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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; COSI&#8217; NON VA</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Riaprite la biblioteca comunale Croce</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 11:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero, il quale, dopo la notizia che i locali ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Gennaro Capodanno</strong>, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero, il quale, dopo la notizia che i locali posti al piano terra del polifunzionale di via Morghen, 84, di proprietà del Comune di Napoli, sarebbero stati liberati da cose e persone, a seguito della diffida, inoltrata dall&#8217;ufficio patrimonio dell&#8217;amministrazione comunale, alla fondazione Francesco De Martino che, dal 2009, occupa quei locali, aveva auspicato che la biblioteca comunale Croce, trasferita inopinatamente nel 2008 nei locali posti in via De Mura, al piano interrato dell&#8217;edificio scolastico Vanvitelli, locali chiusi al pubblico dall&#8217;inizio della pandemia, tornasse nella sede che le era stata destinata fin dalla costruzione dell&#8217;edificio di via Morghen, dalla quale fu trasferita proprio per far posto alla succitata fondazione, esprime la propria delusione dal momento che, dopo cinque anni dalla chiusura, l&#8217;importante presidio culturale del Vomero non è stato riaperto al pubblico nei nuovi locali.</p>
<p style="font-weight: 400;"> &#8220;Purtroppo &#8211; afferma Capodanno &#8211; anche dal sopralluogo effettuato in questi giorni, a seguito delle segnalazioni e delle proteste delle tante persone che, in passato, frequentavano la biblioteca vomerese, ho potuto constatare che nella è cambiato e che il trasferimento nella nuova sede non è stato ancora effettuato mentre i locali dell&#8217;attuale sede restano sbarrati. Tale situazione, tra l&#8217;altro, ingenera non poche preoccupazione per lo stato nel quale si trova il notevole patrimonio librario presente nella biblioteca, rimasto per tanto tempo nei locali chiusi, privi di luce e umidi . “Da sempre &#8211; sottolinea Capodanno &#8211; , le biblioteche, luoghi di cultura e di sapere,  vengono collocate in strutture idonee, luminose e con spazi adeguati. Purtroppo invece un complesso di straordinaria importanza, anche come luogo di aggregazione, specialmente per i giovani, come la biblioteca del Vomero “Benedetto Croce”, l&#8217;unica biblioteca comunale presente sul territorio del Vomero, fu invece trasferito dalla sede a piano terra della casa comunale di via Morghen ai locali interrati, decisamente poco consoni, pure per problemi di umidità e d&#8217;illuminazione, del plesso scolastico Luigi Vanvitelli. A dimostrazione il fatto che la biblioteca è stata poi chiusa al pubblico, chiusura che permane oramai  da oramai da cinque anni “.</p>
<p style="font-weight: 400;"> “Quando ero presidente della circoscrizione, negli anni ’80  &#8211; puntualizza Capodanno -, intrapresi una vera e propria battaglia per trasferire la biblioteca Croce nella nuova sede comunale della circoscrizione, posta in via Morghen, 84, in una palazzina strappata all’utilizzo originario, fissato dall’allora sindaco-commissario Valenzi, a silos multipiano per parcheggi. Successivamente, nel 2009, i locali della biblioteca, senza che venissero mai chiariti i motivi di una tale decisione, vennero destinati a sede di una fondazione.  Da qui scaturì il trasferimento della biblioteca comunale nell&#8217;attuale sede. Eppure il Vomero, con i suoi circa 50mila residenti, avrebbe sicuramente bisogno di più di un luogo pubblico per fare cultura, anche come punti d’incontro e di aggregazione, dopo la chiusura di diverse librerie, come Guida e Loffredo, e di numerose sale cinematografiche. A questo punto &#8211; conclude Capodanno &#8211; lancio un pressante appello all&#8217;amministrazione comunale partenopea, segnatamente al sindaco Manfredi, sollecitando la ricollocazione, in tempi rapidi, nei locali del polifunzionale di via Morghen della biblioteca comunale Benedetto Croce, trasferendola dagli attuali locali di via De Mura, restituendo così al quartiere Vomero una struttura storica<strong> fondamentale e di grande importanza anche per i nostri giovani &#8220;.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
