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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; ATTUALITA&#8217;</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Come radersi nel modo corretto: La Rasatura Uomo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 07:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[BENESSERE]]></category>

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		<description><![CDATA[Come radersi nel modo corretto: La Rasatura Uomo<br />
La barba è un tratto distintivo della virilità maschile, ma mantenerla curata ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><b>Come radersi nel modo corretto: La Rasatura Uomo</b></p>
<p class="p1">La barba è un tratto distintivo della virilità maschile, ma mantenerla curata e ben rasata richiede una certa attenzione. Nella ricerca del look perfetto, molti uomini si trovano ad affrontare la sfida della rasatura.</p>
<p class="p1">Per ottenere una rasatura impeccabile, è fondamentale iniziare con la giusta preparazione. Il primo passo consiste nell&#8217;ammorbidire la barba e aprire i pori della pelle. Questo può essere ottenuto attraverso una doccia calda o l&#8217;applicazione di un asciugamano caldo sul viso per alcuni minuti. Questo processo facilita la rasatura, riducendo la resistenza dei peli alla lama del rasoio.</p>
<p class="p1">Una pratica utile è l&#8217;utilizzo di un buon detergente viso prima della rasatura. Questo pulirà la pelle da sporcizia, olio e cellule morte, consentendo al rasoio di scivolare senza intoppi. Inoltre, assicurarsi che il rasoio sia pulito e ben affilato è essenziale per evitare irritazioni cutanee e tagli.</p>
<p class="p1"><b>La Rasatura Uomo: Passo Dopo Passo</b></p>
<p class="p1"><b>Scelta del Rasoio</b></p>
<p class="p1">La scelta del rasoio è cruciale per una rasatura efficace. Esistono due opzioni principali: il rasoio elettrico e il rasoio tradizionale a lama. Entrambi hanno i loro vantaggi e svantaggi. Il rasoio elettrico è conveniente e veloce, ideale per chi ha poco tempo. Tuttavia, il rasoio a lama offre una rasatura più ravvicinata e precisa. Scegliere quello giusto dipende dalle preferenze personali e dalla sensibilità della pelle.</p>
<p class="p1"><b>Utilizzo della Schiuma o del Gel da Barba</b></p>
<p class="p1">L&#8217;applicazione di una schiuma o di un gel da barba di alta qualità è un passo essenziale per proteggere la pelle durante la rasatura. Questi prodotti ammorbidiscono ulteriormente i peli e creano uno strato protettivo tra la lama del rasoio e la pelle. Assicurarsi che il prodotto utilizzato sia adatto al proprio tipo di pelle e profumo preferito.</p>
<p class="p1"><b>La Direzione Giusta</b></p>
<p class="p1">Radersi seguendo la direzione corretta dei peli è fondamentale per evitare irritazioni e peli incarniti. In genere, è consigliabile seguire la direzione del crescere dei peli nella prima passata. Successivamente, è possibile effettuare una seconda passata rasandosi contro il senso di crescita dei peli per una rasatura ancora più ravvicinata. Ricordarsi di mantenere la pelle tesa durante la rasatura per evitare tagli accidentali.</p>
<p class="p1"><b>Post-Rasatura: L&#8217;Importanza del Dopobarba Uomo</b></p>
<p class="p1">Dopo aver completato la rasatura, è cruciale prendersi cura della pelle. L&#8217;applicazione di un dopobarba uomo è il passo finale per idratare e lenire la pelle. Il dopobarba uomo contiene ingredienti che aiutano a prevenire irritazioni, ridurre l&#8217;infiammazione e rafforzare la pelle. Scegliere un dopobarba uomo di alta qualità è importante per ottenere risultati ottimali.</p>
<p class="p1"><b>La Rasatura Uomo e la Cura della Pelle</b></p>
<p class="p1">La <a href="https://www.notino.it/rasatura-uomo/"><span class="s1">rasatura uomo</span></a> è un&#8217;arte che va di pari passo con la cura della pelle. Per evitare irritazioni cutanee e peli incarniti, è essenziale seguire una routine di cura della pelle adeguata. Questi sono alcuni consigli per mantenerla in ottime condizioni:</p>
<p class="p1"><b>Idratazione: </b>Mantenere la pelle ben idratata è fondamentale. Utilizzare una crema idratante viso quotidiana per evitare secchezza e desquamazione.</p>
<p class="p1"><b>Esfoliazione: </b>Esfoliare la pelle regolarmente aiuta a rimuovere le cellule morte, prevenendo i peli incarniti.</p>
<p class="p1"><b>Protezione Solare: </b>L&#8217;applicazione di una crema solare protegge la pelle dai danni causati dai raggi UV.</p>
<p class="p1"><b>Alimentazione Equilibrata:</b> Una dieta equilibrata ricca di vitamine e antiossidanti contribuisce a una pelle sana.</p>
<p class="p1"><b>Evitare Rasature Troppo Ravvicinate:</b> Radersi troppo vicino alla pelle può causare irritazioni. Lasciare un leggero strato di barba può essere una buona pratica.</p>
<p class="p1">La rasatura uomo è un rituale quotidiano per molti uomini, ma con le giuste tecniche e prodotti, può essere trasformata in un&#8217;esperienza piacevole e benefica per la pelle. Ricordatevi sempre di preparare adeguatamente la pelle, di utilizzare il rasoio giusto, di seguire la direzione dei peli e di applicare un <a href="https://www.notino.it/prodotti-dopobarba/"><span class="s1">dopobarba uomo</span></a> di qualità. Inoltre, la cura quotidiana della pelle è fondamentale per mantenere un aspetto fresco e sano. Con questi consigli, potrete godere di una rasatura impeccabile e una pelle radiante. La rasatura uomo è un segreto di bellezza che ogni uomo dovrebbe conoscere e padroneggiare.</p>
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		<title>Normative sulla cannabis terapeutica in Italia: un panorama regionale complesso</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 09:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Regole e differenze regionali nell&#8217;accesso al trattamento con la cannabis medicale sul territorio italiano<br />
Nel mutevole e intrigante paesaggio della ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-weight: 400;">Regole e differenze regionali nell&rsquo;accesso al trattamento con la cannabis medicale sul territorio italiano</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel mutevole e intrigante paesaggio della medicina alternativa, la </span><strong>cannabis terapeutica</strong><span style="font-weight: 400;"> spicca come una delle nuove frontiere pi&ugrave; affascinanti. Una frontiera importante da affrontare con seriet&agrave;, mettendo da parte qualsiasi pregiudizio si possa avere nei confronti di questa pianta, ancora demonizzata al punto che vengono visti con sospetto perfino oggetti puramente da collezione, come </span><a href="https://www.sensoryseeds.it/semi-femminizzati/" rel="nofollow"><span style="font-weight: 400;">i semi di marijuana femminizzati</span></a><span style="font-weight: 400;"> che possono essere acquistati presso rivenditori autorizzati come l&rsquo;italianissimo Sensoryseeds.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La cannabis, infatti, ha la capacit&agrave; di trasformarsi in </span><strong>un potenziale sollievo</strong><span style="font-weight: 400;"> per molte persone afflitte da patologie come dolore cronico, sclerosi multipla, glaucoma e molte altre.</span><br />
