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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; CURIOSITA&#8217;</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>LibrOsteria, un nuovo modo di offrire cultura</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 17:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Il settore editoriale ha sempre rappresentato un elemento distintivo della zona di Port’Alba &#8211; Piazza Dante, tuttavia, negli ultimi anni, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="s3"><span class="s5">Il settore editoriale ha sempre rappresentato un elemento distintivo della zona di </span><span class="s5">Port’Alba</span> <span class="s5">&#8211;</span> <span class="s5">Piazza Dante, tuttavia, negli ultimi anni, ha subito una forte crisi nonostante gli sforzi dei librai che continuano con attività di vendita e di presentazioni culturali.</span> <span class="s5">Per mantenere e rafforzare l’attrattività della zona si è ritenuto necessario ampliare l’offerta di attività culturali, valorizzando il patrimonio storico e culturale del luogo, intercettando il flusso turistico in costante crescita. </span><span class="s5">Ad aver avuto questa idea è </span><span class="s5">la giovanissima imprenditrice </span><span class="s5">Marianna Scherillo</span><span class="s5">.</span></p>
<p><span class="s5">“</span><span class="s5">Il nostro progetto </span><span class="s5">–</span> <span class="s5">spiega </span><span class="s5">&#8211; mira a unire l’importanza culturale della storica libreria di Dante Alighieri con l’attrattività turistica della piazza, creando un ambiente polifunzionale che integri ristorazione e promozione culturale. L’obiettivo è trasformare lo spazio in un punto di incontro per lettori, artisti, editori e visitatori, offrendo non solo un luogo dove gustare la cucina napoletana, ma anche un centro di eventi e iniziative culturali</span><span class="s5">”.</span></p>
<p><strong><span class="s5">Come avete immaginato la fusione tra ristorazione e cultura letteraria?</span></strong></p>
<p><span class="s5">“</span><span class="s5">La cultura gastronomica napoletana è la più apprezzata a livello internazionale e rappresenta un potente strumento di valorizzazione della città. Attraverso l’organizzazione di serate a tema, presentazioni di rassegne culturali, mostre d&#8217;arte pittorica, degustazioni di</span> <span class="s5">prodotti tipici e corsi di cucina, vogliamo far conoscere al pubblico l’essenza autentica della tradizione culinaria partenopea, integrandola con la dimensione letteraria artistica della città&#8221;</span><span class="s5">.</span></p>
<p><strong><span class="s5">La vostra sede prima di voi ha accolto una delle libreri</span><span class="s5">e</span><span class="s5"> più importanti di Napoli, quella di Tullio Pironti.</span></strong></p>
<p><span class="s5">“</span><span class="s5">Sì, è questo mi onora e sprona a fare del mio meglio. Pensi che nel 1939, la parte che accoglie la zona libri era la sede della Utet e di fianco vi era un&#8217;antica trattoria. Infatti abbiamo voluto omaggiare entrambe le attività con una foto storica che lo testimonia.</span><span class="s5"> Non solo, </span><span class="s5">abbiamo subito aderito all&#8217;Associazione </span><span class="s5">Port’Alba</span><span class="s5"> per essere </span><span class="s5">parte di una squadra che vuole il rifiorire di una delle zone fulcro della Cultura Partenopea</span><span class="s5">”.</span></p>
<p><strong><span class="s5">Che tipo di scelte avete considerato per il vostro locale tra Cultura e Gastronomia?</span></strong></p>
<p><span class="s5">“</span><span class="s5">Per la ristorazione abbiamo mirato alla scelta di piatti tipici della tradizione napoletana con un focus sugli ingredienti locali e di qualità. Ma anche degustazioni guidate e serate tematiche dedicate a prodotti enogastronomici del territorio.</span> <span class="s5">Come libreria abbiamo strutturato un&#8217;area dedicata alla vendita di libri su Napoli, la sua storia, cultura e tradizioni. Ma anche di autori campani e non solo. Uno spazio per presentazioni editoriali e incontri con autori, mostre fotografiche e esposizioni artistiche</span><span class="s5"> e c</span><span class="s5">he sia luogo d&#8217;incontri con scrittori, musicisti e artisti locali.</span><span class="s5"> Inoltre t</span><span class="s5">erremo corsi di cucina e workshop dedicati alla cucina tradizionale napoletana, rivolti principalmente a turisti </span><span class="s5">i</span><span class="s5">taliani e stranieri.</span><span class="s5"> E anche </span><span class="s5">Lezioni pratiche su ricette tipiche e tecniche di preparazione&#8221;</span><span class="s5">.</span></p>
