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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; COSI&#8217; NON VA</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Riaprite la biblioteca comunale Croce</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 11:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero, il quale, dopo la notizia che i locali ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Gennaro Capodanno</strong>, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero, il quale, dopo la notizia che i locali posti al piano terra del polifunzionale di via Morghen, 84, di proprietà del Comune di Napoli, sarebbero stati liberati da cose e persone, a seguito della diffida, inoltrata dall&#8217;ufficio patrimonio dell&#8217;amministrazione comunale, alla fondazione Francesco De Martino che, dal 2009, occupa quei locali, aveva auspicato che la biblioteca comunale Croce, trasferita inopinatamente nel 2008 nei locali posti in via De Mura, al piano interrato dell&#8217;edificio scolastico Vanvitelli, locali chiusi al pubblico dall&#8217;inizio della pandemia, tornasse nella sede che le era stata destinata fin dalla costruzione dell&#8217;edificio di via Morghen, dalla quale fu trasferita proprio per far posto alla succitata fondazione, esprime la propria delusione dal momento che, dopo cinque anni dalla chiusura, l&#8217;importante presidio culturale del Vomero non è stato riaperto al pubblico nei nuovi locali.</p>
<p style="font-weight: 400;"> &#8220;Purtroppo &#8211; afferma Capodanno &#8211; anche dal sopralluogo effettuato in questi giorni, a seguito delle segnalazioni e delle proteste delle tante persone che, in passato, frequentavano la biblioteca vomerese, ho potuto constatare che nella è cambiato e che il trasferimento nella nuova sede non è stato ancora effettuato mentre i locali dell&#8217;attuale sede restano sbarrati. Tale situazione, tra l&#8217;altro, ingenera non poche preoccupazione per lo stato nel quale si trova il notevole patrimonio librario presente nella biblioteca, rimasto per tanto tempo nei locali chiusi, privi di luce e umidi . “Da sempre &#8211; sottolinea Capodanno &#8211; , le biblioteche, luoghi di cultura e di sapere,  vengono collocate in strutture idonee, luminose e con spazi adeguati. Purtroppo invece un complesso di straordinaria importanza, anche come luogo di aggregazione, specialmente per i giovani, come la biblioteca del Vomero “Benedetto Croce”, l&#8217;unica biblioteca comunale presente sul territorio del Vomero, fu invece trasferito dalla sede a piano terra della casa comunale di via Morghen ai locali interrati, decisamente poco consoni, pure per problemi di umidità e d&#8217;illuminazione, del plesso scolastico Luigi Vanvitelli. A dimostrazione il fatto che la biblioteca è stata poi chiusa al pubblico, chiusura che permane oramai  da oramai da cinque anni “.</p>
<p style="font-weight: 400;"> “Quando ero presidente della circoscrizione, negli anni ’80  &#8211; puntualizza Capodanno -, intrapresi una vera e propria battaglia per trasferire la biblioteca Croce nella nuova sede comunale della circoscrizione, posta in via Morghen, 84, in una palazzina strappata all’utilizzo originario, fissato dall’allora sindaco-commissario Valenzi, a silos multipiano per parcheggi. Successivamente, nel 2009, i locali della biblioteca, senza che venissero mai chiariti i motivi di una tale decisione, vennero destinati a sede di una fondazione.  Da qui scaturì il trasferimento della biblioteca comunale nell&#8217;attuale sede. Eppure il Vomero, con i suoi circa 50mila residenti, avrebbe sicuramente bisogno di più di un luogo pubblico per fare cultura, anche come punti d’incontro e di aggregazione, dopo la chiusura di diverse librerie, come Guida e Loffredo, e di numerose sale cinematografiche. A questo punto &#8211; conclude Capodanno &#8211; lancio un pressante appello all&#8217;amministrazione comunale partenopea, segnatamente al sindaco Manfredi, sollecitando la ricollocazione, in tempi rapidi, nei locali del polifunzionale di via Morghen della biblioteca comunale Benedetto Croce, trasferendola dagli attuali locali di via De Mura, restituendo così al quartiere Vomero una struttura storica<strong> fondamentale e di grande importanza anche per i nostri giovani &#8220;.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
