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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; la petizione</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Metropolitan: la proposta di Gennaro Capodanno</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 18:02:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[la petizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non vogliano perdere il cinema Metropolitan, vista la lunga e perseverante latitanza delle istituzioni, c&#8217;è solo una strada da ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Se non vogliano perdere il cinema Metropolitan, vista la lunga e perseverante latitanza delle istituzioni, c&#8217;è solo una strada da percorrere: una raccolta di fondi tra tutti i napoletani per acquistare i locali dal proprietario e consentire così di far continuare l&#8217;attività agli attuali gestori. Napoli è nostra e siamo noi che in queste occasioni ci dobbiamo attivare!<br />
<strong>Gennaro Capodanno</strong></p></blockquote>
<p>&#8220;La chiusura del cinema Metropolitan rappresenta l&#8217;ennesimo grave vulnus alla storia e alla cultura di Napoli, una città che, complici anche alcuni mass media, gli attuali amministratori di palazzo San Giacomo, a partire dal sindaco Manfredi, cercano di raccontare come una capitale che sta attraversando una fase nuova di rinascita, che, alla luce dei fatti che si registrano quotidianamente, esiste solo nella loro fantasia, mentre invece ogni giorno il capoluogo partenopeo continua a perdere pezzi importanti del suo ricco patrimonio storico e culturale. Oggi sulle pagine della cronaca, oltre alle saracinesche abbassate della sala cinematografica, con il licenziamento di dieci dipendenti, si racconta anche la vicenda della chiusura di una delle ultime botteghe ultracentenarie per la lavorazione e la vendita del corallo, presenti nell&#8217;area di San Martino nel quartiere Vomero, meta di tantissimi turisti &#8220;. Il duro intervento, che però fotografa una situazione che è sotto gli occhi di tutti i napoletani, è di Gennaro Capodanno presidente del Comitato Valori collinari, che, sulla piattaforma change org, ha promosso anche una petizione per dire no alla chiusura del cinema Metropolitan, petizione, che ha già raccolto circa 2.200 firme https://www.change.org/salviamoilcinemametropolitan</p>
<p>“ Cari napoletani &#8211; afferma Capodanno -, a questo punto non ho più alcuna fiducia nelle istituzioni locali e neppure in quelle nazionali, visto che, dopo il decreto per il vincolo di destinazione d&#8217;uso, voluto dall&#8217;ex ministro della cultura, Sangiuliano, decreto che risale al 27 luglio 2023, quindi a ben un anno e mezzo fa, senza che, nel frattempo, nulla sia stato fatto per evitare la chiusura dello storico cinema Metropolitan, chiusura da tempo annunciata e purtroppo oggi diventata effettiva. Compriamoci noi i locali del cinema Metropolitan, dall&#8217;attuale proprietario, la banca Intesa Sanpaolo! Mettiamo in campo un meccanismo di raccolta fondi, che veda la partecipazione di Enti, Associazioni, Comitati e singoli cittadini. Raggiunta la somma necessaria, acquistiamo noi i locali, garantendo così il proseguimento dell’attività, in capo agli attuali gestori. Napoli non può assolutamente perdere un bene culturale e sociale, patrimonio storico della città e, vista la lunga latitanza al riguardo delle istituzioni proposte, mobilitiamoci, in prima persona, noi cittadini! &#8220;.</p>
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		<title>Petizione al Papa e al Vescovo, Marianna come Bartolo Longo e sia sepolta accanto a lui</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 09:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[la petizione]]></category>
		<category><![CDATA[STORIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il santuario di Pompei, uno dei siti mariani più visitati al mondo, senza Marianna Farnararo vedova del conte de Fusco, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Il santuario di Pompei, uno dei siti mariani più visitati al mondo, senza Marianna Farnararo vedova del conte de Fusco, e poi moglie del fondatore, il beato Bartolo Longo, non sarebbe stato costruito. Lo dice la storia. La contessa, originaria di Monopoli e trapiantata a Napoli, rimasta vedova del conte in giovane età e con cinque figli, cedette tutto il suo enorme patrimonio ereditato dal marito per comprare il terreno e far costruire il santuario. E non solo, affiancò Bartolo Longo in tutte le iniziative caritatevoli che trasformarono la vecchia Valle di Pompei di metà e fine Ottocento e diedero conforto a giovani orfani, a figli di detenuti e a intere famiglie di poveri e indigenti. Un’opera caritatevole che fu possibile, appunto, grazie alla dedizione di questa donna, della quale proprio nell’anno che sta per chiudersi, è stato celebrato il centenario della morte.</div>
<div>Questi meriti, oltre che essere sanciti dalla storia, sono ora rivendicati da una ventina di discendenti, che hanno preso carta e penna ed hanno inoltrato un’accorata petizione a Papa Francesco. In sintesi questo il contenuto.</div>
<div>La Farnararo, sostengono i discendenti, ha acquisito in vita gli stessi meriti di Bartolo Longo, che, giustamente, se li è visti riconosciuti con l’elevazione al rango di Beato. L’appello al Pontefice, pertanto, è perché solleciti il Dicastero per le cause dei Santi affinché si avvii la procedura canonica anche per Marianna Farnararo de Fusco e si azzeri quella che, a tutti gli effetti, a loro modo di vedere, ha finito per concretizzare una disparità di trattamento. La petizione, peraltro, è condivisa anche da due discendenti diretti di Bartolo Longo.</div>
<div>Non solo. Questi attivi parenti della contessa hanno rivolto contestualmente una seconda petizione all’arcivescovo di Pompei monsignor Tommaso Caputo. Bartolo Longo, che morì nel 1926, due anni dopo della Farnararo, scrisse nel testamento che voleva essere sepolto ai piedi della Madona che “aveva servito per 50 anni” e “accanto” alla moglie Marianna.</div>
<div>Ora però, mentre Bartolo Longo è collocato esattamente in una cappella ai lati dell’altare, Marianna è invece seppellita nella cripta del Santuario, cripta che nei giorni di maggior affollamento resta chiusa, cioè prevalentemente sottratta alla devozione dei fedeli. L’appello a monsignor Caputo è che si adoperi affinché anche le spoglie della contessa Farnararo de Fusco siano riportare accanto a quelle di Bartolo Longo, in ossequio alla volontà dello stesso.</div>
<div>Ora i ventidue discendenti firmatari degli appelli attendono fiduciosi positivi riscontri. Per il momento si accontentano del fatto che la Commissione Toponomastica del Comune di Pompei, proprio in questi giorni, ha dato l’ok alla trasformazione di via Bartolo Longo in via Marianna Farnararo de Fusco. Al Beato, naturalmente, resta intestata la grande piazza antistante il Santuario.</div>
<div></div>
<div><strong>Loris Buffardi</strong></div>
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