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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; CULTURA</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Premio Cimitile 2026: inaugurata la XXXI edizione</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 09:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[È partita ufficialmente la XXXI edizione del Premio Cimitile con una serata che ha unito arte, spiritualità, riflessione e letteratura ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">È partita ufficialmente la XXXI edizione del Premio Cimitile con una serata che ha unito arte, spiritualità, riflessione e letteratura nel suggestivo scenario del complesso basilicale paleocristiano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad aprire il programma è stata l’inaugurazione della mostra d’arte “Creati per creare. Il Creato di San Francesco 1226-2026 nell’ottavo centenario della morte”, curata da Giuseppe Bacci, seguita dalla presentazione del libro “E se tornasse Francesco?” di Padre Enzo Fortunato, San Paolo Edizioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’incontro ha registrato una notevole partecipazione di pubblico e la presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale e dell’associazionismo, confermando il ruolo del Premio Cimitile come luogo di confronto e valorizzazione di idee.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sono intervenuti <strong>Filomena Balletta</strong>, Sindaco di Cimitile; <strong>Felice Napolitano</strong>, Presidente della Fondazione Premio Cimitile; <strong>Elia Alaia</strong>, Presidente dell’Associazione Obiettivo III Millennio; <strong>Don Giovanni De Riggi,</strong> docente di Storia della Chiesa presso l’ISSR “G. Duns Scoto” di Nola; <strong>Giuseppe Bencivenga</strong>, Sindaco di Frattaminore e Consigliere della Città Metropolitana di Napoli; <strong>Loredana Raia</strong>, Presidente della Commissione Sanità della Regione Campania; <strong>Padre Enzo Fortunato</strong>, giornalista e scrittore. Ha coordinato il giornalista Rai <strong>Diego Dionoro</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel corso della serata è giunto anche il saluto di <strong>Francesco Giorgino</strong>, presidente del Comitato Scientifico del Premio Cimitile e giornalista Rai. Sebbene la sua partecipazione non fosse prevista nel programma inaugurale, ha voluto comunque essere presente attraverso un collegamento video, rivolgendo un messaggio ai numerosi ospiti e al pubblico intervenuto.</p>
<p style="font-weight: 400;">«San Francesco continua a parlare al nostro tempo con la forza della sua semplicità, ricordandoci il valore della fraternità, della pace e della custodia del creato», ha sottolineato Padre Enzo Fortunato nel corso del suo intervento.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Da oltre trent&#8217;anni il Premio Cimitile rappresenta un&#8217;occasione di incontro tra cultura, territorio e istituzioni, contribuendo alla crescita civile e culturale del territorio e della regione Campania», ha dichiarato il Presidente della Fondazione Premio Cimitile, Felice Napolitano.</p>
<p style="font-weight: 400;">La manifestazione proseguirà nei prossimi giorni con presentazioni editoriali, incontri culturali, approfondimenti, spettacoli e momenti musicali, fino alla serata conclusiva del 20 giugno, quando saranno assegnati i tradizionali Campanili d’Argento ai vincitori della XXXI edizione. Una serata di cultura e spettacolo condotta da <strong>Ingrid Muccitelli</strong>, trasmessa in seconda serata su Rai 2 il prossimo 7 luglio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Premio Cimitile è promosso dalla Fondazione Premio Cimitile con i suoi autorevoli fondatori: Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Comune di Cimitile e Associazione Obiettivo III Millennio. L&#8217;iniziativa vanta autorevoli patrocini: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Cultura, Curia Vescovile della Diocesi di Nola.</p>
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		<title>Presentata la XXXI edizione del Premio Cimitile</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2026 15:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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La Fondazione Premio Cimitile con i soci fondatori Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Comune di Cimitile, Associazione Obiettivo III Millennio, ha ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id=":4" class="aeH">
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<div class="h0"><span id=":8ia" class="adl"></span></p>
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<div id=":8kh" class="T-I J-J5-Ji adg T-I-awG T-I-ax7 T-I-Js-Gs L3" tabindex="0" data-tooltip="Pagina meno recente"><b>La Fondazione Premio <span class="il">Cimitile</span> </b>con i soci fondatori <b>Regione Campania</b>, <b>Città Metropolitana di Napoli</b>,<b> Comune di <span class="il">Cimitile</span>, Associazione Obiettivo III</b> <b>Millennio,</b> ha presentato stamattina, nella sala Giunta della Regione Campania a Napoli, la XXXI edizione della rassegna letteraria nazionale Premio <span class="il">Cimitile</span>, in <b>programma dal 13 al 20 giugno prossimi</b>.</div>
