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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Archeologia</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Scavi di Ercolano, il panificio ritrova le sue macine</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 10:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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Prosegue l’attività incessante di manutenzione e restauro che il Parco Archeologico di Ercolano dedica al proprio patrimonio, ampliando costantemente ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div><b></b>Prosegue l’attività incessante di manutenzione e restauro che il Parco Archeologico di Ercolano dedica al proprio patrimonio, ampliando costantemente le possibilità di visita e di conoscenza dell’antica città. Si sono da poco conclusi i lavori di restauro sulle due macine asinarie in pietra lavica e sul forno del panificio (pistrinum) che si affaccia sul Vicolo Meridionale, uno dei due forni del popoloso quartiere vicino alla Palestra, insieme a quello di Sextus Patulcius Felix.</div>
</div>
<div>L’intervento restituisce ai visitatori la piena leggibilità di un ambiente che racconta, meglio di molti altri, il quotidiano di un mestiere antico: qui, tra il grande forno a legna, la vasca per l’acqua e le due macine azionate dal movimento rotatorio di animali da soma, si svolgeva la lavorazione del pane per l’intero quartiere.</div>
<div><b>Un panificio, due storie</b></div>
<div>Gli ambienti raccontano in realtà due fasi della vita della città. Prima dell’allestimento a panificio, gli spazi oggi occupati dal deposito e dalla piccola latrina erano infatti un unico ambiente adibito a latrina pubblica, la cui lunga seduta lignea poteva ospitare fino a dieci persone contemporaneamente; il locale con le macine era probabilmente la sala d’attesa, mentre la grande stanza sul retro fungeva da spogliatoio. Solo in un secondo momento, prima dell’eruzione del 79 d.C., il complesso fu trasformato nel panificio che oggi possiamo visitare, con le macine, il forno e la stalla per gli animali impiegati nella molitura.</div>
<div><b>La storia dell&#8217;asinello</b></div>
<div>Ai piedi di una delle due macine, l’archeologo Amedeo Maiuri — che condusse gli scavi di Ercolano tra il 1927 e il 1961 — rinvenne lo scheletro di un asinello, l’animale che con il suo lavoro instancabile faceva girare la pietra della molitura. Coerente con la sua idea innovativa di museo all’aperto, Maiuri scelse di esporre i resti dell’animale proprio lì dove furono trovati, protetti da una teca in ferro: un allestimento che oggi non è più visibile in situ, con i resti conservati in deposito dal 1981.</div>
<div>È una storia che il Parco intende oggi raccontare con strumenti nuovi: il cantiere di restauro è stato infatti accompagnato da una completa documentazione digitale dei reperti, comprensiva di rilievi tridimensionali, che apre la strada a future narrazioni multimediali — dalle ricostruzioni 3D ai contenuti social — pensate per restituire al pubblico, anche a chi non può vedere i resti originali, il racconto di questo piccolo grande protagonista della vita quotidiana ercolanese.</div>
<div><i>«Ogni intervento di restauro è anche un’occasione per raccontare l’antichità con strumenti nuovi. La storia di questo panificio, delle sue macine e dell’asinello ritrovato da Maiuri ci parla del lavoro quotidiano nell’antica Ercolano, e oggi, grazie ai rilievi digitali realizzati durante il cantiere, possiamo immaginare nuovi modi per farla conoscere a chi visita il Parco e a chi ci segue online.»</i></div>
<div><i>— Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano</i></div>
<div><b>Il pane di Ercolano, da Ercolano a Roma</b></div>
<div>Non è un caso che proprio in questi mesi il tema del pane ercolanese sia al centro dell’attenzione anche fuori dal Parco: fino al 18 ottobre 2026, Castel Sant’Angelo a Roma ospita la mostra “Ercolano. L’arte di vivere”, che espone tra l’altro una pagnotta carbonizzata dall’eruzione del Vesuvio e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix — il panificio gemello di quello del Vicolo Meridionale. Due racconti che si intrecciano, tra la Capitale e l’antica Ercolano, per restituire il volto più quotidiano e sorprendente della città sepolta dal Vesuvio.</div>
<div></div>
<div id="x_Signature"></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pompei, la festa del vino con la vendemmia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 15:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
A Pompei si torna a vendemmiare e, con il taglio e la raccolta delle uve degli antichi vigneti dell’area ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div>A Pompei si torna a vendemmiare e, con il taglio e la raccolta delle uve degli antichi vigneti dell’area archeologica, si celebra la <b>Festa del Vino</b>. Giovedì 16 settembre, in occasione della prima vendemmia – frutto del progetto vitivinicolo nato dal partenariato pubblico-privato con il <b>Gruppo Tenute Capaldo</b>, attraverso le cantine <b>Feudi di San Gregorio</b> e <b>Basilisco</b> – i visitatori potranno conoscere alcuni dei vigneti dell’area archeologica e riscoprire il legame profondo con la vite e la cultura del vino.</div>
