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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Giustizia</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Gli effetti della riforma “Cartabia” sulla mediazione</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 15:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ricorso alla mediazione, dopo la riforma “Cartabia”, rappresenta un’opportunità che consente un risparmio in termini economici (grazie alla possibilità ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il ricorso alla mediazione, dopo la riforma “Cartabia”, rappresenta un’opportunità che consente un risparmio in termini economici (grazie alla possibilità di accedere al credito d’imposta anche per il compenso dei professionisti coinvolti), di tempo del giudizio e di snellezza delle procedure. Un’opportunità che in Campania viene adottata con crescente interesse, anche grazie all’ampliamento dei poteri affidati al giudice, per favorire “una soluzione conciliativa della causa”. Secondo il sito che analizza le statistiche del Ministero della Giustizia, la Campania è la quarta regione d’Italia, dietro Lombardia, Lazio e Toscana, per il ricorso allo strumento della mediazione. A livello nazionale, entro le prime 10, rientrano anche Puglia, Sicilia e Calabria, a dimostrazione di un trend in crescita, seppur in aree dove il ricorso al contenzioso legale è molto alto.<br />
Di questi argomenti si è discusso nel corso del convegno “La mediazione a un anno dalla riforma Cartabia: effetti, vantaggi e benefici”, organizzato da “Concormedia” nel multisala “The Space” all’interno del Vulcano Buono di Nola.  I lavori sono stati aperti dai saluti dell’Ad del “Vulcano”, <strong>Francesco Furino</strong>, che ha definito anche gli sviluppi dell’attività del centro disegnato da Renzo Piano: “Siamo sempre più un hub capace di accogliere e organizzare eventi di alto livello, ridisegnando i contorni di un’offerta commerciale che assume una nuova identità. Riteniamo che la definizione “centro commerciale” sia obsoleta. Infatti stiamo creando delle smart city, realizzando una realtà di riferimento che è di natura culturale, di natura ludica, di natura di entertainment che mira sempre di più ad accogliere una trasversalità di figure”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Quello che si intende realizzare con la riforma Cartabia – ha spiegato <strong>Dora Tagliafierro</strong>, giudice della prima Sezione Civile del tribunale di Nola – è un progetto molto ambizioso, teso a coniugare gli obiettivi del PNRR con la diffusione della cultura della mediazione in un’ottica degli interessi sostanziali sottesi al processo. Ma anche di salvaguardia delle relazioni interpersonali e commerciali, al fine di garantire l’effettività della tutela dei diritti dei cittadini. E che si auspica di poter conseguire con la collaborazione di tutti gli operatori coinvolti. Dunque, sia dell’avvocatura, che della magistratura che si avvale dell’Ufficio per il Processo, oltre che dei mediatori, di sui si vogliono rafforzare le prerogative di imparzialità, serietà e professionalità. Avvalendosi delle conoscenze e delle esperienze che appartengono al bagaglio maturato dagli stessi”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“I vantaggi della mediazione oggi sono tanti. La riforma Cartabia ha introdotto uno strumento che che permette, per le mediazioni nella fascia che arrivano a 50 mila euro di valore, di avere un credito di imposta di 600 euro, credito di imposta che si estende anche alla parcella degli avvocati – ha aggiunto l’avvocato <strong>Romualdo Miele</strong>, mediatore di Concormedia -. A questo aggiungiamo un’esenzione dell’imposta di registro per le mediazioni di valore fino a 100.000 euro che non sono soggette più al bollo della registrazione. Ma quello che è importante è che oggi la riforma, imponendo una formazione e dei vincoli importanti ai mediatori, fa sì che ci sia una classe di mediatori che riesce a far concludere accordi che una volta erano in percentuale del 20%, mentre oggi siamo a una percentuale di domande con adesione del 70% e un trend di crescita di chiusura che fiora o supera il 60%”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al convegno sono intervenuti anche <strong>Carlo Palmieri</strong> (Vicepresidente dell’Unione Industriali di Napoli<strong>), Carmine Foreste</strong> (Presidente COA Napoli), <strong>Arturo Rianna</strong> (Presidente COA Nola), <strong>Felice Rainone</strong> (Presidente ODCEC Nola), <strong>Geremia Casaburi</strong> (Presidente I Sezione Civile Tribunale di Nola), <strong>Giuseppe Boccia</strong> (Direttore della Scuola Forense di Nola Scuola Bruniana), <strong>Luca Lo Giudice</strong> (Presidente Ifis Investing Spa), <strong>Paolo Pelino</strong> (Presidente Concormedia).</p>
