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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; FOCUS</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Monaldi: nuovo trapianto di cuore salva un giovane paziente</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 08:35:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS]]></category>

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		<description><![CDATA[A meno di 24 ore dal taglio del nastro, il nuovo reparto Trapianti di Cuore e Procedure Innovative in Cardiochirurgia ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">A meno di 24 ore dal taglio del nastro, il nuovo reparto Trapianti di Cuore e Procedure Innovative in Cardiochirurgia dell’Ospedale Monaldi di Napoli entra subito a pieno regime registrando con successo il 17° trapianto del 2026. Il nuovo reparto è stato inaugurato mercoledì mattina alla presenza del Direttore Generale dell&#8217;Azienda Ospedaliera dei Colli Anna Iervolino, del Presidente della V Commissione Sanità e Sicurezza Sociale del Consiglio Regionale della Campania Loredana Raia e del Presidente del Consiglio della Regione Campania Massimiliano Manfredi. Il giovane paziente era in cura presso l’Ospedale Monaldi da circa tre mesi, in attesa di un organo compatibile per il trapianto. Questo intervento rappresenta il primo risultato operativo del nuovo reparto, che accoglierà ora l’uomo presso la terapia intensiva dedicata, dove sarà sottoposto a un attento monitoraggio clinico nella delicata fase post-operatoria. Il percorso assistenziale proseguirà all’interno della nuova struttura, con una presa in carico multidisciplinare che accompagnerà il giovane paziente in tutte le fasi del percorso trapiantologico, dalla gestione post-operatoria alla riabilitazione, fino al follow-up. Cardiologi, cardiochirurghi e internisti, ciascuno per le proprie competenze, collaboreranno in modo integrato per garantire continuità assistenziale, monitoraggio costante e un percorso di cura personalizzato. Con l’avvio delle attività e il primo trapianto di cuore eseguito a poche ore dall’inaugurazione, il nuovo reparto conferma la sua utilità e la vocazione a un’assistenza altamente specializzata e multidisciplinare, rafforzando l’impegno dell’Ospedale Monaldi nella cura dei pazienti cardiopatici complessi e nel percorso di cura dei pazienti trapiantati. A sottolineare il valore del lavoro di squadra è la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino: «Risultati come questo sono possibili soltanto grazie a una squadra coesa, competente e profondamente dedita al proprio lavoro. Il mio ringraziamento va a tutti i professionisti, medici, infermieri, operatori sanitari e personale tecnico e amministrativo, che ogni giorno, con impegno, professionalità e spirito di servizio, contribuiscono a garantire ai nostri pazienti le migliori opportunità di cura. È grazie a questo patrimonio di competenze e di umanità che possiamo affrontare sfide sempre più complesse e continuare a offrire risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini».</p>
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		<title>Da Pithekoussai a Parthenope: il viaggio della memoria</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 16:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[Ischia]]></category>

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		<description><![CDATA[La cultura come strumento per ricomporre i fili della storia, rafforzare la conoscenza del territorio e costruire un rapporto più ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La cultura come strumento per ricomporre i fili della storia, rafforzare la conoscenza del territorio e costruire un rapporto più stretto tra i luoghi della ricerca, della tutela e della valorizzazione del patrimonio. È questo il significato dell’iniziativa che vedrà protagonista il <strong>Museo Archeologico di </strong><strong><em>Pithecusae</em></strong><em>,</em> dove dal <strong>16 ottobre al 30 novembre 2026</strong> sarà esposto il <strong>rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi</strong>, custodito presso il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> e proveniente dal complesso di rilievi marmorei rinvenuti nel 1757 presso la sorgente di Nitrodi, a Barano d’Ischia. L’inaugurazione è prevista <strong>venerdì 16 ottobre alle ore 11</strong> presso il Museo Archeologico di Pithecusae, alla presenza del Dott. <strong>Francesco Sirano</strong>, Direttore generale del Museo Archeologico di Napoli e della <strong>Dottoressa Maria Luisa Tardugno</strong>, funzionario archeologo per il territorio di Pozzuoli, Quarto, Procida e Isola di Ischia e Direttrice del Museo Archeologico di Pithecusae e delle autorità civili. L’esposizione si inserisce nel solco della collaborazione già sviluppata tra il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico di Pithecusae