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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; BUONA SANITA&#8217;</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>A Napoli il confronto sulle applicazioni cliniche dell&#8217;IA</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 11:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Campania investe sulla ricerca sanitaria e sull&#8217;intelligenza artificiale, ma come garantire che le nuove tecnologie siano realmente affidabili ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Campania investe sulla ricerca sanitaria e sull&#8217;intelligenza artificiale, ma come garantire che le nuove tecnologie siano realmente affidabili e migliorino la qualità delle cure? La questione diventa sempre più attuale dopo l&#8217;approvazione di una misura regionale da 40 milioni di euro destinata a diversi ambiti della ricerca, tra cui la validazione di sistemi di IA a supporto delle decisioni cliniche. Di opportunità, rischi e responsabilità si è discusso mercoledì 28 ottobre all&#8217;Ordine dei Medici di Napoli, durante il convegno “Intelligenza Artificiale in Medicina: applicazioni pratiche nell’attività clinica dello specialista”, promosso da Sumai Assoprof con SIFoP come provider ECM e il patrocinio degli Ordini dei Medici di Napoli e degli Psicologi della Campania. Ai saluti istituzionali sono intervenuti Bruno Zuccarelli, Armando Cozzuto e Paola Mattei. Per Gabriele Peperoni, tutor nazionale Sumai e responsabile scientifico del convegno, l&#8217;IA sta entrando nella medicina più rapidamente di quanto se ne comprendano potenzialità e limiti. «Il nostro obiettivo non è insegnare ai medici a fidarsi dell&#8217;intelligenza artificiale, ma fornire loro gli strumenti per sapere quando e quanto fidarsene».</p>
<p>La supervisione umana, sottolinea, «non può ridursi a una firma posta alla fine di un processo automatizzato. Deve essere una supervisione consapevole, esercitata da un medico che conosca le caratteristiche e i limiti dello strumento che sta utilizzando». Fondamentali, dunque, la validazione degli algoritmi, l&#8217;attenzione ai possibili errori e la tutela dei dati sanitari. Senza dimenticare il rischio di nuove disuguaglianze, con «una medicina tecnologicamente avanzata per alcuni e una medicina tradizionale per altri». Nella specialistica ambulatoriale, invece, l&#8217;IA può favorire diagnosi precoci e ridurre le attività ripetitive, restituendo tempo al rapporto con il paziente. «L&#8217;obiettivo non è costruire una medicina con meno medici, ma una medicina nella quale i medici possano curare meglio, anche grazie all&#8217;intelligenza artificiale». Michele de Paulis, cardiologo dell&#8217;ASL Napoli 1 Centro e co-responsabile scientifico, ha illustrato le applicazioni già operative in cardiologia: dall&#8217;ecocardiografia, dove gli algoritmi automatizzano le misurazioni, all&#8217;analisi dei tracciati elettrocardiografici per individuare possibili aritmie. Tra le prospettive più innovative, il riconoscimento attraverso l&#8217;ECG di segnali associati a una ridotta funzione del ventricolo sinistro, con evidenze ancora da consolidare. Su questo fronte de Paulis coordina un registro osservazionale multicentrico che confronta le valutazioni dell&#8217;IA con quelle dell&#8217;ecocardiografia nei pazienti della cardiologia ambulatoriale. «Il limite principale – spiega – è che un algoritmo addestrato su certi pazienti, ospedali e apparecchiature può funzionare meno bene quando viene usato altrove. La sfida è dimostrare che l&#8217;IA migliori davvero il percorso diagnostico, le decisioni terapeutiche e gli esiti di salute, non solo che funzioni sulla carta». Da evitare tanto la fiducia acritica quanto il rifiuto della tecnologia: «L&#8217;intelligenza artificiale non deve sostituire il ragionamento clinico, ma renderlo più informato, tempestivo e accurato. La responsabilità del medico non scompare: si evolve insieme agli strumenti di cui dispone». La giornata ha approfondito gli aspetti tecnologici, etici e giuridici dell&#8217;IA e le applicazioni in psicologia, cardiologia, diagnostica per immagini, gastroenterologia, chirurgia robotica, dermatologia e pediatria, con uno spazio dedicato anche all&#8217;ecosistema regionale Sinfonia Salute.</p>
