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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; La visita</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Papa Leone, Napoli la città dei mille colori</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2026 15:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[La visita]]></category>

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Eminenza, Eccellenze, cari presbiteri, religiose e religiosi, fratelli e sorelle!<br />
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Grazie, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<blockquote><p>Eminenza, Eccellenze, cari presbiteri, religiose e religiosi, fratelli e sorelle!</p></blockquote>
</div>
</div>
<blockquote>
<div class="layoutArea"></div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Grazie, Eminenza, per il saluto che mi ha rivolto anche a nome dei presenti e dell’intera Chiesa che vive a Napoli. È una grande gioia per me visitare questa città, ricchissima di arte e di cultura, situata nel cuore del Mediterraneo e abitata da un popolo inconfondibile e gioioso, nonostante il peso di tante fatiche. Il mio venerato predecessore, Papa Francesco, venendo qui nel 2015, disse: «</p>
</div>
</div>
</blockquote>
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<blockquote><p>Grazie per la vostra accoglienza!</p></blockquote>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste! È questa la vostra grande risorsa: la gioia, l’allegria» (Incontro con la popolazione di Scampia, 21 marzo 2015). Oggi sono qui anche per farmi contagiare da questa gioia. In questo spirito di amicizia e di fraternità, desidero condividere con voi una breve riflessione, che spero possa sostenervi, incoraggiarvi nel cammino e offrire qualche spunto utile alla vita ecclesiale e pastorale. C’è una parola che risuona nel mio cuore ascoltando il racconto evangelico dei due discepoli di Emmaus: la parola cura. Come quei due discepoli, anche noi spesso portiamo avanti il nostro cammino senza riuscire a interpretare i segni della storia e, a volte, scoraggiati e delusi da tanti problemi o per le speranze personali e pastorali che sembrano non realizzarsi, abbiamo il volto triste e l’amarezza nel cuore. Gesù, però, si affianca e cammina con noi, ci accompagna per aprirci a una nuova luce: il suo è l’atteggiamento di chi si prende cura.</p>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il contrario della cura è la trascuratezza. E subito vengono in mente alcuni esempi: la trascuratezza delle strade e degli angoli della città, quella delle aree comuni, quella delle periferie e, ancor più, tutte quelle situazioni in cui è la vita stessa a essere trascurata, quando si fa fatica a custodirne la bellezza e la dignità. Vorrei però che ci fermassimo, prima di tutto, sull’importanza della cura interiore, che è cura del nostro cuore, della nostra umanità e delle nostre relazioni. Lo dico anzitutto a coloro che, nella Chiesa, sono chiamati a un ruolo di responsabilità, a un servizio di governo, a una speciale consacrazione. Penso anzitutto ai preti, alle religiose e ai religiosi, perché il peso del ministero e la fatica interiore che ne consegue, oggi sono diventati, per certi versi, ancora più gravosi rispetto al passato.</p>
</div>
</div>
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Napoli è una città dai mille colori, in cui la cultura e le tradizioni del passato si mescolano alla modernità e alle innovazioni; è una città in cui una religiosità popolare spontanea ed effervescente si intreccia con numerose fragilità sociali e con i molteplici volti della povertà; è una città antica ma in continuo movimento, abitata da molta bellezza e nel contempo segnata da tante sofferenze e perfino insanguinata dalla violenza. In questo contesto, l’agire pastorale è chiamato a una continua incarnazione del messaggio evangelico, perché la fede cristiana professata e celebrata non si limiti a qualche evento emotivo ma penetri profondamente nel tessuto della vita e della società. Il peso, però, soprattutto per i presbiteri, è grande.</p>
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</div>
