<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SCRIVONAPOLI &#187; LA MOSTRA</title>
	<atom:link href="https://www.scrivonapoli.it/category/la-mostra/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.scrivonapoli.it</link>
	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Jun 2026 16:05:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=4.2.3</generator>
	<item>
		<title>Dal Vesuvio al Fuji. A Bacoli mostra sull’arte in eruzione</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/dal-vesuvio-al-fuji-a-bacoli-mostra-sullarte-in-eruzione/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/dal-vesuvio-al-fuji-a-bacoli-mostra-sullarte-in-eruzione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=160144</guid>
		<description><![CDATA[Da domani a domenica 21 giugno, gli spazi del Palazzo dell’Ostrichina del Complesso Borbonico del Fusaro a Bacoli, ospiteranno la ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da domani a domenica 21 giugno, gli spazi del Palazzo dell’Ostrichina del Complesso Borbonico del Fusaro a Bacoli, ospiteranno la mostra collettiva multidisciplinare “Iconiche Montagne di Fuoco. Dal Vesuvio al Fuji: Arte in Eruzione”, a cura di Anna Russolillo, Doriana Vriale e Anna Abbate. L’esposizione, promossa da Lunaria A2 di Federica Russolillo, sarà visitabile tutti i giorni, con guida, dalle ore 15.00 alle ore 21.00. L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto “Vivere nel Vulcano 2026. Campania e Giappone tra Scienza e Arti”, patrocinato, tra gli altri, dall’INGV e dall’Ambasciata del Giappone in Italia. Inserita nelle celebrazioni per i 160 anni di amicizia tra Italia e Giappone, la mostra propone un percorso artistico dedicato al paesaggio vulcanico, alla memoria dei territori del Vesuvio, dei Campi Flegrei e del Giappone, nonché alla forza generativa del fuoco come simbolo di trasformazione culturale e creativa.<br />
Pittura, scultura e installazioni dialogheranno all’interno di uno dei luoghi più suggestivi dell’area flegrea: il Palazzo dell’Ostrichina, storico edificio del Real Sito Borbonico del Fusaro, oggi importante spazio dedicato all’arte contemporanea e agli eventi culturali.<br />
L’inaugurazione si terrà alle ore 16 alla presenza del sindaco di Bacoli Josi Della Ragione, del consigliere della Città Metropolitana Vincenzo Cirillo, del presidente del Centro Ittico Campano Umberto Siola, dell’assessore alla Cultura del Comune di Bacoli Mauro Cucco, dell’assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli Mariasole La Rana, del delegato Procida Capitale Michele Assante del Leccese e dal presidente di Lunaria A2 Federica Russolillo. Alle ore 17.00 seguirà la premiazione degli studenti coinvolti nel progetto. A moderare gli interventi sarà Gianni Ambrosino.<br />
“Iconiche Montagne di Fuoco. Dal Vesuvio al Fuji: Arte in Eruzione” si propone come un grande laboratorio culturale aperto al territorio, capace di mettere in relazione scuole, giovani artisti, protagonisti dell’arte contemporanea e istituzioni, in un dialogo continuo tra memoria, paesaggio e creatività contemporanea. Il progetto nasce come un ponte ideale tra i Campi Flegrei, il Vesuvio e il Giappone, territori accomunati da una forte identità vulcanica e da un rapporto profondo tra uomo, natura e memoria. Paesaggi segnati dal fuoco e dalla continua trasformazione della terra diventano così luoghi simbolici di incontro culturale e artistico, capaci di raccontare storie di resilienza, bellezza e rinascita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/dal-vesuvio-al-fuji-a-bacoli-mostra-sullarte-in-eruzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Architettura in Campania</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/larchitettura-in-campania/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/larchitettura-in-campania/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 06:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=159778</guid>
		<description><![CDATA[<br />
<br />
<br />
“Napoli e la Campania. Architettura e Paesaggio 1945-2025” è il titolo della mostra che si inaugura il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>“Napoli e la Campania. Architettura e Paesaggio 1945-2025” è il titolo della mostra che si inaugura il giorno 29 aprile alle ore 15,30 a Palazzo Gravina, sede storica del Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II in Via Monteoliveto 3.</p>
<p>La Mostra, curata da Pasquale Belfiore, Alessandro Castagnaro e Marella Santangelo, è stata organizzata dalla Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città e dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, avvalendosi anche di un contributo dell’Assessorato al Governo del Territorio della Regione Campania.</p>
<p>La mostra si articola in tre sezioni: una “storica” che riassume, per exempla, gli ottant’anni di architettura e trasformazioni urbane e paesaggistiche in Campania; una rassegna di progetti contemporanei di architetti e studi professionali attivi della regione organizzata per linee di indirizzo progettuale; una macro-sezione dedicata ai progetti per la città pubblica e il paesaggio con differenti focus: attrezzature e metropolitane urbane, periferie e paesaggio, oltre ad alcuni progetti di rigenerazione urbana in via di esecuzione: la vela Celeste a Scampia e le nuove residenze di Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio.</p>
<p>La mostra sarà inaugurata con un Convegno presso l’aula Magna di Palazzo Gravina alle ore 15,30 di mercoledi 29 aprile, questo avrà inizio con i saluti dei rappresentanti istituzionali con l’apertura del Sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi e del Rettore dell’Università Federico II, Matteo Lorito, cui seguiranno gli interventi dei curatori della mostra Pasquale Belfiore, Alessandro Castagnaro e Marella Santangelo, le relazioni inaugurali saranno di Bruno Discepolo, Architetto già Assessore regionale al Governo del Territorio e del Prof. Orazio Carpenzano, Preside della Facoltà di Architettura dell’Università la Sapienza di Roma..</p>
<p>La Mostra rimarrà aperta fino al 15 luglio 2026, tutti i giorni feriali dalle 9 alle 19, il sabato dalle 9 alle 13.</p>