<p><strong><span class="s5">Cos&#8217;altro aspettarci dalla </span><span class="s5">LibrOsteria</span><span class="s5"> ?</span></strong></p>
<p><span class="s5">“</span><span class="s5">Non mancheranno serate musicali con performance dal vivo. Siamo certi </span><span class="s5">–</span> <span class="s5">conclude </span><span class="s5">Marianna Scherillo</span> <span class="s5">&#8211; che la realizzazione della </span><span class="s5">LibrOsteria</span><span class="s5"> rappresenti un’opportunità unica per Napoli, non solo dal punto di vista culturale e turistico, ma anche per la creazione di nuovi posti di lavoro e la</span> <span class="s5">valorizzazione del patrimonio storico della città.</span> <span class="s5">Il nostro obiettivo è creare un luogo di incontro e scambio culturale di alto livello, capace di promuovere e valorizzare la cultura e le tradizioni locali, offrendo un’esperienza autentica ai cittadini e ai visitatori di Napoli. Siamo solo all&#8217;inizio tanto altro </span><span class="s5">è</span><span class="s5"> in programma</span><span class="s5">”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ischia, quando il latte diventa arte</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 18:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>

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		<description><![CDATA[di Gennaro Savio &#8211;<br />
Sull’isola d’Ischia si è tenuto un corso di formazione di caffetteria e latte art dal titolo ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b></b><strong>di Gennaro Savio &#8211;</strong></p>
<p>Sull’isola d’Ischia si è tenuto un corso di formazione di caffetteria e latte art dal titolo “Il caffè la nostra arte”. Location  della tre giorni di studio e di pratica, è stata la caffetteria dell’Hotel Royal Sunset di Forio dove giovani e meno giovani hanno potuto apprendere le tecniche con cui creare e servire caffè e cappuccini artistici. Partendo dallo studio del chicco di caffè sino ad arrivare alla scelta della tazzina passando per le piantagioni, per la torrefazione, per la tecnica latte art e per la mixologia del caffè. Ben quattro gli insegnanti che hanno tenuto le lezioni: Mirko Lamagna, trainer esperto di mixologia gourmet e mixologia del caffè, Leandro Ruggiero, esperto di Hospitality, bartending e caffè, Giovanni Catuogno, trainer esperto di caffetteria, torrefazione e management aziendale e Carmela Maresca, campionessa italiana e vice campionessa mondiale di latte art che è rimasta positivamente sorpresa per l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno seguito il corso. “Per me – ha affermato Maresca &#8211; è stato un piacere essere ospite qui, in un luogo che affaccia sul mare dell’isola d’Ischia e soprattutto condividere con tanti ragazzi quella che è la mia passione. Quindi la caffetteria passando poi per la latte art. E sono meravigliata perché c’è stato un gran riscontro per quest’arte da parte dei ragazzi che hanno risposto molto bene. Quindi mi auguro che si continui su questa strada che è quella della formazione”. I ragazzi, all’unisono, hanno sottolineato la necessità di doversi continuamente aggiornare sulle nuove tecniche della latte art che è sempre in continua evoluzione. Tra gli allievi da notare anche la presenza del Professore Nino Sferratore, insegnante presso l’Istituto alberghiero di Ischia e in questi giorni corsista della latte art.</p>
<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/02/LATTE-ARTE-2.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-157829" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2025/02/LATTE-ARTE-2-300x208.png" alt="LATTE ARTE 2" width="300" height="208" /></a></p>
<p><b>Breve biografia professionale degli insegnanti del corso di formazione:</b></p>
