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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Italia</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>L’Italia del verde vola a Dubai</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 10:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia del verde vola a Dubai. Nel cuore del Medio Oriente, dove la modernità sfida il deserto e la sabbia ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">L’Italia del verde vola a Dubai. Nel cuore del Medio Oriente, dove la modernità sfida il deserto e la sabbia incontra l’acciaio, <strong>ASSO.IMPRE.DI.A. – </strong><strong>Associazione nazionale Imprese per la Difesa e la tutela Ambientale </strong>sarà protagonista alla <strong>prima edizione di MyPlant &amp; Garden Middle East 2025</strong>; prestigiosa manifestazione dedicata al paesaggio e alla sostenibilità urbana.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dal <strong>15 al 17 novembre</strong>, oltre <strong>100 brand internazionali</strong> si riuniranno al <strong>Dubai Exhibition Centre</strong>, trasformando Expo City in un <em>hub</em> globale di idee e progetti per il futuro del pianeta. Organizzato da <strong>IEG – Italian Exhibition Group</strong>, <em>My Plant &amp; Garden Middle East 2025 </em>si conferma un crocevia internazionale dove <strong>istituzioni, imprese e delegazioni del Gulf Cooperation Council</strong> (Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Bahrain, Oman e Kuwait) si incontrano per scrivere una nuova narrativa della <em>Green Economy</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<strong><em>Dubai rappresenta oggi un laboratorio vivente di sostenibilità. La nostra presenza è un segnale forte: portiamo l’esperienza e la cultura del verde italiano in una regione che guarda al futuro con visione e concretezza</em></strong>”, dichiara <strong>Melissa Rava</strong>, <em>Presidente di ASSO.IMPRE.DI.A.</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo scenario di dialogo globale, <strong>ASSO.IMPRE.DI.A.</strong> porta la voce del verde italiano con autorevolezza e competenza.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<strong><em>Parlare di spazi verdi oggi significa parlare di salute, di economia e di libertà. Il verde urbano è misura di civiltà, è il respiro delle nostre comunità. Dove cresce il verde, cresce la qualità della vita</em></strong>”, afferma <strong>Alberto Patruno</strong>, <em>Direttore Generale di ASSO.IMPRE.DI.A.</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;">All’interno del programma fieristico, <strong>domenica 17 novembre (12:00 – 13:00)</strong>, <strong>ASSO.IMPRE.DI.A.</strong>, in collaborazione con <strong>ELCA – European Landscape Contractors Association</strong>, darà voce al confronto internazionale con il panel: <strong><em>“International Realities and the Middle East Countries – Prospectives in Landscape Construction”</em></strong>, un confronto di alto profilo sul tema <em>“Green Spaces and Health are the Future of our Cities”</em> – ovvero <strong>“Gli spazi verdi e la salute sono il futuro delle nostre città”</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Interverranno:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><strong>Alberto Patruno (Italia)</strong> | <em>Direttore Generale ASSO.IMPRE.DI.A.</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><strong>Pietro Nardecchia (Italia)</strong> | <em>Consigliere Nazionale con delega alla formazione e agli appalti, ASSO.IMPRE.DI.A.</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><strong>Egbert Roozen (Belgio)</strong> | <em>Segretario Generale ELCA – European Landscape Contractors Association</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><strong>Yasin Otuzoglu (Turchia)</strong> | <em>ex Presidente della Camera dell’Associazione degli Architetti Paesaggisti Turchi</em></li>
<li style="font-weight: 400;"><strong>Sophia Los (Italia)</strong> | <em>Architetto paesaggista e autrice di “ABITO QUI” (Biblion Edizioni), presentato dall’<strong>Arch. </strong></em><strong>Gereon Hach</strong></li>
<li style="font-weight: 400;">Moderatore: <strong>Massimo M. Lucidi (Italia)</strong> <em>Giornalista del National Press Club DC e Responsabile Relazioni Internazionali ASSO.IMPRE.DI.A.</em></li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Con una rete di imprese, professionisti e organizzazioni no profit, <strong>ASSO.IMPRE.DI.A.</strong> è oggi il principale punto di riferimento nazionale per la <strong>difesa e la tutela ambientale</strong> promuovendo <strong>formazione tecnica e regolamentazione del settore</strong>.  Una visione che si fa impegno quotidiano, nel segno dell’identità italiana e della responsabilità ambientale globale. E proprio su questa linea di confine tra natura e umanità, arriva la riflessione finale di <strong>Massimo M. Lucidi</strong>, <em>Responsabile Relazioni Internazionali di ASSO.IMPRE.DI.A.</em>: “<strong><em>La sfida del nostro tempo non è solo costruire città più verdi, ma restituire all’uomo il suo posto nel paesaggio. L’ambiente non è cornice: è la casa dell’umanità. È lì che si misura il progresso, ed è da lì che passa la promessa di vera sostenibilità a beneficio delle nuove generazioni.</em></strong>”</p>
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		<title>Marina Militare, 1000 Miglia sull&#8217;Amerigo Vespucci</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 12:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuta, sul cassero di nave Amerigo Vespucci attraccata nel porto di Livorno, la presentazione ufficiale del passaggio della 1000 Miglia 2025 all&#8217;interno dell&#8217;Accademia ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuta, sul cassero di nave Amerigo Vespucci attraccata nel porto di Livorno, la presentazione ufficiale del passaggio della 1000 Miglia 2025 all&#8217;interno dell&#8217;Accademia Navale, in calendario per il prossimo 20 giugno. Nel corso della quarta tappa di gara , che porterà la corsa da Cervia-Milano Marittima a Parma, le auto in gara provenienti da Montelupo Fiorentino &#8211; dove il percorso in risalita incrocerà quello della discesa verso Roma nella seconda tappa &#8211; varcheranno i cancelli dell&#8217; Accademia Navale di Livorno  per affrontare una serie di prove cronometrate prima di costeggiare la Versilia e proseguire verso il Passo della Cisa. 1000 Miglia e la Marina Militare hanno anche colto l&#8217;occasione per annunciare un progetto comune che, seppur ancora in via di definizione, porterà a una collaborazione pluriennale che traguarda il 2027, quando la Freccia Rossa festeggerà i suoi primi cento anni. Nel corso dell&#8217;incontro, è stato svelato il logo celebrativo della collaborazione tra 1000 Miglia e Marina Militare , ispirato al nodo piano, simbolo di unione e connessione fra queste due realtà profondamente radicate nella storia e nell&#8217;identità italiana che si uniscono in un progetto condiviso, nel segno della tradizione , dell&#8217;eccellenza tecnica e della rappresentanza nazionale. Il logo sarà visibile sulle livree delle vetture lungo i 1900 chilometri che attravers eran no l&#8217;Italia, in un percorso che richiama la forma a “otto” dei tracciati delle prime edizioni della 1000 Miglia di velocità, unendo Nord e Sud e l&#8217;Est della costa adriatica con l&#8217;Ovest di quella tirrenica, in un equilibrio di tappe storiche e nuove direttrici.</p>
<blockquote><p>La prima volta della Marina Militare alla 1000 Miglia</p></blockquote>
<p>La Marina Militare farà il suo debutto nel convoglio della 1000 Miglia con una Fiat 1100 B Monviso cabriolet del 1947 e una L e Rover Defender 90 condotte da equipaggi della Forza Armata: una presenza simbolica e concreta che evidenzia la condivisione di valori tra le due realtà: spirito di servizio, senso del dovere, rispetto delle tradizioni e impegno verso l&#8217;innovazione .</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Villa Borghese una nuova opera per Lavinia</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 09:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 19 gennaio 2025,&#160;Villa Borghese&#160;si arricchisce di una nuova opera d&#8217;arte contemporanea&#160;site-specific. Si tratta di&#160;Love (Dante Desire Path)&#160;degli artisti&#160;Ross Birrell ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 19 gennaio 2025</strong>,&nbsp;<strong>Villa Borghese&nbsp;</strong>si arricchisce di una nuova opera d&rsquo;arte contemporanea&nbsp;<em>site-specific</em>. Si tratta di&nbsp;<strong><em>Love (Dante Desire Path)&nbsp;</em></strong>degli artisti&nbsp;<strong>Ross Birrell &amp; David Harding</strong>: una pavimentazione che si snoda fuori dalla&nbsp;<strong>Loggia dei Vini</strong>&nbsp;&ndash; l&rsquo;elegante architettura a pianta ovale impreziosita da decorazioni e affreschi, edificata tra il 1609 e il 1618 per volont&agrave; del cardinale Scipione Borghese e utilizzata per riunioni e feste conviviali durante il periodo estivo &ndash; riaperta al pubblico il 19 ottobre 2024 a conclusione del&nbsp;<strong>primo intervento</strong>&nbsp;<strong>di restauro</strong>.</p>
<p><strong><em>Love (Dante Desire Path)&nbsp;</em></strong>&egrave; una nuova opera che completa la&nbsp;<strong>prima edizione</strong>&nbsp;di<strong>&nbsp;LAVINIA</strong>, il progetto di arte contemporanea, realizzato da&nbsp;<strong>Ghella</strong>, a cura di&nbsp;<strong>Salvatore Lacagnina</strong>, concepito per dialogare con lo spazio della&nbsp;<strong>Loggia dei Vini</strong>&nbsp;e il percorso di&nbsp;<strong>restauro.&nbsp;</strong>Il nome LAVINIA vuole essere<strong>&nbsp;</strong>un omaggio alla pittrice seicentesca&nbsp;<strong>Lavinia Fontana</strong>, tra le prime artiste riconosciute nella storia dell&rsquo;arte, presente nella collezione di Galleria Borghese sin dal XVII secolo.&nbsp;LAVINIA &egrave; un progetto realizzato da&nbsp;<strong>Ghella</strong>&nbsp;e promosso da&nbsp;<strong>Roma Capitale, Assessorato della Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali</strong>, con la collaborazione di&nbsp;<strong>Z&egrave;tema Progetto Cultura.</strong></p>
<p>Dalla sinistra del&nbsp;<strong>cancello di Via dell&rsquo;Uccelliera</strong>, l&rsquo;ingresso di Villa Borghese vicino a Galleria Borghese, parte un&nbsp;<strong>sentiero tra gli alberi</strong>&nbsp;che conduce alla&nbsp;<strong>Loggia dei Vini</strong>: da questa &ldquo;traccia&rdquo; lasciata nel corso dei decenni dalle persone, che gli urbanisti chiamano &ldquo;sentieri spontanei&rdquo;, e in inglese, poeticamente, &ldquo;linee o percorsi del desiderio&rdquo; inizia il&nbsp;<strong><em>desire path</em></strong>&nbsp;ideato da&nbsp;<strong>Birrell &amp; Harding</strong>&nbsp;che termina davanti alla Loggia, originale edificio utilizzato per i banchetti secenteschi di Papa Paolo V.</p>
<p>Gli artisti hanno pavimentato il percorso spontaneo, inserendo nei mattoni le parole che compongono un brano della&nbsp;<strong><em>Vita nuova</em></strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Dante Alighieri</strong><strong>,&nbsp;</strong>in italiano e in inglese, dove si descrive e commenta l&rsquo;amore del poeta per Beatrice, incarnazione terrena del concetto di amore divino. Dedicata all&rsquo;amore disinteressato, l&rsquo;<em>agape</em>&nbsp;dei greci antichi, la&nbsp;<em>pietas</em>&nbsp;degli antichi romani, l&rsquo;opera prosegue una&nbsp;<strong>riflessione sull&rsquo;opera pubblica</strong>&nbsp;iniziata da David Harding negli anni Sessanta e presentata a documenta 14 ad Atene e Kassel (2017) e ora a Roma in collaborazione con Ross Birrell (2025).</p>
<p>Con l&rsquo;apertura della Loggia dei Vini lo scorso ottobre, LAVINIA ha gi&agrave; portato a Villa Borghese una serie di opere&nbsp;<em>site-specific</em>&nbsp;di artisti internazionali: dalle sedute gialle brillanti di&nbsp;<strong>Gianni Politi</strong>, all&rsquo;allestimento della maniglia (fusa con l&rsquo;impronta della mano dell&rsquo;artista), di&nbsp;<strong>Monica Sosnowska</strong>&nbsp;che apre il cancello di ingresso, agli ingranaggi dei motori di&nbsp;<em>Ducati per Lavinia</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Virginia Overton</strong>&nbsp;che al centro della pianta ovale dell&rsquo;edificio mettono in scena un immaginario concerto di vibrafono. E ancora, la fontana d&rsquo;acqua infinita di&nbsp;<strong>Piero Golia</strong>&nbsp;e la leggendaria lupa sulla grata di&nbsp;<strong>Enzo Cucchi</strong>&nbsp;che lascia intravedere gli interni dell&rsquo;originario ninfeo.</p>
