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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; CULTURA</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Cilento, Festival della Filosofia in Magna Grecia</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 10:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[DIKE, la sapienza della giustizia è il tema del Festival della Filosofia in Magna Grecia, l’unico dedicato agli adolescenti. Quest’anno ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>DIKE, la sapienza della giustizia è il tema del Festival della Filosofia in Magna Grecia, l’unico dedicato agli adolescenti. Quest’anno l’evento ideato da Giuseppina Russo, vedrà 1800 studenti provenienti da tutta Italia confrontarsi con la filosofia fino al 24 aprile 2026 tra dialoghi filosofici, passeggiate teatrali negli scavi di Velia e Paestum, i laboratori, Agon di discipline artistiche, e tante altre attività tra Ascea e Vallo della Lucania grazie alla presidente Giuseppina Russo, la direttrice scientifica Annalisa Di Nuzzo e al responsabile analisi dialogica e metodologia didattica Salvatore Ferrara. I dialoghi filosofici sono affidati a Lucrezia Ercoli e Massimo Donà, direttore del Premio Parmenide, vinto lo scorso anno da Mauro Bonazzi, e che anche quest’anno sarà consegnato al prossimo vincitore a Casa Severino a Brescia.</p>
<p>Nel proemio del poema Sulla natura, Parmenide affida a Dike, la Giustizia, il compito di custodire il passaggio tra l&#8217;opinione e la verità. Da quel gesto prende forma una direzione decisiva della filosofia occidentale: cercare ciò che è giusto e autentico attraverso la ragione.<br />
L&#8217;edizione DIKE del Festival della Filosofia in Magna Grecia nasce da questa eredità. Velia, antica Elea, ne è il centro simbolico; l&#8217;itinerario attraversa Paestum, Ascea e Vallo della Lucania, intrecciando filosofia, esperienza e territorio.<br />
“La giustizia si configura come nomos che diventa logos: un principio che orienta il pensiero oltre l&#8217;opinione comune e condivisa, verso il bene, il giusto, la felicità. Una giustizia talvolta esigente capace di richiedere scelte difficili, ma necessaria a sottrarre il pensiero al falso e al fuorviante. Oggi questo tema interroga anche il mondo della scuola, chiamato a confrontarsi con le trasformazioni introdotte dall&#8217;intelligenza artificiale”, illustra Giuseppina Russo. Tema cui è dedicata la lezione spettacolo di Adriano Braidotti che ha tenuto in apertura di Festival alla Fondazione Alario di Ascea.<br />
DIKE diventa così uno spazio di riflessione su come educare al pensiero critico, orientando l&#8217;innovazione tecnologica secondo criteri di responsabilità, inclusione e centralità della persona.<br />
Dal 12 al 24 aprile 2026, in tre turni, il Festival riunisce scuole, studenti e docenti in un percorso di riflessione e pratica filosofica.<br />
In particolare il Festival prevede numerose attività: il teatro filosofico, diretto da Riccardo Marotta; la passeggiata filosofico-teatrale con interpretazioni di figure storiche; le attività laboratoriali coordinate da Alessio Ferrara, che spaziano tra diverse forme espressive: yoga, canto, movimento espressivo street art, radiosofia, fotografia, espressioni visive, fantasiologia e &#8220;La Bottega dell&#8217;empatia&#8221; con il professor Salvatore Ferrara.<br />
Il programma include inoltre l&#8217;Agorà tra docenti (Philosophy for Community) e il concorso AGON a cura di Danilo Piscopo. Il Festival si concluderà con UN_ANIME, la performance finale realizzata dalle studentesse e dagli studenti. L&#8217;evento è realizzato in collaborazione con numerosi partner tra cui Le Nuvole, Fercorsi, e le amministrazioni locali dei comuni coinvolti.</p>
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		<title>Napoli, capitale del pianoforte</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[APPUNTAMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