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		<title>Prima tappa della campagna “Colite Ulcerosa, IO ESCO”</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 10:09:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolto al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo l’incontro dedicato a pazienti, familiari e caregiver con gli specialisti delle malattie ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo l’incontro dedicato a pazienti, familiari e caregiver con gli specialisti delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). È stata la prima tappa del 2026 della campagna “Colite Ulcerosa, IO ESCO. La vita là fuori è più bella. E si vede&#8221;. In Campania le MICI sono in crescita, sia come prevalenza sia come incidenza. Colpiscono soprattutto adolescenti e giovani adulti tra i 15 e i 40 anni: circa il 60% dei casi è colite ulcerosa, circa il 40% malattia di Crohn. L’impatto va oltre l’intestino e investe la sfera emotiva, lavorativa e relazionale. Con gli esperti della IBD Unit dell’AOU Federico II, centro coordinatore del PDTA MICI in Campania, e con i rappresentanti di AMICI Italia, i partecipanti hanno affrontato: cosa significa convivere con una malattia cronica e quali sono i sintomi, anche extra-intestinali; l’importanza della collaborazione tra medico e paziente; i casi in cui alla malattia si sovrappone la sindrome dell’intestino irritabile; il ruolo di dieta e alimentazione nel controllo dell’infiammazione; il legame tra mente e intestino, tra stress, ansia e vissuto emotivo.</p>
<p>Presente il team multidisciplinare del Federico II: gastroenterologi, dietisti, psicologi e altri professionisti. «Il nostro Centro collabora da quasi trent’anni con l’associazione AMICI. L’obiettivo è promuovere la partecipazione attiva dei pazienti e delle famiglie sulle problematiche quotidiane che spesso non vengono affrontate durante le visite, concentrate sugli aspetti clinici», ha sottolineato Fabiana Castiglione, Direttore UOSD Terapie Avanzate delle MICI dell’AOU Federico II. «Per chi vive con la colite ulcerosa o la malattia di Crohn, anche un invito a cena, una giornata di lavoro o un viaggio possono diventare fonte di preoccupazione. Con “IO ESCO” vogliamo creare un’occasione per fare domande e trovare risposte affidabili, senza imbarazzo e senza sentirsi giudicati», ha dichiarato Salvo Leone, Direttore Generale di AMICI Italia. Napoli è una delle tre città, con Feltre (BL) e Mestre, in cui è attivo lo sportello gratuito di ascolto psicologico “Benessere al Centro”, pensato per chi convive con colite ulcerosa o Crohn. Alla base c’è la consapevolezza che l’andamento della malattia e l’efficacia delle cure dipendono anche dallo stato emotivo della persona. “Colite Ulcerosa, IO ESCO” è promossa da Alfasigma in partnership con AMICI Italia, con il patrocinio di IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease). Lanciata nel 2024, comprende eventi locali con le IBD Unit, un sito dedicato (www.coliteulcerosa-ioesco.it), una pagina Instagram (@ioesco1) e un e-book gratuito con informazioni su sintomi, gestione, diritti e stili di vita.</p>
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		<title>Monaldi: nuovo trapianto di cuore salva un giovane paziente</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 08:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[FOCUS]]></category>

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		<description><![CDATA[A meno di 24 ore dal taglio del nastro, il nuovo reparto Trapianti di Cuore e Procedure Innovative in Cardiochirurgia ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">A meno di 24 ore dal taglio del nastro, il nuovo reparto Trapianti di Cuore e Procedure Innovative in Cardiochirurgia dell’Ospedale Monaldi di Napoli entra subito a pieno regime registrando con successo il 17° trapianto del 2026. Il nuovo reparto è stato inaugurato mercoledì mattina alla presenza del Direttore Generale dell&#8217;Azienda Ospedaliera dei Colli Anna Iervolino, del Presidente della V Commissione Sanità e Sicurezza Sociale del Consiglio Regionale della Campania Loredana Raia e del Presidente del Consiglio della Regione Campania Massimiliano Manfredi. Il giovane paziente era in cura presso l’Ospedale Monaldi da circa tre mesi, in attesa di un organo compatibile per il trapianto. Questo intervento rappresenta il primo risultato operativo del nuovo reparto, che accoglierà ora l’uomo presso la terapia intensiva dedicata, dove sarà sottoposto a un attento monitoraggio clinico nella delicata fase