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		<title>Appello per l’orologio di piazza Vanvitelli</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 16:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220; Lo storico orologio di piazza Vanvitelli, simbolo della piazza ma anche dell&#8217;intero quartiere Vomero, non segna pi&#249; l&#8217;ora dei ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">&ldquo; Lo storico orologio di piazza Vanvitelli, simbolo della piazza ma anche dell&rsquo;intero quartiere Vomero, non segna pi&ugrave; l&rsquo;ora dei vomeresi. Infatti le sue lancette sono ferme da giorni e, nonostante le segnalazioni, gli appelli e le proteste, non si &egrave; ancora provveduto ai necessari interventi per rimetterlo in funzione. In passato era gi&agrave; stato segnalato il fatto che i due quadranti segnavano orari differenti per poi, pi&ugrave; di recente, fermarsi definitivamente &ldquo;. A segnalare il guasto dello storico impianto &egrave; Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, gi&agrave; presidente della Circoscrizione Vomero, che lancia un accorato appello al sindaco di Napoli, Manfredi.&nbsp;&ldquo; L&rsquo;orologio di piazza Vanvitelli &ndash; ricorda Capodanno &ndash;&nbsp;&nbsp;fa parte degli undici orologi elettrici cittadini, con richiami allo stile Liberty,&nbsp;&nbsp;salvatisi dalla distruzione bellica, installati quasi un secolo addietro, nelle strade e nelle piazze di Napoli. Gli altri sono quelli in via S. Lucia, in piazzetta Duca d&rsquo;Aosta, al Museo, in via del Sole, in piazza Cavour, in via Filangieri, in via Mezzocannone, a Montesanto, in via Diaz e in via Duomo &ldquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&ldquo; Questi orologi&nbsp;&nbsp;&ndash; puntualizza Capodanno &ndash;&nbsp;&nbsp;facevano parte del progetto del cosiddetto &ldquo; Impianto dall&rsquo;ora unica &ldquo; della citt&agrave; di Napoli, per il fatto che segnavano sincronicamente la stessa ora in tutti i punti nei quali erano dislocati. Progetto elaborato dall&rsquo;E.A.V., Ente Autonomo Volturno , che prevedeva originariamente l&rsquo;installazione di ben 500 orologi, 40 dei quali pubblici e 460 privati, da collocare nei punti pi&ugrave; trafficati del capoluogo partenopeo. I lavori furono iniziati nel 1931, su disegni del perito industriale Giuseppe Ventura e con la fusione delle colonne in ghisa eseguita dalla fonderia di Capodimonte di Enrico Treichler. Ciascun orologio aveva una propria illuminazione particolare intorno ai quadranti, sicch&eacute; era possibile leggere l&rsquo;ora anche a notte inoltrata &ldquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&ldquo;Purtroppo &ndash; continua Capodanno &ndash; nel corso dei bombardamenti dell&rsquo;ultima guerra molti degli orologi pubblici gi&agrave; installati andarono distrutti &ndash; aggiunge Capodanno -. I restanti furono ripristinati dallo stesso E.A.V. nel 1946 ma gi&agrave; l&rsquo;anno successivo, a ragione della mancanza di alcuni importanti pezzi di ricambio, non fu possibile consentire il funzionamento simultaneo degli orologi rimasti &ldquo;.</p>
<p style="font-weight: 400;">&ldquo; Tornando all&rsquo;attualit&agrave; &ndash; sottolinea Capodanno &ndash; il fermo dell&rsquo;orologio di piazza Vanvitelli rappresenta purtroppo l&rsquo;ennesima testimonianza del lento quanto inesorabile degrado nel quale &egrave; precipitato il quartiere collinare, con particolare riguardo a tutto ci&ograve; che adorna e rende pi&ugrave; accogliente e vivibile strade e piazze, il cosiddetto arredo urbano. Analogamente a quanto accade, solo per esemplificare, alle poche aree a verde pubblico, perlopi&ugrave; in stato d&rsquo;abbandono, brulle e sporche, per la carenza della necessaria quanto costante manutenzione, o alle panchine, diverse delle quali, dopo essere state vandalizzate, sono scomparse, senza essere poi ripristinate o, come si registra in questi giorni, ai lampioni stradali, a diversi dei quali sono state sottratte le lampade &ldquo;.</p>
