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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Il Miracolo</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>San Gennaro, si è ripetuto il miracolo del sangue</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 10:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[Il Miracolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Si &#232; ripetuto il rito della liquefazione del sangue di San Gennaro. L&#8217;annuncio &#232; stato dato alle ore 10.04. &#8220;Ancora ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Si &egrave; ripetuto il rito della liquefazione del sangue di San <span class="hlterm">Gennaro</span>. L&rsquo;annuncio &egrave; stato dato alle ore 10.04. &ldquo;Ancora una volta il Santo protettore ci ha dato il segno della sua presenza&rdquo;, ha detto l&rsquo;abate della Cappella del Tesoro di San <span class="hlterm">Gennaro</span>, monsignore Vincenzo de Gregorio. Ad acompagnare l&rsquo;annuncio del &lsquo;miracolo&rsquo;, il tradizionale sventolio del fazzoletto bianco. L&rsquo;annuncio &egrave; stato accolto da un lungo applauso dei fedeli e dei tanti che affollano il Duomo di Napoli.</p></blockquote>
<p>Sorelle e fratelli,<br />
quest&rsquo;anno vorrei chiedere a San Gennaro una grazia. Ma non per oggi. Per l&rsquo;anno prossimo. &Egrave; una grazia strana, lo so. Forse perfino troppo grande. Ma i santi servono anche a questo: a ricordarci che ci sono preghiere che sarebbe vigliacco non avere il coraggio di pronunciare. Gennaro, se il tuo sangue deve sciogliersi, si sciolga ancora. Ma fammi questa grazia: quando torneremo qui, il prossimo anno, fa&rsquo; che l&rsquo;unico sangue di cui dovremo parlare sia il tuo. L&rsquo;unico sangue versato. L&rsquo;unico sangue che avremo atteso di vedere<br />
scorrere. Il tuo. Nessun altro. Perch&eacute; non voglio pi&ugrave; venire qui, davanti alla tua ampolla, e dover dire che il tuo sangue assomiglia a quello dei bambini uccisi. Non voglio pi&ugrave; dover dire che il tuo sangue si mescola idealmente a quello delle vittime innocenti.<br />
Non voglio pi&ugrave; nominare la Palestina. Non voglio pi&ugrave; nominare l&rsquo;Ucraina. Non voglio pi&ugrave; aggiungere il nome dell&rsquo;ennesima terra ferita, dell&rsquo;ennesima citt&agrave; distrutta, dell&rsquo;ennesima madre che stringe un corpo troppo piccolo tra le braccia. Non perch&eacute; voglia dimenticarli. Ma perch&eacute; voglio che non ce ne sia pi&ugrave; bisogno. Sono stanco di un&rsquo;umanit&agrave; che prima produce vittime e poi costruisce monumenti per piangerle. Sono stanco delle nostre commemorazioni perfette e delle nostre paci impossibili. Sono stanco di vedere l&rsquo;uomo diventare bravissimo a contare i morti e terribilmente incapace di smettere di farli. E davanti a te, Gennaro, oggi non voglio abituarmi. Perch&eacute; forse il male pi&ugrave; grande non &egrave; nemmeno la guerra. Il male pi&ugrave; grande &egrave; abituarsi alla guerra. &Egrave; svegliarsi la mattina, accendere un telefono, vedere una citt&agrave; bruciare e continuare a fare colazione. &Egrave; ascoltare il numero dei morti e non vedere pi&ugrave; i morti. Cinquanta. Cento. Mille. Come se oltre una certa cifra il dolore smettesse di avere un nome. Come se un bambino morto cento volte diventasse una statistica. No. Il sangue non &egrave; una statistica. Il sangue ha sempre un nome. Ha una madre. Ha una casa. Ha un odore. Ha qualcuno che quella sera continuer&agrave; ad apparecchiare un posto in pi&ugrave;, almeno con gli occhi.</p>