post-operatoria. Il percorso assistenziale proseguirà all’interno della nuova struttura, con una presa in carico multidisciplinare che accompagnerà il giovane paziente in tutte le fasi del percorso trapiantologico, dalla gestione post-operatoria alla riabilitazione, fino al follow-up. Cardiologi, cardiochirurghi e internisti, ciascuno per le proprie competenze, collaboreranno in modo integrato per garantire continuità assistenziale, monitoraggio costante e un percorso di cura personalizzato. Con l’avvio delle attività e il primo trapianto di cuore eseguito a poche ore dall’inaugurazione, il nuovo reparto conferma la sua utilità e la vocazione a un’assistenza altamente specializzata e multidisciplinare, rafforzando l’impegno dell’Ospedale Monaldi nella cura dei pazienti cardiopatici complessi e nel percorso di cura dei pazienti trapiantati. A sottolineare il valore del lavoro di squadra è la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino: «Risultati come questo sono possibili soltanto grazie a una squadra coesa, competente e profondamente dedita al proprio lavoro. Il mio ringraziamento va a tutti i professionisti, medici, infermieri, operatori sanitari e personale tecnico e amministrativo, che ogni giorno, con impegno, professionalità e spirito di servizio, contribuiscono a garantire ai nostri pazienti le migliori opportunità di cura. È grazie a questo patrimonio di competenze e di umanità che possiamo affrontare sfide sempre più complesse e continuare a offrire risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini».</p>
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		<title>Monaldi, aperto il nuovo reparto per trapianti di cuore</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 15:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinque interventi nell’ultimo mese. Il Monaldi rafforza il proprio ruolo di hub per scompenso avanzato e shock cardiogeno. Iervolino: «Un ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Cinque interventi nell’ultimo mese. Il Monaldi rafforza il proprio ruolo di hub per scompenso avanzato e shock cardiogeno. Iervolino: «Un investimento che consolida la capacità di assistere i pazienti cardiopatici ad alta complessità».</p></blockquote>
<p>Sedici trapianti di cuore nei primi nove mesi del 2026, cinque dei quali realizzati solo nell’ultimo mese, dopo i 60 effettuati nell’ultimo triennio. Sono alcuni dei dati sull’attività dell’Ospedale Monaldi dell’Azienda Ospedaliera dei Colli emersi oggi in occasione dell’inaugurazione del nuovo reparto di reparto Trapianti di cuore e procedure innovative in cardiochirurgia, diretto dal dottor Claudio Marra. Numeri che confermano il ruolo del Monaldi nella gestione delle patologie cardiache ad alta complessità. Secondo i dati dell’ultimo Programma Nazionale Esiti (PNE), l’ospedale è inoltre primo in Campania tra le strutture pubbliche per volume di interventi di valvuloplastica e sostituzione valvolare isolata. Accanto all’attività trapiantologica, al Monaldi vengono gestite anche procedure di chirurgia dello scompenso cardiaco avanzato, riservate a centri con esperienza negli impianti di assistenza ventricolare e nei trapianti di cuore. Si tratta di percorsi destinati a pazienti estremamente complessi, per i quali l’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di mortalità attraverso trattamenti disponibili soltanto in hub di terzo livello dotati di competenze cardiochirurgiche, rianimatorie e trapiantologiche altamente specialistiche. Il Monaldi rappresenta inoltre un punto di riferimento regionale per la rete dello shock cardiogeno. Dalle cardiologie e dalle cardiochirurgie della Campania, ma anche da strutture extraregionali, vengono trasferiti pazienti in condizioni critiche per i quali nei centri di provenienza non sono disponibili ulteriori possibilità terapeutiche.</p>
<p>Nel periodo compreso tra il 2024 e settembre 2026, al Monaldi sono stati effettuati complessivamente 60 trapianti di cuore in pazienti adulti, con una sopravvivenza intraospedaliera del 91,3% nel 2025. Significativo anche l&#8217;impiego di sistemi di assistenza meccanica al circolo: tra il 2024 e agosto 2026 sono state registrate 21 procedure VAD e 24 procedure Impella (tipologie di assistenza meccanica al cuore), utilizzate nell&#8217;ambito dei percorsi di trattamento dei pazienti con grave compromissione della funzione cardiaca.<br />