e la Soprintendenza SABAP-NA-Met</strong>, che nei mesi scorsi ha trovato una significativa espressione nella mostra <strong>“Parthenope. La Sirena e la città”</strong>, inaugurata il 3 aprile e conclusasi il 21 settembre al MANN. La mostra ha rappresentato un importante momento di valorizzazione della storia e dell’identità di Napoli attraverso il mito della Sirena Parthenope, proponendo circa 250 opere, dall’VIII secolo a.C. alla contemporaneità, e mettendo in relazione reperti archeologici, testimonianze artistiche e manufatti emersi anche dai più recenti scavi connessi alla realizzazione delle linee 1 e 6 della Metropolitana di Napoli. In quel percorso il Museo Archeologico di Pithecusae ha contribuito con due reperti di particolare rilevanza: <strong>il Cratere del Naufragio e il Cratere di Ino,</strong> testimonianze capaci di restituire la centralità del mare nell’immaginario del mondo greco coloniale e di offrire nuovi elementi alla lettura dell’iconografia legata alla figura della Sirena. Ora il percorso prosegue in direzione opposta e simbolicamente riporta sull’isola un’opera che appartiene alla sua storia. Il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, datato al <strong>II° secolo d.C.</strong>, raffigura <strong>Apollo</strong>, con il plettro nella mano destra e la lira appoggiata su un tripode, affiancato dalle tre Ninfe. La figura centrale regge una conchiglia, mentre le due laterali poggiano il braccio su un’idria rovesciata collocata su un pilastrino. L’iscrizione incisa sul rilievo – <em>T. Turrianus Dionusius Numphis donum dedit</em> – ne chiarisce la natura di <strong>ex voto</strong>, confermando il rapporto tra il manufatto, il culto delle divinità e la funzione terapeutica attribuita alle acque di Nitrodi.</p>
<p>I rilievi rinvenuti presso la sorgente attestano infatti la persistenza del culto delle Ninfe e di Apollo e rappresentano una testimonianza particolarmente significativa della <strong>cura per aquas</strong> in epoca romana, offrendo uno spaccato prezioso della cultura legata alle acque termali nell’antica Ischia. «<strong>Cultura è circolarità: collaborazione, conoscenza condivisa, rete, sono parole chiave del percorso di tutela e valorizzazione seguito dai musei statali e dalle soprintendenze. Dopo il successo della mostra -Parthenope. La Sirena e la città-, programmata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nel 2026 e arricchita dalla sinergia con tante istituzioni, tra cui la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, il viaggio non può che continuare: l’allestimento in mostra, presso il Museo Archeologico di Pithecusae, del rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, esposto al MANN nelle sale dedicate a Pithekoussai, ha un duplice valore. Da una parte, è un ritorno simbolico di un’opera nell’isola dove fu scoperta; d’altro canto, è anche una prospettiva interessante sul sostrato storico e culturale alla base delle cure termali per cui Ischia è celebre in tutto il mondo. Un reperto del MANN diviene dunque ambasciatore di un’unità culturale che, ieri come oggi, lega i nostri territori e invita a conoscere le bellezze dell’isola verde»</strong>, dichiara il <strong>Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano</strong>. Un valore sottolineato anche dal <strong>Sindaco di Lacco Ameno, Senatore Domenico De Siano</strong>, che evidenzia come la tutela del patrimonio non possa essere separata dalla capacità di trasformare la memoria in conoscenza. «<strong>Recuperare il passato significa restituire al presente la possibilità di comprendere meglio ciò che siamo. Ogni traccia della nostra storia acquista un valore ancora più grande quando torna a parlare alla comunità e diventa occasione di conoscenza per le nuove generazioni. Il rilievo delle Ninfe Nitrodi rappresenta una testimonianza antica che, attraverso il lavoro delle istituzioni culturali, torna a dialogare con il nostro tempo. Conoscere le nostre radici ci permette di leggere il territorio per tutto ciò che ha preso forma, modificato e rappresentato nei secoli. Custodire il patrimonio significa preservare una parte della nostra identità per consegnarla al futuro con un significato vivo e nuovo»</strong>, conclude il Sindaco di Lacco Ameno. L’esposizione del rilievo votivo rappresenta un nuovo tassello di una strategia culturale fondata sulla <strong>circolazione delle opere, delle competenze e della conoscenza</strong>, nella consapevolezza che il patrimonio archeologico dell’isola non costituisce una realtà isolata, ma parte di una storia mediterranea più ampia, nella quale Pithekoussai e Neapolis sono da secoli legate da rapporti culturali, economici e sociali documentati dalla ricerca archeologica. La possibilità di ammirare nuovamente sull’isola un reperto scoperto proprio nel territorio di Ischia assume anche un forte valore simbolico: il patrimonio torna nei luoghi della propria storia per contribuire a costruire una conoscenza più consapevole del presente. L’esposizione sarà visitabile presso il <strong>Museo Archeologico di Pithecusae fino al 30 novembre 2026</strong>.</p>
