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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; BUONA SANITA&#8217;</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Giornata mondiale del donatore di sangue</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 09:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>
		<category><![CDATA[FOCUS]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
All’Ospedale Cardarelli servono ogni giorno 150 donazioni di sangue per assicurare le normali attività assistenziali, sia nell’area dell’emergenza-urgenza che ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div>All’Ospedale Cardarelli servono ogni giorno 150 donazioni di sangue per assicurare le normali attività assistenziali, sia nell’area dell’emergenza-urgenza che in quella chirurgica degli interventi programmati. Basti pensare che ogni anno al Cardarelli si effettuano 30.000 operazioni chirurgiche e vengono accolti 70.000 pazienti al Pronto Soccorso. Donare sangue significa esserci davvero per chi affronta un momento di difficoltà e ha bisogno dell&#8217;aiuto di tutti. Da questa consapevolezza è nata la campagna di sensibilizzazione “Napoli si dona – senza sangue non si cura”, che vuole essere un invito alla comunità a prendersi cura di se stessa.</div>
<div>Tanti i volti noti che hanno aderito all&#8217;iniziativa con un sorriso, un appello, un invito a donare. Nella Giornata mondiale del donatore di sangue il Cardarelli vuole dire &#8220;grazie&#8221; a quanti hanno dato il proprio contributo per ribadire un concetto chiaro: la donazione di sangue è semplice, indolore, sicura, richiede poco tempo e può salvare fino a tre vite.</div>
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		<title>Rinoplastica estetica, al Monaldi specialisti da tutta Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Napoli si conferma punto di riferimento nazionale per la formazione specialistica in Otorinolaringoiatria. Presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Napoli si conferma punto di riferimento nazionale per la formazione specialistica in Otorinolaringoiatria. Presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi si è svolto il Secondo Corso di Rinoplastica Estetica e Funzionale, appuntamento scientifico di alto profilo diretto dal professor Giuseppe Tortoriello, direttore UOC di Otorinolaringoiatria del Monaldi e presidente SIO (Società Italiana di Otorinolaringoiatria) incoming. Il corso ha richiamato oltre cinquanta tra specialisti, chirurghi strutturati e giovani otorinolaringoiatri provenienti da diverse realtà ospedaliere e universitarie italiane, offrendo un’occasione di confronto sulle più moderne strategie della chirurgia estetica, funzionale e ricostruttiva della piramide nasale. Al centro dei lavori, il principio che oggi guida la moderna chirurgia del naso: il superamento di un approccio puramente estetico in favore di un equilibrio sempre più stretto tra forma e funzione. La rinoplastica, infatti, non riguarda soltanto l’armonia del profilo, ma anche il ripristino della corretta ventilazione nasale, il trattamento delle patologie naso-sinusali correlate e, nei casi più complessi, la ricostruzione dopo interventi oncologici demolitivi. Il programma si è articolato in sessioni teoriche, focus specialistici e una seconda giornata dedicata alla chirurgia in diretta, seguita da un uditorio gremito nella sala multimediale del Monaldi. I partecipanti hanno potuto interagire con gli operatori, porre quesiti sulle tecniche utilizzate e approfondire le indicazioni chirurgiche nei casi a maggiore complessità. Il direttore del corso, professor Giuseppe Tortoriello, insieme ai dottori Luca Moscillo, Luigi D’Avino e alla dottoressa Irene Fatuzzo, ha guidato i partecipanti nell’analisi dei cosiddetti “nasi difficili”, illustrando le strategie più appropriate per il trattamento di casi complessi dal punto di vista anatomico, geometrico e tessutale. In casi selezionati è stato affrontato anche il tema della cosiddetta rinoplastica liquida. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla chirurgia oncologica demolitiva e ricostruttiva. A chiusura dei lavori, la Lettura Magistrale del professor Francesco Bussu dell’Università degli Studi di Sassari e direttore dell’UOC di ORL dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma è stata dedicata ai tumori del vestibolo nasale, tema di grande rilievo clinico e chirurgico. Al corso hanno preso parte, tra gli altri, il professor Gaetano Motta, direttore della Clinica ORL dell’Università Vanvitelli; la professoressa Anna Rita Fetoni, direttrice della Clinica ORL della Federico II; il professor Francesco D’Andrea, direttore della Clinica di Chirurgia Plastica della Federico II; il professor Francesco Salzano, direttore della Clinica ORL dell’Università degli Studi di Salerno; il dottor Domenico Di Maria, direttore dell’UOC di ORL dell’Ospedale San Pio di Benevento, presidente