<p>La Mostra ha avuto la collaborazione di Ministero della Cultura, Comune di Napoli, Città Metropolitana di Napoli, Aniai Campania – Associazione Ingegneri e Architetti della Campania, Docomomo Italia – Associazione italiana per la documentazione e la conservazione degli edifici e dei complessi urbani moderni, In/Arch (Istituto Nazionale di Architettura) sezione Campania, INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) sezione Campania.</p>
<p>Progetto di allestimento: Stefano Lanzetta, con Davide Picariello e Floriano Illiano</p>
<p>Progetto grafico: Pluff Studio (Antonio Iodice, Giulia Scalera, Marta Boccia)</p>
<p>L’evento espositivo sarà accompagnato da un ciclo di convegni che si svolgeranno nell’Aula Magna del Dipartimento di Architettura nel periodo di apertura della mostra, da maggio a luglio, con lo scopo di promuovere un dibattito tra enti, istituzioni e associazioni di settore sui temi, le opere e gli autori più significativi della cultura architettonica e urbanistica del territorio campano.</p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/larchitettura-in-campania/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Totò e la sua Napoli, la mostra</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/toto-la-sua-napoli-la-mostra/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/toto-la-sua-napoli-la-mostra/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 17:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>
		<category><![CDATA[Totò]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=159639</guid>
		<description><![CDATA[<br />
L’inedita esposizione dedicata al legame indissolubile tra il Principe della risata e la sua città<br />
<br />
Sarà la prestigiosa ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><em>L’inedita esposizione dedicata al legame indissolubile tra il Principe della risata e la sua città</em></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Sarà la prestigiosa sede dell’<strong>Italian American Museum di New York </strong>ad accogliere, <strong>dal 16 aprile al 29 agosto 2026</strong>, la mostra <strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong>, un’esposizione inedita che celebra il legame profondo e inscindibile tra Totò e la sua città natale, nell’ambito delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli. <strong>Dopo il grande successo registrato a Napoli</strong>, la mostra – resa possibile grazie al supporto del <strong>Comitato Nazionale Neapolis 2500</strong> e del <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale </strong>– <strong>approda a New York come tappa di un progetto internazionale</strong> che intende rafforzare il dialogo culturale tra Napoli e il mondo, nel segno di un artista che di quel ponte è stato, e continua a essere, uno dei più straordinari interpreti. Il progetto, a cura di <strong>Alessandro Nicosia</strong> e <strong>Marino Niola</strong>, è organizzato e prodotto da <strong>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong>, con la partecipazione degli <strong>Eredi Totò</strong>, che hanno contribuito mettendo a disposizione materiali inediti e preziose testimonianze, e con la collaborazione dell’<strong>Istituto Italiano di Cultura di New York</strong>. <strong>La mostra si propone di restituire la complessità del rapporto tra Antonio de Curtis e Napoli</strong>: un legame originario e generativo, nel quale si sono formati il suo sguardo, il suo linguaggio comico e quella maschera mutevole e universale che lo ha reso un’icona senza tempo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre ogni dimensione cronologica, il dialogo tra Totò e la sua città si configura come un patrimonio condiviso: <strong>Napoli rivive attraverso il suo interprete più emblematico, mentre Totò trova nella città la matrice profonda della propria identità artistica e umana</strong>. Una napoletanità intesa non solo come appartenenza geografica, ma come visione del mondo, sensibilità e cifra espressiva.<em>“</em><em>Resto un napoletano con tutti i pregi e i difetti del napoletano. Ogni quindici giorni torno a Napoli per un brevissimo soggiorno, non posso stare più a lungo lontano dalla mia città, la gente di là mi dà il calore della vita. E ogni volta mi commuovo come un bambino</em><em>”</em>: così l’artista raccontava il suo legame con la città, sottolineandone la dimensione intima e imprescindibile. Questo rapporto si riflette in tutta la sua produzione: dal teatro – con la Compagnia Stabile Napoletana e le collaborazioni con i fratelli De Filippo – al cinema, con capolavori come <em>Miseria e nobiltà</em> e <em>L’oro di Napoli</em>; dalla poesia, con testi celebri come <em>&#8216;A livella</em> e <em>Napule, tu e io</em>, fino alla musica, con brani come <em>Malafemmena</em>, autentica espressione del lirismo partenopeo. Attraverso <strong>fotografie</strong>, <strong>filmati</strong>, <strong>costumi di scena</strong>, <strong>documenti originali</strong> e <strong>manufatti</strong>, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio immersivo nell’universo artistico di Totò, facendo emergere aspetti meno noti della sua vita e della sua carriera. Per i tanti americani di origine napoletana, Totò rappresenta molto più di un attore: è il simbolo vivente di una memoria collettiva, l’incarnazione di un’identità culturale che attraversa oceani e generazioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/toto-la-sua-napoli-la-mostra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spazi Verdi Urbani, una mostra al Maschio Angioino</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/spazi-verdi-urbani-una-mostra-al-maschio-angioino/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/spazi-verdi-urbani-una-mostra-al-maschio-angioino/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 17:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=159296</guid>