È in questo contesto che si inserisce il nuovo reparto inaugurato questa mattina, progettato per concentrare in un unico ambiente assistenziale le diverse fasi del percorso del paziente cardiopatico complesso, dalla preparazione al trapianto alla chirurgia, fino alla gestione intensiva e subintensiva successiva all’intervento. Situata al quarto piano dell’Ospedale Monaldi, la nuova struttura dispone di 6 posti letto di degenza subintensiva, organizzati in camere singole e dotati delle apparecchiature necessarie al monitoraggio e all’assistenza di pazienti ad alta complessità. Gli ambienti sono inoltre dotati di sistemi per la gestione controllata dei gradienti pressori, particolarmente importanti nella gestione di pazienti immunodepressi o con problematiche infettive. All’interno della nuova area è stata realizzata una sala operatoria dedicata, progettata secondo i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi previsti per l’attività trapiantologica dalla normativa nazionale e dall’Accordo della Conferenza Stato-Regioni. Completa il reparto una Terapia Intensiva dedicata con 6 posti letto, ai quali si aggiunge 2 posti di isolamento, destinati in particolare alla gestione del paziente trapiantato o di pazienti che presentino condizioni infettive che richiedano un percorso assistenziale separato. La nuova organizzazione consente di seguire il paziente nelle diverse fasi del percorso trapiantologico all’interno di spazi dedicati, in coerenza con il modello della Rete Nazionale Trapianti, fondato sulla continuità della presa in carico nelle fasi pre-trapianto, trapianto e post-trapianto. «Il nuovo reparto rappresenta un investimento nella qualità e nella sicurezza delle cure e rafforza ulteriormente la vocazione del Monaldi nella cardiochirurgia ad alta complessità e nella trapiantologia – dichiara Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli –. Mettiamo a disposizione dei professionisti e dei pazienti spazi dedicati e un&#8217;organizzazione capace di accompagnare la persona lungo tutte le fasi di un percorso delicato come quello del trapianto. Strutture, tecnologia e competenze devono procedere insieme: è su questo modello che vogliamo continuare a investire per offrire ai cittadini cure sempre più qualificate».</p>
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		<title>Al Cardarelli il corso &#8220;Internista 2.0 And Friends&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 10:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Venerdi 9 ottobre torna puntuale l’appuntamento con la medicina interna a Napoli. A partire dalle ore 8.30 fino alle ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="s3">
<p class="s8"><span class="s5">Venerdi</span><span class="s5"> 9 ottobre torna puntuale l’appuntamento con la medicina interna a Napoli. A partire dalle ore 8.30 fino alle 16.00, l’Aula Mediterraneo, Pad H A.O.R.N. dell’Ospedale Cardarelli, ospiterà il corso &#8220;</span><span class="s6">L’Internista 2.0…And Friend</span><span class="s6">s&#8221;</span><span class="s6">,</span><span class="s5"> accreditato ECM e rivolto ai dirigenti medici, dirigenti farmacisti, dirigenti biolog e infermieri. </span><span class="s5">L’obiettivo principale dell’evento curato dai dottori </span><span class="s7">Raimondo</span><span class="s7"> Cavallaro</span><span class="s5"> Dir. Medico UOC Medicina2, </span><span class="s7">Maria Bova</span><span class="s5"> Dir. Medico UOC Medicina 2, </span><span class="s5">e dal Direttore dell’U.O.C. di Medicina Interna </span><span class="s7">Luigi Ferrara</span><span class="s5">, è approfondire la gestione del paziente complesso e </span><span class="s5">comorbido</span><span class="s5">. Come sottolineato dal dottor Ferrara, la medicina interna permette di pianificare trattamenti che considerano la persona nella sua totalità e non sulla singola patologia. Questo approccio multidisciplinare è fondamentale per gestire efficacemente malattie come il diabete, i disturbi cardiovascolari e le patologie autoimmuni</span><span class="s5">. Il corso si articola in 4 sessioni in cui discussioni </span><span class="s5">e confronti interattivi saranno incentrati sull’approccio multidisciplinare della BPCO, sulle pillole di </span><span class="s5">immunoallergologia</span><span class="s5">, sui percorsi diagnostico-terapeutici in continua evoluzione, sui disturbi metabolici e l’impatto sistemico</span><span class="s5">, </span><span class="s5">dalla scienza di base alla pratica clinica.