<div>Con la <b>Festa del Vino</b>, dunque, Pompei ripropone in chiave contemporanea un momento che richiama gli antichi saperi agricoli legati a<b> </b>Bacco, dio del vino, della vite, della convivialità e della rinascita della natura. Un tema particolarmente significativo per il Parco, che nel corso del 2026 ha dedicato diverse attività e iniziative alla dimensione dionisiaca della vita pompeiana, anche a seguito della recente scoperta, nella Regio IX, 10, del salone del Tiaso.</div>
<div></div>
<div>Per l’occasione sarà previsto un brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio e una degustazione di pane e<b> olio IGP del Parco, Pùmpaiia</b>, e anche di altri prodotti della <b>Parvula Domus &#8211; Fattoria culturale e sociale del Parco,</b> espressione della produzione agricola contemporanea sviluppata all’interno del sito archeologico.</div>
<div>Il raccolto di quest’anno riguarda i <b>14 piccoli vigneti custoditi all’interno delle Domus del Parco</b>, per una superficie complessiva di poco più di un ettaro, coltivata anche con finalità di ricerca e didattica.</div>
<div></div>
<div>Con la vendemmia 2026 il progetto entra nella sua prima fase produttiva, riportando nel cuore dell’antica città un gesto agricolo che apparteneva alla vita quotidiana dei suoi abitanti e che oggi torna a essere occasione di conoscenza, ricerca e condivisione.</div>
<div>Nel corso della giornata i visitatori potranno assistere alle attività della vendemmia, partecipare alle visite ad alcuni dei vigneti dell’area archeologica e prendere parte al momento conviviale con:</div>
<ul>
<li><b>Brindisi con i vini di Feudi di San Gregorio</b></li>
<li><b>Degustazione di pane e olio IGP del Parco, Pùmpaiia</b></li>
<li><b>Prodotti della Parvula Domus/Fattoria culturale e sociale del parco</b></li>
</ul>
<div>La giornata sarà anche un’occasione per raccontare il progetto vitivinicolo e il lavoro di ricerca che accompagna la cura dei vigneti di Pompei.</div>
<div></div>
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		<title>A Pompei, Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 20:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 6 luglio al 30 settembre 2026, la sezione maschile delle Terme del Foro del sito archeologico di Pompei, ospita la ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 6 luglio al 30 settembre 2026, la sezione maschile delle Terme del Foro del sito archeologico di <span class="hlterm">Pompei</span>, ospita la mostra multimediale &#8220;Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia&#8221;. L&#8217;iniziativa è promossa dall&#8217;Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con il Museo Nazionale di Storia della Romania e con il Parco Archeologico di <span class="hlterm">Pompei</span>.<br />
La mostra rientra nel più ampio programma dell&#8217;Anno Culturale Romania-Italia 2026, che si avvale dell&#8217;Alto Patronato del Presidente della Romania Nicușor Dan, del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ed è stato indetto con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri Romeni. Il percorso espositivo, curato dall&#8217;archeologo Ovidiu Țentea, si propone di indagare i profondi legami culturali che univano il mondo romano alla Provincia della Dacia, territorio corrispondente alla Romania odierna. Il fulcro della narrazione è individuato nelle terme pubbliche, intese non solo come luoghi deputati alla cura del corpo, ma come veri e propri centri della vita sociale dell&#8217;epoca. In questi spazi, l&#8217;architettura, le soluzioni tecnologiche e le consuetudini quotidiane convergevano nella definizione di un&#8217;identità culturale condivisa, i cui esempi meglio conservati sono tuttora visibili proprio a <span class="hlterm">Pompei</span>.</p>
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		<title>Aperture serali al Parco Archeologico di Pompei</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 10:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Da fine giugno e per tutto luglio &#8211; nei giorni 25, 27, 28 giugno e 2, 4, 6, 10, 11, ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div>Da fine giugno e per tutto luglio &#8211; nei giorni <b>25, 27, 28 giugno e 2, 4, 6, 10, 11, 13, 16, 17, 18, 22, 24, 25, 26, 27 luglio</b> &#8211; sarà possibile visitare anche di sera una parte della antica città di Pompei, nell’area dell’Anfiteatro e della Palestra Grande. Un’occasione per scoprire Pompei dopo il tramonto, tra approfondimento storico, percorsi archeologici e degustazione delle eccellenze enogastronomiche locali. I visitatori potranno accedere alla mostra permanente allestita nei portici della Palestra Grande dedicata alla storia dell’eruzione del 79 d.C., ai calchi delle vittime e ai reperti organici. Ma anche intrattenersi nel giardino della Palestra per un aperitivo con prodotti del territorio, a cura di Chora, nonché partecipare a visite presso l’antico Vigneto della Casa del Triclinio all’aperto e degustare il vino delle cantine Feudi, partner del Parco per la gestione e valorizzazione dei vigneti antichi del sito archeologico.</div>