		<description><![CDATA[Nell’antisala dei Baroni del Maschio Angioino, si è tenuta la giornata su architettura e arte sostenibile. Nel corso dell’evento, che ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Nell’antisala dei Baroni del Maschio Angioino, si è tenuta la giornata su architettura e arte sostenibile. Nel corso dell’evento, che chiude la rassegna, c’è stata una mostra e la presentazione del libro Spazi Verdi Urbani, alla presenza di esponenti delle Istituzioni e del mondo dell’imprenditoria. Al centro della discussione il tema del verde urbano nella città di Napoli. Il giornalista Giorgio Bruno ha coordinato il finissage. Hanno partecipato Dario Catania e Mariano Peluso della Associazione &#8216;N sea yet, che si occupa di ecologia e del Vallone San Rocco, sul quale l’architetto Paola Lista, che si occupa di progettazione ambientale, ha realizzato un focus che funga anche da monito all&#8217;amministrazione comunale, sulla necessità di incrementare e mettere in sicurezza il verde cittadino.</span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/spazi-verdi-urbani-una-mostra-al-maschio-angioino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Io sono qui, la mostra del vignettista Anto Sullo</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/io-sono-qui-la-mostra-del-vignettista-anto-sullo/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/io-sono-qui-la-mostra-del-vignettista-anto-sullo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 11:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=159065</guid>
		<description><![CDATA[In collaborazione con il Comune di Salerno, l’edizione 2025/2026 di “Luci d’Artista” accende i riflettori sull’arte illuminante e poetica del ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="s2"><span class="s4">In collaborazione con il </span><span class="s5">Comune di Salerno</span><span class="s4">, l’edizione 2025/2026 di </span><span class="s5">“Luci d’Artista”</span> <span class="s4">accende</span><span class="s4"> i riflettori sull’arte </span><span class="s4">illuminante</span><span class="s4"> e poetica del </span><span class="s5">vignettista napoletano</span> <span class="s5">Anto Sullo</span><span class="s4">, protagonista di un racconto visivo che unisce ironia, spiritualità e impegno civile. </span><span class="s6">La mostra sarà inaugurata </span><span class="s7">giovedì 4 dicembre 2025 alle ore 18.00</span><span class="s6"> con un v</span><span class="s7">ernissage</span><span class="s6"> presso </span><span class="s7">Palazzo Fruscione</span><span class="s6">, v</span><span class="s8">icolo </span><span class="s8">Adelberga</span><span class="s8"> 19</span><span class="s8"> &#8211;</span><span class="s8"> Salerno</span><span class="s6"> e sarà aperta al pubblico dal </span><span class="s7">5 dicembre 2025 al</span><span class="s7">l’11</span><span class="s7"> gennaio 2026</span><span class="s6">. </span><span class="s6">Un omaggio al sorriso e alla forza di </span><span class="s7">Papa Francesco</span><span class="s6">, raccontato attraverso il segno ironico e profondo di Anto Sullo, che ne interpreta in chiave artistica oltre un decennio di pontificato, tra fede, umanità e speranza.</span></p>
<p class="s2"><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-12.25.17.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-159067" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-18-alle-12.25.17-300x176.png" alt="sullo vignetta" width="300" height="176" /></a></p>
<p class="s12"><span class="s10">Dopo il successo delle precedenti tappe di Assisi e Roma, torna il racconto di Anto Sullo su Papa Francesco con la mostra </span><span class="s11">“IO SONO QUI il pontificato di Papa Francesco in vignette 2013/2024”</span><span class="s10">. Il geniale vignettista napoletano omaggia ancora Papa Bergoglio a circa 8 mesi dalla sua scomparsa, stavolta con il racconto completo del suo grande pontificato. Prestigiosi i Patrocini Morali della mostra: </span><span class="s11">la Regione UMBRIA</span><span class="s10">, che ha deciso di essere dopo Assisi,</span> <span class="s10">vicino all’artista napoletano, dando valenza nazionale all’evento, il </span><span class="s11">Comune di Salerno</span><span class="s10"> e </span><span class="s11">l’Arcidiocesi di Salerno</span><span class="s10">, </span><span class="s11">Campagna ed Acerno</span><span class="s10">, che hanno sposato con entusiasmo il progetto</span><span class="s10"> e </span><span class="s10">la </span><span class="s11">Comunità di Sant’Egidio</span><span class="s10">, da sempre vicin</span><span class="s10">a</span><span class="s10"> all’arte di </span><span class="s11">Anto Sullo</span><span class="s10">.</span></p>
<p class="s12"><span class="s10">La mostra sarà inaugurata </span><span class="s11">giovedì 4 dicembre 2025, alle ore 18.00</span><span class="s10">, presso gli spazi storici del prestigios</span><span class="s10">o</span> <span class="s11">Palazzo Fruscione di Salerno</span><span class="s10">, cuore pulsante del centro storico e monumento simbolo della Salerno del XIII secolo. Il Palazzo è da anni sede di grandi eventi culturali, ed è</span> <span class="s10">qui che le </span><span class="s11">vignette di Anto Sullo</span><span class="s10"> troveranno, la loro cornice ideale: un percorso tra arte, fede, umorismo e bellezza e </span><span class="s11">con oltre </span><span class="s11">duecento </span><span class="s11">opere e schizzi</span><span class="s10"> che raccontano l’eredità umana e spirituale di Papa Francesco. Non a caso il vignettista napoletano è stato scelto</span> <span class="s10">come </span><span class="s11">artista dell’anno</span><span class="s10"> nell’ambito dell’</span><span class="s10">appuntamento</span> <span class="s11">“SALERNO Luci d’Artista 2025/2026”</span><span class="s10">. </span></p>
<p class="s12"><span class="s10">Un</span><span class="s10">a rassegna </span><span class="s10">di grande suggestione</span><span class="s10"> e </span><span class="s10">armonia visiva</span><span class="s10"> tra satira, poesia e spiritualità. Le sale di Palazzo Fruscione, diventeranno per l’occasione anima vibrante dell’arte e della fede. U</span><span class="s10">n viaggio emozionale che unisce la forza dell’immagine, alla profondità del messaggio, </span><span class="s10">nell’ambito di un evento </span><span class="s11">atteso da oltre un milione di visitatori</span><span class="s10">. </span><span class="s10">D</span><span class="s10">ue sezioni della mostra omaggeranno Napoli, città natale dell’artista, e San Francesco </span><span class="s10">d’Assisi, nell’anniversario della scrittura del </span><span class="s11">“Cantico delle creature” (2025) e degli 800 anni dalla morte del santo “poverello” (2026). </span></p>