del Gruppo Campano ORL e neoeletto vicepresidente AOOI; la professoressa Patrizia Schiavon, del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e presidente AICEFF; il dottor Giovanni Schiavone, chirurgo plastico dell’IDI-IRCCS di Roma. Nel corso della prima giornata si è svolta anche la consegna del premio “Enzo Pucci”, riconoscimento intitolato alla memoria di una figura di riferimento della specialità. Il premio intende valorizzare l’eccellenza clinica, la dedizione alla ricerca e lo spirito di innovazione scientifica, richiamando i giovani specialisti al valore del rigore etico, dello studio costante e dell’attenzione al paziente. L’evento ha ottenuto il patrocinio morale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, dell’AOOI – Associazione Otorinolaringoiatri Ospedalieri Italiani, del Gruppo Campano ORL e della SIOeChCF – Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale. “Il successo di questo corso conferma il ruolo del Monaldi come centro di riferimento per la formazione, l’assistenza e l’innovazione chirurgica in ambito otorinolaringoiatrico”, dice il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino. “La presenza di professionisti provenienti da diverse realtà italiane dimostra la capacità della nostra Azienda di promuovere percorsi scientifici di qualità, valorizzando le competenze interne e contribuendo alla crescita della rete specialistica nazionale”.</p>
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		<title>Al Monaldi un intervento mai realizzato prima in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Maria, nome di fantasia a tutela della privacy, conviveva da tempo con una grave insufficienza della valvola tricuspide, una malattia ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Maria, nome di fantasia a tutela della privacy, conviveva da tempo con una grave insufficienza della valvola tricuspide, una malattia del cuore che può provocare affaticamento importante, difficoltà respiratorie, gonfiore alle gambe e un progressivo peggioramento della qualità di vita. Per pazienti come lei, spesso fragili e non candidabili a un intervento tradizionale a cuore aperto, le possibilità di cura possono essere molto limitate. All’Ospedale Monaldi di Napoli, l’équipe di Cardiologia interventistica della Cardiologia – UTIC “Vanvitelli” ha realizzato per lei un intervento innovativo: la sostituzione della valvola tricuspide per via transcatetere attraverso la vena giugulare. Si tratta del primo intervento di questo tipo eseguito in Italia e del settimo in Europa. Un enorme passo in avanti per il trattamento dell’insufficienza tricuspidale grave, una patologia a lungo considerata difficile da affrontare e spesso definita, non a caso, malattia della “valvola dimenticata”. Negli ultimi anni, infatti, la possibilità di sostituire la valvola senza ricorrere alla chirurgia tradizionale ha aperto nuove prospettive per pazienti complessi e ad alto rischio. Al Monaldi questa tecnica è già stata utilizzata con successo attraverso il consueto accesso dalla vena femorale, con 7 impianti eseguiti in altrettanti pazienti, tutti dimessi a pochi giorni dalla procedura. Nel caso di Maria, però, la particolare anatomia della paziente non consentiva di utilizzare l’accesso femorale. Per questo motivo l’équipe ha scelto una via alternativa, passando dalla vena giugulare, con una procedura di altissima complessità. «Questo risultato conferma il livello raggiunto dalla nostra Cardiologia interventistica – aggiunge il professor <strong>Paolo Golino</strong>, direttore dell’UOC Cardiologia – UTIC “Vanvitelli” –. Siamo in grado di trattare in modo efficace una valvulopatia complessa, evitando in molti casi il ricorso alla chirurgia a cuore aperto. È un’opportunità rilevante soprattutto per pazienti fragili, nei quali un intervento cardiochirurgico tradizionale comporterebbe rischi altissimi». Che si tratti di un risultato straordinario lo spiega il dottor <strong>Maurizio Cappelli Bigazzi</strong>, primo operatore della procedura: «Parliamo di persone che convivono con una malattia invalidante e ad alto rischio, e che fino a pochi anni fa avevano possibilità di cura molto limitate. Oggi possiamo offrire una risposta concreta anche a pazienti che, per ragioni anatomiche, non possono essere trattati con l’approccio tradizionale dalla vena femorale». L’intervento è stato possibile grazie al lavoro di una squadra multidisciplinare composta da cardiologi interventisti, ecocardiografisti, anestesisti, infermieri e personale tecnico specializzato. Hanno preso parte alla procedura i dottori <strong>Renato Bianchi</strong>, <strong>Giovanni Ciccarelli</strong> e <strong>Donato Tartaglione</strong>, cardiologi interventisti; <strong>Gemma Salerno</strong> e <strong>Marco Malvezzi</strong>, ecocardiografisti; <strong>Teresa Palladino</strong>, <strong>Nadia Della Cioppa</strong> e <strong>Annamaria Guarino</strong>. «L’Azienda Ospedaliera dei Colli continua a investire in innovazione, competenze e tecnologie capaci di migliorare concretamente la vita dei pazienti – dice il Direttore Generale <strong>Anna Iervolino</strong> -. Il risultato ottenuto al Monaldi conferma la centralità del nostro ospedale nel panorama nazionale ed europeo della cardiologia avanzata e testimonia il valore di una sanità pubblica capace di offrire risposte di alta specialità anche nei casi più complessi».</p>