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		<title>Terra Viva dalla parte della legalità, terza edizione</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 07:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[APPUNTAMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[La terza edizione del premio nazionale &#8220;19 luglio 1992, Terra Viva dalla parte della legalit&#224;&#8221; quest&#8217;anno si terr&#224; nel comune ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La terza edizione del premio nazionale <em>&ldquo;</em><strong><em>19 luglio 1992, Terra Viva dalla parte della legalit&agrave;</em></strong><em>&rdquo; </em>quest&rsquo;anno si terr&agrave; nel comune di <strong>Quarto</strong> (Na), in piazzale Europa.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>Appuntamento per <strong>domenica 19 luglio alle ore 19.00, </strong>con la serata condotta dai giornalisti Angelo Zanfardino e Ilaria Urbani, mentre la madrina dell&rsquo;evento sar&agrave; la giornalista Mary D&rsquo;Onofrio. L&rsquo;amministrazione del Comune di Quarto si &egrave; proposta di ospitare il premio in linea con il segno tracciato negli ultimi anni: il Comune flegreo &egrave; uno dei pi&ugrave; attivi nel tema di riutilizzo per finalit&agrave; sociali di beni confiscati alla criminalit&agrave; organizzata.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p>Quest&rsquo;anno il premio sar&agrave; assegnato a:<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p><strong>Catello Maresca, </strong>Sostituto Procuratore Generale di Napoli e tra i magistrati di punta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli</p>
<p><strong>Angela Iovino</strong>, vedova vittima innocente criminalit&agrave; Maikol Giuseppe Russo<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p><strong>Lucia Di Mauro</strong>, vedova guardia giurata Gaetano Di Mauro</p>
<p><strong>don Antonio Coluccia,</strong> minacciato dalla criminalit&agrave; organizzata nel Salento<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p><strong>Mauro Esposito</strong>, testimone di giustizia</p>
<p><strong>Roberto Catani</strong>, presidente dell&rsquo;associazione Legalit&agrave; Organizzata che in Calabria divulga la cultura della legalit&agrave;</p>
<p>Sar&agrave; assegnato, altres&igrave;, un premio al Direttore Generale dell&rsquo;Asl Napoli 2 Nord <strong>Antonio d&rsquo;Amore </strong>per l&rsquo;impegno profuso durante l&rsquo;emergenza sanitaria Covid-19.&nbsp;Ospiti d&rsquo;eccezione il ministro dell&rsquo;Universit&agrave; <strong>Gaetano Manfredi </strong>e il prefetto di Napoli <strong>Marco Valentini</strong>, oltre ad esponenti dei comandi provinciali e territoriali dell&rsquo;Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span>Confermata anche la presenza di eurodeputati, parlamentari e consiglieri regionali che sono attivi da anni sul tema della legalit&agrave; e del contrasto a tutte le forme di malavita organizzata.&nbsp;Nel corso della serata si esibir&agrave; il rapper PeppOh, accompagnato dai percussionisti Emidio Ausiello e Michele Maione, con il brano inedito dal titolo &ldquo;Luce di legalit&agrave;&rdquo;, ideato e scritto per la serata-evento.</p>
<p>&laquo;Abbiamo fin da subito dato la nostra piena disponibilit&agrave; ad ospitare sul nostro territorio questo importante premio, che ricorda il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta &ndash; <strong>dice il sindaco di Quarto Antonio Sabino</strong> &ndash; Siamo convinti che la legalit&agrave; vada praticata ogni giorno, con atti e fatti concreti e, in quest&rsquo;ottica, a dicembre scorso abbiamo inviato all&rsquo;Agenzia Nazionale per i beni confiscati la volont&agrave; espressa dall&rsquo;intera Giunta comunale di prendere in gestione oltre 60 immobili confiscati al clan Nuvoletta-Polverino e siamo stati il Comune campano con il maggior numero di beni assegnati. Una grande responsabilit&agrave; che &egrave; anche stimolo a fare sempre di pi&ugrave; su questo tema&raquo;.</p>