<p class="s12"><span class="s10">Così l’artista napoletano: </span><span class="s13">&#8220;Anche dopo la sua scomparsa non ho mai smesso di disegnarlo. Come se non fosse mai andato via, come se ci indicasse da lassù, la strada giusta da seguire. Molti temi da lui toccati sono ancora, ahimè, tragicamente attuali: guerra, fame, infanzia negata, violenza, donne, ambiente, moralità, migranti, famiglia, giovani&#8230; </span></p>
<p class="s12"><span class="s13">La sua lezione,</span> <span class="s13">Il suo lascito morale unito indissolubilmente a quella del santo di Assisi,</span> <span class="s10">continua il </span><span class="s10">Maestro, </span><span class="s13">non</span><span class="s13"> può essere sprecato, non</span><span class="s13"> deve essere</span><span class="s13"> perduto, soprattutto dai più giovani. Si dice che le persone care non muoiono mai se continuiamo ad agire e a pensare come loro, se parliamo ogni giorno con loro&#8230; </span><span class="s13">È</span><span class="s13">quello che io ho fatto e che faccio, anche con Papa Francesco&#8230; </span></p>
<p class="s12"><span class="s14">IO SONO QUI</span><span class="s13"> è un regalo di Natale per la città di Salerno, per la Regione Campania, per la Regione Umbria, per tutti, per me. </span></p>
<p class="s12"><span class="s10">Anto Sullo, conclude la sua dichiarazione sottolineando l’importanza </span><span class="s10">che Papa Bergoglio aveva dato ad alcune parole </span><span class="s11">“</span><span class="s14">Il sorriso e l&#8217;umorismo</span><span class="s14">”</span> <span class="s10">che egli stesso aveva inserito </span><span class="s10">anche nel suo decalogo della</span> <span class="s10">felicità</span><span class="s13">. </span><span class="s10">S</span><span class="s10">criveva</span><span class="s10">, infatti, </span><span class="s10">Bergoglio:</span><span class="s13"> &#8211; </span><span class="s13">“</span><span class="s13">l&#8217;autoironia, il senso dell’umorismo sono atteggiamenti vicini alla grazia di Dio. La capacità di ridere di sé stessi permette di affrontare la vita con uno spirito più positivo, anche di fronte alle difficoltà, guardatevi allo specchio e ridete di voi stessi! </span><span class="s13">–</span></p>
<p class="s12"><span class="s10">Con </span><span class="s15">IO SONO QUI</span><span class="s10"> – spiega Anto Sullo – </span><span class="s13">“</span><span class="s13">vorrei che il sorriso diventasse scintilla, che da un segno d’inchiostro nascesse una vampa di speranza capace di propagarsi nel cuore</span> <span class="s13">di molti.</span> <span class="s13">Perché</span><span class="s13"> l’arte</span><span class="s13">, </span><span class="s13">può ancora illuminare il mondo</span><span class="s13">, </span><span class="s13">nel segno indelebile tracciato da P</span><span class="s13">APA</span><span class="s13"> F</span><span class="s13">RANCESCO</span><span class="s13">, </span><span class="s13">il grande!”</span></p>
<p class="s12"><span class="s10">La mostra sarà aperta al pubblico da</span> <span class="s10">venerdì</span> <span class="s10">5 </span><span class="s10">dicembre 2025 e fino a</span><span class="s10"> sabato</span><span class="s10"> 10 gennaio 2026 con i seguenti orari: h. </span><span class="s11">16/20</span><span class="s10"> (dal Lunedi al</span> <span class="s10">giovedì</span><span class="s10">) e h. </span><span class="s11">16/22</span><span class="s10">(</span><span class="s10">venerdì</span><span class="s10">/</span><span class="s10">sabato</span><span class="s10">/</span><span class="s10">domenica</span><span class="s10">).</span> <span class="s11">L’ingresso è gratuito</span><span class="s10">. </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/io-sono-qui-la-mostra-del-vignettista-anto-sullo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Totò e la sua Napoli, mostra a Palazzo Reale</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/toto-la-sua-napoli-mostra-palazzo-reale/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/toto-la-sua-napoli-mostra-palazzo-reale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 09:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>
		<category><![CDATA[Totò]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=158947</guid>
		<description><![CDATA[<br />
<br />
Fino al 25 gennaio la mostra dedicata all’indimenticabile attore che ha segnato la storia del teatro, del cinema e della ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Fino al 25 gennaio la mostra </strong><strong>dedicata all’indimenticabile attore </strong><strong>che ha segnato la storia del teatro, del cinema e della televisione italiana.</strong></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Nella sede di <strong>Palazzo Reale a Napoli</strong>, <strong>Sala Belvedere</strong>, da domani 31 ottobre fino al 25 gennaio 2026, aprirà la mostra <strong><em>Totò e la sua Napoli</em>, l’inedita esposizione che celebra il grande legame inscindibile tra Totò e Napoli in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli</strong>. Proprio in virtù di questo forte legame si è scelto di ospitare, nella città da lui tanto amata, questa mostra che omaggia uno dei suoi figli più illustri e simbolo universale di napoletanità e genialità comica, come prima tappa di un progetto che proseguirà a New York nella prossima primavera, proseguendo idealmente quel ponte culturale tra Napoli e il mondo che l’attore ha sempre rappresentato.