All’Archivio di Stato, la musicologa Francesca Seller presenta la sua ricerca per il ciclo di incontri “A carte scoperte”. Interventi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>All’Archivio di Stato, la musicologa Francesca Seller presenta la sua ricerca per il ciclo di incontri “</em></strong><strong>A carte scoperte<em>”. </em></strong><strong><em>Interventi musicali della pianista Sara Amoresano.</em></strong></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">La musicologa porta alla luce il fenomenale artigianato della costruzione dei pianoforti a Napoli prima dell’Unità d’Italia, che testimonia una vita musicale intensa e socialmente trasversale. Introdotto da <strong>Ferdinando Salemme</strong> e <strong>Giuliana Ricciardi</strong>, l’incontro vede gli interventi musicali della pianista <strong>Sara Amoresano</strong> ed è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. La ricerca di Francesca Seller restituisce una pagina per lo più ignorata della storia musicale partenopea e italiana. Il censimento da lei condotto individua circa <strong>160 costruttori di pianoforti attivi a Napoli dalla prima metà dell’Ottocento fino all’Unità d’Italia</strong>: un numero che, raffrontato ai pochi grandi marchi internazionali oggi esistenti nel settore, rivela la straordinaria vitalità di una manifattura fiorente e capillarmente radicata nel tessuto urbano della città.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accanto ai grandi artigiani di strumenti da concerto – come <strong>Sievers</strong>, i cui pianoforti erano destinati alle sale più prestigiose – proliferavano piccole botteghe in cui ebanisti intraprendenti si dedicavano alla costruzione di strumenti per un mercato interno vivace. Una produzione che attraversava i confini tra alta committenza e ceti intermedi, rispecchiando la domanda di uno strumento ormai entrato nella vita quotidiana di molti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quella ricchezza manifatturiera era al tempo stesso specchio e motore di una pratica musicale intensa e socialmente trasversale. Teatri, sale da concerto, salotti privati: la vita musicale napoletana dell&#8217;Ottocento pulsava ben oltre i circuiti d’élite, alimentando un mercato del pianoforte che non aveva eguali nel Mezzogiorno.</p>
<p style="font-weight: 400;">In occasione dell’incontro, saranno esposti i documenti più rappresentativi sull’argomento conservati nell’Archivio partenopeo: un’occasione per avvicinarsi direttamente alle fonti che hanno reso possibile la ricerca e per misurare la straordinaria densità del patrimonio documentario napoletano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli interventi musicali di Sara Amoresano offrono un contrappunto sonoro al racconto storico, con un programma che attraversa il pianoforte dell’Ottocento nelle sue declinazioni più diverse. Si apre con la <strong><em>Quintiglia</em></strong>, che <strong>Giuseppe Giaquinto</strong> trasse da motivi del suo balletto <strong><em>Tikke-Tak</em></strong>, rappresentato al San Carlo nel 1866: una composizione che restituisce il sapore della musica da salotto napoletana. Seguono le <strong><em>Bagatelle</em></strong> op. 126 nn. 1 e 2 di <strong>Ludwig van Beethoven</strong> e l’<strong><em>Improvviso</em></strong> op. 142 n. 2 di <strong>Franz Schubert</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>A carte scoperte</em> è il ciclo di incontri ideato da <strong>Francesco Cotticelli</strong>, <strong>Paologiovanni Maione</strong>, Giuliana Ricciardi, Ferdinando Salemme e <strong>Michela Ventriglia</strong>, a cura degli archivisti dell’Archivio di Stato di Napoli. Ogni appuntamento valorizza ricerche che hanno avuto come fonte primaria le carte conservate nell’Istituzione culturale partenopea, trasformando i documenti in strumenti vivi di narrazione storica e conoscenza condivisa.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;Archivio di Stato di Napoli, istituito nel 1808 per volontà di <strong>Giuseppe Bonaparte</strong>, conserva uno dei più importanti patrimoni documentari d’Europa, con fondi che coprono oltre dodici secoli di storia del Mezzogiorno.</p>
<p style="font-weight: 400;">La rassegna <em>A carte scoperte</em> è realizzata con il contributo del <strong>Ministero della Cultura</strong> – <strong>Direzione generale Archivi</strong>, dell’<strong>Università degli studî di Napoli Federico II</strong> – <strong>Dipartimento di Studî umanistici</strong> e dell’<strong>Università degli studî della Campania Luigi Vanvitelli</strong>.</p>
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		<title>Al Mann, Parthenope. La Sirena e la città</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 15:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Parthenope. La Sirena e la città&#8221; è il titolo della mostra al Museo Archeologico di Napoli fino al 6 luglio ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Parthenope. La Sirena e la città&#8221; è il titolo della mostra al Museo Archeologico di Napoli fino al 6 luglio 2026, curata da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte, con oltre duecentocinquanta opere: tra i reperti anche inediti provenienti dagli scavi delle linee 1 e 6 della metropolitana e quelli donati dagli eredi della famiglia Caputi. Il busto in argento di Santa Patrizia lascerà la mostra per la prima settimana di maggio in occasione della processione in onore di San Gennaro, per poi ritornare al Mann .