<p><strong>Storia del premio</strong></p>
<p>&laquo;Il premio &egrave; nato nel 2018, perch&eacute; in occasione della cerimonia di commemorazione della strage di via D&rsquo;Amelio a Palermo, dove persero la vita il Giudice Paolo Borsellino, Agostino Catalano,&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emanuela_Loi">Emanuela Loi</a>, Vincenzo Li Muli,&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Eddie_Cosina">Walter Eddie Cosina</a>&nbsp;e Claudio Traina, abbiamo sentito l&rsquo;esigenza di affermare che la legalit&agrave; &egrave; un bene comune e che in Italia troppe donne e uomini ogni giorno dimostrano in silenzio di essere sempre e comunque dalla parte della legalit&agrave; &ndash; <strong>dice il giornalista Angelo Zanfardino</strong> &ndash; A loro la societ&agrave; civile deve riconoscere un valore, anche perch&eacute; le nuove generazioni ne possano conoscere e comprendere l&rsquo;esempio di vita&raquo;.</p>
<p>Il riconoscimento vuole valorizzare la cittadinanza attiva di donne e uomini che con passione e resilienza hanno reagito opponendosi, facendo della loro azione nella vita quotidiana, della propria professione e della propria esistenza, esempio di rettitudine e bellezza per la collettivit&agrave;, divenendo esempio e motivo di destare orgoglio e ammirazione nella societ&agrave; civile grazie al non comune senso civico e del senso di legalit&agrave; mostrati nell&rsquo;affrontare gravi avversit&agrave; personali, lavorative e, nel denunciare e perseguire illegalit&agrave; e ingiustizie che danneggiavano l&rsquo;intera collettivit&agrave; in ambito nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“In giro per imparare il mondo”, la Curia dona un pulmino ai ragazzi di Pozzuoli</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 18:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[SOLIDARIETA']]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
<br />
<br />
“In giro per imparare il mondo”<br />
Programma della giornata di consegna del pulmino, dono della Curia di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>“In giro per imparare il mondo”</p>
<p>Programma della giornata di consegna del pulmino, dono della Curia di Napoli ai ragazzi del Centro per l’Autismo BlunAuti, necessario ai ragazzi per effettuare le escursioni e l’apprendimento delle abilità.</p>
<p>Ore 11.00 ingresso principale dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli</p>
<p>Accoglienza di Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli da parte di:</p>
<ul>
<li>&#8211;  Antonio d’Amore, Direttore Generale ASL Napoli 2 Nord</li>
<li>&#8211;  Monica Vanni, Direttore Sanitario ASL Napoli 2 Nord</li>
<li>&#8211;  Concetta Sarnataro, Direttore Sanitario Ospedale Santa Maria delle Grazie
<p>Spostamento presso la cappella sita al piano terra ed incontro con alcuni pazienti del Centro BlunAUTI di Qualiano, dedicato agli adolescenti con diagnosi di autismo.</li>
</ul>
<ul>
<li>&#8211;  Saluto del Direttore Generale Antonio d’Amore</li>
<li>&#8211;  Saluto della dottoressa Anna Capocasale, Direttore dell’Unità di
<p>Neuropsichiatria Infantile</li>
<li>&#8211;  Saluto di S.E. il Cardinale Crescenzio Sepe
<p>Consegna simbolica del modellino del furgoncino da parte di S.E. ad un ragazzo del centro BlunAUTI.</p>
<p>Trasferimento all’esterno, davanti alla facciata affrescata dall’artista Jorit recante il volto della Madonna, per la benedizione del minibus e la foto coi ragazzi.</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
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		<title>La Mafia è buona, nel libro di Catello Maresca e Paolo Chieriello un focus sulle aziende minacciate</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 19:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Il presidente Vincenzo Schiavo: «Confesercenti affianca e sostiene le imprese per non lasciarle sole nella guerra alle mafie».<br />