<div></div>
<div>La mostra potrà essere visitata autonomamente, acquistando un biglietto d’ingresso al Parco Archeologico del <b>costo di 5 euro</b> (online tramite Vivaticket oppure presso la biglietteria di Piazza Anfiteatro). Riduzioni e gratuità come da normativa vigente. <b>Orario visite: dalle ore 21:00 alle ore 23:30 (ultimo ingresso alle ore 23:00).</b></div>
<div></div>
<div>Per chi invece desidera approfondire i contenuti della mostra, sono disponibili <b>visite a pagamento</b>, curate dagli archeologi e dagli storici dell’antichità de “Le Nuvole”. (Alle <b>ore 21:30</b> &#8211; Durata circa 45 minuti, per gruppi di 25 partecipanti). <b>Costo 8 euro</b> a persona, oltre al costo di ingresso al sito. Prenotazione sul sito del Pompeii Children’s Museum.</div>
<div></div>
<div>Le aperture serali offrono anche l’occasione di conoscere e degustare le eccellenze del territorio. Oltre all’aperitivo nella Palestra Grande, presso il Vigneto della Casa del Triclinio all’aperto sono organizzate visite e degustazioni che mettono a confronto le antiche tecniche di coltivazione dell’uva e di produzione del vino con le metodologie contemporanee, a cura di Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a <a id="m_-9109542640184169357OWA99c29a31-f5ec-34f2-6026-f10dda3e8fdf" title="mailto:progettopompei@feudi.it" href="mailto:progettopompei@feudi.it" target="_blank">progettopompei@feudi.it</a>.</div>
<div></div>
<div>Completa l’offerta la possibilità di cenare o consumare un aperitivo sulla terrazza panoramica del ristorante della Casina dell’Aquila, previa prenotazione all’indirizzo <a id="m_-9109542640184169357OWAfd63b265-3a69-2b64-207e-19cf9049e59f" title="mailto:info@chorapompei.com" href="mailto:info@chorapompei.com" target="_blank">info@chorapompei.com</a>.</div>
<div></div>
<div>Le aperture serali si svolgono nelle stesse date in cui sono programmati i concerti all’Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei, nell’ambito della rassegna BOP – Beats of Pompeii. I visitatori in possesso del biglietto per i concerti possono visitare gratuitamente la mostra nella Palestra Grande, prima dell’inizio degli spettacoli o richiedere una visita (ore 20:00, al costo di 8 euro a persona) su prenotazione sul sito del Pompeii Children’s Museum.</div>
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		<title>Ercolano, dopo 20 anni riapre il Calcidico</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 16:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riapre al pubblico l’antica soglia monumentale dell’Augusteum, tra le memorie più cariche di storia dell’intero sito<br />
C’è un luogo, a ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Riapre al pubblico l’antica soglia monumentale dell’Augusteum, tra le memorie più cariche di storia dell’intero sito<br />
C’è un luogo, a Ercolano, che per quasi vent’anni i visitatori hanno potuto solo intravedere da lontano, sospesi su una passerella sopraelevata, senza poterne calcare davvero il suolo. Oggi quella distanza si annulla: il Calcidico riapre al pubblico, restituendo alla città uno degli spazi più carichi di memoria e di significato dell’antica Ercolano, grazie a un ampio intervento di restauro, consolidamento e valorizzazione delle strutture archeologiche.<br />
Il Calcidico (in latino chalcidicum) era il monumentale vestibolo porticato che, lungo il Decumano Massimo, introduceva a uno dei più importanti edifici pubblici della città: un elegante portico ad arcate, compreso tra due grandi archi quadrifronti decorati con marmi e rilievi in stucco, pensato per accogliere e impressionare chiunque vi transitasse. Non era un semplice passaggio, ma una vera soglia simbolica: attraverso di essa cittadini, magistrati e sacerdoti accedevano a uno spazio dedicato alla celebrazione della casa imperiale e dell’identità politica della comunità.<br />
Quell’edificio è oggi identificato dagli studiosi come Augusteum: gli studi più recenti, condotti rileggendo le fonti archeologiche, le iscrizioni e gli straordinari apparati decorativi rinvenuti già durante le esplorazioni borboniche, hanno svelato come questo luogo fosse intimamente legato al culto imperiale e alle attività del collegio degli Augustali. Ancora oggi, attraversando il Calcidico, si respira tutta la forza evocativa di quella monumentalità, capace di raccontare con immediatezza l’articolazione degli spazi pubblici dell’antica città romana.<br />
«Restituire il Calcidico ai visitatori dopo quasi vent’anni è per noi un risultato di cui andiamo profondamente orgogliosi: è la dimostrazione concreta di quanto un lavoro corale, condotto con competenza e dedizione, possa trasformare in realtà ciò che sembrava ancora lontano. Quest’area custodisce una delle memorie più potenti di Ercolano – qui furono rinvenute, durante le fasi di scavo precedenti, le statue che oggi abitano le sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli – e oggi possiamo finalmente offrire ai visitatori la possibilità di camminarci dentro, di leggerla da vicino, di sentirne il peso della storia. È un passo importante nella nostra visione di un parco sempre più accessibile, vivo e capace di emozionare: continueremo su questa strada, perché Ercolano merita di essere vissuta in tutta la sua straordinaria profondità.» Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.</p>