<p><strong>Dal 19 gennaio</strong>, con il sentiero &ldquo;eloquente&rdquo; lungo&nbsp;<strong>100 metri</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Ross Birrell &amp; David Harding</strong>, i visitatori saranno accompagnati dentro e fuori la Loggia dalle parole di Dante: l&rsquo;opera sar&agrave; percorribile anche durante la&nbsp;<strong>seconda parte del restauro,</strong>&nbsp;che avr&agrave; inizio a febbraio e interesser&agrave;&nbsp;<strong>la parte esterna</strong>&nbsp;del padiglione.</p>
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		<title>Un nuovo nuovo traghetto “made in Sicily”</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 11:15:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[TRASPORTI]]></category>

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Un nuovo traghetto, di totale proprietà della Regione Siciliana e interamente “made in Sicily”, svolgerà il ]]></description>
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<div class="column">
<p>Un nuovo traghetto, di totale proprietà della Regione Siciliana e interamente “made in Sicily”, svolgerà il servizio di collegamento con Lampedusa e Pantelleria. Il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e l’Amministratore delegato e Direttore generale di Fincantieri Pierroberto Folgiero hanno firmato oggi a Palazzo d’Orleans, alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, il contratto per la costruzione di un nuovo traghetto (Ropax Classe A), per un importo a base d’asta di quasi 120 milioni di euro.</p>
<p>“La firma di questo contratto – ha detto il Presidente Schifani – rappresenta una svolta per i collegamenti con le isole minori della Sicilia. La nostra è la prima Regione in Italia a mettere in campo i fondi che il ministero dei Trasporti ha destinato ai collegamenti via mare ed è la prima ad essere totalmente proprietaria di un traghetto. Miglioreremo gli standard qualitativi e di sicurezza dei trasporti navali per Lampedusa e Pantelleria, con una nave moderna e che garantisce grande attenzione anche al rispetto dell’ambiente. Diamo una risposta concreta ai residenti e a quanti devono raggiungere le isole per motivi di lavoro o per turismo. Esprimo particolare soddisfazione, inoltre, per il fatto che la nuova unità sarà interamente realizzata nei cantieri di Palermo. È la conferma della grande qualità professionale delle maestranze dello stabilimento palermitano che ho avuto modo di constatare personalmente, un patrimonio che è giusto valorizzare in settore strategico quale quello della cantieristica navale”.</p>
<p>Pierroberto Folgiero, Amministratore delegato e Direttore generale di Fincantieri, ha commentato: “L’aggiudicazione di questo ordine rappresenta un test importante per Fincantieri. In un comparto industriale che nel tempo si è trasferito in cantieri asiatici, abbiamo l’opportunità di riportare in Italia la produzione di traghetti, riabilitare le nostre competenze storiche nel settore e dimostrare la capacità di essere competitivi garantendo al contempo i più alti standard produttivi, con benefici in termini di operatività e sostenibilità che arriveranno fino all’utente finale. Punto di forza del nostro progetto sono, ancora una volta, le tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale, che intercettano le esigenze della transizione energetica, destinate a delineare il settore del trasporto marittimo di domani”.</p>
</div>
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		<title>Enit, nel 2023 più prenotazioni dalla Germania</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2023 18:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[enit]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mercato che promette bene per il 2023, se a gennaio gli arrivi aeroportuali dalla Germania, pari a 32.972, (+88,5% ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Un mercato che promette bene per il 2023, se a gennaio gli arrivi aeroportuali dalla Germania, pari a 32.972, (+88,5% sul 2022) incidono per il 9,0% sul totale internazionale in Italia. Nella classifica dei principali mercati di provenienza, i viaggiatori tedeschi si posizionano secondi dopo gli statunitensi (47.236 arrivi, +91,4%) e a parimerito con i britannici (33.240 arrivi, +78,1%). Nel mese di gennaio è Milano la prima destinazione dei tedeschi con il 28% circa dei flussi aeroportuali totali. Segue Roma che accoglie il 26,2% dei viaggiatori e Venezia con una quota parte del 10,3%.</span></p>
<p>Per i viaggiatori tedeschi Roma si conferma la principale destinazione: accoglie il 22% circa degli arrivi aeroportuali dalla Germania, oltre 254.300, con un aumento del +75,5% sul 2021.  Nella TOP 3 seguono Milano e Napoli raggiunte da 175.200 (+145,7% sul 2021, il 15,1% sul totale 2022) e 119.400 (+51,1% sul 2021, il 10,3% sul totale 2022) viaggiatori tedeschi nel 2022.Tra le mete più ambite in termini di aumenti, anche Bologna (48.748 arrivi; +136,2% 2022/2021), Pisa (22.092; +134,3%) e Torino (18.040; +128,9%).</p>
<p>I tedeschi viaggiano verso l’Italia soprattutto in economy: 729 mila passeggeri in classe economica nel 2022 (+62,3% sul 2021), il 62,8% del totale. Tuttavia, sono in aumento anche coloro che viaggiano in business (391.517 arrivi, +26,7% nel 2022 sul 2021) e prima classe (1.580 arrivi, +300%).  Oltre il 61% degli acquisti dei biglietti viene effettuato direttamente presso le compagnie aeree e circa il 18% presso le agenzie di viaggio tradizionali.</p>
<p>Tra febbraio e aprile 2023, la Germania risulta il secondo mercato di provenienza, dopo gli USA, con 124.485 prenotazioni aeroportuali previste al momento verso l’Italia.</p>
<p>Uno dei cinque viaggi prenotati attraverso i tour operator tedeschi mostra la regione alpina con il lago di Garda come meta di viaggio di preferenza. Sono soprattutto i viaggiatori provenienti dalla Baviera e dalla Renania a scegliere maggiormente l’Italia. Con il 40% di volume di prenotazioni in più, la regione sta acquisendo ancora più importanza. La crescita maggiore si registra dalla Germania orientale.</p>