Il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="p1"><strong>Il presidente Vincenzo Schiavo: «Confesercenti affianca e sostiene le imprese per non lasciarle sole nella guerra alle mafie».</strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Il magistrato Catello Maresca: «Possiamo fare tutti di più, nel libro evidenziamo come la mafia di <a href="http://airmail.calendar/2019-01-16%2012:00:00%20CET"><span class="s2">oggi</span></a> è meno rumorosa ma più pericolosa».</span></strong></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Il giornalista Paolo Chiariello: «La mafia è il cancro d’Italia, non dobbiamo solo combatterla ma distruggerla»</span></strong></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un tavolo di confronto, tra le imprese di Confesercenti e gli autori del libro “La Mafia è buona”, sul tema delle mafie che hanno invaso l’economia legale. Il dibattito, tenutosi <a href="http://airmail.calendar/2019-01-15%2015:00:00%20CET"><span class="s2">ieri pomeriggio</span></a> presso lo splendido Circolo Nautico Posillipo, è stato organizzato da Confesercenti Interprovinciale con la partecipazione innanzitutto degli autori del volume, ovvero il sostituto procuratore della Repubblica Catello Maresca e il giornalista Paolo Chiariello. Nella sala gremitissima del circolo, con la presenza di circa 200 imprese associate a Confesercenti, dopo i saluti istituzionali dell’impeccabile padrone di casa, il presidente del CN Posillipo Vincenzo Semeraro, («Siamo felici di ospitare eventi del genere, pensiamo che la cultura e la giusta informazione siano risorse per Napoli, in cui ci sono eccellenze come questo circolo»), hanno discusso gli autori. «In questo libro – ha detto Catello Maresca, reduce dal successo del docufilm  “Il giorno del giudizio – Come ho catturato l’ultimo dei casalesi” andato in onda su La9-  analizziamo come la mafia investe miliardi di euro nell’economia legale, entra nella grande finanza, scala gruppi industriali ed è magari meno rumorosa di prima, perché spara di meno, ma è molto più pericolosa e insidiosa. Tutti possiamo fare qualcosa in più, lo Stato può essere più presente ma anche ciascuno di noi può sradicare la mentalità per cui bisogna, per esempio, pagare per svolgere tranquillamente la propria attività. L’altro giorno ero ad Afragola ed è inaccettabile sentire che per 8 volte in un mese le attività commerciali sono state devastata dalle bombe della camorra. Gli imprenditori grazie ad organismi come Confesercenti possono sentirsi meno soli e resistere». Di pari passo l’intervento di Paolo Chiariello: «L’informazione può fare molto, bisogna raccontare le verità per consentire a tutti di avere gli strumenti giusti per combattere le mafie. Noi al Sud abbiamo fatto gli anticorpi e sappiamo almeno riconoscere la delinquenza, per quanto si mimetizza scavando nella nostra società. Al Nord invece ne parlano di meno. Non è assolutamente vero che la criminalità organizzata esiste in larga parte da noi, che i rifiuti speciali sono sotterrati solo nelle nostre terre. Il problema è italiano, la mafia è il cancro d’Italia e ha preso piede nell’alta finanza soprattutto al Settentrione. Tutti dovremmo non semplicemente combattere ma distruggere le mafie, lo Stato avrebbe i mezzi per farlo». Dopo l’intervento di Giuseppe Barretta, Presidente Interprovinciale FAIB/Confesercenti (Federazione Autonoma Italiana Benzinai), che ha posto l’accento sulle difficoltà che gli imprenditori del settore hanno nel riconoscere la provenienza lecita del petrolio e della benzina, è toccato a Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Interprovinciale (Napoli, Avellino e Benevento) e Interregionale (Campania e Molise): «Il libro è uno straordinario spaccato dell’Italia sommersa dalle mafie, soprattutto nell’economia. E’ incredibile come la delinquenza fatturi 105 miliardi di euro l’anno, più di qualsiasi azienda italiana. Noi di Confesercenti rinnoviamo l’impegno ad affiancare gli imprenditori, a consentir loro di avere gli strumenti per riconoscere i capitali della mafia, i finanziamenti di dubbia provenienza. Abbiamo l’associazione SOS Antiracket, SOS Imprese, una serie di professionisti, tra legali e commercialisti, che sono pronti a sostenere e aiutare i nostri associati. I nostri osservatori sono essenziali per dare opportunità ai nostri imprenditori che nel contempo devono sentirsi sicuri perché sono da noi sostenuti. Ai nostri associati – conclude Schiavo &#8211; diciamo che non sono e non saranno mai soli, li invitiamo a non mollare, le mafie si possono combattere. Dobbiamo far crollare il muro della paura, siamo in tanti disposti e pronti a vincere questa battaglia. La memoria, come diceva Catello Maresca, è fondamentale per farlo: con i presidenti delle 73 categorie associate a Confesercenti dobbiamo far tesoro della nostra esperienza e trasferirla alle aziende, in modo da garantire ai nostri figli un’economia libera dalla delinquenza».  