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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Ciao Diego</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Maradona un anno dopo, esperti a confronto</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 11:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciao Diego]]></category>

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		<description><![CDATA[Il grandissimo movimento di emozioni determinato dalla morte di Diego Armando Maradona ha coinvolto non solo la generazione che ha ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Il grandissimo movimento di emozioni determinato dalla morte di Diego Armando Maradona ha coinvolto non solo la generazione che ha vissuto la sua storia e i suoi successi, ma profondamente anche i ragazzi di oggi.<br />
Da qui la domanda: cosa rappresenta per i giovani lo sport, come lo vivono, che significato ne danno. Interrogativi che saranno al centro dell’incontro che si terrà giovedì 25 novembre, dalle ore 10,30 alle 13,30 a Caserta, viale Ellittico, presso il Rettorato dell&#8217;Università Vanvitelli, sulla base delle testimonianze e delle percezioni dei giovani.<br />
Il Convegno pertanto si aprirà, dopo il saluto del Rettore, Gianfranco Nicoletti, con le testimonianze di due studenti dell&#8217;Ateneo, che riferiranno le sensazioni e le percezioni dei giovani.<br />
Hanno assicurato la loro presenza Gianni Improta e Beppe Bruscolotti, Carmando, ma anche Guido Clemente, Bruno Siciliano e Oscar Nicolaus, oggi affermati docenti universitari, e poi Paolo Jorio, direttore del Museo Filangieri, Sergio Siano che ha curato la mostra fotografica su Maradona e  Nino d&#8217;Angelo, che ha dedicato al Pibe una delle sue ultime canzoni.<br />
E poi con Sandro Cuomo, campione olimpionico e attuale CT della nazionale di scherma, e con alcuni giornalisti sportivi si discuterà delle eventuali differenze di &#8220;appeal&#8221; delle varie discipline sportive, ma soprattutto della eccezionalità del &#8220;fenomeno &#8220;Maradona&#8221;.</span></p>
<p>Il Convegno è in presenza, a numero limitato: per partecipare è necessario inviare una mail a <a href="mailto:convegnomaradona@unicampania.it"><b>convegnomaradona@unicampania.it</b></a></p>
<p>La disponibilità dei posti sarà confermata con una mail di risposta. Senza la conferma non sarà possibile accedere all&#8217;aula, ma sarà invece possibile seguire l&#8217;evento in diretta sul canale YouTube di Ateneo.</p>
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		<title>Maradona, un grande murale a Bacoli</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 09:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciao Diego]]></category>
		<category><![CDATA[bacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[murales]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivonapoli]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Livio Esposito)<br />
Mentre la cronaca, soprattutto giudiziaria, continua ad occuparsi di Maradona sui risvolti, misteriosi e drammatici che circondano ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Livio Esposito)</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre la cronaca, soprattutto giudiziaria, continua ad occuparsi di <strong>Maradona</strong> sui risvolti, misteriosi e drammatici che circondano la sua morte. A Napoli e in provincia, proseguono le testimonianze di affetto nei confronti del campione argentino. E’ stato infatti realizzato sul muro degli spogliatoi di quello che fu il campo di calcio ‘<strong>Maremorto</strong>’ di Bacoli, comune flegreo in provincia di Napoli, un mega murale dedicato al Pibe de oro. I dipinti ritraggono il giocatore più volte nei momenti che ne hanno segnato la carriera. In testa al lungo murale, realizzato gratuitamente dallo street artist <strong>Dario Santucci</strong>, la frase del Pibe resa famosa dal documentario sulla sua vita “Non sarò mai un uomo comune”.  </span><span style="font-weight: 400;">L’opera sarà inaugurata ufficialmente alla presenza tra gli altri di <strong>Hugo Maradona</strong>, fratello del campione argentino e che da anni è cittadino di Bacoli.</span></p>
