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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Fatto del giorno</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Il Tesoro di San Gennaro rende omaggio a Mimmo Jodice</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2026 19:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Il&#160;Museo del Tesoro di San Gennaro&#160;rende omaggio a uno dei grandi protagonisti della fotografia contemporanea con&#160;&#8220;Il colore di Mimmo&#160;Jodice&#8221;, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/05/JOIDICE-MIMMO-2.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-160033" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/05/JOIDICE-MIMMO-2-300x178.png" alt="JOIDICE MIMMO 2" width="300" height="178" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">Il&nbsp;<strong>Museo del Tesoro di San Gennaro</strong>&nbsp;rende omaggio a uno dei grandi protagonisti della fotografia contemporanea con<strong>&nbsp;&ldquo;Il colore di Mimmo&nbsp;Jodice&rdquo;</strong>, mostra prodotta e organizzata da&nbsp;<strong>D&rsquo;Uva srl</strong>&nbsp;in collaborazione con&nbsp;<strong>Mimmo&nbsp;Jodice&nbsp;Studio</strong>, a cura di&nbsp;<strong>Sylvain Bellenger</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&rsquo;esposizione presenta l&rsquo;unico progetto a colori di Mimmo&nbsp;Jodice, dedicato ai capolavori pittorici del Seicento napoletano:&nbsp;<strong>un corpus raro e in parte inedito di opere</strong>, oggi nuovamente prodotto grazie all&rsquo;iniziativa e all&rsquo;intervento di&nbsp;<strong>D&rsquo;Uva srl</strong>, da un&rsquo;idea di<strong>&nbsp;Francesca Ummarino e Ilaria D&rsquo;Uva</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra, aperta al pubblico<strong>&nbsp;dal 17 maggio 2026 al 10 gennaio 2027,</strong>&nbsp;rappresenta il primo importante tributo espositivo dopo la scomparsa del fotografo, a cui il maestro aveva iniziato a lavorare,&nbsp;e intende riportare alla luce un aspetto meno noto ma centrale della sua ricerca.</p>
<p style="font-weight: 400;">A presentare il progetto questa mattina (15 maggio) sono stati&nbsp;<strong>Francesca&nbsp;Ummarino</strong>,&nbsp;Direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro,&nbsp;<strong>Mons. Vincenzo de Gregorio</strong>, Abate Prelato Real Cappella del Tesoro di San Gennaro,&nbsp;<strong>Riccardo Carafa d&rsquo;Andria</strong>,&nbsp;Deputazione Real&nbsp;Cappella del Tesoro di San Gennaro,&nbsp;<strong>Sylvain Bellenger</strong>, curatore della mostra,&nbsp;<strong>Barbara&nbsp;Jodice</strong>, Mimmo&nbsp;Jodice&nbsp;Studio,&nbsp;<strong>Ilaria D&rsquo;Uva</strong>, CEO D&rsquo;Uva&nbsp;srl, e&nbsp;<strong>Brunella Trimarco</strong>, Fondazione Tridama.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Oltre</strong>&nbsp;<strong>quaranta le opere in mostra,&nbsp;</strong><strong>alcune mai esposte prima,</strong>&nbsp;dal forte valore simbolico, distribuite lungo l&rsquo;intero percorso del Museo del Tesoro di San Gennaro,&nbsp;<strong>dalle sale del Tesoro alle Sacrestie</strong>, con un allestimento che mette in&nbsp;<strong>dialogo fotografia, pittura e opere del museo</strong>.&nbsp;Un omaggio a un grande artista&nbsp;della cultura italiana e internazionale, che ha saputo raccontare Napoli con uno sguardo rigoroso, silenzioso e universale, lontano da ogni stereotipo.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&rsquo;apertura della mostra coincide con un&nbsp;<strong>importante rinnovamento</strong>&nbsp;per il Tesoro di San Gennaro che inaugura&nbsp;<strong>i</strong>&nbsp;<strong>nuovi spazi di accoglienza al Museo appena ristrutturati da D&rsquo;Uva</strong>, secondo il progetto di<strong>&nbsp;Vanni del Gaudio&nbsp;</strong>e realizzati da<strong>&nbsp;Lavaggi&amp;Montella&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;</strong>da&nbsp;<strong>WorkinArt di Paolo Gambardella e Luigi d&rsquo;Amore</strong><strong>,&nbsp;</strong>che ospiteranno la<strong>&nbsp;nuova biglietteria e il bookshop</strong>, ridefinendo l&rsquo;accesso al complesso museale.&nbsp;Un intervento che si inserisce in modo concreto nel pi&ugrave; ampio processo di riqualificazione dei portici di via Duomo, contribuendo in maniera significativa a restituire continuit&agrave; e qualit&agrave; a uno degli spazi urbani pi&ugrave; identitari della citt&agrave;.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad essere presentato al pubblico anche il<strong>&nbsp;nuovo</strong>&nbsp;<strong>impianto di illuminazione</strong>, progettato dal&nbsp;<em>lighting designer</em>&nbsp;<strong>Filippo Cannata</strong>&nbsp;con il sostegno della&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>, per valorizzare gli spazi e migliorare l&rsquo;esperienza di visita&nbsp;(Iniziativa finanziata con risorse del PR Campania FESR 2021-2027<strong>&nbsp;</strong>&ndash; Asse prioritario 1, RSO1.3, Azione 1.3.1 &ndash; Avviso pubblico per il sostegno allo sviluppo delle imprese culturali e creative).</p>
<p style="font-weight: 400;">Universalmente noto per il suo rigoroso bianco e nero,&nbsp;Mimmo&nbsp;Jodice&nbsp;realizza le immagini a colori&nbsp;negli anni Ottanta<strong>&nbsp;</strong>in occasione delle visite dell&rsquo;artista al<strong>&nbsp;Museo di Capodimonte alla mostra &ldquo;</strong><strong><em>La Civilt&agrave; del Seicento a Napoli&rdquo;</em></strong><strong>&nbsp;curata da Raffaello Causa</strong>.&nbsp;In quell&rsquo;occasione&nbsp;Jodice&nbsp;concentr&ograve; il proprio sguardo sulle grandi tele seicentesche di&nbsp;<strong>Jusepe de&nbsp;Ribera, Francesco Guarini, Caravaggio, Luca Giordano, Filippo Vitale, Battistello Caracciolo e Artemisia Gentileschi</strong>,&nbsp;mettendo in risalto&nbsp;particolari spesso marginali&nbsp;&mdash;&nbsp;<strong>frammenti di volti, uno sguardo, una mano, una piega di tessuto</strong>&nbsp;&mdash;&nbsp;dettagli poco visibili,&nbsp;isolati e restituiti in una dimensione sospesa, fuori dal contesto originario. Emergono cos&igrave;&nbsp;tensioni formali e cromatiche che amplificano la complessit&agrave; e la forza espressiva delle immagini, facendosi visione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le rare fotografie a colori, stampe da diapositive, presentate nel 1985 al Museo&nbsp;<strong>Villa Pignatelli&nbsp;</strong>a Napoli<strong>&nbsp;</strong>nella mostra&nbsp;<strong>&ldquo;Un secolo di furore&rdquo;</strong>, sono state oggetto di un importante intervento di restauro&nbsp;<strong>curato da Barbara&nbsp;Jodice</strong>&nbsp;e<strong>&nbsp;Marco Spatuzza</strong>, riportando alla luce anche le preziose immagini inedite realizzate dall&rsquo;artista.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ne emerge un&nbsp;<strong>lavoro di grande intensit&agrave;</strong>, frutto di&nbsp;una ricerca cromatica raffinata,&nbsp;a lungo rimasto ai margini della produzione pi&ugrave; nota dell&rsquo;artista, che oggi si rivela nella sua straordinaria forza espressiva e innovativa.&nbsp;Il colore, in queste opere, non &egrave; elemento descrittivo ma strumento analitico ed emotivo, capace di restituire la materia pittorica come esperienza contemporanea. Un percorso che prende forma anche grazie a un impegno concreto e continuo nella sua realizzazione, sostenuto e reso possibile da&nbsp;<strong>D&rsquo;Uva,&nbsp;</strong>azienda che gestisce il Museo del Tesoro di San Gennaro.