<span style="font-weight: 400;">Nella complicata rete di normative che regolano l&rsquo;uso della cannabis terapeutica, le </span><strong>differenze regionali</strong><span style="font-weight: 400;"> possono influenzare notevolmente l&rsquo;accesso dei pazienti a questo trattamento. Questo articolo si addentra nel dedalo di queste normative, esplorando le diverse regole che governano l&rsquo;uso della cannabis terapeutica nelle varie Regioni d&rsquo;Italia.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Cannabis terapeutica: un&rsquo;opzione per il trattamento del dolore cronico e di altre patologie</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">La cannabis terapeutica &egrave; una forma di cannabis che viene utilizzata per scopi medici, sotto forma di farmaco o preparazione galenica, </span><strong>per il trattamento di alcune patologie</strong><span style="font-weight: 400;">, tra le quali:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">dolore cronico di origine neuropatica o oncologica;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">sclerosi multipla e lesioni del midollo spinale;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">nausea e vomito;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">glaucoma;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">sindrome di Tourette.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia, </span><strong>&egrave; legale dal 2013</strong><span style="font-weight: 400;">, quando &egrave; stato approvato </span><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/02/08/13A00942/sg" rel="nofollow"><span style="font-weight: 400;">il decreto del Ministero della Salute</span></a><span style="font-weight: 400;"> che ne ha regolamentato la produzione, l&rsquo;importazione e la distribuzione. Tuttavia, la normativa italiana presenta ancora alcune criticit&agrave; e ambiguit&agrave; che rendono difficile l&rsquo;accesso alla cannabis terapeutica da parte dei pazienti, senza contare il fatto che in merito a questo le Regioni hanno ampie libert&agrave; di disciplinare in materia. Per questo, possono sussistere delle differenze rispetto alla legislazione sulla cannabis terapeutica in base alla zona di residenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prescrizione medica deve essere redatta su ricetta bianca non ripetibile e deve indicare il nome commerciale del prodotto a base di cannabis, la posologia, la durata del trattamento e il codice fiscale del paziente. La ricetta ha una validit&agrave; di 30 giorni, consente di acquistare fino a 100 grammi di cannabis terapeutica al mese e deve essere presentata in farmacia, dove il farmacista prepara il prodotto secondo le indicazioni del medico. Il costo del prodotto &egrave; a carico del paziente, </span><strong>salvo alcuni casi in cui &egrave; previsto il rimborso</strong><span style="font-weight: 400;"> da parte del Servizio Sanitario Nazionale o delle Regioni.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Dalla normativa nazionale alle azioni regionali: l&rsquo;evoluzione del panorama della cannabis terapeutica in Italia</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Come accennato, sebbene la normativa nazionale stabilisca i principi generali sull&rsquo;uso della cannabis terapeutica, esistono delle variazioni regionali che riguardano </span><strong>soprattutto i criteri di accesso al rimborso del costo del prodotto</strong><span style="font-weight: 400;"> da parte del Servizio Sanitario Regionale.</span><br />
<span style="font-weight: 400;">Alcune Regioni, infatti, prevedono dei limiti di spesa o dei requisiti specifici per i pazienti che possono beneficiare del rimborso. Altre, invece, hanno previsto dei fondi dedicati o delle convenzioni con le farmacie per garantire una maggiore accessibilit&agrave; alla cannabis terapeutica. Inoltre, </span><strong>alcune Regioni hanno promosso la coltivazione e la produzione di cannabis terapeutica a livello locale</strong><span style="font-weight: 400;">, per ridurre i costi e la dipendenza dalle importazioni.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Esempi di diversit&agrave; normative regionali</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Per illustrare le diversit&agrave; normative regionali sulla cannabis terapeutica, riportiamo </span><strong>alcuni esempi di Regioni che hanno adottato delle disposizioni specifiche</strong><span style="font-weight: 400;"> in materia:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">la </span><strong>Regione Piemonte</strong><span style="font-weight: 400;"> ha stabilito che il costo della cannabis terapeutica &egrave; a carico del Servizio Sanitario Regionale per i pazienti affetti da sclerosi multipla, dolore oncologico, HIV, chemioterapia, glaucoma e sindrome di Tourette. Per gli altri pazienti, il costo &egrave; a carico del paziente, ma con un contributo del 50% da parte della Regione;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">in </span><strong>Toscana</strong><span style="font-weight: 400;"> il costo della cannabis terapeutica &egrave; a carico del Servizio Sanitario Regionale per i pazienti affetti da sclerosi multipla, dolore oncologico, HIV, chemioterapia, glaucoma e sindrome di Tourette. In tutti gli altri casi il costo &egrave; a carico del paziente, ma con un contributo del 30% da parte della Regione. Inoltre, la Toscana ha previsto la coltivazione e la produzione di cannabis terapeutica presso l&rsquo;Ospedale Santa Chiara di Pisa;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">la </span><strong>Regione Lombardia</strong><span style="font-weight: 400;"> ha stabilito che il costo della cannabis terapeutica &egrave; a carico del Servizio Sanitario Regionale per i pazienti affetti da sclerosi multipla, dolore oncologico, HIV, chemioterapia e sindrome di Tourette. Per gli altri pazienti, il costo &egrave; a carico loro. Inoltre, &egrave; previsto un limite di spesa annuo di 1.500 euro per paziente per l&rsquo;acquisto del prodotto;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">la </span><strong>Campania</strong><span style="font-weight: 400;">, con la legge regionale 8 agosto 2016, n. 27, ha riconosciuto il diritto dei cittadini campani a ricevere cure con cannabis terapeutica nel rispetto dei principi di appropriatezza e qualit&agrave;. Le patologie che prevedono la rimborsabilit&agrave; del prodotto sono la sclerosi multipla, le lesioni del midollo spinale con spasticit&agrave;, il dolore cronico, i sintomi legati alla chemioterapia, il glaucoma, la sindrome di Tourette e l&rsquo;epilessia refrattaria. Inoltre, la legge regionale campana stabilisce che i medici possano prescrivere la cannabis terapeutica anche per altre patologie non incluse nell&rsquo;elenco ministeriale, purch&eacute; siano supportate da evidenze scientifiche e siano state valutate positivamente dal Comitato Scientifico per l&rsquo;Informazione e la Promozione della Ricerca sulla Cannabis , un organismo istituito dalla Regione Campania per monitorare e diffondere le conoscenze sulla cannabis terapeutica.</span></p>