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		<title>Per sempre Diego, video messaggi per Maradona</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2020 12:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciao Diego]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce sul sito www.ilcuoreazzurro.it l&#8217;iniziativa &#8220;Per sempre Diego&#8221;. Il giornalista Mario Passaretti&#160; ha raccolto centinaia di video messaggi per omaggiare ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Nasce sul sito <a href="http://www.ilcuoreazzurro.it">www.ilcuoreazzurro.it</a> l&rsquo;iniziativa &ldquo;Per sempre Diego&rdquo;. Il giornalista Mario Passaretti&nbsp; ha raccolto centinaia di video messaggi per omaggiare il &ldquo;Campione argentino&rdquo; chiedendo ad ex calciatori, artisti, giornalisti e Club Napoli di dedicare qualche minuto all&rsquo;indimenticabile Diego.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Diego e Napoli, la favola eterna</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 17:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciao Diego]]></category>

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		<description><![CDATA[di Mariateresa Di Pastena<br />
C&#8217;era una volta un bel bambino, con i capelli scuri e ricci, che non aveva il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #000000;">di Mariateresa Di Pastena</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">C&rsquo;era una volta un bel bambino, con i capelli scuri e ricci, che non aveva il tempo per fare i capricci.&nbsp; Sotto il cielo dell&rsquo;Argentina era nato,&nbsp; ed &egrave; l&igrave; che il suo talento&nbsp; &egrave; sbocciato. Il suo sogno&nbsp; era giocare a pallone,&nbsp; e diventare un grande campione.&nbsp; Lui non viveva certo nell&rsquo;oro, ma con passione e sacrifici avrebbe trasformato la sua passione in&nbsp; lavoro. Una notte, mentre dormiva, gli apparve qualcuno in sogno, che gli chiese:&nbsp; &ldquo;dimmi, bambino, di che cosa hai bisogno? Bada per&ograve; che posso realizzare un&nbsp; solo tuo desiderio&hellip;&rdquo;&nbsp; All&rsquo;improvviso si svegli&ograve;&hellip; E lo vide sul serio! Non&nbsp; era un sogno, ma la realt&agrave;! Era sceso dal cielo, era proprio l&agrave;!&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">&ldquo;Non credo ai miei occhi&rdquo; esclam&ograve;,&nbsp; &ldquo;ma tu sei&hellip; Dio?&rdquo;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">E Lui rispose : &ldquo;Si, sono&nbsp; Io!&rdquo;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Allora, scoppi&ograve; a piangere, anche se era contento&hellip; E, senza pensarci neanche un momento, il piede sinistro tir&ograve; gi&ugrave; dal letto e chiese: &rdquo; rendimi questo perfetto&hellip;&nbsp; Fagli fare miracoli col pallone, fammi diventare il pi&ugrave; grande campione!&rdquo;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">&ldquo;Bambino mio,&nbsp; tu mi chiedi una cosa che io gi&agrave; ti ho donato, nel momento stesso in cui&nbsp; sei nato! Certo, tu questo ancora non lo sai, ma presto di sicuro lo scoprirai&hellip;&rdquo;.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Lui guard&ograve; il piede, poi guard&ograve; Dio ed esclam&ograve; : &rdquo; un altro sogno, allora? S&igrave;, ce l&rsquo;ho! Un&rsquo; altra terra, oltre alla mia, fammi amare alla follia. Scegli la citt&agrave; pi&ugrave; bella che tu possa immaginare, in cui, da grande, io possa andare a giocare&hellip; Che abbia il cuore d&rsquo;oro ed abitanti&nbsp; geniali, che somigli ad un angelo ma senza le ali, cosicch&eacute; io, col pallone, possa farla volare,&nbsp; ed il suo orgoglio farle ritrovare&hellip;. Una citt&agrave; piena di meraviglie, ma anche di sofferenza&hellip;&nbsp; Di passione, fantasia e pazienza. Che possa amarmi come fossi suo figlio,&nbsp; anche se nella mia vita dovessi portare un po&rsquo; di scompiglio&rdquo;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Cos&igrave;, Dio, sorpreso, lo guard&ograve;, poi gli sorrise e lo rassicuro&rsquo; : &rdquo; te lo prometto&hellip; S&igrave;, lo far&ograve;! Per te, che sei buono e generoso, il luogo pi&ugrave; magico&nbsp; sceglier&ograve; !&rdquo;.