<p style="font-weight: 400;">
]]></content:encoded>
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		<title>Azienda Ospedaliera Federico II premiata con l’ESO-Angels Award Diamond</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2026 07:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
L’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli ha ottenuto il prestigioso ESO-Angels Award – livello Diamond per il primo trimestre del 2026, il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p align="center">L’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli ha ottenuto il prestigioso <strong>ESO-Angels Award – livello Diamond</strong> per il primo trimestre del 2026, il massimo riconoscimento europeo dedicato alla qualità dell’assistenza nella gestione dell’<strong>ictus ischemico acuto</strong>.</p>
</blockquote>
<div>Il livello Diamond rappresenta il più alto standard previsto dal programma internazionale di valutazione delle stroke unit e certifica l’elevata efficienza del percorso assistenziale intraospedaliero: dalla tempestiva presa in carico del paziente con sospetto ictus ischemico, fino al trattamento in fase acuta, agli approfondimenti diagnostici durante il ricovero e all’avvio precoce del percorso riabilitativo.</div>
<div>Il riconoscimento valorizza in particolare il lavoro integrato e multidisciplinare svolto dalle équipe della Neurologia, diretta dal prof. <strong>Fiore Manganelli</strong>, dalla Neuroradiologia, guidata dal prof. <strong>Francesco Briganti</strong>, e dalla Neuroradiologia Interventistica diretta dal prof. <strong>Fabio Tortora</strong>. Le équipe sono impegnate quotidianamente in un modello organizzativo condiviso, orientato alla rapidità di intervento, all’appropriatezza terapeutica e al miglioramento continuo della qualità delle cure.</div>
<div>L’ESO-Angels Awards è promosso nell’ambito della European Stroke Organization e della Angels Initiative, con l’obiettivo di riconoscere gli ospedali che si distinguono per gli elevati standard assistenziali nella cura dell’ictus.</div>
<div>Gli award vengono attribuiti sulla base di indicatori misurabili di performance clinico-organizzativa, tra cui: rapidità dei tempi di trattamento; accesso tempestivo alla diagnostica neuroradiologica; appropriatezza delle procedure di ricanalizzazione; monitoraggio continuo degli esiti assistenziali. Secondo il sistema di valutazione ESO-Angels, gli ospedali partecipanti possono ottenere livelli progressivi di riconoscimento – Oro, Platino e Diamond – in relazione alla qualità dei dati raccolti e ai risultati conseguiti.</div>
<div>“<em>Il risultato raggiunto conferma il ruolo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II come centro di riferimento nella gestione dell’ictus ischemico acuto e rappresenta un importante risultato di squadra, frutto della collaborazione multidisciplinare e dell’impegno costante nel garantire percorsi di cura rapidi, efficaci e pienamente aderenti agli standard internazionali</em>”, le parole del Direttore Generale dell’AOU Federico II <strong>Elvira Bianco</strong>.</div>
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		<title>Il Giuramento di Ippocrate, ecco i nuovi medici</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Giuramento di Ippocrate, Bruno Zuccarelli (OMCeO Napoli): “Troppi giovani costretti a lasciare la Campania. Uscita dal commissariamento sia l’inizio ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Giuramento di Ippocrate, Bruno Zuccarelli (OMCeO Napoli): “Troppi giovani costretti a lasciare la Campania. Uscita dal commissariamento sia l’inizio di una nuova stagione”</strong></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Le sfide dettate dall’intelligenza artificiale, ma anche il tema delle aggressioni e l’esigenza di creare condizioni di lavoro che consentano ai giovani medici ed odontoiatri di restare a lavorare a Napoli, e più in generale in Campania. Sono alcuni dei temi emersi in occasione della Cerimonia del Giuramento di Ippocrate, tenutosi questa mattina a Città della Scienza. Dopo la lettura del testo del Giuramento affidata a due dei giovani che si sono distinti nel percorso universitario: sono stati 700 i medici e odontoiatri che hanno pronunciato il fatidico “lo giuro” alla presenza del Presidente della Giunta Regionale <strong>Roberto Fico</strong>, del Sindaco della Città Metropolitana di Napoli <strong>Gaetano Manfredi</strong>, del Cardinale <strong>Mimmo Battaglia</strong> e dei rettori <strong>Matteo Lorito</strong> (Federico II), Marcellino Monda in vece di <strong>Gianfranco Nicoletti</strong> (Luigi Vanvitelli), la professoressa Paola Villani in vece di <strong>Lucio d’Alessandro</strong> (Suor Orsola Benincasa) e <strong>Antonio Garofalo</strong> (Parthenope).</p>