<p>“La nostra presenza qui significa anche cementificare ulteriormente il rapporto amichevole e di rispetto reciproco che storicamente lega Italia e Germania sia in termini più generali di relazioni internazionali che, nella fattispecie, in termini squisitamente turistici. La Germania, infatti, rappresenta la quarta Nazione più visitata dagli italiani e, inoltre, è il primo mercato incoming per l’Italia. Nel 2022, per esempio, si sono registrati 9,4 mln di visitatori tedeschi nel Belpaese, con 58,5 mln di pernottamenti e una permanenza media di 6,2 giorni. Si tratta di un turismo sempre più diversificato, di persone che vengono e tornano in Italia per scoprire ogni volta nuove destinazioni e provare nuove esperienze ed esplorare sempre anche destinazioni minori e meno conosciute. I rapporti tra queste due Nazioni, però, sono ancora più profondi, se consideriamo gli oltre 800 mila italiani che risiedono in Germania; è un qualcosa che va oltre il turismo ma che, al contempo, ne è fortemente correlato anche in relazione al turismo delle radici di cui, nel 2024, ci sarà appunto un anno dedicato” commenta il Ministro del Turismo Daniela Santanchè.</p>
<p>“E’ un mercato fiorente che alimenta anche l’indotto. I viaggiatori dalla Germania amano restare in Italia almeno una settimana: circa il 25% degli arrivi aerei del 2022 copre soggiorni da 6 a 8 notti (26,5% per il 2021). Scelgono l’Italia soprattutto per vacanza. Nel 2022 l’81% degli arrivi aeroportuali dalla Germania è legato al profilo leisure. Segue il target gruppo con una quota dell’11,5%, mentre il segmento business ha un’incidenza del 5,3% sul totale flussi” commenta la Presidente e Ceo Enit Ivana Jelinic.</p>
<p>“Il turismo non è solo una voce fondamentale nel rapporto economico tra Italia e Germania, ma anche e soprattutto un preziosissimo veicolo di conoscenza reciproca tra persone e nazioni. Il turista viaggia e diventa a sua volta ‘Ambasciatore’ e promotore del Paese visitato. Per questo motivo siamo felici e orgogliosi del legame speciale che unisce i nostri due Paesi e che ogni anno porta milioni di visitatori a muoversi nelle due direzioni” commenta l’Ambasciatore d’Italia in Germania Armando Varricchio.</p>
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		<title>Abruzzo, 138 sepolture del VI e il III secolo a.C.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 11:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[A Crecchio, in Abruzzo, portate alla luce 138 sepolture risalenti al periodo tra il VI e il III secolo a.C. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #333333;">A Crecchio, in Abruzzo, portate alla luce 138 sepolture risalenti al periodo tra il VI e il III secolo a.C. Per la prima volta illustrati tre dei cinque corredi restaurati grazie al supporto del privato.</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #333333;"><b>Giuseppe Valentini</b> (Presidente Archeoclub D’Italia di Crecchio) : “Gli scavi presso la necropoli di S.M. Cardetola di Crecchio (CH), in Abruzzo, hanno finora restituito 138 sepolture che coprono un arco tempo dal VI al III sec. a.C. e grazie contributo di privati è stato possibile restaurare i corredi di cinque tombe. Nella tomba 57 rinvenuta una splendida corona, forse appartenuta ad un giovane atleta ben 2300 anni fa! Una piena sinergia tra Enti, Soprintendenza, Associazioni e privato ha portato al successo di un modello Crecchio esportabile anche sempre più in altri territori italiani ”.</span></p>
<p><b>Sandro Spella</b> (Presidente della Cooperativa Codice Citra) : “Quanto scoperto e recuperato a Crecchio, grazie all’operato della Soprintendenza è patrimonio culturale importante per l’Abruzzo e per l’Italia. Codice Citra rappresenta la più grande comunità di soci vignaioli abruzzesi in cui si raggruppano 3.000 famiglie unite dal rispetto per la natura, da un legame generazionale profondo colmo di affetti e saperi e da un codice genetico etico e produttivo”.</p>
<p><strong>Finanziati i corredi di ben tre sepolture che saranno oggetto di una mostra dal titolo “I Mecenati”</strong></p>
<p>“Abbiamo finanziato questi restauri con grande convinzione in quanto crediamo nel territorio e valorizziamo il territorio. Quanto scoperto e recuperato a Crecchio, grazie all’operato della Soprintendenza è patrimonio culturale importante per l’Abruzzo e per l’Italia. Codice Citra rappresenta la più grande comunità di soci vignaioli abruzzesi in cui si raggruppano 3.000 famiglie unite dal rispetto per la natura, da un legame generazionale profondo colmo di affetti e saperi e da un codice genetico etico e produttivo. Codice Citra sta per codice genetico ovvero la tradizione della vigna tramandata di padre in figlio, codice etico nel lavorare rispettando l’ambiente, le persone e le tradizioni, sta per codice relazionale insito nella cooperazione e nella condivisione dei valori, sta per codice produttivo che si realizza nella valorizzazione dei vitigni autoctoni nella salvaguardia delle norme di produzione a tutela dei consumatori. Siamo fieri di avere finanziato i restauri di tre corredi rinvenuti nelle tombe portate alla luce a Crecchio e risalenti a ben 2300 anni fa, ora parte importante del patrimonio culturale dell&#8217;Abruzzo, dell’Italia”. Lo ha affermato <b>Sandro Spella</b>, Presidente di Codice Citra, cooperativa che vede insieme ben 3.000 aziende abruzzesi nel settore vitivinicolo.</p>
<p>Ben 138 le tombe portate alla luce che risalgono al periodo tra il VI e il III sec. a. C. e spicca una stupenda corona appartenuta forse ad un giovane atleta e risalente a 2300 anni fa. Il restauro di tre corredi finanziati da Codice Citra, è stato presentato per la prima volta presso il Palazzo Ducale di Crecchio, in Abruzzo.<br />
“A Crecchio, in Abruzzo, per la prima volta, abbiamo presentato il restauro di corredi trovati all’interno di tombe risalenti tra il IV e il III secolo a.C. dunque a ben 2300 anni fa! Lo abbiamo fatto come anteprima della mostra dal titolo “I Mecenati” che stiamo organizzando in accordo con la Soprintendenza. Gli scavi presso la necropoli di S.M. Cardetola di Crecchio (CH), in Abruzzo, hanno finora restituito 138 sepolture che coprono un arco di tempo dal VI al III sec. a.C.</p>