<p><strong>Un risultato straordinario, frutto di un lavoro corale</strong><br />
L’intervento ha interessato sia le strutture murarie sia le superfici decorate. Sulle sommità dei pilastri sono state eseguite operazioni di integrazione e consolidamento finalizzate a garantire la stabilità e la conservazione delle strutture, mentre sugli apparati decorativi di pregio – intonaci, elementi marmorei e superfici dipinte – sono stati condotti delicati interventi conservativi mirati alla tutela dei materiali originali.<br />
Il risultato raggiunto è il frutto di una sinergia virtuosa tra le diverse professionalità del Parco Archeologico di Ercolano: architetti, restauratori e archeologi hanno operato in stretta collaborazione, condividendo competenze e metodologie per assicurare il migliore esito possibile degli interventi. Determinante è stato inoltre il coordinamento tra le ditte coinvolte nelle diverse fasi operative, che hanno contribuito in maniera fondamentale al completamento delle lavorazioni, alla sistemazione degli spazi e alle attività di pulizia e messa in sicurezza necessarie per garantire una fruizione piena e sicura di quest’area di straordinaria importanza.</p>
<p><strong>Un’area di straordinario valore storico</strong><br />
L’area del Calcidico riveste un’importanza eccezionale nella storia degli scavi di Ercolano. Proprio sui pilastri di questo settore fu rinvenuto il celebre ciclo statuario oggi conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, uno dei complessi scultorei più significativi emersi dall’antica città.<br />
La riapertura consente ai visitatori di attraversare direttamente uno spazio finora osservabile soltanto a distanza dalla passerella sopraelevata, offrendo una percezione più immediata e coinvolgente della monumentalità dell’antico complesso. Sarà inoltre possibile cogliere con maggiore evidenza il rapporto tra la città antica e la moderna città soprastante, comprendendo la straordinaria profondità alla quale si conserva il sito archeologico.<br />
Lungo il percorso saranno leggibili anche le tracce lasciate dalle attività di scavo e dagli eventi eruttivi del 79 d.C., testimonianze materiali che permettono di percepire il drammatico momento della distruzione della città come un autentico “fotogramma del tempo”, rimasto cristallizzato per quasi duemila anni e oggi restituito alla conoscenza e alla comprensione del pubblico.</p>
<p><strong>Riapertura al pubblico</strong><br />
La riapertura del Calcidico rappresenta un ulteriore e significativo passo nel percorso di valorizzazione del Parco Archeologico di Ercolano, che continua a investire nella conservazione, nella messa in sicurezza e nella restituzione al pubblico di spazi e testimonianze fondamentali per la comprensione dell’antica città.<br />
L’obiettivo è quello di rendere sempre più accessibile e comprensibile il patrimonio archeologico, consentendo a un pubblico sempre più ampio di ammirare le tracce della storia e di apprezzare il costante lavoro di ricerca, tutela, manutenzione e restauro che rende possibile la conservazione di uno dei siti UNESCO più straordinari al mondo. Ogni riapertura rappresenta non soltanto il recupero di uno spazio fisico, ma anche la restituzione di una nuova pagina della storia di Ercolano alla comunità scientifica, ai cittadini e ai visitatori provenienti da tutto il mondo.</p>
<p><strong>Domenica 5 luglio, ingresso gratuito al Parco e Villa Sora</strong><br />
Il neo riaperto Calcidico potrà essere visitato gratuitamente già a partire da domenica 5 luglio, quando il Parco Archeologico di Ercolano aderirà all’iniziativa ministeriale #domenicalmuseo, con ingresso libero per tutti i visitatori. La prenotazione per l&#8217;ingresso gratuito al Parco non è richiesta e non è effettuabile online. Il biglietto d’ingresso gratuito va ritirato il giorno stesso direttamente presso la biglietteria.</p>
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		<title>Tessere storie e luoghi oltre il mercato di Resina</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 17:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Jane’s Walk è una manifestazione culturale internazionale che ogni anno, nel mese di maggio, anima centinaia di città in ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<div>Jane’s Walk è una manifestazione culturale internazionale che ogni anno, nel mese di maggio, anima centinaia di città in tutto il mondo con passeggiate libere e gratuite. L’iniziativa nasce per incoraggiare le persone a esplorare, raccontare e celebrare i propri quartieri, promuovendo un’educazione urbana condivisa e un approccio progettuale fondato sulla partecipazione della comunità.</div>