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		<title>Regalare un profumo unisex: come sceglierlo?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2023 19:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva indomito il giorno di una particolare ricorrenza in cui si desidera esprimere l&#8217;affetto per una persona con un regalo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva indomito il giorno di una particolare ricorrenza in cui si desidera esprimere l&#8217;affetto per una persona con un regalo. Un dono che lo colpisca agli occhi e nell&#8217;animo. Un regalo che soddisfi possibilmente un suo desiderio o bisogno per quanto inaspettato e non concordato.</p>
<p><strong>Come scegliere un bel regalo ben pensato</strong><br />
Innanzitutto, bisogna fermarsi un momento e fare mente locale sui gusti, piaceri e passioni che nutre il destinatario del regalo. Intrufolarsi in un qualsiasi negozio e girovagare tra gli scaffali alla ricerca di un&#8217;idea potrebbe rivelarsi una perdita di tempo. Una volta che la lampadina si è accesa ed è la più splendente, è opportuno rivolgersi ad uno di quei negozi dedicati per il genere di oggetto scelto. Infine, richiedere informazioni sulla varietà offerta dell&#8217;articolo così da sceglierne il migliore, cioè quello che riscontrerebbe il più alto grado di gradimento nel colore, forma e lavorazione. Ovviamente, secondo i gusti della persona a cui andrà e non i propri (dettaglio non da poco e spesso dimenticato) ed anche in base al proprio portafogli, al budget stabilito in partenza, scegliendo il regalo con un buon rapporto qualità/prezzo.</p>
<p><strong>Il regalo che colpisce sempre il bersaglio: un profumo unisex</strong><br />
Tra le infinite idee regalo che possano esistere, ce n&#8217;è una che è sempre indiscutibilmente apprezzata: il profumo. Questo accessorio che tanto può rendere ancor più gradita la presenza e compagnia di una persona rendendola anche più sensuale, è il regalo che fa brillare gli occhi rendendoli a cuoricino di chi lo riceve. E&#8217; anche vero che, per essere gradito, è troppo generico definire un profumo semplicemente &#8220;buono&#8221;. Un profumo dev&#8217;essere soprattutto giusto: giusto per la personalità della persona e giusto anche per le occasioni in cui lo utilizzerà maggiormente. Non c&#8217;è cosa più soddisfacente nell&#8217;avere su di sé un profumo adatto per l&#8217;occasione. Se lo spruzzerebbe ogni mattina per andare a lavoro? Oppure per la sera con amici? O per le occasioni speciali, come appuntamenti galanti con la persona amata? La risposta a queste domande possono fare la differenza nella scelta definitiva del dono. Inoltre, si potrebbero nutrire dubbi sul gradimento della persona di certe fragranze e profumazioni, rendendo la scelta ancor più ardua. A questo proposito il profumo unisex è la scelta migliore.</p>
<p><strong>Consigli su quale profumo unisex scegliere</strong><br />
Un marchio che da esattamente 20 anni crea non semplici profumi ma quelli che possono essere considerati &#8220;elisir di felicità&#8221; è il francese Montale. Le fragranze originali e i suoi prodotti naturali della migliore qualità derivano da un&#8217;atmosfera molto lontana, da quell&#8217;Oriente che racchiude profumi misteriosi. Il <a href="https://www.notino.it/montale/">Montale profumo </a>permette a chi lo riceve di essere sempre appropriato e piacente in qualunque momento e luogo. Tra la sua grande scelta, il <a href="https://www.notino.it/montale/dark-vanilla-eau-de-parfum-unisex/">Montale Dark Vanilla</a> è il profumo unisex per eccellenza che permette di esaltarsi, di far spiccare al massimo la propria personalità fuori dagli schemi e del tutto originale. Per personalità non convenzionali la sua fragranza unisex basata su spezie dal cuore di cuoio, legno di sandalo e patchouli e dal fondo di vaniglia e ambra è il tipo di profumo che rende un regalo indimenticabile.</p>
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		<title>La violenza sulle donne: gradino di una scala abominevole</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2022 06:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>

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		<description><![CDATA[di Mariateresa Di Pastena&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #333333;">di Mariateresa Di Pastena&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; </span></strong></p>
<p>Credo che ognuno di noi si domandi spesso che cosa possa spingere una persona ad essere violenta nei confronti di un&rsquo;altra. Come possa un essere umano maltrattare, ferire, arrivare perfino&nbsp; ad&nbsp; uccidere un altro essere umano. E questo ce lo chiediamo a prescindere dal sesso della vittima o del carnefice. Di sicuro, la maggior parte delle persone la risposta non la trova, perch&eacute; una risposta, un motivo valido, non c&rsquo;&egrave;, e non potr&agrave;&nbsp; esserci mai. La violenza, in ogni sua forma e in ogni sua manifestazione, &egrave; da condannare e da biasimare, sempre. Se pensiamo ad uno schiaffo, e poi alla guerra, le due cose&nbsp; ci sembrano,&nbsp; e lo sono&nbsp; di certo, molto distanti l&rsquo;una dall&rsquo;altra. Eppure sono&nbsp; poli estremi di un mostro chiamato&nbsp; violenza che potremmo paragonare&nbsp; ad una scala abominevole, piena di gradini.&nbsp; Man mano che sale, la violenza mostra i&nbsp; suoi denti avvelenati,&nbsp; la sua crudelt&agrave;, trasformandosi&nbsp; in&nbsp; tante altre&nbsp; forme&nbsp;&nbsp; che cambiano nome.&nbsp; Ogni anno ci ritroviamo, il 25 novembre, a ribadire il nostro &lsquo;no alla violenza sulle donne&rsquo; (che &egrave; quotidiano) e, nonostante ci&ograve;, a perdere il conto di coloro che ancora la subiscono. Violenze psicologiche e fisiche che spesso nascondono retaggi culturali, che nascono da discriminazioni e pregiudizi primordiali e duri a morire. Le violenze&nbsp; fisiche ( ma anche quelle verbali) sono di certo&nbsp; le pi&ugrave; esecrabili. Per non parlare dei femminicidi,&nbsp; incommentabili e disumani, come tutti gli omicidi.&nbsp; Anche le violenze&nbsp; psicologiche non sono da sottovalutare, prima di tutto perch&eacute; potrebbero essere&nbsp; un campanello d&rsquo;allarme&nbsp; per poi spingersi oltre, e poi perch&eacute; sono molto comuni e sono&nbsp; le pi&ugrave; subdole, infatti si nascondono&nbsp; nelle parole e nei piccoli gesti di chi le mette in atto. E feriscono l&rsquo;anima. A volte&nbsp; possono venir fuori&nbsp;&nbsp; anche da&nbsp; uno sguardo. O da un silenzio.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong></p>