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L&rsquo;allestimento della mostra</strong>,<strong>&nbsp;ideato da Sylvain Bellenger&nbsp;</strong>e progettato per gli spazi del museo da&nbsp;<strong>WorkinArt</strong>, mette in relazione le opere con le ricchezze del Tesoro di San Gennaro:&nbsp;<strong>tessuti e velluti antichizzati di ispirazione barocca</strong>, sono stati&nbsp;<strong>realizzati&nbsp;<em>site specific</em>&nbsp;</strong>per instaurare un dialogo con le opere fotografiche del maestro. La progettazione tessile dei velluti &egrave; stata curata da&nbsp;<strong>Maddalena Marciano</strong>, docente di costume dell&rsquo;Accademia di Belle Arti di Napoli, e la pittura dei tessuti realizzata in collaborazione con&nbsp;<strong>Giuseppe Ambrosio</strong>. A partecipare anche gli studenti del corso di costume dell&rsquo;Accademia di Belle Arti di Napoli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un lavoro che&nbsp;costruisce, grazie ai tessuti neobarocchi, un dialogo coerente e immersivo tra il potente cromatismo degli oggetti del Tesoro e l&rsquo;esplorazione della pittura barocca attraverso lo sguardo e la macchina fotografica di Mimmo&nbsp;Jodice. In questo percorso, il minimalismo dell&rsquo;artista, inteso come forma di essenziale epurazione spirituale, trova un inatteso punto di risonanza nella serie a colori. Le grandi composizioni del barocco napoletano vengono cos&igrave; trasposte in una nuova dimensione, dove il realismo fotografico non traduce ma apre a un altro realismo, a un altro immaginario della realt&agrave;, restituendo alla materia pittorica una intensit&agrave; nuova e profondamente contemporanea.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per visitare la mostra, il pubblico potr&agrave; optare anche per un&nbsp;<strong>itinerario speciale, promosso nell&rsquo;ambito del progetto culturale di visite solidali SCINTILL<em>ARTE</em></strong>, che prevede un<strong>&nbsp;tour guidato&nbsp;</strong>dai&nbsp;giovani con disabilit&agrave; de La Scintilla<strong>,&nbsp;</strong>associazione che fa parte della rete del Pio Monte della Misericordia, con cui il Museo del Tesoro di San Gennaro ha avviato, dal 2022, un percorso di collaborazione. Il progetto prevede, inoltre, il biglietto unico per visitare entrambi i musei. Per partecipare &egrave; necessario prenotarsi online sui siti&nbsp;<a href="http://www.tesorosangennaro.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.tesorosangennaro.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1778940820030000&amp;usg=AOvVaw1YidtIDvs6mb-0qI0hE7fz">tesorosangennaro.it</a>&nbsp;o&nbsp;<a href="http://piomontedellamisericordia.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://piomontedellamisericordia.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1778940820030000&amp;usg=AOvVaw1AHUS8XvmFDr25c-ofJQNh">piomontedellamisericordia.it</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad accompagnare la mostra&nbsp;<strong>il catalogo, coedito da D&rsquo;Uva e Paparo Editore</strong>, che raccoglie i testi di&nbsp;<strong>Luca Massimo Barbero, Sylvain Bellenger, Stefano Causa, Erri de Luca, Ilaria D&rsquo;Uva, Angela&nbsp;Jodice, Maddalena Marciano, Mario Martone e Francesca Ummarino.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Inserita nel cuore simbolico di Napoli,&nbsp;<strong>&ldquo;Il colore di Mimmo&nbsp;Jodice&rdquo;</strong>&nbsp;rafforza il ruolo del Museo del Tesoro di San Gennaro come luogo di memoria e contemporaneit&agrave;, capace di promuovere progetti di alto profilo culturale in dialogo con la storia.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra restituisce uno sguardo inedito sull&rsquo;opera di&nbsp;Jodice, interprete profondo della cultura visiva napoletana e grande protagonista della scena artistica internazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra &egrave; stata realizzata con il patrocinio della<strong>&nbsp;Regione Campania</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>Comune di Napoli</strong>, con il sostegno di&nbsp;<strong>Fondazione Tridama</strong>,&nbsp;<strong>Mulino</strong>&nbsp;<strong>Caputo</strong>,&nbsp;<strong>Grimaldi Lines</strong>,&nbsp;<strong>D&rsquo;Amico</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Caronte spa.</strong></p>
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		<title>Orto botanico, storica mostra-mercato dedicata al verde</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2026 17:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto del giorno]]></category>

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Il ricco programma di eventi offerti dalla manifestazione organizzata dal Real Orto Botanico dell’Università degli Studi di Napoli Federico ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-06-alle-19.35.56.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-159891" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot-2026-05-06-alle-19.35.56-300x167.png" alt="orto botanico" width="300" height="167" /></a></p>
<p><strong>Il ricco programma di eventi offerti dalla manifestazione organizzata dal Real Orto Botanico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, diretto da Paolo Caputo, ha attratto turisti e cittadini nei primi tre giorni di maggio</strong>. Da venerdì 1° a domenica 3 maggio Planta ha messo in campo oltre a 150 stand, numerosi concerti, spettacoli, spazi educativi, ricerca scientifica, divulgazione ambientale, florovivaismo di qualità e sostenibilità, perché <strong>Planta è anche un programma scientifico e culturale.</strong></p>
<p><strong>La storica mostra-mercato dedicata al verde, alla biodiversità e alla cultura botanica, ideata da Rosa Muoio, responsabile e coordinatrice scientifico di Planta, si conferma un appuntamento di riferimento per appassionati, studiosi, cittadini, famiglie e professionisti del settore. </strong></p>
<p><strong>I più piccoli hanno potuto dedicarsi ai laboratori con tematiche ambientali e zoologiche, gli adulti hanno potuto approfondire conoscenze e dare spazio alla curiosità</strong>.</p>
<p>L’edizione 2026 ha posto al centro il valore della natura con workshop tematici come quello realizzato dai <strong>Carabinieri</strong> del gruppo <strong>CITES &#8211; Convention on International Trade of Endangered Species </strong>&#8211; che si è soffermato soprattutto sulla spiegazione delle loro attività di tutela della biodiversità e di vigilanza del commercio internazionale delle specie rare; il <strong>Servizio Fitosanitario Regionale dell&#8217;Assessorato all&#8217;Agricoltura</strong> ha proposto attività di informazione e divulgazione con focus specifici sul contrasto agli organismi nocivi invasivi delle piante. I presenti hanno potuto approfondire le principali strategie di prevenzione e controllo delle malattie delle piante derivanti da agenti patogeni, contribuendo così a rafforzare l&#8217;azione di contrasto alla loro diffusione.</p>
<p><strong>Planta</strong> è cresciuta ulteriormente rispetto alle precedenti edizioni, con più stand, più presenze e un programma sempre più ricco. Non sono mancati anche gli spazi <strong>dedicati alla cucina, alla progettazione dei giardini, a trattamenti benessere, allo yoga</strong>.</p>