<div>Per la IX edizione, Ercolano diventa protagonista con “Trame in Movimento”, una passeggiata critica che propone un’esplorazione del Mercato di Resina e del centro storico come parti di un unico tessuto urbano in trasformazione. Il percorso — dalla suggestiva Piazza Pugliano fino a Piazza Fontana, A’ Ruana e via Mare — intreccia storie, luoghi e voci diverse per svelare le reti più ampie di pratiche, persone e spazi che attraversano il quartiere: economie informali, innovazione sociale, arte contemporanea e patrimonio culturale.</div>
<div>Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa attivamente all’iniziativa, contribuendo con la presenza di Maricarmen Pepe in qualità di Walk Speaker. La sua presenza testimonia l’impegno del Parco nel dialogare con il territorio contemporaneo, mettendo in relazione il patrimonio antico con le trasformazioni sociali e urbane della città di Ercolano.</div>
<div>La walk si inserisce nel progetto di ricerca “MOTILITY. Metabolism of Intersectionality”, finanziato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II (FRA 2024, DiARC) e coordinato dalle professoresse Anna Attademo, Gilda Berruti, Katia Fabbricatti e Orfina Fatigato. Il progetto indaga i temi dell’intersezionalità, del genere e della mobilità nello spazio urbano, con Ercolano come laboratorio privilegiato di ricerca sul campo.</div>
<div><b>I protagonisti della passeggiata</b></div>
<div><b>Walk Leader: </b>Giorgia Arillotta (Motility, DiARC, UNINA), Luigi Vangone (Variabile K)</div>
<div><b>Walk Speaker: </b>Ricercatrici di Motility DiARC/UNINA, Sarah Senatore, Luigi Vangone (Variabile K), Maricarmen Pepe (Parco Archeologico di Ercolano), Ottavia Semerari (Packard Humanities Institute), Antonio Cervero e Catello Russo (Coop. Mercato di Resina), Giuseppe Bottone (Ercolano Cultura Vintage), Ciro Cozzolino (Artista)</div>
<div><b>Con la partecipazione di: </b>Prof.sse Annachiara Felleca e Carla Cante e studenti dell’Istituto Tilgher; studenti, ricercatori e dottorrandi del DiARC/UNINA; Carolina Andolfi (Associazione Onda); Maya Acampora (Don Orione Sport); Forum dei Giovani di Ercolano.</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ercolano tra passato e presente</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/ercolano-tra-passato-e-presente/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 10:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Visita guidata e lettura condivisa per 10 utenti del Centro Polifunzionale per Disabili, in collaborazione con Biblioteca Civica G. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div><i>Visita guidata e lettura condivisa per 10 utenti del Centro Polifunzionale per Disabili, in collaborazione con Biblioteca Civica G. Buonajuto e Cooperativa Boetheia ONLUS.</i></div>
</blockquote>
<div>Il Parco Archeologico di Ercolano ha ospitato questa mattina una visita speciale nell&#8217;ambito del progetto <i>&#8220;Maggio dei Libri 2026&#8243;</i>, promosso dal Comune di Ercolano con il tema &#8220;Ercolano tra passato e presente&#8221;. L&#8217;iniziativa si inserisce nel Patto locale per la lettura e ha coinvolto 10 utenti del Centro Polifunzionale per Disabili adulti, accompagnati da 3 operatori del Centro e 2 operatori della Biblioteca Civica &#8220;G. Buonajuto&#8221;.</div>
<div>Il programma ha previsto accesso gratuito al Parco e una lettura condivisa all&#8217;interno del sito archeologico, seguita da una visita guidata condotta dagli stessi operatori del Centro. L&#8217;evento è stato organizzato in collaborazione con la Società Cooperativa Sociale <i>Boetheia ONLUS e la Biblioteca Civica.</i></div>
<div>L&#8217;attività si colloca in una più ampia prospettiva di accessibilità e inclusione del Parco, finalizzata alla promozione dei percorsi di autonomia personale e sociale degli utenti del Centro, con particolare riferimento alla conoscenza e valorizzazione del territorio di appartenenza.</div>
<div>«<i>Il Parco Archeologico di Ercolano</i> &#8211; <b>dichiara la Direttrice del Parco Archeologico  Federica Colaiacomo </b>&#8211; <i>crede profondamente nel valore della cultura come strumento di inclusione e crescita collettiva. Iniziative come questa ci ricordano che il patrimonio antico appartiene a tutti e deve essere accessibile a tutti</i>.»</div>
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		<title>Pompei, l’intelligenza artificiale entra nell’archeologia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Pompei, nuovi ritrovamenti presso la necropoli di Porta Stabia: due uomini in fuga dall’eruzione, uno si copriva la testa con ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div><b>Pompei, nuovi ritrovamenti presso la necropoli di Porta Stabia: </b><b>due uomini in fuga dall’eruzione, uno si copriva la testa con un vaso.</b></div>
</blockquote>
<div>Per la prima volta, il Parco Archeologico di Pompei ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per proporre, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova – Laboratorio Digital Cultural Heritage, una ricostruzione digitale basata sui dati emersi dalle indagini archeologiche condotte dagli archeologi del Ministero della Cultura.</div>