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Poi, prima che lui potesse ringraziarlo, spar&igrave; nel nulla e fu inutile invocarlo. Col tempo, il&nbsp; bimbo crebbe e divenne un portento, ma con lui crebbe anche il suo tormento&hellip; Essere troppo grandi, si sa,&nbsp; pu&ograve; diventare un&rsquo;arma a doppio taglio,&nbsp; perch&eacute;, purtroppo, sotto la lente d&rsquo;ingrandimento e il giudizio&nbsp; altrui, rischia di finire ogni sbaglio!&nbsp; Cos&igrave;, il successo e l&rsquo;enorme talento, applauditi&nbsp; dall&rsquo; intero pianeta, lo hanno reso anche bersaglio di qualche cuore analfabeta.&nbsp; &nbsp; &nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Inoltre, l&rsquo;estrema bont&agrave;, spesso, facile preda diventa,&nbsp; se insieme a lei qualche debolezza si ostenta. Ma Napoli, la sua &lsquo;citt&agrave; promessa&rsquo;, l&rsquo; ha sempre salvato: mai, infatti, l&rsquo;ha condannato&hellip;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">E perch&eacute; mai&nbsp; avrebbe dovuto, se da lui solo bene ha ricevuto?&nbsp;&nbsp; E, come in tanti ripetono adesso, se&nbsp; male ha fatto, l&rsquo;ha fatto solo a se stesso. Agli altri ha fatto solo del bene, portando gioia e alleviando le loro pene. Cosi, tra lui e Napoli fu&nbsp; un colpo di fulmine, e poi amore, amore senza fine&hellip;&nbsp; Per i tifosi e non,&nbsp; lui &egrave; stato, e rester&agrave; sempre, una rosa senza spine. Mai, mai ha tradito noi napoletani, e ad uno ad uno ci ha stretto le mani, mentre troppo presto&nbsp; lasciava questa vita,&nbsp; che, per chi lo ama, non sar&agrave; mai finita! E ad ognuno ha donato il suo ultimo sorriso, mentre viaggiava verso il Paradiso. Perch&eacute; Maradona, per raggiungere Dio, di sicuro, di qua &egrave; passato: la gente, il Vesuvio, il mare,&nbsp; per l&rsquo;ultima volta ha ammirato&hellip; E poi ha calciato, ballato, e&nbsp; &lsquo;O sole mio&rsquo; con un filo di voce ha intonato&hellip;&nbsp;&nbsp; E il&nbsp; sole di Napoli, che splende d&rsquo;estate e d&rsquo;inverno,&nbsp; gli&nbsp; ha giurato amore eterno! Intorno&nbsp; allo stadio si &egrave; alzato un coro, che ha invocato&nbsp; il&nbsp; &lsquo;pibe de oro&rsquo; : un mito, il migliore, il Calcio in persona, non&nbsp; solo un calciatore!&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando poi&nbsp; lass&ugrave;, in alto, nel cielo &egrave; arrivato, il&nbsp; suo piede sinistro, per primo, &egrave; entrato. E&nbsp; allora Dio l&rsquo; ha riconosciuto e gli ha sorriso: &lsquo;Diego mio, benvenuto in Paradiso&hellip;&rdquo;.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Lui, allora, imbarazzato, inginocchiandosi, ha sussurrato: &ldquo;perdonami, Dio, se ti ho deluso&hellip;&nbsp; Ero certo che da qui mi avresti escluso&hellip;&rdquo;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">&ldquo;Ma che deluso, figlio mio diletto! Io solo il tuo piede ho reso perfetto&hellip;&nbsp; Mentre tu, anche il tuo&nbsp; cuore&nbsp; hai reso&nbsp; tale! Da qui, io l&rsquo;ho osservata,&nbsp; la tua vita eccezionale!&nbsp; Con te stesso, &egrave; vero, hai fatto degli&nbsp; errori, ma&nbsp; ho perso il conto&nbsp; di tutti i cuori, a cui hai donato&nbsp; Amore e onori. A me basta questo, non serve altro, sai? Sappi che il&nbsp; mondo non ti scordera&rsquo; mai! Ecco una prova&hellip; Affacciati, guarda anche tu&hellip; La vedi Napoli, laggi&ugrave;? Piangono tutti, ti rendono onore, mettendo da parte il loro dolore, per unirsi al tuo, e a quello dei tuoi cari&hellip; Non mi ero sbagliato: i napoletani sono proprio rari!&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per questo ho dato loro il colore del cielo&hellip; Tra te e i napoletani c&rsquo;&egrave; solo un velo, che potrai sollevare ogni volta che vorrai&hellip;&nbsp; E continuare ad amarli, per sempre potrai.&nbsp; Cos&igrave; come potrai guardare e&nbsp; amare tutta la tua gente, i tuoi figli e i tuoi cari.&nbsp;&nbsp;&nbsp; Loro sono e saranno i tuoi fari&hellip; Per questo, qui, c&rsquo;&egrave; tanta luce intorno a te&hellip; &Egrave; solo grazie alla tua vita, non a me! Ora lo sai, &egrave; proprio&nbsp; questo il segreto del Paradiso&rdquo; concluse, strappandogli il pi&ugrave; bel sorriso.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Allora, Diego, affacciandosi, ha esclamato : &rdquo; Quella &egrave; la mia gente! E quello &egrave; lo stadio San Paolo! E&rsquo; tutto illuminato!!! .&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </span></p>