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		<title>Vomero, accendiamo una &#8220;luce&#8221; sul parco agricolo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 16:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gennaro Capodanno<br />
Un&#8217;altra delle tante opere pubbliche incompiute. Il parco agricolo-didattico, atteso da lustri, che dovrebbe vedere la luce, ma ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gennaro Capodanno</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Un&#8217;altra delle tante opere pubbliche incompiute. Il parco agricolo-didattico, atteso da lustri, che dovrebbe vedere la luce, ma il condizionale a questo punto è d&#8217;obbligo, nell&#8217;area dell&#8217;ex gasometro in viale Raffaello al Vomero. Nel maggio di due anni fa, la nascita del parco agricolo didattico che dovrebbe sorgere,  nell&#8217;area dell&#8217;ex gasometro, che si estende su una superficie posta tra viale Raffaello e salita Cacciottoli, al Vomero, l&#8217;annosa vicenda era ritornata alla ribalta delle cronache. Nell&#8217;occasione si parlò anche di un&#8217;imminente apertura.</span><br />
<span style="color: #000000;">Da allora invece nulla è cambiato, nonostante gli impegni e le promesse fatte, del parco agricolo non si è saputo più nulla, dal momento che è di nuovo calato il più assoluto silenzio sull&#8217;intera vicenda mentre i lavori sono fermi da quasi un anno senza che siano state mai rese note le motivazioni alla base di quest&#8217;ennesimo stop. Eppure il 20 marzo prossimo saranno decorsi quattro anni da quando un incendio, scoppiato proprio nell’area dell’ex gasometro, con fiamme che lambirono pericolosamente anche alcuni fabbricati, creando notevole panico tra i residenti, ripropose al centro all’attenzione della pubblica opinione le annose questioni, legate alla destinazione di quell’area e alla mancata realizzazione del parco agricolo didattico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Precedentemente, nel marzo del 2011, dopo varie traversie, il progetto del parco era stato anche presentato in pompa magna alla stampa, nel mentre, dopo anni d&#8217;attesa, erano da poco iniziati i lavori per la sua realizzazione, lavori che sarebbero dovuti durare sei mesi ma che invece furono improvvisamente sospesi. Da allora dunque sono passati quasi nove anni e, di fatto, il parco è rimasto solo sulla carta, arenandosi, per molto tempo, nelle vicende giudiziarie tra la proprietà e il Comune di Napoli. Lustri d’attesa, oltre due milioni di euro a suo tempo finanziati ma a tutt’oggi ancora non è dato sapere se e quando vedrà la luce questo parco che doveva sorgere su di un’area di circa 14mila metri quadrati, acquisita dal Comune di Napoli, area che fino agli anni ’80 era stata occupata da una campana gassometrica, successivamente in disuso, e dalle relative attrezzature per il suo funzionamento.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il parco era stato progettato su un’area vincolata, che apparteneva ad un privato, e sotto una parte della quale si ventilava l&#8217;ipotesi che potesse sorgere un parcheggio interrato. Dopo una serie di battaglie sostenute dai comitati e dalle associazioni di zona, il Comune di Napoli elaborò una variante per un progetto di riqualificazione, pubblicato all’epoca anche nelle cartografie del sito internet del Comune di Napoli, variante approvata con deliberazione consiliare n. 44/2001 e con deliberazione di Giunta comunale n. 2365/2002. Successivamente con decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n. 529 del 24 settembre 2004 la stessa variante fu approvata anche dalla Regione Campania.</span></p>
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		<title>Palazzetto chiuso: l’Arzano Volley costretto ad allenarsi in villa comunale</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 10:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente Piscopo: Societ&#224; e strutture in regola, manca solo la firma di chi amministra<br />