<p><span style="color: #333333;">&Egrave; inutile nasconderlo: ancora oggi, purtroppo, ci sono&nbsp; uomini (speriamo siano sempre meno) secondo&nbsp; i quali le donne NON&nbsp; sono uguali a loro. O meglio, non le considerano pari a loro. Alcuni uomini hanno&nbsp; ancora difficolt&agrave; a confrontarsi e a dialogare con le donne senza imporsi o prevaricare, o senza pensare di avere ragione a prescindere. E questo pu&ograve; accadere ovunque, visto che&nbsp; non dipende dai luoghi ma dalle persone, quindi&nbsp; in ambienti lavorativi, pubblici, familiari. Per costoro, guai ad essere contraddetti da una donna! Lo vivono come un affronto, come un attentato alla loro virilit&agrave;. Ancora una volta, pensiamo&nbsp; che la famiglia e la scuola&nbsp; siano fondamentali nella prevenzione&nbsp; e nella &lsquo;cura&rsquo;&nbsp; di pregiudizi,&nbsp; discriminazioni e luoghi comuni in generale, e quindi anche nel&nbsp; ribadire con forza la parit&agrave; di genere. Forse, nelle famiglie, bisognerebbe&nbsp;&nbsp; partire dall&rsquo;inizio&hellip; Pensiamo ad esempio alla&nbsp; scelta del colore, rosa o celeste,&nbsp; del corredino di un neonato: perch&eacute; non scegliere entrambi? E poi a quella dei giocattoli che i bambini e le bambine&nbsp; ricevono in regalo: perch&eacute; non far giocare&nbsp; loro indifferentemente con bambole e macchinine?&nbsp; E, ancora, quando si sceglie un&rsquo;attivit&agrave; sportiva per&nbsp; un figlio, bisognerebbe&nbsp; farlo sempre prevalentemente in base ai&nbsp; suoi gusti o alle sue attitudini, e non al suo sesso. Se dipendesse dai bambini, infatti, loro&nbsp; non farebbero mai distinzioni in tal senso. Non le farebbero mai, in generale. Ma, crescendo, poi, quegli stessi bambini, oltre a ricevere un&rsquo;educazione, prendono soprattutto&nbsp; esempio da chi gliela impartisce, e quindi&nbsp; dagli atteggiamenti, dai gesti, dai ragionamenti. Come docente, negli anni, mi &egrave; capitato, anche se per fortuna&nbsp; rare volte, che qualche alunno&nbsp; si rifiutasse di sedersi accanto ad una compagna, solo perch&eacute;, &lsquo;era una femmina&rsquo;. Durante alcune lezioni, poi, parlando di emancipazione femminile e&nbsp; parit&agrave; di genere, quindi dialogando e ascoltando i vari interventi degli alunni, mi &egrave; capitato di sentir dire da qualcuno di loro&nbsp; che le donne non dovrebbero lavorare, ma &lsquo;stare a casa a fare i servizi&rsquo; e &lsquo;pensare ai figli&rsquo; ,&nbsp; e via dicendo. Non &egrave; facile spiegare, e soprattutto far capire, agli adolescenti che la pensano cos&igrave; (pochissimi, ripeto, per fortuna), che le loro teorie sono assurde, ingiuste e molto pericolose. Ma ce la mettiamo tutta, e finch&eacute; ci sar&agrave; anche&nbsp; uno solo di loro che la pensa in questo modo, non smetteremo di parlarne, e non smetteremo mai neanche dopo. Perch&eacute;, anche quando sembra che non ci sia nessuno che&nbsp; discrimina una donna in quanto tale, non si sa mai. Anzi, insieme ai nostri bambini e ragazzi, voltiamoci&nbsp; sempre indietro, per&nbsp; ripercorrere la storia, e&nbsp; per non smettere mai di ammirare&nbsp; coloro che hanno lottato&nbsp; per i nostri diritti. Quelli che riguardano le donne e non solo.</span></p>
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		<title>Bias cognitivi: quando un errore ci porta a fare delle scelte</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 07:41:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sapevi che buona parte delle nostre decisioni deriva da errori di ragionamento? Si tratta dei bias cognitivi, distorsioni del nostro ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><b></b>Sapevi che buona parte delle nostre decisioni deriva da errori di ragionamento? Si tratta dei bias cognitivi, distorsioni del nostro pensiero dovute a pregiudizi o mancanza di obiettività nel giudizio, dovuta a diversi fattori sia interni sia esterni. Incidono infatti l’esperienza personale e individuale di ognuno di noi, il contesto socioculturale e gli schemi mentali, ma anche il giudizio altrui.</p>
<p class="p4"><span class="s1"><a href="https://flockler.com/it/blog/cose-la-social-proof-o-prova-sociale">Quest’ultimo è in particolar modo presente nel <span class="s2"><i>social proof bias</i></span></a></span><i>, </i>ossia il bias della riprova sociale. Per capirlo al meglio, è sufficiente passare direttamente a un esempio: quante volte avete scelto un ristorante in base alle recensioni reperite su Google e su Tripadvisor? Il parere degli altri consumatori viene considerato importante e autorevole e siamo automaticamente portati a credere che se tante persone scelgono un ristorante, un prodotto o un servizio, allora questo sarà meritevole di prova ed ecco che la nostra scelta è stata fatta.</p>
<p class="p4">Senza aggiungere che, se a recensire positivamente un particolare prodotto è una persona di cui abbiamo stima o qualcuno che gode di buona reputazione, questo meccanismo funziona ancora meglio. Si pensi al caso degli influencer e che promuovono prodotti: il loro pubblico è già in parte conquistato dalla figura dell’influencer stesso. La probabilità di conversione è dunque molto più alta.</p>
<p class="p5">Un altro <i>pattern</i> che il nostro cervello sfrutta molto più spesso di quanto crediamo è il cosiddetto <i>contrast bias</i>. In questo caso il nostro ragionamento non avviene in termini assoluti, ma in termini di paragone. Cioè non valutiamo quel che per noi sarebbe più idoneo in modo incondizionato, ma lo facciamo tramite una stima di cosa riteniamo più conveniente in relazione a qualcos’altro. È quello che accade quando dobbiamo scegliere una piattaforma di gioco: i <a href="https://www.gaminginsider.it/casino-bonus"><span class="s1">casino mettono a disposizione dei bonus</span></a> e la scelta dell’utente spessissimo viene fatta non in base a quanto viene offerto dal singolo operatore in termini di varietà di giochi, intuitività della grafica o efficienza del servizio clienti, bensì analizzando quale sia il bonus più accattivante, spesso ricadendo su quelli nella modalità senza deposito.</p>