<p><span style="color: #000000;">&ldquo;Devo dirti un&rsquo; ultima cosa, Diego, che mi&nbsp; riempie di gioia e mi emoziona: quello, sar&agrave; lo&nbsp; stadio Maradona!!!&rdquo;. Cos&igrave;, Dio lo lasci&ograve; senza parole:&nbsp; in piena notte gli aveva&nbsp; acceso il sole!</span></p>
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		<title>E ora Diego Maradona diventa anche un dolce</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 16:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciao Diego]]></category>

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		<description><![CDATA[La Pasticceria Seccia, fiore all&#8217;occhiello dei Quartieri Spagnoli e da sempre legata al tifo e all&#8217;amore per il pibe de ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><em>La Pasticceria Seccia, fiore all&#8217;occhiello dei Quartieri Spagnoli e da sempre legata al tifo e all&#8217;amore per il pibe de oro, ha lanciato nell&#8217;ultima domenica di novembre una mignon dedicata alla memoria del compianto Diego Armando Maradona: un bign&egrave; craquelin panna e caramello da condividere sui social con l&#8217;hashtag #elpibe.</em><br />
La notizia della scomparsa di Diego Armando Maradona ha lasciato tutti sgomenti a Napoli, seconda casa del Pibe de Oro, e le manifestazioni d&#8217;affetto che stiamo vedendo in questi giorni ne sono la prova tangibile. Se allo Stadio San Paolo, che presto cambier&agrave; nome in suo onore a quanto pare, l&rsquo;abbraccio di tifosi e appassionati &egrave; stato forse il pi&ugrave; pittoresco e degno di una rockstar, con le candele, le foto e i gadget adagiati a ridosso dei cancelli, &egrave; innegabile che ai<strong>&nbsp;Quartieri Spagnoli, nel cuore del centro storico di Napoli</strong>, abiti la passione pi&ugrave; viva e sentita per il grande calciatore argentino.<br />
Non &egrave; un caso se la&nbsp;<strong>Pasticceria Seccia</strong>, gi&agrave; protagonista tre anni fa con la torta ufficiale delle celebrazioni per la cittadinanza onoraria conferita a Maradona, e per i 30 anni del primo scudetto del Napoli, abbia pensato a&nbsp;<strong>un dolce dedicato alla memoria del genio di Buenos Aires</strong>&nbsp;da offrire ai clienti e a chiunque sia di passaggio nei Quartieri domenica 29 novembre. Nei limiti ovviamente della zona rossa prevista per la citt&agrave; di Napoli dall&#8217;ordinanza ministeriale, e ovviamente nel pieno rispetto delle prescrizioni e delle normative governative nazionali e regionali anticovid per gli esercizi commerciali (solo asporto consentito e ingresso rigorosamente contingentato nel negozio di Via Concordia 66, sempre con la mascherina indossata).<br />
Quello che &egrave; stato dato in omaggio ai clienti &egrave; un&nbsp;<strong>bign&egrave; craquelin farcito con panna e caramello, sormontato da un bel 10 biancoceleste in pasta di zucchero</strong>, il numero della mano de Dios.&nbsp;<strong>El pibe &egrave; il nome ufficiale della mignon</strong>&nbsp;pensata e ideata da Casa Seccia, e realizzata dalle sapienti mani del giovane Antonio Duraccio, nonch&eacute; dell&rsquo;hashtag ufficiale per le condivisioni sui social nelle storie, nei post e nelle foto in cui figuri questa golosa&nbsp;<strong>pasta choux ripiena</strong>. Il pasticcino &egrave; il gemello stretto di un prodotto gi&agrave; proposto tempo fa, in occasione della festa al San Carlo e nel foyer del teatro per&nbsp;<strong>Maradona cittadino onorario di Napoli</strong>: l&rsquo;aperisci&ugrave;, un craquelin al gusto di mojito, daiquiri e pina colada, cocktail tipicamente cubani, e dai colori della bandiera dell&#8217;isola tanto cara al campione del mondo di Messico &rsquo;86.<br />