<p style="font-weight: 400;">La cerimonia si è aperta con il saluto di due brillanti giovani che si sono distinti per talento e impegno: la dottoressa <strong>Federica Di Gennaro</strong> e l’odontoiatra <strong>Pasquale Fraudatario</strong>. Troppi giovani medici e odontoiatri guardano oggi con preoccupazione al futuro della professione in una fase di profonda trasformazione, segnata dall’avvento dell’intelligenza artificiale in sanità, dalla necessità di difendere il Servizio sanitario nazionale e dall’esigenza di creare le migliori condizioni perché le competenze formate in Campania possano esprimersi pienamente sul territorio regionale. Al centro della riflessione, poi, il ruolo che le nuove generazioni di medici e odontoiatri saranno chiamate a svolgere in un sistema sanitario sempre più complesso. Come sottolineato da Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia, l’intelligenza artificiale, già oggi presente in molti ambiti della diagnosi, della ricerca, dell’organizzazione dei percorsi di cura e della gestione dei dati sanitari, rappresenta una grande opportunità, ma impone anche una responsabilità: governare l’innovazione senza perdere il valore della relazione medico-paziente, dell’etica professionale e della centralità della persona. In questo scenario, emerge con forza anche l’esigenza di difendere e rafforzare il Servizio sanitario nazionale, garantendo qualità delle cure, equità di accesso e sostenibilità. Per farlo, diventa decisivo investire sui professionisti, sui giovani, sulla formazione continua e sulle condizioni di lavoro, affinché medici e odontoiatri possano operare in Campania in contesti adeguati, moderni e capaci di valorizzarne le competenze. «È qualcosa su cui occorre riflettere con attenzione. Oggi la politica regionale ha davanti a sé una responsabilità decisiva: trasformare questa nuova fase in un investimento stabile sulle professioni sanitarie, sui giovani medici e odontoiatri, sulla qualità del lavoro e sulla capacità del nostro sistema sanitario di valorizzare le competenze» ha continuato Bruno Zuccarelli. «La Campania ha energie, talenti e percorsi di formazione di altissimo livello: ora serve creare le condizioni perché questi talenti possano lavorare al meglio nella nostra regione». Per il presidente dell’Ordine «la nuova stagione post commissariamento deve essere l’occasione per un patto tra istituzioni, università, ordini professionali e aziende sanitarie». Un richiamo all’impegno per il prossimo futuro e alla prevenzione orale accessibile a tutti è arrivato dal presidente della Commissione Albo Odontoiatri Pietro Rutigliani: «Occorre accompagnare i giovani odontoiatri nel loro inserimento professionale e costruire percorsi che valorizzino realmente le competenze. Allo stesso tempo è necessario ampliare l’accesso dei cittadini campani alle cure odontoiatriche e alla prevenzione anche in ambito pubblico, perché la salute orale non può essere considerata una prestazione accessibile soltanto a chi può permettersela».</p>
<p style="font-weight: 400;">
]]></content:encoded>
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		<title>Chirurgia complessa, quando la Campania è un’eccellenza</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/sanita-quando-la-campania-e-uneccellenza/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2026 17:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
&#160;Il know-how sulle&#160;fratture&#160;del bacino&#160;e la chirurgia toracica applicato ad adulti e bambini<br />
<br />
Sono ormai decine gli interventi chirurgici ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div class="elementToProof"><strong>&nbsp;Il know-how sulle&nbsp;fratture&nbsp;del bacino&nbsp;e la chirurgia toracica applicato ad adulti e bambini</strong></div>
</blockquote>
<div class="elementToProof"><em>Sono ormai decine gli interventi chirurgici ad elevata complessit&agrave; realizzati in diversi ospedali campani, mediante equipe multidisciplinari in cui &egrave; presente il contributo altamente specialistico di chirurghi del Cardarelli.</em></div>
<div class="elementToProof">&nbsp;</div>