<p class="p5">Seguendo l’errore di valutazione indotto dal <i>bias</i> potremmo quindi non riuscire a dare un valore assoluto alla nostra scelta, ma solamente un valore relativo, esattamente come quando viaggiamo sulla nostra auto &#8211; della quale siamo magari anche molto soddisfatti &#8211; ma vediamo sfrecciare al nostro fianco una Lamborghini. In quel momento siamo portati a effettuare un ragionamento comparativo e la nostra auto ci sembrerà una grigia e sbiadita scelta, rispetto a una scintillante Aventador.</p>
<p class="p5">Se state già pensando a un modo di eliminare questi processi mentali, sappiate che secondo gli esperti non è possibile. Si tratta, infatti, di un funzionamento del nostro cervello che non possiamo evitare. Tuttavia, possiamo sempre ragionare sulle nostre scelte ed effettuare una valutazione retrospettiva, in modo da poter correggere il tiro e compiere le future scelte in modo più autonomo e consapevole.</p>
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		<title>La storia dell&#8217;invenzione della prima sigaretta elettronica</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 18:22:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<br />
Ecco com&#8217;è nata la e-cig<br />
<br />
Oggi siamo abituati a vedere intorno a noi tanti vaper che utilizzano le ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="p1">Ecco com&#8217;è nata la e-cig</p>
</blockquote>
<p class="p3">Oggi siamo abituati a vedere intorno a noi tanti vaper che utilizzano le proprie sigarette elettroniche e la e-cig <b>è ormai uno strumento diffusissimo</b>, il cui successo ha contribuito anche alla crescita del relativo comparto di produzione e di distribuzione. Ormai chiunque può acquistare il proprio dispositivo presso uno dei numerosi punti vendita presenti sul territorio nazionale, oppure anche <a href="https://www.terpy.it/"><span class="s1">online su Terpy</span></a>, <b>tra i più noti rivenditori del settore</b> dello svapo.</p>
<p class="p3">Ma, come ben sappiamo, non è stato sempre così e, un tempo, chi era dipendente dalla nicotina aveva una sola alternativa: il fumo del tabacco che ha causato, e continua a causare, tante morti e <b>gravi disturbi per la salute</b> in tutto il mondo. In questo articolo racconteremo <b>com&#8217;è nata la sigaretta elettronica</b>, spiegando qual è stato l&#8217;esito dei primi tentativi dei pionieri dello svapo fino all&#8217;invenzione della prima e-cig regolarmente commercializzata.</p>
<p class="p4"><strong>Gli albori della sigaretta elettronica</strong></p>
<p class="p3">Il primo riferimento documentato a una sigaretta elettronica è un brevetto concesso a Joseph Robinson nel 1930 (depositato nel 1927). Non è mai stato commercializzato e non è del tutto chiaro se sia stato prodotto anche un prototipo di questo dispositivo.</p>
<p class="p3">L&#8217;americano <b>Herbert A. Gilbert</b> è generalmente accreditato per la creazione del primo dispositivo che assomigliava molto alla moderna sigaretta elettronica. Sembra che abbia brevettato la sua invenzione <b>nel 1963</b> e abbia creato alcuni prototipi (che, a quanto pare, funzionavano con liquido senza nicotina), ma non riuscì mai a commercializzarli. Il fallimento sembrerebbe attribuibile alle aziende contattate da Gilbert che, piuttosto che mettere subito in vendita le prime e-cig ottenendo la licenza dall&#8217;americano, avrebbero preferito attendere la scadenza del brevetto.</p>
<p class="p3">A partire dal 1979, Phil Ray, uno dei pionieri dei primi computer, lavorò con il suo medico personale Norman Jacobson per creare <b>la prima variante commercializzata</b> di un sostituto meno nocivo rispetto alle sigarette tradizionali. Curiosamente, la sua invenzione non era affatto elettronica, ma si basava sull&#8217;assunzione di nicotina tramite l&#8217;evaporazione di un liquido con il quale veniva imbevuto un filtro di carta. La loro idea non ha avuto successo, ma a questi due uomini si devono i primi seri studi sulla somministrazione di nicotina alternativa al tabacco e perfino <b>la creazione del verbo</b> <b>vaping</b>, oggi comunemente utilizzato per indicare l&#8217;utilizzo delle e-cig.</p>
<p class="p4"><strong>La prima sigaretta elettronica commercializzata arriva dalla Cina</strong></p>
<p class="p3">Quella che sarebbe diventata la prima sigaretta elettronica di successo commerciale viene creata a Pechino, in Cina, da Hon Lik, un farmacista e fumatore di 52 anni. L&#8217;inventore ha riferito di aver creato il dispositivo dopo che suo padre, anche lui un forte fumatore, è morto di cancro ai polmoni.</p>
<p class="p3">Dopo aver lavorato a lungo alla sua idea e averla perfezionata, Hon Lik ha messo a punto <b>il primo dispositivo elettronico per lo svapo nel 2001</b> e la società per cui lavorava, la Golden Dragon Holdings, ha provveduto a commercializzarlo, cambiando nome in Ruyan che significa &#8216;come il fumo&#8217;.</p>
<p class="p3">Le sigarette elettroniche hanno conosciuto una rapida diffusione, arrivando ben presto nei mercati europei e statunitensi, ma l&#8217;entrata in scena di un concorrente delle bionde, ha causato fin da subito <b>accesi dibattiti</b>.</p>
<p class="p3"><b>Inizialmente ci fu molto scetticismo</b> nei confronti di questi nuovi dispositivi.</p>
<p class="p3">La stessa <b>Organizzazione Mondiale della Sanità</b> (OMS), nel 2008, ha dichiarato di non considerare la sigaretta elettronica come un legittimo aiuto per smettere di fumare e ha richiesto che le aziende del settore dello svapo rimuovessero dalle loro strategie di marketing qualsiasi riferimento che suggerisse che le e-cig fossero sicure ed efficaci per smettere di fumare.</p>
<p class="p3">Negli anni successivi, però, la ricerca scientifica ha esaminato con più attenzione i nuovi dispositivi, effettuando ricerche che hanno iniziato a mettere in evidenza il fatto che <b>l&#8217;allarmismo nei confronti dello svapo non era giustificato</b>.</p>
<p class="p4"><strong>Lo svapo come alternativa sicura al fumo: ecco i risultati delle ricerche scientifiche</strong></p>
<p class="p3">Già al termine del 2008, l&#8217;associazione <b>Health New Zealand</b> condusse un&#8217;analisi quantitativa dettagliata sul vapore prodotto dalle e-cig, concludendo che gli agenti cancerogeni e tossici siano presenti ben al di sotto dei livelli considerati nocivi per l&#8217;uomo. Sulla base dei risultati, la sigaretta elettronica venne valutata da 100 a 1000 volte meno pericolosa del fumo di tabacco.</p>