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		<title>Appello per l’orologio di piazza Vanvitelli</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 16:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220; Lo storico orologio di piazza Vanvitelli, simbolo della piazza ma anche dell&#8217;intero quartiere Vomero, non segna pi&#249; l&#8217;ora dei ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&ldquo; Lo storico orologio di piazza Vanvitelli, simbolo della piazza ma anche dell&rsquo;intero quartiere Vomero, non segna pi&ugrave; l&rsquo;ora dei vomeresi. Infatti le sue lancette sono ferme da giorni e, nonostante le segnalazioni, gli appelli e le proteste, non si &egrave; ancora provveduto ai necessari interventi per rimetterlo in funzione. In passato era gi&agrave; stato segnalato il fatto che i due quadranti segnavano orari differenti per poi, pi&ugrave; di recente, fermarsi definitivamente &ldquo;. A segnalare il guasto dello storico impianto &egrave; Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, gi&agrave; presidente della Circoscrizione Vomero, che lancia un accorato appello al sindaco di Napoli, Manfredi.&nbsp;&ldquo; L&rsquo;orologio di piazza Vanvitelli &ndash; ricorda Capodanno &ndash;&nbsp;&nbsp;fa parte degli undici orologi elettrici cittadini, con richiami allo stile Liberty,&nbsp;&nbsp;salvatisi dalla distruzione bellica, installati quasi un secolo addietro, nelle strade e nelle piazze di Napoli. Gli altri sono quelli in via S. Lucia, in piazzetta Duca d&rsquo;Aosta, al Museo, in via del Sole, in piazza Cavour, in via Filangieri, in via Mezzocannone, a Montesanto, in via Diaz e in via Duomo &ldquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&ldquo; Questi orologi&nbsp;&nbsp;&ndash; puntualizza Capodanno &ndash;&nbsp;&nbsp;facevano parte del progetto del cosiddetto &ldquo; Impianto dall&rsquo;ora unica &ldquo; della citt&agrave; di Napoli, per il fatto che segnavano sincronicamente la stessa ora in tutti i punti nei quali erano dislocati. Progetto elaborato dall&rsquo;E.A.V., Ente Autonomo Volturno , che prevedeva originariamente l&rsquo;installazione di ben 500 orologi, 40 dei quali pubblici e 460 privati, da collocare nei punti pi&ugrave; trafficati del capoluogo partenopeo. I lavori furono iniziati nel 1931, su disegni del perito industriale Giuseppe Ventura e con la fusione delle colonne in ghisa eseguita dalla fonderia di Capodimonte di Enrico Treichler. Ciascun orologio aveva una propria illuminazione particolare intorno ai quadranti, sicch&eacute; era possibile leggere l&rsquo;ora anche a notte inoltrata &ldquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&ldquo;Purtroppo &ndash; continua Capodanno &ndash; nel corso dei bombardamenti dell&rsquo;ultima guerra molti degli orologi pubblici gi&agrave; installati andarono distrutti &ndash; aggiunge Capodanno -. I restanti furono ripristinati dallo stesso E.A.V. nel 1946 ma gi&agrave; l&rsquo;anno successivo, a ragione della mancanza di alcuni importanti pezzi di ricambio, non fu possibile consentire il funzionamento simultaneo degli orologi rimasti &ldquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&ldquo; Tornando all&rsquo;attualit&agrave; &ndash; sottolinea Capodanno &ndash; il fermo dell&rsquo;orologio di piazza Vanvitelli rappresenta purtroppo l&rsquo;ennesima testimonianza del lento quanto inesorabile degrado nel quale &egrave; precipitato il quartiere collinare, con particolare riguardo a tutto ci&ograve; che adorna e rende pi&ugrave; accogliente e vivibile strade e piazze, il cosiddetto arredo urbano. Analogamente a quanto accade, solo per esemplificare, alle poche aree a verde pubblico, perlopi&ugrave; in stato d&rsquo;abbandono, brulle e sporche, per la carenza della necessaria quanto costante manutenzione, o alle panchine, diverse delle quali, dopo essere state vandalizzate, sono scomparse, senza essere poi ripristinate o, come si registra in questi giorni, ai lampioni stradali, a diversi dei quali sono state sottratte le lampade &ldquo;.</p>
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		<title>Alberi tagliati al Vomero, ambientalisti in campo</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 16:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi, nel corso dei lavori per la realizzazione di una semirotatoria all&#8217;ingresso della Tangenziale di via Cilea, sono ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, nel corso dei lavori per la realizzazione di una semirotatoria all&#8217;ingresso della Tangenziale di via Cilea, sono stati abbattuti almeno cinque pini, che erano allocati nell&#8217;aiuola di pertinenza della società che gestisce l&#8217;asse viario più importante della città. Numerosi cittadini hanno segnalato quest&#8217;azione che è da subito apparsa incomprensibile, ed allora sono state prontamente avviate le verifiche su quanto stesse accadendo. E&#8217; stata quindi inviata una nota al Corpo Forestale dello Stato, ed alla Polizia Ambientale, oltre che agli uffici comunali competenti, da parte dei Presidenti delle Commissioni Ambiente, Marco Gaudini e Qualità della Vita, Francesco Vernetti, del Comune di Napoli. Ad oggi la Tangenziale spa, non ha fornito alcun titolo autorizzativo, né alcuna perizia effettuata da agronomi accreditati, a sostegno di tali abbattimenti.</p>