</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Penso alla fatica di ascoltare le storie che vi vengono consegnate, di intercettare quelle più nascoste che hanno bisogno di venire alla luce, di perseverare nell’impegno di un annuncio evangelico che possa offrire orizzonti di speranza e incoraggiare la scelta del bene; penso alle famiglie affaticate e ai giovani spesso disorientati che vi proponete di accompagnare, e a tutti i bisogni, umani, materiali e spirituali, che i poveri vi affidano bussando alle porte delle vostre parrocchie e delle vostre associazioni. A ciò si aggiunge, spesso, un senso di impotenza e di smarrimento quando constatiamo che i nostri linguaggi e il nostro agire sembrano non adeguati alle nuove domande e sfide di oggi, specialmente dei più giovani. Il carico umano e pastorale è certamente alto, rischia di appesantire, di logorare, di esaurire le nostre energie, e a volte può essere ancora più aggravato da una certa solitudine e dal senso di isolamento pastorale. Per questo abbiamo bisogno di cura. Anzitutto la cura della vita interiore e spirituale, alimentando costantemente la nostra relazione personale con il Signore nella preghiera e coltivando la capacità di ascoltare ciò che si agita dentro di noi, per fare discernimento e lasciarci illuminare dallo Spirito. Ciò richiede anche il coraggio di saperci fermare, di non aver paura di interrogare il Vangelo sulle situazioni personali e pastorali che viviamo, per non ridurre il ministero a una funzione da svolgere. La cura del nostro ministero, però, passa anche attraverso la fraternità e la comunione. Una fraternità radicata in Dio, che si esprime nell’amicizia e nell’accompagnamento vicendevole, così come nella condivisione di progetti e iniziative pastorali. Essa va considerata «come elemento costitutivo dell’identità dei ministri, non solo come un ideale o uno slogan» (Lett. ap. Una fedeltà che genera futuro, 16). Allo stesso tempo, proprio perché oggi siamo più esposti alle derive della solitudine vivendo in un ambiente forme possibili di vita comune» (ivi, 17), in cui i presbiteri possano aiutarsi a vicenda ed elaborare insieme l’azione pastorale. Si tratta non solo di partecipare a qualche incontro o evento, ma di lavorare per vincere la tentazione dell’individualismo. Pensiamoci preti e religiosi insieme! Esercitiamoci nell’arte della prossimità!</p>
<p>Papa Francesco ha affermato che a un certo individualismo diffuso nelle nostre diocesi «Non dimentichiamo, poi, che questa esigenza di comunione ci riguarda in primo luogo in quanto battezzati, chiamati a formare l’unica Chiesa di Cristo. Essa perciò va cercata, incoraggiata e vissuta in tutte le nostre relazioni umane e pastorali, nelle quali un ruolo di primaria importanza è quello dei laici e degli operatori pastorali. Il camminare insieme alla sequela del Signore e il portare avanti la missione evangelizzatrice valorizzando i diversi carismi e ministeri risponde all’identità stessa della Chiesa: la Chiesa è mistero di comunione e ciascuno, a partire dal Battesimo, è chiamato ad essere una pietra viva dell’edificio, un apostolo del Vangelo, un testimone del Regno.</p>
</div>
</div>
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<div class="column">
<p>Al riguardo, so che avete vissuto un tempo di grazia celebrando il Sinodo diocesano. È stato un processo che ha rimesso in movimento l’intera comunità ecclesiale, chiamandola a interrogarsi sul proprio modo di essere e di annunciare il Vangelo in questa terra. Vorrei invitarvi a custodire e fare vostro anzitutto il metodo del Sinodo: un esercizio di ascolto reciproco, un coinvolgimento che non ha escluso nessuno, una sinergia umana, pastorale e spirituale tra parrocchie, realtà associative, consacrati e laici, cercando di dare voce anche a chi solitamente resta ai margini. Questo ascolto ha fatto emergere con chiarezza le attese, le ferite e le speranze, restituendovi l’immagine di una Chiesa chiamata a uscire da sé stessa, a convertire il proprio stile, a incarnarsi tra la gente come luce di speranza.</p>