&#8221;Questo progetto nasce anche grazie ad una rete virtuosa di collaborazioni con tante istituzioni del Ministero (Soprintendenza di Napoli, Direzione Regionale Musei della Campania, Biblioteca dei Girolamini e tanti altri Musei autonomi in tutta Italia, ndr) e la Regione Campania. L&#8217;apertura al presente e al futuro è inoltre simboleggiata, nell&#8217;Atrio del Museo, da un&#8217;opera concepita dall&#8217;artista Francisco Bosoletti &#8220;spiega il direttore del Mann Sirano.Dalle monete dell&#8217;antica Neapolis alla fontana detta &#8216;delle zizze&#8217;, dalla simbolica tomba a San Giovanni maggiore al Teatro San Carlo fino al murales disseminati nella città: nasce nell&#8217;VIII secolo a.C. e arriva ad oggi il legame indissolubile ha connesso Napoli a Partenope, la sua sirena, che ha dato il nome al primo insediamento greco. Tracce che raccontano anche la sua metamorfosi: prima uccello con testa femminile, poi donna con coda di pesce, pericolose ammaliatrici o protettrici benevole.</p>
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		<title>Ercolano, dialogo tra città antica e contemporanea</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo, con conclusione prevista agli inizi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo, con conclusione prevista agli inizi di aprile, il nuovo ciclo di laboratori partecipativi<b> “Cosa c’è Sopra”</b>, nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la cittadinanza, la fascia più giovane, al suo patrimonio culturale e dargli gli strumenti per diventare futuri protagonisti della sua salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Ercolano.</div>
<div>L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del laboratorio <b>“Cosa c’è Sotto”,</b> realizzato da Variabile K lo scorso anno su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto” i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi, geologi e professionisti coinvolti nelle indagini geoarcheologie e sono stati ambasciatori nel raccontare alla comunità quanto stava avvenendo. Oggi, i ragazzi scopriranno i risultati di queste indagini che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo laboratorio, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute.</div>
<div></div>
<div><b>Un ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti</b></div>
<div>Il percorso prevede attività laboratoriali e momenti di esperienza diretta sul territorio, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale e approfondimento scientifico.<br />
Attraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico, Villa Campolieto e anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dell’osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano: dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco “Cosa c’è sopra” intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza. Inoltre, è uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta al ciclo di laboratori.</div>
<div>Obiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica, in linea con i principi UNESCO che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale.</div>
<div><b> </b></div>
<div><b>Un progetto inclusivo per le nuove generazioni</b></div>
<div>Il gruppo di partecipanti, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che:</div>
<ul>
<li>hanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori;</li>
<li>appartengono alla comunità di Via Mare, con la quale si intende continuare un percorso di presenza educativa e culturale;</li>
<li>presentano specifiche fragilità emerse in altri contesti laboratoriali e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro.</li>
</ul>
<div><b>Educare al patrimonio per costruire comunità</b></div>
<div>“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento, ma come percorso di crescita civica e relazionale, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere, proteggere e trasmettere.</div>
<div>Il progetto si conferma così come un’importante occasione di partecipazione attiva, inclusione sociale e formazione alla cittadinanza culturale per le nuove generazioni di Ercolano.</div>
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		<title>Emeroteca Tucci, 120 anni di storia e cultura</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/emeroteca-tucci-centoventi-anni-di-storia-cultura/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 17:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Livio Esposito) &#8211;&#160;<br />