<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-via-cilea-dopo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131910" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-via-cilea-dopo-300x169.jpg" alt="foto via cilea dopo" width="300" height="169" /></a></p>
<p>“Quello che è accaduto in via Cilea è un vero e proprio scempio ambientale, e se quanto appreso dovesse risultare vero, ossia che non vi è alcun titolo autorizzativo, o perizia per abbattere questi pini, la cosa avrebbe anche riflessi giuridici importanti &#8211; ha dichiarato Marco Gaudini, presidente della Commissione Ambiente del Comune di Napoli, e consigliere comunale dei Verdi – E&#8217; assurdo che la Tangenziale spa, continui ad agire con la solita arroganza istituzionale, e ad utilizzare i proventi dei pedaggi per commettere azioni che danneggiano la qualità della vita dei cittadini, ed in questo caso anche l&#8217;ambiente. Domani mattina come verdi saremo in sit in di protesta fuori al cantiere della rotatoria per manifestare contro questo scempio”.</p>
<p>&#8220;La gestione della tangenziale da quando la guida l&#8217;ex Ministro democristiano Paolo Cirino Pomicino &#8211; dichiara il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli che sarà presente alla manifestazione &#8211; è stata a nostro avviso inaccettabile. Questo è l&#8217;ultimo delle vergogne che la cittadinanza ha dovuto subire dopo il record di aumenti del pedaggio e una riduzione costante delle aree a verde. Noi riteniamo oramai indispensabile che il Comune si riappropri di questo asse viario. La tangenziale di Napoli infatti è l’unica strada a scorrimento veloce interna a una grande città dove si deve pagare per poterla percorrere&#8221;. La tangenziale è uno dei simboli deDisapprovazione sull&#8217;operato della Tangenziale è stata espressa anche dalla LIPU: “ci uniamo ai Verdi nella ferma condanna per il grave abbattimento di tutti i pini che da decenni vivevano nell&#8217;aiuola dello svicolo della Tangenziale di via Cilea – ha dichiarato Fabio Procaccini, delegato Provinciale della LIPU – è un importante pezzo di natura che è andato via e che va a compromettere la già precaria biodiversità urbana. Chiediamo il ripristino urgente dello stato naturale dell&#8217;area”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>FAI, agitazione al Porto di Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2016 09:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agitazione al porto di Napoli. Continua anche oggi il presidio presso il Porto di Napoli per tutelare gli interessi degli autotrasportatori e ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Agitazione al porto di Napoli. Continua anche <a href="http://airmail.calendar/2016-09-01%2012:00:00%20CEST">oggi</a> il presidio presso il Porto di Napoli per tutelare gli interessi degli autotrasportatori e ripristinare le condizioni di sicurezza per il personale viaggiante. Considerati i lunghi tempi di attesa registrati in questi mesi per il regolare svolgimento delle attività di gate in/out per il porto di Napoli, gli autotrasportatori, per rispettare la normativa dei tempi di lavoro dei propri autisti, hanno sospeso i propri servizi per consentire un ripristino delle condizioni di sicurezza per il personale viaggiante, nel rispetto della normativa europea che prevede dei parametri orari del lavoro mensile e bimestrale fissi e inderogabili.<strong> La sospensione è riferita solo alle attività di consegna e ritiro ai terminal a partire <a href="http://airmail.calendar/2016-09-01%2012:00:00%20CEST">dal 1 al 3 settembre</a></strong>, restando invariate il resto delle operazioni di trasporto. “Massima la partecipazione da parte delle aziende interessate aderenti Fai (Federazione autotrasportatori italiani), che hanno incrociato le braccia, in attesa di  una riunione che si terrà questa mattina alle ore 12 presso gli uffici Fai di Napoli per discutere di queste problematiche” ha dichiarato Ciro Russo, segretario Fai Napoli.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>RC auto: in Campania costa il 58% in più che nel resto d’Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 15:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>
		<category><![CDATA[IL CASO]]></category>