<p><b>Mirko Lamagna</b>, trainer esperto di mixologia gourmet e mixologia del caffè, è famoso per aver stravolto il modo di intendere la classica figura del bartender. Lo si può definire un alchimista, un mixologyst che con conoscenza, scelta minuziosa degli ingredienti e strumenti all’avanguardia, riesce a sorprendere il cliente ricreando cocktail unici.</p>
<p><b>Carmela Maresca</b>: campionessa italiana di latte art, è originaria di Napoli e residente a Pozzuoli. Ha conseguito il 1° posto italiano livello nero, il 2°posto mondiale nel 2023 ed il 1° posto come barista dell&#8217;anno 2024 barawards. Straordinaria artista di decorazioni effettuate su cappuccini ed espressi macchiati, è riuscita ad ottenere  prestigiosi risultati, diventando una tra i migliori artisti della decorazione in tazza a livello mondiale.</p>
<p><b>Leandro Ruggiero</b>, ischitano, è un esperto di Hospitality, bartending e caffè. Inizia presto nel mondo dell’hospitality e si appassiona al mondo del caffè formandosi nelle migliori scuole di caffetteria come l’UNICAF (l’Università del Caffè) e l’AICAF (l’Accademia Italiana del Caffè). Trova la sua dimensione nei cocktail bar dopo diverse esperienze in hotel di lusso.</p>
<p>Ad oggi è manager di locali di successo Napoletani.</p>
<p><b>Giovanni Catuogno</b>, è un trainer esperto di caffetteria, torrefazione, management aziendale. Napoletano di origine, è esperto di caffè e consulente in materia con oltre 25 anni di esperienza. Ha speso tutta la sua carriera allo studio sul Caffè, origini e tradizioni ed ha alle spalle corsi di formazione, attività di successo e riconoscimenti da parte di Gambero Rosso. Guida il marchio di caffè ischitano &#8220;Caffè Giordano Ischia&#8221;, prodotto esportato in tutta Italia ed Europa.</p>
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		<title>Panettone al limone, delizia made in Capri</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 20:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Capri]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce da una sinergia tra il Grotta Azzurra Gourmet Capri e l’iconico ristorante-limonaia da Paolino, in collaborazione con That’s Amore Capri, un panettone tutto ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce da una sinergia tra il <strong>Grotta Azzurra Gourmet Capri </strong>e l’iconico ristorante-limonaia <strong>da Paolino</strong>, in collaborazione con <strong>That’s Amore Capri</strong>, un panettone tutto made in Capri alla fragranza e sapore di limone.  Il panettone, dopo il successo straordinario della prima edizione dello scorso anno, in cui aveva avuto un boom di richieste e vendite, torna quest’anno in una versione ancor più accattivante.</p>
<p>Il dolce natalizio, dalla tipica forma a cupola, ai sapori di Capri nasce con un impasto lievitato per 24 ore.  All’interno è composto da una pasta di limone e cubetti canditi prodotti dal <strong>Grotta Azzurra Gourmet</strong>. Quest’anno, per renderlo ancora più goloso, i pasticceri hanno aggiunto dei cubetti di cioccolato bianco profumato al limone. Una copertura in cioccolato oro dona un tocco di eleganza e raffinatezza che va a impreziosire il tutto, rendendo il dolce non solo irresistibile al palato, ma anche un vero e proprio capolavoro visivo.</p>
<p>La collaborazione tra queste importanti realtà del territorio continua, grazie anche al lavoro e alla creatività del pasticcieri <strong>Salvatore Apuzzo (Grotta Azzurra Gourmet) e Gianmario Lionetti (Da Paolino). </strong>In linea con tutte le attività della rassegna <strong>That’s Amore Capri</strong>, parte del ricavato della vendita dei panettoni made in Capri sarà devoluto alla <strong>Fondazione Soleterre</strong>, che fornisce sostegno a giovani pazienti oncologici e alle loro famiglie, promuovendo il benessere psico-fisico per tutte e tutti, sia a livello individuale che collettivo, ad ogni età e in ogni parte del mondo.</p>