<p><strong>Una tre giorni che da dodici anni coniuga rigore scientifico e divulgazione, valorizzando il ruolo del Real Orto Botanico federiciano come luogo di conoscenza, incontro e partecipazione.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>“Vivere nel Vulcano”, gemellaggio con il Giappone</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
(Marco Martone) &#8211; Un gemellaggio nel segno dell&#8217;appartenenza al territorio. &#8220;Vivere nel Vulcano&#8221; entra nelle celebrazioni ufficiali per i ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/04/vulcano-1.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-159784" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/04/vulcano-1-300x157.png" alt="vulcano 1" width="300" height="157" /></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">(<strong>Marco Martone</strong>) &ndash; Un gemellaggio nel segno dell&rsquo;appartenenza al territorio. &ldquo;</span><strong>Vivere nel Vulcano</strong><span style="font-weight: 400;">&rdquo; entra nelle celebrazioni ufficiali per i 160 anni di relazioni tra Italia e Giappone. L&rsquo;evento prender&agrave; il via gioved&igrave; 30 aprile a Pozzuoli. L&rsquo;Ambasciata del Giappone in Italia ha, infatti, inserito la quinta edizione della rassegna tra le iniziative ufficiali del programma celebrativo, riconoscendone il valore culturale ed educativo e il suo ruolo di ponte tra i due Paesi. In programma dal 30 aprile al 30 giugno, &ldquo;Vivere nel Vulcano&rdquo; propone un dialogo tra vulcanologia, arte e formazione scolastica tra Campania e Giappone, trasformando i Campi Flegrei in un vero e proprio laboratorio culturale diffuso. L&rsquo;avvio dell&rsquo;evento presso il </span><strong>sito archeologico necropoli tardoantica di Pozzuoli (Villa Elvira) </strong><span style="font-weight: 400;">con l&rsquo;inaugurazione di due rassegne:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">⁠&nbsp; ⁠la mostra fotografica &ldquo;Solfatara. Dove la terra respira&rdquo; di Maurizio Silva</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">⁠&nbsp; ⁠l&rsquo;estemporanea d&rsquo;arte su ventagli &ldquo;Anime, fuoco e sensu&rdquo;, realizzata dagli studenti del Liceo Artistico &ldquo;Majorana&rdquo; di Pozzuoli.</span></li>
</ul>
<p>Ideata da Anna Russolillo e curata insieme a Clotilde Rea, Natalino Cava, Anna Abbate, Doriana Vriale e Sandro de Vita, la manifestazione &egrave; promossa da Lunaria a2 Onlus, diretta da Federica Russolillo, con il patrocinio di INGV, Ambasciata del Giappone in Italia, Comuni flegrei, Citt&agrave; Metropolitana di Napoli, AIVulc, Studio 5 Progetto Creativo e Accademia dei Campi Flegrei.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progetto nasce per raccontare due territori, Campania e Giappone, in cui il vulcano rappresenta un elemento culturale e simbolico profondamente radicato nella vita quotidiana e nelle espressioni artistiche e letterarie, creando un ponte tra esperienze e linguaggi dei due Paesi. La giornata inaugurale sar&agrave; introdotta dai saluti istituzionali dei sindaci e degli assessori dei Comuni flegrei, dei dirigenti degli istituti scolastici coinvolti e delle istituzioni partner. Interverranno, tra gli altri, il consigliere della Citt&agrave; Metropolitana di Napoli Vincenzo Cirillo e i sindaci Luigi Manzoni, Josi Della Ragione, Antonio Sabino Angelo Paone, docente di Scienze e professore Ricercatore presso la Pusan National University, in Corea del Sud. Seguir&agrave; un incontro con il vulcanologo INGV-OE Sandro De Vita, dedicato al rapporto tra conoscenza scientifica e patrimonio territoriale, con particolare attenzione al ruolo dei vulcani nella costruzione dell&rsquo;identit&agrave; storica e culturale.</span></p>
<p><strong>Il cuore del progetto &egrave; il coinvolgimento di quattro istituti flegrei:</strong></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">⁠&nbsp; ⁠Liceo Artistico &ldquo;Majorana&rdquo; di Pozzuoli</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">⁠&nbsp; ⁠ISIS &ldquo;Montalcini&rdquo; di Quarto</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">⁠&nbsp; ⁠I.C. &ldquo;Gadda&rdquo; di Quarto</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">⁠&nbsp; ⁠IV I.C. &ldquo;Pergolesi&rdquo; di Pozzuoli</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli studenti saranno protagonisti di un percorso laboratoriale che si svilupper&agrave; per tutto il mese di maggio, con attivit&agrave; interdisciplinari e corsi gratuiti di manga aperti al pubblico, condotti da Axel Perugino e dedicati alle tecniche di base del disegno e della narrazione giapponese. I laboratori approfondiranno il confronto tra vulcani della Campania e del Giappone, la storia e le tecniche del manga, l&rsquo;arte figurativa nei due Paesi e il ruolo del vulcano nella letteratura. Il 18 maggio &egrave; previsto un incontro con artisti presso lo studio di Pina Testa, con la partecipazione di Ciro D&rsquo;Alessio, Antonio Isabettini, Katalin Visky, Ilaria Di Fiore e Consuelo Muro. Il progetto si concluder&agrave; il 6 giugno con l&rsquo;apertura della mostra &ldquo;Iconiche montagne di fuoco. Dal Vesuvio al Fuji: Arte in Eruzione&rdquo;, a cura di Anna Russolillo, Anna Abbate e Doriana Vriale, visitabile fino al 30 giugno.</span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bagnoli, partono i dragaggi</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 16:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Il commissario straordinario per Bagnoli-Coroglio e sindaco Gaetano Manfredi ha presentato oggi lo stato dei lavori, nella Cabina di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-30-alle-17.27.45.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-152894" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-30-alle-17.27.45-300x170.png" alt="Bagnoli" width="300" height="170" /></a></p>
<p>Il commissario straordinario per Bagnoli-Coroglio e sindaco Gaetano Manfredi ha presentato oggi lo stato dei lavori, nella Cabina di Regia convocata a Palazzo Chigi, alla presenza dei ministri per il Pnrr Tommaso Foti e per lo Sport Andrea Abodi, del presidente della Regione Campania Roberto Fico. In video collegamento l’amministratore delegato di Invitalia Bernardo Mattarella. Il commissario Manfredi ha presentato il cronoprogramma dei lavori. Sono concluse le attività di accantieramento e le principali lavorazioni preliminari; completato, su circa la metà della colmata, il capping ambientale con i relativi riempimenti per il livellamento dei piazzali; in corso la posa delle reti di sottoservizi; in avvio le attività per le fondazioni delle gru.<br />
È programmato, l’avvio delle platee destinate agli hangar dei team.<br />
Il completamento delle opere a terra destinate alle basi operative dei team è previsto in modo progressivo a partire dal mese di luglio 2026, con priorità per l’area destinata al team New Zealand e per altre due basi, e con completamento dell’insieme delle basi entro il mese di ottobre 2026.<br />
Per le opere a mare, procede la realizzazione delle scogliere . Le scogliere sono entrate in fase realizzativa, con un livello più avanzato sulla scogliera centrale e sul pennello nord.<br />
