per la valorizzazione di un&#8217;opera d’arte che racchiude elementi significativi e celebrativi della nostra storia».</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;">Realizzato negli anni Cinquanta, il capolavoro in ceramica spicca non solo per la sintesi storica del glorioso passato dell’antica repubblica marinara ma per l’utilizzo dei colori tipicamente mediterranei. L’opera di Rossi, che fondò la prima scuola di ceramica a Salerno, esalta la grandezza di Amalfi nel Medioevo esattamente nel periodo a cavallo tra il X e l’XI secolo, ovvero nel periodo di massimo splendore della piccola e intrepida repubblica marinara. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;">Completamente smontato lo scorso anno e sottoposto a una certosina ricostruzione delle parti ammalorate dall’usura del tempo e dalle condizioni climatiche, la gigantografia in cotto maiolicato tornerà a raccontare a turisti e cittadini, attraverso la straordinaria funzione dell’arte visiva, la grandezza dell’Antica Repubblica Marinara che intrattenne rapporti commerciali proprio con l’area meridionale e nord orientale rappresentata nel pannello ceramico. </span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;">Il piano di intervento condotto da un&#8217;equipe di esperti ha previsto la spolveratura e l’aspirazione preliminare del pannello e il successivo smontaggio degli elementi rimovibili e  instabili. In una step successivo si è poi proceduto con lavaggi desalinizzanti prima di passare alla pulitura con tensioattivi e rimozione con acqua demineralizzata. La fase conservativa delle maioliche ha previsto infine il consolidamento dei supporti in cotto con silicato di etile e nanosilici, la stuccatura con polvere di cocciopesto e NHL 3,5, l&#8217;integrazione pittorica con colori a vernice e l’apposizione di un protettivo finale.</span></p>
<p dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;">Il maestoso pannello installato all’ingresso della Porta della Marina, antico accesso alla città di Amalfi, raffigura non solo la potenza marinara ma ripropone una storica menzione di Gabriele D&#8217;Annunzio tratta dal libro quarto &#8220;Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi&#8221;: &#8220;Ma quei d&#8217;Amalfi, cui la lunga spada era misura, a patria più lontana andavano; ché già s&#8217;avean contrada e forno e bagno e fondaco e fontana per tutto&#8221;. In basso campeggia il motto degli Amalfitani, che furono benemeriti in molteplici interventi in difesa della Santa Sede come Prima Repubblica Marinara d&#8217;Italia: &#8220;Contra hostes fidei semper pugnavit Amalphis&#8221;.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/amalfi-torna-il-pannello-maiolicato-di-porta-della-marina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mosaico di Alessandro, concluso il ribaltamento</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/mosaico-di-alessandro-concluso-il-ribaltamento-dellopera/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/mosaico-di-alessandro-concluso-il-ribaltamento-dellopera/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 13:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=155954</guid>
		<description><![CDATA[<br />
Si entra nel vivo del restauro. Possibile esplorare gli strati preparatori retrostanti le tessere. Riapre la sezione mosaici. Visibile ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div>Si entra nel vivo del restauro. Possibile esplorare gli strati preparatori retrostanti le tessere. Riapre la sezione mosaici. Visibile il cantiere di lavoro. Giulierini: “Abbiamo mantenuto la parola data”.</div>
</blockquote>
<div>Un lavoro corale di alta specializzazione ha unito architetti, ingegneri, restauratori:  è stato effettuato con successo il delicato ribaltamento del mosaico di Alessandro. L’operazione è il passaggio indispensabile per entrare nel vivo della fase esecutiva del restauro. Apre il ‘cantiere trasparente’, che permetterà di assistere ai lavori guardando da una finestra installata nella sala adiacente; inoltre, torna fruibile la sezione che custodisce i capolavori musivi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.</div>
<div><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-31-alle-14.46.32.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-155955" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2023/10/Screenshot-2023-10-31-alle-14.46.32-300x180.png" alt="Mosaico" width="300" height="180" /></a></div>
<div>