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra <strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong> è promossa dal <strong>Comitato Nazionale Neapolis 2500</strong> con il <strong>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli</strong> (<strong>Ministero della Cultura</strong>), con la partecipazione degli <strong>Eredi Totò</strong>, con la collaborazione di <strong>Rai Teche</strong> e <strong>Archivio Storico Luce</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progetto è a cura di <strong>Alessandro Nicosia</strong> e <strong>Marino Niola</strong> ed è organizzato e prodotto da <strong>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong>. <strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong> si propone di far affiorare quel legame tra Antonio de Curtis e la città dove si è formato il suo sguardo, affinato il suo linguaggio comico e costruito quel volto inconfondibile ma provvisorio, pronto a cambiare fattezze, come ogni maschera che si rispetti. Come emerge dall’esposizione, è impossibile parlare di Totò senza parlare di Napoli, la grande sorgente della sua attorialità ma anche della sua personalità. Della sua capacità di essere uno, nessuno e centomila.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di fatto Totò – come sostiene Marino Niola – “riassume le mille identità di una Napoli che diventa teatro universale, grande metafora della condizione umana. La città lo ha amato moltissimo e incondizionatamente perché ciascun napoletano si è riconosciuto in una delle mille sfaccettature di questa maschera interclassista. Personaggio e persona nel senso letterale del termine che significa appunto maschera. In effetti <em>Totò e la sua Napoli</em> vuole mostrare come Partenope ha modellato Totò e come Totò ha rimodellato Partenope, in tutta la sua miseria e nobiltà, facendone un simbolo che rappresenta tutti coloro che in ogni paese del mondo si sentono vesuviani”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La faccia di Totò era un qui pro quo. Come ogni maschera che si rispetti. La sua asimmetria, da virgola fuori posto, gli dava quell’aria stralunata, da burattino cubista. “Dicono che ho la faccia triste. Non ce l’ho triste. Ce l’ho storta perché mi sono rotto il naso”. Lo ripeteva spesso per prendere le distanze da quelli che facevano troppa filosofia sulla sua comicità. A chi lo considerava un cugino di Pulcinella o un nipote di Arlecchino, lui rispondeva con un’alzata di spalle che voleva dire “Ma mi faccia il piacere!”</p>
<p style="font-weight: 400;">Così ogni volta il principe de Curtis si nascondeva dietro il personaggio che lui era e non era, tanto che parlava di sé in terza persona. “Totò è un buffone serissimo. Incontrandomi per la prima volta mi disse che avevo proprio la faccia che serviva a lui”. “Uno snobismo plebeo e insieme una sprezzatura aristocratica – dice il curatore – come quella dei grandi attori della Commedia dell’Arte che si facevano ritrarre con la maschera in mano e mai sul volto, per sottolineare quell’impercettibile abisso che li separa. Per far capire che il personaggio non è la persona, ma il suo doppio. E in questo, Totò era la maschera perfetta di Napoli, una città-mondo che è facile riconoscere ma che è difficile conoscere”. Popolata com’è di marionette stralunate, di parole in libertà, di caratteristi h24, di personaggi in cerca di autore “ricchi di guai, di beffe subite, di appetiti arretrati”. Che lui ha trasformato in una umanissima metafora che fa di Partenope un luogo dell’anima e proietta Napoli oltre Napoli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il visitatore potrà ripercorrere il suo mondo e la sua storia <strong>attraverso documenti originali, manufatti, ricordi, fotografie, filmati, costumi, installazioni mediali, ricostruzioni scenografiche, manifesti e locandine, giornali, testimonianze di coloro che lo hanno amato.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La mostra si articola in sezioni tematiche che ripercorrono la vita e la carriera dell’artista: </strong><em>Le origini, Il Rione Sanità, Il teatro, Le canzoni, Il cinema, Le poesie, Un maestro insostituibile, Totò e le bellezze della sua Napoli, Il saluto della sua Napoli</em>. Ci sarà spazio anche per i focus su <em>Il Principe di Bisanzio</em> e <em>Gli amori di Totò</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un momento particolarmente emozionante dell’esposizione sarà l’ascolto dell’orazione funebre tenuta il 17 aprile 1967 da un Nino Taranto che non riesce a trattenere il pianto in piazza del Carmine davanti a centomila persone in lacrime.<strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Totò e la sua Napoli</em></strong>, sarà accompagnata da un importante catalogo pubblicato da <strong>Gangemi Editore</strong>, un volume che raccoglie storia, immagini e un ricco repertorio di straordinarie testimonianze, offrendo una profonda comprensione del suo spirito eclettico in cui molti giovani si ritrovano condividendo la sua voglia di libertà.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/toto-la-sua-napoli-mostra-palazzo-reale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Palazzo Reale la mostra su Pino Daniele</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/palazzo-reale-la-mostra-su-pino-daniele/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/palazzo-reale-la-mostra-su-pino-daniele/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 15:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=157877</guid>
		<description><![CDATA[Dal 20 marzo fino al 6 luglio la Sala Plebiscito e la Sala Belvedere di Palazzo Reale a Napoli ospitano Pino Daniele. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Dal 20 marzo fino al 6 luglio la Sala Plebiscito e la Sala Belvedere di</strong> <strong>Palazzo Reale a Napoli ospitano <em>Pino Daniele. Spiritual</em>, l’inedita esposizione che celebra il grande PINO DANIELE a 70 anni dalla sua nascita e a 10 anni dalla sua scomparsa. </strong>La mostra è un <strong>progetto culturale che intende rievocare</strong> <strong>le origini del mondo artistico di Pino Daniele</strong>, la sua dimensione trascendente e il suo lascito socio-culturale. <strong>Per la prima volta, la storia di uno degli artisti più amati della musica italiana viene raccontata attraverso un ricco mosaico di contenuti</strong> <strong>audiovisivi, pubblici e privati, materiali d’autore e amatoriali, documenti inediti, oggetti personali e strumenti che lo hanno accompagnato nel suo percorso creativo.</strong> Ogni elemento esposto è una tessera che contribuisce a delineare <strong>il ritratto di un artista e di un uomo, la cui eredità va ben oltre la musica.