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		<title>Il limoncello in fondo al mare del golfo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 10:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antichi mestieri]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Il 25 settembre a Napoli il Limoncello dell’Antica distilleria Petrone verrà posto in affinamento nei fondali di Castel dell’Ovo. 450 bottiglie ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il 25 settembre a Napoli il Limoncello dell’Antica distilleria Petrone </strong><strong>verrà posto in affinamento nei fondali di Castel dell’Ovo. </strong><em>450 bottiglie underwater per un anno nel golfo partenopeo.</em></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong>A</strong>l largo di <strong>Castel dell’Ovo</strong> inizia una nuova sfida sottomarina per l’<strong>Antica distilleria Petrone</strong> che <strong>nel 2021 è stata la prima azienda </strong><strong>in assoluto a livello mondiale </strong>a sottoporre ad<strong> affinamento <em>underwater </em></strong>una partita di <strong>bottiglie di liquore</strong>. Se per la prima mondiale Andrea Petrone, general manager della distilleria casertana, aveva puntato sull’Elixir Falernum e sui fondali dell’antica Sinuessa al largo della “sua” Mondragone, per questa nuova avventura ha scelto di fare rotta sul <strong>golfo di Napoli</strong> col <strong>limoncello</strong>, liquore simbolo della Campania e dell’intera Italia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le bottiglie resteranno un anno a 15 metri di profondità nel porticciolo di Santa Lucia cullate dalle correnti marine, a temperatura costante, al completo riparo dalle fasi lunari e in assenza di luce e ossigeno. Anche il limoncello, così come già accaduto per l’Elixir Falernum, una volta riportato in superficie verrà sottoposto a un programma di ricerca effettuato dal <em>Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II </em>che andrà a studiare in modo scientifico gli effetti della permanenza subacquea sulla maturazione dei distillati. All’immersione dei liquori è legata anche un’iniziativa sociale e solidale. Grazie alla collaborazione con l’ArcheoClub d’Italia, il posizionamento della cassa sui fondali vedrà il coinvolgimento dei ragazzi dell’Area Penale di Napoli partecipanti al progetto MareNostrum che ha tra i suoi sostenitori la Distilleria Petrone. L’evento sarà realizzato grazie alla preziosa collaborazione di: Comune di Napoli, Marina Militare, Guardia Costiera, ArcheoClub d’Italia, Reale Yacht Club Canottieri Savoia Napoli e YDigital Firm.</p>
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		<title>In chiesa l&#8217;accensione a distanza delle candele</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/chiesa-laccensione-distanza-delle-candele/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Oct 2023 09:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuta, presso la cripta della Basilica della Madonna del Buonconsiglio di Capodimonte, la presentazione della prima installazione, per ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuta, presso la cripta della Basilica della Madonna del Buonconsiglio di Capodimonte, la presentazione della prima installazione, per la Campania, di un candeliere digitale che consente ai fedeli di accendere una candela a distanza. L’iniziativa innovativa, prodotta dalla Luzea, è stata fortemente voluta dalla Fondazione Dominus Jesus con il supporto di Confesercenti Campania e con la collaborazione della Diocesi di Napoli.<br />
Si tratta di un candeliere digitale che è attivabile attraverso una app (scaricabile sia da google play che da apple store) che consente, tramite una donazione, di scegliere la propria Chiesa di riferimento e accendere a distanza una luce “effetto fiamma” delle candele. Il fedele, da lontano, può vedere in streaming, attraverso una webcam posta sul candeliere, sia la Chiesa che l’accensione donata. Il sistema è semplice, funziona tramite internet e consuma pochissima elettricità. La Luzea ne ha già installate 11 in tutta Europa (da Madrid a Malaga passando per Livorno, Nettuno e Como) e intende in questo modo avvicinare i fedeli che non possono fisicamente raggiungere la propria Chiesa e fungere da megafono per la Chiesa al servizio dei credenti”.<br />
Per la Campania è un’opportunità non solo di offrire un servizio ai tanti fedeli che per motivi di infermità fisica o per altre ragioni non possono donare o accendere candele nelle chiese di riferimento, ma anche uno strumento per dare linfa al turismo religioso.<br />