</span><span class="s5"> I responsabili scientifici del corso sono: </span><span class="s7">Francesca De Ritis</span><span class="s5">Dir. Medico UOC Medicina 2 e </span><span class="s7">Antonio Parrella</span><span class="s5"> Dir. Medico UOC Medicina 2. In uno scenario sanitario caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione, la medicina interna assume oggi un ruolo cruciale e strategico nel panorama ospedaliero, rappresentando il fulcro della continuità assistenziale per i pazienti affetti da più patologie croniche contemporaneamente. Le diverse competenze specialistiche, </span><span class="s5">la ricerca, e il confronto continuo si confermano l’unica chiave per garantire percorsi di cura personalizzati ed efficaci per il paziente.</span></p>
<p class="s9"><strong><span class="s7">Sabrina Ciani</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Travolto dal crollo di un muro, salvato al CTO</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 10:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva al Pronto Soccorso del CTO con fratture multiple, una grave lesione all’arto inferiore e un’importante emorragia in corso. Ha ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva al Pronto Soccorso del CTO con fratture multiple, una grave lesione all’arto inferiore e un’importante emorragia in corso. Ha 49 anni ed è rimasto travolto dal crollo di un muro all’interno del suo negozio di autoricambi al Rione Sanità. È il pomeriggio del 17 settembre quando l’uomo viene preso immediatamente in carico dal personale sanitario e trasferito nella postazione dedicata alle emergenze in codice rosso. Le sue condizioni sono estremamente gravi. Ad accoglierlo sono la dottoressa Giovanna Cristiano e il personale infermieristico in servizio, che avviano subito gli accertamenti e le procedure necessarie a stabilizzare i parametri vitali e a contenere le conseguenze dell’emorragia. Il quadro clinico, però, è particolarmente complesso. Data l&#8217;assenza di posti letto nei trauma center, il CTO diventa, di fatto, l’unica possibilità per affrontare l’emergenza. Intorno alle 21 prende così il via un complesso intervento reso possibile dal coordinamento delle diverse professionalità presenti nel presidio dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. In sala operatoria lavorano insieme il direttore della UOC Chirurgia d’Urgenza, Pierluigi Angelini; il capo Dipartimento e direttore della UOC I Ortopedia, Antonio Allocca; gli ortopedici Davide Rossi e Pensa; il chirurgo della UOC Chirurgia d’Urgenza Diego Maria Vallefuoco e gli anestesisti Sergio Luise e Luca D’Alessandro, il dottor Cosimo Cosimato tra i medici urgentisti che si sono occupati del paziente.</p>
<p>L’équipe multidisciplinare procede alla stabilizzazione chirurgica della frattura mediante l’applicazione di un fissatore esterno e alla successiva medicazione a pressione negativa attraverso un sistema VAC, una tecnica utilizzata per favorire la gestione e la guarigione delle lesioni più complesse. L’intervento si conclude positivamente e il paziente viene trasferito nella UOC Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale CTO, dove è tuttora ricoverato e sottoposto a monitoraggio continuo. «Quanto è accaduto – sottolinea il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino – dimostra la capacità del CTO di garantire una risposta tempestiva anche nelle situazioni di maggiore complessità e criticità assistenziale. Un risultato reso possibile dalla competenza dei professionisti e da un perfetto lavoro di squadra tra le diverse specialità del presidio».</p>
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		<title>Cardarelli, i trapianti di staminali diventano un&#8217;eccellenza</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 08:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Il Programma Trapianto di Cellule Staminali Ematopoietiche (CSE) del Cardarelli, afferente all’Unità Operativa Complessa di Ematologia con Trapianti di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div>Il Programma Trapianto di Cellule Staminali Ematopoietiche (CSE) del Cardarelli, afferente all’Unità Operativa Complessa di Ematologia con Trapianti di CSE e Terapia Intensiva diretta da Alessandra Picardi, ha ricevuto in questi giorni l&#8217;accreditamento internazionale di qualità dall’JACIE, Comitato congiunto per l&#8217;accreditamento volontario dei Centri Trapianto di CSE (da midollo osseo e sangue periferico) e di terapie cellulari avanzate nato dalla collaborazione tra due importanti società scientifiche: ISCT (International Society for Cell &amp; Gene Therapy) ed EBMT (European Society for Blood and Marrow Transplantation).  JACIE è un organismo europeo no-profit che promuove la qualità e la sicurezza del trapianto di CSE e dell&#8217;erogazione delle terapie cellulari avanzate, in tutte le fasi del processo.</div>