<div class="elementToProof">Una chirurgia complessa, che richiede competenze specifiche, anni di formazione, anche all&rsquo;estero, e manualit&agrave; non comune. Pasquale Sangiovanni &egrave; un medico dell&rsquo;Ortopedia 2 del Cardarelli, il suo primario &egrave; Fabio Di Santo, ma per lavoro si sposta negli ospedali Santobono, Ospedale del Mare o Ruggi d&rsquo;Aragona di Salerno, grazie ad una convenzione che permette ad alcuni chirurghi dell&rsquo;ospedale napoletano di collaborare coi colleghi di altre strutture nella gestione di pazienti complessi. Il dottor Sangiovanni ha 41 anni e prima di lavorare al Cardarelli si &egrave; formato in centri di eccellenza quali Houston e Ancona, sotto la guida del Dr. Kyle Dickson e del professor Raffaele Pascarella, acquisendo particolari competenze nella gestione del trauma del bacino, un ambito estremamente specialistico e complesso. Le sue competenze sono state importantissime in tante occasioni; di recente ha collaborato coi colleghi del Santobono per operare in urgenza un bambino schiacciato da un trattore, in un paesino del Molise.</div>
<div class="elementToProof">&nbsp;</div>
<div class="elementToProof">La partnership tra il Cardarelli e il Santobono &egrave; ormai consolidata da molti anni anche per la chirurgia toracica. Tutto inizi&ograve; nel 2019, quando la chirurgia toracica del Cardarelli, guidata da Gianluca Guggino si affianc&ograve; a quella del Santobono per salvare la piccola Noemi, bambina di 4 anni ferita da una pallottola vagante mentre mangiava un gelato in un pomeriggio d&rsquo;estate. Da allora sono stati tanti gli interventi realizzati da equipe in cui i chirurghi toracici del Cardarelli si sono affiancati a quelli del Santobono. Di recente questa speciale equipe ha realizzato un intervento davvero eccezionale su un bambino extracomunitario di 4 anni affetto da una rara ed aggressiva forma di tumore al polmone. Le equipe dei chirurghi e degli anestesisti del Santobono e del Cardarelli hanno lavorato insieme per asportare completamente la neoplasia, portando a termine un delicatissimo e complesso intervento durato 7 ore.</div>
<div class="elementToProof">&nbsp;</div>
<div class="elementToProof">Dice Gianluca Guggino, primario della chirurgia toracica del Cardarelli e formatosi a Napoli, Roma ed in Francia:&nbsp;<em>&ldquo;La chirurgia toracica del Cardarelli &egrave; riconosciuta in Italia per la casistica estremamente ricca e complessa. La nostra equipe ha messo a frutto l&rsquo;esperienza maturata negli interventi di emergenza, riuscendo cos&igrave; ad affinare tecniche di altissimo livello. Il modello di condivisione di queste competenze con le equipe chirurgiche di altri ospedali campani permette di offrire servizi di assoluta eccellenza a pi&ugrave; pazienti, creando occasioni di confronto e crescita sul campo per noi professionisti&rdquo;.</em></div>
<div class="elementToProof">&nbsp;</div>
<div class="elementToProof">Dice Antonio d&rsquo;Amore, direttore generale dell&rsquo;AORN A. Cardarelli:&nbsp;<em>&ldquo;La collaborazione tra ospedali e professionisti &egrave; un modello di lavoro che da sempre caratterizza la medicina; al Cardarelli stiamo lavorando esattamente in questa direzione. Stiamo moltiplicando le collaborazioni con altri ospedali campani, cos&igrave; che anche i pazienti assistiti in altre strutture regionali possano fruire delle competenze maturate presso il nostro ospedale. Occorre mettere a fattore comune conoscenze e competenze per dare pi&ugrave; assistenza e pi&ugrave; qualit&agrave; a tutti, superando le barriere delle singole aziende e facendo crescere l&rsquo;intero sistema&rdquo;.</em></div>
<div class="elementToProof">&nbsp;</div>
<div class="elementToProof">Dice Fabio Di Santo, direttore dell&rsquo;UOC Ortopedia 2:&nbsp;<em>&ldquo;Quella del bacino &egrave; un tipo di chirurgia che non si studia solo sui manuali ma si impara con anni di formazione sul campo. La gestione delle&nbsp;fratture&nbsp;di bacino richiede un&rsquo;equipe multidisciplinare con ortopedico, urologo e chirurgo vascolare, perch&eacute; prevedono un interessamento della vescica e delle arterie. Tuttavia, lo specifico know-how sviluppato e consolidato al Cardarelli ci consente di affrontare tali delicate procedure anche in autonomia, non sottraendo risorse alle rispettive unit&agrave; mediche per altri casi in emergenza o elezione&rdquo;.</em></div>
<div class="elementToProof">&nbsp;</div>
<div class="elementToProof">L&rsquo;ospedale partenopeo ha al momento in corso tre diverse convenzioni per la frattura del bacino con l&rsquo;Asl Napoli 1 Centro, presso l&rsquo;Ospedale del Mare (dove l&rsquo;intervento avviene guidato dalla Tac), con il Santobono Pausilipon e con l&rsquo;Azienda Ospedaliera Universitaria &ldquo;San Giovanni di Dio Ruggi d&rsquo;Aragona&rdquo; di Salerno. Circa 30 gli interventi realizzati dallo scorso anno ad oggi nelle diverse strutture. Per la chirurgia toracica, invece, il Cardarelli ha in essere l&rsquo;importante convenzione con il Santobono per la gestione dei pazienti pediatrici.</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Monaldi cresce il cardio-imaging: oltre 350 esami nel 2026</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre 350 esami di imaging cardiaco avanzato nei primi tre mesi del 2026: più di 200 Cardio-TC e oltre 150 ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_159816" style="width: 300px;" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-11.35.23.png"><img class="wp-image-159816 size-medium" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-29-alle-11.35.23-300x174.png" alt="" width="300" height="174" /></a><figcaption class="wp-caption-text"><strong>Carlo Liguori</strong></figcaption></figure>