Contributi importanti sono stati dati, nel corso della conferenza di <a href="http://airmail.calendar/2019-01-15%2012:00:00%20CET"><span class="s2">ieri</span></a>, anche da Luigi Cuomo, presidente nazionale “SOS Antiracket” della Confersercenti, da Pierantonio Costantini, generale di brigata della polizia penitenziaria, da Bortolomeo Pepe, senatore e componente della commissione ecomafie nella precedente legislatura e dal Colonnello Antonio Grilletto del Comando Forze Sud.</span></p>
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		<title>Cyberbullismo, è necessario puntare sulla prevenzione</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/cyberbullismo-e-necessario-puntare-sulla-prevenzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 15:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi nell’istituto penale minorile di Airola, nel Sannio, è avvenuto l’incontro con il Garante campano per i diritti dei detenuti, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi nell’istituto penale minorile di Airola, nel Sannio, è avvenuto l’incontro con il Garante campano per i diritti dei detenuti, Samuele Ciambriello, il presidente del Corecom della Regione Campania, Domenico Falco, i giovani reclusi ed alcune associazioni di volontariato che hanno tenuto un dibattito-riflessione su l’uso corretto di internet, toccando diversi punti dall’importanza “del contatto umano”, l’espressione delle emozioni attraverso uno schermo, al cyberbullismo, creando un momento di interazione e confronto con i giovani adulti diversamente liberi dell’Istituto di Airola. Per il Garante Ciambriello “E’ stato un confronto sincero su quelle che possono essere le vie d’uscita per i giovani dalle dinamiche del ‘branco’ che spesso distorcono i comportamenti dei singoli conducendoli su terreni estremamente pericolosi. Accanto a questo vogliamo stimolare la discussione sulla modifica dei rapporti sociali alla luce dei social network e delle nuove forme di comunicazione che, se mal gestite, causano seri problemi ai ragazzi”.<br />
Per il presidente Falco “l’attività di prevenzione è fondamentale per limitare gli effetti del bullismo e del cyberbullismo proprio a partire dalle scuole. Abbiamo deciso di venire a parlare con i ragazzi detenuti nell’istituto penale minorile di Airola per avere ulteriori elementi utili per la nostra campagna @scuolasenzabulli e chiedere loro di aiutarci come testimonial nei confronti di tanti e tanti ragazzi che rischiano di incorrere negli stessi errori ”.<br />
“Dobbiamo fare una riflessione su quanto sia utile l’uso di dispositivi elettronici &#8211; ha sottolineato Ivana Nasti, Direttore del Servizio ispettivo Registro e Corecom dell&#8217; Agcom &#8211; anche senza connessione per promuovere l’alfabetizzazione digitale in luoghi come questo per consentire ai ragazzi di costruirsi un futuro una volta usciti dal carcere<br />
All&#8217;incontro hanno partecipato anche Dino Di Scanno, vice direttore dell&#8217;Istituto penale di Airola, Luigi Galasso, giudice del Tribunale di Benevento; suor Raffaella Letizia della comunità Emmanuel, Dea Demian Pisano, assistente sociale, Claudio Aletta, direttore principale tecnico fisico della Polizia Postale e Antonio Gaita del Miur.</p>