<div>La ricostruzione riguarda un uomo morto durante l’eruzione del Vesuvio, che distrusse la città nel 79 d.C. in meno di 24 ore, ritrovato con un mortaio di terracotta, che sembra essere stato utilizzato come protezione durante la caduta di lapilli e frammenti vulcanici. Il gesto richiama le descrizioni di Plinio il Giovane, testimone oculare, che in una lettera riferisce come le persone in fuga dal vulcano cercassero di difendersi dal materiale eruttivo con cuscini legati sulla testa.</div>
<div><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-alle-14.29.20.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-159796" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-alle-14.29.20-300x183.png" alt="pompei" width="300" height="183" /></a></div>
<div>Il rinvenimento è avvenuto durante recenti scavi nell’area della necropoli di Porta Stabia, appena fuori le mura dell’antica Pompei, condotti nell’ambito del completamento dell’indagine sulla tomba a schola di <i>Numerius Agrestinus Equitius Pulcher.</i> Gli archeologi impegnati sul campo hanno portato alla luce i resti di due uomini che tentarono di fuggire verso la costa durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I due individui, morti in momenti diversi dell’eruzione, offrono nuovi elementi per comprendere le dinamiche dell’evento e le condizioni affrontate dagli abitanti nelle vie di fuga.</div>
<div>Uno di loro, più giovane, fu probabilmente travolto da una corrente piroclastica, ovvero una nube ardente di cenere e gas tossici, mentre tentava di allontanarsi dalla città. L’altro, più adulto, morì qualche ora prima sotto una fitta pioggia di lapilli, cercando di proteggersi la testa con un mortaio di terracotta ritrovato accanto al corpo, con evidenti segni di frattura. Inoltre, portava con sé una lucerna in ceramica per orientarsi in condizioni di scarsa visibilità, un piccolo anello in ferro al mignolo sinistro e un gruzzolo di dieci monete in bronzo.</div>
<div>Il modello digitale, che propone una ricostruzione della seconda vittima, è stato generato attraverso una combinazione di software di intelligenza artificiale e tecniche di fotoritocco, con l’obiettivo di restituire un’immagine scientificamente fondata ma accessibile a tutti. La ricostruzione rappresenta un prototipo sperimentale, pensato per rendere i risultati delle ricerche archeologiche maggiormente accessibili a un pubblico di non specialisti.</div>
<div><i>“L&#8217;Italia storicamente ha sempre fatto della cultura classica un ingrediente fondamentale dell&#8217;innovazione. – </i>dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli <i>&#8211; A Pompei l&#8217;intelligenza artificiale, tema che il Ministero della Cultura sta seguendo con attenzione, aiuta non solo nella tutela dell&#8217;immenso patrimonio archeologico, ma anche nel racconto, coinvolgente e accessibile, della vita antica; un modello che potrà essere ulteriormente sviluppato a Pompei e oltre, per supportare le attività di tutela e valorizzazione su tutto il territorio nazionale, anche relativamente all&#8217;archeologia preventiva e urbana, fermo restando che al centro di ogni attività culturale resta sempre l&#8217;essere umano. “</i></div>
<div><i>“La vastità dei dati archeologici a Pompei e oltre è ormai tale che solo con l’aiuto dell’intelligenza artificiale saremo in grado di tutelarli e valorizzarli adeguatamente</i> – afferma il Direttore Zuchtriegel – <i>Ed è importante che noi archeologi ce ne occupiamo in prima persona, perché altrimenti lo faranno altri al posto nostro che non hanno le basi umanistiche e scientifiche necessarie. Se usata bene, l’IA può contribuire a un rinnovamento degli studi classici, raccontando il mondo classico in maniera più immersiva. Visitare Pompei o imparare il latino, essenzialmente, significa fare un’esperienza profonda, unica e bellissima, e le ricostruzioni ci aiutano a coinvolgere più persone in questa avventura.”</i></div>
<div><i> “Il</i> <i>progetto apre una riflessione più ampia sull’impiego dell’IA in archeologia &#8211; </i>aggiunge il prof. Jacopo Bonetto dell’Università di Padova<i> &#8211; una tecnologia che può contribuire alla produzione di modelli interpretativi e al miglioramento degli strumenti di comunicazione, ma che richiede un uso controllato e metodologicamente fondato, sempre in integrazione con il lavoro degli specialisti.”</i></div>
<div>Proprio sul tema dell’intelligenza artificiale, a luglio nel Parco Archeologico di Pompei, è in programma l’edizione 2026 di “Orbits — Dialogues with Intelligence. Habitat — Disegnare la società post-AI” che riporta l’etica e la filosofia al centro del dibattito tecnologico, promuovendo un uso consapevole del digitale. Tra i protagonisti, il prof. Luciano Floridi, founding director del Digital Ethics Center a Yale, che ha commentato così la novità:</div>