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Pino Daniele. Spiritual</em></strong> non è solo il titolo di una mostra, ma è un concetto che<strong> racchiude l’essenza più profonda di uno degli artisti più amati, il cui viaggio musicale e umano ha saputo attraversare confini geografici e culturali, fondendo tradizioni diverse in un’armonia unica.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Un’esposizione inedita con <strong>installazioni scenografiche</strong>, <strong>“tante rarità” concesse per l’occasione dalla Fondazione Pino Daniele</strong> e <strong>materiali originali</strong>, molti dei quali esposti per la prima volta, che documentano l’intera esperienza musicale ed umana dell’artista. <strong>A partire da una dichiarazione di Pino Daniele, “<em>La musica esprime socialità</em>”, l’obiettivo principale della mostra è anche quello di perseguire il suo impegno e stimolare l’animo delle persone</strong>, portarle a guardarsi dentro e a dare una valenza alle proprie azioni, offrire al visitatore un viatico ripercorrendo la storia di Pino Daniele in modo intenso e toccante. <strong>Pino Daniele era un essere “spirituale” per la sua attitudine a dare un significato profondo alle sue azioni. <em>Spiritual</em> è anche la forte connessione con la musica blues</strong>, un genere musicale che affonda le sue radici nella musica spirituale africana. Questa connessione si manifesta in vari modi nelle sue opere: nella struttura musicale, nelle tematiche, nell’espressività emotiva e nell’improvvisazione, elemento chiave sia nella musica spiritual africana, sia nel blues, che in quella di Pino che componeva ed improvvisava con istintività e per farlo si dedicava ad una profonda ricerca musicale ed una disciplina sul suo strumento, la chitarra. <strong>La sua arte ha sempre dialogato con Napoli</strong>, una città che è al tempo stesso radice e orizzonte, specchio di un’identità complessa e universale. <strong>Pino è stato espressione vivente di questa città-mondo, intrecciando la tradizione partenopea con linguaggi contemporanei e dando voce a un patrimonio culturale che attraversa i secoli e i confini.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La mostra è suddivisa in due parti ed in 9 aree tematiche<span style="text-decoration: line-through;">.</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La prima parte</strong> ripercorre la storia di Pino Daniele<strong> </strong><strong>dal 1955 al 1977</strong>, anno di pubblicazione del suo primo album, impreziosita dalle <strong>ricostruzioni scenografiche </strong><strong>della sala prove</strong> (la “Grotta” di tufo, punto di riferimento per suonare e fare ricerca musicale) e <strong>di un tipico live club notturno</strong> <strong>di Napoli degli anni ’70</strong>, luoghi che contestualizzano gli esordi del musicista, consentendo ai visitatori di attraversare varie epoche e di interagire con la sua magia.</p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>seconda parte</strong>, invece,<strong> </strong>narra in maniera intima e completa la sua vita e la sua carriera<strong> dal 1977 al 2014</strong> attraverso un <strong>percorso cronologico</strong> <strong>che intreccia la sua evoluzione musicale e personale</strong> con un focus sugli <strong>incontri</strong>, sulle <strong>collaborazioni</strong> e sulle <strong>produzioni musicali</strong>. La mostra <strong><em>Pino Daniele. Spiritual</em></strong> è promossa dalla <strong>Fondazione Pino Daniele</strong>, presieduta da<strong> Alessandro Daniele</strong>, con il <strong>Ministero della Cultura</strong>, <strong>Palazzo Reale</strong>, <strong>Regione Campania</strong>, <strong>Comune di Napoli</strong>, prodotta da <strong>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong>, con la media partner di<strong> Rai </strong>con la collaborazione di<strong> Rai Teche, Archivio Luce </strong>e con<strong> Fondazione Campania dei Festival</strong>, curata da <strong>Alessandro Daniele</strong> e <strong>Alessandro Nicosia</strong> che la organizza. Il progetto porta il <strong>sigillo “<em>70/10 Anniversary</em>”</strong>, assegnato esclusivamente a eventi, progetti e manifestazioni che, oltre a rendere omaggio alla memoria di Pino Daniele, rappresentano un valore significativo e un contributo rilevante alla sua eredità musicale e culturale, in occasione dei 10 anni dalla sua scomparsa e dei 70 anni dalla sua nascita. <strong><em>Pino Daniele. Spiritual</em></strong> vedrà la realizzazione di un <strong>catalogo</strong>, pubblicato da <strong>Silvana Editoriale</strong>, <strong>che raccoglie la storia, le immagini e un ricco repertorio di straordinarie testimonianze.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/palazzo-reale-la-mostra-su-pino-daniele/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Pattern Community”, tra provocazione e ambiguità</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/pattern-community-percorso-espositivo-provocatorio-ambiguo/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/pattern-community-percorso-espositivo-provocatorio-ambiguo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2024 17:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=156997</guid>
		<description><![CDATA[Giovedì 12 dicembre dalle ore 18.00, la Shazar Gallery presenta “Pattern Community” di Gianfranco De Angelis, con testo di Marco ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Giovedì 12 dicembre dalle ore 18.00, la Shazar Gallery presenta “Pattern Community” di Gianfranco De Angelis, con testo di Marco Izzolino. La personale dell’artista napoletano negli spazi di via Scura propone un percorso espositivo provocatorio e ambiguo dove tele monumentali dai colori vibranti sorprendono nella ripetizione ossessiva dello stesso modulo grafico. Le linee che scorrono parallele nello spazio pittorico illudono otticamente nella loro impeccabilità geometrica, è qui che agisce l’artista, sullo schema che varia e diventa pittura individuale, la perfezione si stempera, le modifiche impercettibili delle pennellate e il cambiamento di tono di colore richiamano verso un soggettivismo negato. La percezione superficiale di un linguaggio visivo, dall’apparenza fortemente pop, viene ribaltata in favore di riflessioni sulla tecnologia per la comunicazione. L’occhio abituato alla velocità massificata e spersonalizzata proposta da internet e dai social network, viene sfidato dalle opere di De Angelis a favore di una lettura profonda, lenta e riflessiva, l’unica che consente di captare il cambiamento minimo della forma e del colore. Così l’arte cancella il pattern, cui il titolo fa riferimento, il fenomeno ricorrente storico, sociale e psicologico che accomuna e organizza la realtà secondo canoni e schemi regolari. Sono gli algoritmi informatici che individuano pattern anche nei comportamenti individuali creando “comunità artificiali basate su affinità comportamentali, escludendo di fatto qualsiasi elemento di novità o diversità.”</div>