Nel corso della conferenza Vincenzo Schiavo, vicepresidente della Fondazione Dominus Jesus, presidente Confesercenti Campania, ha infatti affermato: “Era necessario attivare anche questo tipo di opportunità. Il turismo religioso sul nostro territorio è forte. In Italia c&#8217;è il Vaticano e l&#8217;anno prossimo inizierà il Giubileo. Riteniamo che questo connubio culto-turismo possa fare bene alla nostra terra perché i turisti sono la vera ricchezza del nostro territorio. Ringrazio per questo progetto pionieristico la Luzea, in particolare il Presidente Carlos Marin Collado, e Don Nicola Longobardi che per primo in Campania ha colto questa opportunità. Il candeliere collegato alla sua applicazione illuminerà la fede di tutti i pellegrini sparsi nel mondo. Avranno modo di conoscere questa chiesa e conseguentemente le meraviglie del nostro territorio. È un progetto, questo, che avvicina i popoli attraverso la fede. Ringrazio la Diocesi di Napoli per la sensibilità mostrata”. Il presidente Schiavo crede molto nelle potenzialità del turismo religioso e per questo ha sottolineato: “A Napoli e in Campania abbiamo tanta bellezza. A volte siamo portati a guardare con la lente di ingrandimento le cose che non funzionano. Dovremmo essere più generosi con la nostra città che è così ricca di cultura. Quello delle chiese di Napoli è un patrimonio enorme, quotidianamente difeso dai sacerdoti. Dobbiamo mettere le nostre chiese in vetrina e mostrarle al mondo. È questo l&#8217;obbiettivo del progetto di Luzea”.<br />
Carlos Marin Collado, il Presidente di Luzea, ha aggiuntio : “Luzea nasce da un’idea per portare la luce nel mondo per i fedeli che non possono essere fisicamente presenti nella loro Chiesa di culto. La fede è importante e lo sono anche le opere e anche i progetti sociali delle Chiese e la nostra attività è volta a sostenere queste iniziative. Abbiamo già attivi undici candeliere, contiamo a breve di installarne altri 10 a breve, grazie anche al supporto di Vincenzo Schiavo”.<br />
Don Nicola Longobardi, Parroco della Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio di Capodimonte, ha accolto questa iniziativa innovativa con entusiasmo: “La tecnologia legata al culto? Tutto viene da Dio e se saggiamente vissuto porta al creatore. La luce è il segno del nostro cuore che ci porta al cielo. E’ la prima volta in Campania per una installazione del genere, ma in realtà abbiamo come iniziatore di questo tipo di iniziative addirittura Gesù, che nel Vangelo utilizza le realtà e i mezzi del momento, le situazioni concrete, per poter dare il Vangelo, il buon annuncio. Oggi queste situazioni attuali, questa realtà digitale, ci aiutano a tener viva la fede e a fare in modo che coloro che intendono sentirsi ancora più vicini al trascendente, attraverso le immagini e accedendo una candela da lontano, possano realizzare tutto questo”. Alla conferenza era presenti anche Suor Giovanna, Madre Superiora della Suore di Santa Patrizia.</p>
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		<title>Dottoressa in Giurisprudenza a ottantaquattro anni</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 11:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Dottoressa in Giurisprudenza a ottantaquattro anni. Maria Edda Cavuoto, classe 1938, conseguirà la laurea all’Università degli Studi di Napoli Federico ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Dottoressa in Giurisprudenza a ottantaquattro anni</b>. <strong>Maria Edda Cavuoto, classe 1938, conseguirà la laurea all’Università degli Studi di Napoli Federico II</strong> discutendo una <strong>tesi in Diritto Ecclesiastico, intitolata “La libertà di coscienza”.</strong><br />
La seduta di laurea si terrà il <strong>21 febbraio alle 16 presso l’Aula A1 della sede di Via Marina, 33</strong>. La Commissione sarà presieduta dalla tutor di Maria Edda Cavuoto, <strong>Maria d’Arienzo</strong>, Ordinaria di Diritto ecclesiastico, Diritti confessionali e Diritto canonico presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo federiciano.<br />
Nel lavoro di tesi, affrontato ‘con entusiasmo, vivacità e impegno’, sottolinea la relatrice, la laureanda ha esaminato il concetto di “coscienza” nell’evoluzione del pensiero filosofico e nell’approccio delle neuroscienze, con specifico riguardo alla libertà di coscienza in materia religiosa.<br />