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		<title>Quando il carcere diventa un modello</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/quando-il-carcere-diventa-un-modello/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 15:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il carcere di Aversa si conferma struttura in grado di essere annoverata fra quelle a cui ispirarsi quando si ha ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il carcere di Aversa si conferma struttura in grado di essere annoverata fra quelle a cui ispirarsi quando si ha in mente un carcere modello, come emerso anche da una recente visita ispettiva di Radicali Italiani. Il penitenziario, un tempo Opg, ha ospitato nella giornata di lunedì 4 giugno l’evento conclusivo di un progetto che ha coivolto nove detenuti. Una goccia nel mare, se si considera che ad Aversa ci sono oltre 200 ristretti, che però conferma il trend positivo innescato dalla direttrice, Carlotta Giaquinto, da tempo impegnata nella creazione di centri formativi e produttivi in un carcere che può contare su ampi spazi.<br />
Alla presenza dell’assessore al Lavoro della Regione Campania, Sonia Palmieri, del sindaco di Aversa Domenico de Crostofaro, della resonsabile del CPI di Teano, dottoressa Maria Cristina Tari, della direttrice del carcere e del garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, sono stati consegnati gli attestati. A riceverli, nove ristretti a cui si riconosce competenza di “Operatore dell’assemblaggio di apparecchiature elettromeccaniche ed elettriche”. Il corso è stato svolto dal consorzio Tekform, ente accreditato alla Regione e già attivo da oltre dieci anni nelle carceri. Il programma, della durata di 200 ore, rientrava nel programma Garanzia Giovani Campania e ha riguardato montaggio e cablaggio delle componenti elettriche ed elettroniche di macchine e impianti per meccanismi di automazione.<br />
Un progetto che è stato commentato con favore dal garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, secondo il quale: “Il tema del lavoro e della formazione in carcere, come quello delle attività educative, è strettamente legato al concetto costituzionale del carcere come luogo di rieducazione e reinserimento sociale”.</p>
<p><strong>Fabrizio Ferrante</strong></p>
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		<title>Poggioreale, vecchi problemi e nuovi progetti</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/poggioreale-vecchi-problemi-e-nuovi-progetti/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 17:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Fabrizio Ferrante)<br />
La direttrice di Poggioreale Maria Luisa Palma su antichi problemi e nuovi progetti per un carcere efficace<br ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Fabrizio Ferrante)</strong></p>
<p>La direttrice di Poggioreale Maria Luisa Palma su antichi problemi e nuovi progetti per un carcere efficace<br />
Intervenendo al convegno Carcere e Giustizia da un “altro punto di vista”, svoltosi a Napoli alla Pontificia<br />
Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, la direttrice del carcere di Poggioreale, dottoressa Maria Luisa<br />
Palma, ha fatto il punto sul proprio impegno nel gestire e migliorare la struttura, non senza evidenziare le<br />
criticità ancora da risolvere. La direttrice ha innanzitutto rivelato il suo pensiero sulla percezione del carcere<br />
nell’opinione pubblica: “Sono una persona pratica, lavoro nell’amministrazione penitenziaria da 32 anni e<br />
pensando a cosa dire oggi ho creduto importante comunicare quello che stiamo facendo per il carcere di<br />
Poggioreale. Vorrei quindi fare alcune riflessioni e, perché no pur essendo arrivata da poco, farvi conoscere<br />
cosa penso. La prima riflessione mi è venuta leggendo un libro di Alain Brossat, un sociologo francese, dal<br />
titolo Pour en finir avec la prison, che sintetizza non solo il mio pensiero ma direi quello di chiunque rifletta<br />
su questo periodo carcerario contemporaneo”. Il riferimento è al carcere che dovrebbe fungere come<br />
estrema ratio e non come unica risposta alla devianza.<br />
“Ma è proprio così? La risposta non è questa, pensate che ci sono in Italia 35 mila fattispecie di reato<br />
puniti col carcere. Quindi il carcere è la sola risposta alla delinquenza sociale. È una risposta che si utilizza<br />
da più parti anche di questi tempi affinché si ottenga la cosiddetta sicurezza dei cittadini. Mi chiedo se i<br />
cittadini si sentano più sicuri con più carcere. Non esiste una correlazione fra sicurezza sociale e<br />