La Luvo Barattoli Arzanocostretta a ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il presidente Piscopo: Societ&agrave; e strutture in regola, manca solo la firma di chi amministra</p></blockquote>
<p>La <strong>Luvo Barattoli Arzano</strong>costretta a iniziare la preparazione in vista del prossimo campionato nazionale di <strong>Serie B1 di pallavolo femminile </strong>allenandosi nella villa comunale cittadina.&nbsp;Triste ripresa per le ragazze vincenti del volley arzanese, le numero uno dell&rsquo;intera provincia napoletana. Palestre e palazzetti rigorosamente chiusi, commissari prefettizi impegnati chiss&agrave; dove ed il presidente <strong>Raffaele Piscopo</strong>costretto a portare la squadra nell&rsquo;unico spazio aperto. L&rsquo;unico modo per denunciare a chiare lettere l&rsquo;ennesimo disservizio che impedisce di praticare sport nelle strutture, non solo alla squadra di pallavolo ma soprattutto ai bambini e alle bambine arzanesi, impegnati ogni anno nelle diverse discipline. Anche a loro non resta che la villa o peggio ancora la strada.</p>
<p>Un&rsquo;azione che si spera scuota le coscienze di chi attualmente sostituisce l&rsquo;amministrazione comunale, come spiega lo stesso presidente dell&rsquo;Arzano Volley <strong>Raffaele Piscopo</strong>: &ldquo;Purtroppo ad oggi non abbiamo ancora ricevuto notizie per quanto riguarda le autorizzazioni ad accedere alle strutture sportive di Arzano. Sia nelle palestre scolastiche che nel palasport che restano ancora tristemente sbarrate. Siamo costretti ad allenarci in Villa, sperando che il tempo regga ancora per qualche giorno, perch&eacute; spero che nelle prossime ore la triade di commissari si riunisca e ci dia le autorizzazioni necessarie per entrare. Alle strutture non manca nulla, l&rsquo;anno scorso sono state tutte rese efficienti secondo le nuove normative. Cos&igrave; come tutte le societ&agrave; hanno assolto ai loro obblighi. Gli unici a mancare adesso sono i commissari che devono firmare le autorizzazioni&rdquo;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Appello per l’albero di piazza degli Artisti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 19:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[            Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, anche a seguito delle segnalazioni di alcuni residenti, lancia un appello per ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>            Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, anche a seguito delle segnalazioni di alcuni residenti, lancia un appello per l’unico albero rimasto in piazza degli Artisti, al confine tra i due quartieri della municipalità collinare, quello del Vomero e quello dell’Arenella, dopo che l’ulivo, che si trovava in un&#8217;aiuola posta nei pressi di via Luca Giordano, è scomparso durante i lavori di riqualificazione di quest’ultima arteria e dopo che il famigerato punteruolo rosso ha decimato le palme un tempo presenti nell’aiuola centrale della stessa piazza.</strong></p>
<p><strong>         “L’albero, una bellissima Phytolacca dioica, si trova nell’aiuola posta tra via Recco e via Bertini – puntualizza Capodanno &#8211; Un’aiuola che risulta perennemente circondata da autovetture, anche a ragione del traffico caotico presente a ogni ora del giorno, con conseguenze immaginabili anche sull&#8217;inquinamento dell&#8217;aria  “.</strong></p>
<p><strong>         “Da alcuni giorni si è notato che diversi rami dell’albero sempreverde vanno perdendo le foglie, fino a risultarne quasi del tutto spogli – sottolinea Capodanno -. Inoltre si registra anche un abbassamento degli stessi rami verso l’esterno, lasciando un vuoto, sempre più evidente, nella parte centrale. Allo stato non si conoscono le ragioni che hanno determinato quanto è possibile osservare, risultando evidente che, solo effettuando le indagini del caso,  potranno essere stabilite le cause, in uno agli eventuali rimedi da mettere in campo“.</strong></p>