<p>Ciò che vi chiedo dunque è questo: ascoltatevi, camminate insieme, create una sinfonia di carismi e ministeri, e così trovate le modalità per passare da una pastorale di conservazione a una pastorale missionaria, capace di intercettare la vita concreta delle persone. È una missione che richiede l’apporto di tutti. In una città segnata da disuguaglianze, disoccupazione giovanile, dispersione scolastica e fragilità familiari, l’annuncio del Vangelo non può prescindere da una presenza concreta e solidale, che coinvolge tutti e ciascuno, preti, religiosi, laici. Tutti sono soggetti attivi della pastorale e della vita della Chiesa e non solo collaboratori, perché l’impegno e la testimonianza di ciascuno possano generare una comunità presente e attenta, capace di essere lievito nella pasta. Una culturale più complesso e frammentato, la fraternità chiede di essere coltivata e promossa, magari anche con nuove «reagire con la scelta della fraternità». E aggiungeva: «Questa comunione chiede di essere vissuta cercando forme concrete adeguate ai tempi e alla realtà del territorio, ma sempre in prospettiva apostolica, con stile missionario, con fraternità e semplicità di vita» (Incontro con i sacerdoti diocesani, Cassano all’Jonio, 21 dobbiamo giugno 2014). comunità che sa progettare e proporre percorsi che aiutano le persone a vivere l’esperienza del Vangelo e a riceverne impulsi per rinnovare la città di Napoli. Carissimi fratelli e sorelle, conosco lo speciale legame che vi unisce al vostro Patrono San Gennaro; ma la grazia di Dio è stata con voi così generosa che ha suscitato tante altre figure di Santi e Sante nel corso della vostra storia. Vi affido a loro e all’intercessione di Maria, Vergine Assunta e Madre premurosa. E non dimenticate: siete dentro una storia d’amore – quella del Signore per il suo popolo – che è iniziata prima di voi e non finisce con voi; ci siete dentro come tessere uniche e necessarie; ci siete dentro perché, anche nelle fitte trame del buio, voi possiate accendere una luce. Non abbiate paura, non scoraggiatevi e siate, per questa Chiesa e per questa città, testimoni di Cristo e seminatori di futuro!</p>
</div>
</div>
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		<title>Asia, piano straordinario per la visita del Papa</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2026 17:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La visita]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
In occasione della visita di Papa Leone XIV a Napoli, in programma venerdì 8 maggio, ASIA Napoli ha predisposto ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof">In occasione della visita di Papa Leone XIV a Napoli, in programma venerdì 8 maggio, ASIA Napoli ha predisposto un piano particolare di interventi per garantire il decoro urbano e la sicurezza, riducendo al minimo i disagi per cittadini e utenze.</div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof">A tal fine, sono previste alcune variazioni temporanee ai servizi di raccolta. Si invitano i residenti nelle <b>Municipalità 1 e 2</b> e in <b>via Duomo</b> a non esporre i rifiuti nel pomeriggio di venerdì 8 maggio. La raccolta sarà effettuata nel primo turno utile successivo.</div>
<div class="elementToProof">Per le zone servite dalla raccolta porta a porta, alle utenze situate nelle Municipalità 1 e 2 e in via Duomo si richiede di ritirare i contenitori dopo il prelievo della mattina dell’8 maggio e conservarli all’interno delle proprie pertinenze.</div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof"><u>Le principali zone interessate dal piano straordinario sono: Rotonda Diaz, Via Caracciolo, Piazza Vittoria, Via Chiatamone, Via Lucillo, Via Nazario Sauro, Via Acton, Piazza Municipio, Via Depretis, Piazza Bovio, Corso Umberto I, Via Seggio del Popolo, Piazza Museo Filangieri, Via Duomo (fino alla Cattedrale), Via Vittorio Emanuele III, Via San Carlo, Piazza Trieste e Trento, Via Cesario Console.</u></div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof">Per motivi di sicurezza, seguendo le disposizioni della Questura, alcuni dei cassonetti presenti in strada saranno temporaneamente rimossi o spostati, in particolare nelle zone della Rotonda Diaz, Piazza Vittoria e Piazza Bovio, Via Chiatamone, Corso Umberto I, Via Duomo e Via Cesario Console. Sarà possibile utilizzare i contenitori disponibili nelle strade limitrofe. Lo spostamento progressivo delle attrezzature sarà effettuato a partire dal 4 maggio.