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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; FOTOGRAFIA</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Le Savoir sur la falaise, in ricordo di Mimmo Jodice</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 10:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FOTOGRAFIA]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
L’annuncio del Suor Orsola che ricorda i due volumi che il grande artista della fotografia aveva dedicato alle storie ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>L’annuncio del Suor Orsola che ricorda i due volumi che il grande artista della fotografia aveva dedicato alle storie e ai luoghi della antica cittadella monastica seicentesca sede dell’Ateneo napoletano.</em></strong></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong>“Alcune delle sue fotografie più belle saranno in mostra per la prima volta a Napoli nei luoghi dell’antica cittadella monastica di Suor Orsola che il maestro Jodice ha saputo più volte raccontare attraverso la sua straordinaria arte”. </strong>Così il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, <strong>Lucio d’Alessandro</strong>, annuncia l’impegno che l’Ateneo napoletano ha voluto assumere da subito all’indomani della scomparsa di Mimmo Jodice, uno dei più grandi artisti della fotografia contemporanea.</p>
<p style="font-weight: 400;">“L’intera comunità del Suor Orsola – sottolinea il Rettore – esprime <strong>profondo dolore per la scomparsa del Maestro Mimmo Jodice, uno dei più grandi fotografi italiani e internazionali del Novecento</strong>. Ricordiamo tutti con affetto e gratitudine la sensibilità e il magistero di Jodice e ci uniamo al cordoglio generale per la perdita di <strong>un artista che come nessun altro ha saputo raccontare, con la sua arte in bianco e nero, l’anima profonda di Napoli e del Mediterraneo</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il legame tra l’Università Suor Orsola Benincasa e Mimmo Jodice è stato intenso, fecondo e duraturo</strong>. Il Maestro ha infatti scelto gli spazi dell’Ateneo per realizzare alcune delle sue più suggestive campagne fotografiche. Ed in particolare i luoghi dell’antica cittadella monastica di Suor Orsola sono stati l’oggetto dell’interesse monografico dell’occhio artistico di Jodice in due occasioni: prima <strong>nel 1987 con il volume “Suor Orsola. Cittadella monastica nella Napoli del Seicento” </strong>e poi <strong>nel 2013</strong> con il volume <strong>“Le Savoir sur la falaise. Luoghi e storie dell’Università Suor Orsola Benincasa”</strong>, un libro <strong>speciale</strong> che racconta, attraverso le immagini di Mimmo Jodice e i contributi di autorevoli studiosi (da <strong>Marino Niola</strong> a <strong>Gae Aulenti</strong>, da <strong>Piero e Benedetta Craveri</strong> a <strong>Cesare De Seta</strong>, da <strong>Elena Croce</strong> a <strong>Pier Luigi Rovito</strong>), i cinque secoli dei luoghi e delle storie dell’antica cittadella monastica di Suor Orsola, uno dei grandi patrimoni artistici, paesaggistici e culturali della città di Napoli.</p>
<p style="font-weight: 400;">“In particolare – ricorda il Rettore – con il volume “<em>Le savoir sur la falaise</em>” <strong>le architetture e gli spazi più densi di storia della cittadella di Suor Orsola come chiostri, cisterne, musei, biblioteche, cappelle, sono stati ritratti da Jodice con un senso impareggiabile della luce capace di catturare l’anima del luogo esaltandone la monumentalità e il senso di sospensione temporale tra passato e presente</strong>”. Il libro (il cui titolo così suggestivo nasce da una frase del celebre storico dell’arte <strong>André Chastel</strong>, che dopo una visita all’Università Suor Orsola Benincasa, definì i suoi luoghi <strong>“un nido di fiori e di uccelli sopra una scogliera luminosa dedita al sapere”</strong>) fu apprezzato anche dal Presidente della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano</strong>, che ne volle ospitare la prima presentazione <strong>nella Biblioteca del Quirinale.