<div>“Sono giorni di immensa soddisfazione e di particolare emozione, giorni che resteranno nella storia del MANN e che vogliamo condividere con i nostri visitatori. Il più celebre mosaico dell’antichità si è mosso, dopo oltre un secolo, ed ora è possibile lavorare sulle malte di 2000 anni fa. La grande impresa procede grazie alla professionalità di una squadra straordinaria – dichiara il direttore del Museo Paolo Giulierini – Nella settimana in cui tagliamo il traguardo delle 500mila presenze nel 2023,  invitiamo tutti i cittadini, oltre naturalmente ai tanti turisti attesi per le festività, a visitare il MANN per le due giornate di gratuità volute dal Ministro Gennaro Sangiuliano: il 4 novembre, Giorno dell’unità Nazionale e delle Forze Armate e il 5, prima domenica del mese. Il pubblico troverà un Museo al gran completo e al lavoro. Il Mosaico di Alessandro Magno e Dario tornerà a risplendere come mai nessuno lo aveva visto. Lo avevamo promesso. E noi manteniamo sempre la parola data”.</div>
<div>Il mosaico di Alessandro, capolavoro proveniente dalla casa del Fauno di Pompei, misura 5.82×3.13 metri e pesa 5 tonnellate (l’ultima rilevazione del peso risale al momento successivo al ribaltamento).</div>
</div>
<div>Sono stati necessari quindici giorni per il montaggio del sistema di movimentazione e per i collaudi; oltre tre ore di lavoro certosino per ribaltare il mosaico: il manufatto, ormai ancorato al sistema di movimentazione, è stato svincolato dalle staffe in ferro che lo tenevano fissato al muro ed è stato lentamente portato in posizione orizzontale. La graduale e uniforme rotazione è avvenuta grazie a un sistema costituito da due serie di quattro paranchi, ciascuno dotato di singole celle di carico. Presente anche un sistema di sensori in fibre ottiche, fissato sul telaio metallico che racchiude il mosaico. Durante le operazioni, è stato effettuato costantemente e in tempo reale il monitoraggio della distribuzione dei carichi sui singoli paranchi e delle eventuali deformazioni del telaio. Tutti i parametri sono stati abbondantemente contenuti nei limiti di sicurezza previsti in progetto. Il mosaico, ben assicurato all’interno di una sorta di <em>sandwich </em>(costituito in parte dal vecchio sistema di contenimento e in parte dal nuovo pannello di chiusura), non ha subito alcun tipo di <em>stress</em>. Grande l’emozione della squadra di lavoro a conclusione della straordinaria movimentazione dell’opera.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/mosaico-di-alessandro-concluso-il-ribaltamento-dellopera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Torna all&#8217;antico splendore la Fontana degli innamorati a Villa Lucia</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/torna-allantico-splendore-la-fontana-degli-innamorati-a-villa-lucia/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/torna-allantico-splendore-la-fontana-degli-innamorati-a-villa-lucia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 06:46:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=129054</guid>
		<description><![CDATA[Dopo un anno di accurato lavoro di restauro è tornata al suo antico splendore la Fontana degli innamorati di Villa ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un anno di accurato lavoro di restauro è tornata al suo antico splendore la Fontana degli innamorati di Villa Lucia, l’antica villa neoclassica in stile pompeiano che faceva parte della celebre Villa Floridiana di Napoli. La fontana esattamente duecento anni fa aveva scolpito il legame amicale tra Eros ed Imeneo. Quest’ultimo era il dio greco del matrimonio, figlio di Apollo e di una musa, per molti storici Calliope. Amico e compagno di Eros, dio dell&#8217;amore. Secondo la leggenda, era un giovane ateniese bellissimo, che aveva salvato dai pirati nobili ragazze di Atene, restituendole alle famiglie, dalle quali aveva ricevuto l&#8217;autorizzazione a prendere in sposa una giovane di basso ceto, della quale era follemente innamorato.</p>
<p>Imeneo ed Ermes sono stati rappresentati nella fontana, che poi a Napoli è stata ribattezzata la “Fontana degli innamorati”, per il riferimento all’auspicio dell’unione coniugale, dall’architetto di corte Antonio Niccolini, come augurio di felicità futura per le nozze del futuro re delle Due Sicilie Ferdinando I di Borbone e Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e principessa di Partanna.</p>
<p>Le due corone intrecciate al centro della fontana rappresentano il sovrano e la sua amata, il primo raffigurato come Bacco, Lucia come Flora. A lei è dedicata la Villa Floridiana, oggi divisa in due parti: una pubblica e l&#8217;altra privata (Villa Lucia). Ferdinando la donò alla sposa, e commissionò questa bellissima fontana come pegno d’amore.</p>
<p>Era il 1816 e duecento anni dopo, questa storia romantica si illumina di una nuova luce, grazie al prestigioso lavoro di restauro eseguito dal Laboratorio di Restauro di Materiali lapidei dell’Università Suor Orsola Benincasa, sede di uno dei primi Corsi di laurea magistrale italiani direttamente abilitanti alla professione di restauratore, che proprio in questi giorni ha pubblicato il bando per il nuovo anno accademico (scadenza iscrizioni 7 Ottobre).</p>