<div></div>
<div><strong>“</strong><em>Le opere dell’artista invitano a riflettere sull’attuale paradosso della tecnologia per la comunicazione: da un lato, essa consente ad un numero sempre maggiore di persone di entrare in contatto, anche a grandi distanze o al di là di qualsiasi limitazione, ma, dall’altro, rischia di omologarne i comportamenti e di ridurne l’individualità</em><strong>.</strong>” Commenta Marco Izzolino. “<em>Gianfranco De Angelis ci propone così un’esperienza pittorica che è al tempo stesso un’accusa e una provocazione. La metafora visiva del pattern costruisce un mondo parallelo che rispecchia il comportamento sociale; ma attraverso la scelta di colori vivaci e contrastanti, che egli definisce «come un urlo», l’artista afferma la necessità di una reazione, di un’affermazione dell’individualità di fronte all’omologazione imposta dagli algoritmi e dai social network. Le opere diventano come dei catalizzatori che scuotono l’osservatore dalla sua apatia: con la loro energia vibrante, si contrappongono alla passività dello spettatore, abituato a un consumo rapido e superficiale delle immagini; e questi, difronte ad una esplosione di energia visiva, è costretto ad una riflessione sulla propria condizione</em>”.</div>
<div></div>
<div><strong>La mostra “Pattern Community” sarà visitabile fino al 1 febbraio 2025 dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30 e su appuntamento.</strong></div>
<div></div>
<div>Grafico e designer di fama nazionale, De Angelis ha diretto per oltre trenta anni lo studio Curvilinee, specializzandosi in grafica editoriale e progettazione visiva. Attualmente è direttore artistico di un importante gruppo editoriale. Ha ricevuto un riconoscimento nazionale per la sua carriera nella grafica. Oltre alla sua attività nel design, è un artista e pittore, nonché creatore di installazioni, con esposizioni in Italia e all’estero. Le sue opere esplorano la vita contemporanea e le dissonanze nell’umanità, stimolando riflessioni profonde. Il suo lavoro artistico e grafico si alimentano reciprocamente, unendo diversi linguaggi visivi per suscitare riflessioni intense.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/pattern-community-percorso-espositivo-provocatorio-ambiguo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corpi scomodi, mostra contro il pregiudizio</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/corpi-scomodi-mostra-contro-il-pregiudizio/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/corpi-scomodi-mostra-contro-il-pregiudizio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 09:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=156780</guid>
		<description><![CDATA[È stata un grande successo la presentazione della mostra fotografica itinerante &#8220;Corpi Scomodi&#8221;, che si è tenuta sabato 16 novembre ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È stata un grande successo la presentazione della mostra fotografica itinerante &#8220;Corpi Scomodi&#8221;, che si è tenuta sabato 16 novembre presso Villa Angela a Napoli. L&#8217;iniziativa, un progetto speciale che nasce dalla collaborazione tra il rinomato chirurgo plastico Ivan La Rusca e l&#8217;Associazione Amici Obesi Onlus, ha attirato un folto pubblico di esperti, cittadini e pazienti.<br />
La mostra, che si propone di rompere il silenzio sull&#8217;obesità, affronta il tema con un approccio autentico e coraggioso, utilizzando l&#8217;immagine fotografica per sensibilizzare sul delicato tema delle persone affette da questa malattia. I &#8220;corpi scomodi&#8221;, immortalati attraverso le fotografie, non sono solo corpi da guardare, ma raccontano storie di fatica, riscatto e speranza, invitando il pubblico a riflettere sui pregiudizi e sugli stereotipi che circondano l&#8217;obesità.<br />
Ivan La Rusca, chirurgo plastico esperto in chirurgia ricostruttiva post-bariatrica di fama internazionale, ha aperto la mostra con un intervento appassionato in cui ha sottolineato l&#8217;importanza di affrontare con coraggio le sfide legate all&#8217;obesità e di contrastare la discriminazione sociale che spesso accompagna questa condizione. &#8220;Questa mostra è un atto di coraggio e un invito alla riflessione. Ogni corpo racconta una storia unica, e l&#8217;obiettivo è quello di mostrare che la bellezza non è solo una questione estetica, ma anche un percorso di salute e benessere che va oltre i canoni tradizionali&#8221;, ha dichiarato La Rusca.<br />
A seguire, Iris Zani, presidentessa dell&#8217;Associazione Amici Obesi Onlus, ha ribadito l&#8217;importanza di sensibilizzare la società sull&#8217;obesità, una malattia che ancora troppo spesso viene ignorata o trattata con superficialità. &#8220;Con questa iniziativa vogliamo dare voce a chi troppo spesso viene messo ai margini. Il nostro impegno è quello di offrire sostegno, informazione e possibilità di cambiamento a chi vive questa condizione&#8221;, ha detto Zani.<br />
La cerimonia è proseguita con l&#8217;intervento della Professoressa Simona Damiano, docente di fisiologia all&#8217;Università Federico II di Napoli, che ha analizzato l&#8217;aspetto scientifico e medico dell&#8217;obesità, sottolineando l&#8217;importanza di un approccio integrato tra medicina, psicologia e supporto sociale per il trattamento di questa malattia.<br />