Emeroteca-Biblioteca Tucci, quanti napoletani sanno di che si tratta e magari anche dove &#232; ubicata? Nel ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>(di Livio Esposito) &#8211;&nbsp;</p></blockquote>
<div>Emeroteca-Biblioteca Tucci, quanti napoletani sanno di che si tratta e magari anche dove &egrave; ubicata? Nel cuore del centro storico di Napoli, a piazza Matteotti, nell&rsquo;austero Palazzo Vaccaro (il Palazzo delle Poste, datato 1936, fattura urbanistica rigorosamente fascista) c&rsquo;&egrave; uno straordinario scrigno di cultura, dove si conservano libri, giornali, epistolari, bandi, manoscritti, manifesti, molti rarissimi se non addirittura unici. Appunto, l&rsquo;Emeroteca-Biblioteca &ldquo;Tucci&rdquo;, che ha una storia di quasi centoventi anni, &egrave; sconosciuta ai pi&ugrave;. Nella stessa Napoli ancora pochi sanno della sua esistenza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La fondazione risale al 1907, grazie all&rsquo;allora Sindacato Corrispondenti, un&rsquo;organizzazione sindacale che raggruppava i giornalisti napoletani che fungevano da corrispondenti da Napoli di testate nazionali. Aveva la sede in un ammezzato all&rsquo;interno di un edificio, ora scomparso, di via Monteoliveto, di fronte a Palazzo Gravina, allora sede delle Poste e Telegrafi, oggi sede della facolt&agrave; di Architettura.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Quell&rsquo;ammezzato fu concesso dalle Poste che per anni lo avevano utilizzato come deposito di posta da destinare al macero. E divenne la sala stampa dei corrispondenti. La concessione fu anche favorita da un evento eccezionale che aveva monopolizzato cronache e commenti nella Napoli della &ldquo;belle epoque&rdquo; di quei tempi, il caso Cuocolo (che sarebbe poi diventato, il processo Cuocolo, il primo grande processo, nella storia, contro la criminalit&agrave; organizzata).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I Cuocolo erano due coniugi, erano stati ferocemente assassinati. Erano collusi con la camorra (lui era considerato un basista, specializzato in furti), al termine delle indagini vennero rinviati a giudizio numerosi camorristi, probabilmente appartenenti al clan rivale. Quel fatto di cronaca suscit&ograve; persino le attenzioni dei Savoia e attir&ograve; a Napoli inviati di tutte le maggiori testate italiane che avevano necessit&agrave; di un posto dove scrivere e dei supporti telegrafici e telefonici (servizi gestiti in monopolio dalle Poste) per spedire alle loro redazioni gli articoli. Allora cos&igrave; funzionava. Quel deposito delle Poste concesso ai corrispondenti napoletani divenne anche la sala stampa per gli inviati che seguivano il caso Cuocolo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Terminato il successivo processo la sala stampa rimase in uso ai giornalisti napoletani che ritennero opportuno, perch&eacute; sarebbe stato agevolato il loro lavoro, collezionare le famose &ldquo;mazzette&rdquo; giornaliere dei quotidiani napoletani. Nacquero cos&igrave; le collezioni e nacque cos&igrave; l&rsquo;emeroteca. L&rsquo;ex deposito divenne in breve troppo angusto e nel 1913 i corrispondenti riuscirono a trasferirsi direttamente a Palazzo Gravina, e grazie ad uno dei fondatori, Vincenzo Tucci, cui &egrave; intestata l&rsquo;Emeroteca, ottennero un po&rsquo; di saloni, qualche stanza e qualche prezioso finanziamento.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La nuova Sala Stampa &ndash; Emeroteca fu inaugurata la sera dell&rsquo;11 ottobre del 1917 dal ministro delle Poste Luigi Fera. Dell&rsquo;inaugurazione si occuparono i maggiori giornali italiani. Il &ldquo;Mattino&rdquo; dedic&ograve; all&rsquo;avvenimento la &ldquo;spalla&rdquo; a quattro colonne, esattamente la met&agrave; della sua prima pagina, listata a lutto per la recente morte del fondatore e direttore Edoardo Scarfoglio. Nel 1936 la sede fu poi spostata nel nuovo grande Palazzo delle Poste progettato dal Vaccaro in piazza Matteotti, dove &egrave; tuttora allocata.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Dal 1970 &egrave; gestita, come presidente del consiglio direttivo, dal giornalista Salvatore Maffei, che con entusiasmo e dedizione l&rsquo;ha arricchita, nonostante le difficolt&agrave; finanziarie (l&rsquo;Emeroteca &egrave; gestita dall&rsquo;associazione privata degli ex giornalisti corrispondenti), fino ad imporla all&rsquo;attenzione di ricercatori, scrittori, studiosi e studenti provenienti da tutto il mondo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Oggi l&rsquo;Emeroteca Tucci pu&ograve; esibire un patrimonio inestimabile: oltre diecimila collezioni di periodici italiani e stranieri (il pi&ugrave; antico del 1648), raccolte in trecentomila volumi, di cui duecento unici al mondo. E cinquantamila libri comprendenti incunaboli, volumi rarissimi del 1500 e del 1600, lettere autografe di artisti e scrittori degli ultimi quattro secoli, una collezione, unica, di oltre cento manifesti futuristi ed una importante pinacoteca.