<div><i>“L&#8217;uomo di Pompei fuggiva con un mortaio sul capo, una lucerna in mano, e dieci monete: portava ciò che gli sembrava utile per orientarsi nel buio. Duemila anni dopo, l&#8217;IA ci aiuta a ricostruire i suoi ultimi momenti. Il caso parla a tutte le discipline umanistiche. L&#8217;IA non sostituisce l&#8217;archeologo. Sotto il suo controllo, ne amplia e approfondisce le potenzialità; e rende accessibile a molti ciò che prima era leggibile solo per pochi. Senza l&#8217;IA, gran parte del patrimonio rischia di restare inesplorato per chi fa archeologia, e muto per chi la ama. Marguerite Yourcenar, nei taccuini delle «Memorie di Adriano», descriveva il suo «esercizio» come «un piede nell&#8217;erudizione, l&#8217;altro nella magia»: quella magia che consiste nel trasportarsi col pensiero dentro qualcun altro. È esattamente ciò che l&#8217;archeologia fa da sempre: ricostruire scientificamente dal di dentro un mondo scomparso, e permetterci di immaginarlo. L&#8217;IA accelera la resa di quella ricostruzione, ma la magia resta umana. Una tecnologia così potente porta con sé rischi reali. L&#8217;IA produce ipotesi, non verità. Le ipotesi vanno riviste, discusse, corrette, integrate, approvate. La responsabilità scientifica non si delega. Ma il rischio non è che l&#8217;IA sbagli: è che smettiamo di pensare usandola. Le discipline umanistiche ci insegnano proprio questo, a distinguere la ricostruzione dalla fantasia. Pompei, ancora una volta, è il grande laboratorio che ci istruisce.”</i></div>
<div></div>
<div><strong>Fonte foto: Sovrintendenza</strong></div>
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		<title>L&#8217;età del bronzo, a Pozzuoli memoria e arte</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Due giorni di studio, approfondimento scientifico, confronto e dibattito sulla riscoperta e la valorizzazione dei siti archeologici, del turismo culturale ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b></b><span style="font-weight: 400;">Due giorni di studio, approfondimento scientifico, confronto e dibattito sulla riscoperta e la valorizzazione dei siti archeologici, del turismo culturale e del Mediterraneo. Palazzo Toledo a Pozzuoli apre le porte alla storia, il 22 e 23 aprile, grazie al convegno dal titolo “</span><b>Dalle antiche rotte al turismo culturale</b><span style="font-weight: 400;">”. L’iniziativa si snoderà attraverso un </span><span style="font-weight: 400;">incontro di studi, una mostra e visite guidate nel ricordo di </span><b>Robert Ross Holloway</b><span style="font-weight: 400;">. Studiosi e docenti, assieme a esponenti delle istituzioni dell’area Flegrea, si confronteranno sul ruolo degli itinerari culturali Europei, nell’attualità svolta per lo sviluppo economico dei territori. Un focus sarà aperto sull’età del bronzo sull’isolotto di Vivara. Si parlerà di contrassegni e simboli sulla ceramica di capo graziano (Isole Eolie) e delle recenti ricerche nel villaggio fortificato dei Faraglioni (Ustica)</span><span style="font-weight: 400;">. Al centro dell’attenzione anche i</span><span style="font-weight: 400;">l caso della statuetta di divinità femminile, rinvenuta da R.R. Holloway nel villaggio preistorico di Ustica e l’insediamento fortificato sulla collina del Castiglione a Casamicciola, sull’isola d’Ischia. E si parlerà anche dei primi contatti elladico-micenei nel Mediterraneo centrale. </span><span style="font-weight: 400;">Il progetto, promosso da RoMeB, Parco Archeologico di Himera Solunto Iato in collaborazione con L’Università Suor Orsola Benincasa, prevede l’esposizione di opere di artisti contemporanei e un patrimonio iconografico straordinario composto da oltre sessanta fotografie, spesso inedite.</span><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Visions of Bronze</span></i><span style="font-weight: 400;">”, questo è il titolo della mostra di arte contemporanea e fotografia in programma nell’ambito dell’evento di Palazzo Toledo. Il progetto espositivo non si limita a raccontare l’età del Bronzo, ma la reinterpreta attraverso sensibilità contemporanee, creando un ponte tra ricerca scientifica, memoria e visione artistica. “</span><i><span style="font-weight: 400;">Visions of Bronze</span></i><span style="font-weight: 400;">” è stata Ideata da Anna Russolillo e curata insieme ad Anna Abbate. Partner dell’iniziativa sono Unisob, il parco di Himera, l’accademia CF, Kyme e Villaggio Letterario. Le opere di </span><b>Pina Testa, Katalin Visky e Ciro D’Alessio</b><span style="font-weight: 400;"> si inseriscono in questo racconto ampliandone le prospettive, mentre il contributo fotografico di </span><b>Vittorio Sciosia</b><span style="font-weight: 400;"> costruisce una dimensione visiva sospesa tra indagine e suggestione. A inaugurare la mostra, mercoledì 22 aprile alle ore 17.00, saranno  sindaco di Pozzuoli </span><b>Luigi Manzoni</b><span style="font-weight: 400;">, il direttore del Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato della Regione Siciliana </span><b>Domenico Targia</b><span style="font-weight: 400;">, il consigliere dell’Area Metropolitana di Napoli </span><b>Vincenzo Cirillo</b><span style="font-weight: 400;">, il consigliere alla Cultura di Procida </span><b>Michele Assante del Leccese</b><span style="font-weight: 400;"> e gli assessori alla Cultura di Pozzuoli </span><b>Mariasole La Rana</b><span style="font-weight: 400;">, di Quarto</span><b> Raffaella De Vivo</b><span style="font-weight: 400;"> e di Bacoli </span><b>Mauro Cucco</b><span style="font-weight: 400;">. Interventi di </span><b>Anna Russolillo e Anna Abbate</b><span style="font-weight: 400;">. L’esposizione sarà preceduta da un confronto scientifico e culturale che riunisce studiosi e docenti. Tra cui i professori Massimiliano Marazzi, Pierfrancesco Talamo, Carla Pepe, Teodoro Scarano, Maurizio Cattani, Maria Clara Martinelli, Massimo Cultraro, Sandro de Vita, Franco Foresta Martin e Federica Bertino.</span></p>