</blockquote>
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<div dir="ltr">
<div>“Il premio <span class="il">Cimitile</span> di quest’anno – ha dichiarato <b>Felice Napolitano</b>, presidente della Fondazione Premio <span class="il">Cimitile</span> &#8211; assume un valore simbolico e spirituale, poiché è dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Sarà una settimana densa di eventi, un fitto intreccio di arte, letteratura, musica e religione che culminerà con la consegna dei campanili d’argento ai vincitori della 31ª edizione del premio. La serata sarà registrata e andrà in onda su Rai 2 in seconda serata il 7 luglio. Un evento che porterà il nome di <span class="il">Cimitile</span>, dell’area Nolana e della Regione Campania a livello nazionale, confermandoli come poli di eccellenza culturale.</div>
<div>Tuttavia, questo trentesimo anniversario appena superato porta con sé il segno di un profondo cambiamento e di una commossa memoria. Proprio lo scorso anno, durante l’edizione del 2025, è venuto a mancare Ermanno Corsi, storico Presidente del Comitato Scientifico del Premio fin dalla sua primissima edizione nel 1996. In questa trentunesima edizione, il suo insegnamento continua a vivere tra le pietre millenarie delle Basiliche, ed è con questo spirito di continuità e rinnovamento che il testimone è passato quest&#8217;anno al prof. Francesco Giorgino, docente di Comunicazione e Marketing alla Luiss University di Roma, volto noto del giornalismo Rai e autorevole saggista. Giorgino assume la presidenza del Comitato Scientifico portando con sé una visione moderna e una competenza di altissimo profilo, garantendo al Premio quella proiezione verso il futuro che la sua storia merita&#8221;.</div>
<div></div>
<div>“Il premio <span class="il">Cimitile</span> quest&#8217;anno vuole celebrare l&#8217;approccio lungimirante e visionario di San Francesco d&#8217;Assisi &#8211; ha sottolineato <b>Francesco Giorgino</b> &#8211; . San Francesco aveva compreso in un contesto socioculturale, socioeconomico, sociopolitico completamente differente da quello che stiamo vivendo che bisognava indirizzare il comportamento dell&#8217;essere umano nella dimensione individuale e collettiva verso alcune traiettorie obbligate già all&#8217;epoca, ovvero verso la pace. Pace interna e pace esterna, quindi pace interiore perché poi si riuscisse effettivamente a garantire la pace tra Stati e il dialogo interreligioso, quindi anche il dialogo interculturale. L&#8217;attenzione verso il creato e quindi verso l&#8217;ambiente. E’ stato un po&#8217; il precursore del tema della sostenibilità ambientale ma declinata attraverso tutti i significati. Quindi sostenibilità ambientale al tempo stesso sostenibilità sociale, sostenibilità economico e finanziaria e poi il contrasto alle disuguaglianze. Perché San Francesco aveva intuito che è importante garantire soprattutto il superamento delle disuguaglianze di opportunità e per poi arrivare gradualmente all&#8217;obiettivo di superate le disuguaglianze dei risultati”.</div>
<div></div>
<div>“La XXXI edizione del Premio <span class="il">Cimitile</span> rappresenta molto più di una rassegna letteraria &#8211; ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, <b>Onofrio Giustino Angelo Cutaia</b> -: è un’esperienza culturale e civile che rinnova il legame tra memoria, identità e futuro. Manifestazioni come questa confermano quanto la cultura possa essere uno spazio autentico di incontro, dialogo e speranza. Il futuro della cultura dipenderà sempre di più dalla capacità di renderla realmente accessibile, creando reti stabili tra istituzioni, scuole, università, associazioni e presìdi culturali del territorio, con un’attenzione particolare ai giovani e alla formazione del pensiero critico. Continueremo a sostenere manifestazioni come il Premio <span class="il">Cimitile</span> per fare della cultura non soltanto un evento, ma un’infrastruttura pubblica di democrazia e sviluppo”.</div>
<div></div>
<div>Il Premio di quest’anno, in particolare, sarà dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. La vicenda storica e umana di Francesco assurge a simbolo universale di pace, fraternità, coscienza ecologica e dialogo interculturale: valori che oggi appaiono drammaticamente attuali in una congiuntura storica segnata da conflitti globali, profonde disuguaglianze sociali e una crisi ambientale senza precedenti.</div>
<div>Il <b>Complesso Basilicale Paleocristiano di <span class="il">Cimitile</span></b>, uno degli esempi più affascinanti di arte paleocristiana in Italia, sarà lo scenario naturale di tutta la kermesse letteraria.</div>
<div>Per celebrare tale evento la Fondazione ha realizzato una mostra d’arte <i>“Creati per creare. Il creato di San Francesco 1226-2026 nell’ottavo centenario della morte</i>”, a cura di Giuseppe Bacci, che aprirà la rassegna letteraria con la presentazione del libro “<i>E se tornasse Francesco?” </i>di Padre Enzo Fortunato – San Paolo Edizioni.</div>
<div></div>
<div>Nel 2026 l’Italia celebra gli 80 anni della Repubblica e della Costituzione: Referendum istituzionale, Assemblea costituente, primo voto delle donne in Italia, per l’occasione presenteremo il libro <i>“Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico” </i>di Marta Cartabia (Egea editori).</div>