carcerazione ma esiste invece, al contrario, una correlazione fra carcerazione ed esclusione sociale. La<br />
maggior parte delle persone ristrette a Poggioreale sono giovani, non hanno un’adeguata istruzione, spesso<br />
sono tossicodipendenti e ce ne sono tanti, non solo al padiglione Roma. Il carcere non serve a niente<br />
quando non è efficace e non è efficace quando non rispetta la legge”.<br />
“Seconda riflessione – ha aggiunto la direttrice di Poggioreale &#8211; Il carcere efficace è quello progettato<br />
tenendo conto del contesto sociale, quindi del territorio in cui sorge. Questo per fare in modo che i<br />
detenuti mantengano un contatto col proprio contesto d’appartenenza, per fare sì che i rapporti sociali non<br />
vengano evaporati dalla lontananza, quindi un carcere in ogni contesto sociale dove ci sia una situazione di<br />
degrado. Quando nel 1912 Poggioreale venne costruito era fuori dalla città, una palude, un posto in cui<br />
andavano a cacciare i re e i principi ma piano piano è stato inglobato nella città e adesso si trova<br />
praticamente al centro cittadino. Questo significa identificare un carcere con il rispetto dei principi<br />
normativi, costituzionali e l’ordinamento penitenziario? Io vedo il carcere per quello che è, un luogo dove<br />
una persona viene tenuta separata dal suo contesto naturale, un luogo in cui si vuole mantenere l’uomo<br />
coatto per rieducarlo e l’esperienza mi dice che questo non sempre funziona. Ciò riesce solo quando si<br />
valorizza l’uomo che ha sbagliato e se lo si include. La sanzione non dev’essere solo restrittiva e non deve<br />
distruggere l’uomo. I luoghi della sanzione siano strutturati in maniera diversa dalle carceri per come oggi le<br />
conosciamo. Occorre cambiare registro e questi sono i punti da cui partire”.<br />
Spazio quindi a cosa, nel concreto, la direttrice Palma sta facendo e a cosa punta per il futuro: “Che cosa sto<br />
cercando di realizzare? Proprio questo. Un carcere che non offenda la dignità dell’uomo, non solo dei<br />
detenuti ma anche dei lavoratori dentro il carcere. Quando i luoghi, per alcuni di detenzione e per altri di<br />
lavoro, sono fatiscenti, vetusti e privi di quei minimi requisiti di vivibilità è difficile attuare quello che la<br />
legge ci dice. Quindi quello che sto cercando di fare è catalizzare l’attenzione sulle parti strutturali del<br />
carcere. Devo dire che sto avendo una risposta e stiamo riuscendo ad avere i fondi perché senza il supporto<br />
economico non si riesce a fare niente. Nel giro di quest’anno si riusciranno a realizzare la ristrutturazione di<br />
due padiglioni da 100 detenuti. Già uno è stato realizzato, il Genova, l’abbiamo inaugurato e funziona a<br />
pieno regime ma con gli altri due padiglioni, il Venezia e l’altra parte del Genova, significa che altre 200<br />
persone detenute e un numero molto più basso di lavoratori, potranno stare in ambienti che non sono</p>
<p>difficili da sopportare. La vista di un padiglione e delle stanze fatiscenti, delle docce coi licheni appartenenti<br />
a generazioni passate, è difficile da sopportare”.<br />
Non solo nuovi padiglioni ma anche altri storicamente critici (i peggiori restano il Milano e il Salerno)<br />
saranno ristrutturati o sensibilmente rinnovati, come l’Avellino: “Interventi ci saranno anche per gli altri<br />
padiglioni. Sono in piedi i cantieri per ristrutturare il padiglione Roma dove ci sono i tossicodipendenti. Le<br />
persone che lavorano coi tossicodipendenti sanno che quel padiglione è uno dei più antichi, è bellissimo ma<br />
per farci un museo non per passarci una detenzione col problema della tossicodipendenza. Il padiglione San<br />
Paolo è anch’esso al centro di progetti ma ci vorrà del tempo e ancora l’Avellino, padiglione di Alta<br />
Sicurezza: nelle carceri laddove ci sono persone provenienti da un determinato circuito, capita che altri<br />
siano un po’trascurati. Per esempio questo vale per le donne: un numero irrisorio di detenute rispetto ai<br />
maschi ma che stanno in istituti maschili, subiscono un trattamento che definirei residuale. L’Avellino è un<br />
padiglione sorto nel 1912 che non ha socialità. Vi rendete conto cosa significa per i detenuti e per gli agenti<br />