<div></div>
<div>Il bollino internazionale di qualità è giunto al termine di un rigoroso processo di ispezione ad elevato livello di complessità, che ha valutato sul campo non solo l&#8217;attività di trapianti, di raccolta di CSE midollari e aferetica e l&#8217;erogazione CAR-T ma tutto il contorno inteso come formazione del personale medico, infermieristico, socio-sanitario e la modalità di interazione tra i professionisti, ai fini di garantire la multidisciplinarità dei processi.</div>
<div></div>
<div>Dice il direttore generale Antonio d&#8217;Amore: &#8220;Si tratta di un&#8217;ulteriore garanzia per i pazienti, che già sapevano di ricevere le migliori cure presso il Cardarelli e che ora possono registrare anche questo ulteriore accreditamento di rilevanza europea, dopo quello previsto dalla normativa vigente attraverso il Centro Nazionale Trapianti e il Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo (GITMO). Questo riconoscimento è importante per i cittadini campani perché testimonia una volta in più come non vi sia esigenza di andare oltre i confini regionali o, addirittura, nazionali per ricevere le cure di cui si ha necessità&#8221;.</div>
<div></div>
<div>“Attorno al binomio donatore/ricevente ruotano in maniera coordinata l&#8217;unità clinica, quella di raccolta midollare e quella di aferesi, che prevede il coinvolgimento del Servizio Immuno-Trasfusionale e l&#8217;Istituto dei Tessuti – spiega la dottoressa Picardi &#8211; ma non solo. L&#8217;operato dei professionisti coinvolti nella gestione del paziente (infettivologi, farmacisti, cardiologi, radiologi, neurologi, psicologi, biologi, nutrizionisti, ingegneri, informatici) è regolamentato da procedure e istruzioni in costante revisione e viene monitorato, periodicamente, attraverso indicatori quali-quantitativi, richiesti dagli Standard JACIE”. “A breve – conclude –, attiveremo le CAR-T per il Mieloma Multiplo e la terapia genica nelle emoglobinopatie, ulteriori due percorsi terapeutici per cui il Programma Trapianti di CSE del Cardarelli ha già ottenuto l’identificazione regionale”.</div>
<div></div>
<div>Nel 2025 sono stati realizzati al Cardarelli 38 trapianti allogenici, 38 autologhi e 13 procedure CAR-T (procedura attivata a fine 2024). Raggiunta a marzo scorso la quota di 200 trapianti allogenici dall’apertura del Centro in ospedale nel luglio del 2019. Nel 2025, gli indicatori qualitativi hanno documentato una  mortalità trapianto correlata a breve termine  pari allo 0% sia nel trapianto autologo che allogenico.</div>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giornata mondiale del donatore di sangue</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 09:49:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<br />
All’Ospedale Cardarelli servono ogni giorno 150 donazioni di sangue per assicurare le normali attività assistenziali, sia nell’area dell’emergenza-urgenza che ]]></description>
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<div>All’Ospedale Cardarelli servono ogni giorno 150 donazioni di sangue per assicurare le normali attività assistenziali, sia nell’area dell’emergenza-urgenza che in quella chirurgica degli interventi programmati. Basti pensare che ogni anno al Cardarelli si effettuano 30.000 operazioni chirurgiche e vengono accolti 70.000 pazienti al Pronto Soccorso. Donare sangue significa esserci davvero per chi affronta un momento di difficoltà e ha bisogno dell&#8217;aiuto di tutti. Da questa consapevolezza è nata la campagna di sensibilizzazione “Napoli si dona – senza sangue non si cura”, che vuole essere un invito alla comunità a prendersi cura di se stessa.</div>
<div>Tanti i volti noti che hanno aderito all&#8217;iniziativa con un sorriso, un appello, un invito a donare. Nella Giornata mondiale del donatore di sangue il Cardarelli vuole dire &#8220;grazie&#8221; a quanti hanno dato il proprio contributo per ribadire un concetto chiaro: la donazione di sangue è semplice, indolore, sicura, richiede poco tempo e può salvare fino a tre vite.</div>