<p><strong>Grazie al contributo di Codice Citra e di altri privati è stato possibile restaurare i corredi di cinque tombe</strong></p>
<p><span style="color: #333333;"><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-27-alle-13.01.16.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-154332" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/09/Schermata-2022-09-27-alle-13.01.16-300x151.png" alt="Abruzzo" width="300" height="151" /></a></span></p>
<p>In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, come anticipo ed anteprima di quella futura mostra, si è deciso di presentare il restauro di tre di tali corredi, realizzato grazie al contributo dell’azienda Codice Citra. Ad esempio nella Tomba 57 è stato trovato un reperto che si è conservato per ben 2300 anni di storia e appartenuto forse ad un atleta. Si tratta di una stupenda corona in foglie di bronzo e frutti di terracotta dorata. Queste sepolture sarebbero ascrivibili all’antico popolo pre-romano dei Frentani e saranno protagoniste di una prossima mostra dal titolo “I Mecenati” &#8211; <b>ha affermato Giuseppe Valentini, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Crecchio</b> – in quanto patrimonio culturale davvero importante. Questa opera di valorizzazione è possibile grazie alla Soprintendenza che sta puntando su questo territorio.<br />
Gli oggetti nelle tombe non sono soltanto bei reperti. La loro natura e tipologia ci parla infatti dei valori e della cultura delle persone che, più di due millenni or sono, hanno sepolto i propri cari con gli oggetti più rappresentativi del loro mondo. Il restauro di questi oggetti permette il loro studio e, conseguentemente, ci permette di capire come queste antiche società si sono evolute”.</p>
<p><strong>Presentati i corredi delle tombe 17 – 34 e 57 oggetto del restauro finanziato da Codice Citra</strong></p>
<p>“La presenza di elementi legati all’enogastronomia, il bere vino e il banchettare con carne cotta su spiedi, è forte sin dalle tombe più antiche (VI-V secolo a.C.), dove però sembrano preponderanti anche altri oggetti, specie le armi nei maschi, a sottolineare una maggiore attenzione al ruolo guerresco più che al simposio.<br />
Le tre tombe restaurate grazie a Codice Citra, invece, ci testimoniano un importante cambiamento culturale. I tre corredi funerari si datano infatti ad un’epoca posteriore (IV-III sec. a.C.) e ci mostrano un chiaro cambiamento culturale. Ad essere esaltato non è tanto il valore guerresco – <b>ha continuato il Presidente dell’Archeoclub D’Italia di Crecchio</b> &#8211; quanto piuttosto il ben vivere, l’imitare usi e costumi greci, e l’importare oggetti belli e di lusso. Quella che appare non è più l’immagine di una società in conflitto, quanto piuttosto di persone che 23 secoli fa sapevano godersi la vita. Ed in questo mondo il consumo di vino sembra essere stato particolarmente importante come rito sociale.</p>
<p>La Tomba 17 ha restituito un enorme corredo composto da ben 28 reperti, soprattutto vasellame di importazione dalla Magna Grecia: da Taranto e dalla Campania. Si tratta di un raffinato set di stoviglie di lusso pensate per il banchetto e, soprattutto, per il bere vino in modo raffinato. È presente il grande cratere per mescolare vino ed acqua, nonché coppe e piatti di pregio. L’uomo ha inoltre i segni dell’attività atletica (lo strigile) ed è stato cremato: un rito inusuale per la zona, probabilmente eseguito per evocare i funerali degli eroi.<br />
La Tomba 34 è la sepoltura di una donna che ha restituito rari esempi di gioielleria, una collana d’oro e fibule (spille) d’argento, anche queste importate dal sud. Tali elementi sono estremamente rari, e praticamente non hanno confronti in Abruzzo.<br />
La Tomba 57 è la tomba di un ragazzo, ed è forse la più sorprendente. Era presente un’anfora vinaria che preserva ancora i segni della pece greca (resina di pino laricio) usata per sigillarla e preservare il prodotto enologico. Ancora più interessante il fatto che sulla testa del fanciullo era presente una stupenda corona in foglie di bronzo e frutti di terracotta dorata con vera foglia d’oro. Reperti simili sono praticamente sconosciuti in Abruzzo, mentre corone simili si trovano nella grande città greca di Taranto”.</p>
<p><strong>Dunque nasce il modello Crecchio che vede la collaborazione in rete di pubblico e privato</strong></p>
<p>“Il restauro dei reperti di queste tre tombe non solo aiuta a capire la cultura antica di un territorio finora poco considerato per la fase preromana, ma renderà fruibile al grande pubblico alcuni reperti unici che andranno ad arricchire le collezioni del Museo nel Castello di Crecchio, contribuendo in questo modo anche a potenziare il valore e l’attrattività di questo luogo e di questo territorio.<br />
I restauri di alcuni di questi reperti sono un esempio di attività locale che promuove la valorizzazione dei beni archeologici dello stesso territorio: una forte realtà privata locale, Codice Citra, azienda che ha finanziato il restauro, che compartecipa con lo Stato al fine di preservare la memoria e le radici antiche della cultura della propria zona.<br />
Nella stessa ottica è da vedere l’attività della sede di Crecchio di Archeoclub d’Italia. I volontari sono stati infatti il motore principale dell’esecuzione degli scavi – <b>ha concluso Valentini</b> &#8211; svolti comunque sotto la direzione scientifica del MIC, Soprintendenza Archeologia Nelle Arti e Paesaggio delle Province di Chieti e Pescara ed impiegando archeologi professionisti sul campo.<br />
Questi scavi sono particolarmente importanti in quanto, quando si pensa agli antichi popoli italici, solitamente si considerano ben altre zone dell’Abruzzo (come le grandi necropoli di Capestrano e Fossa nell’Aquilano, o la necropoli di Campovalano nel Teramano). Eppure, questi lavori stanno per la prima volta gettando luce su questa porzione d’Abruzzo, la fascia collinare della Provincia di Chieti, finora poco conosciuta per quest’epoca. L’opera finanziata da Codice Citra, in questo senso, risulta fondamentale. Ringrazio inoltre la Soprintendenza con la quale siamo in piena collaborazione al fine di valorizzare nel modo migliore il patrimonio culturale”.</p>