Nei primi giorni di marzo è stato avviato il campo prova di dragaggio con campionamento del cumulo depositato nelle baie di dewatering e con successiva definizione di una nuova scansione temporale delle attività in coordinamento con ARPAC sulle soglie di torbidità, alla piena implementazione del monitoraggio “acque marine” e alla funzionalità dei sistemi di raccolta e gestione delle acque di dewatering. Sono ultimate le verifiche e gli approfondimenti tecnici, finalizzati a valutare le diverse ipotesi di conferimento dei fanghi derivanti dalle attività di dragaggio, comprese soluzioni che prevedono il trasferimento via mare sia verso destinazioni estere che in Italia, al fine di ridurre gli impatti sulla viabilità connessi alla movimentazione dei materiali.<br />
Alla luce del cronoprogramma aggiornato degli interventi, il completamento delle attività attualmente in corso nello specchio acqueo antistante la colmata è previsto è previsto a decorrere dal 1° ottobre 2026, in tempo utile per consentire l’alaggio delle imbarcazioni e, più in generale, lo svolgimento delle attività operative e logistiche funzionali all’insediamento e alla piena operatività dei team. Tale previsione resta, naturalmente, subordinata al regolare andamento delle lavorazioni programmate e all’assenza di imprevisti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Trapianto di cuore al Monaldi, salvato un paziente</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/trapianto-di-cuore-al-monaldi-salvato-paziente/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Salvo grazie ad un trapianto di cuore, Umberto (nome di fantasia a tutela della privacy) potrà tornare presto ad ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2017/04/Ospedale-Monaldi-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-134148" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2017/04/Ospedale-Monaldi-2-300x200.jpg" alt="Ospedale-Monaldi-2" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Salvo grazie ad un trapianto di cuore, Umberto (nome di fantasia a tutela della privacy) potrà tornare presto ad abbracciare i suoi cari. L’intervento, ultima possibilità per chi è in lista per un trapianto, è stato eseguito all’Ospedale Monaldi e ha salvato la vita del paziente affetto da una cardiopatia dilatativa in fase terminale. Il trapianto è stato portato a termine con successo dall’équipe del cardiochirurgo Claudio Marra. Questo nuovo trapianto di cuore testimonia il valore di un’organizzazione multidisciplinare che, nei percorsi ad alta complessità, mette in rete competenze chirurgiche, anestesiologiche, rianimatorie, cardiologiche, infermieristiche e assistenziali, garantendo una presa in carico completa del paziente in tutte le fasi del percorso di cura. «L’Azienda Ospedaliera dei Colli – sottolinea il direttore generale Anna Iervolino – è, e resta, un’eccellenza della sanità pubblica». Anche i medici, direttori di Unità Operativa Complessa e responsabili di Unità Operativa Semplice Dipartimentale, hanno sottolineato &#8211; in una lettera aperta – il loro impegno al servizio della salute dei pazienti. «L’attività assistenziale prosegue regolarmente, garantendo ogni giorno la presa in carico di centinaia di pazienti, nel segno della qualità, della sicurezza e della responsabilità professionale», scrivono nella lettera. «In questo contesto, la continuità organizzativa e la stabilità dei percorsi rappresentano condizioni essenziali per assicurare efficacia e sicurezza delle cure. L’Azienda rappresenta da anni un punto di riferimento per numerose patologie ad alta complessità, con risultati clinici consolidati e professionalità riconosciute a livello nazionale. I professionisti continuano a operare con impegno e senso di responsabilità, in un clima di coesione e unità, espressione di una responsabilità condivisa nella gestione di una fase complessa, nel rispetto del lavoro delle autorità competenti e degli accertamenti in corso. È pertanto auspicabile che il racconto pubblico di una vicenda così delicata mantenga equilibrio e senso di responsabilità, evitando generalizzazioni che non rispecchiano la realtà dell’attività quotidiana. Resta ferma la convinzione che singoli episodi, per quanto gravi, non possano essere assunti come rappresentativi dell’attività quotidiana e dei valori che guidano il lavoro dell’intera comunità professionale».</p>
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		<title>Il Trittico Eucaristico nel duomo di Pozzuoli</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 19:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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È iniziato il restauro delle tele di Agostino Beltrano, “Re Davide” e “Melchisedek”, ritrovate nei depositi del museo di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-26-alle-20.02.21.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-159576" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-26-alle-20.02.21-300x180.png" alt="arte" width="300" height="180" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">È iniziato il restauro delle tele di Agostino Beltrano, “Re Davide” e “Melchisedek”, ritrovate nei depositi del museo di Capodimonte nel 2022 dal prof. Giuseppe Porzio dell’Università di Napoli l’Orientale, alle quali si aggiungerà a maggio anche la monumentale “Ultima cena”, dell’autore, attualmente nella sacrestia della cattedrale puteolana. Con questo recupero di Beltrano sarà così ricomposto il prezioso Trittico Eucaristico del duomo di Pozzuoli. L’annuncio viene dato contemporaneamente dal vescovo di Pozzuoli e di Ischia, monsignor Carlo Villano e dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Capodimonte, principale pinacoteca del mezzogiorno, seconda in Italia per importanza dopo gli Uffizi – ha sottolineato Schmidt –, vuole dialogare sempre più con il territorio in particolare contribuendo con il patrimonio dei propri depositi a scrivere la storia dell&#8217;arte in Campania attraverso, restauri, restituzioni ed esposizioni anche di lungo periodo. Particolarmente significativa, poiché si collega alla valorizzazione del territorio flegreo, è la prima collaborazione di questo nuovo programma con la Diocesi di Pozzuoli per questo storico iallestimento». Il recupero del trittico puteolano ha fornito inoltre l’occasione per presentare il progetto “Capodimonte diffuso”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per il vescovo Villano «questo recupero costituisce un segno di speranza per il nostro territorio flegreo, che nonostante il bradisismo, desidera riappropriarsi della propria vita, ripartendo sempre e di nuovo dalla bellezza dei suoi luoghi e della sua storia. Inoltre tornare all’Eucaristia attraverso l’espressione artistica di Beltrano sarà per ogni visitatore l’occasione per ripensare a quel segno che annuncia la presenza di Dio nella storia, il suo farsi carne, il suo donarsi per amore come vita del mondo. Come canta la tradizione della Chiesa, l’Eucaristia è il segno di unità, il vincolo di carità, il memoriale della morte e resurrezione del Signore, il farmaco dell’immortalità. Un augurio anche per le prossime festività pasquali».</p>