<p>Fonte: https://comune.laccoameno.na.it/it/eventi/da-pithekoussai-a-parthenope-il-viaggio-della-memoria-continua</p>
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		<title>Orizzonti, il progetto di orientamento della Federico II</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 15:39:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA E UNIVERSITÀ]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
90.000 studenti di scuola secondaria di secondo grado coinvolti, 2.700 percorsi di orientamento alla scelta universitaria, 179 istituti scolastici, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div><b>90.000 studenti di scuola <span class="il">secondaria</span> di secondo grado coinvolti, 2.700 percorsi di orientamento alla scelta universitaria, 179 istituti scolastici, oltre 1.200 docenti ed esperti orientatori: sono i numeri di Orizzonti, il progetto di orientamento della Federico II.</b></div>
<div></div>
</blockquote>
<div>È il successo di Orizzonti, il progetto di orientamento della Federico II attivato, in collaborazione con l’USR Campania, in conformità al DM MUR 934/22 nel quadro delle misure PNRR per l’Orientamento attivo nella transizione Scuola-Università (M4C1-24).</div>
<div>Dal 2022 al 2026 Orizzonti ha proposto a studenti di tutte le classi della scuola <span class="il">secondaria</span> di secondo grado corsi di didattica orientativa della durata di 15 ore articolati secondo una struttura modulare.</div>
<div>Di quanto si è fatto fino a ora e di quanto ancora si può fare si è parlato presso il Centro Congressi federiciano di Partenope nel corso dell’incontro “<b>Verso un sistema integrato dell’orientamento universitario</b>”, che ha chiuso il progetto.</div>
<div>“È stato un progetto unico per profondità e ampiezza dell’intervento &#8211; ha sottolineato <b>Piero Salatino</b>, delegato all’Orientamento Federico II -. Una impostazione didattica innovativa, che ha connesso, in una prospettiva educativa integrata e verticale, l’<b>orientamento vocazionale</b> con quello più propriamente <b>disciplinare</b>. La stretta collaborazione con il sistema scolastico, la partecipazione numerosa e qualificata di docenti ed esperti orientatori, l’impiego oculato delle tecnologie che hanno consentito di raggiungere una platea vastissima. Molto elevato il livello di soddisfazione degli studenti che hanno fruito dell’intervento orientativo, e molto incoraggianti le prime rilevazioni dei tassi di accesso alla formazione universitaria che si registrano dopo il completamento del progetto.</div>
<div>Orizzonti dimostra che un orientamento integrato, partecipativo, inclusivo e democratico si può fare. Ora lo sguardo è rivolto al futuro. Federico II rinnova l’impegno a proseguire e dare ulteriore impulso al progetto Orizzonti. Ma lancia anche un forte appello alle istituzioni e alla politica affinché, completato il quadriennio di finanziamento straordinario del PNRR, siano comunque assicurate le condizioni per dare continuità a una esperienza di straordinario valore per le giovani generazioni e per l’intero Paese”.</div>
<div>Il progetto si è caratterizzato per la sua flessibilità, grazie a 4 format corrispondenti ad altrettante platee di destinatari, e per la sua ampia scalabilità, ottenuta anche grazie all’impiego di strumenti multimediali e prodotti web realizzati ad hoc per consentire a studenti e docenti l’accesso al materiale didattico anche in autonomia.</div>
<div>Orizzonti si è inserito con grande efficacia in un contesto che vede ancora, nonostante i sensibili progressi che si sono avuti nell’ultimo decennio, un consistente gap nell’accesso degli studenti al segmento terziario di formazione, e un elevato tasso di irregolarità delle carriere universitarie. Nell’anno accademico 2022/2023, il passaggio immediato dalla scuola all’università è stato del 39,2% per i residenti in Campania, contro il 51,7% nazionale. Nel 2024, la quota di residenti in Campania di età 25–39 anni con titolo terziario è stata pari al 25,6%, contro il 30,9% italiano. I NEET in età 15–29 anni sono il 24,9% in Campania, contro il 15,2% nazionale.</div>
<div>Il monitoraggio dei tassi di immatricolazione nel periodo di attuazione del progetto e in quello immediatamente successivo fornisce indicazioni molto incoraggianti e la rilevazione del livello di soddisfazione degli studenti che hanno fruito dell’intervento orientativo fornisce esiti molto positivi.</div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Monaldi, aperto il nuovo reparto per trapianti di cuore</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 15:31:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinque interventi nell’ultimo mese. Il Monaldi rafforza il proprio ruolo di hub per scompenso avanzato e shock cardiogeno. Iervolino: «Un ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Cinque interventi nell’ultimo mese. Il Monaldi rafforza il proprio ruolo di hub per scompenso avanzato e shock cardiogeno. Iervolino: «Un investimento che consolida la capacità di assistere i pazienti cardiopatici ad alta complessità».</p></blockquote>