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">“Mai come in questo caso – ebbe a raccontare Jodice –<strong> sono riuscito ad infondere nelle fotografie raccolte in questo volume le emozioni fortissime che mi hanno trasmesso i luoghi magici incastonati nelle mura della cittadella di Suor Orsola, </strong>un insieme di tesori raccolto in oltre quattrocento anni di storia che si presenta oggi in una maniera così armonica da sembrare il frutto di un disegno architettonico ed artistico così preciso che nessuno avrebbe potuto progettare meglio”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>Da Bruxelles a Matera: il successo della mostra “<em>Le savoir sur la falaise</em>” che sarà allestita per la prima volta a Napoli per ricordare Mimmo Jodice</u></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra fotografica <strong><em>“Le savoir sur la falaise”</em></strong> riscosse grande successo in sedi di prestigio come l’<strong>Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles</strong>, nel 2018 in occasione dell’apertura della sede internazionale del Suor Orsola, e il <strong>Museo di Palazzo Lanfranchi a Matera</strong>, in occasione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, attestando l’importanza di questo progetto nel contesto del patrimonio culturale europeo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Nel giorno dell’ultimo saluto della sua Napoli a Mimmo Jodice l’Università Suor Orsola Benincasa ha deciso che nel 2026 vorrà ricordare il Maestro nella sua città, esponendo per la prima volta a Napoli la mostra <em>“Le savoir sur la falaise” </em></strong>e facendosi promotrice, in collaborazione con altre istituzioni che hanno avuto Mimmo Jodice come protagonista, della <strong>progettazione di un evento scientifico di carattere nazionale ma aperto alla città, che possa rendere il giusto omaggio alla sua figura artistica e umana.</strong></p>
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		<title>A Castel Nuovo la personale Mimmo Jodice</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 11:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FOTOGRAFIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentata a Napoli a Castel Nuovo la personale Mimmo Jodice. Napoli metafisica, un importante omaggio a uno dei maestri della fotografia contemporanea. In questa ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presentata a Napoli</strong> a <strong>Castel Nuovo la personale <em>Mimmo Jodice. Napoli metafisica,</em></strong> un importante omaggio a uno dei maestri della fotografia contemporanea. In questa occasione il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha consegnato una targa celebrativa per Mimmo Jodice , in cui si riconosce essere</p>
<p>&#8220;Tra i maggiori artisti-fotografi del nostro tempo, testimone, voce e interprete tra i più alti di Napoli. Profondamente legato alla nostra Città, che ha scelto di non lasciare mai, ne ha rivelato i lati più segreti, poetici, metafisici. Consegnando il volto di un&#8217;“altra” Napoli al mondo, all&#8217;immaginario contemporaneo&#8221;.<u></u><u></u></p>
<p><strong>Domani,</strong> <strong>domenica 13 aprile 2025,</strong> <strong>l&#8217;omaggio a Mimmo Jodice prosegue con l&#8217;apertura eccezionale alla città di Castel Nuovo per consentire la visita della mostra, con ingresso gratuito, dalle ore 10.30 alle ore 18</strong> (ultimo ingresso ore 17.30). A seguire, la mostra sarà visitabile dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 18. Il progetto espositivo è promosso dal <strong>Comune di Napoli,</strong> in collaborazione con lo <strong>Studio Mimmo Jodice</strong> e la <strong>Fondazione Giorgio e Isa de Chirico,</strong> e finanziato dalla <strong>Regione Campania</strong> con i fondi del Programma Operativo Complementare,<b> </b>nell&#8217;ambito di <strong><em>Napoli contemporanea 2025</em></strong> , il programma di mostre e installazioni volute dal sindaco <strong>Gaetano Manfredi</strong> e curatore da <strong>Vincenzo Trione</strong> , consigliere del sindaco per l&#8217;arte contemporanea e l&#8217;attività museale, anche curatore di questa mostra.</p>