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		<title>A Pompei il cantiere diventa aula</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 16:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
È iniziato il percorso formativo di sette settimane per il primo gruppo di allievi che si occuperà della manutenzione ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<div><i>È iniziato il percorso formativo di sette settimane per il primo gruppo di allievi che si occuperà della manutenzione del Parco insieme al gruppo multidisciplinare di esperti di Ales S.p.A.</i></div>
</blockquote>
<div>Grazie alla convenzione stipulata tra il Parco Archeologico di Pompei, Ales S.p.A. e Valore Italia, prende avvio un programma di<b> tirocini formativi curriculari</b> destinato agli allievi del corso di Laurea in Restauratore di Beni Culturali della <b>Scuola di Restauro di Botticino.</b></div>
<div>Sono iniziate oggi le attività di <b>monitoraggio e manutenzione di apparati decorativi nei cantieri</b> attivi nel sito archeologico per il primo gruppo di lavoro composto da due studenti che vivranno un’esperienza formativa immersiva a stretto contatto con uno dei contesti di conservazione più complessi e prestigiosi al mondo.</div>
<div>I tirocini si svolgeranno in <b>cicli di sette settimane</b>, per un totale di <b>250 ore per ciascuno dei quattordici tirocinanti complessivi</b>, offrendo un’opportunità unica di apprendimento pratico accanto a professionisti impegnati quotidianamente nella tutela del patrimonio pompeiano. Questo permetterà agli allievi della Scuola di Restauro di Botticino di sviluppare competenze tecniche, capacità di osservazione e senso di responsabilità fondamentali per la loro futura professione, trasformando Pompei in una vera e propria aula a cielo aperto.</div>
<div>Gli studenti saranno seguiti dal personale di <b>Ales S.p.A.</b>, società in house del Ministero della Cultura, che da anni opera nel settore della conservazione dei beni archeologici e nei servizi di manutenzione programmata per Pompei. Un <b>gruppo multidisciplinare</b> composto da archeologi, architetti, restauratori, ingegneri e operai specializzati, che lavora in costante confronto con i funzionari del Parco per garantire il mantenimento in condizioni di integrità delle <b>strutture murarie</b> e delle <b>superfici decorate</b> – intonaci, affreschi e mosaici.</div>
<div>L’iniziativa rafforza il ruolo del Parco Archeologico di Pompei come luogo di conservazione, ricerca e come <b>laboratorio permanente di formazione professionale</b>, dove la trasmissione delle competenze diventa parte integrante della tutela del patrimonio culturale.</div>
<div><i>“La conservazione del patrimonio archeologico passa anche attraverso la formazione di nuovi professionisti. Pompei è da sempre una palestra per studiosi e ricercatori, un laboratorio straordinario dove il rigore scientifico incontra la pratica quotidiana della tutela. Accogliere studenti e giovani restauratori significa investire nella trasmissione delle competenze e rafforzare collaborazioni che rendono il Parco un luogo di crescita condivisa»</i>, dichiara <b>Gabriel Zuchtriegel</b>, Direttore del Parco Archeologico di Pompei.</div>
<div> “<i>Offrire ai nostri studenti l’opportunità di formarsi in un contesto prestigioso come quello del Parco Archeologico di Pompei significa mettere nelle loro mani un’esperienza di alto valore professionale. Qui il sapere teorico si confronta quotidianamente con la complessità reale della conservazione, permettendo agli allievi di crescere in termini di responsabilità e consapevolezza del proprio ruolo grazie alla guida del team altamente qualificato di ALES che li supporterà e guiderà in questi mesi</i>”,<b> ha affermato Salvatore Amura, Amministratore Delegato di Valore Italia &#8211; Scuola di Restauro di Botticino.</b></div>
<div><i>“Con l’avvio di questo tirocinio formativo, Ales S.p.A. conferma la posizione di rilievo assunta nell’ambito dei   servizi di manutenzione programmata, che rappresentano il primo presidio nella conservazione del patrimonio, e si impegna a trasmettere agli studenti le proprie esclusive competenze, maturate nel corso di oltre dieci anni di esperienza al servizio di una ricchezza inestimabile e altamente complessa come quella del Parco Archeologico di Pompei”, </i><b>ha dichiarato il Presidente e Amministratore Delegato di Ales S.p.A. Fabio Tagliaferri.</b></div>
<div></div>
<div id="x_x_x_x_x_x_x_Signature"></div>
<p>&nbsp;</p>
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