<p>Sedici trapianti di cuore nei primi nove mesi del 2026, cinque dei quali realizzati solo nell’ultimo mese, dopo i 60 effettuati nell’ultimo triennio. Sono alcuni dei dati sull’attività dell’Ospedale Monaldi dell’Azienda Ospedaliera dei Colli emersi oggi in occasione dell’inaugurazione del nuovo reparto di reparto Trapianti di cuore e procedure innovative in cardiochirurgia, diretto dal dottor Claudio Marra. Numeri che confermano il ruolo del Monaldi nella gestione delle patologie cardiache ad alta complessità. Secondo i dati dell’ultimo Programma Nazionale Esiti (PNE), l’ospedale è inoltre primo in Campania tra le strutture pubbliche per volume di interventi di valvuloplastica e sostituzione valvolare isolata. Accanto all’attività trapiantologica, al Monaldi vengono gestite anche procedure di chirurgia dello scompenso cardiaco avanzato, riservate a centri con esperienza negli impianti di assistenza ventricolare e nei trapianti di cuore. Si tratta di percorsi destinati a pazienti estremamente complessi, per i quali l’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di mortalità attraverso trattamenti disponibili soltanto in hub di terzo livello dotati di competenze cardiochirurgiche, rianimatorie e trapiantologiche altamente specialistiche. Il Monaldi rappresenta inoltre un punto di riferimento regionale per la rete dello shock cardiogeno. Dalle cardiologie e dalle cardiochirurgie della Campania, ma anche da strutture extraregionali, vengono trasferiti pazienti in condizioni critiche per i quali nei centri di provenienza non sono disponibili ulteriori possibilità terapeutiche.</p>
<p>Nel periodo compreso tra il 2024 e settembre 2026, al Monaldi sono stati effettuati complessivamente 60 trapianti di cuore in pazienti adulti, con una sopravvivenza intraospedaliera del 91,3% nel 2025. Significativo anche l&#8217;impiego di sistemi di assistenza meccanica al circolo: tra il 2024 e agosto 2026 sono state registrate 21 procedure VAD e 24 procedure Impella (tipologie di assistenza meccanica al cuore), utilizzate nell&#8217;ambito dei percorsi di trattamento dei pazienti con grave compromissione della funzione cardiaca.<br />
È in questo contesto che si inserisce il nuovo reparto inaugurato questa mattina, progettato per concentrare in un unico ambiente assistenziale le diverse fasi del percorso del paziente cardiopatico complesso, dalla preparazione al trapianto alla chirurgia, fino alla gestione intensiva e subintensiva successiva all’intervento. Situata al quarto piano dell’Ospedale Monaldi, la nuova struttura dispone di 6 posti letto di degenza subintensiva, organizzati in camere singole e dotati delle apparecchiature necessarie al monitoraggio e all’assistenza di pazienti ad alta complessità. Gli ambienti sono inoltre dotati di sistemi per la gestione controllata dei gradienti pressori, particolarmente importanti nella gestione di pazienti immunodepressi o con problematiche infettive. All’interno della nuova area è stata realizzata una sala operatoria dedicata, progettata secondo i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi previsti per l’attività trapiantologica dalla normativa nazionale e dall’Accordo della Conferenza Stato-Regioni. Completa il reparto una Terapia Intensiva dedicata con 6 posti letto, ai quali si aggiunge 2 posti di isolamento, destinati in particolare alla gestione del paziente trapiantato o di pazienti che presentino condizioni infettive che richiedano un percorso assistenziale separato. La nuova organizzazione consente di seguire il paziente nelle diverse fasi del percorso trapiantologico all’interno di spazi dedicati, in coerenza con il modello della Rete Nazionale Trapianti, fondato sulla continuità della presa in carico nelle fasi pre-trapianto, trapianto e post-trapianto. «Il nuovo reparto rappresenta un investimento nella qualità e nella sicurezza delle cure e rafforza ulteriormente la vocazione del Monaldi nella cardiochirurgia ad alta complessità e nella trapiantologia – dichiara Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli –. Mettiamo a disposizione dei professionisti e dei pazienti spazi dedicati e un&#8217;organizzazione capace di accompagnare la persona lungo tutte le fasi di un percorso delicato come quello del trapianto. Strutture, tecnologia e competenze devono procedere insieme: è su questo modello che vogliamo continuare a investire per offrire ai cittadini cure sempre più qualificate».</p>
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