</div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof">A partire dal pomeriggio del 7 maggio, inoltre, saranno rimosse le auto in sosta nelle strade interessate dalla visita del Pontefice, per effettuare interventi di pulizia straordinaria.</div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof"><i>&#8220;In occasione della visita del Santo Padre, ASIA Napoli ha predisposto uno specifico piano per la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti – spiega </i><b><i>Domenico Ruggiero</i></b><i>, Amministratore Unico di ASIA Napoli – Anche noi daremo il nostro contributo per fare in modo che la città accolga il Papa nel miglior modo possibile. Le nostre squadre saranno operative nelle aree interessate: prima dell’evento, con interventi di preparazione delle strade e con le attività previste dal piano di sicurezza, durante l’intera giornata dell’8 maggio e, infine, al termine dell’evento, con la pulizia immediata delle aree che accoglieranno migliaia di fedeli. La collaborazione dei cittadini è fondamentale per garantire il buon esito delle attività previste e il mantenimento del decoro urbano&#8221;.</i></div>
<div id="Signature" class="elementToProof"></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Napoli aspetta il Papa. Sono ancora disponibili biglietti</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 21:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La visita]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono ancora disponibili biglietti per l’Incontro del Papa con la città in Piazza del Plebiscito in programma in Piazza del Plebiscito ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div data-canvas-width="249.44">Sono ancora disponibili biglietti per l’Incontro del Papa con la città in Piazza del Plebiscito in programma in Piazza del Plebiscito nel pomeriggio di venerdì 8 maggio. Il Cardinale don Mimmo Battaglia rivolge un invito esplicito a quanti non fanno riferimento a realtà parrocchiali, movimenti o associazioni: per loro è disponibile una procedura di</div>
<div data-canvas-width="202.50533333333343"><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf7cO6B7wRUnBxvnZwvX44Tw0BKn- FX9YquiD9yhHIB5esP4A/viewform?usp=dialog">prenotazione online</a> sul sito ufficiale chiesadinapoli.it. A meno di due settimane dalla visita pastorale di Papa Leone XIV a Napoli, i preparativi entrano nel vivo. Parrocchie, movimenti ecclesiali e associazioni di tutta l’Arcidiocesi sono al lavoro per organizzare la partecipazione dei fedeli alla giornata del Santo Padre in città. I varchi di accesso in Piazza del Plebiscito saranno aperti a partire dalle ore 10 fino alle ore 14.30. Al fine di agevolare e velocizzare le operazioni di ingresso, si invita a non portare con sé borse, zaini e oggetti metallici .</div>
<div data-canvas-width="444.582666666667">Al mattino sarà possibile seguire in diretta da Pompei la Santa Messa (ore 10) e la Supplica alla Madonna (ore 12), presiedute dal Santo Padre. A partire dalle ore 13.30 prenderà avvio il racconto-spettacolo di musica e testimonianze</div>
<div data-canvas-width="407.1599999999999">sulla città e sulla Chiesa di Napoli, con le voci guida di Chiara del Gaudio e Andrea Sarubbi e il Coro diretto dal Maestro Carlo Morelli.</div>
<div data-canvas-width="553.124">Emmaus come filo conduttore, Eduardo De Filippo come voce narrante, e circa 1200 giovani della Pastorale giovanile e vocazionale della Diocesi in piazza con musica e danza. Cinque quadri &#8211; Missione, Prossimità, Educazione, Vocazione, Corresponsabilità &#8211; traducono in scena i pilastri del XXXI Sinodo diocesano, alternando testimonianze dal vivo a classici del repertorio napoletano come ‘O sole mio e ‘O surdato nnammurato, affiancati da pagine più recenti come ‘O sarracino di Renato Carosone e A me me piace ‘o blues di Pino Daniele. A fare da sigla e da colonna sonora dell’accoglienza al Papa, «Smack», canzone inedita sul tema della pace composta dai ragazzi di «Grestate» del Servizio Oratori della Diocesi.</div>