<p style="font-weight: 400;">«Seguiremo con attenzione e con cura tutto il processo di restauro del trittico originario che restituirà una ricchezza pittorica adesso non più leggibile», ha dichiarato Paola Ricciardi, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l&#8217;Area Metropolitana di Napoli, che collabora alla realizzazione di questo progetto di ricomposizione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Afferma ancora il vescovo: «La collaborazione con il Museo di Capodimonte, la Soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Napoli e l’Università di Napoli l’Orientale è la prova che unendo le forze si possono realizzare grandi cose, che non solo promuovono il bene della società, ma danno testimonianza di come si diventa comunità».</p>
<p style="font-weight: 400;"> Le tele di Agostino Beltrano</p>
<p style="font-weight: 400;">Il ciclo delle tele con Melchisedek nell’atto di offrire pane e vino, re Davide in trono e l’ultima cena, fu commissionato per la cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Pozzuoli da fra Martín de León y Cárdenas, vescovo dal 1631 al 1650. Le due tele identificate dal professor Porzio, erano unicamente registrate nell&#8217;inventario Causa avviato intorno al 1970. Restano ancora oggetto di studio archivistico le modalità con cui le due opere sono giunte a Capodimonte: non è infatti chiaro se il trasferimento sia avvenuto prima o dopo l&#8217;incendio del 1964 che devastò il Duomo. Nella Cattedrale al rione Terra il trittico tornerà accanto alle opere di Massimo Stanzione (di cui fu stretto collaboratore Beltrano, marito della pittrice Diana De Rosa), Artemisia Gentileschi e Giovanni Lanfranco. Il complesso restauro, sostenuto dalla Diocesi di Pozzuoli, grazie al contributo dei fondi 8xMille alla Chiesa Cattolica è a cura dello Studio Ermes di Iriana Suprina Petrovic.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giornata contro le discriminazioni razziali</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto del giorno]]></category>

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 L’iniziativa è stata promossa dall’UNAR e organizzata dalla Città Metropolitana di Napoli in collaborazione con il Comune. <br />
“Bianco ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-17-alle-19.01.15.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-159541" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot-2026-03-17-alle-19.01.15-300x178.png" alt="baset nato 2" width="300" height="178" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;"> <em>L’iniziativa è stata promossa dall’UNAR e organizzata dalla Città Metropolitana di Napoli in collaborazione con il Comune. </em></p>
<p style="font-weight: 400;">“Bianco e nero differenza zero”. “Credo negli esseri umani, a prescindere dalla cultura”. “#StopRacism”. “Non è il colore della pelle a definire il valore di una persona”. Sono alcuni degli slogan che sono stati ideati dagli studenti che quest’oggi hanno partecipato al “Forum delle Differenze (talk, performances e laboratori creativi)”, l’iniziativa organizzata dalla <strong>Città Metropolitana di Napoli</strong> nell’ambito della “Settimana di azione contro il razzismo” promossa dall’<strong>UNAR </strong>&#8211; l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri &#8211; giunta quest’anno alla sua XXII edizione.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’evento ha visto l’alternarsi di momenti di racconto, dibattito,testimonianze, esibizioni musicali, proiezioni, dj set, spazi laboratoriali, yoga inclusivo e anche un angolo per le associazioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli studenti delle scuole di Napoli e dell’area metropolitana hanno avuto modo di toccare con mano le storie dei minori stranieri non accompagnati, quei ragazzi senza genitori che fuggono da realtà devastate da povertà, carestie, guerre, conflitti sociali e politici, a Napoli curati da Dedalus; dei <strong>rifugiati</strong> che hanno lasciato il loro Paese in guerra e stanno provando a ricostruire la propria vita altrove, come <strong>Dj Ivy</strong>, artista ucraina, protagonista anche di un set di chiusura che ha fatto ballare tutti; la storia di Johann “Rukeli” Trollmann, pugile tedesco di origine sinti che sfidò Hitler e il nazismo finendo ammazzato, e poi storie di immigrazione, di sofferenza ma anche di inclusione, di integrazione, di rinascita.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;Con questa iniziativa – ha affermato il Vicesindaco metropolitano, <strong>Giuseppe Cirillo</strong>, che ha aperto i lavori della giornata – abbiamo voluto coinvolgere gli studenti in una riflessione profonda sui valori dell’accoglienza. Il nostro obiettivo era sensibilizzare i giovani sulle vite di chi, come i rifugiati, i minori orfani, scappa dall’orrore e arriva nei nostri territori in cerca di futuro, fornire gli strumenti per abbattere i pregiudizi e riconoscere nell&#8217;altro una risorsa, non un pericolo. L’entusiasmo di oggi di questi ragazzi testimonia che l’obiettivo è stato raggiunto”.</p>
<p style="font-weight: 400;">“La manifestazione – hanno sottolineato le referenti UNAR per la Città Metropolitana, <strong>Renata Monda</strong> e <strong>Lisa de Benedictis</strong> – è inserita nelle celebrazioni della XXII Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della discriminazione razziale, in particolare nelle azioni della Rete delle Città metropolitane per l’inclusione e si accompagna a quelle che sono state celebrate oggi nelle altre 13 Città metropolitane d’Italia attraverso la realizzazione di eventi di sensibilizzazione sulle tematiche del razzismo, dell’intolleranza e della xenofobia, rivolti in particolar modo alle giovani generazioni”.</p>
<p style="font-weight: 400;">E per l’occasione la Città Metropolitana quest’anno raddoppia: previsto per venerdì 20 marzo, dalle 9.30, all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, il Convegno “La Città Metropolitana e i giovani: cultura condivisa dell’inclusione. Educazione, diritti e contrasto alla discriminazione razziale”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Entrambi gli eventi sono realizzati in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili, al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli. “Abbiamo accolto – ha spiegato l’Assessora <strong>Chiara Marciani</strong>, presente oggi &#8211; con grande favore la proposta di coinvolgimento da parte della Città Metropolitana. Napoli è, storicamente, una città inclusiva, e iniziative come queste servono a perpetuare i valori dell’accoglienza e della fratellanza tra i popoli” .