<p>Oltre 350 esami di imaging cardiaco avanzato nei primi tre mesi del 2026: più di 200 Cardio-TC e oltre 150 Risonanze Magnetiche Cardiache eseguite su pazienti ricoverati o in day hospital. Sono i numeri che segnano il rafforzamento del cardio-imaging radiologico all’Ospedale Monaldi dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, dove l’Unità Operativa Complessa di Radiodiagnostica, diretta da gennaio dal dottor Carlo Liguori, sta assumendo un ruolo sempre più strategico nei percorsi diagnostici, clinici e chirurgici dell’area cardiovascolare. Il potenziamento riguarda sia l’aumento dei volumi sia l’ampliamento delle competenze e delle tecnologie disponibili. Le metodiche di Cardio-TC e Cardio-RM sono state consolidate e sviluppate anche con protocolli di stress farmacologico, con l’obiettivo di offrire diagnosi più accurate e percorsi sempre più personalizzati.</p>
<p>«L’inserimento di nuove professionalità con competenze dedicate e l’ulteriore sviluppo tecnologico delle metodiche avanzate ci hanno consentito di fare un importante passo in avanti», spiega il dottor Liguori. «Abbiamo consolidato e ampliato le attività di Cardio-TC e Cardio-RM, aumentando la possibilità di arrivare a diagnosi sempre più precise e garantendo percorsi mirati per pazienti con patologie cardiovascolari complesse». La crescita del cardio-imaging accompagna direttamente l’aumento della complessità dell’attività clinica dei reparti di riferimento: la Cardiologia pediatrica diretta dalla dottoressa Maria Giovanna Russo, l’UOC di Cardiopatie Congenite dell’Adulto ed Aritmie Congenite e Familiari diretta dal dottor Berardo Sarubbi, la Terapia Intensiva Neonatale diretta dal dottor Alfredo Santantonio e l’UOSD di Malattie Genetiche e Rare Cardiovascolari diretta dal dottor Giuseppe Limongelli.</p>
<p>Uno dei passaggi più significativi è l’attivazione di un servizio dedicato di Cardio-RM per pazienti con cardiopatie congenite, sia pediatrici che adulti. Il percorso è stato sviluppato anche grazie alla collaborazione con il dottor Pierluigi Festa, professionista di riconosciuto prestigio internazionale nel settore. Si tratta di un avanzamento che consente oggi ai pazienti con una malattia cardiaca congenita di accedere al Monaldi a prestazioni altamente specialistiche, riducendo la necessità di rivolgersi ad altre strutture nazionali. In questo contesto si innesta anche la preziosa collaborazione con la Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha contribuito a incrementare le attività chirurgiche e, di conseguenza, la richiesta di esami avanzati per la pianificazione degli interventi e il follow-up. Al potenziamento dell’attività per l’età pediatrica si è accompagnato anche un rafforzamento dell’offerta diagnostica per i pazienti adulti, in particolare per cardiomiopatie e cardiopatia ischemica, attraverso percorsi dedicati di Cardio-TC e Cardio-RM.</p>
<p>In crescita anche l’imaging cardiovascolare per le patologie strutturali valvolari, con riferimento ai pazienti candidati a procedure interventistiche, per i quali queste indagini sono decisive nella pianificazione terapeutica e nella stratificazione del rischio. «Il cardio-imaging rappresenta oggi una componente essenziale della presa in carico dei pazienti cardiovascolari complessi», sottolinea il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino. «Il potenziamento delle attività al Monaldi conferma la capacità dell’azienda di integrare competenze cliniche, chirurgiche e diagnostiche avanzate, offrendo risposte sempre più qualificate ai bisogni di salute dei cittadini e riducendo la necessità di rivolgersi fuori regione».</p>
<p>Foto: Uff. stampa</p>
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		<title>Alleanza tra i maggiori istituti di cura della Campania</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 12:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Bruno Zuccarelli: «Sosteniamo con convinzione questo modello»<br />
Un’alleanza che coinvolge i maggiori istituti di cura della Campania (tra i quali ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Bruno Zuccarelli: «Sosteniamo con convinzione questo modello»</p></blockquote>