<div data-canvas-width="157.76800000000003"></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Don Battaglia, benvenuto a Napoli Papa Leone</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 11:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La visita]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
<br />
<br />
<br />
Intervento di don Mimmo Battaglia alla conferenza stampa di presentazione della Visita Pastorale di Papa Leone ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="document-page" data-page="1">
<div class="pdf-page">
<div class="text-wrapper user-select-text">
<blockquote>
<div data-canvas-width="365.11199999999997">Intervento di don Mimmo Battaglia alla conferenza stampa di presentazione della Visita Pastorale di Papa Leone XIV all’Arcidiocesi e alla Città di Napoli.</div>
</blockquote>
<div data-canvas-width="365.11199999999997">Scegliendo Napoli per il suo primo anniversario, il Santo Padre non viene a celebrare un’istituzione, ma viene a farsi pellegrino tra le nostre contraddizioni, tra la bellezza che incanta e le ferite che ancora sanguinano. Napoli è una città che sa essere porto e rifugio, ma è anche una terra che grida per le sue povertà antiche e nuove. Accogliere il Papa significa, per noi, rinnovare l’impegno a non girare lo sguardo dall’altra parte davanti al disagio dei nostri giovani e alla solitudine degli ultimi. La sua presenza tra il Duomo e Piazza del Plebiscito deve essere un incoraggiamento a trasformare la speranza in un impegno civile concreto, perché la fede senza le opere è una lampada senza olio.” «Napoli, città ferita eppure luminosa, preparati ad abbracciare un padre che viene a camminare tra le tue strade polverose. Non accogliamo un ospite lontano, ma un fratello che nel giorno del suo “sì” più grande ha scelto di stare con noi, qui, dove la speranza combatte ogni giorno contro la rassegnazione. Preparati con il cuore, quello che sa battere forte anche quando il fiato manca. Papa Leone XIV non viene tra noi come un potente della terra che conta eserciti o mercati; viene come un pellegrino di pace, un uomo di Vangelo. Viene 18 maggio, nel primo anniversario della sua elezione, e non è un caso. Sceglie noi, sceglie questa terra di “vicoli e di mare”, dove la bellezza convive con il fango, dove la speranza è un esercizio quotidiano di resistenza. Agli ultimi, ai feriti, a chi aspetta: Il Papa camminerà con noi. La sua presenza è un invito a dire che c’è un’altra strada rispetto alla violenza e all’indifferenza. Perché il volto di Cristo lo ritroviamo negli occhi dei piccoli e di chi abita le periferie dell’anima. Ai giovani che sognano e alle famiglie che resistono: Siete voi la forza di questa città. Papa Leone ci ricorda che la pace non è un’utopia lontana, ma si costruisce abbassando le armi dell’odio e rialzando chi è caduto. E porta una pace che non si impone, ma che trasforma, la stessa pace che cerchiamo per i nostri quartieri e per i figli di questa terra. Napoli ha bisogno di questa pace, che trasforma dal di dentro, partendo dal basso, dalle mani sporche di chi lavora in silenzio per il bene comune. Camminare insieme: Questa visita non è un evento di facciata, ma l’impegno di un popolo di accoglienza e fede vera che vuole rialzarsi e sognare ancora. Alziamo lo sguardo. Sentiamo il battito di questa Chiesa che non ha paura di sporcarsi le mani, grata per un Pastore che profuma di Vangelo e di umanità.» Lasciamoci guardare da lui, ma soprattutto lasciamoci convertire dal suo sguardo. Perché la visita passi, ma resti in noi il coraggio di essere, ogni giorno, artigiani di giustizia e profeti di speranza. Benvenuto, Papa Leone. Napoli ti abbraccia.</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="document-page" data-page="2">
<div class="pdf-page">
<div class="text-wrapper user-select-text">
<div data-canvas-width="170.072"><strong>+ don Mimmo Card. Battaglia</strong></div>
<div data-canvas-width="259.6160000000001"><strong>Arcivescovo Metropolita di Napoli</strong></div>