Cos&igrave; a due passi dal mural restaurato solo pochi anni fa in via de Deo, teatro oggi di un&#8217;elaborazione laica della dolorosa perdita, domenica &egrave; stato possibile ricevere una&nbsp;<strong>mignon dai sapori ricercati e dai colori che ormai sono Storia del Calcio&nbsp;</strong>a tutti gli effetti, da degustare a casa, non prima ovviamente del doveroso scatto social da condividere poi su Facebook, Twitter e Instagram tra post e stories.<br />
La dipartita del leggendario trascinatore del&nbsp;<strong>Napoli Calcio</strong>, a cui dobbiamo indubbiamente&nbsp;<strong>due Scudetti e una Coppa Uefa</strong>&nbsp;oltre a un inaspettato prestigio per la squadra partenopea tra gli anni &rsquo;80 e i primi anni &lsquo;90, ci ha rattristato profondamente mercoled&igrave; scorso, ma una nota di dolcezza &egrave; proprio quello che ci vuole per superare questo lutto e soprattutto il&nbsp;<strong>difficile momento storico, sociale ed economico</strong>&nbsp;di questa emergenza sanitaria del covid 19.</span></p>
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		<title>Pisani: «Si faccia chiarezza sulla morte di Diego»</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 07:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciao Diego]]></category>

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		<description><![CDATA[«Solo ora inizio a capire meglio, più mi guardo intorno e più penso e ripenso agli effetti della vita di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">«Solo ora inizio a capire meglio, più mi guardo intorno e più penso e ripenso agli effetti della vita di Maradona. Io sono credente e penso che Diego sia stato uno strumento di Dio, sarebbe normale dedicargli una chiesa per diffondere i suoi messaggi, che sono messaggi puri. Molti vogliono intitolare uno stadio o una piazza a Maradona,  ma se si tiene conto della sua vita, della sua filosofia e del messaggio che voleva diffondere, a Diego bisognerebbe intitolare una chiesa, la sua può leggersi come religione dei valori, il trovare nelle debolezze umane la forza del riscatto». Ad affermarlo senza remore, premettendo di essere credente e di credere nei segnali, quasi rasentando la blasfemia, è <strong>Angelo Pisani</strong>, l’avvocato che ha difeso il campione argentino anche nella querelle da 40 milioni di euro con il Fisco italiano, oltre che nelle controversie  per diffamazione, ma anche l’amico con il quale il “pibe de oro” si confidava.</span></p>
<p>«Una volta – ricorda , come l’aveva soprannominato – mi disse:  “un giorno capiranno il mio messaggio e parleranno infinitamente di Maradona”. Credo stia già avvenendo a pieno adesso, dopo la sua morte. Il mondo si è fermato per rendergli omaggio, la sua storia  ha un effetto planetario ed oggi più che mai ritengo che il suo piede sinistro fosse lo strumento con il quale gli emarginati hanno trovato riscatto. Lui il calcio lo ha  usato per fare del bene, Maradona può considerarsi uno strumento di Dio».</p>
<p>Secondo l’avvocato del pibe, è successo qualcosa di straordinario, abbiamo dei segnali: quando l’Argentina ha battuto l’Inghilterra nei mondiali disputati in Messico nel 1986, «riscattando il suo popolo dalla sconfitta subita contro il Regno Unito per le isole Malvine-Falkland», e anche «quando ha dato il primo scudetto al Napoli, intervenendo con i suoi gol e con il suo spirito ribelle sulla questione meridionale, allora ancora viva, regalando successi e gioia ai napoletani che guidava nella battaglia al razzismo del nord».</p>
<p>«Diego ha combattuto diversi tipi di male e per certi versi ha anche vinto una guerra combattuta in tempo di pace». «A differenza di chi combatte le guerre con i fucili, Diego ha combattuto una guerra buona per tutto il pianeta con il piede sinistro».</p>
<p><span style="color: #333333;">In merito alle indagini che stanno cercando di fare piena luce sulle circostanze che hanno portato Maradona alla morte, per Angelo Pisani, è necessario che si faccia chiarezza  fino in fondo: «I suoi tifosi e i suoi estimatori hanno diritto di sapere la verità al pari dei suoi eredi, ma abbiamo assistito ad un messaggio che, sono sicuro, diventerà una filosofia, o meglio, la religione di Maradona, come riscatto e volano per far vincere il bene sul male, soprattutto per i più giovani. In quella telefonata, quella con la quale il suo medico personale, Leopoldo Luque, chiede i soccorsi – continua Pisani – non traspare alcun coinvolgimento emotivo di chi non dice neanche di esser il suo medico. Sembra la telefonata di un estraneo che assiste ad un incidente e chiama i soccorsi. Comunque – conclude Pisani – sarà dirimente la perizia medico-legale, per il resto Maradona non morirà mai e lo ritroveremo sempre in ogni parte del mondo, nei cuori degli anziani come nei sogni dei bambini».<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La via dei pastori rende omaggio al Re del Calcio</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2020 16:51:36 +0000</pubDate>