Particolarmente emozionante è stato l&#8217;intervento in chiusura di alcune pazienti testimonial del progetto, che hanno raccontato la loro esperienza di rinascita, grazie al supporto medico e psicologico ricevuto dal Dott. La Rusca e il suo team. Le due donne hanno affrontato con forza e coraggio il difficile percorso di cambiamento con la chirurgia ricostruttiva post bariatrica, che in Campania è sovvenzionata dal sistema sanitario nazionale, quasi un unicum in Italia. La mostra &#8220;Corpi Scomodi&#8221; proseguirà il suo tour in altre città italiane, con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare un pubblico sempre più vasto e di promuovere un cambiamento culturale che aiuti a superare le barriere del pregiudizio e della discriminazione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/corpi-scomodi-mostra-contro-il-pregiudizio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corpi scomodi, mostra itinerante a Napoli</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/corpi-scomodi-mostra-itinerante-napoli/</link>
		<comments>https://www.scrivonapoli.it/corpi-scomodi-mostra-itinerante-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 18:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[LA MOSTRA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scrivonapoli.it/?p=156706</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 16 novembre 2024, alle ore 11.00, presso Villa Angela a Napoli, si terrà la mostra fotografica itinerante Corpi Scomodi, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Sabato 16 novembre 2024, alle ore 11.00, presso Villa Angela a Napoli, si terrà la mostra fotografica itinerante Corpi Scomodi, un progetto che nasce dalla collaborazione tra il rinomato chirurgo plastico Ivan La Rusca e l&#8217;associazione Amici Obesi Onlus. L&#8217;iniziativa mira a rompere il silenzio sull&#8217;obesità, affrontando il tema con uno sguardo autentico e coraggioso, per sensibilizzare il pubblico e superare i pregiudizi legati a questa malattia.<br />
La Mostra &#8220;Corpi Scomodi&#8221;<br />
Corpi Scomodi si propone di dare visibilità alle storie di cambiamento fisico ed emotivo, offrendo uno spazio di riflessione su un tema che spesso viene trattato con superficialità o tabù. Con un approccio empatico e inclusivo, il Dott. Ivan La Rusca invita il pubblico a riflettere sulla relazione tra corpo, identità e salute.<br />
&#8220;I corpi che mostriamo nella nostra mostra non sono &#8216;scomodi&#8217; per chi li osserva, ma per chi li vive&#8221;, afferma il Dott. La Rusca. &#8220;Sono corpi che raccontano storie di coraggio, sacrificio ed evoluzione. Sono corpi sbagliati alla ricerca di una rinascita.”<br />
Corpi Scomodi racconta, attraverso l&#8217;obiettivo della fotografa, le storie di donne che vivono con l&#8217;obesità, una condizione che spesso si nasconde dietro il velo dell&#8217;invisibilità e dello stigma sociale. Le protagoniste della mostra si mostrano al mondo senza filtri, senza vergogna, in tutta la loro autenticità. Corpi segnati dalla malattia, ma anche corpi che raccontano la forza di chi lotta per rinascere, per riconquistare la propria vita e dignità.<br />
L&#8217;obesità, purtroppo, continua a essere una malattia oggetto di pregiudizi e giudizi superficiali. Corpi Scomodi ha l&#8217;obiettivo di abbattere questo tabù, dando visibilità a chi è spesso costretto a nascondersi, sottolineando che l&#8217;obesità è una patologia curabile. La mostra non solo racconta la sofferenza legata a questa condizione, ma celebra anche il desiderio di cambiamento, la speranza di un futuro diverso, reso possibile anche grazie agli interventi di chirurgia bariatrica e ricostruttiva.<br />
Il Progetto e il Ruolo della Chirurgia Bariatrica e Ricostruttiva<br />
Il progetto sarà presentato dal Dott. Ivan La Rusca, chirurgo plastico esperto in chirurgia ricostruttiva post-bariatrica, una branca della medicina che si occupa di correggere le deformazioni del corpo dopo un intervento di chirurgia bariatrica (chirurgia per la perdita di peso). La sua esperienza in questo campo lo ha reso un punto di riferimento per pazienti che, dopo aver perso una notevole quantità di peso, desiderano ripristinare l&#8217;armonia e la funzionalità del proprio corpo, spesso compromesso da cedimenti cutanei o altre alterazioni morfologiche.<br />
La mostra avrà come ospite speciale Iris Zani, presidente dell&#8217;associazione Amici Obesi Onlus, che con il suo impegno quotidiano supporta le persone nel lungo percorso della lotta contro l&#8217;obesità e la prof.ssa Damiano Simona, Professore di Fisiologia umana dell’Università Federico II, Napoli, specialista in scienza dell’alimentazione.<br />
La Campania è una delle regioni italiane più all’avanguardia in questo ambito, con un sistema sanitario che offre il supporto necessario per gli interventi di chirurgia bariatrica e ricostruttiva, consentendo a molte persone di intraprendere un cammino di cambiamento fisico e psicologico.<br />
Il Ruolo della Chirurgia Plastica come Strumento di Inclusione<br />
Il Dott. La Rusca crede fortemente nell&#8217;importanza della chirurgia plastica come parte integrante di un percorso complesso di recupero fisico e psicologico per i pazienti bariatrici. La rapida e significativa perdita di peso può comportare problematiche estetiche e funzionali, come l&#8217;eccesso di pelle che ostacola il movimento, provoca irritazioni o danneggia l&#8217;autostima. Le tecniche chirurgiche del Dott. La Rusca, tra cui l&#8217;addominoplastica, la mastopessi (lifting del seno) e la ricostruzione corporea completa, sono pensate per restituire ai pazienti una nuova qualità della vita.<br />
Il Dott. La Rusca è un forte sostenitore di un approccio alla chirurgia plastica che non si limita alla sola armonia del corpo ma che promuove anche il benessere psicologico e sociale. Il suo impegno è rendere la chirurgia plastica uno strumento di inclusione e accettazione, aiutando ogni paziente a riscoprire un nuovo equilibrio con il proprio corpo.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.scrivonapoli.it/corpi-scomodi-mostra-itinerante-napoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