</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Musica, artisti, laboratori e storie di rifugiati</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il forum – animato dagli special guest Alfio Battaglia e Ciro Limatola, i <strong>Corrieri di Kiss Kiss</strong> – ha visto gli interventi di <strong>Niroshika Lidia Gurusinghe</strong>, Presidente della Consulta degli Immigrati del Comune di Napoli; di <strong>Jomahe Solis</strong>, Presidente CASBA &#8211; Migrantour Napoli, cooperativa sociale che organizza itinerari turistici e passeggiate guidate da persone straniere attraverso vicoli, storie, vissuti, sapori e tradizioni delle comunità di migranti che vivono a Napoli; di <strong>Atchakpari Abdoul Mounirou</strong>, arrivato in Italia su un barcone, dopo mille sofferenze, oggi operatore di centro accoglienza (progetto SAI di Napoli), volontario, mediatore culturale del Benin, che fa da ponte tra il suo Paese e l’Italia con una rete di Associazioni; di <strong>Emanuele Scognamiglio</strong>, local coordinator del progetto Community matching di UNHCR, CIAC e Refugees Welcome Italia, che promuove l’integrazione delle persone rifugiate attraverso l’attivazione di relazioni di mentoring fra volontari e rifugiati (buddy), e di <strong>Olga Izzo</strong>, la Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Napoli.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Il corto per ‘Rukeli’</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">I ragazzi si sono emozionati alla visione del cortometraggio di <strong>Alessandro Rak</strong> – presentato da <strong>Barbara Pierro</strong>, presidente dell&#8217;associazione &#8220;Chi rom e chi no&#8221; &#8211; dedicato a <strong>Johann &#8220;Rukeli&#8221; Trollmann</strong>, il pugile sinti che sfidò il nazismo con il suo stile di combattimento anticonvenzionale (irretiva l’avversario con balletti e piroette, non esattamente in linea con l’idea di virilità ariana), che si vide revocare il titolo nazionale dei pesi medi per il colore della sua pelle, per poi venire ucciso da un kapò in un campo di concentramento. Si sono messi in gioco con i laboratori di scrittura e di disegno, si sono divertiti col gioco “Scoppia l’odio”, hanno ballato e cantato sulle note di <strong>Vitij</strong>, che ha cantato pezzi inediti sui temi della guerra e dei rifugiati, di <strong>Carlos M</strong>, che vive al Villaggio Coppola, a contatto con una realtà multietnica, di Luigi Corrado, in arte <strong>LC</strong>, protagonista ad Amici di Maria De Filippi 2026, e del set di <strong>Dj Ivy</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma soprattutto hanno sentito, dentro di sé, che davvero “tra bianco e nero, la differenza è zero”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli eventi in tutte le 14 Città metropolitane sono stati finanziati a valere sulle risorse del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021 – 2027, nell’ambito del finanziamento FSE+.</p>
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		<title>Napoli si dona, al via nuova campagna del Cardarelli</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 18:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Il cantante e compositore Gigi Finizio è il primo testimonial della nuova campagna di sensibilizzazione social dell&#8217;ospedale Cardarelli sull&#8217;importanza ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/03/Cardarelli-padiglione-G.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-157998" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/03/Cardarelli-padiglione-G-300x225.jpg" alt="Cardarelli padiglione G" width="300" height="225" /></a></p>
<div class="elementToProof"><b></b>Il cantante e compositore Gigi Finizio è il primo testimonial della nuova campagna di sensibilizzazione social dell&#8217;ospedale Cardarelli sull&#8217;importanza di donare sangue all&#8217;ospedale. Si chiama &#8220;Napoli si dona &#8211; senza sangue non si cura&#8221; ed è un appello alla città affinché diventi parte attiva di un progetto di impegno civile stabile e duraturo, in cui periodicamente, in maniera continuativa e non più saltuaria, i napoletani si rechino al Cardarelli a donare per consentire alle tante emergenze di poter essere affrontate in serenità, agli interventi chirurgici programmati di poter essere effettuati senza ritardi, ai tanti pazienti che necessitano di trasfusioni, anche più volte al mese, di poter vivere con tranquillità.</div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof">Con Finizio, sono tanti i volti noti della città che hanno scelto di aderire e che potranno aderire in futuro con un proprio contributo video alla campagna. Tra questi l’attrice e regista teatrale Marina Confalone, l&#8217;attore, regista e sceneggiatore Marco D&#8217;Amore, la giornalista e conduttrice televisiva Myrta Merlino, l’attore Francesco Procopio, l’attore Patrizio Rispo, il comico Peppe Iodice – già testimonial di una precedente campagna &#8211; e, nelle prossime settimane, l’artista Lina Sastri.</div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof">&#8220;Napoli si dona &#8211; senza sangue non si cura&#8221; è l&#8217;esempio più alto della comunità che si mobilità per la comunità, con i nomi che danno lustro alla città, i simboli della Napoli che non sta a guardare ma vuole darsi da fare per cambiare le cose.</div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof">Dice il direttore generale del Cardarelli Antonio d&#8217;Amore: &#8221; Un appello alla città a schierarsi, a farsi parte attiva di un progetto di salute che fa bene a tutti perché aiuta il prossimo ma consente anche di assumere un corretto stile di vita e fare il tagliando al proprio organismo attraverso un check-up del sangue completo e gratuito. E&#8217; la comunità che con i suoi volti noti si mobilita, si dona, per la comunità. Napoli per Napoli. Per sentirsi parte di un progetto comune. Siamo sicuri che saranno in tanti a accompagnarci lungo questo cammino, perché i napoletani quando c&#8217;è da dare una mano non si tirano mai indietro&#8221;.</div>
<div class="elementToProof"></div>
<div class="elementToProof">La campagna sarà visibile su tutti i canali social dell&#8217;ospedale (Facebook, Instagram, WhatsApp, LinkedIn) e per l&#8217;occasione anche su TikTok, inaugurato proprio con l&#8217;iniziativa &#8220;Napoli si dona&#8221;, al fine di &#8220;ingaggiare&#8221; i giovani utenti della rete (soprattutto la fascia 18-24 anni) che abitualmente frequentano la piattaforma.</div>
<div class="elementToProof"></div>
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		<title>Yeman Crippa, record italiano alla Napoli City Half Marathon</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatto del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Nuovo record italiano per Yeman Crippa, 59:01 alla Coelmo Napoli City Half Marathon. Il trentino, Campione Europeo di mezza ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-23-alle-12.38.22.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-159450" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-23-alle-12.38.22-300x193.png" alt="maratona 2" width="300" height="193" /></a></h2>
<p>Nuovo record italiano per Yeman Crippa, 59:01 alla Coelmo Napoli City Half Marathon. Il trentino, Campione Europeo di mezza maratona in carica, <strong>Yemaneberhan &ldquo;Yeman&rdquo;&nbsp;Crippa&nbsp;</strong>(GS Fiamme Oro Padova), scrive di nuovo la storia e lo fa ancora una volta qui a Napoli sgretolando il suo stesso primato italiano di mezza maratona e di gara del 2022.</p>
<h2><strong>I risultati &ndash; Uomini</strong></h2>