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Di questi tempi, in condizioni normali, San Gregorio Armeno dovrebbe essere invasa dai turisti, piena di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><strong><span style="color: #000000;">di Marco Martone </span></strong></p>
<p class="p1"><span style="color: #000000;">Di questi tempi, in condizioni normali, San Gregorio Armeno dovrebbe essere invasa dai turisti, piena di colori, ricca di rumori e di emozioni. L’emergenza Covid e le misure di sicurezza che hanno costretto gli artigiani pastori ad abbassare le serrande, l’hanno resa malinconica, triste, quasi irreale.<span class="Apple-converted-space"> </span>Non ci sono zampognari e mancano le luminarie, molti artigiani se ne stanno fuori alle proprie botteghe, nell’attesa di chissà quale buona notizia. Uno scenario paradossalmente ideale, però, per immergersi nell’atmosfera di dolore e di silenzio per la morte di Diego Maradona. Ecco che allora al posto dei pastori sono spuntate le immagini di Diego, e là dove c’erano le bancarelle, sono stati allestiti altarini ed edicole votive, in memoria del più grande giocatore di tutti i tempi. Ci sono televisioni straniere, qualche passante, ci sono i pastorai che attendono di conoscere il proprio destino, mentre il Natale si avvicina. E c’è l’ombra di Diego che aleggia su tutto il centro storico. In un bar di piazzetta Nilo le foto del Pibe si alternano ai disegni e ai dipinti. Ci sono le immagini degli scudetti e delle coppe vinte, assieme a quelle di Totò e Massimo Troisi. Le gigantografie del campione davanti alle edicole votive, per un mix di sacro e profano che a Napoli diventa fede. Le candele accese e un senso di vuoto che non sarà riempito, neanche quando San Gregorio Armeno si ripopolerà di pastori, botteghe e migliaia di turisti.</span></p>
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		<title>Il paradiso di Diego ridotto a un piccolo inferno</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2020 16:46:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche qui hanno voluto sistemare uno striscione, nel ricordo del più grande di tutti. Diego Armando Maradona. “Questo è il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: 400;">Anche qui hanno voluto sistemare uno striscione, nel ricordo del più grande di tutti. Diego Armando Maradona. “Questo è il tuo paradiso. Immortale 10!”. </span><span style="font-weight: 400;">Perché il campo Paradiso di Soccavo era la sua casa, la casa del Napoli, quello degli scudetti, delle emozioni forti, dei trionfi e delle coppe. Nel campo, oggi ridotto ad un cumulo di erbacce, Diego palleggiava con palloni, bottigliette, arance e palline da ping pong. Deliziava i compagni e illuminava gli occhi dei tanti ragazzini che accorrevano a vederlo. Oggi tutto è lasciato all’incuria, tra diatribe giuridiche e burocratiche sulla proprietà. L’area dovrebbe appartenere a una società dell’ex presidente Giorgio Corbelli ma la situazione è molto ingarbugliata. Il Centro Paradiso è stato la sede degli allenamenti del Napoli dal 1977 al 2004, l’estate del fallimento. Oggi è terra di nessuno, abbandonato, devastato dall’incuria e dai vandali. I ladri hanno rubato tutto ciò che c’era da rubare. Gli abitanti del quartiere vorrebbero che fosse recuperato, che tornasse a vivere, magari diventasse campo di allenamento per i ragazzi della zona. Qualcuno vorrebbe trasformarlo in un museo dedicato al Pibe de Oro. Fino ad oggi, però, proteste e striscioni non hanno però sortito gli effetti sperati. E ora c’è anche l’ombra di Diego che aleggia su un presente fatto di spreco ed abbandono, su un passato che non torna.</span></span></p>