<p>Un’alleanza che coinvolge i maggiori istituti di cura della Campania (tra i quali l’Istituto Pascale e il Santobono Pausilipon) e i pediatri, per dare piena sostanza alla rete oncologica pediatrica. L’annuncio di questo lavoro sinergico, già in fase avanzata, è stato dato questa mattina all’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia, nel corso di un incontro dedicato alle patologie oncologiche in pediatria. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, Pietro Buono, della Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania; Rodolfo Conenna, direttore generale dell’IRCCS Santobono Pausilipon; Maurizio Di Mauro, direttore generale dell’Istituto Pascale; e Giovanni Galano, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Campania. «L’obiettivo è consolidare la connessione tra l’oncologia pediatrica, che è già parte della rete oncologica, e la pediatria di base, con i pediatri, per fare in modo che, come avviene nell’adulto, anche nel settore pediatrico la medicina del territorio possa avere riferimenti chiari e diretti nei confronti dei centri campani che si occupano di oncologia pediatrica», ha spiegato Sandro Pignata, responsabile scientifico della Rete Oncologica Campana. Un obiettivo che consentirà anche di contrastare la migrazione sanitaria. In concreto, sono stati creati moduli digitalizzati all’interno della piattaforma della Rete Oncologica, attraverso i quali i pediatri di libera scelta possono inviare le segnalazioni dei nuovi pazienti intercettati tra i propri assistiti. Il lavoro da fare, tuttavia, non si limita a questo. Come già avvenuto per l’adulto, si punta ora ad attivare percorsi più efficaci di trasmissione delle informazioni e di continuità assistenziale dagli ospedali pediatrici campani alle ASL. Un percorso che dovrà essere ulteriormente strutturato in modo completo ed efficace. «Finora la rete comprendeva già la presa in carico dei pazienti pediatrici attraverso strutture come il Santobono Pausilipon – spiega Raffaella de Franchis, consigliera dell’Ordine e pediatra di famiglia – ma i pediatri non avevano accesso diretto alla piattaforma. Con le nuove credenziali, il pediatra di famiglia può inserire in piattaforma un bambino con sospetto diagnostico oncologico, attivando un percorso dedicato di presa in carico. Il sistema consente anche di seguire l’evoluzione del caso, segnalare eventuali criticità e mantenere un collegamento diretto con gli specialisti ospedalieri». «La diagnosi precoce e la presa in carico tempestiva possono fare la differenza nella vita di un bambino e della sua famiglia – sottolinea Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia –. Per questo è fondamentale che i pediatri siano pienamente integrati nella rete oncologica. Il territorio deve poter dialogare in modo rapido, strutturato e diretto con i centri specialistici, evitando ritardi, frammentazioni e percorsi disomogenei. L’Ordine sostiene con convinzione questo modello, perché rafforza la sanità pubblica campana, valorizza il ruolo dei professionisti e contribuisce a ridurre la necessità per tante famiglie di cercare cure fuori regione».</p>
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		<title>Santobono Pausilipon entra nella rete degli IRCCS</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 12:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Santobono Pausilipon entra nella rete degli IRCCS, pubblicato in Gazzetta il decreto del Ministro della Salute. Fico: “Avvio di nuova ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Santobono Pausilipon entra nella rete degli IRCCS, pubblicato in Gazzetta il decreto del Ministro della Salute. Fico: “Avvio di nuova fase di crescita dell’Ospedale che la Regione accompagnerà e rafforzerà”. Conenna: “Importante punto di partenza, premiato valore della nostra comunità professionale”.</strong></p></blockquote>
<p>Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto del Ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci</strong>, l’AORN Santobono Pausilipon entra nella rete degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per l’area della Pediatria. Questo traguardo rappresenta non solo un importante riconoscimento istituzionale, ma anche l’avvio di una nuova fase di sviluppo, caratterizzata dal rafforzamento delle attività di ricerca, dall’accesso a specifici finanziamenti e da una crescente integrazione tra assistenza clinica e innovazione scientifica.</p>
<p>Il Santobono Pausilipon diventa il più grande Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico pediatrico del Sud Italia, colmando un divario territoriale e offrendo al Mezzogiorno un Polo di riferimento nazionale e internazionale nella ricerca e nella cura delle patologie dell’infanzia, e si allinea alla comunità pediatrica dei grandi ospedali di eccellenza italiani, come il Bambino Gesù, l’Ospedale Pediatrico Meyer e l’Istituto Giannina Gaslini, rafforzando il suo ruolo nel panorama scientifico nazionale e internazionale.</p>
<p>Un risultato che arriva dopo un percorso avviato nel 2022 e che ha un valore storico per la Sanità regionale. L’ultimo IRCCS pubblico in Campania, infatti, risale a decenni fa con l’esperienza dell’Istituto Pascale.</p>