<div data-canvas-width="86.44533333333331"><strong> </strong></div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Prefetto di Napoli in visita al Vesuvio</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/il-prefetto-di-napoli-visita-al-vesuvio/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 16:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La visita]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta oggi, lunedì 8 aprile, la visita istituzionale di una delegazione della Prefettura di Napoli, guidata da Sua Eccellenza ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Si è svolta oggi, lunedì 8 aprile, la visita istituzionale di una <span style="color: inherit; font-size: 16px;">delegazione della Prefettura di Napoli, guidata da Sua Eccellenza il Prefetto, Dott. Michele Di Bari, </span><span style="color: inherit; font-size: 16px;">presso il Parco Nazionale del Vesuvio e il Reale Osservatorio Vesuviano.</span></p></blockquote>
<p>L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento sulle complesse<br />
dinamiche legate alla gestione di un’area unica al mondo per patrimonio naturale, culturale e<br />
scientifico, ma anche tra le più delicate sotto il profilo del rischio vulcanico, in un contesto<br />
densamente urbanizzato che coinvolge circa 700.000 abitanti.<br />
La delegazione è stata accolta presso il piazzale di quota mille, sul versante di Ercolano, per<br />
un’escursione guidata sul Gran Cono del Vesuvio. A seguire, ha visitato il Museo del Reale<br />
Osservatorio Vesuviano, dove i ricercatori dell’INGV hanno illustrato il ruolo strategico dell’istituto<br />
nella sorveglianza scientifica del vulcano e nella gestione del rischio.<br />
La giornata si è conclusa con un momento conviviale presso il complesso storico dell’Osservatorio,<br />
arricchito da un omaggio musicale a cura di un tenore del Teatro di San Carlo, in occasione del<br />
centenario della morte di Giacomo Puccini.<br />
Dichiarazione del Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca:<br />
“La presenza del Prefetto e della sua delegazione è per noi motivo di orgoglio e al tempo stesso<br />
un riconoscimento dell’importanza che questo territorio riveste a livello nazionale. È fondamentale<br />
che le istituzioni si confrontino direttamente sui luoghi, per comprendere a fondo le criticità ma<br />
anche le enormi potenzialità del Parco. Solo attraverso una visione condivisa e una collaborazione<br />
concreta possiamo garantire tutela, sicurezza e valorizzazione di un’area così straordinaria.”</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Alla riscoperta di Dracula</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/alla-riscoperta-di-dracula/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 10:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La visita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=131612</guid>
		<description><![CDATA[di Eleonora Belfiore<br />
Proprio dalla volontà di conciliare sacro e profano, alla ricerca di quel filo rosso capace di creare ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Eleonora Belfiore</strong></p>
<p>Proprio dalla volontà di conciliare sacro e profano, alla ricerca di quel filo rosso capace di creare <strong>un ponte ideale tra Halloween e  le tradizioni nostrane</strong> in tema di defunti, streghe e fantasmi, &#8220;NonsoloArt&#8221; ha proposto un affascinante itinerario all’insegna delle luttuose leggende  che popolano le strade ed i vicoli del centro storico di Napoli. In particolar modo, l&#8217;associazione, attraverso una suggestiva visita, ha approfondito uno dei più affascinanti misteri contemporanei, quello relativo <strong>alla presunta tomba del Conte Dracula all’interno del Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova</strong>. Pare che lo sventurato nobile che ispirò Bram Stoker nella creazione del personaggio del celebre vampiro sia sepolto proprio qui.  Il tutto parte dalla (ri)scoperta di una tomba insolita e dal misterioso legame fra la scomparsa di Vlad durante una battaglia contro i turchi, l&#8217;appartenenza del re di Napoli, Ferrante D’Aragona, allo stesso Ordine di Vlad, l’Ordine del Dragone, e l&#8217;arrivo in città di una delle figlie del leggendario conte&#8230;</p>
<p><strong>In attesa di ulteriori sviluppi, con competenza, professionalità e simpatia, le guide di &#8220;NonsoloArt&#8221;  hanno condotto i visitatori  in un viaggio tra le nebbie del tempo&#8230;  </strong></p>