<p><strong>         Capodanno sulla questione richiama l&#8217;attenzione degli uffici competenti affinché vengano  effettuate le verifiche ritenute opportune, oltre a realizzare, con la periodicità necessaria, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per l’aiuola in questione e per l&#8217;albero in essa presente.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La passeggiata impossibile</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2018 14:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[La passeggiata impossibile del disabile napoletano tra parcheggi selvaggi, incivili e marciapiedi rotti. Borrelli. Titolari di una tavola calda occupano ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La passeggiata impossibile del disabile napoletano tra parcheggi selvaggi, incivili e marciapiedi rotti. Borrelli. Titolari di una tavola calda occupano abusivamente il passaggio pubblico e se qualcuno vuole passare deve chiedere il permesso a loro</p>
<p>“Purtroppo le nostre passeggiate in giro per la città insieme ad Emanuele hanno sempre lo stesso sapore, quello della rabbia di fronte a chi non ha alcun rispetto per i disabili, ma anche per i bambini nei passeggini e per tutti i pedoni”.</p>
<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/Marciapid.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-139111" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/Marciapid-300x169.jpg" alt="Marciapid" width="300" height="169" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/TimBloccato.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-139110" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/TimBloccato-300x169.jpg" alt="TimBloccato" width="300" height="169" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/Disabilebloccato34.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-139109" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2018/10/Disabilebloccato34-300x225.jpg" alt="Disabilebloccato34" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che, nel corso della mattinata, è andato in giro tra San Giovanni a Teduccio e Barra, lungo il corso San Giovanni e nelle immediate vicinanze, insieme a Emanuele Marigliano, il giovane napoletano che sogna di partecipare alle Paraolimpiadi di Tokyo e che, ogni giorno, deve lottare con gli incivili per potersi muovere in giro per la città. Una lotta che ha deciso di rendere pubblica chiedendo aiuto a La radiazza di Gianni Simioli su RadioMarte.</p>
<p>“Anche questa volta Emanuele è stato costretto a scendere dal marciapiedi e andare sulla strada con la sua carrozzella elettrica mettendo a rischio la sua vita” ha sottolineato Borrelli che ha fatto un paio di dirette della ‘passeggiata’ con Emanuele in cui non sono mancati momenti di tensione.</p>
<p>“A un certo punto, Emanuele non riusciva a passare sul marciapiedi perché era ostacolato da alcuni tavolini e delle sedie e da uno scooter lasciato lì dai gestori di uno dei bar tavola calda della zona che, invece di scusarsi, hanno detto che ‘bastava chiedere il permesso’ come se per passare su un marciapiedi fosse necessario chiedere il permesso a qualcuno che lo ha occupato abusivamente” ha spiegato Borrelli aggiungendo che “purtroppo sono sempre di più coloro che non hanno alcuna remora a parcheggiare sui marciapiedi o comunque in modo da rendere impossibile l’accesso ai marciapiedi e, se rimproverati, non pensano neanche a scusarsi, ma reagiscono in malo modo. Per non parlare dei marciapiedi dissestati, pieni di buche e senza scivoli. Incredibile anche la storia della fermata del bus a cui l&#8217;Amministrazione comunale ha affiancato una panchina impedendo il passaggio di pedoni, disabili e carrozzini”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pannelli solari sugli edifici pubblici inutilizzati</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2018 09:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[COSI' NON VA]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono 26 gli impianti fotovoltaici installati sugli edifici pubblici a Napoli dal 2014, per un costo totale di 4 milioni ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 26 gli impianti fotovoltaici installati sugli edifici pubblici a Napoli dal 2014, per un costo totale di 4 milioni di euro, che restano però inutilizzati, lavorano a scartamento ridotto o di cui il Comune di Napoli non ha notizie. Lo denuncia il Wwf che ha chiesto all&#8217;amministrazione comunale una relazione sul funzionamento del fotovoltaico: si tratta di 12 impianti installati da Abc, l&#8217;azienda che gestisce l&#8217;acqua in città, 11 impianti posti sui tetti delle scuole e finanziati dal Miur con fondi Pon e degli impianti installati al Mercato della Canzanella, sulla piscina Scandone e sulla sede della municipalità San Giovanni a Teduccio.<br />