La <b>federiciana Maria Edda Cavuoto</b> è pronta a raggiungere il nuovo grande traguardo dopo la prima laurea in Lettere conseguita da giovane.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Americani pazzi per la pizza napoletana</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/americani-pazzi-la-pizza-napoletana/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 10:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Stati Uniti primo paese al mondo per numero di pizzerie. L’America è la patria della pizza.Non il paese inventore, ma quello ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #1a1a1a;"><b>Stati Uniti primo paese al mondo per numero di pizzerie. </b></span><span style="color: #1a1a1a;">L’America è la patria della pizza.Non il paese inventore, ma quello con il maggior numero di pizzerie al mondo: <b>oltre 90 mila</b>.</span></p></blockquote>
<p><span style="color: #1a1a1a;">Secondo una ricerca statistica condotta da BoldData, l’Italia, il paese che invece ha inventato la pizza moderna, è al secondo posto con oltre 42 mila pizzerie. Ne ha poco più di 30 mila il Brasile, al terzo posto. Lo Stato americano con più pizzerie è la California, seguito da New York, metropoli che, con 7.190 ristoranti, ha alimentato il mito del cibo italiano nel quartiere di Little Italy, oggi meta turistica tra le più gettonate della Big Apple.</span><span style="color: #333333;"><br />
</span><span style="color: #1a1a1a;">All’inizio del 2021 gli Stati Uniti avrebbero dovuto raggiungere il numero di 100.000 pizzerie, ma il Covid ha bloccato una crescita ininterrotta da 5 anni. Gli americani adorano la pizza e, quando è veramente made in Italy, fatta dalle sapienti mani di chi conosce tecnica ed ingredienti, i più attenti iniziano a riconoscerlo e ad apprezzarlo.</span><span style="color: #333333;"><br />
</span><span style="color: #1a1a1a;">Non è un caso che <b>Roberto Caporuscio, nel 1999, è stato il primo pizzaiolo italiano a portare la vera pizza napoletana in America.</b></span><b></b></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><b>Cresciuto a sud di Roma, a Pontinia</b>, Caporuscio ha sviluppato le sue abilità culinarie producendo e vendendo formaggio; poi ha iniziato il suo percorso nel mondo della pizza, andando a studiare a Napoli dai più talentuosi maestri pizzaioli per imparare il mestiere e carpirne i segreti. La voglia di essere imprenditore di sé stesso e di esportare la pizza napoletana negli States lo spingono ad aprire due pizzerie di successo a Pittsburgh e nel New Jersey. Poi arriva a New York City dove, nel 2009, inaugura Kesté Pizza &amp; Vino in Bleecker Street (poi spostatasi a 66 Gold St): un successo cui segue, nel 2012, Don Antonio a Midtown e che poi si estende a tutto il territorio americano, con Kestè Pizza Go, innovativo servizio di delivery,</span><span style="color: #333333;"><br />
</span><span style="color: #1a1a1a;"><b>Oggi Roberto Caporuscio &#8211; presidente dell&#8217;Associazione Pizzaiuoli Napoletani in America &#8211; è anche uno dei principali ambasciatori del made in Italy e della pizza di qualità a New York, tanto che è entrato nella classifica americana “50 Top Pizza”</b>.</span> <span style="color: #1a1a1a;"><b>È ormai anche un volto noto televisivo, dopo la sua partecipazione al famoso show culinario “A tavola con Guy”, condotto da Guy Fieri, (in onda su Food Network dal 2007), in cui quattro chef si sfidano tra di loro.</b></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;">Caporuscio, per la sua pizza napoletana, ha da sempre scelto materie prime di qualità, rigorosamente importate dall’Italia, come i pomodori di Salerno, il prosciutto di Parma, il Tartufo Urbani, la Mortadella Bologna, la Finocchiona IGP, la mozzarella di bufala di Caserta, l&#8217;olio extra vergine siciliano, il Parmigiano Reggiano e molte altre eccellenze italiane. <b>Ma nel suo menù ha inserito anche una pizza realizzata con farina senza glutine, molto apprezzata anche dai millennials, tanto che rappresenta il 28% del fatturato delle sue pizzerie.</b></span><span style="color: #333333;"><br />
</span><span style="color: #1a1a1a;"><b>Caporuscio &#8211; ancor prima della polemica innescata da Flavio Briatore sul costo della pizza di qualità &#8211; ha puntato sul binomio prezzi popolari e materie prime eccellenti; infatti, nel suo menù ha inserito tre pizze a 5 dollari</b>. “Oggi, purtroppo, dopo il Covid, gli effetti economici della guerra in Ucraina si fanno sentire ovunque e i costi per realizzare una pizza napoletana a regola d’arte sono lievitati di circa il 30%, oltre alla difficoltà nel reperimento dei vini italiani più prestigiosi. Ma il mio obiettivo con Kestè è continuare a far apprezzare &#8211; agli americani e agli italiani in viaggio in America &#8211; la vera pizza napoletana a prezzi contenuti, mantenendo inalterata la qualità”, sottolinea Roberto Caporuscio, ambasciatore della pizza napoletana negli Stati Uniti.</span></p>