<p>Aperta fino al 1° settembre 2025 , l&#8217;esposizione è suddivisa in otto capitoli ispirati ad alcuni archetipi dell&#8217;immaginario metafisico: “Apparizioni”, “Vuoto”, “Da lontano”, “Monumenti”, “Statue”, “Archi”, “Colonne”, “Ombre”. Attraverso cinquantasei ritratti fotografici di Napoli – tutte fotografie vintage, stampate dall&#8217;artista, tra cui cinque inediti, posti in dialogo con sette dipinti di Chirico – emerge il profilo di Mimmo Jodice artista spirituale, così come affiora dagli estratti del documentario di Mario Martone – “Un ritratto in movimento. e illuminotecnico è curato dall&#8217;architetto Giovanni Francesco Frascino . La comunicazione e l&#8217;organizzazione del progetto espositivo sono a cura della casa editrice Electa, la realizzazione a cura di Opera Laboratori.</p>
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		<title>Augusto de Luca, quelle foto a Carla Fracci</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 15:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FOTOGRAFIA]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Augusto De Luca*, (Napoli, 1 luglio 1955) è un fotografo e performer. Ha ritratto molti personaggi celebri. Studi classici, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-157523" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-22-alle-16.30.19-300x197.png" alt="Carla Fracci 4" width="300" height="197" /></p>
<p>Augusto De Luca<strong>*</strong>, (Napoli, 1 luglio 1955) è un fotografo e performer. Ha ritratto molti personaggi celebri. Studi classici, laureato in giurisprudenza. E&#8217; diventato fotografo professionista nella metà degli anni &#8217;70. Si è dedicato alla fotografia tradizionale e alla sperimentazione utilizzando diversi materiali fotografici . Il suo stile è caratterizzato da un&#8217;attenzione particolare per le inquadrature e per le minime unità espressive dell&#8217;oggetto inquadrato. Immagini di netto realismo sono affiancate da altre nelle quali forme e segni correlandosi ricordano la lezione della metafisica. E&#8217; conosciuto a livello internazionale, ha esposto in molte gallerie italiane ed estere. Le sue fotografie compaiono in collezioni pubbliche e private come quelle della International Polaroid Collection (USA), della Biblioteca Nazionale di Parigi, dell&#8217;Archivio Fotografico Comunale di Roma, della Galleria Nazionale delle Arti Estetiche della Cina (Pechino), del Museo de la Photographie di Charleroi (Belgio).</p>
<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-22-alle-16.30.25.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-157522" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-22-alle-16.30.25-300x168.png" alt="Carla Fracci 3" width="300" height="168" /></a><br />
“Sono passati diversi anni, ma il ricordo di quell’incontro, la memoria di quel momento magico resterà per sempre. Erano i primi anni novanta, per essere precisi il 1991 e da poco era uscito in tutte le librerie il libro “Napoli Donna”, con i miei ritratti di trentasette importanti donne napoletane, accompagnati dalle interviste della giornalista Giuliana Gargiulo. Avendo avuto un notevole riscontro, io e Giuliana decidemmo di realizzare un altro libro, stavolta sulle donne di Milano, libro che però per vari motivi non fu mai pubblicato. Preparammo allora una scaletta di nomi illustri e la prima della lista era Carla Fracci. Il caso volle che dopo neanche un mese la stupenda ballerina insieme al marito Beppe Menegatti venissero a Napoli proprio da Giuliana che li ospitò. Ricordo bene infatti che la conobbi ad una cena in casa sua. Le proposi di partecipare al progetto e lei ne fu subito entusiasta. Era andato tutto bene… però la Fracci sarebbe rimasta a Napoli pochi giorni, io dovevo subito trovare una location e soprattutto decidere come fotografarla. Cominciai allora a documentarmi e a cercare…. leggendo la sua biografia capii dalla data di nascita che il suo segno zodiacale era il leone, un segno che le calza a pennello; infatti io l’ avevo sempre considerata una donna molto forte,una vera guerriera, caratterialmente e professionalmente. Mi ricordai allora che a casa della mia amica Valeria Carità, in un antico palazzo a Monte di Dio, quartiere San Ferdinando, avevo visto un grande leone di pietra.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-157520" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-22-alle-16.30.49-300x219.png" alt="Carla Fracci 1" width="300" height="219" /></p>