<p>Vicinissimo al muro dei 59:00, Yeman si presenta al traguardo in <strong>59:01</strong>, un crono stellare che lo posiziona come <strong>seconda miglior prestazione europea di sempre</strong>, alle spalle dello svedese <strong>Andreas Almgren</strong> che a Valencia lo scorso ottobre ha fatto segnare 58:41. Il primato di Yeman Crippa va anche al <strong>settimo posto delle migliori prestazioni stagionali mondiali del 2026</strong>. Napoli festeggia in grande stile gli onori di Capitale Europea dello Sport 2026.</p>
<p>&ldquo;<em>Ho portato a termine uno dei miei sogni, strappare a me stesso il record italiano che ho abbassato di 25 secondi, sono contentissimo, molto soddisfatto del mio crono, &egrave; una giornata bellissima. Questo risultato &egrave; frutto di tanto allenamento, del clima perfetto, ma anche di una speciale magia che c&rsquo;&egrave; solo qui a Napoli e del tifo del pubblico, mi ha caricato tantissimo. La Coelmo Napoli City Half Marathon &egrave; sicuramente velocissima, sono al settimo cielo per aver iniziato il 2026 alla grande, ora bisogna rimanere con i piedi per terra verso i prossimi obiettivi&rdquo;</em>, <strong>fa sapere Yeman Crippa</strong>.</p>
<p>&ldquo;<em>Nella prima parte di gara ho seguito la lepre, il keniano Gideon Kiprotich che &egrave; stata molto bravo, gli sono stato sempre incollato e fino al km 10 sono stato piuttosto rilassato, poi ho iniziato a fare dei calcoli mentalmente. Ho preso quindi la situazione in mano e ho continuato a spingere insieme ad Andrea Kiptoo. All&rsquo;uscita della galleria ho capito che avrei potuto chiudere intorno ai 59:00, speravo di chiudere in 58:59, ho mancato proprio di un soffio. Sono contento per me, per la citt&agrave; di Napoli e per tutto lo staff, mi sento parte di una grande famiglia&rdquo;</em>, ha aggiunto Yeman.</p>
<p>&ldquo;<em>Tanta gente si sta avvicinando alla corsa, all&rsquo;inizio &egrave; uno sport molto duro ma poi non si riesce pi&ugrave; a farne a meno e negli ultimi anni c&rsquo;&egrave; stato un vero e proprio boom, sono contentissimo di questo perch&eacute; &egrave; uno sport che pu&ograve; essere scoperto e praticato anche con il passare degli anni. Per noi professionisti &egrave; bello che anche la grande massa capisca il valore che hanno i nostri tempi e ci stimoli. Oggi nei tratti in cui ho visto gli amatori correre, sono stato incitato e questo mi ha dato una carica pazzesca&rdquo;</em>, ha concluso Yeman.</p>
<p>Gara di altissimo livello, tre gli atleti sotto il muro dell&rsquo;ora, infatti la piazza d&rsquo;onore &egrave; conquistata dal keniano <strong>Andrea Kiptoo</strong> in 59:27 e il podio &egrave; completato dal suo connazionale <strong>Owen Korir Kapkama </strong>in 59:42. Buona prova anche per l&lsquo;azzurro <strong>Pietro Riva</strong> (GS Fiamme Oro Padova) che chiude in quarta posizione con il crono di 1h00:32. Podio italiano completato da <strong>Giovanni Susca</strong> (Atl. Am. Cisternino Ecolservizi) in 1h04:16.</p>
<h2><strong>I risultati &ndash; Donne</strong></h2>
<p>Per le donne &egrave; la keniana <strong>Lucy Nthenya Ndambuki</strong> a festeggiare la vittoria in 1h08:48.<br />
&ldquo;<em>Sono felicissima, ho preso subito le redini della gara ma &egrave; solo al 15esimo chilometro che ho capito che avrei vinto e ho spinto pi&ugrave; che potevo. E&lsquo; la prima volta qui a Napoli per me, una citt&agrave; molto bella ed una gara perfettamente organizzata&rdquo;</em>, il commento della vincitrice, la keniana Lucy Nthenya Ndambuki.</p>
<p>Secondo posto per la connazionale <strong>Nelly Jeptoo</strong> in 1h09:26 seguita dalla finlandese <strong>Susanna Saapunki</strong> in 1h10:35. Sesta assoluta e prima italiana <strong>Sara Bottarelli</strong> (Free Zone) che chiude la sua prova in 1h14:11. Podio italiano completato da <strong>Gaia Gagliardi</strong> (Atl. Saluzzo) in 1h15:52 e <strong>Rebecca Volpe</strong> (ASD Carmax Camaldolese) in 1h17:55.</p>
<h2><strong>Cronaca evento</strong></h2>
<p>Un sole brillante, una giornata perfetta hanno dato lo start alle ore 9.00 ai runner della Coelmo Napoli City Half Marathon, 10mila cuori pronti a battere all&rsquo;unisono per conquistare un unico grande traguardo, oggi reso pi&ugrave; emozionante dai risultati tecnici di altissima caratura.</p>
<p>Napoli ha vissuto un evento intenso anche con la Hyundai Relay e la Family Run&amp;Friends con circa altri 2mila partecipanti.</p>
<p>&ldquo;<em>Le emozioni sono tantissime e tutte ad elevata intensit&agrave;. Oggi va a compimento un lavoro iniziato oltre dieci anni fa con obiettivi chiarissimi, alcuni raggiunti, come quello di centrare i primati italiani di mezza maratona e quello di portare a correre sulle strade di Napoli oltre 10mila atleti. Altri obiettivi sono vicini, con il crono realizzato oggi, Yeman si laurea vice primatista europeo di mezza maratona. Noi di Napoli Running siamo prontissimi a rimboccarci le maniche per centrare anche il primato europeo di specialit&agrave;. L&rsquo;entusiasmo di aver scritto la storia sar&agrave; la nostra energia per fare di pi&ugrave;, per fare ancora meglio, perch&eacute; questo evento proietta Napoli tra le capitali europee del running</em>&rdquo; &ndash; fa sapere <strong>Carlo Capalbo, Presidente di&nbsp;Napoli&nbsp;Running visibilmente emozionato</strong>. &nbsp;<em>&ldquo;Tra i nostri impegni c&rsquo;&egrave; anche quello per il territorio, continueremo a lavorare a progetti che hanno importanti ricadute sociali sulla citt&agrave;, come &laquo;We Run Again&raquo; con la Casa Circondariale Pasquale Mandato di Secondigliano, grazie alla cui collaborazione abbiamo avuto in gara alcuni detenuti. Il 2026 sar&agrave; ricordato per l&rsquo;en plein di record ed emozioni, oggi Napoli brilla, ma sono sicuro che nel 2027 briller&agrave; ancora di pi&ugrave;</em>&rdquo;, ha concluso<em>.</em></p>
<p>&ldquo;<em>La giornata di oggi ci consegna un messaggio semplice: a Napoli i progetti possono accadere davvero. La Coelmo Napoli City Half Marathon ha mostrato una citt&agrave; viva, organizzata ed internazionale. &Egrave; un segnale incoraggiante mentre Napoli si prepara a vivere il suo ruolo di Capitale Europea dello Sport e ad accogliere eventi globali come la prossima America&rsquo;s Cup</em>&rdquo;, ha commentato l&rsquo;Amministratore delegato di Coelmo spa, <strong>Marco&nbsp;</strong><strong>Monsurr&ograve;.</strong></p>
<p>Soddisfazione da parte delle istituzioni che sono intervenute alla partenza. L&rsquo;Assessore alla Legalit&agrave;, <strong>Antonio De Iesu</strong> che ha dato il benvenuto ai Runner che &ldquo;<em>saranno diffusori della bellezza di Napoli sia delle sue opere storico e culturali ma anche della sua vivacit&agrave; sociale</em>&ldquo;; l&rsquo;Assessore al Turismo e alle Attivit&agrave; produttive <strong>Teresa Armato: &ldquo;</strong><em>Il 52% dei maratoneti arriva da altri paesi europei. Questo per noi &egrave; una grande soddisfazione e pu&ograve; essere anche una promozione turistica, perch&eacute; vengono qui, conoscono Napoli e raccontano la meraviglia di questa citt&agrave;&rdquo;;</em> l&rsquo;Assessore allo Sport<strong> Emanuela Ferrante</strong>: &ldquo;<em>Nell&rsquo;anno di Napoli Capitale Europea dello sport &egrave; un grandissima soddisfazione ospitare 10.000 atleti per le strade della nostra citt&agrave;&rdquo;.</em> Soddisfazione anche da parte di Citt&agrave; Metropolitana con il delegato allo sport <strong>Sergio Colella,</strong> Abc, Anm, Asia, aziende partecipate del Comune che hanno lavorato in sinergia con l&rsquo;organizzazione per l&rsquo;ottima riuscita dell&rsquo;evento.</p>