<p class="p3">La dose di nicotina venne considerata paragonabile a quella di un inalatore medicinale e, nel complesso, il prodotto testato fu valutato come <b>un&#8217;alternativa sicura al fumo</b>.</p>
<p class="p3">In seguito sono state svolte numerose altre ricerche che, finora, sembrano per lo più aver confermato ciò che era già stato rilevato dagli studiosi neozelandesi, come quelli effettuati negli ultimi anni dall&#8217;agenzia governativa <a href="https://www.gov.uk/government/organisations/public-health-england"><span class="s1">Public Health England</span></a> che hanno evidenziato ancora una volta la minore nocività della sigaretta elettronica rispetto a quelle tradizionali, oltre che la <b>maggiore efficacia dello svapo come metodo per smettere di fumare</b> rispetto ai dispositivi per la terapia nicotinica sostitutiva (gomme da masticare, cerotti, spray orali ecc.)</p>
<p class="p4"><strong>In conclusione</strong></p>
<p class="p3">In questo articolo abbiamo illustrato brevemente <b>la storia della nascita della sigaretta elettronica</b>.</p>
<p class="p3">Come abbiamo visto, i primi tentativi di creare dei dispositivi per lo svapo risalgono addirittura alla fine degli anni &#8217;20 del XX secolo, ma evidentemente in quel momento il mondo non era ancora pronto ad accogliere questa nuova attenzione. Passando anche per le sperimentazioni di Gilbert negli anni &#8217;60 e di Ray e Jacobson negli anni &#8217;70-&#8217;80, <b>abbiamo dovuto attendere l&#8217;inizio del nuovo millennio</b> per assistere alla commercializzazione della prima e-cig. Adesso le sigarette elettroniche si sono diffuse praticamente ovunque e, grazie alla loro economicità e ai risultati di diversi studi che sembrano dimostrare la loro <b>minore nocività rispetto alle bionde</b>, rappresentano una delle più valide alternative al fumo.</p>
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		<title>Cyberbullismo, l’impegno dell’ Università Orientale</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 15:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua il ciclo di incontri-seminario promossi dall’Associazione Culturale Ved e  organizzati nell’ambito delle iniziative che coinvolgono l’Università Orientale di Napoli ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Continua il ciclo di incontri-seminario promossi <strong>dall’Associazione Culturale Ved </strong>e<span class="Apple-converted-space">  </span>organizzati nell’ambito delle iniziative che coinvolgono l’Università Orientale di Napoli con il<em> Laboratorio di Produzioni Audiovisive Teatrali e Cinematografiche, </em>diretto dal docente e filmaker <strong>Francesco Giordano</strong>. Sulla scia del tema dei diritti umani, già toccato nel precedente incontro con Veysi Altay si è tenuto il seminario in modalità dad, con gli studenti del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali collegati a distanza, con <strong>Mario Gallo, </strong>giovane attivista di <strong>Amnesty International</strong> ed ex studente della Facoltà Di Scienze Politiche dell’Orientale, che proprio attraverso il mondo dell’audiovisivo, come da lui stesso dichiarato, si è avvicinato maggiormente all’associazione no profit di cui è parte attiva. A fare da premessa all’intervento dell’ospite un breve e completo excursus del docente sulle regole basilari di una buona ripresa video e del montaggio. Nella<span class="Apple-converted-space">  </span>seconda parte dell’ incontro-lezione c’è stato l’intervento dell’ospite Mario Gallo, <strong>Responsabile Amnesty International Italia Circoscrizione Campania-Potenza, </strong>con la presentazione dell’attività dell’associazione no profit in Italia e nel mondo, in un momento storico in cui parlare di diritti umani è un’emergenza sociale ed etica. Amnesty con l’hashtag <strong>#stopbullying</strong> affronta un tema delicato e di grande attualità nella nostra società, che pervade trasversalmente diversi aspetti della nostra vita.</p>
<p class="p3">“No al bullismo” è il titolo del documentario (regia e direzione della fotografia di Francesco Giordano, editor, soggetto e<span class="Apple-converted-space">  </span>sceneggiatura<span class="Apple-converted-space">  </span>Mario Gallo, che è anche autore del testo, e Giuliana del Pozzo, test processing, la direzione artistica è di Franco Maione, riprese e il recorded sound di Summia Hafeez) presentato anche, prima dell’emergenza pandemica legata al Cocid-19, al Giffoni Film Festival<span class="Apple-converted-space">  </span>a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. <strong>“Meglio accendere una candela che maledire l’oscurità</strong>” è il claime, tratto da un antico proverbio cinese, scelto da Amnesty International, organizzazione internazionale avulsa da ogni appartenenza politica, ideologica, economica e che opera dal 1961 per i diritti umani in campo internazionale combattendo ogni forma di sopruso, negazione, barbarie, tortura. È un Ente Non Governativo il cui principale riferimento è la dichiarazione universale dei diritti umani. Amnesty riesce ad operare grazie a soci e attivisti che si dedicano alla causa ad ogni latitudine.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3">“<em>Attraverso il cinema, il suo linguaggio e l’incontro con i diritti umani, portandoli sul piccolo e grande schermo attraverso storie di guerra o resistenza, ma anche solo vita quotidiana è possibile raggiungere un gran numero di persone ed educare al rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo, delegittimando la violenza”</em> ha spiegato agli studenti, partecipi e motivati, l’ attivista Mario Gallo. Il progetto basato sul tema: <strong>“no al bullismo</strong>” ha anche coinvolto molte scuole, studenti e docenti per sensibilizzare su un tema molto caldo per destrutturare concetti quali stereotipo, pregiudizio, discriminazione, mettendoli il relazione con il fenomeno del bullismo nei contesti scolastici, comprendendo che oltre alla violenza fisica c’è quella psicologica, interfacciandosi così al tema del <strong>cyberbullismo</strong>, sempre più pervasivo e pericoloso che utilizza il web e i social per diffondere messaggi di violenza,<span class="Apple-converted-space">  </span>oppressione, odio sociale, di genere o verso le minoranze.