<div>La settimana di arte, cultura, religione, storia, riscoperta del patrimonio pubblico sarà densa di eventi, letteratura, convegni, spettacoli, musica, momenti di riflessione. Un articolato programma di iniziative di elevato spessore culturale, volto a promuovere la lettura del libro, la letteratura e la diffusione dei valori umanitari che sono alla base di una civile e democratica cittadinanza, che culminerà con la serata finale di premiazione e la consegna dei campanili d’argento ai vincitori della XXXI edizione del Premio.</div>
<div>Una serata di cultura e spettacolo condotta da <b>Ingrid Muccitelli</b>, che sarà registrata ed andrà in onda su Rai 2 in seconda serata il 7 luglio.</div>
<div></div>
<div>Il Premio <span class="il">Cimitile</span> e Guida Editori negli anni hanno premiato prestigiose firme del giornalismo e della letteratura italiana, anche e soprattutto gli inediti, scoprendo nuovi scrittori e proponendoli all’attenzione del panorama nazionale.</div>
<div>Il Comitato scientifico, presieduto da Francesco Giorgino, ha selezionato così i vincitori della XXXI edizione:</div>
<ul>
<li>
<div><b>Migliore Opera inedita del genere narrativo</b> a <b>Francesco Gioia</b></div>
<div><i>“Le comete di Sceb’à”</i>. Il lavoro è stato pubblicato sul territorio nazionale a cura di Guida Editori di Napoli.</div>
</li>
<li>
<div><b>Migliore Opera edita di narrativa</b> <b>a Lorenzo Marone</b></div>
<div><i>“Ti telefono stasera”</i> – Feltrinelli.</div>
</li>
<li>
<div><b>Migliore Opera edita di attualità a Giovan Battista Brunori</b></div>
<div><i>“Il nuovo Medioriente. Il declino della mezzaluna Sciita”</i> – Belforte.</div>
</li>
<li>
<div><b>Migliore Opera edita di saggistica</b> <b>a Claudio Cerasa</b></div>
<div><i>“L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura e il catastrofismo”</i> – Silvio Berlusconi Editore.</div>
</li>
<li>
<div><b>Migliore Opera edita archeologia e cultura artistica in età Paleocristiana e Altomedievale</b> <b>a Natasha Luigia Antonino</b></div>
<div><i>“Stratigrafia archeologica e cultura materiale. I manufatti ceramici del complesso catacombale tardoantico di Canusium: produzione, commercio, funzioni”</i> – Edipuglia.</div>
</li>
<li>
<div><b>Premio Giornalismo “Antonio Ravel” a Maria Soave</b></div>
<div><i>“Giornalista Rai. Conduttrice del TG1 e del programma televisivo Uno Mattina news”</i><b>.</b></div>
</li>
<li>
<div><b>Premio Speciale “Ermanno Corsi” a Paolo Antonio Ascierto</b></div>
<div><i>Oncologo e ricercatore italiano. Direttore del Dipartimento di Melanoma e Tumori della Cute, Immunoterapia Oncologica e Sperimentale e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli.</i></div>
</li>
</ul>
<div>Ai premiati sarà consegnato il Campanile d’argento, simbolo di quello che la tradizione riconosce come primo campanile della cristianità, sito nel Santuario di San Felice a <span class="il">Cimitile</span>. L’iniziativa<b> </b>vanta autorevoli patrocini: <b>Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero della Cultura, Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Curia Vescovile della Diocesi di Nola.</b></div>
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		<title>A Palazzo Toledo, il libro di Roberto Tedesco</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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&#160;<br />
Pomeriggio di visite e cultura, sabato 30 maggio, a partire dalle ore 16.00, presso il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>&nbsp;</p>
<p>Pomeriggio di visite e cultura, sabato 30 maggio, a partire dalle ore 16.00, presso il Polo culturale di Palazzo Toledo a Pozzuoli. La giornata comincerà con una visita teatralizzata presso la storica dimore flegrea. A seguire, alle ore 17.00, si terrà la presentazione Libro “Gelone nella terra di Athena”, di Roberto Tedesco. Un romanzo ambientato nella città di Imera nel 480 a.C., che diventa lo scenario di una delle battaglie tra le più cruenti della storia. Interverranno con l’autore, Mariasole La Rana, assessore alla cultura del comune di Pozzuoli, Domenico Targia, direttore del Parco archeologico di Himera Solunto e Iato della Regione Siciliana e Anna Abbate, archeologa presidente del Gruppo archeologico Kyme. Modererà l’incontro Marco Martone, giornalista del Vg21. Gli interventi dei relatori saranno intervallati dalla letture di alcuni brani del libro, con Lectrices e Lectores dell’Accademia dei Campi Flegrei, con interprete LIS Linda Guastafierro. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto culturale Pagine Libere, promosso dal Comune di Pozzuoli in collaborazione con il Gruppo Archeologico Kyme e Lunaria A2 e con il sostegno del Ministero della Cultura.</p>
</div>
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		<title>A lezione da Nino D&#8217;Angelo, tra musica e cultura</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2026 15:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>