<p>Oltre alla presunta tomba del conte Vlad III, è stato possibile visitare, in esclusiva, anche l&#8217;area cimiteriale. Il tour è proseguito  con una passeggiata narrata tra i vicoli del centro storico, dove tra i palazzi, le chiese e le piazze si aggirano numerose anime inquiete&#8230;.<br />
&#8220;NonsoloArt&#8221; è anche impegnata in una lodevole iniziativa benefica, grazie al progetto &#8220;Ce vo l&#8217;Art&#8221; in collaborazione con Fondazione Ant (Assistenza Nazionale Tumori). A partire dal 15 settembre, sono stati proposti ben quattro itinerari artistico solidali che hanno così coinvolto non solo gli appassionati di arte ma anche i sostenitori della Delegazione ANT. Fra le visite ricordiamo quella a Villa Rosebery ed un&#8217;altra, molto interessante, alla  Basilica Cattedrale del Rione Terra di Pozzuoli (in collaborazione con l’associazione culturale “Nemea”). Il ricavato di queste visite sarà impiegato per sostenere le attività di assistenza domiciliare, specialistica e gratuita ai malati di tumore assisti da ANT, a Napoli e Caserta. <strong>Per essere informati sulle prossime iniziative solidali e sugli altri itinerari ideati da &#8220;NonsoloArt&#8221;, è possibile visitare la pagina facebook dell&#8217;associazione. Per altri contatti: 3936856305, oppure via mail all&#8217;indirizzo:info@nonsoloart.</strong></p>
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		<title>Museo di Capodimonte, una giornata &#8220;straordinaria&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 15:09:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovedì 6 ottobre 2016 il Museo di Capodimonte sarà aperto fino alle 22.30 e il biglietto costerà 1 euro a partire dalle 19.30 ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://airmail.calendar/2016-10-06%2012:00:00%20CEST">Giovedì 6 ottobre 2016</a> il Museo di Capodimonte sarà aperto fino <a href="http://airmail.calendar/2016-10-05%2022:30:00%20CEST">alle 22.30</a> e il biglietto costerà 1 euro a partire dalle 19.30 fino all’ultimo ingresso consentito <a href="http://airmail.calendar/2016-10-05%2021:30:00%20CEST">alle 21.30</a>. L’apertura serale straordinaria è ancora un’occasione speciale per ammirare un museo tra i più ricchi d’Italia, e partecipare <a href="http://airmail.calendar/2016-10-05%2020:30:00%20CEST">alle 20.30</a>, con una visita guidata alle stanze degli Appartamenti Reali, alle celebrazioni dedicate a Carlo di Borbone, sovrano illuminato per Napoli, che 257 anni fa, proprio <a href="http://airmail.calendar/1759-10-06%2012:00:00%20GMT+0:49:56">il 6 ottobre 1759</a>, lasciava il Regno di Napoli al piccolo Ferdinando.</p>
<p>Una passeggiata guidata attraverso le sale di rappresentanza della Reggia voluta nel 1738 da Carlo di Borbone e dedicate al sovrano e alla sua sposa, la regina Maria Amalia di Sassonia, dove è stato allestito un approfondimento sulle manifatture fondate nel Regno dal giovane sovrano e dove si possono ammirare i bellissimi pezzi prodotti dalla Real Fabbrica di Porcellane di Capodimonte, la più cara tra le manifatture protette.</p>
<p>L&#8217;allestimento, nelle sale dell&#8217;Appartamento Reale da maggio a dicembre 2016, è stato progettato nell’ambito delle attività promosse dal Comune di Napoli per il “Maggio dei Monumenti 2016” per celebrare i trecento anni dalla nascita di Carlo di Borbone.</p>
<p>Ma gli Appartamenti Reali del Museo di Capodimonte ci raccontano molte storie.</p>
<p>Dalla passione dei sovrani per la caccia alle delizie del bosco, dalle passeggiate sulla terrazza panoramica del belvedere alla storia della partenza di Carlo per la Spagna dipinta da Antonio Joli, in cui si vede in un particolare il ministro Tanucci che piange per il sovrano che va via.</p>
<p>A lui sarà affidata la reggenza del Regno e il piccolo Ferdinando, nello splendido ritratto di Anton Raphael Mengs, che a soli 9 anni diventa Re <a href="http://airmail.calendar/1759-10-06%2012:00:00%20GMT+0:49:56">il 6 ottobre 1759</a>.</p>
<p>Il percorso, alle ore 20.30, è offerto dai Servizi Educativi del Museo di Capodimonte.</p>
<p>Per partecipare al percorso guidato gratuito è necessario munirsi del biglietto di ingresso al museo e prenotare.</p>