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p3"><em>“È importante capire come funziona la polarizzazione dell’opinione pubblica a partire dalla disponibilità di fonti e informazioni<span class="Apple-converted-space">  </span>nei processi mediatici per potersi difendere da “hate speech” sempre più diffusi e ramificati,<span class="Apple-converted-space">  </span>non finendo nella rete dei meccanismi che<span class="Apple-converted-space">  </span>ampliano ed esasperano i discorsi, snaturandoli e manipolandoli per fini propagandistici”.</em> Queste le parole dell’attivista Mario Gallo, che mette il suo lavoro e la sua ricerca al servizio della comunità.<span class="Apple-converted-space">  </span>Insomma il tema dei diritti umani pervade le nostre vite a tutti i livelli e non riguarda solo macro-categorie come le guerre nel mondo, la più cogente e preoccupante delle quali è quella in Ucraina, dove tra torture bianche, soprusi e abusi, i diritti inviolabili dell’uomo vengono continuamente calpestati; una macchina dell’orrore che in futuro sarà oggetto di giudizio per crimini di guerra da parte degli invasori. Anche in questo senso l’impegno di Amnesty è forte e costante per una contronarrativa rispetto a<span class="Apple-converted-space">  </span>quella ufficiale, che mira a veicolare una determinata immagine di quella che è definita un’operazione militare<span class="Apple-converted-space">  </span>dalla Russia. Come ribadisce Mario Gallo la conoscenza mediatica è l’arma per difendersi dal terrorismo mediatico e tramite attivisti Amnesty su diverse testate nazionali e siti web segnala abusi e fake news e invita ad abbassare i toni, se si vuole realmente pensare di costruire un discorso di pace. Parlare di violenza, dunque, significa affrontare un discorso dalle sfaccettature molto ampie, che parte dalla violenza domestica o sociale, come quella delle baby gang, con ragazzini che girano con armi bianche, per arrivare ai crimini di guerra che insanguinano il mondo. Si è passati poi alla visione del corto documentaristico, risultato di una preziosa operazione di sintesi della copiosa attività di Amnesty. È risultato per gli studenti molto interessante vedere realizzato nel prodotto documentaristico la combinazione di attività pratica al Giffoni film festival che ha coinvolto anche lo sceneggiatore Mario Gallo (come interprete e giurato per corti e lungometraggi attinenti il tema dei diritti umani) interviste sul campo, video della campagna coraggio di Amnesty e un flash mob finale che ha catturato i ragazzi nell’atto di togliersi le maschere, alternando ambienti, contesti ma anche scene reali e altre ricreate, puntando a lanciare messaggi positivi attraverso la creatività personale. Nello specifico si è trattato di scrivere messaggi<span class="Apple-converted-space">  </span>contro il bullismo su alcune maschere (dal messaggio metaforico forte del proiettarsi al di là del volto) e poi procedere ad una foto petizione da lanciare sui social costruendo una campagna mediatica ad alto impatto.</p>
<p class="p3"><em>“È stato faticoso ma anche molto<span class="Apple-converted-space">  </span>stimolante<span class="Apple-converted-space">  </span>lavorare al documentario, alla scelta delle inquadrature da fare, al materiale da raccogliere anche se ci si rende conto davvero di quello che si sta facendo solo quando lo si vede realizzato”</em> ha spiegato ancora Mario Gallo, facendo trasparire dai suoi occhi tutto il suo entusiasmo.</p>
<p class="p3">Al prodotto hanno lavorato anche Summia Hafeez, shooting operating e directly recording sound del documentario. Giovane di origine pakistana e studentessa della facoltà di Scienze Politiche, che insieme a Mario Gallo ha frequentato il laboratorio di audiovisivi di Giordano e Giuliana Del Pozzo, insegnante e sceneggiatrice, in qualità di test processing del documentario.</p>
<p class="p3">Una squadra di lavoro che ha dimostrato come sia stato possibile mettere a frutto l’attività del laboratorio di audiovisivi per mettere insieme idee e competenze, creare sinergie, relazioni per agire concretamente fuori dalle aule universitarie, per essere agenti attivi del cambiamento, dimostrando che anche con pochi mezzi a disposizione si può fare tanto e si può aprire una crepa in quel cielo di carta di cui parlava Luigi Pirandello.</p>
<p class="p3">“L’audiovisivo riesce a cristallizzare un messaggio e renderlo impresso nella mente attraverso tutte le sue componenti” ha raccontato ancora il giovane autore del documentario, esempio e stimolo per quanti credono di non avere mezzi o possibilità per realizzare progetti di qualità e invece con dedizione,<span class="Apple-converted-space">  </span>lavoro di squadra, giuste idee trasformano l’impossibile in<span class="Apple-converted-space">  </span>possibile.</p>
<p class="p3">Nell’ultima parte dell’incontro,<span class="Apple-converted-space">  </span>grazie agli spunti del docente Giordano, Mario Gallo di è soffermato sulle attività su cui è più impegnata Amnesty in Italia e nella nostra regione: dalla Giornata Nazionale per la Legalità in Campania, all’iniziativa dei<strong> Premi Amnesty 2022 a</strong>lle canzoni che parlano di diritti umani e ancora alle task force di volontari nelle città per sensibilizzare e fare da deterrente agli atti di violenza metropolitana, che sempre più vedono protagonisti i giovanissimi, per i quali possedere un coltello in tasca è quasi uno status symbol in un momento storico di spettacolarizzazione diffusa della violenza, che ha spesso come vittime le persone più inermi come donne e bambini, ma non risparmia nessuno.</p>
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		<title>Violenza sulle donne, nuovo software per la raccolta dati</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 10:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 16 settembre alle ore 10,30 nell’Aula del Consiglio Regionale della Regione Campania, al Centro Direzionale di Napoli isola F13, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 16 settembre alle ore 10,30 nell’Aula del Consiglio Regionale della Regione Campania, al Centro Direzionale di Napoli isola F13, sarà presentato il Report annuale delle attività dell’Osservatorio Regionale sul fenomeno della violenza sulle donne.  Nel corso dell’iniziativa, saranno presentati i dati sul fenomeno della violenza sulle donne pervenuti dai servizi antiviolenza della Regione Campania e sarà presentato il nuovo software per la raccolta dati in tempo reale, elaborato dall’Osservatorio in collaborazione con l’Università di Salerno Dipartimento di Informatica e l’U.D. Sistemi Informativi del Consiglio Regionale della Campania.</p>