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		<description><![CDATA[Una Chiesa dei Santi Marcellino e Festo gremita di studenti, applausi continui, domande, riflessioni sul rapporto tra musica, identità, cultura ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Una Chiesa dei Santi Marcellino e Festo gremita di studenti, applausi continui, domande, riflessioni sul rapporto tra musica, identità, cultura popolare e trasformazioni sociali: è questo il cuore dell’incontro che ha visto protagonista Nino D’Angelo all’Università degli Studi di Napoli Federico II nell’ambito del format I Linguaggi della Creatività. Conversazione con…, ideato e curato dal professor Lello Savonardo e inserito nel progetto GenerAzione CreAttiva, promosso dall’Osservatorio Giovani del Dipartimento di Scienze Sociali, finanziato dalla Regione Campania e destinato ai giovani dai 18 ai 35 anni. </span><span style="font-weight: 400;">Ad aprire l’incontro è stato il rettore dell’Ateneo, Matteo Lorito, che ha consegnato all’artista la medaglia celebrativa della Federico II, riconoscendo nel suo percorso umano e artistico una delle narrazioni culturali più significative del Paese, capace di attraversare oltre quarant’anni di storia italiana trasformando il racconto delle periferie e delle identità popolari in patrimonio collettivo. Proprio il tema delle periferie è stato uno dei punti centrali del confronto con gli studenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Oggi tutti parlano di periferie, è diventata quasi una parola di moda. Io sono nato in quella vera”, ha raccontato D’Angelo durante la conversazione moderata dal professor Savonardo, soffermandosi sul valore culturale delle esperienze popolari, sul rischio di una rappresentazione superficiale dei territori e sul ruolo della musica come strumento di racconto sociale. L’iniziativa ha registrato una partecipazione straordinaria di giovani provenienti dai corsi dell’Ateneo, confermando la capacità del format di trasformare l’università in uno spazio di dialogo diretto tra produzione culturale, ricerca accademica e nuove generazioni. Tantissimi gli studenti </span><span style="font-weight: 400;">presenti, molti dei quali hanno seguito l’incontro seduti a terra o lungo le navate laterali pur di assistere al dialogo con l’artista. “Nino D’Angelo rappresenta una delle espressioni più autentiche della cultura popolare napoletana, capace di attraversare la tradizione della canzone classica e allo stesso tempo di rinnovarne profondamente i linguaggi attraverso contaminazioni culturali, musicali e sociali”, sottolinea il professor Lello Savonardo. “Nel suo percorso artistico c’è poesia, ma c’è soprattuttouna forte dimensione sociale: non racconta soltanto l’amore, racconta le periferie, le fragilità, le trasformazioni della città e delle persone. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci tenevamo ad averlo alla Federico II perché la sua è </span><span style="font-weight: 400;">una storia di riscatto sociale e di cultura popolare che dalla strada, dall’esperienza vissuta, entra a pieno titolo nel tempio del sapere, dimostrando quanto i linguaggi popolari possano avere un valore culturale, umano e formativo straordinario”. Nel corso dell’incontro si è discusso del rapporto tra musica e memoria collettiva, delle nuove forme della comunicazione culturale e della capacità dei linguaggi creativi di interpretare il </span><span style="font-weight: 400;">presente, raccontarne le contraddizioni e anticiparne i cambiamenti. Il ciclo I Linguaggi della Creatività nasce con l’obiettivo di interrogare il concetto di creatività nelle </span><span style="font-weight: 400;">sue molteplici declinazioni attraverso il confronto con protagonisti della scena artistica e culturale nazionale. Il progetto, promosso dal Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II, si è progressivamente esteso anche alla dimensione della formazione aperta attraverso un MOOC realizzato in collaborazione con Federica Web Learning e costruito a partire dalle conversazioni del professor Savonardo con alcuni dei principali protagonisti della musica italiana, tra cui Lucio Dalla, Mango, Ligabue, Edoardo Bennato, Alex Britti e Jovanotti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Carditello, festa dell&#8217;Ascensione con rievocazioni storiche</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2026 16:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[APPUNTAMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Celebrazioni speciali, domenica 17 maggio, con Sua Altezza Reale la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie e Sua ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="p1"><span style="color: #000000;"><span class="s2">Celebrazioni speciali, domenica 17 maggio, con </span><span class="s2">Sua Altezza Reale la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie </span><span class="s2">e Sua Eminenza il Cardinale</span><strong> </strong><span class="s1">Crescenzio Sepe.</span></span></p>
</blockquote>