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		<title>Il Pecorino del Monte Poro, eccellenza del Sud</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 17:43:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il brand che produce, seleziona e commercializza le meraviglie casearie italiane ha deciso di puntare su questa meraviglia della regione ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Il brand che produce, seleziona e commercializza le meraviglie casearie italiane ha deciso di puntare su questa meraviglia della regione Calabria per consentire di apprezzarlo ad un pubblico sempre più ampio.</span></p>
<p>Il “Pecorino del Monte Poro” DOP è un formaggio prodotto con latte di pecora che vanta tre diverse tipologie a seconda del tempo di stagionatura:<br />
&#8211; “fresco”, da 20 giorni a 60 giorni di conservazione;<br />
&#8211; “semistagionato”, da 61 giorni a 6 mesi di stagionatura;<br />
&#8211; “stagionato”, da 6 mesi a 24 mesi di stagionatura.</p>
<p>“L’indispensabile mano d’opera presente nelle fasi di trasformazione mette in evidenza l’artigianalità del sistema produttivo è uno dei fattori che sembrano tagliarlo su misura per il nostro progetto” spiega l’amministratore di Alimentale Giuseppe Di Bernardo. “Questo prodotto resta legato alle loro competenze che applicate all’intero ciclo produttivo: cagliatura, formatura e stagionatura lo rendono tipico e legato al territorio di produzione”.<br />
Il Pecorino del Monte Poro Dop ha un sapore inconfondibile. Fragrante e con aromi di fiori selvatici, di macchia mediterranea e di fieno, pastoso e piacevolmente nocciolato all’assaggio. Caratteristiche che diventano sempre più intense con l’aumentare del periodo di stagionatura, fino a diventare decisamente pungente e sapido.</p>
<p>“Il Pecorino del Monte Poro dop segue un rigido disciplinare di produzione che prevede l’impiego di latte ovino, crudo e intero frutto dell’unione di due mungiture (sera e mattina del giorno dopo) di capi allevati allo stato semi brado. Le pecore allevate unicamente nell’area interessata dalla denominazione di origine protetta si riparano negli ovili soltanto nel corso della notte. Particolare attenzione viene fornita all’alimentazione è a base di essenze tipiche della zona del Monte Poro, sotto forma di foraggio fresco nel periodo estivo e affienato nel periodo invernale. Rigorosamente vietati i prodotti geneticamente modificati (Ogm)”.<br />
La Lavorazione. Il Pecorino del Monte Poro Dop si ottiene facendo coagulare il latte con caglio ottenuto dalle pareti del quarto stomaco dell’agnello e/o del capretto, alimentati esclusivamente con latte.</p>
<p>L’area dop. La zona di allevamento degli ovini, di produzione e di stagionatura del &#8220;Pecorino del Monte Poro&#8221; è rappresentata esclusivamente dal territorio dei seguenti comuni della provincia di Vibo Valentia tutti appartenenti al comprensorio del Monte Poro: Joppolo, Spilinga, Zungri, Rombiolo, Nicotera, Limbadi, Zaccanapoli, Drapia, Filandari, Briatico, Ricadi, Maierato, Mileto, San Calogero, Parghelia, Pizzo Calabro, Stefanaconi, Filogaso, Tropea, San Costantino Calabro, San Gregorio d’Ippona, Sant’Onofrio, Vibo Valentia, Zambrone, Cessaniti, Ionadi, Francica.<br />
Il Pecorino del Monte Poro Dop ha forma rotonda con facce piane. Il peso può variare da 600 gr a 2,5 Kg, per la tipologia «fresco» e «semistagionato», fino a 10 Kg per la tipologia «stagionato».<br />
Crosta: dura, rugosa, di colore variabile dal giallo oro per la tipologia «fresco» al nocciola più o meno scuro per la tipologia «semistagionato» e «stagionato», tendente al rossiccio, laddove unto con peperoncino e olio extravergine di oliva e peperoncino per trattare la crosta esterna.</p>
<p>Pasta: struttura compatta con eventuale leggera occhiatura irregolarmente distribuita. Al taglio il colore si presenta variabile dal bianco per la tipologia «fresco» al paglierino più meno intenso nella tipologia «semistagionato» e «stagionato». La consistenza della pasta è morbida al taglio nella tipologia “fresco” e via via più consistente nella tipologia “stagionato”.<br />
Il “Pecorino del Monte Poro” è molto ricercato dai ristoratori che lo utilizzano nei piatti della cucina tradizionale, oltre che nel consumo fresco. Come formaggio da tavola è l’ingrediente ideale nei taglieri dell’antipasto accompagnato da pomodori secchi, salumi e ortaggi sott&#8217;olio. Può essere grattugiato sui primi piatti conditi con sugo di carne di capretto o d&#8217;agnello. Ma anche inserito a cubetti nella preparazione della minestra di fave e cicorie selvatiche e delle cipolle gratinate. Nel periodo della Pasqua viene consumato fresco, accompagnato da fave crude e da vini rossi tipici calabresi quali il Cirò Doc sia bianco che rosso, il Val di Neto e il Melissa.</p>
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		<title>Bologna, al Salone Nautico tendenze e novità</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 11:15:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Design, attenzione alla ecosostenibilit&#224;, tecnologia e comfort. La produzione del settore nautico, in esposizione al Salone Internazionale di Bologna sino ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Design, attenzione alla ecosostenibilit&agrave;, tecnologia e comfort. La produzione del settore nautico, in esposizione al Salone Internazionale di Bologna sino al 7 novembre nei padiglioni 19-21-22 del quartiere fieristico, proposta da oltre 60 cantieri e aziende, propone una ampia offerta di novit&agrave; e tendenze, tutte focalizzate sulle esigenze e i gusti degli appassionati e dei neofiti delle vacanze in barca.</p>
<p><strong><em>Design:</em></strong> cresce l&rsquo;attenzione per la progettualit&agrave;, sia nei dettagli interni sia nelle linee di costruzione, con la tendenza a forme pi&ugrave; squadrate che ottimizzano gli spazi per l&rsquo;ospitalit&agrave;. Molte, infatti, le famiglie in cerca di un modello di barca ideale su cui trascorrere i fine settimana o periodi di vacanze estive all&rsquo;aria aperta. Dal punto di vista estetico, il colore, in varianti personalizzabili, diventa protagonista: tinte pastello accanto a tonalit&agrave; decise e accattivanti come il rosso, l&rsquo;arancione, il giallo e il blu, conferiscono un tocco glamour apprezzato dal pubblico.</p>