<p>I lavori di restauro (revisione delle parti decoese, pulitura, eliminazione di piccole zone con croste nere, trattamento biocida, sostituzione delle lastre marmoree, stuccature e micro stuccature) sono iniziati grazie alle sollecitazioni della senatrice Diana De Feo, tra i proprietari di Villa Lucia, e all’impegno propulsivo di Annadele Aprile, direttore del Laboratorio di Restauro dei dipinti del Suor Orsola, e sono stati diretti da Monica Martelli Castaldi, docente di Restauro delle superfici architettoniche e dei materiali lapidei all’Università Suor Orsola Benincasa, che, con il tutoraggio didattico di Chiara Scippa ed il supporto tecnico dei docenti Paola Cennamo, Giancarlo Fatigati e Giorgio Troisi, ha coordinato, sotto l’alta sorveglianza del funzionario incaricato per la Soprintendenza BAPSAE di Napoli, Luisa Ambrosio, una squadra nella quale si sono alternati ben 17 studenti del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei beni culturali.</p>
<p>I risultati dei lavori di restauro sono stati presentati al pubblico nel Padiglione Pompeiano di Villa Lucia alla presenza del Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, della senatrice Diana De Feo, del direttore del Museo Duca di Martina della Villa Floridiana, Luisa Ambrosio e dell’intera equipe di docenti e studenti autori del restauro. “Dobbiamo tributare un grande ringraziamento agli studenti e ai docenti dell’Università Suor Orsola Benincasa &#8211; ha sottolineato Diana De Feo &#8211; perché hanno restituito alla città di Napoli un gioiello artistico di grande valore emozionale dimostrando quanto sia importante che le basi scientifiche e culturali degli studi si sposino con la vocazione alla fattività professionale come accade proficuamente proprio al Suor Orsola”. Un lavoro realizzato, come ha sottolineato il Rettore d’Alessandro, “anche grazie all’ausilio delle nuove tecnologie che al Suor Orsola rappresentano ormai da anni un indispensabile strumento d’azione per le conoscenze umanistiche”.</p>
<p><strong>La scoperta</strong></p>
<p>E nell’anno delle celebrazioni di Carlo di Borbone, sempre grazie ai restauratori del Suor Orsola, un nuovo importante tassello si aggiunge alla storia dell’arte del Settecento napoletano dal Palazzo Reale di Napoli. Dopo il ritrovamento, nel 1990, dei passetti ai lati dell&#8217;alcova della Regina, dipinti da Domenico Antonio Vaccaro, a seguito dei primi esami di pulitura nell&#8217;ambiente intermedio, appunto l&#8217;alcova, si appurò che l&#8217;affresco della volta era stato ricoperto da uno scialbo di intonaco e da una partitura di finti stucchi ornamentali di cartapesta dorata.</p>
<p>Nel corso di  un cantiere didattico avviato nel 2013 dal Corso di Laurea magistrale in Restauro dei beni culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa &#8211; settore dipinti murali, prof.  Simone Colalucci -, e attraverso un restauro diretto per il Palazzo Reale dalla dott.ssa Annalisa Porzio, è venuta alla luce la decorazione originale del soffitto dell’alcova di Maria Amalia di Sassonia.</p>
<p>Si tratta di dipinti murali del 1738 realizzato da Nicola Maria Rossi, allievo del Solimena, raffigurante “Minerva che con varie immagini di sogni presagisce a S.M. felicissima prole, vedendosi da lontano sorgere l&#8217;Aurora, per argomento di fausto evento, come lo sono i mattutini sogni, veggendosi in un canto Arpocrate dio del Silenzio con altre belle immagini allusive al soggetto”. (De Dominici, 1742)</p>
<p>La collaborazione tra l’Università Suor Orsola Benincasa, la Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio e il Polo Museale della Campania restituiscono oggi alla conoscenza e alla città un inedito e rarissimo interno che si credeva perduto (programma della presentazione dei lavori di restauro su www.unisob.na.it/eventi).</p>
<p><strong>L’equipe di studenti al lavoro per il restauro della Fontana dell’Imeneo</strong></p>
<p>Agnese Amantia, Chiara Ausanio, Alessandro Vitiello, Claudia Passaro, Alessia Carotenuto , Marina Quagliozzi, Giosue Irace, Rossana Mancuso, Libara Valenzi, Vincenzo Lanno, Simone Greco, Tommaso Caputo, Martina Garofalo, Claudia Todisco, Sara Scamardella, Ilaria Vinciguerra, Mary Russo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/torna-allantico-splendore-la-fontana-degli-innamorati-a-villa-lucia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Santa Paolina, restaurata l&#8217;immagine della Patrona</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/128672/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/128672/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 11:59:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[AVELLINO]]></category>
		<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=128672</guid>