<p>Ed &egrave; per questo che il Vangelo di oggi mi fa paura. Ges&ugrave; dice: &laquo;Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me&raquo;. Il mondo. Non questa terra bellissima. Non gli uomini e le donne che Dio ama. Nel Vangelo di Giovanni il &ldquo;mondo&rdquo; &egrave; anche un meccanismo. &Egrave; quel sistema invisibile che comincia a funzionare ogni volta che un uomo decide che la vita di un altro vale meno della propria. Il mondo comincia l&igrave;. Quando l&rsquo;altro diventa un ostacolo. Quando l&rsquo;altro diventa un numero. Quando l&rsquo;altro diventa un bersaglio. Quando l&rsquo;altro non &egrave; pi&ugrave; fratello, ma nemico. E allora tutto diventa possibile. Diventano possibili le bombe. Le rappresaglie. I massacri. Le fosse. I bambini sotto le macerie. Diventa possibile perfino inventare parole eleganti per non chiamare le cose con il loro nome. Ma una madre che perde un figlio non conosce il linguaggio della geopolitica. Conosce soltanto una parola. Figlio. E quella parola dovrebbe bastare a fermare il mondo. Per questo oggi, davanti al sangue di Gennaro, vorrei che da Napoli partisse un grido. Non un comunicato. Non una prudente dichiarazione. Un grido. Fermatevi. Fermatevi. Voi che avete in mano le armi. Voi che date gli ordini. Voi che disegnate confini sulle carte mentre altri li segnano con il sangue. Voi che pensate che una vittoria possa ancora chiamarsi vittoria quando bisogna costruirla sopra il corpo di un bambino. Fermatevi. Perch&eacute; non esiste bandiera abbastanza grande da coprire la bara di un innocente. Non esiste ragione di Stato capace di restituire un figlio a sua madre. Non esiste vittoria militare che possa trasformare il sangue di un bambino in qualcosa di giusto. La pace avr&agrave; certamente bisogno della politica. Avr&agrave; bisogno della diplomazia. Avr&agrave; bisogno del diritto.<br />
Ma prima ancora avr&agrave; bisogno di una cosa molto pi&ugrave; semplice e infinitamente pi&ugrave; difficile: riconoscere nell&rsquo;altro un uomo. Soltanto un uomo. E dovrebbe bastare. Ma sarebbe troppo facile oggi guardare lontano. Palestina. Ucraina. Le guerre del mondo. Perch&eacute; il Vangelo non ci permette mai di usare il dolore lontano per non vedere quello che accade sotto casa. E allora devo parlare a te, Napoli. A te, citt&agrave; mia. Perch&eacute; anche tu conosci il sangue. Lo conoscono i tuoi vicoli. Lo conoscono certe madri che hanno imparato a riconoscere il rumore di uno sparo. Lo conoscono i ragazzi a cui qualcuno ha insegnato troppo presto che una pistola pu&ograve; dare pi&ugrave; rispetto di un libro. Lo conoscono le famiglie che abbassano gli occhi. I commercianti che hanno paura. Gli uomini e le donne a cui viene chiesto di scegliere tra il coraggio e la sopravvivenza. La camorra &egrave; guerra. Una guerra senza dichiarazione. Senza divise. Senza trattati di pace. Ma &egrave; guerra. Perch&eacute; ogni volta che un ragazzo viene arruolato dalla strada abbiamo perso una battaglia. Ogni volta che un bambino cresce pensando che il denaro facile sia l&rsquo;unica strada possibile, abbiamo perso una battaglia. Ogni volta che una madre teme che suo figlio non torni a casa, abbiamo perso una battaglia. Ogni volta che qualcuno compra il silenzio di un quartiere, abbiamo perso una battaglia. E permettetemi di dirlo con chiarezza: non c&rsquo;&egrave; nulla di religioso nella camorra. Nulla. Non basta una medaglia al collo. Non basta un&rsquo;immagine sacra sul comodino. Non basta inchinarsi davanti a una statua. Puoi accendere cento candele a San Gennaro: se spegni la vita di tuo fratello, quelle candele non fanno luce. Puoi portare una Madonna sulle spalle, ma se sulle spalle degli altri hai caricato paura, ricatto e violenza, quella processione non ti assolve. Puoi perfino pronunciare il nome di Dio. Ma Dio non diventa complice perch&eacute; qualcuno ne pronuncia il nome.</p>
