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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; FOCUS</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>A Pompei, Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 20:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 6 luglio al 30 settembre 2026, la sezione maschile delle Terme del Foro del sito archeologico di Pompei, ospita la ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 6 luglio al 30 settembre 2026, la sezione maschile delle Terme del Foro del sito archeologico di <span class="hlterm">Pompei</span>, ospita la mostra multimediale &#8220;Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia&#8221;. L&#8217;iniziativa è promossa dall&#8217;Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con il Museo Nazionale di Storia della Romania e con il Parco Archeologico di <span class="hlterm">Pompei</span>.<br />
La mostra rientra nel più ampio programma dell&#8217;Anno Culturale Romania-Italia 2026, che si avvale dell&#8217;Alto Patronato del Presidente della Romania Nicușor Dan, del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ed è stato indetto con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri Romeni. Il percorso espositivo, curato dall&#8217;archeologo Ovidiu Țentea, si propone di indagare i profondi legami culturali che univano il mondo romano alla Provincia della Dacia, territorio corrispondente alla Romania odierna. Il fulcro della narrazione è individuato nelle terme pubbliche, intese non solo come luoghi deputati alla cura del corpo, ma come veri e propri centri della vita sociale dell&#8217;epoca. In questi spazi, l&#8217;architettura, le soluzioni tecnologiche e le consuetudini quotidiane convergevano nella definizione di un&#8217;identità culturale condivisa, i cui esempi meglio conservati sono tuttora visibili proprio a <span class="hlterm">Pompei</span>.</p>
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		<title>Monte Echia, ecco gli alberi della villa di Lucullo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama “I frutti della storia” ed è un’iniziativa dedicata alla riqualificazione di Monte Echia. L’evento, curato dal presidente dell’associazione ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Si chiama “I frutti della storia” ed è un’iniziativa dedicata alla riqualificazione di Monte Echia. L’evento, curato dal presidente dell’associazione Monte Echia, Aldo Palumbo, si è svolto in una giornata di caldo e sole, che ha reso suggestiva una giornata che mira a valorizzare il patrimonio naturale e storico del luogo, promuovendo una maggiore consapevolezza sull’importanza della tutela del sito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Presenti, tra gli altri, Alessandra Clemente, Consigliera Comunale e promotrice del progetto e gli architetti Rosario Giannisi e Paola Lista.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’occasione per discutere delle future azioni di riqualificazione per il Monte Echia e della loro importanza per la comunità. L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Napoli e sostenuta da Monte Echia Ba-Bar e dal suo fondatore Duccio Giordano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il poggio di Monte Echia è quel che resta di un antico cratere, sulla cui sommità era posta la villa di Lucullo. Un luogo, la cui estesa stratificazione storica lo rende affascinante, insieme all’equilibrio tra natura e cultura, che contraddistingue questo particolare osservatorio del più ampio paesaggio del golfo. Gli interventi recenti di sistemazione dell’area sono stati tesi al mantenimento di questo difficile equilibrio che andrebbe ricostruito nella forma originaria, attraverso la presenza del verde orticolo, un tempo impiantato da Lucullo, di cui si ha accertata memoria storica. Da qui, la proposta dell’associazione Monte Echia di un ulteriore e più pertinente completamento della configurazione archeologica di Monte Echia, con la piantumazione degli alberi da frutta, introdotti in loco da Lucullo, ora purtroppo non più presenti. Si tratta, principalmente, dell’albicocco, del ciliegio e del pesco, la cui piantumazione è in aderenza totale con la natura storica del sito.</span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
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		<title>Ischia festival, grande cinema al Castello Aragonsese</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 12:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[Ischia]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via sabato 27 giugno la ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival, che fino al 4 luglio trasformerà il Castello Aragonese in ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Al via sabato 27 giugno la ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival</strong>, <strong>che fino al 4 luglio trasformerà il Castello Aragonese in un luogo di cinema, incontri e storie provenienti dal mondo</strong>. Otto giorni di proiezioni e conversazioni, nelle tre sale all’aperto della Cattedrale dell’Assunta, della Piazza d’Armi e della Casa del Sole, per riportare al centro il rapporto tra immagini, territori e comunità. Tra i momenti più attesi della serata conclusiva, <strong>Barbora Bobulova</strong> riceverà l’<strong>Ischia Film Award</strong>. Attrice pluripremiata, vincitrice di numerosi riconoscimenti