<p>Immediatamente organizzai tutto e il giorno dopo io e la Fracci ci recammo in quella lussuosa casa. Lei era bellissima, delicata ed eterea come una porcellana cinese e indossò lo stupendo vestito merlettato che si vede nella foto. Dopo qualche prova e pochi scatti capii che avevo la foto giusta. Finalmente potevo rilassarmi. Passammo un po’ di tempo a chiacchierare e poi la riaccompagnai. La rividi a Milano perché venne ad una mia mostra fotografica al “Diaframma” in via Brera. Le diedi il suo ritratto e lei subito mi disse: ” Bella…..e poi il leone è il mio segno zodiacale”, capii di aver fatto centro.”</p>
<blockquote>
<p class="gmail-yj6qo"><strong> * Foto di Augusto De Luca &#8211; (</strong><strong>Scrivonapoli è stato AUTORIZZATO alla pubblicazione GRATUITA e NON RETRIBUITA delle foto).</strong></p>
</blockquote>
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		<title>Piazza degli Artisti, lavori per l&#8217;albero monumentale</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 17:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FOTOGRAFIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina sono iniziati i lavori per la cantierizzazione dei lavori per l&#8217;ampliamento dell&#8217;aiuola dell&#8217;albero monumentale in piazza degli Artisti.<br />
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina sono iniziati i lavori per la cantierizzazione dei lavori per l&#8217;ampliamento dell&#8217;aiuola dell&#8217;albero monumentale in piazza degli Artisti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ritratti d’autore per 50 anni di fotografia, Silvia Plachy si racconta in 29 scatti</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 14:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[FOTOGRAFIA]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Michelangelo Antonioni, Pedro Almodovar, Tom Waitts, Andy Warhol,&#160; Tilda Swinton, Dario Fo e Franca Rame,&#160; Giancarlo Giannini, Alicia Neel ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-131347" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/3BCD7FA0-1BF1-40AE-BED6-2C6FB9541A93@station-300x203.jpeg" alt="Tom Waits 8509-23-5" width="300" height="203" /></p>
<p>Michelangelo Antonioni, Pedro Almodovar, Tom Waitts, Andy Warhol,&nbsp; Tilda Swinton, Dario Fo e Franca Rame,&nbsp; Giancarlo Giannini, Alicia Neel : sono solo alcuni dei protagonisti della storia e dello spettacolo immortalati ed interpretati nel corso degli ultimi cinquant&rsquo;anni da&nbsp;<strong>Sylvia Plachy</strong>, la fotografa di origini ungheresi protagonista&nbsp;<strong>a Napoli</strong>&nbsp;della personale dal titolo &ldquo;<strong>Looking back while going forward</strong>&rdquo;, ospitata&nbsp;<strong>dal&nbsp;<a href="http://airmail.calendar/2016-10-26%2012:00:00%20CEST">26 ottobre</a>&nbsp;al 21 novembre</strong>&nbsp;dagli spazi di&nbsp;<strong>Magazzini Fotografici</strong>.</p>
<div>&nbsp;</div>
<div>Curata da&nbsp;<strong>Yvonne De Rosa</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Roberta Fuorvia</strong>, l&rsquo;esposizione partenopea regaler&agrave; ai suoi ospiti una carrellata di figure eteree, rappresentazioni intime in conversazioni a tu per tu con l&rsquo;autrice o, ancora, narrazioni visive spontanee e senza filtri che lasciano emergere non solo la femminilit&agrave;, la pacatezza, l&rsquo;inquietudine o lo sguardo ipnotico dei soggetti scelti ma soprattutto quel misto di consapevolezza e conservazione fanciullesca che rappresentano infine la vera forza della Plachy: una narrazione visiva spontanea e senza filtri.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/0B86321B-8838-4063-BA96-2A32E34F1B5F@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131346" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/0B86321B-8838-4063-BA96-2A32E34F1B5F@station-203x300.jpeg" alt="Adrien Brody becoming Richie Rude" width="203" height="300" /></a>  <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/4A6B56A1-DF32-4F65-A97F-1DF49D108781@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131348" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/4A6B56A1-DF32-4F65-A97F-1DF49D108781@station-208x300.jpeg" alt="4A6B56A1-DF32-4F65-A97F-1DF49D108781@station" width="208" height="300" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/4D9EBDEF-5199-4806-B67F-4D661A773556@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131349" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/4D9EBDEF-5199-4806-B67F-4D661A773556@station-293x300.jpeg" alt="4D9EBDEF-5199-4806-B67F-4D661A773556@station" width="293" height="300" /></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;Colpisce &ndash; spiega infatti Roberta Fuorvia &ndash; l&rsquo;intimit&agrave; di ogni singola immagine, frutto probabilmente di una comfort zone ricreata dall&rsquo;autrice per offuscare il ricordo di una giovent&ugrave; segnata dalla fuga dal suo Paese (la rivoluzione in Ungheria del &rsquo;56) prima di trasferirsi a New York. Affascinante la spontaneit&agrave; con cui l&rsquo;artista affronta il mondo circostante senza preoccuparsi della tecnica ma concentrando il lavoro su quel quid che va oltre la pulizia dell&rsquo;immagine e che anzi cade piacevolmente nell&rsquo; &rdquo;errore&rdquo; e nelle sporcature&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/8A472A53-6834-497B-A7BD-202166E56A1D@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131350" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/8A472A53-6834-497B-A7BD-202166E56A1D@station-198x300.jpeg" alt="8A472A53-6834-497B-A7BD-202166E56A1D@station" width="198" height="300" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/9A278F48-7255-4FE4-961B-BE913C29AF60@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131351" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/9A278F48-7255-4FE4-961B-BE913C29AF60@station-297x300.jpeg" alt="9A278F48-7255-4FE4-961B-BE913C29AF60@station" width="297" height="300" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/22E1554D-8609-4354-806A-1D41B68E3B41@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131352" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/22E1554D-8609-4354-806A-1D41B68E3B41@station-300x199.jpeg" alt="22E1554D-8609-4354-806A-1D41B68E3B41@station" width="300" height="199" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/26C896F8-C4DA-479A-B449-00377E309B0D@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131353" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/26C896F8-C4DA-479A-B449-00377E309B0D@station-300x300.jpeg" alt="26C896F8-C4DA-479A-B449-00377E309B0D@station" width="300" height="300" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/96D320AF-6F06-41A2-9895-EAA1A4E47C07@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131354" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/96D320AF-6F06-41A2-9895-EAA1A4E47C07@station-300x193.jpeg" alt="96D320AF-6F06-41A2-9895-EAA1A4E47C07@station" width="300" height="193" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/A3487D5B-E883-4633-A7B6-3C6499D972EC@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131355" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/A3487D5B-E883-4633-A7B6-3C6499D972EC@station-298x300.jpeg" alt="A3487D5B-E883-4633-A7B6-3C6499D972EC@station" width="298" height="300" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/A802629E-5E10-48EF-86C3-F28B007C7B2B@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131356" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/A802629E-5E10-48EF-86C3-F28B007C7B2B@station-300x195.jpeg" alt="A802629E-5E10-48EF-86C3-F28B007C7B2B@station" width="300" height="195" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/C8449417-0010-4B92-A47F-1A6AC9C7CDD6@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131357" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/C8449417-0010-4B92-A47F-1A6AC9C7CDD6@station-298x300.jpeg" alt="C8449417-0010-4B92-A47F-1A6AC9C7CDD6@station" width="298" height="300" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/FAAAC8FE-08B3-44F9-982F-DB62CD58202D@station.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131358" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/FAAAC8FE-08B3-44F9-982F-DB62CD58202D@station-300x194.jpeg" alt="FAAAC8FE-08B3-44F9-982F-DB62CD58202D@station" width="300" height="194" /></a></div>
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<div>La mostra Looking back while going forward , composta da 29 ritratti, &egrave; infatti un viaggio attraverso questo linguaggio ed i volti che l&rsquo;autrice ha incontrato durante il suo cammino artistico e personale. Lo spettatore avr&agrave; quindi la possibilit&agrave; di rivivere il fervore artistico dagli inizi degli anni &rsquo;70 ad&nbsp;<a href="http://airmail.calendar/2016-10-24%2012:00:00%20CEST">oggi</a>&nbsp;e dei personaggi che ne hanno fatto la storia.</div>