stare in un posto dove non ci sono stanze per andare a giocare al bigliardino o per incontrarsi e spezzare la<br />
monotonia della detenzione? Questo è stato un impegno e adesso ho avuto l’autorizzazione dal Dap per<br />
contrarre il numero dei detenuti in quel padiglione – nonostante un trend in crescita di ingressi in carcere,<br />
al momento a Poggioreale ci sono oltre 2200 detenuti in 1600 posti – per realizzare, invece che stanze di<br />
detenzione, delle stanze di socialità. Questo perché possano uscire dalle stanze, anzi dalle celle, nome<br />
decisamente più appropriato”.<br />
Novità in arrivo anche per i parenti in visita ai detenuti: “Per quanto riguarda i colloqui, sono andata a<br />
vedere il percorso che fanno i familiari: bellissimo lo slogan che viene utilizzato per indicare i familiari,<br />
nessun crimine nessuna condanna, in quanto non hanno commesso alcun crimine né ricevuto condanne da<br />
scontare. Però diciamo che svolgere i colloqui richiede grande salute, prima di tutto. Ad esempio adesso c’è<br />
grandissimo caldo. Abbiamo fatto degli sforzi per far sì che i parenti non stazionassero più fuori dalla<br />
struttura come qualche tempo fa, però nel cortile scoperto ci sono tettoie di plastica che lo rendono come<br />
una serra. Stiamo facendo il possibile e nel giro di quest’anno apriremo un’altra zona di accettazione<br />
colloqui per dare modo alle persone di non svenire per il caldo”.<br />
Infine un passaggio sull’importanza del volontariato e dell’apertura del carcere alle realtà associative<br />
esterne: “Dunque serve il carcere? Può servire innanzitutto se non è un luogo di grande sofferenza. Sto<br />
cercando di aprire il carcere all’esterno. A Poggioreale 150 volontari entrano abitualmente, volontari che<br />
sono anche operatori che portano avanti progetti. I volontari servono allo scopo di aiutare<br />
l’amministrazione a raggiungere il suo obiettivo e assolvere il compito istituzionale di rieducare, con la<br />
consapevolezza che questo è un dovere ma anche che per fare ciò deve essere aiutata dalla società esterna,<br />
dal volontariato. Ruolo del volontariato è dunque aiutarci a fare il nostro dovere. Bisogna mettere in campo<br />
tutte le forze possibili perché il carcere rispetti i diritti dell’uomo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scampia, ricostituito l&#8217;osservatorio anti camorra</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 13:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Rinnovato dal presidente dell’ottava municipalità di Scampia, Gennaro Paipais, l’Osservatorio Anticamorra e per la riqualificazione dell’area di Napoli Nord. Presidente ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Rinnovato dal presidente dell’ottava municipalità di Scampia, Gennaro Paipais, l’Osservatorio Anticamorra e per la riqualificazione dell’area di Napoli Nord. Presidente è stato confermato l’ex Procuratore Capo della Repubblica di Napoli, <b>Giovandomenico Lepore, </b>che, a sua volta, ha designato tutti i componenti che sono: l’ex magistrato <b>Diego Marmo</b>, il dirigente della Protezione Civile presso il Comune di Napoli <b>Giovanni Spagnuolo</b>, il Comandante pro tempore della Polizia Metropolitana di Napoli, quello del Gruppo Pronto Intervento della GdF (baschi verdi), il dirigente pro tempore del Commissariato di Polizia di Scampia; il Comandante pro tempore della Compagnia Carabinieri Vomero; il responsabile dell’Ufficio protezione e prevenzione Vigili del Fuoco <b>Giuseppe Salvati</b>, l’ex assessore alla VIII Municipalità, dirigente Comune di Napoli in pensione, <b>Rosaria Guidi</b>, il generale dell’esercito in pensione <b>Antonio Del Monaco</b>, il tenente colonnello <b>Antonio Grilletto,</b> addetto stampa dell’esercito italiano, <b>Maria Grazia Mandato</b>, cancelliere presso la Procura di Napoli, <b>Elena De Rosa</b>, psicologa presso ASL Napoli 1 Centro, <b>Pina Pascarella</b>, docente di scuole primaria presso il terzo Circolo del Parco Verde di Caivano; il Comandante pro tempore della sezione di Scampia dei Vigili Urbani; <b>Emanuela Belcuore </b>e<b> Francesco Celiento</b>, entrambi giornalisti pubblicisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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