		<description><![CDATA[Per la prima volta nella storia della comunità di Santa Paolina, il simulacro della santa Patrona che dà il nome ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Per la prima volta nella storia della comunità di Santa Paolina, il simulacro della santa Patrona che dà il nome al Comune dell’hinterland irpino, è stato sottoposto ad una laboriosa opera di restauro. La teca, contenente la statua e i resti mortali della Martire vissuta nel II° secolo dopo Cristo, farà ritorno nella Chiesa Madre il 6 giugno dopo un periodo di assenza di otto mesi.</div>
<div></div>
<div>A volere fortemente il restauro è stato il giovane parroco della comunità irpina, Don Claudio Caltanisetta, che, appena insediatosi a Santa Paolina, un anno fa, ha constatato il deperimento della statua, delle stoffe, dei legni e di quasi tutti i materiali presenti nella teca.</div>
<div></div>
<div>“L’immagine della Santa – spiega Don Caltanisetta – ha un valore significativo sia dal punto di vista storico che artistico. La teca, infatti, risale al XVIII/XIX secolo ed è appartenuta ai Padri Camaldolesi che la conservavano nella cappella dell&#8217;infermeria del loro convento in Visciano di Nola per poi donarla alla famiglia Ferrante di Napoli. Alla morte dell&#8217;ultima esponente di questa famiglia, e su sua disposizione, la teca fu donata alla comunità che già da tempo venerava Santa Paolina come propria patrona e vi venne trasferita con una solenne processione il 17 Agosto del 1850.”</div>
<div></div>
<div>“La nostra comunità – prosegue il sacerdote &#8211; è legatissima all&#8217;immagine della propria Patrona sulla quale, nel tempo, sono stati operati più che altro interventi di manutenzione ordinaria, il più delle volte limitandosi alla semplice pulizia. Il tempo e la mancanza di interventi di conservazione hanno finito col logorare sia la statua che i vestiti della Santa. Il vestito riccamente decorato, di seta porpora, verde e panna, con decori in filato dorato, presentava piccoli fori creati da insetti xilofagi che, passati dal legno, hanno attaccato le strutture di sostegno alla santa, l’imbottitura vegetale ed il tessuto. Altri agenti di degrado sono stati la polvere, la luce e l’umidità. Il corpo della Santa, inoltre, presentava ridipinture nelle parti degli incarnati che hanno alterato la cromia originale. Alcune parti anatomiche sono state rincollate in modo improprio. E poi la teca che contiene i resti mortali della Martire era stata aggredita da funghi e tarli e ricoperta nella parte delle cornici da strati di porporine.”</div>
<div></div>
<div>“Il restauro conservativo – spiega il Parroco – è consistito nella disinfestazione con prodotti a base di permetrina, nel consolidamento della superficie stuccata a gesso, e la pulitura delle superfici con l’ausilio di sostanze solventi sospese in gel e rifinendo tutto a bisturi. Ci auspichiamo che il ritorno del Simulacro sia un momento di grazie e di profonda comunione per la comunità che tanto venera Santa Paolina ed è a lei riconoscente per le grazie ricevute”, conclude Don Claudio.</div>
<div></div>
<div><strong>La teca arriverà a Santa Paolina, lunedì 6 giugno alle ore 18.00, dove sarà accolta dai fedeli. </strong>Seguirà la celebrazione eucaristica presieduta dal delegato arcivescovile, Monsignor Pompilio Cristino.</div>
<div></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/128672/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Al via il progetto per la statua di San Gaetano</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/128554/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/128554/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 May 2016 14:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Restauro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=128554</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; stato predisposto il progetto di restauro della statua di San Gaetano nell&#8217;omonima piazza. Il progetto va ora all&#8217;esame della ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; stato predisposto il progetto di restauro della statua di San Gaetano nell&rsquo;omonima piazza. Il progetto va ora all&rsquo;esame della competente Soprintendenza &nbsp;e prevede la pulitura e il restauro sia delle superfici marmoree sia di quelle in leghe metalliche.&nbsp;L&rsquo;importo dei lavori &egrave; di circa 50.000&euro; e &nbsp;si concluderanno in 60 giorni.&nbsp;Il restauro, a costo zero per le casse del Comune , rientra nel programma Monumentando, promosso dall&#8217;Amministrazione comunale ed attuato dalla societ&agrave; Uno Outdoor, che prevede il restauro di 27 monumenti cittadini.&nbsp;Con questo intervento, saranno contemporaneamente attivi in citt&agrave; 5 cantieri di restauro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/128554/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