<p class="p2" data-font-size=""> <span class="s2">La </span><span class="s1"><strong>Fondazione Real Sito di Carditello</strong></span><span class="s2"> celebra, sabato 16 e domenica 17 maggio, la </span><span class="s1"><strong>Festa dell’Ascensione</strong></span><span class="s2">. </span><span class="s2">Una manifestazione popolare – istituita dal re </span><span class="s1"><strong>Ferdinando IV</strong></span><span class="s2"> per coinvolgere gli abitanti della “Terra di Lavoro” – che si svolge nella Reggia borbonica dal 1792. </span><span class="s2">Un viaggio nella memoria storica e spirituale della Delizia Reale, con la partecipazione straordinaria di Sua Altezza Reale la Principessa <strong>Beatrice di Borbone delle Due Sicilie</strong> e di Sua Eminenza il Cardinale</span><span class="s1"><strong> Crescenzio Sepe</strong></span><span class="s2"> che – domenica, alle ore 18, nel </span><span class="s1"><strong>Real Sito di Carditello</strong></span><span class="s2"> – celebrerà la Santa Messa con il Parroco di San Tammaro, </span><span class="s1"><strong>Don Antonio Mingione</strong></span><span class="s2">. </span></p>
<p class="p2"><span class="s3"><em>“La Festa dell’Ascensione </em></span><span class="s2">– afferma </span><span class="s1"><strong>Maurizio Maddaloni</strong></span><span class="s2">, presidente della Fondazione Real Sito di Carditello – </span><span class="s3"><em>rappresenta una delle espressioni più autentiche dei valori fondanti che hanno ispirato la nascita della Reggia borbonica. Un’antica manifestazione popolare in cui storia, identità e spiritualità si intrecciano in maniera indissolubile, valorizzando un patrimonio unico nel panorama culturale nazionale. Un evento di straordinario rilievo, ulteriormente impreziosito dalla partecipazione di </em></span><span class="s2"><em>Sua Altezza Reale la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie </em></span><span class="s3"><em>e di </em></span><span class="s2"><em>Sua Eminenza</em></span> <span class="s3"><em>il Cardinale Crescenzio Sepe, che conferiscono ulteriore prestigio e rafforzano il profondo legame tra la Reggia, con le sue radici storiche e religiose, e la nostra comunità. Quello stesso forte legame che univa la cattolicissima dinastia dei Borbone e le laboriosissime popolazioni di Terra di lavoro</em></span><span class="s2">”.</span></p>
<p class="p2"><span class="s2">Per la prima volta, in omaggio alla Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, saranno esposti alcuni reperti legati alla storia dei Borbone – con cimeli e testimonianze uniche e inedite legate alla dinastia borbonica – su gentile concessione di </span><span class="s1"><strong>Gaetano Bonelli</strong></span><span class="s2">, direttore del </span><span class="s1"><strong>Museo di Napoli &#8211; Collezione Bonelli</strong></span><span class="s2">.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">“</span><span class="s3"><em>L’obiettivo</em></span><span class="s2"> – conclude il presidente</span><span class="s1"><strong> Maddaloni </strong></span><span class="s2">– </span><span class="s3"><em>è integrare e ampliare l’offerta del Real Sito attraverso una proposta esperienziale di qualità, fondata sulle rievocazioni storiche, sulla promozione del turismo sostenibile e su un’attenzione costante al benessere dei visitatori. In questa prospettiva, Carditello si conferma non solo come luogo della memoria, ma come spazio vivo e dinamico, capace di attrarre turisti e generare valore culturale, sociale ed economico per l’intero territorio</em></span><span class="s2">”.</span></p>
<p class="p2" data-font-size=""><span class="s2">Un cartellone particolarmente ricco: <u>sabato 16 maggio</u>, a partire dalle ore 15, visita accompagnata con rievocazioni e danze storiche in costume d’epoca, in collaborazione con </span><span class="s1"><strong>Danzando nel Tempo </strong></span><span class="s2">e</span><span class="s1"><strong> Primo Reggimento Re</strong></span><span class="s2">; Tradizionale Infiorata, con esposizione di un mosaico a tema religioso realizzato con petali di fiori, a cura di </span><span class="s1"><strong>FIDAPA Terra Felix – San Tammaro</strong></span><span class="s2">; </span><span class="s2"><u>domenica 17 maggio</u></span><span class="s2"> &#8211; alle ore 11.30 / 12.30 / 15 / 16 &#8211; visite accompagnate con rievocazioni e danze storiche in costume d’epoca, in collaborazione con </span><span class="s1"><strong>Antiqua tempora, Danze Nobili, Danzando nel Tempo </strong></span><span class="s2">e</span><span class="s1"><strong> Primo Reggimento Re</strong></span><span class="s2">; ore 16.30,</span><span class="s1"><strong> </strong></span><span class="s2">saluti istituzionali del Presidente della Fondazione, Maurizio Maddaloni, con l’intervento di Sua Altezza Reale la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie;</span><span class="s1"><strong> </strong></span><span class="s2">esposizione di una selezione di reperti legati alla storia dei Borbone (Collezione Bonelli); ore 17, Tradizionale Infiorata;</span> <span class="s2">ore 18,</span><span class="s1"><strong> </strong></span><span class="s2">celebrazione della Santa Messa officiata da S.E. il Cardinale Crescenzio Sepe e dal Parroco di San Tammaro Don Antonio Mingione; a seguire, processione della Pala d’Altare</span><span class="s1"><strong> </strong></span><span class="s2">di </span><span class="s1"><strong>Carlo Brunelli </strong></span><span class="s2">e rito della tradizionale benedizione dell’acqua dall’Acquedotto Carolino.</span></p>