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		<description><![CDATA[È un quadro in chiaroscuro quello che emerge dall’ Osservatorio RC Auto di Facile.it e Assicurazione.it, relativo ai costi dell’ RC ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È un quadro in chiaroscuro quello che emerge dall’ <b>Osservatorio</b> <b>RC Auto di Facile.it </b>e<b> Assicurazione.it</b>, relativo ai costi dell’ RC auto in Campania a giugno 2016. Se a livello nazionale il premio medio pagato dagli automobilisti è leggermente salito rispetto al mese precedente, passando da 507,18 a 512,06 euro annui, in regione è diminuito del 2% ed è oggi pari a 812,30 euro; tuttavia gli assicurati campani pagano ancora il 58,6% in più di quanto spenda un automobilista medio in Italia per garantirsi la copertura RC. A livello annuale, va comunque detto, i costi delle polizze sottoscritte in Campania scendono in modo importante e l’analisi rivela un calo del <b>3,73% rispetto a giugno 2015</b>. L’Osservatorio è stato elaborato sulla base dei prezzi praticati dalle compagnie assicurative italiane negli ultimi dodici mesi e ha considerato non solo i valori regionali, ma anche quelli provinciali.</p>
<p><b>Le variazioni provinciali</b></p>
<p>Fra giugno 2015 e giugno 2016 la provincia campana che ha visto ridursi maggiormente i costi RC auto è <b>Salerno </b>(-14,20%) che con i suoi 668,15 euro di premio diventa così anche la seconda più economica della regione alle spalle di <b>Benevento </b>(605,51 euro e -4,84% nell’anno). Entrambe le province, però, rimangono ancora ben al di sopra delle medie nazionali e, sempre secondo l’Osservatorio, i costi da sostenere per assicurare un auto sono maggiori, rispetto al resto della Penisola, del 30,48% in provincia di Salerno e del 18,25% in quella di Benevento.  A seguire, in ottica di riduzione costi annuali è <b>Avellino</b>, dove a giugno 2016 per assicurare un’automobile si sono spesi in media 701,50 euro, vale a dire il 5,04% in meno rispetto a un anno prima, ma comunque il 37% in più di quanto non avvenga a livello nazionale. Terza nella classifica delle contrazione dei premi, come detto, Benevento che si piazza appena davanti a <b>Caserta</b>, quarta con un premio pari a 842,80 euro (il più alto in regione), equivalente ad una riduzione annua del 3,91%, ma ad un valore superiore al 64,59% rispetto alla media nazionale. Sempre secondo i numeri dell’Osservatorio condotto da Facile.it e Assicurazione.it, buone notizie, sia pure in tono minore, anche per <b>Napoli</b> che ha fatto registrare un premio medio pari a 840,20 euro, equivalenti al 2,32% in meno su base annua, ma anche ad un +64,08% se confrontato con i valori medi della nazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Saldi a Napoli, per Confesercenti calano gli incassi rispetto a tre anni fa</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 15:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Saldi a Napoli, non sono buone le notizie provenienti dalle casse degli esercenti dopo il secondo week-end. In città, specie ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Saldi a Napoli, non sono buone le notizie provenienti dalle casse degli esercenti dopo il secondo week-end. In città, specie nel centro storico, si registrano cali significativi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I dati acquisiti dalla Confesercenti di Napoli, guidata da Vincenzo Schiavo, registrati da imprese commerciali di diversi settori (abbigliamento, calzature, oggettistica, etc) sono inequivocabili: la diminuzione delle vendite del commercio al dettaglio in città è netta. <i>«Nonostante i saldi si attestino tra il 30% e il 50%</i> &#8211; afferma il presidente Schiavo &#8211; <i>la risposta dei consumatori è stata al di sotto delle aspettative. E così quella che doveva essere la boccata d&#8217;ossigeno per tante imprese sta diventando la mazzata finale che fa scattare l&#8217;sos»</i>. I dati sono ancora più preoccupanti se si allarga la forbice dell&#8217;analisi agli ultimi tre anni. <i>«Rispetto al 2015, nello stesso periodo di saldi, registriamo un calo del 10%. L&#8217;anno scorso, tra luglio e settembre, i nostri associati hanno incassato il 30% in meno del 2014, quando le vendite ebbero una diminuzione del 20% rispetto all&#8217;anno precedente. In tre anni, in sostanza,</i>  &#8211; ha aggiunto Vincenzo Schiavo &#8211; <i>si è avuto un calo del 60% degli incassi. Il che vuol dire almeno 20mila euro di merce per ogni imprenditore non venduta neanche nella stagione dei saldi»</i>. Di questo passo c&#8217;è il rischio che la media delle chiusure delle imprese (80 al giorno, a Napoli oltre cinquemila negli ultimi tre anni) aumenti esponenzialmente. <i>«Il problema è reale</i> &#8211; denuncia il presidente di Confesercenti Napoli e