<p>La camorra &egrave; bestemmia.<br />
&Egrave; bestemmia perch&eacute; prende ci&ograve; che Dio ha creato libero e lo rende schiavo. Prende un ragazzo e gli ruba il futuro. Prende un quartiere e gli ruba la fiducia. Prende il bisogno e ne fa mercato. Prende la paura e ne fa potere. Prende il sangue e ne fa moneta. E allora, Gennaro, anche qui: facci la grazia. Liberaci. Ma non soltanto dai camorristi. Sarebbe troppo comodo. Liberaci dalla mentalit&agrave; camorristica. Dal favore chiesto invece del diritto. Dalla raccomandazione invece del merito. Dal silenzio quando dovremmo parlare. Dalla convenienza<br />
quando dovremmo scegliere. Dall&rsquo;idea che essere furbi sia meglio che essere giusti. Dal pensare: &laquo;Non mi riguarda&raquo;. Perch&eacute; &egrave; precisamente con milioni di &laquo;non mi riguarda&raquo; che il male costruisce i suoi regni.<br />
Il martire invece &egrave; l&rsquo;uomo a cui tutto riguarda. Gennaro &egrave; qui per questo. Non perch&eacute; il suo sangue faccia spettacolo. Ma perch&eacute; il suo sangue faccia memoria. Un uomo, un giorno, ha preferito perdere la vita piuttosto che consegnare la propria coscienza al potere. Questo &egrave; un martire. Uno che dice al mondo: tu puoi prendere il mio corpo, ma non avrai la mia libert&agrave;. E forse per questo il suo sangue continua ancora a inquietarci. Perch&eacute; noi veniamo qui per vedere se il sangue si scioglie. Ma forse &egrave; Gennaro che viene qui per vedere se ci siamo sciolti noi. Se si &egrave; sciolta la nostra durezza. Se si &egrave; sciolta la nostra indifferenza. Se si &egrave; sciolta quella terribile crosta che ci permette di sapere tutto e di non sentire pi&ugrave; niente. Quest&rsquo;anno per&ograve;, Gennaro, voglio chiederti di pi&ugrave;. Non mi basta domandarti di sciogliere i nostri cuori. Ti chiedo una cosa quasi impossibile. E forse proprio per questo te la chiedo. Fammi la grazia dell&rsquo;anno prossimo. Fa&rsquo; che il 19 settembre dell&rsquo;anno prossimo possiamo entrare in questa Cattedrale senza dover aggiungere un&rsquo;altra guerra all&rsquo;elenco. Fa&rsquo; che nessuno abbia bombardato una casa. Che nessuno abbia sparato a un ragazzo. Che nessuno abbia scavato una fossa. Che nessuna madre abbia dovuto riconoscere suo figlio da una scarpa, da una fotografia, da un brandello di vestito. Fa&rsquo; che i potenti abbiano avuto finalmente il coraggio di essere pi&ugrave; grandi delle loro armi. Fa&rsquo; che chi vive di guerra abbia scoperto la vergogna. Fa&rsquo; che chi vive di camorra abbia scoperto che esiste una vita diversa. Fa&rsquo; che chi ha paura trovi qualcuno disposto a camminargli accanto. Fa&rsquo; che Napoli non debba pi&ugrave; seppellire i suoi ragazzi. Fa&rsquo; che i bambini della Palestina possano tornare semplicemente bambini. Fa&rsquo; che i bambini dell&rsquo;Ucraina possano imparare il suono della notte senza dover distinguere un tuono da un missile. Fa&rsquo; che in ogni terra la parola domani torni a significare qualcosa. E permettimi, Gennaro, di consegnarti anche un desiderio. Un desiderio che vorrei trasformare in una promessa. Vorrei che il prossimo anno, quando torneremo qui a celebrare ancora una volta la tua festa, potessimo venire davanti a te non soltanto per chiederti qualcosa, ma per ringraziarti di qualcosa che sar&agrave; accaduto nella nostra citt&agrave;. Vorrei poterti dire: grazie, Gennaro, perch&eacute; Napoli ha<br />