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;ex sala stampa &egrave; ora una verso e proprio contenitore di &ldquo;tesori&rdquo;. Nelle imponenti librerie sono conservate collezioni di testate storiche, prevalentemente napoletane: Monsignor Perrelli, Marc Aurelio, Il merlo giallo, Il fischietto, Don Basilio, Omnibus, Fanfulla, Don Chisciotte, Flegrea. E poi ancora due annate di &ldquo;La settimana&rdquo;, settimanale fondato nel 1902 da Matilde Serao che aveva appena lasciato &ldquo;Il Mattino&rdquo;. Poco distante l&rsquo;intera collezione del &ldquo;giornale delle Due Sicilie&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Su un&rsquo;altra vetrina altre rarit&agrave;: una collezione racchiusa in un unico libro dei numeri dal 28 agosto all&rsquo;11 dicembre 1789 della testata &ldquo;I morti giudici de&rsquo; vivi&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Di tutto ci&ograve; si parla nel libro, &ldquo;<strong>La memoria di carta&rdquo; di Lino Zaccaria</strong> (Giannini editore, collana Sorsi). L&rsquo;autore ne ricostruisce la storia, con una accurata visita-perlustrazione del luogo enumera i &ldquo;gioielli&rdquo; pi&ugrave; rari e preziosi conservati e d&agrave; voce, con una lunghissima intervista a Salvatore Maffei, l&rsquo;artefice del miracolo. Il volume si chiude con un riepilogo di tutte le pi&ugrave; significative pubblicazioni dell&rsquo;Emeroteca, che negli anni si &egrave; trasformata anche in editore.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il volume sar&agrave; presentato gioved&igrave; prossimo, 22 gennaio nella sala De Lillo dell&rsquo;emeroteca alle ore 11. Previsti i saluti di Salvatore Maffei e Giulia Giannini, con interventi di Vicenzo Di Vincenzo, direttore di &ldquo;Il Mattino&rdquo;, della giornalista Donatella Trotta e del professor Marcello Andria, docente di Bibliografia all&rsquo;universit&agrave; di Salerno. Moderer&agrave; Tiuna Notarbartolo, direttrice del Premio Elsa Morante.</div>
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		<title>Pozzuoli, libri e cultura oltre le barriere</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 14:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[Tecniche di lettura braille, libri tattili accessibili anche ai non vedenti, incontri e visite guidate in grado di coinvolgere e ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tecniche di lettura braille, libri tattili accessibili anche ai non vedenti, incontri e visite guidate in grado di coinvolgere e includere tutti, al di là delle barriere della disabilità. Nasce così il progetto “Pagine Libere”, presentato a Pozzuoli presso  il Polo Culturale Palazzo Toledo. Una serie di incontri, mostre, laboratori, presentazione di libri e confronti con autori e giornalisti, per la promozione della cultura sul territorio dei Campi Flegrei. Alla conferenza stampa, moderata dal direttore del Vg21 Gianni Ambrosino, è intervenuta anche Flora Caruso, responsabile del presidio di Pozzuoli dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. La kermesse è stata promossa dal Comune di Pozzuoli e finanziata dal Centro per il libro e la lettura nell’ambito del programma “Città che legge 2024 Sezione 4”.  “Si tratta di un progetto fondamentale per la diffusione della cultura sul nostro territorio – ha detto il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni – altrettanto importante è coinvolgere e includere in questo percorso tutti i cittadini”.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso della conferenza stampa, sono state illustrate le attività che nei prossimi mesi animeranno la città, con eventi diffusi, letture condivise, laboratori, nuovi servizi e strumenti per rendere la lettura sempre più accessibile e inclusiva. </span><span style="font-weight: 400;">Prima tappa venerdì prossimo 19 dicembre, con una visita guidata presso la residenza di Don Pedro da Toledo e sua moglie Maria de Pimentel, cui seguirà la presentazione della favola scientifica per adulti e bambini, “Flegrella, la caldera che racconta la storia geologica dei Campi Flegrei”. L’iniziativa coinvolge il Gruppo Archeologico Kyme e Lunaria A2 Onlus e propone un calendario ricco di azioni innovative che porteranno i libri nelle strade, nelle case e nei luoghi di incontro della città. Presenti alla conferenza stampa, tra gli altri, Anna Abbate, presidente Gruppo archeologico Kyme, Federica Russolillo, presidente Lunaria A2, Roberta Errico, RUP “Pozzuoli città che legge 2024” e le docenti delle scuole IC 7 Pergolesi Viviani  di Monteruscello, IC 8 Oriani Diaz di Licola e IC 4 Pergolesi-Troisi del Rione Toiano.</span></p>
