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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Lieto fine</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Rischia di partorire in treno, aiutata dagli agenti della polizia ferroviaria</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 22:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lieto fine]]></category>

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Quella della Polizia Ferroviaria non &#232; un&#8217;attivit&#224; ]]></description>
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<p>Quella della <strong>Polizia Ferroviaria</strong> non &egrave; un&rsquo;attivit&agrave; incentrata esclusivamente sulla prevenzione e repressione dei reati, ma, proprio per la sua fattispecie, interpreta alla lettera le peculiarit&agrave; della <strong>Polizia di prossimit&agrave;</strong>. Il poliziotto all&rsquo;interno delle stazione, infatti, rappresenta un punto di riferimento per viaggiatori e turisti ai quali viene fornito un aiuto anche nelle situazioni pi&ugrave; disparate.&nbsp;</p>
<p>E proprio in questa fattispecie rientra il caso straordinario in cui si sono ritrovati catapultati stamattina i poliziotti del <strong>Compartimento di Polizia Ferroviaria di Napoli</strong>.&nbsp; Una donna in stato di gravidanza, che avrebbe dovuto partorire tra qualche giorno, mentre si trovava in compagnia del marito nella stazione centrale in attesa di partire con un treno diretto a Caserta, ha cominciato ad avvertire le prime doglie.</p>
<p>Quando il tempo tra una contrazione e l&rsquo;altra ha iniziato a ridursi sempre di pi&ugrave;, ne ha parlato con il consorte che, in preda al panico si &egrave; rivolto ai poliziotti della Polfer, avvicinatisi perch&eacute; avevano notato da lontano, la donna accasciata in un angolo della stazione e sofferente.</p>
<p>Il pancione evidente ha lasciato adito a pochi dubbi e gli agenti hanno compreso immediatamente che per la giovane era iniziato il travaglio. Cos&igrave; &egrave; stato allertato il 118 e negli interminabili minuti di attesa le contrazioni sono diventate sempre pi&ugrave; insistenti. I poliziotti, allora, improvvisatisi ostetrici, hanno assistito la puerpera: hanno fatto adagiare la donna in posizione comoda e, tenendole la mano, l&rsquo;hanno assistita negli esercizi di respirazione, tranquillizzandola fino all&rsquo;arrivo dei sanitari del 118. La giovane ha lasciato a malincuore la stretta della mano del funzionario della Polfer che l&rsquo;aveva aiutata solo quando l&rsquo;ambulanza &egrave; partita d&rsquo;urgenza in direzione dell&rsquo;ospedale &ldquo;Loreto Mare&rdquo;. L&rsquo;arrivo presso il nosocomio cittadino &egrave; avvenuto giusto pochi attimi prima che la bambina venisse al mondo e i medici del presidio ospedaliero hanno &ldquo;preso il parto&rdquo; attestando che solo i tempestivi soccorsi hanno scongiurato un serio pericolo per la salute della mamma e del nascituro.</p>
<p>Dopo essersi assicurata del buono stato di salute della piccola, il primo pensiero della donna &egrave; stato per i poliziotti e quindi ha chiesto di poterli incontrare. L&igrave; in ospedale ha voluto &ldquo;presentare&rdquo; la piccola agli agenti e li ha ringraziati con un lungo ed emozionante abbraccio.</p>
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		<title>Riapre la salumeria alla Duchesca. Ad alzare la saracinesca il ragazzo che ci lavorava da otto anni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 16:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lieto fine]]></category>

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		<description><![CDATA[“Abbiamo già sentito Antonio Cafasso, responsabile della mensa del Colosimo, ottenendo la disponibilità a riavviare il discorso intrapreso e poi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Abbiamo già sentito Antonio Cafasso, responsabile della mensa del Colosimo, ottenendo la disponibilità a riavviare il discorso intrapreso e poi interrotto con Scarciello perché vogliamo aiutare Alessio De Martino che ha deciso di riaprire quella salumeria in cui ha lavorato per otto anni come garzone”.</p>
<p>Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che è andato a trovarlo nella sua salumeria, e Gianni Simioli de La radiazza, per i quali “la scelta di Alessio è da sostenere con tutte le forze e, anche se il quartiere ha cominciato a tornare in quella salumeria, è importante che si faccia di tutto per aumentare gli incassi in questi primi mesi, che sono i più difficili per il decollo di un’attività commerciale”.</p>
<p>“Alessio ci ha confermato che Scarciello non aveva più voglia di tenere aperta quella salumeria, al di là delle conseguenze della sua intervista televisiva” ha aggiunto Borrelli per il quale “ora, al di là di tutte le possibili polemiche, è importante che quella salumeria sia stata riaperta ed è bello che a riaprirla sia stato proprio chi in quell’attività ha lavorato negli ultimi otto anni, non ricevendo, tra l’altro, tutto quanto gli era dovuto”.</p>
<p>“E’ per questo che tutti coloro che erano stati vicini a Scarciello, come Identità insorgenti e altri, ora siano vicini ad Alessio”, ha concluso Borrelli.</p>
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		<title>Dal cancro all&#8217;argento nella Spada alle Olimpiadi, la favola di Paolo Pizzo</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2016 17:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lieto fine]]></category>
		<category><![CDATA[Rio 2016]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gennaro Savio<br />
Ci sono storie che possono riaprire ferite dolorosissime in chi le racconta ma che al contrario riescono ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Gennaro Savio</strong></p>
<p>Ci sono storie che possono riaprire ferite dolorosissime in chi le racconta ma che al contrario riescono a dare forza e speranza a chi le ascolta. Come quella dello spadista Paolo Pizzo la cui storia personale da incubo si è d’incanto trasformata in una favola a lieto fine. Infatti lo spadista campione del mondo che alle recenti Olimpiadi di Rio ha conquistato la medaglia d’argento nella gara a squadre, all’età di quattordici anni, quando era già una promessa della scherma, si ammalò di un cancro al cervello. Superata brillantemente la durissima prova dinanzi alla quale lo aveva messo la vita in giovanissima età, Paolo è tornato in pedana diventando uno degli spadisti più forti al mondo. Ricchissimo il suo palmares personale. Cinque titoli di campione italiano, una medaglia d&#8217;oro al Campionato mondiale di scherma 2011, due medaglie d’Argento agli Europei, una medaglia d’argento alle olimpiadi di Rio 2016 e due medaglie d’argento alle Universiadi. In questi giorni Paolo Pizzo, considerato un operaio della scherma per la dedizione e il sacrificio con cui si allena, con la squadra maschile e femminile di scherma, è in ritiro sull’isola d’Ischia dove, nel Comune di Forio, è impegnato nella preparazione atletica per la stagione agonistica 2016/2017. A Paolo che abbiamo intervistato a fine allenamento, oltre a chiedergli dell’emozione vissuta a Rio con la vittoria dell’argento, pur sapendo di poter riaprire ferite ancora doloranti nel campione azzurro, abbiamo di raccontarci il dramma del cancro vissuto a quattordici anni.</p>
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