<p>“<em>Il Santobono Pausilipon rappresenta una eccellenza per la nostra regione e per tutto il meridione. Questo prestigioso riconoscimento è il frutto del lavoro portato avanti da anni dalla comunità professionale e scientifica della struttura, un traguardo che premia il percorso e gli sforzi profusi per coniugare ricerca scientifica di alto livello, assistenza di qualità e attenzione alla persona. Ma è soprattutto l’avvio di una nuova fase di crescita per l’ospedale pediatrico, un percorso che la Regione accompagnerà e rafforzerà con responsabilità e determinazione</em>”, così il Presidente della Giunta regionale della Campania, <strong>Roberto Fico</strong>.</p>
<p>“<em>In questi anni</em> – spiega il Direttore Generale dell’AORN Santobono Pausilipon, <strong>Rodolfo Conenna</strong> – <em>abbiamo investito nella ricerca clinica e traslazionale, potenziando i nostri laboratori, avviando importanti progetti e collaborazioni nazionali ed internazionali e, soprattutto, assumendo, con fondi propri, oltre 40 giovani ricercatori e ricercatrici. Questo riconoscimento premia il valore della nostra comunità professionale composta da medici, ricercatori, infermieri, tecnici, operatori sanitari e amministrativi che, ogni giorno, con competenza e dedizione, mette al centro la cura dei bambini e delle loro famiglie. Non è solo un traguardo, ma un importante punto di partenza che, concretamente, significa poter beneficiare di maggiori finanziamenti, accesso a reti di ricerca nazionali e la capacità di attrarre talenti e innovazione</em>”.</p>
<p>“<em>Hanno determinato il raggiungimento di questo obiettivo il lavoro e l’impegno del Ministro della Salute, del Presidente della Regione Campania e del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, esempio concreto del valore della collaborazione e della integrazione tra le Istituzioni</em>” conclude il direttore Conenna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Azienda dei Colli salva paziente da una grave emorragia</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BUONA SANITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco (nome di fantasia), ha quasi 70 anni quando arriva al Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) del CTO con ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco (nome di fantasia), ha quasi 70 anni quando arriva al Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) del CTO con un dolore addominale che da giorni non gli dà tregua. È stato il suo cardiologo a indirizzarlo in ospedale. Al Pronto soccorso, cuore pulsante dell’UOC di Medicina d&#8217;Emergenza-Urgenza diretta dal dottor Mario Guarino, entra subito in funzione il modello di triage globale adottato dal CTO (presidio dell’Azienda Ospedaliera dei Colli) basato sull’approccio ABCDE, che consente agli infermieri specializzati e certificati dal GFT, il Gruppo Formazione Triage, di stabilire con rapidità la priorità di accesso alle cure. Sono proprio gli infermieri Sara Franco e Giovanni Rosiello a cogliere immediatamente la gravità della situazione: il dolore è severo, la condizione impone un intervento immediato.</p>
<p>Nel giro di pochi istanti Francesco viene trasferito in shock room, dove ad attenderlo ci sono Andrea Piccolo, medico dell’emergenza-urgenza, e Federica Fisciano, infermiera in servizio. In emergenza ogni minuto conta. Per questo la valutazione clinica si avvale anche della POCUS, l’ecografia “bedside”, vale a dire eseguita direttamente al letto del paziente, ormai parte integrante del percorso condiviso tra triage e area critica. L’esame rivela subito un quadro allarmante: una massa imponente occupa il fianco sinistro e si estende fino alla parte centrale dell’addome. Scatta la rete dell’emergenza. Le radiologhe di turno, Valentina Maglio e Maria Teresa Mondillo, vengono allertate. L’angio-TC viene eseguita, ricostruita e refertata in tempi rapidissimi nelle sale della Radiologia diretta da Antonio Pinto. La diagnosi è di quelle che non lasciano margini: aneurisma dell’arteria splenica, una condizione estremamente rara, già in fase di dissezione-rottura. Un evento che, come in questo caso, può evolvere in pochi minuti in uno shock emorragico fatale. A quel punto il passaggio in sala operatoria è immediato. I chirurghi Diego Vallefuoco, Modestino Di Stasio e Oreste Pegno, dell’Unità di Chirurgia d’urgenza diretta da Pierluigi Angelini, conducono Francesco al tavolo operatorio in tempi strettissimi. Ad assisterli c’è l’anestesista Manuela Nugnes, della Terapia intensiva e rianimazione guidata da Antonio Corcione. L’intervento procede con la legatura dell’arteria splenica e la successiva splenectomia, eseguite rapidamente per fermare l’emorragia e salvare la vita di Francesco che, nei prossimi giorni, potrà tornare dai suoi cari. «Questa vicenda – dice il direttore generale Anna Iervolino &#8211; racconta bene la missione del DEA del CTO: affrontare le patologie tempo-dipendenti con una catena dell’emergenza in cui competenze, organizzazione e formazione rappresentano il cardine di ogni passaggio, dal triage alla sala operatoria, fino alla stabilizzazione del paziente».</p>
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