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		<title>Il primo liquore in affinamento subacqueo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 08:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[370 bottiglie in affinamento da 12 mesi in prossimità dell’antica Sinuessa<br />
Era il 7 luglio 2021 quando per la prima ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #333333;"><i>370 bottiglie in affinamento da 12 mesi in prossimità dell’antica Sinuessa</i></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #333333;">Era il 7 luglio 2021 quando <b>per la prima volta in assoluto a livello mondiale</b> una partita di bottiglie di liquore veniva posizionata sui fondali marini per studiare gli effetti che la permanenza in ambiente <i>underwater</i> determina sull’affinamento dei distillati. <b>Giovedì 14 luglio</b> <b>2022</b>, a distanza di poco più di un anno, le 370 bottiglie di Elixir Falernum verranno riportate in superficie per valutare gli effetti prodotti da 12 mesi di affinamento subacqueo. A custodire le bottiglie da un anno sono i fondali dell’<b>antica città romana di Sinuessa</b>, fondata nel 296 a.C. e sprofondata sotto il livello del mare intorno al IX secolo d.C..<br />
L’idea di sottoporre dei liquori all’affinamento sottomarino, già sperimentato ampiamente nel mondo del vino, è stata di <b>Andrea Petrone</b>, giovane manager dell’<b>Antica Distilleria Petrone,</b> azienda storica del casertano nata nel 1858. Nella scelta del liquore da sottoporre a questo esperimento Petrone si è basato sulla storia del suo territorio puntando sull’Elixir Falernum, un liquore a base di frutti di bosco e brandy invecchiato 3 anni, il cui nome si ispira al celebre vino apprezzatissimo in epoca romana che veniva prodotto nell’Ager Falernus e proprio dal porto di Sinuessa raggiungeva via mare l’intero Impero.<br />
Il particolare microclima che si viene a generare sui fondali marini sembra determini condizioni ottimali per la maturazione dei liquori, così come già avviene per i vini, grazie a diversi fattori: temperatura costante, assenza totale di luce e di ossigeno, movimento delle correnti e delle onde che cullano le bottiglie e completo riparo dalle fasi lunari. Per le valutazioni scientifiche la Distilleria si avvarrà della collaborazione dell’Associazione Arma Aeronautica-Sezione di Caserta. I risultati saranno oggetto di studio anche da parte delle Università di Napoli e Palermo grazie alla collaborazione del professore Salvatore Velotto, docente di Scienze e Tecnologie degli Alimenti.<br />
Parte del ricavato della vendita delle esclusive bottiglie sarà impiegato per realizzare entro la fine del 2022 un’area verde per bambini con giostrine all’interno di un parco pubblico in prossimità del lungomare di Mondragone.</span></p>
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		<title>Van Gogh, turista visita la mostra e compra opera</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 15:42:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La fotoincisione Homme à la Pipe: Portrait du docteur Gachet, in esposizione a palazzo Fondi lascerà l’Italia il 26 giugno. Trattativa ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #333333;"><i>La fotoincisione Homme à la Pipe: Portrait du docteur Gachet, in esposizione a palazzo Fondi </i><i>lascerà l’Italia il 26 giugno. Trattativa di un mediatore dopo la visita alla mostra.</i></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #333333;">Sarà in esposizione a Palazzo Fondi, in occasione della mostra “Van Gogh Multimedia e la Stanza Segreta”, sino al 26 giugno poi, l’opera di Vincent van Gogh, <i>Homme à la Pipe:</i> <i>Portrait du docteur Gachet</i> (1890), lascerà l’Italia per volare in Germania. La fotoincisione è stata comprata da un collezionista tedesco attraverso un mediatore, che ha concesso agli organizzatori dell’esposizione l’utilizzo sino alla data di chiusura della rassegna.</span></p>