<p>Interverranno la docente del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Salerno, Monica Sebillo, che insieme con Antonio De Piano e Vincenzo Bevilacqua, ha realizzato il software, il Direttore Generale Tutela della Salute e del Coordinamento del Servizio Sanitario Regionale, Antonio Postiglione, l’assessore alle Pari Opportunità e Formazione, Chiara Marciani, la Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul Femminicidio e Violenza di Genere, Valeria Valente. Concluderà la Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Rosa D’Amelio.</p>
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		<title>Vendita a domicilio, la Campania è la prima regione del Sud</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/vendita-a-domicilio-campania-prima-regione-del-sud/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2019 10:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>

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		<description><![CDATA[La Campania è al secondo posto dopo la Lombardia per quanto riguarda il fatturato nazionale delle aziende Univendita. Suo il ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>La Campania è al secondo posto dopo la Lombardia per quanto riguarda il fatturato nazionale delle aziende Univendita. Suo il primato per numero di venditori a domicilio, il 15,6% degli addetti</em></p></blockquote>
<p><strong> </strong><strong>La Campania è la regione numero uno del Sud, e la seconda a livello nazionale, </strong>nel settore della vendita a domicilio: il fatturato 2018 è stato di <strong>176 milioni 185mila euro</strong>. Il dato emerge dalle rilevazioni del <strong>Centro Studi Univendita </strong>sulle proprie aziende associate, che vede la Campania piazzarsi dopo la Lombardia, e prima del Veneto, nella classifica per fatturato <strong>che vale il 10,6% del totale delle vendite nazionali, </strong>pari a 1,662 miliardi nel 2018.</p>
<p><strong>Il Sud e Isole è l’area dove si realizza complessivamente il 35,1% del fatturato nazionale </strong>(583 milioni di euro). Qui, dopo la Campania, il fatturato più alto è stato realizzato in Sicilia (7,8% del totale nazionale) e Puglia (6,9%). La classifica nazionale è dominata dalla <strong>Lombardia </strong>(249 milioni di euro) e vede al secondo posto, appunto, la Campania, al terzo il <strong>Veneto </strong>(161 milioni di euro) e al quarto il <strong>Lazio </strong>(131 milioni di euro).</p>
<p><strong>La Campania ha però un primato assoluto, quello del numero di venditori a domicilio: </strong>nella regione operano<strong>24.800 addetti, </strong>il<strong>15,6% </strong>del totale nazionale (che è di oltre 159.000 addetti). Di poco inferiori i numeri della seconda classificata, <strong>la Sicilia (22.700 addetti)</strong>; al terzo posto troviamo poi la <strong>Lombardia </strong>(<strong>17.800 addetti</strong>). Nell’area <strong>Sud e Isole</strong>risulta essere concentrato il 50,7% dei venditori a domicilio (oltre 80.700). Il 18,9% dei venditori opera nel Nord Ovest mentre Nord Est e Centro hanno lo stesso numero di venditori, 24.200 (il 15,2% del totale).</p>
<p>«La Campania è tradizionalmente la “regina” del Sud nella vendita a domicilio: il fatturato realizzato è sempre ai livelli delle regioni del Nord, mentre il numero di venditori risulta da sempre il più alto d’Italia –dichiara <strong>Ciro Sinatra, presidente Univendita</strong>–. In Campania e in tutto il Mezzogiorno la fiducia dei consumatori non conosce crisi e la vendita a domicilio offre interessanti opportunità di guadagno e di realizzazione professionale, in un’area dove l’occupazione femminile è storicamente bassa. Qui le donne (che costituiscono il 92,5% degli incaricati Univendita a livello nazionale) sono attratte soprattutto dalla possibilità di conciliare famiglia e lavoro. Inoltre la vendita a domicilio è un settore che apre le proprie porte a categorie che faticano a entrare, o rientrare, nel mondo del lavoro, dai giovani agli over 50».</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Renato Zero a Casamicciola: &#8220;Rispettate la natura. Mai più case abusive!&#8221;</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/renato-zero-a-casamicciola-rispettate-la-natura-mai-piu-case-abusive/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jul 2018 14:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>

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		<description><![CDATA[di Marco Martone<br />
Un bagno di entusiasmo con un pizzico di veleno nel finale, che comunque non ha rovinato l’atmosfera ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>di Marco Martone</strong></p></blockquote>
<p>Un bagno di entusiasmo con un pizzico di veleno nel finale, che comunque non ha rovinato l’atmosfera di festa. E’ accaduto a Casamicciola Terme,  sull’isola d’Ischia, dove Renato Zero, ospite del Global Film Festival, è giunto per presentare il suo film “Zerovsky- solo per amore”. Ad attenderlo in piazza, davanti al maxischermo, oltre 200 persone, moli dei quali fans dell’artista romano, giunti anche da fuori regione. Al suo arrivo Renato Zero ha preso il microfono e ha rivolto un saluto alla gente di Casamicciola, facendo riferimento al terremoto dell’estate scorsa.</p>
<p>“Il vostro coraggio, la vostra determinazione e il modo di tenervi stretti di fronte al terremoto, ha fatto di voi un popolo conosciuto anche all’estero, si è sentita la volontà di non dare ragione a certi eventi”.</p>
<p>Dal cantante arriva poi anche una sorta di rimprovero a chi pensa di aggirare le leggi per scopi personali, mettendo la natura nelle condizioni di essere pericolosa e devastante.</p>
<p>“La natura è una di noi, come una persona. Qualche volta si arrabbia e spesso siamo noi che la mettiamo in condizione di perdere la capacità di essere sorprendente. La offendiamo con i gas e le brutture”.</p>
<p>E ancora: “Le case vanno costruite con i giusti criteri, laddove ci sono i presupposti che la terra si muova. La terra, invece, bisogna assecondarla. In modo che il terremoto diventi un amico e le scosse siano delle carezze. Spesso – ha aggiunto -siamo convinti di essere paraculi quando tiriamo su case abusivie ci mettiamo dentro la sabbia, senza che garantiscano salute e incolumità. Bisogna imparare a rispettare l’ambiente, la natura e le nostre famiglie”.</p>
<p>Un monito che non è piaciuto a tutti, visto che poco prima che l’artista lasciasse la piazza, alcune persone gli si sono avvicinate rivolgendogli una critica.</p>
<p>“Non mi è piaciuto quello che ha detto. Noi la natura l’abbiamo rispettata sempre, non siamo abusivi”, ha detto una donna.</p>
<p>“Non siete voi è l’uomo che deve capire”, la risposta dell’artista.</p>
<p>Poi un uomo: “Sono le istituzioni e la politica i colpevoli”.</p>
<p>E la risposta di Renato Zero: “Permettiamo noi alla politica di fare quello che vuole”.</p>
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