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		<title>Grazie Diego! La tua vita tra le ombre è stata luce</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 18:05:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di Marco Martone)<br />
Diego è morto! È’ accaduto davvero. L’ha detto la tv, lo scrivono i giornali e allora deve ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><strong>(di Marco Martone)</strong></span></p>
<p class="p1"><span style="color: #000000;">Diego è morto! È’ accaduto davvero. L’ha detto la tv, lo scrivono i giornali e allora deve essere proprio vero. È<span class="Apple-converted-space">  </span>andato via, non c’è più. Sono rimaste le bandiere maltrattate dal passare del tempo, le sciarpe scolorite, i cori e gli slogan, le lacrime, il fango, le impronte dei sui scarpini sul prato del San Paolo. Maradona, l’immortale, ha tradito le aspettative di noi tutti, che pensavamo non potesse mai morire. Lo ha ucciso il suo cuore, come accaduto a Massimo Troisi e Pino Daniele e non poteva che essere così. Il grande cuore dei grandi napoletani, (perché Diego era napoletano, più di tanti altri). Un cuore tanto grande da non poter resistere troppo tempo al carico d’amore che è in grado di regalare alla gente. Un cuore che si ferma all’improvviso e che, nonostante tutto, continua a battere, sempre più forte tanto da farti girare la testa. È morto Diego, perché i miti non durano mai tanto, vanno via presto, per poter diventare leggenda, per poter essere eterni. Con Maradona va via il Calcio vero, quello fatto di uomini capaci di sbeffeggiare il potere, di ribellarsi alle ingiustizie, di affondare nel fango e poi essere capaci di riemergere, più forti e fieri di prima. </span></p>
<p class="p1"><span style="color: #000000;">Maradona è stato un ossimoro fatto uomo e calciatore. </span><span style="color: #000000;">Una vita trascorsa tra i campi di calcio e il buio della droga, nell’alcol e nella sregolatezza. Infiniti errori pagati sulla propria pelle e le cui conseguenze sono ricadute su lui e sulla propria famiglia, mai sugli altri. Non su quelli che oggi fanno la retorica del “santino”, dopo averlo mortificato per anni, quelli che lo accusavano di essere un drogato, un buono a nulla un esempio da non seguire. L’eletta schiera degli ipocriti che con Maradona e grazie a Maradona hanno riflesso di luce non propria, diventando ricchi e anche famosi, senza avere un straccio di merito. Diego ha vissuto il proprio inferno, per dare a chi lo ha amato una parvenza di paradiso. Dalle sue ombre ha irradiato la luce. L’ha fatto con i tifosi, del Napoli e dell’Argentina, con i giornalisti, che hanno lucrato sulla sua gloria, con gli sponsor e con i tanti personaggi da quattro soldi, trasformati in eroi di cartone e che oggi pontificano in tv. Un gigante da amare, proprio perché cocainomane e fragile. Da difendere nella sua incapacità di difendersi, da stringere forte nei momenti di solitudine e depressione.<span class="Apple-converted-space">  Napoli ci ha provato ma non è bastato.</span></span></p>
<p class="p1"><span style="color: #000000;">Per quelli della nostra generazione Diego era un fratello maggiore, per qualcuno un figlio, l’amico immaginario. Diego era uno di noi, Diego eravamo noi, che gioivamo dei gol del Napoli ma piangevamo di gioia se quel gol lo segnava lui. Perché gli volevamo bene e non c’è una ragione perché questo sia accaduto. È stato così e basta e spiegarlo, oggi, a chi non ha vissuto quei momenti è impossibile, superfluo. Maradona si è identificato con la nostra città, diventandone parte integrante e sentendo il dovere di doverla difendere dai soprusi e dalle ingiustizie, anche nel più sperduto angolo del mondo. Ha dribblato la vita e ha dribblato anche la morte, fin quando ha potuto, con i suoi riccioli neri al vento e la Dieci sulle spalle. Ora è morto, ed anche quel tempo è morto con lui. Diego è adesso tutto quello che non saremo mai più. Ma ora più che mai abbiamo la consapevolezza che non sbagliavamo. </span></p>
<p class="p1"><span style="color: #000000;">Diego era immortale!</span></p>
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