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		<title>&#8220;Invito a Palazzo&#8221;, visita alla sede storica del Banco di Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 11:24:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[La visita]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;<br />
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Sabato 1 ottobre dalle 10 alle 19 ritorna “Invito a Palazzo”, l’appuntamento promosso da ABI per l’apertura straordinaria ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Sabato 1 ottobre dalle 10 alle 19 ritorna “Invito a Palazzo”, l’appuntamento promosso da ABI per l’apertura straordinaria e gratuita dei palazzi storici delle banche italiane. </strong></li>
<li><strong>Dei 96 palazzi, distribuiti in 50 città, che saranno visitabili in occasione di questa quindicesima edizione, il Gruppo Intesa Sanpaolo partecipa con 10 tra residenze storiche, sedi museali e palazzi di direzione.</strong></li>
<li><strong>Numerose le iniziative straordinarie realizzate per l’occasione dal Gruppo Intesa Sanpaolo.</strong></li>
<li><strong>A Napoli sarà possibile visitare Palazzo Zevallos Stigliano in via Toledo 185</strong></li>
</ul>
<p>Con 10 sedi in 8 diverse città d’Italia e 4 banche oltre la capogruppo, il Gruppo <strong>Intesa Sanpaolo</strong> aderisce alla quindicesima edizione di <em>Invito a Palazzo</em>, sabato 1 ottobre dalle 10 alle 19. Giunta alla XV edizione, Invito a Palazzo è un’iniziativa di grande successo promossa da ABI, Associazione Bancaria Italiana, con l’apertura al pubblico per una intera giornata di palazzi storici delle Banche e delle loro collezioni d’arte.</p>
<p>Sarà dunque possibile visitare, con ingresso libero e visite guidate, alcuni tra i più bei palazzi di Intesa Sanpaolo e Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, Cassa di Risparmio del Veneto, Carisbo, Casse dei Risparmi di Forlì e della Romagna. Una presenza importante che, se da un lato conferma la dimensione nazionale di Intesa Sanpaolo, dall’altro sottolinea come il profondo legame che lega le banche del Gruppo al territorio sia dato anche dal desiderio di condividere e far conoscere il proprio patrimonio di arte e storia.</p>
<p>A Napoli, il prossimo 1 ottobre, aprirà le sue porte al pubblico <strong>Palazzo Zevallos Stigliano, in via Toledo 185. </strong>Parte integrante della storia della città, Palazzo Zevallos Stigliano sorge su via Toledo ed è oggi sede museale di Intesa Sanpaolo. L’itinerario espositivo, recentemente arricchito e ampliato, vede la presenza accanto al <em>Martirio di sant’Orsola</em> di Caravaggio di oltre 120 opere di ambito napoletano e meridionale (Artemisia Gentileschi, Luca Giordano, Francesco Solimena, Anton Sminck Pitloo, Vincenzo Gemito ed altri) su un arco cronologico che va dagli esordi del Seicento ai primi anni del Novecento. Le visite guidato sono a ciclo continuo<strong>.</strong></p>
<p>Invito a Palazzo ha saputo di anno in anno rinnovarsi, ampliando il numero di istituti e di palazzi coinvolti e arricchendo la tradizionale visita con eventi e attività collaterali. Anche quest’anno, per il secondo consecutivo, partecipano la Banca d’Italia, che apre le porte di Palazzo Koch, e le fondazioni di origine bancaria coordinate da Acri, con numerose prestigiose sedi in varie città del Paese. La manifestazione è posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e si avvale del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.</p>
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		<title>Mattarella e De Magistris, colloquio a Villa Rosebery</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 16:35:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[La visita]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avuto un colloquio con il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris per 20 ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avuto un colloquio con il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris per 20 minuti a Villa Rosebery, prima di presenziare alle celebrazioni dei 150 anni della nascita di Benedetto Croce, a Palazzo Filomarino.</p>
<p>Ecco il link al servizio: <a href="http://multimediale.comune.napoli.it/index.php?n=6276">http://multimediale.comune.napoli.it/index.php?n=6276</a></p>
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