<h2><strong>Numeri e curiosit&agrave;</strong></h2>
<p>Per la riuscita dell&rsquo;evento, sono state utilizzate, tra le altre, 18.300 banane, 22.400 tra mele ed arance, 50 kg di integratori in polvere, 21.600 barrette proteiche, 10.015 medaglie, 45.000 litri di acqua, 21.500 lattine di birra analcolica, 10.015 t-shirt tecniche, 12.000 confezioni di pasta. Al buon esito della manifestazione hanno collaborato pi&ugrave; di 900 risorse umane, 460 volontari, oltre 180 aagenti di Polizia, 36 pacers, 8 running doctors e 42 atleti &eacute;lite.</p>
<p><em>&ldquo;Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per questo risultato grandissimo che si inserisce in una catena di successi che la Coelmo Napoli City Half Marathon ha saputo conquistare con continuit&agrave; crescente</em>&ldquo; &ndash; ha detto <strong>Carlo Capalbo</strong>. &ldquo;<em>Un grazie speciale ai cittadini che sono scesi in strada a tifare e godersi la manifestazione, a tutte le istituzioni che hanno permesso la buona riuscita dell&rsquo;evento e ai partner, senza di loro non potremmo raggiungere questi risultati. Dal mio cuore, per&ograve;, il ringraziamento pi&ugrave; grande va ai volontari che con passione, esperienza e grande generosit&agrave; condividono il lavoro della manifestazione&rdquo;</em>, ha concluso.</p>
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		<title>Pompei, tra storia e viticoltura</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 18:51:39 +0000</pubDate>
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Un&#8217;azienda vitivinicola del Parco con ciclo produttivo completo, che si sta realizzando all&#8217;interno dell&#8217;area archeologica. Un ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-11-alle-19.49.45.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-159403" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-11-alle-19.49.45-300x171.png" alt="vino pompei" width="300" height="171" /></a></p>
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<div class="column">
<p>Un&rsquo;azienda vitivinicola del Parco con ciclo produttivo completo, che si sta realizzando all&rsquo;interno dell&rsquo;area archeologica. Un nuovo capitolo per la viticoltura e la storia del patrimonio naturalistico del sito. Grazie ad una forma speciale di Partenariato pubblico privato il Gruppo Tenute Capaldo, e in particolare le due cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco, affianca il Parco nella gestione e valorizzazione storica dei vigneti all&rsquo;interno del sito.</p>
<p>Forte dell&rsquo;esperienza acquisita negli ultimi anni su alcuni vigneti già esistenti si costruirà una vera a propria vigna &ldquo;archeologica&rdquo; con un&rsquo;estensione vitata che nel tempo supererà i 6 ettari e con strutture di vinificazione e affinamento da realizzarsi nell&rsquo;ambito del perimetro del Parco, finalizzate alla produzione di vino.</p>
<p>L&rsquo;esecuzione di questo progetto di lungo termine non è affidata ai classici strumenti di collaborazione pubblico-privato (la concessione o l&rsquo;appalto), ma sarà garantita da un partenariato in cui il Parco e il Gruppo Tenute Capaldo collabora mettendo a fattor comune le rispettive esperienze e competenze.</p>
<p>&ldquo;Il Parco archeologico fin dagli novanta si è occupato, attraverso gli studi di botanica condotti dal Laboratorio di ricerche applicate interno, di analizzare i vigneti dell&rsquo;antica Pompei, per indagarne le caratteristiche storico scientifiche, le tecniche di viticoltura e dunque le abitudini alimentari. Da allora sono state attuate azioni di valorizzazione dei vigneti, quale modo per raccontare e far conoscere la città anticà sotto aspetti diversi. &ndash; commenta il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel &ndash; Oggi il Parco sta investendo in una più ampia forma di valorizzazione nonché di tutela del patrimonio naturale, del paesaggio e dell&rsquo;ambiente che sono elementi integranti dell&rsquo;area archeologica. L&rsquo;azienda vitivinicola fa parte di un più ampio progetto di azienda archeo agricola che sta interessando anche altre attività, quali ad esempio la valorizzazione e coltivazione degli ulivi, i progetti di agricoltura sociale nell&rsquo;ambito della &ldquo;fattoria sociale e culturale&rdquo;. E la strada vincente per raggiungere importanti risultati per tutto il territorio circostante è a nostro parere il coinvolgimento di privati con competenze specifiche, quali partner attivi dei progetti&rdquo;</p>
<p>La nuova azienda vitivinicola &ndash; interamente a conduzione biologica &ndash; fa leva su un&rsquo;importante ricerca in merito alle tecniche tradizionali di allevamento della vite e di trasformazione delle uve, in collaborazione con il Prof. Attilio Scienza dell&rsquo;Università di Milano, oltre a beneficiare delle consolidate competenze agronomiche di Feudi di San Gregorio e del suo responsabile di produzione Pierpaolo Sirch, agronomo di fama internazionale.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo è duplice: da una parte, produrre vini autentici di elevata qualità, dall&rsquo;altra integrare la viticoltura con la storia e il percorso di visita del Parco Archeologico.</p>
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<div class="column">
<p>Sarà un&rsquo;azienda fortemente inserita nel suo territorio, non soltanto dal punto di vista culturale e produttivo, ma anche dal punto di vista del tessuto sociale, con il coinvolgimento di realtà del c.d. Terzo Settore nelle fasi di lavorazione.</p>
<p>Per Feudi di San Gregorio, da 40 anni impegnata nello studio e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni campani (tra cui le viti centenarie di Taurasi), il progetto si iscrive nell&rsquo;impegno volto alla valorizzazione del territorio e delle comunità locali, inserito anche nello statuto societario all&rsquo;atto della trasformazione in Società Benefit (2021).</p>
<p>&ldquo;Il Parco Archeologico di Pompei è uno dei siti culturali più rilevanti al mondo e rappresenta un pilastro fondamentale dell&rsquo;identità della nostra regione. Abbiamo quindi aderito a questo progetto con entusiasmo, mettendo le nostre competenze al servizio del Parco per sviluppare insieme un innovativo progetto agricolo e agronomico. Vogliamo far rivivere Pompei non solo come luogo di ricerca e conoscenza, ma anche come centro di produzione e scambio, ritornando alle sue radici storiche.</p>
<p>Per questo, occorreranno tempo e investimenti importanti ma la cosa non ci spaventa, anzi: avere il coraggio di percorrere nuove strade, guardando questo progetto millenario con occhi nuovi, accumuna la nostra visione a quella del Parco.<br />
L&rsquo;approccio scelto è fortemente culturale e non speculativo, con una visione lungimirante che guarda oltre il ritorno immediato e pensa al futuro delle generazioni a venire, assicurando un avvenire sostenibile a questo luogo straordinario. Inoltre, ci offre la possibilità di continuare a condividere con il mondo la cultura millenaria del vino&rdquo;, ha dichiarato Antonio Capaldo, Presidente di Feudi di San Gregorio</p>
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