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		<title>La Regione Campania al Salone del libro di Torino</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:52:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno stand nel Padiglione Oval di 270 metri quadrati. Sarà questo lo spazio della Regione Campania alla trentottesima edizione del Salone ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="elementToProof">Uno stand nel Padiglione Oval di 270 metri quadrati. Sarà questo lo spazio della <b>Regione Campania</b> alla trentottesima edizione del <b>Salone Internazionale del Libro di Torino</b>, in programma <b>dal 14 al 18 maggio</b> a Lingotto Fiere. Una straordinaria vetrina per gli <b>oltre 50 editori campani</b> che parteciperanno alla rassegna letteraria più importante d’Italia. Tanti i libri in esposizione e vendita, e molti di questi saranno presentati al pubblico nel corso dei <b>45 appuntamenti</b> che compongono il ricco calendario degli incontri, sette dei quali avranno un rilievo istituzionale. Con l’obiettivo dichiarato di valorizzare la vivacità e la ricchezza del patrimonio librario regionale, mettendo in evidenza la straordinaria qualità della produzione editoriale e i tanti talenti letterari.</div>
<div class="elementToProof">Il programma e la gestione della presenza della Regione Campania al Salone sono curati dalla <b>Fondazione Campania dei Festival </b>diretta da<b> Ruggero Cappuccio </b>e saranno dedicati alla promozione di nuove voci e opere, editori indipendenti e iniziative culturali che partono dal territorio.</div>
<div class="elementToProof">Particolare significato assume anche la partecipazione a numerosi eventi dell’assessore regionale alla Cultura, <b>Onofrio Giustino Angelo Cutaia</b>, a testimoniare concretamente un’attenzione che va oltre il dato simbolico.</div>
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		<title>Cilento, Festival della Filosofia in Magna Grecia</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 10:41:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[DIKE, la sapienza della giustizia è il tema del Festival della Filosofia in Magna Grecia, l’unico dedicato agli adolescenti. Quest’anno ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>DIKE, la sapienza della giustizia è il tema del Festival della Filosofia in Magna Grecia, l’unico dedicato agli adolescenti. Quest’anno l’evento ideato da Giuseppina Russo, vedrà 1800 studenti provenienti da tutta Italia confrontarsi con la filosofia fino al 24 aprile 2026 tra dialoghi filosofici, passeggiate teatrali negli scavi di Velia e Paestum, i laboratori, Agon di discipline artistiche, e tante altre attività tra Ascea e Vallo della Lucania grazie alla presidente Giuseppina Russo, la direttrice scientifica Annalisa Di Nuzzo e al responsabile analisi dialogica e metodologia didattica Salvatore Ferrara. I dialoghi filosofici sono affidati a Lucrezia Ercoli e Massimo Donà, direttore del Premio Parmenide, vinto lo scorso anno da Mauro Bonazzi, e che anche quest’anno sarà consegnato al prossimo vincitore a Casa Severino a Brescia.</p>
<p>Nel proemio del poema Sulla natura, Parmenide affida a Dike, la Giustizia, il compito di custodire il passaggio tra l&#8217;opinione e la verità. Da quel gesto prende forma una direzione decisiva della filosofia occidentale: cercare ciò che è giusto e autentico attraverso la ragione.<br />
L&#8217;edizione DIKE del Festival della Filosofia in Magna Grecia nasce da questa eredità. Velia, antica Elea, ne è il centro simbolico; l&#8217;itinerario attraversa Paestum, Ascea e Vallo della Lucania, intrecciando filosofia, esperienza e territorio.<br />
“La giustizia si configura come nomos che diventa logos: un principio che orienta il pensiero oltre l&#8217;opinione comune e condivisa, verso il bene, il giusto, la felicità. Una giustizia talvolta esigente capace di richiedere scelte difficili, ma necessaria a sottrarre il pensiero al falso e al fuorviante. Oggi questo tema interroga anche il mondo della scuola, chiamato a confrontarsi con le trasformazioni introdotte dall&#8217;intelligenza artificiale”, illustra Giuseppina Russo. Tema cui è dedicata la lezione spettacolo di Adriano Braidotti che ha tenuto in apertura di Festival alla Fondazione Alario di Ascea.<br />
DIKE diventa così uno spazio di riflessione su come educare al pensiero critico, orientando l&#8217;innovazione tecnologica secondo criteri di responsabilità, inclusione e centralità della persona.<br />
Dal 12 al 24 aprile 2026, in tre turni, il Festival riunisce scuole, studenti e docenti in un percorso di riflessione e pratica filosofica.<br />
In particolare il Festival prevede numerose attività: il teatro filosofico, diretto da Riccardo Marotta; la passeggiata filosofico-teatrale con interpretazioni di figure storiche; le attività laboratoriali coordinate da Alessio Ferrara, che spaziano tra diverse forme espressive: yoga, canto, movimento espressivo street art, radiosofia, fotografia, espressioni visive, fantasiologia e &#8220;La Bottega dell&#8217;empatia&#8221; con il professor Salvatore Ferrara.<br />