finalmente scelto di prendersi cura dei suoi bambini e dei suoi ragazzi. Perch&eacute; abbiamo imparato a non accorgerci di loro soltanto quando una tragedia esplode, quando un ragazzo muore, quando una periferia diventa il volto di una ferita che avremmo dovuto vedere prima. Grazie perch&eacute; abbiamo imparato a prenderci cura prima. Prima che una difficolt&agrave; diventi abbandono, una fragilit&agrave; diventi rabbia, la solitudine diventi violenza, un ragazzo smetta di credere di avere un posto nel mondo. Vorrei ringraziarti perch&eacute; avremo avuto il coraggio di mettere davvero i pi&ugrave; piccoli al centro. Non dei discorsi, ma delle scelte. Della politica, della comunit&agrave; tutta, della nostra citt&agrave;. Perch&eacute; Napoli non pu&ograve; essere grande soltanto nelle sue piazze, nei suoi monumenti, nella sua bellezza e nella sua capacit&agrave; di attirare il mondo. Una citt&agrave; &egrave; davvero grande quando sa prendersi cura delle persone che quella bellezza la abitano, soprattutto delle persone pi&ugrave; fragili.</p>
<p>E l&rsquo;anno prossimo vorrei poterti ringraziare anche per un altro miracolo: quello di una citt&agrave; che ha imparato a unire le proprie forze. Perch&eacute; Napoli ha tante energie, tante persone generose, tante realt&agrave; che ogni giorno si spendono. Ma abbiamo bisogno di imparare a camminare insieme. A fare cordata. Una cordata vera: non una fotografia nella quale tutti stanno insieme per un giorno, ma una responsabilit&agrave; reciproca. Sapere che se uno scivola, l&rsquo;altro lo tiene. Che la salita non appartiene al pi&ugrave; forte, ma a tutti. Che per andare pi&ugrave; in alto bisogna legare la propria vita a quella degli altri. Tra istituzioni e cittadini. Tra scuola e famiglia. Tra Chiesa e territorio. Tra associazioni e servizi. Trachi ha responsabilit&agrave; pubbliche e chi ogni giorno vive nelle periferie. Tra chi possiede competenze e chi porta sulle proprie spalle l&rsquo;esperienza concreta delle ferite. Una cordata nella quale nessuno pensi di poter fare tutto da solo. E nessuno si senta autorizzato a dire: &laquo;Non &egrave; affar mio&raquo;. E allora, San Gennaro, se il prossimo anno potremo tornare qui e dirti che Napoli ha cominciato davvero a fare questo, io vorrei ringraziarti. Non perch&eacute; avremo risolto tutto, n&eacute; perch&eacute; saremo diventati una citt&agrave; perfetta. Ma perch&eacute; avremo scelto una direzione: stare dalla parte dei pi&ugrave; piccoli, mettere in comune le nostre forze, non lasciare indietro nessuno. E allora s&igrave;, Gennaro. Il prossimo anno torneremo. Apriremo quella cassaforte. Prenderemo l&rsquo;ampolla. La solleveremo ancora davanti a questa citt&agrave;. E qualcuno domander&agrave;: &laquo;Il sangue si &egrave; sciolto?&raquo; E io vorrei poter rispondere: S&igrave;. Si &egrave; sciolto. Ed &egrave; l&rsquo;unico. L&rsquo;unico sangue versato che oggi ricordiamo. L&rsquo;unico sangue che abbiamo aspettato. L&rsquo;unico sangue che scorre davanti ai nostri occhi. Perch&eacute; fuori da questa Cattedrale nessun uomo ha versato quello di suo fratello. Quello s&igrave; sarebbe il miracolo. Non soltanto il sangue di un martire che torna liquido. Ma un&rsquo;umanit&agrave; che finalmente smette di versare il sangue dei suoi figli. E una citt&agrave; che diventa una cordata di fraternit&agrave;. Perci&ograve; oggi te lo chiedo. Come figlio di questa citt&agrave;. Come vescovo. Come uomo. Gennaro, se il tuo sangue vuole sciogliersi, si sciolga ancora. Ma poi basta. Basta sangue. Basta ragazzi uccisi. Basta bambini sotto le macerie. Basta madri senza figli. Basta uomini convinti che uccidere sia una soluzione. Basta mafie. Basta camorre. Basta guerre. Fammi questa grazia, Gennaro. Fa&rsquo; che quando torneremo qui, tra un anno, l&rsquo;unico sangue che avremo visto scorrere sia il tuo. Solo il tuo. E forse allora capiremo che il miracolo, finalmente, non &egrave; accaduto nell&rsquo;ampolla. &Egrave; accaduto nel mondo.<br />
Amen.</p>