<p><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /></p>
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		<title>Orizzonti digitali e patrimonio culturale</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 17:53:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 6 e 7 dicembre la prima edizione di “Cultura Campania – Ecosistema Digitale per la Cultura. Orizzonti digitali e ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Il 6 e 7 dicembre la prima edizione di “Cultura Campania – Ecosistema Digitale per la Cultura. Orizzonti digitali e patrimonio culturale”. In programma una due giorni di studi, esperienze immersive e attività divulgative in otto prestigiosi luoghi della cultura nel centro storico.</em></p></blockquote>
<p>La <strong>Regione Campania</strong>, attraverso la Direzione Generale Politiche Culturali e Turismo, presenta <strong>il 6 e 7 dicembre</strong> a <strong>Napoli</strong>, lungo <strong>Via Duomo – la “Strada dei Musei”</strong>, la prima edizione di <strong>“Cultura Campania – Ecosistema Digitale per la Cultura. Orizzonti digitali e patrimonio culturale”</strong>. L’evento è dedicato alla piattaforma regionale che promuove e valorizza il patrimonio culturale mediante l’impiego delle tecnologie digitali, raggiungibile all’indirizzo <strong>cultura.regione.campania.it</strong>.</p>
<p>La due giorni di studi, esperienze immersive e attività divulgative rivolte a cittadini, turisti, professionisti e istituzioni intende sperimentare, in particolare, la fruizione di uno dei portali presenti sull’<strong>Ecosistema Digitale per la Cultura</strong>. Si partirà infatti dal centro storico di Napoli, lungo la suggestiva via Duomo, a cui è stato dedicato il <strong>Portale Via dei Musei</strong>, con il coordinamento scientifico del <strong>prof. Alessandro Castagnaro</strong>, che permette l’esplorazione virtuale e tridimensionale degli edifici del centro antico della città, offrendo una ricostruzione della stratificazione urbana dall’epoca greco-romana a quella contemporanea.</p>
<p>L’iniziativa coinvolge <strong>otto prestigiosi Luoghi della Cultura</strong>, che ospiteranno corner tematici e infopoint interattivi: <strong>Museo Madre</strong>, <strong>Complesso dei Girolamini</strong>, <strong>Duomo di Napoli – Museo Diocesano Diffuso</strong>, <strong>Museo del Tesoro di San Gennaro</strong>, <strong>Pio Monte della Misericordia</strong>, <strong>Il Cartastorie</strong>, <strong>Museo Filangieri</strong> e <strong>Teatro Trianon–Viviani</strong>. Questi siti offriranno al pubblico un percorso innovativo tra arte, memoria e innovazione tecnologica: digitalizzazione, ricostruzioni 3D e realtà aumentata diventano strumenti di narrazione e accessibilità, capaci di ampliare la fruizione del patrimonio senza sostituire l’esperienza di visita dal vivo.</p>
<p>La prima giornata, <strong>sabato 6 dicembre</strong> (ore 9:30-13:30) al <strong>Museo Madre</strong>, sarà introdotta e moderata da <strong>Rosanna Romano</strong> e sarà interamente dedicata a un percorso di confronto istituzionale e tecnico sulla digitalizzazione del patrimonio culturale in Regione Campania. Sono stati invitati ad intervenire rappresentanti del Ministero della Cultura, della Regione Campania, degli enti <em>in house</em> regionali, delle Soprintendenze e delle istituzioni scientifiche e tecniche coinvolte nel progetto, tra cui <strong>Massimo Osanna, Andrea De Pasquale</strong>, <strong>Giuliano Romalli</strong>, <strong>Gabriele Capone,</strong> <strong>Luigina Tomay e</strong> <strong>Massimo Bisogno</strong>.</p>
<p>Nel corso della mattinata si svilupperanno tre panel tematici: <em>“Nuove forme di valorizzazione di siti, monumenti, edifici e oggetti d’arte”</em>, <em>“L’Atlante del Cinema, la Mediateca dello Spettacolo e la Casa Armonica dei suoni della Campania”</em>, <em>“Innovazione, prospettive future e strumenti multimediali e immersivi”</em>, come da programma allegato. Una mattinata ricca di contributi, che offrirà un quadro ampio e aggiornato sulle strategie digitali adottate per rendere più accessibile e contemporanea la conoscenza del patrimonio culturale regionale. La giornata sarà arricchita dai referenti scientifici <strong>Marisa Laurito</strong>, <strong>Pasquale Scialò</strong>, <strong>Renata Caragliano</strong> e <strong>Angela Pontrandolfo</strong>.</p>