<p><strong><em>Complemento d&rsquo;arredo</em></strong>: sentirsi sempre a casa, in barca, con la qualit&agrave; e l&rsquo;eleganza artigianale del Made In Italy. La giovane azienda campana <em>Amperial Luxury Design</em> presenta mobili nella linea di legno massello dallo stile pi&ugrave; classico e quella pi&ugrave; moderna in legno laccato, mentre la cura artigianale dell&rsquo;azienda di pelletteria parmense, <em>Gaffe srl,</em> debutta nel settore nautico con oggetti, borse, portachiavi e complementi di arredo in pelle idrorepellente che non teme la salsedine. Per tavola e cambusa, le stoviglie, e tutto l&rsquo;occorrente per la <em>mise en place</em> in tema marinaro, trovano la qualit&agrave; nel materiale melamina infrangibile, e sempre pi&ugrave; somigliante al vetro e alla ceramica, nelle proposte dell&rsquo;azienda <em>Ga.Mar</em>.</p>
<p><strong><em>Evoluzione tecnica</em></strong>: tecnologia a bordo, un aiuto per gli armatori. Come accade gi&agrave; nel settore automobilistico, anche in quello nautico i sensori per l&rsquo;ormeggio e l&rsquo;ancoraggio presentati da <em>Garmin</em> garantiscono manovre di precisione e in sicurezza anche per i meno esperti. Tra gli accessori hi-tech, l&rsquo;impianto audio DSP Marine di <em>Elettromedia</em>, novit&agrave; assoluta sul mercato attraverso il marchio Hertz, rende la diffusione della musica a bordo un&rsquo;esperienza di altissima qualit&agrave;, grazie ad un sistema di taratura memorizzato su scheda digitale, personalizzabile in base al modello di barca e delle preferenze personali.</p>
<p><strong><em>Ambiente:</em></strong> grande l&rsquo;attenzione sulla ecosostenibilit&agrave;, un tema storico su cui anche il settore nautico ha deciso di puntare. Al Salone Nautico Internazionale di Bologna l&rsquo;associazione <em>Refiber</em> promuove un&rsquo;attivit&agrave; di sensibilizzazione rivolta ai costruttori della filiera, con l&rsquo;obiettivo di coinvolgere anche le Istituzioni per nuove norme nazionali in materia di recupero e trattamento della vetroresina.</p>
<p>Rispetto per l&rsquo;ambiente e innovazione vedono protagonista il progetto UniBoAT &ndash; UniBo Argonauts Team, del dipartimento di ingegneria industriale dell&rsquo;Universit&agrave; di Bologna. Qui nasce, infatti, il particolare catamarano monoposto Futura. Supportato da un motore elettrico a emissioni zero alimentato da un pacco batteria prototipale e una cella ad idrogeno<strong>,</strong> insieme a tre pannelli fotovoltaici ad alta efficienza, il catamarano &egrave; stato costruito quasi interamente con materiali di scarto dagli studenti coinvolti nel progetto.</p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
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		<title>Coca-Cola &#8220;PizzaVillage&#8221;, si chiude a Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 17:20:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la brillante performance dello scorso anno, torna a Milano Coca-Cola PizzaVillage@Home con la sua seconda edizione.&#160; I migliori pizzaioli ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Dopo la brillante performance dello scorso anno, torna a Milano Coca-Cola PizzaVillage@Home con la sua seconda edizione.&nbsp; I migliori pizzaioli d&rsquo;Italia si riuniscono nel capoluogo lombardo per quattro giorni, dal 28 al 31 ottobre. Un appuntamento da non perdere a tavola e sui social. Il tour partito da Palermo e proseguito a Napoli ritorna cos&igrave; a deliziare i milanesi. Tutto il gusto della pizza appena sfornata recapitato direttamente a casa grazie al servizio delivery dedicato di Glovo, due eventi speciali sui social, le masterclass sull&rsquo;arte della pizza napoletana e le special box contenenti tanti prodotti di eccellenza che verranno date in omaggio.</span></p>
<p>I Maestri della pizza coinvolti arriveranno ognuno con una propria ricetta speciale: Gino Sorbillo (di <em>Gino e Toto Sorbillo</em>), Errico Porzio (<em>Errico Porzio</em>) Antonio Falco (<em>L&rsquo;Antica Pizzeria Da Michele</em>), Davide Civitiello (<em>Rossopomodoro</em>), Vincenzo Capuano (<em>Vincenzo Capuano</em>), Fabio Cristiano (<em>Antica Pizzeria Da Gennaro</em>), Salvatore Salvo (<em>Fratelli Salvo</em>).<br />
Coca-Cola PizzaVillage@Home presenta la sua seconda edizione: dopo Napoli e Palermo, le giornate della pizza ritornano a Milano per la tappa conclusiva, dal 28 al 31 ottobre, bissando il successo della prima edizione, nel suo inedito formato <em>delivery</em>. L&rsquo;evento, ideato e prodotto dalle societ&agrave; AADV Entertainment e Oramata Grandi Eventi, continua a stupire e porta in tavola, comodamente in ogni casa, le pizze celebrative dei pizzaioli pi&ugrave; importanti dello Stivale.</p>
<p>Nel capoluogo lombardo giungeranno i top player del settore della scuola campana:<br />
Gino Sorbillo (<em>Gino e Toto Sorbillo</em>), Errico Porzio (<em>Errico Porzio</em>), Antonio Falco (<em>Antica Pizzeria da Michele</em>), Vincenzo Capuano (<em>Vincenzo Capuano</em>), Davide Civitiello (<em>Rossopomodoro</em>), Fabio Cristiano (<em>Antica Pizzeria da Gennaro</em>) e Salvatore Salvo (<em>Fratelli Salvo</em>).</p>
<p>Da eccellenza italiana a pop star internazionale, la pizza ha saputo scalare le classifiche gastronomiche di tutto il mondo grazie ai suoi ingredienti semplici ed alla sua innata capacit&agrave; di aggregare. Cos&igrave; come la scorsa edizione, la scelta del men&ugrave; del Coca-Cola PizzaVillage@Home &egrave; tra sette pizze: sei pizze speciali a cui si aggiunge la regina delle pizze, la Margherita. I forni d&rsquo;eccezione saranno due City Hub di produzione, dove i maestri pizzaioli in persona realizzeranno le loro proposte, posizionati strategicamente sul territorio milanese in modo da raggiungere gran parte della citt&agrave;.</p>
<p>Da gioved&igrave; 28 a domenica 31 ottobre &ndash; e anche in <em>pre-sales</em> da luned&igrave; 25 a mercoled&igrave; 27 &ndash;<br />