tra cui i Nastri d’Argento e il David di Donatello, ha costruito nel corso degli anni un percorso artistico di grande rigore e libertà, muovendosi con naturalezza tra cinema, teatro e televisione. Le sue interpretazioni hanno saputo attraversare le dimensioni più intime del racconto, così come la forza espressiva dei grandi personaggi. Il suo legame con il cinema d’autore italiano affonda le radici nell’incontro con Marco Bellocchio, che ne intuì precocemente il talento affidandole un ruolo ne <em>Il principe di Homburg,</em> l’avvio di una carriera che l’ha poi portata a collaborare con alcuni dei principali registi del panorama nazionale. La sua presenza all’Ischia Film Festival coincide con l’uscita di <em>Separazioni </em>di Stefano Chiantini – nelle sale dal 2 luglio, distribuito da Fandango – presentato al 43° Torino Film Festival, dove recita accanto ad Adriano Giannini.</p>
<p style="font-weight: 400;">“L’Ischia Film Festival continua a cercare nelle storie la possibilità di guardare il mondo da un’altra prospettiva: quella dei luoghi, dei corpi e delle comunità che li abitano – dichiara <strong>Michelangelo Messina</strong>, direttore artistico del festival – . Il cinema che accogliamo al Castello non si limita a rappresentare il presente, ma lo interroga, lo mette in discussione, gli restituisce complessità. È da qui che vogliamo ripartire, mentre ci avviciniamo al venticinquesimo anniversario: da ogni storia che merita una luce propria e da un dialogo comune che sappia tenerle insieme”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accanto a <strong>Barbora Bobulova</strong>, il festival accoglierà alcune delle figure più riconoscibili del cinema italiano: <strong>Silvio Soldini</strong>, al quale andrà il <strong>Premio alla Carriera 2026</strong>; <strong>Lello Arena</strong>, cui sarà assegnato l’<strong>Ischia Film Award</strong>; <strong>Isabella Ragonese</strong>, <strong>Francesco Lagi</strong>, <strong>Vincenzo Marra</strong>, <strong>Maurizio Casagrande</strong>, <strong>Giovanni Esposito</strong> e <strong>Lucia Calamaro</strong>. Autori e interpreti diversi per linguaggi e percorsi, riuniti da un’idea di cinema capace di tenere insieme ricerca, racconto popolare e dialogo con il pubblico.<br />
Mai come quest’anno, il cinema dell’Ischia Film Festival entra nella materia più viva della contemporaneità: guerre e conflitti, migrazioni e confini, diritti umani, territori contesi, memoria, violenza ambientale e comunità in resistenza. Nelle opere selezionate i luoghi non sono semplici sfondi, ma parte attiva del racconto: spazi che custodiscono ferite, desideri e possibilità di futuro.</p>
<p style="font-weight: 400;">La 24ª edizione riunisce <strong>66 opere provenienti da 33 Paesi</strong>, selezionate tra oltre 500 candidature arrivate da più di 50 nazioni. Il concorso ufficiale comprende 32 lavori, di cui 27 anteprime, articolati nelle sezioni Lungometraggi internazionali, Cortometraggi internazionali e <em>Location Negata</em>, focus dedicato ai diritti umani e ai luoghi feriti, contesi o rimossi. Accanto alle proiezioni in presenza, la sezione <em>Confini</em> propone 26 opere fuori concorso, disponibili sul portale Ischia Film Festival online durante i giorni della manifestazione, previa registrazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra la Cattedrale dell’Assunta, Piazza d’Armi e Casa del Sole, l’Ischia Film Festival conferma la propria vocazione a fare del cinema un’esperienza di incontro: una settimana in cui autori, interpreti, pubblico e paesaggi entrano in relazione, per ricordarci che le grandi storie non abitano mai lontano da noi. Ischia Film Festival è sostenuto da: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania, BONACINA, BPER Banca e si svolge sotto il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio.</p>
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		<title>Giornata mondiale del donatore di sangue</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 09:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
All’Ospedale Cardarelli servono ogni giorno 150 donazioni di sangue per assicurare le normali attività assistenziali, sia nell’area dell’emergenza-urgenza che ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div>All’Ospedale Cardarelli servono ogni giorno 150 donazioni di sangue per assicurare le normali attività assistenziali, sia nell’area dell’emergenza-urgenza che in quella chirurgica degli interventi programmati. Basti pensare che ogni anno al Cardarelli si effettuano 30.000 operazioni chirurgiche e vengono accolti 70.000 pazienti al Pronto Soccorso. Donare sangue significa esserci davvero per chi affronta un momento di difficoltà e ha bisogno dell&#8217;aiuto di tutti. Da questa consapevolezza è nata la campagna di sensibilizzazione “Napoli si dona – senza sangue non si cura”, che vuole essere un invito alla comunità a prendersi cura di se stessa.</div>
<div>Tanti i volti noti che hanno aderito all&#8217;iniziativa con un sorriso, un appello, un invito a donare. Nella Giornata mondiale del donatore di sangue il Cardarelli vuole dire &#8220;grazie&#8221; a quanti hanno dato il proprio contributo per ribadire un concetto chiaro: la donazione di sangue è semplice, indolore, sicura, richiede poco tempo e può salvare fino a tre vite.</div>
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