Il programma include inoltre l&#8217;Agorà tra docenti (Philosophy for Community) e il concorso AGON a cura di Danilo Piscopo. Il Festival si concluderà con UN_ANIME, la performance finale realizzata dalle studentesse e dagli studenti. L&#8217;evento è realizzato in collaborazione con numerosi partner tra cui Le Nuvole, Fercorsi, e le amministrazioni locali dei comuni coinvolti.</p>
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		<title>Napoli, capitale del pianoforte</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:10:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[APPUNTAMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
All’Archivio di Stato, la musicologa Francesca Seller presenta la sua ricerca per il ciclo di incontri “A carte scoperte”. Interventi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>All’Archivio di Stato, la musicologa Francesca Seller presenta la sua ricerca per il ciclo di incontri “</em></strong><strong>A carte scoperte<em>”. </em></strong><strong><em>Interventi musicali della pianista Sara Amoresano.</em></strong></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">La musicologa porta alla luce il fenomenale artigianato della costruzione dei pianoforti a Napoli prima dell’Unità d’Italia, che testimonia una vita musicale intensa e socialmente trasversale. Introdotto da <strong>Ferdinando Salemme</strong> e <strong>Giuliana Ricciardi</strong>, l’incontro vede gli interventi musicali della pianista <strong>Sara Amoresano</strong> ed è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti. La ricerca di Francesca Seller restituisce una pagina per lo più ignorata della storia musicale partenopea e italiana. Il censimento da lei condotto individua circa <strong>160 costruttori di pianoforti attivi a Napoli dalla prima metà dell’Ottocento fino all’Unità d’Italia</strong>: un numero che, raffrontato ai pochi grandi marchi internazionali oggi esistenti nel settore, rivela la straordinaria vitalità di una manifattura fiorente e capillarmente radicata nel tessuto urbano della città.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accanto ai grandi artigiani di strumenti da concerto – come <strong>Sievers</strong>, i cui pianoforti erano destinati alle sale più prestigiose – proliferavano piccole botteghe in cui ebanisti intraprendenti si dedicavano alla costruzione di strumenti per un mercato interno vivace. Una produzione che attraversava i confini tra alta committenza e ceti intermedi, rispecchiando la domanda di uno strumento ormai entrato nella vita quotidiana di molti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quella ricchezza manifatturiera era al tempo stesso specchio e motore di una pratica musicale intensa e socialmente trasversale. Teatri, sale da concerto, salotti privati: la vita musicale napoletana dell&#8217;Ottocento pulsava ben oltre i circuiti d’élite, alimentando un mercato del pianoforte che non aveva eguali nel Mezzogiorno.</p>
<p style="font-weight: 400;">In occasione dell’incontro, saranno esposti i documenti più rappresentativi sull’argomento conservati nell’Archivio partenopeo: un’occasione per avvicinarsi direttamente alle fonti che hanno reso possibile la ricerca e per misurare la straordinaria densità del patrimonio documentario napoletano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli interventi musicali di Sara Amoresano offrono un contrappunto sonoro al racconto storico, con un programma che attraversa il pianoforte dell’Ottocento nelle sue declinazioni più diverse. Si apre con la <strong><em>Quintiglia</em></strong>, che <strong>Giuseppe Giaquinto</strong> trasse da motivi del suo balletto <strong><em>Tikke-Tak</em></strong>, rappresentato al San Carlo nel 1866: una composizione che restituisce il sapore della musica da salotto napoletana. Seguono le <strong><em>Bagatelle</em></strong> op. 126 nn. 1 e 2 di <strong>Ludwig van Beethoven</strong> e l’<strong><em>Improvviso</em></strong> op. 142 n. 2 di <strong>Franz Schubert</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>A carte scoperte</em> è il ciclo di incontri ideato da <strong>Francesco Cotticelli</strong>, <strong>Paologiovanni Maione</strong>, Giuliana Ricciardi, Ferdinando Salemme e <strong>Michela Ventriglia</strong>, a cura degli archivisti dell’Archivio di Stato di Napoli. Ogni appuntamento valorizza ricerche che hanno avuto come fonte primaria le carte conservate nell’Istituzione culturale partenopea, trasformando i documenti in strumenti vivi di narrazione storica e conoscenza condivisa.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;Archivio di Stato di Napoli, istituito nel 1808 per volontà di <strong>Giuseppe Bonaparte</strong>, conserva uno dei più importanti patrimoni documentari d’Europa, con fondi che coprono oltre dodici secoli di storia del Mezzogiorno.</p>
<p style="font-weight: 400;">La rassegna <em>A carte scoperte</em> è realizzata con il contributo del <strong>Ministero della Cultura</strong> – <strong>Direzione generale Archivi</strong>, dell’<strong>Università degli studî di Napoli Federico II</strong> – <strong>Dipartimento di Studî umanistici</strong> e dell’<strong>Università degli studî della Campania Luigi Vanvitelli</strong>.</p>