le consegne durante l&rsquo;evento saranno a cura di Glovo, <em>Official Delivery Partner</em>, l&rsquo;unica piattaforma di consegne a domicilio multi-categoria in Italia. Prenotando nei giorni precedenti all&rsquo;evento, si potr&agrave; effettuare il proprio ordine accedendo ad uno <em>special price</em> a partire da 5 euro a seconda della fascia oraria.<br />
Il Format continuer&agrave; a coinvolgere il pubblico anche in eventi esclusivi sui canali social del CCPV@H. Qual &egrave; il segreto di un buon impasto? Quale ingrediente fa la differenza? I maestri pizzaioli Antonio Falco e Davide Civitiello racconteranno i segreti del loro mestiere con creazioni frutto delle tradizioni tramandate da generazioni e delle tecniche pi&ugrave; recenti ed innovative.&nbsp;I campioni del forno a legna, con le farine del Mulino Caputo, daranno vita&nbsp;a nuove ricette che, per l&rsquo;occasione, insieme a Coca-Cola, animeranno le serate casalinghe dei milanesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grande successo il PowWow Fashion Tech Week</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 14:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’anno più difficile per l’intero settore degli eventi, PowWow Fashion Tech Week ha registrato un grande successo per la sua prima ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Nell’anno più difficile per l’intero settore degli eventi, <b>PowWow Fashion Tech Week ha registrato un grande successo per la sua prima edizione. </b>Non lasciandosi<b> </b>intimorire dall’emergenza sanitaria, l’evento ha tramutato tutto in digitale grazie alla realizzazione di una vera e propria fiera virtuale che ha permesso gratuitamente a tutti i partecipanti di prendere parte ad una kermesse che può vantare un <b>bilancio decisamente positivo</b>.</p>
<p>Nelle tre giornate di live streaming, infatti, ben <b>80 eventi</b> tra talk, interviste, tavole rotonde; oltre <b>150 guest speaker</b> italiani e internazionali; più di <b>50 aziende</b> della community del settore della moda e della tecnologia. L’evento ha visto più di<b> 2.500 partecipanti</b> e oltre<b> 100.000 impressions</b> a livello globale. Numeri sicuramente da capogiro per la prima edizione di un evento che è stato definito l’appuntamento della stagione primaverile oltre che un vero e proprio slancio per le industrie italiane e internazionali del beauty e life-style.<br />
In un anno di distanziamento fisico e sociale, infatti, <b>PowWow Fashion Tech Week ha segnato un’edizione storica offrendo all’intera industry del fashion un’opportunità verso il mondo della tecnologia e dell’innovazione divenute indubbiamente essenziali per lo sviluppo del settore moda</b>.</p>
<p></span><span style="color: #202124;">«</span><span style="color: #333333;"><i>PowWow non si è arreso dinanzi alle limitazioni causate dall’emergenza da Covid-19, anzi, grazie all’ausilio della tecnologia che, proprio in un tempo in cui la creazione di eventi risulta irrealizzabile, rappresenta una fondamentale alleata per poter restare vicini e confrontarci su tematiche importanti anche con esperti provenienti oltreoceano e da tante altre parti del mondo. Siamo particolarmente orgogliosi di essere riusciti a porre in essere un’edizione di altissima qualità e di aver raggiunto la nostra mission, ovvero rendere democratiche ed accessibili le tematiche inerenti le tecnologie applicate al mondo del fashion</i></span><span style="color: #202124;">»</span><span style="color: #333333;">. Spiega <b>Andreina Serena Romano</b>, Founder dell’evento e CEO di <b>Heroes S.r.l</b>.</span><span style="color: #333333;"></p>
<p>Nonostante le difficoltà generate dalla crisi sanitaria, PowWow Fashion Tech Week si è imposto come <b>l’evento italiano più importante e lodevole di questa primavera 2021</b>. Nell’incantevole <b>Acquario Civico di Milano</b>, sede operativa dello staff, il team di PowWow ha accolto virtualmente alcuni tra i nomi più influenti del panorama mondiale affrontando, attraverso workshop e interviste, tutte le sfide che il settore sta vivendo nella società moderna.</p>
<p>Una tre giorni ricca di eventi e di incontri, quindi, in cui sono stati sviscerati <b>temi caldi</b> come quello della <b>digital trasformation</b> applicato al mondo della moda che ha visto la partecipazione di <b>Christina Lundari</b>, <i>General Manager di Verizon Media Italia</i>, e <b>Veronica Otolani</b>, <i>Head of Innovation Marketing &amp; B”B Marketing lead IT &amp; ES di Verizon Media</i>.<br />
Per quanto concerne, invece, l’evoluzione della cosmesi, nonché il <b>futuro del beauty</b>, sul palcoscenico virtuale si sono confrontati <b>Andrea Sasso</b>,  <i>Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Italian Design Brands e Director of Business Development SkinLabo S.r.l</i>; <b>Ashley Watton</b>, ‎<i>Head of Marketing UK &amp; Ireland FOREO</i>; <b>Mario Parteli</b>, <i>Founder Abiby</i>.<br />
Spazio, anche all&#8217;<b>intelligenza artificiale e la robotica</b>, compresi, marchi digitali, comunicazione sociale, <b>e-commerce</b>, <b>investimenti</b> con <b>Diletta Livi</b> e <b>Marcello Tedeschi</b>, <i>Senior Investment Manager </i>e <i>Responsabile della strategia e dello sviluppo aziendale di Alchimia Investments</i>, la società che ha investito in <b>Chiara Ferragni Brand</b>;  <b>Fabio Moioli</b>, <i>Consulting and Services Head Microsoft</i>; <b>Mania Jenny Izaguirre</b>, <i>Growth Operations Manager &#8211; Learning &amp; Development at Shopify</i>; <b><i>Giorgia Asti</i></b>, <i>Account Director, Spotify Italia</i>; <b><i>Céline Delaugère</i></b>, <i>CEO &amp; Co-Founder  Eva Engines</i>; <b>Enara Nazarova</b>, <b>Founder ARMOAR</b>.</p>
<p>Altro tema caldo, discusso durante la prima edizione di PowWow, è stato quello della <b>sostenibilità</b> che con la <b>digitalizzazione</b> rappresentano due paradigmi che stanno impattando fortemente l’industria della moda, in cui la prima è necessaria per raggiungere gli obiettivi della seconda. Ed è stato proprio questo l’argomento dei tanti incontri che hanno visto la partecipazione di <b>Elisa Serafini</b>, <i>Presidente FEI</i>; <b>Isabella Tonelli</b>, <i>Supply Chain Sustainability Manager Vivienne Westwood; <b>Gianvito D’Onghia</b>, M</i>anaging partner <i>Creative Capital</i>; <b>Alberto Monti</b>, <i>Founder Tondo</i>.<br />
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