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		<title>Rinoplastica estetica, al Monaldi specialisti da tutta Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:07:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Napoli si conferma punto di riferimento nazionale per la formazione specialistica in Otorinolaringoiatria. Presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Napoli si conferma punto di riferimento nazionale per la formazione specialistica in Otorinolaringoiatria. Presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi si è svolto il Secondo Corso di Rinoplastica Estetica e Funzionale, appuntamento scientifico di alto profilo diretto dal professor Giuseppe Tortoriello, direttore UOC di Otorinolaringoiatria del Monaldi e presidente SIO (Società Italiana di Otorinolaringoiatria) incoming. Il corso ha richiamato oltre cinquanta tra specialisti, chirurghi strutturati e giovani otorinolaringoiatri provenienti da diverse realtà ospedaliere e universitarie italiane, offrendo un’occasione di confronto sulle più moderne strategie della chirurgia estetica, funzionale e ricostruttiva della piramide nasale. Al centro dei lavori, il principio che oggi guida la moderna chirurgia del naso: il superamento di un approccio puramente estetico in favore di un equilibrio sempre più stretto tra forma e funzione. La rinoplastica, infatti, non riguarda soltanto l’armonia del profilo, ma anche il ripristino della corretta ventilazione nasale, il trattamento delle patologie naso-sinusali correlate e, nei casi più complessi, la ricostruzione dopo interventi oncologici demolitivi. Il programma si è articolato in sessioni teoriche, focus specialistici e una seconda giornata dedicata alla chirurgia in diretta, seguita da un uditorio gremito nella sala multimediale del Monaldi. I partecipanti hanno potuto interagire con gli operatori, porre quesiti sulle tecniche utilizzate e approfondire le indicazioni chirurgiche nei casi a maggiore complessità. Il direttore del corso, professor Giuseppe Tortoriello, insieme ai dottori Luca Moscillo, Luigi D’Avino e alla dottoressa Irene Fatuzzo, ha guidato i partecipanti nell’analisi dei cosiddetti “nasi difficili”, illustrando le strategie più appropriate per il trattamento di casi complessi dal punto di vista anatomico, geometrico e tessutale. In casi selezionati è stato affrontato anche il tema della cosiddetta rinoplastica liquida. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla chirurgia oncologica demolitiva e ricostruttiva. A chiusura dei lavori, la Lettura Magistrale del professor Francesco Bussu dell’Università degli Studi di Sassari e direttore dell’UOC di ORL dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma è stata dedicata ai tumori del vestibolo nasale, tema di grande rilievo clinico e chirurgico. Al corso hanno preso parte, tra gli altri, il professor Gaetano Motta, direttore della Clinica ORL dell’Università Vanvitelli; la professoressa Anna Rita Fetoni, direttrice della Clinica ORL della Federico II; il professor Francesco D’Andrea, direttore della Clinica di Chirurgia Plastica della Federico II; il professor Francesco Salzano, direttore della Clinica ORL dell’Università degli Studi di Salerno; il dottor Domenico Di Maria, direttore dell’UOC di ORL dell’Ospedale San Pio di Benevento, presidente del Gruppo Campano ORL e neoeletto vicepresidente AOOI; la professoressa Patrizia Schiavon, del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e presidente AICEFF; il dottor Giovanni Schiavone, chirurgo plastico dell’IDI-IRCCS di Roma. Nel corso della prima giornata si è svolta anche la consegna del premio “Enzo Pucci”, riconoscimento intitolato alla memoria di una figura di riferimento della specialità. Il premio intende valorizzare l’eccellenza clinica, la dedizione alla ricerca e lo spirito di innovazione scientifica, richiamando i giovani specialisti al valore del rigore etico, dello studio costante e dell’attenzione al paziente. L’evento ha ottenuto il patrocinio morale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, dell’AOOI – Associazione Otorinolaringoiatri Ospedalieri Italiani, del Gruppo Campano ORL e della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale. “Il successo di questo corso conferma il ruolo del Monaldi come centro di riferimento per la formazione, l’assistenza e l’innovazione chirurgica in ambito otorinolaringoiatrico”, dice il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino. “La presenza di professionisti provenienti da diverse realtà italiane dimostra la capacità della nostra Azienda di promuovere percorsi scientifici di qualità, valorizzando le competenze interne e contribuendo alla crescita della rete specialistica nazionale”.</p>