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		<title>Al Mann, Parthenope. La Sirena e la città</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 15:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Parthenope. La Sirena e la città&#8221; è il titolo della mostra al Museo Archeologico di Napoli fino al 6 luglio ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Parthenope. La Sirena e la città&#8221; è il titolo della mostra al Museo Archeologico di Napoli fino al 6 luglio 2026, curata da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte, con oltre duecentocinquanta opere: tra i reperti anche inediti provenienti dagli scavi delle linee 1 e 6 della metropolitana e quelli donati dagli eredi della famiglia Caputi. Il busto in argento di Santa Patrizia lascerà la mostra per la prima settimana di maggio in occasione della processione in onore di San Gennaro, per poi ritornare al Mann .&#8221;Questo progetto nasce anche grazie ad una rete virtuosa di collaborazioni con tante istituzioni del Ministero (Soprintendenza di Napoli, Direzione Regionale Musei della Campania, Biblioteca dei Girolamini e tanti altri Musei autonomi in tutta Italia, ndr) e la Regione Campania. L&#8217;apertura al presente e al futuro è inoltre simboleggiata, nell&#8217;Atrio del Museo, da un&#8217;opera concepita dall&#8217;artista Francisco Bosoletti &#8220;spiega il direttore del Mann Sirano.Dalle monete dell&#8217;antica Neapolis alla fontana detta &#8216;delle zizze&#8217;, dalla simbolica tomba a San Giovanni maggiore al Teatro San Carlo fino al murales disseminati nella città: nasce nell&#8217;VIII secolo a.C. e arriva ad oggi il legame indissolubile ha connesso Napoli a Partenope, la sua sirena, che ha dato il nome al primo insediamento greco. Tracce che raccontano anche la sua metamorfosi: prima uccello con testa femminile, poi donna con coda di pesce, pericolose ammaliatrici o protettrici benevole.</p>
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		<title>Ercolano, dialogo tra città antica e contemporanea</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>

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		<description><![CDATA[Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo, con conclusione prevista agli inizi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo, con conclusione prevista agli inizi di aprile, il nuovo ciclo di laboratori partecipativi<b> “Cosa c’è Sopra”</b>, nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la cittadinanza, la fascia più giovane, al suo patrimonio culturale e dargli gli strumenti per diventare futuri protagonisti della sua salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Ercolano.</div>
<div>L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del laboratorio <b>“Cosa c’è Sotto”,</b> realizzato da Variabile K lo scorso anno su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto” i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi, geologi e professionisti coinvolti nelle indagini geoarcheologie e sono stati ambasciatori nel raccontare alla comunità quanto stava avvenendo. Oggi, i ragazzi scopriranno i risultati di queste indagini che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo laboratorio, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute.</div>
<div></div>
<div><b>Un ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti</b></div>
<div>Il percorso prevede attività laboratoriali e momenti di esperienza diretta sul territorio, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale e approfondimento scientifico.<br />
Attraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico, Villa Campolieto e anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dell’osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano: dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco “Cosa c’è sopra” intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza. Inoltre, è uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta al ciclo di laboratori.</div>
<div>Obiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica, in linea con i principi UNESCO che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale.</div>
<div><b> </b></div>
<div><b>Un progetto inclusivo per le nuove generazioni</b></div>
<div>Il gruppo di partecipanti, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che:</div>
<ul>
<li>hanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori;</li>
<li>appartengono alla comunità di Via Mare, con la quale si intende continuare un percorso di presenza educativa e culturale;</li>
<li>presentano specifiche fragilità emerse in altri contesti laboratoriali e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro.</li>
</ul>
<div><b>Educare al patrimonio per costruire comunità</b></div>
<div>“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento, ma come percorso di crescita civica e relazionale, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere, proteggere e trasmettere.</div>
<div>Il progetto si conferma così come un’importante occasione di partecipazione attiva, inclusione sociale e formazione alla cittadinanza culturale per le nuove generazioni di Ercolano.</div>
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