<p>La giornata di <strong>domenica 7 dicembre</strong> (ore 9:00-18:00) sarà invece dedicata alla <strong>fruizione dei luoghi della cultura</strong>, che accoglieranno il pubblico <strong>con itinerari integrati tra visita fisica e strumenti digitali</strong>. Grazie a infopoint, contenuti immersivi, ricostruzioni tridimensionali e percorsi tematici personalizzati, i cittadini e i visitatori potranno scoprire in prima persona il potenziale delle tecnologie applicate al patrimonio, esplorando musei, archivi e complessi monumentali tra cui le <strong>collezioni d’arte contemporanea </strong>al Museo Madre, le <strong>opere della Quadreria dei Girolamini</strong>, <strong>documenti storici, manoscritti e testi antichi in altissima risoluzione </strong>presso il Museo Filangieri, il Pio Monte della Misericordia e Il Cartastorie, le <strong>risorse sulla storia della musica napoletana </strong>presso la Stanza della Memoria, l’Atlante del Cinema e la Mediateca dello Spettacolo al Teatro Trianon–Viviani. L’<strong>Ecosistema Digitale</strong>, infatti, consente ai visitatori di prepararsi all’esperienza di visita, per poi riviverla durante il percorso museale arricchendola e integrandola.</p>
<p>L’evento rappresenta un <strong>modello replicabile di promozione culturale digitale</strong>, volto a consolidare la <strong>Campania</strong> come riferimento nazionale ed europeo nel settore. Saranno organizzate successive giornate di studio e approfondimento su ulteriori contesti presenti nell’Ecosistema Digitale per la Cultura, come i focus tematici dedicati ai Castelli della Campania, alla Costa di Amalfi, alla Scuola Medica Salernitana, a CampaNIA Fotografica e alla Dieta Mediterranea. Occasioni di confronto e partecipazione per cittadini, operatori e istituzioni, con l’obiettivo di costruire insieme una cultura sempre più accessibile, innovativa e condivisa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tracce di Preistoria lungo l’antica via Campana</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 16:36:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Campi Flegrei]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[Tagli e solchi di differenti dimensioni e dalla forma rettangolare sviluppata in senso nord-est. Sono le tracce ritrovate durante gli ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tagli e solchi di differenti dimensioni e dalla forma rettangolare sviluppata in senso nord-est. Sono le tracce ritrovate durante gli scavi del 2009, sotto il tratto orientale della fondazione del muro settentrionale della necropoli paleocristiana di San Vito, a Pozzuoli, che soltanto ora sono stati divulgati dall’associazione Villaggio Letterario, nel corso di un convegno svoltosi presso Villa Elvira, luogo del ritrovamento. Dopo il saluto del sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, sono intervenuti Vincenzo Cirillo della Città Metropolitana, Vincenzo Barbuto della Riserva di Vivara, Raffaella De Vivo assessore cultura Quarto, Francesca Diana proprietaria di Vivara. Le testimonianze del lontano passato furono ritrovate a una quota inferiore, sigillate da uno strato di lapilli friabili dopo eruzione vulcanica di età neolitica. L’area è stata al centro di una visita guidata, nell’ambito di una serie di eventi che proseguiranno fino al prossimo 12 novembre. Preistoria facile nei Campi Flegrei, questo il titolo della kermesse, presentata nell’ambito di una conferenza stampa, cui ha preso parte anche il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni. “Un momento di grande valore culturale e identitario – ha detto il sindaco – Pozzuoli e i Campi Flegrei sono una terra unica, dove il passato e il presente dialogano costantemente, e dove ogni pietra racconta una storia millenaria”. La serie di incontri, con protagonisti gli alunni del Petronio di Monteruscello e dell’Isis Montalcini di Quarto, che pone al centro dell’attenzione anche il cibo e il menù dell’età del Bronzo, è stata promossa in ricordo di Giorgio Buchner, archeologo tedesco che ha aperto la strada alla Preistoria flegrea con la scoperta dei siti di Vivara e di Ischia. Curatrice della manifestazione Anna Russolillo in collaborazione con Anna Abbate, Francesca Diana e Sonia Gervasio.</p>
<p><strong>Marco Martone</strong></p>
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		<title>Giancarlo Siani, al via progetto BiblioLink</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 09:36:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[Paolo Siani sarà presente all&#8217;apposizione della targa per la biblioteca<br />