<p>Galeotta fu la vacanza a Napoli. Da semplice turista in vacanza nella città partenopea con la moglie, per il ponte di Pasqua, a compratore della preziosa opera dell’artista olandese il passo è stato breve. Marito e moglie, il cui nome è coperto da accordi con gli organizzatori della mostra, da un albergo del Lungomare sono andati a piedi a visitare il centro per vedere piazza del Plebiscito, il Palazzo Reale e poi il Castel dell’Ovo. Giunti in piazza del Municipio, per ammirare la nuova realizzazione, hanno scorto la mostra in svolgimento a palazzo Fondi e da qui, durante la visita da turisti a collezionisti, sempre alla ricerca di pezzi unici, hanno definito l’accordo per l’acquisto dell’opera attraverso un loro mediatore.</p>
<p>“<i>Sono stato contattato da un signore italiano sabato sera –</i> conferma il produttore della mostra, Salvatore Lacagnina <i>– che mi ha chiesto informazioni sul collezionista privato che ci aveva concesso l’opera di van Gogh, chiedendomi se c’era la possibilità di acquisto. Ho messo in contatto le due persone, ma mai credevo giungessero così velocemente ad una definizione, per fortuna negli accordi è prevista la permanenza a Napoli dell’acquaforte sino a chiusura dell’esposizione. Il prezzo della vendita non lo conosciamo, ma sappiamo che l’opera è stata valutata, dalla compagnia di assicurazione che cura per noi i rapporti con i privati, intorno ai 250mila euro</i>”.</p>
<p>La Stanza Segreta, con 12 opere originali di diversi artisti tra cui Gauguin, Cézanne, Cormon, dove spicca l’<i>heliogravure</i> originale realizzata da <b>Vincent van Gogh</b>, <b><i>Homme à la Pipe:</i></b> <b><i>Portrait du docteur Gachet</i></b> (1890), è divenuta così la “stanza della trattativa”. Il ritratto del medico e amico Gachet è una delle poche opere grafiche effettuate da van Gogh. Editato in pochi esemplari nel 1939 dalla società Francois di Limoges per les Éditions Hyperion di Parigi, restituisce l’immagine del dottor Gachet leggermente incupita e tesa, forse presagio di ciò che lo stato di salute di van Gogh potrebbe determinare nel futuro dell’amico.</p>
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		<title>Roccaraso, l&#8217;orso Juan cambia la gestione dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 16:22:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ROCCARASO]]></category>

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Juan Carrito è tornato e adesso le sue continue visite in città ]]></description>
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<p>Juan Carrito è tornato e adesso le sue continue visite in città hanno costretto il Comune di Roccaraso a prendere provvedimenti, in merito alla raccolta dei rifiuti. L’esemplare di orso Marsicano è solito frequentare il centro abitato di Roccaraso, dopo aver traslocato per una ventina di giorni sul massiccio della Maiella. Il 25 marzo era stato rilasciato in mezzo alla natura tramite un’operazione dei tecnici del Parco Nazionale della Maiella in collaborazione con i Carabinieri Forestali. Adesso l’amministrazione comunale fa sapere che saranno adottate nuove “misure per la gestione dell’emergenza, derivante dalla presenza nel territorio comunale di orso confIdente-modifica temporanea delle modalità di svolgimento del servizio di igiene urbana”.</p>
<p>L’obiettivo è di tutelare la pubblica incolumità e salvaguardare l’orso, il cui interesse preferito, evidentemente, sono proprio i cassonetti dei rifiuti porta a porta condominiali. L’Amministrazione Comunale, sentito il Gestore del servizio di igiene ambientale, il quale ha dato ampia disponibilità a rafforzare le modalità gestionali di raccolta dei rifiuti urbani, intende attuare ulteriori iniziative per impedire che l’animale possa trovare facilmente cibo. In via temporanea ed urgente “fino a revoca”, quindi, i rifiuti urbani, relativamente alla frazione organica, delle utenze domestiche e non domestiche, dovranno essere conferiti esclusivamente presso le “ecoisole” presenti sul territorio comunale di Roccaraso, in via Napoli e viale dello Sport e di Pietransieri in via Bologna, nonché presso il centro di raccolta comunale in località Fosso Rasine, in luogo delle attuali modalità di raccolta “porta a porta”.</p>
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