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		<title>Il miracolo di San Gennaro, in diretta su Canale 21</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2026 11:11:20 +0000</pubDate>
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Canale 21 trasmetterà in diretta il “Miracolo di San Gennaro” a partire dalle ore 16.30 del prossimo Sabato 2 ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER">
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Canale 21 trasmetterà in diretta il “Miracolo di San Gennaro” a partire dalle ore 16.30 del prossimo Sabato 2 Maggio. </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La lunga diretta prevede il prelievo del sacro reliquiario dalla Cappella del Tesoro, la Processione con i Santi Compatroni dal Duomo a Santa Chiara dove il Cardinale Domenico Battaglia celebrerà la Santa Messa guidando la preghiera per l’auspicato prodigio. Un rito di straordinario valore spirituale e religioso, culturale e sociale con una grande partecipazione popolare.</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La prodigiosa liquefazione del Sangue di San Gennaro, annunciata dal festoso sventolare dei fazzoletti bianchi, testimonia il legame tra il Patrono e la comunità dei fedeli di tutto il mondo che attendono il Miracolo con trepidante fiducia.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La trasmissione sarà condotta dal giornalista Peppe Iannicelli con gli inviati Antonio Salamandra ed Alessio Barco. Regia di Flavio Boldrini.</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Contributi di Bianca Iengo Responsabile Farmacia Solidale-Diocesi Napoli, Francesco Del Pizzo Presidente Azione Cattolica Napoli, don Carmine Autorino Responsabile Servizio Liturgia. </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Coordinamento di Marianna Emilio. </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Saranno proposte immagini esclusive, interviste ed approfondimenti, curiosità. Pronti anche servizi speciali dedicati al Tesoro, alla grande novità dei Tetti del Duomo, alle Catacombe di Capodimonte ed al Santuario di Pozzuoli, alle imminenti visite pastorali di Papa Leone XIV in Campania a Pompei, Napoli ed Acerra.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"> </span><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La diretta di Canale 21 permetterà a tutti</i></span></span> <span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; dichiara l’editore Paolo Torino &#8211; </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>di partecipare ad un’esperienza bellissima e coinvolgente. La devozione a San Gennaro è un elemento essenziale della nostra identità civile e religiosa. </i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>Dopo il Miracolo di San Gennaro siamo pronti alle grandi dirette televisive no-stop in occasione delle visite di Papa Leone XIV in Campania”.</b></i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La trasmissione sarà visibile in televisione su Canale 21 (Campania LCN 10) e Canale 21 Extra (Lazio LCN 19)  ed anche in diretta streaming www.</span></span></span><a href="http://canale21.it/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://canale21.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1777710781637000&amp;usg=AOvVaw0_sVM9f3TH5w6rgk6zKwtU"><span style="color: #1155cc;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">canale21.it</span></span></span></a><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Canale 21 celebra nel 2026 il 50mo Anniversario dalla fondazione. 5 decenni al servizio del pubblico per raccontare e vivere storie, personaggi, arte, cultura, sport ed eventi.