<div>I ritratti selezionati per la mostra, sono l&rsquo;altro volto degli interpreti cinematografici e degli artisti che la fotografia di Sylvia Plachy custodisce e preserva nel tempo.</div>
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		<title>In uno scatto la grandezza dei piccoli d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 11:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FOTOGRAFIA]]></category>

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Quattordici immagini disposte in un allestimento dinamico e coinvolgente, un alternarsi di formati e irregolarità che si fondono in ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/5.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-130826" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/5-300x300.jpeg" alt="5" width="300" height="300" /></a><b></b><span style="font-size: large;"> </span></p>
<div><span style="font-size: large;">Quattordici immagini disposte in un allestimento dinamico e coinvolgente, un alternarsi di formati e irregolarità che si fondono in un’unica narrazione visiva dai contenuti penetranti: è il cuore di Hidden Identities Unfinished, la seconda pubblicazione della fotografa napoletana Yvonne De Rosa una cui selezione (il volume consta di 40 scatti) sarà visibile a Napoli da <a href="http://airmail.calendar/2016-10-08%2017:30:00%20CEST">sabato 8 alle 17.30 fino al 20 ottobre</a> negli spazi di Magazzini Fotografici a Largo Proprio d’Avellino, a pochi passi da via Duomo.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">L’esposizione rientra infatti nella kermesse dedicata dallo spazio eventi al libro fotografico e mostra attraverso le immagini di bambini ritratti in situazioni di disagio in vari luoghi d’Europa come la povertà non sia ciò che ci definisce, e come di contro non definisca l’ identità dell’ essere umano.  </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Molti dei bambini immortalati dall’obiettivo di Yvonne De Rosa così come le loro famiglie non hanno infatti neanche documenti di identificazione: la loro identità ed il loro valore sono al di fuori del radar della società civile. ”<strong>L’ intento di questo lavoro e del libro di Yvonne &#8211; la nota artista e regista britannica Sam Taylor Wood &#8211; è dimostrare con potenza la forza di carattere che questi bambini hanno sviluppato. Il loro personale senso di orgoglio, spirito di comunità e  gentilezza va quindi rispettato e celebrato</strong>”.</span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><img class="alignnone size-medium wp-image-130825" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/4-298x300.jpeg" alt="4" width="298" height="300" /></span></div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
<div><strong><span style="font-size: large;">Laureata in Scienze Politiche a Napoli, Yvonne De Rosa si è trasferita a Londra dove ha completato due prestigiosi master fotografici, prima alla Central Saint Martins e  poi presso il London College of Communication dove ha conseguito un Master in fotogiornalismo.</span></strong></div>
<div><span style="font-size: large;">Il suo primo libro, Crazy God, è una raccolta di foto scattate presso l&#8217;ospedale psichiatrico dove aveva prestato servizio come volontaria. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Come freelance Yvonne ha lavorato quindi con organizzazioni non governative inglesi che le hanno permesso di visitare l&#8217;Est Europa e che hanno portato alla nascita del secondo libro, Hidden Identities, pubblicato nel 2013 ed esposto al Victoria &amp; Albert Museum di Londra. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">Tra i suoi lavori più recenti &#8220;Terra Mia” sull’inquinamento nel Sud Italia visto come contaminazione delle terre e corruzione delle persone, esposto alla Conferenza Internazionale sul Clima del 2015. </span></div>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-130824" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/3-300x300.jpeg" alt="3" width="300" height="300" /></p>
<div><span style="font-size: large;"><b>Magazzini Fotografici</b> nasce negli spazi di un ex fabbrica di borse, il borsettificio Ines, situato nell’antico Palazzo Caracciolo D’Avellino. </span></div>