intitolata a &#8220;Giancarlo Siani&#8221;. Alle 10 di lunedì 27 ottobre ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo Siani sarà presente all&#8217;apposizione della targa per la biblioteca<br />
intitolata a &#8220;Giancarlo Siani&#8221;. Alle 10 di lunedì 27 ottobre si<br />
presenterà il progetto BiblioLink.<br />
Una nuova targa sarà apposta alla Biblioteca comunale intitolata al<br />
giornalista Giancarlo Siani. La biblioteca di via Madonna dell&#8217;Arco<br />
riparte con un progetto culturale di pregio promosso, con<br />
l&#8217;amministrazione comunale, dall&#8217;associazione &#8220;I Colori della Poesia&#8221;:<br />
BiblioLink.<br />
Laboratori di scrittura, coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e<br />
grado, eventi e master class con la presenza di scrittori e poeti resi<br />
disponibili attraverso il gruppo editoriale Feltrinelli e molto altro.<br />
Alle 10 di lunedì 27 ottobre, con il sindaco Carmine Esposito,<br />
l&#8217;assessore alla Cultura Veria Giordano e Mario Volpe per l&#8217;associazione<br />
&#8220;I Colori della Poesia&#8221;, ci sarà Paolo Siani, fratello del compianto<br />
giornalista cui è dedicata la biblioteca, nonché consigliere della<br />
fondazione dedicata al cronista ucciso dalla camorra il 23 settembre del<br />
1985.<br />
&#8220;Siamo felici di riavere con noi Paolo Siani &#8211; dice il sindaco Carmine<br />
Esposito &#8211; e auspichiamo che  la nostra Biblioteca, con il progetto che<br />
la renderà un presidio culturale attivo, possa fare rete e collaborare<br />
anche con la fondazione Siani&#8221;.<br />
&#8220;Il nuovo progetto e la collaborazione con l&#8217;associazione I Colori della<br />
Poesia&#8221; &#8211; dice l&#8217;assessore Veria Giordano &#8211; garantiranno non solo la<br />
fruibilità della biblioteca, della quale stiamo implementando il<br />
patrimonio librario, e l&#8217;apertura dell&#8217;aula studio, ma anche laboratori<br />
gratuiti e un&#8217;offerta culturale disponibile per tutti&#8221;.</p>
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		<title>Torre del Greco, il nuovo museo del Corallo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 16:26:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[La Città Metropolitana di Napoli ha partecipato questa mattina, con il Vicesindaco metropolitano, all&#8217;inaugurazione del MAC³ &#8211; Museo del Corallo, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La Città Metropolitana di Napoli ha partecipato questa mattina, con il Vicesindaco metropolitano, all&#8217;inaugurazione del MAC³ &#8211; Museo del Corallo, del Cammeo e della Città – realizzato nell’ex orfanotrofio della Santissima Trinità di Torre del Greco appena recuperato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con la sua presenza, la Città Metropolitana ha voluto testimoniare il sostegno di lunga data offerto alla promozione e alla tutela dell&#8217;arte del corallo e del cammeo torrese. L&#8217;Ente metropolitano, infatti, ha già provveduto a realizzare, negli anni scorsi, grazie agli interventi di riqualificazione del plesso del Liceo artistico “Francesco Degni”, di propria competenza, il Museo del Corallo, importante polo museale storico-didattico con opere in corallo, cammeo, avorio e madreperla realizzate da allievi dell’istituto e dai loro maestri. Una collezione – realizzata anche con il grande lavoro del personale docente e degli studenti del Liceo – frutto di oltre cento anni di attività didattica, e che rappresenta un patrimonio unico e preziosissimo.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Città metropolitana ha poi evidenziato come il Museo inaugurato oggi e il Museo del Liceo Degni non siano strutture in concorrenza, ma due poli perfettamente complementari: l’uno proiettato sull’innovazione digitale per la promozione turistica, l’altro custode della tradizione storico-didattica e della continuità formativa. Insieme, essi costituiscono un sistema museale del corallo di inestimabile valore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre, l&#8217;Ente continua a dedicare grande attenzione alla formazione delle nuove generazioni all&#8217;interno del Liceo Degni, con una didattica orientata allo studio e alla lavorazione del corallo e del cammeo, garantendo la continuità della tradizione e opportunità professionali.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Città Metropolitana è stata, altresì, al fianco del Comune, nel percorso di candidatura dell&#8217;arte del corallo e del cammeo di Torre del Greco a Patrimonio Immateriale dell&#8217;UNESCO, promuovendola anche nelle manifestazioni internazionali alle quali ha preso parte.</p>
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