</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>San Gennaro, alle 10.07 il miracolo si ripete</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 15:28:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In una chiesa gremita di fedeli, alle 10.07 si è rinnovato il miracolo di San Gennaro. Il prodigio della liquefazione del ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In una chiesa gremita di fedeli, alle 10.07 si è rinnovato il miracolo di San Gennaro. Il prodigio della liquefazione del sangue del santo patrono della città è stato annunciato con il tradizionale sventolio di fazzoletti bianchi. L&#8217;Arcivescovo di Napoli, il cardinale don Mimmo Battaglia, si è recato nella Cappella del Tesoro con l&#8217;abate, monsignor Vincenzo De Gregorio, il sindaco Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e il prefetto Michele di Bari. Poi è stata aperta la cassaforte che custodisce le ampolle con il sangue. Le reliquie sono state portate all&#8217;altare maggiore della cattedrale per la celebrazione eucaristica, sino all&#8217;annuncio della liquefazione del sangue. Nel Duomo di Napoli erano presenti in prima fila l&#8217;ex presidente della Camera e candidato alle Regionali per il centrosinistra, Roberto Fico e anche l&#8217;ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.</p>
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		<title>Alle 17.43 il miracolo di San Gennaro</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 17:54:32 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quasi nove ore di attesa, si è ripetuto nel duomo di Napoli, il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro. Alle 17.43 è avvenuto il cosiddetto miracolo di dicembre (laico), annunciato da don Vincenzo De Gregorio, abbate della cappella del Tesoro di San Gennaro. L&#8217;annuncio è stato accolto dall&#8217;applauso dei fedeli, in attesa da stamattina. Quello di dicembre è il terzo &#8216;miracolo&#8217; dell&#8217;anno.</p>
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		<title>San Gennaro, il prodigio di dicembre su Canale 21</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 09:17:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 16 dicembre, dalle 8:40, si rinnova l’appuntamento di Napoli e dei devoti di tutto il mondo con il Prodigio ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 16 dicembre, dalle 8:40, si rinnova l’appuntamento di Napoli e dei devoti di tutto il mondo con il Prodigio della liquefazione del Santo Patrono di Napoli in diretta su Canale 21. È il terzo appuntamento dell’anno: il Miracolo di dicembre. Dopo i prodigi di maggio e settembre, Canale 21 trasmetterà in diretta la trepidante attesa della liquefazione del Sangue di San Gennaro. Cuori e telecamere puntati verso il Duomo di Napoli in attesa delle 9:00, il momento solenne quando sarà aperta la cassaforte che nella Cappella del Tesoro custodisce il Sangue del Martire.</p>
<p>“<i>Canale 21 si conferma TV del territorio e delle tradizioni. Con le nostre dirette</i> &#8211; dichiara l’editore di Canale 21 Paolo Torino &#8211; <i>vogliamo entrare nelle case dei campani con particolare attenzione ai luoghi della sofferenza: gli ospedali, le case di cura, le carceri, le abitazioni delle persone che vivono da sol</i>e”.<br />
Il solenne rito si svolgerà dall’altare della Reale Cappella, con l&#8217;auspicio di applaudire tutti insieme il festoso sventolare di fazzoletti bianchi che annuncia il compiersi del Miracolo. Tale prodigio si rinnova dal 16 dicembre 1631 quando San Gennaro &#8220;fermò&#8221; la lava che dal Vesuvio si dirigeva minacciosa verso Napoli.<br />
Continua la programmazione religiosa ogni giorno su Canale 21. Tutte le mattine, alle ore 7:30, la Santa Messa in diretta dal Santuario di Loreto.</p>
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