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		<title>Al Monaldi un intervento mai realizzato prima in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Maria, nome di fantasia a tutela della privacy, conviveva da tempo con una grave insufficienza della valvola tricuspide, una malattia ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Maria, nome di fantasia a tutela della privacy, conviveva da tempo con una grave insufficienza della valvola tricuspide, una malattia del cuore che può provocare affaticamento importante, difficoltà respiratorie, gonfiore alle gambe e un progressivo peggioramento della qualità di vita. Per pazienti come lei, spesso fragili e non candidabili a un intervento tradizionale a cuore aperto, le possibilità di cura possono essere molto limitate. All’Ospedale Monaldi di Napoli, l’équipe di Cardiologia interventistica della Cardiologia – UTIC “Vanvitelli” ha realizzato per lei un intervento innovativo: la sostituzione della valvola tricuspide per via transcatetere attraverso la vena giugulare. Si tratta del primo intervento di questo tipo eseguito in Italia e del settimo in Europa. Un enorme passo in avanti per il trattamento dell’insufficienza tricuspidale grave, una patologia a lungo considerata difficile da affrontare e spesso definita, non a caso, malattia della “valvola dimenticata”. Negli ultimi anni, infatti, la possibilità di sostituire la valvola senza ricorrere alla chirurgia tradizionale ha aperto nuove prospettive per pazienti complessi e ad alto rischio. Al Monaldi questa tecnica è già stata utilizzata con successo attraverso il consueto accesso dalla vena femorale, con 7 impianti eseguiti in altrettanti pazienti, tutti dimessi a pochi giorni dalla procedura. Nel caso di Maria, però, la particolare anatomia della paziente non consentiva di utilizzare l’accesso femorale. Per questo motivo l’équipe ha scelto una via alternativa, passando dalla vena giugulare, con una procedura di altissima complessità. «Questo risultato conferma il livello raggiunto dalla nostra Cardiologia interventistica – aggiunge il professor <strong>Paolo Golino</strong>, direttore dell’UOC Cardiologia – UTIC “Vanvitelli” –. Siamo in grado di trattare in modo efficace una valvulopatia complessa, evitando in molti casi il ricorso alla chirurgia a cuore aperto. È un’opportunità rilevante soprattutto per pazienti fragili, nei quali un intervento cardiochirurgico tradizionale comporterebbe rischi altissimi». Che si tratti di un risultato straordinario lo spiega il dottor <strong>Maurizio Cappelli Bigazzi</strong>, primo operatore della procedura: «Parliamo di persone che convivono con una malattia invalidante e ad alto rischio, e che fino a pochi anni fa avevano possibilità di cura molto limitate. Oggi possiamo offrire una risposta concreta anche a pazienti che, per ragioni anatomiche, non possono essere trattati con l’approccio tradizionale dalla vena femorale». L’intervento è stato possibile grazie al lavoro di una squadra multidisciplinare composta da cardiologi interventisti, ecocardiografisti, anestesisti, infermieri e personale tecnico specializzato. Hanno preso parte alla procedura i dottori <strong>Renato Bianchi</strong>, <strong>Giovanni Ciccarelli</strong> e <strong>Donato Tartaglione</strong>, cardiologi interventisti; <strong>Gemma Salerno</strong> e <strong>Marco Malvezzi</strong>, ecocardiografisti; <strong>Teresa Palladino</strong>, <strong>Nadia Della Cioppa</strong> e <strong>Annamaria Guarino</strong>. «L’Azienda Ospedaliera dei Colli continua a investire in innovazione, competenze e tecnologie capaci di migliorare concretamente la vita dei pazienti – dice il Direttore Generale <strong>Anna Iervolino</strong> -. Il risultato ottenuto al Monaldi conferma la centralità del nostro ospedale nel panorama nazionale ed europeo della cardiologia avanzata e testimonia il valore di una sanità pubblica capace di offrire risposte di alta specialità anche nei casi più complessi».</p>
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