&#8220;Da giugno 2017 &#8211; spiega Ornella Capezzuto, presidente del Wwf Napoli &#8211; abbiamo chiesto all&#8217;amministrazione comunale una stima sull&#8217;effettivo funzionamento degli impianti fotovoltaici in città. Nella risposta del Comune si evince che i pochi dati forniti si limitano a delle stime, mentre per la maggior paarte degli impianti non hanno informazioni o ammettono che non  sono allacciati alla rete elettrica, finendo per diventare quello che temevamo, cioè dei soprammobili sui tetti degli edifici &#8220;.<br />
La situazione più allarmante riguarda gli 11 impianti fotovoltaici finanziati dal Miur nel&#8217;ambito della misura &#8220;Ambienti per l&#8217;apprendimento&#8221;. Gli impianti sono stati costruiti con i fondi europei 2007-13 ma, come conferma lo stesso Comune di Napoli nella risposta al Wwf, &#8220;in quanto non allacciati alla rete non hanno prodotto energia tra 2014, 2015 e 2016&#8243;, si legge nella missiva di Palazzo San Giacomo. Gli impianti fotovoltaici sulle scuole, insomma, hanno preso il sole in questi anni ma non hanno mai prodotto energia. Le scuole &#8220;adornate&#8221; con i pannelli solari sono: Terzo Circolo Didattico De Amicis, in via Santa Teresa a Chiaia; Istituto Comprensivo Aganoor Marconi nelle due sedi di Traversa dell&#8217;Abbondanza e via Ramaglia; Istituto Comprensivo Russo Montale di via Santa Maria della Catena alle Fontanelle; 58mo Circolo Didattico Kennedy di via Monte Rosa; Istituto Comprensivo San Gaetano-Tasso di via Moscati; 41mo Circolo Didattico Fornari Bagnoli in via Diomende Carafa; 53mo Circolo Didattico Neghelli di piazza Neghelli; Istituto Comprensivo Della Valle in via Salita del Casale; Istituto Comprensivo Vittorino da Feltre di via Sorrento. Il Comune ammette anche che &#8220;non sono disponibili dati su ulteriori impianti realizzati e in esercizio, né su eventuali introiti o risparmi ottenuti attraverso scambio sul posto&#8221;.<br />
Il Comune di Napoli ignora anche la situazione dei tre impianti costruiti con il Paes (Piano dazione per l&#8217;energia sostenibile) che sono stati completati più di dieci anni fa, tra il 2006 e il 2007. Si tratta dell&#8217;impianto sul tetto del Mercato della Canzanella a Fuorigrotta, la piscina Scandone e sulla sede della Municipalità San Giovanni. &#8220;Non sono disponibili &#8211; scrive nella relazione il dirigente interpellato dal Wwf &#8211; dati in merito allo stato attuale di manutenzione e all&#8217;effettivo funzionamento, né circa la produzione di energia, né in merito a eventuali introiti o risparmi&#8221;.<br />
Va un po&#8217; meglio solo per i dieci impianti realizzati da Abc: per sei di essi al Comune risulta che sono allacciati alla rete elettrica, ma solo per quattro impianti l&#8217;amministrazione fornisce dei dati orientativi di massima per il periodo 2010-2015.<br />
&#8220;Il mancato funzionamento degli impianti &#8211; sottolinea Capezzuto &#8211; è un spreco di risorse pubbliche e un’opportunità persa nel ridurre le emissioni inquinanti nella città di Napoli. Parliamo di sprechi reali a partire dai circa 4 milioni di euro di origine pubblica nazionale, regionale ed anche una parte comunale investiti per acquistarli e installarli, fino alla mancata produzione di energia elettrica che consentirebbe di ridurre i costi in bolletta del Comune di Napoli di circa 1 milione di euro. I costi di bolletta sono significativi ma, ricordo, nessuno li controlla vista l’assenza del soggetto preposto cioè l’energy manager, figura obbligatoria per legge per un ente energivoro come l’amministrazione napoletana. C&#8217;è poi da sottolineare che quegli impianti erano stati