<div><span style="font-size: large;">La location, composta da 3 ampi ambienti comunicanti, ospita un bar con un ingresso espositivo dedicato al format spazioFOTOcopia, una seconda sala che accoglie le mostre di esponenti del mondo della fotografia provenienti da tutto il mondo, una terza sala adibita per proiezioni, presentazioni di libri e conferenze, per un totale di 200 m2. </span></div>
<div><span style="font-size: large;"><strong>La struttura ha come obiettivo la condivisione dell’arte della fotografia come occasione di scambio culturale e di arricchimento ed e’ un ottimo luogo dove organizzare eventi o semplicemente poter bere un buon caffè, consultare libri, proporre idee ed incontrare persone</strong>. </span></div>
<p><span id="more-130821"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/2.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-130823" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/2-298x300.jpeg" alt="2" width="298" height="300" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/1.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-130822" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/10/1-298x300.jpeg" alt="1" width="298" height="300" /></a></p>
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		<title>Genitori e i figli espatriati, l&#8217;amore in un click</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 06:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FOTOGRAFIA]]></category>

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		<description><![CDATA[È in arrivo una nuova tranche di incontri del tour di (Di)stanze, il progetto fotografico del ventisettenne Max Cavallari che ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È in arrivo una nuova tranche di incontri del tour di (Di)stanze, il progetto fotografico del ventisettenne Max Cavallari che ritrae il profilo delle famiglie 2.0. Dopo aver incontrato oltre 20 famiglie del Nord e del Centro Italia, prenderà il via domani – mercoledì 14 settembre – una nuova sessione di appuntamenti, tesi a documentare il rapporto tra i genitori e i figli espatriati all’estero. Conclusa la tappa romana, (Di)stanze approderà a Napoli.</p>
<p>Il capoluogo campano sarà la prima tappa del tour meridionale del progetto. Da qui ripartirà l’indagine sulle strategie di sopravvivenza del rapporto famigliare. Un rapporto che trova nei nuovi mezzi di comunicazione l’unico vettore dell’affetto e dell’identità famigliare. Sono sempre più i nuclei famigliari che hanno fatto dei social network e delle piattaforme di messaggeria istantanea uno strumento imprescindibile di comunicazione. Basti pensare che nel solo 2014 dei novantamila italiani che hanno spostato la propria residenza all’estero la metà aveva meno di 40 anni.</p>
<p>Quella delle famiglie 2.0 è una realtà diffusa: nelle prossime settimane (Di)stanze toccherà varie zone dell’Italia, da Nord a Sud passando dalle riviere. Paesi, città, metropoli: le famiglie 2.0 non hanno una provenienza specifica, non fanno parte di élite né si rifanno a particolari ceti sociali. Si tratta di una condizione in via d’espansione, che porta con sé interrogativi e riflessioni attuali: dalle motivazioni di chi espatria al superamento dei digital divide tra figli e genitori, passando per lo sviluppo di forme d’affetto ricostruito e gli aspetti positivi delle nuove tecnologie. Un intreccio, questo, che è valso al progetto l’esposizione dell’anteprima al festival Fotografia europea a Reggio Emilia.</p>
<p>(Di)Stanze è un progetto ideato dal fotografo Max Cavallari nel 2015. L’obiettivo è raccontare le storie di giovani – e non solo – costretti a lasciare l’Italia in cerca di lavoro e di una condizione  migliore rispetto a quella il loro paese gli offre. Lo scopo è di creare un progetto sociale che racconti attraverso le immagini il fenomeno dell’espatrio dovuto non tanto alla volontà di fare un’esperienza,  quanto dettato dalla  necessità di costruirsi un futuro. Il progetto vuole esplorare il tema della separazione forzata del nucleo familiare e i tentativi di mantenersi in contatto attraverso gli strumenti che le nuove tecnologie offrono. Vuole esplorare il lato positivo delle nuove tecnologie che diventano strumenti di connessione e non di alienazione, grazie ai quali è possibile mantenere legami e relazioni.</p>
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