Campania Vincenzo Schiavo  &#8211; <i>ed è legato alla crisi economica e quindi allo scarso potere d&#8217;acquisto dei consumatori, il cui reddito diminuisce e la cui disoccupazione aumenta. Lo Stato deve farsi carico di questo problematiche abbattendo innanzitutto la pressione fiscale. Con minori tasse da pagare sia i consumatori che gli imprenditori avrebbero respiro e l&#8217;economia, nella stagione dei saldi e non solo, riprenderebbe a camminare. Ed invece le imprese chiudono, le banche non erogano più finanziamenti. Al Governo</i> &#8211; conclude Schiavo &#8211; <i>diciamo con forza che non vogliamo tanto nuove risorse per le imprese ma meno tasse da pagare per gli imprenditori del commercio»</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Via Toledo, l&#8217;isola che non c&#8217;è&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 09:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccola qui l&#8217;isola (presunta) pedonale di via Toledo. Auto, furgoni, scooter e vetture anche sul marciapiedi riservato (almeno in teoria) ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Eccola qui l&#8217;isola (presunta) pedonale di via Toledo. Auto, furgoni, scooter e vetture anche sul marciapiedi riservato (almeno in teoria) ai pedoni. Il tutto tra i tanti turisti che, per fortuna, continuano a scegliere la nostra città per le loro vacanze. La foto di Scrivonapoli testimonia un andazzo pessimo, rispetto al quel evidentemente mancano controlli, buon senso, educazione e civiltà. Il prossimo sindaco di Napoli, chiunque esso sia, dovrebbe preoccuparsi, tra le tante cose, anche di migliorare la vivibilità delle strade cittadine o quantomeno di far rispettare obblighi e divieti. Troppo difficile?</p>
<p>m.m.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caos a Villa Bianca, in strada per un sit-in di protesta</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/caos-a-villa-bianca-in-strada-per-un-sit-in-di-protesta/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2016 12:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>
		<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;<br />
di Livio Esposito<br />
Traffico in tilt in alcune zone del Vomero e nell’area collinare della città per gran parte ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Livio Esposito</strong></p>
<p>Traffico in tilt in alcune zone del Vomero e nell’area collinare della città per gran parte della mattinata di ieri, a causa del sit-in di protesta attuato dai dipendenti di Villa Bianca, in via Bernardo Cavallino. I lavoratori della clinica, da tempo in agitazione, a partire dal 1 giugno non avranno più il proprio posto perché la proprietà ha deciso di chiudere il punto nascita e perché, stando a quanto denunciano i dipendenti stessi “l’ex commissario straordinario per la sanità, Morlacco, non ha realizzato quanto aveva garantito nel corso dell’audizione in Commissione sanità e in altre occasioni pubbliche”. Una scelta che, di fatto, avrebbe condannato alla chiusura il reparto maternità che ha visto nascere decine di migliaia di napoletani negli ultimi decenni. Già ieri i lavoratori di Villa Bianca erano scesi in strada con manifesti e striscioni, mentre da alcune finestre dell’edificio sono state calate lenzuola con slogan e richieste di aiuto.</p>
<p>Una situazione di grande criticità, soprattutto per le famiglie dei 27 dipendenti raggiunti dalle lettere di licenziamento.  Questa mattina è previsto un nuovo sit-in al Centro Direzionale. Con i suoi duemila parti all’anno Villa Bianca rappresenta il primo punto nascite accreditato della Campania. I motivi del provvedimento di chiusura darebbero legati a questioni di bilancio, visto che lo scorso anno la clinica ha chiuso con una perdita di un milione e 700mila euro e quindi con  un budget insufficiente e di un sistema tariffario non adeguato. Anche i costi alti per la gestione del punto nascita, sarebbero alla base della decisione. Nei prossimi giorni si attende la replica delle istituzioni.</p>
<p>La Clinica Villa Bianca Spa di Napoli, sita in via Bernardo Cavallino 102, fa parte del gruppo sanitario &#8220;La Nuova Domiziana S.p.A.&#8221; che oltre alla clinica napoletana ha altre quattro strutture sanitarie campane. La sede della Clinica Villa Bianca è posta in un&#8217;area di grande importanza strategica, nel contesto della zona ospedaliera della citta&#8217; di Napoli.Tale posizione fa si che la struttura sia di facile raggiungibilita&#8217; da parte dell&#8217;utente, grazie alle molteplici possibilita&#8217; di comunicazioni viarie sia per gli afferenti dalla citta&#8217; che dalla provincia.</p>
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