realizzati per ridurre le emissioni inquinanti da energie fossili, stimate almeno in 3,5 tonnellate di anidride carbonica evitabile. Il Wwf ha atteso,inutilmente, più di un anno per avere risposte e perché gli uffici si attivassero per mettere in funzione gli impianti ed avere elementi concreti della loro produzione di energia pulita. Il tempo passa e riceviamo solo rassicurazioni e promesse con il rischio concreto che questi impianti non gestiti o gestiti male siano non più recuperabili. Nostro malgrado ci rivolgeremo alle Autorità competenti e alla Corte dei Conti per verificare inadempienze e l’esistenza di sprechi di risorse pubbliche, che se confermati farebbero della vicenda degli impianti FV del comune di Napoli un vero scandalo che non è più possibile tacere&#8221;.</p>
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		<title>Auto e pulmini sulle strisce, scuola a rischio nel cuore del Vomero</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 14:37:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Auto sulle strisce pedonali, in prossimit&#224; di un semaforo e soprattutto di una scuola, la Quarati del Vomero. Accade in ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Auto sulle strisce pedonali, in prossimit&agrave; di un semaforo e soprattutto di una scuola, la Quarati del Vomero. Accade in via Francesco Paolo Tosti, come testimoniato dalle foto scattate da un nostro redattore. Appare evidente come&nbsp;le macchine e alcuni pulmini utilizzati per l&rsquo;accompagnamento dei bambini, occupino quasi completamente la segnaletica su asfalto che indica il passaggio dei pedoni, con conseguenti difficolt&agrave; e rischi, per chi deve&nbsp;attraversare la strada.</p>
<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2017/04/auto-su-strisce-.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-134311" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2017/04/auto-su-strisce--287x300.jpg" alt="auto su strisce" width="287" height="300" /></a> <a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2017/04/auto-strisce-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-134310" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2017/04/auto-strisce-3-300x188.jpg" alt="auto strisce 3" width="300" height="188" /></a></p>
<p>(<strong>foto Scrivonapoli</strong>)</p>
<p>Comprensibile la necessit&agrave; di tanti genitori, di sostare nei pressi della scuola per qualche minuto, dopo aver accompagnato i figli. Meno comprensibile &egrave; che gli stessi non si preoccupino dei rischi provocati, annullando (di fatto) l&rsquo;utilit&agrave; delle strisce pedonali, che (come si vede dalle foto), non sono praticamente visibili. Ancor pi&ugrave; grave &egrave; che non si provveda a riservare ai pulmini dell&rsquo;istituto, uno spazio tale da impedire che la situazione sia di tale pericolo e incivilt&agrave;.</p>
<p>(<strong>ma.mar.</strong>)</p>
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		<title>Alberi tagliati al Vomero, ambientalisti in campo</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 16:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi, nel corso dei lavori per la realizzazione di una semirotatoria all&#8217;ingresso della Tangenziale di via Cilea, sono ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi, nel corso dei lavori per la realizzazione di una semirotatoria all&#8217;ingresso della Tangenziale di via Cilea, sono stati abbattuti almeno cinque pini, che erano allocati nell&#8217;aiuola di pertinenza della società che gestisce l&#8217;asse viario più importante della città. Numerosi cittadini hanno segnalato quest&#8217;azione che è da subito apparsa incomprensibile, ed allora sono state prontamente avviate le verifiche su quanto stesse accadendo. E&#8217; stata quindi inviata una nota al Corpo Forestale dello Stato, ed alla Polizia Ambientale, oltre che agli uffici comunali competenti, da parte dei Presidenti delle Commissioni Ambiente, Marco Gaudini e Qualità della Vita, Francesco Vernetti, del Comune di Napoli. Ad oggi la Tangenziale spa, non ha fornito alcun titolo autorizzativo, né alcuna perizia effettuata da agronomi accreditati, a sostegno di tali abbattimenti.</p>
<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-via-cilea-dopo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-131910" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-via-cilea-dopo-300x169.jpg" alt="foto via cilea dopo" width="300" height="169" /></a></p>
<p>“Quello che è accaduto in via Cilea è un vero e proprio scempio ambientale, e se quanto appreso dovesse risultare vero, ossia che non vi è alcun titolo autorizzativo, o perizia per abbattere questi pini, la cosa avrebbe anche riflessi giuridici importanti &#8211; ha dichiarato Marco Gaudini, presidente della Commissione Ambiente del Comune di Napoli, e consigliere comunale dei Verdi – E&#8217; assurdo che la Tangenziale spa, continui ad agire con la solita arroganza istituzionale, e ad utilizzare i proventi dei pedaggi per commettere azioni che danneggiano la qualità della vita dei cittadini, ed in questo caso anche l&#8217;ambiente. Domani mattina come verdi saremo in sit in di protesta fuori al cantiere della rotatoria per manifestare contro questo scempio”.</p>
<p>&#8220;La gestione della tangenziale da quando la guida l&#8217;ex Ministro democristiano Paolo Cirino Pomicino &#8211; dichiara il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli che sarà presente alla manifestazione &#8211; è stata a nostro avviso inaccettabile. Questo è l&#8217;ultimo delle vergogne che la cittadinanza ha dovuto subire dopo il record di aumenti del pedaggio e una riduzione costante delle aree a verde. Noi riteniamo oramai indispensabile che il Comune si riappropri di questo asse viario. La tangenziale di Napoli infatti è l’unica strada a scorrimento veloce interna a una grande città dove si deve pagare per poterla percorrere&#8221;. La tangenziale è uno dei simboli deDisapprovazione sull&#8217;operato della Tangenziale è stata espressa anche dalla LIPU: “ci uniamo ai Verdi nella ferma condanna per il grave abbattimento di tutti i pini che da decenni vivevano nell&#8217;aiuola dello svicolo della Tangenziale di via Cilea – ha dichiarato Fabio Procaccini, delegato Provinciale della LIPU – è un importante pezzo di natura che è andato via e che va a compromettere la già precaria biodiversità urbana. Chiediamo il ripristino urgente dello stato naturale dell&#8217;area”.</p>
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		<title>FAI, agitazione al Porto di Napoli</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2016 09:13:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Agitazione al porto di Napoli. Continua anche oggi il presidio presso il Porto di Napoli per tutelare gli interessi degli autotrasportatori e ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Agitazione al porto di Napoli. Continua anche <a href="http://airmail.calendar/2016-09-01%2012:00:00%20CEST">oggi</a> il presidio presso il Porto di Napoli per tutelare gli interessi degli autotrasportatori e ripristinare le condizioni di sicurezza per il personale viaggiante. Considerati i lunghi tempi di attesa registrati in questi mesi per il regolare svolgimento delle attività di gate in/out per il porto di Napoli, gli autotrasportatori, per rispettare la normativa dei tempi di lavoro dei propri autisti, hanno sospeso i propri servizi per consentire un ripristino delle condizioni di sicurezza per il personale viaggiante, nel rispetto della normativa europea che prevede dei parametri orari del lavoro mensile e bimestrale fissi e inderogabili.<strong> La sospensione è riferita solo alle attività di consegna e ritiro ai terminal a partire <a href="http://airmail.calendar/2016-09-01%2012:00:00%20CEST">dal 1 al 3 settembre</a></strong>, restando invariate il resto delle operazioni di trasporto. “Massima la partecipazione da parte delle aziende interessate aderenti Fai (Federazione autotrasportatori italiani), che hanno incrociato le braccia, in attesa di  una riunione che si terrà questa mattina alle ore 12 presso gli uffici Fai di Napoli per discutere di queste problematiche” ha dichiarato Ciro Russo, segretario Fai Napoli.</p>
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