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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Antichi mestieri</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Il limoncello in fondo al mare del golfo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 10:40:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Antichi mestieri]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>

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		<description><![CDATA[<br />
Il 25 settembre a Napoli il Limoncello dell’Antica distilleria Petrone verrà posto in affinamento nei fondali di Castel dell’Ovo. 450 bottiglie ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il 25 settembre a Napoli il Limoncello dell’Antica distilleria Petrone </strong><strong>verrà posto in affinamento nei fondali di Castel dell’Ovo. </strong><em>450 bottiglie underwater per un anno nel golfo partenopeo.</em></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong>A</strong>l largo di <strong>Castel dell’Ovo</strong> inizia una nuova sfida sottomarina per l’<strong>Antica distilleria Petrone</strong> che <strong>nel 2021 è stata la prima azienda </strong><strong>in assoluto a livello mondiale </strong>a sottoporre ad<strong> affinamento <em>underwater </em></strong>una partita di <strong>bottiglie di liquore</strong>. Se per la prima mondiale Andrea Petrone, general manager della distilleria casertana, aveva puntato sull’Elixir Falernum e sui fondali dell’antica Sinuessa al largo della “sua” Mondragone, per questa nuova avventura ha scelto di fare rotta sul <strong>golfo di Napoli</strong> col <strong>limoncello</strong>, liquore simbolo della Campania e dell’intera Italia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le bottiglie resteranno un anno a 15 metri di profondità nel porticciolo di Santa Lucia cullate dalle correnti marine, a temperatura costante, al completo riparo dalle fasi lunari e in assenza di luce e ossigeno. Anche il limoncello, così come già accaduto per l’Elixir Falernum, una volta riportato in superficie verrà sottoposto a un programma di ricerca effettuato dal <em>Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II </em>che andrà a studiare in modo scientifico gli effetti della permanenza subacquea sulla maturazione dei distillati. All’immersione dei liquori è legata anche un’iniziativa sociale e solidale. Grazie alla collaborazione con l’ArcheoClub d’Italia, il posizionamento della cassa sui fondali vedrà il coinvolgimento dei ragazzi dell’Area Penale di Napoli partecipanti al progetto MareNostrum che ha tra i suoi sostenitori la Distilleria Petrone. L’evento sarà realizzato grazie alla preziosa collaborazione di: Comune di Napoli, Marina Militare, Guardia Costiera, ArcheoClub d’Italia, Reale Yacht Club Canottieri Savoia Napoli e YDigital Firm.</p>
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		<title>Mostra virtuale per i 150 anni dell&#8217;antica pizzeria</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2020 09:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antichi mestieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo due mesi, i napoletani sono tornati finalmente a gustare una buona pizza al tavolo. Un rito antico, legato alla ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo due mesi, i napoletani sono tornati finalmente a gustare una buona pizza al tavolo. Un rito antico, legato alla convivialità e alle nostre radici.</p>
<p>C’è chi la vuole più cotta e chi più cruda, rispettosa della tradizione partenopea o rivisitata in salsa cosmopolita, tuttavia, la degustazione della pizza è una consuetudine inalienabile, una sorta di diritto civile persino in questi tempi, la cui bontà mette d&#8217;accordo tutti!</p>
<p>In questo sfortunato 2020, l&#8217;antica pizzeria ʻʻda Micheleʼʼ, famosa nel mondo e osannata in numerosi film, compie 150 anni e li festeggia con una mostra virtuale.</p>
<p>Oggi, questo brand internazionale<span class="Apple-converted-space">  </span>rappresenta una delle tante eccellenze del nostro Sud. La riapertura della pizzeria è stata, infatti, seguita anche dalle telecamere della CNN.</p>
<p>Come sottolineato da Daniela Condurro, amministratrice de <em>l’antica pizzeria da Michele in the world</em>,<span class="Apple-converted-space">  </span>il tour racconta la storia di una famiglia di grandi lavoratori e, al contempo, ripercorre l&#8217;evoluzione di un quartiere unico nel suo genere, Forcella, tra buio e luce, difficoltà e speranza per un futuro migliore.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>Attraverso la mostra si entra fisicamente nella pizzeria e si esplora liberamente la prima sala.<span class="Apple-converted-space">   </span></p>
<p>Si tratta di un tributo volto a esaltare e a far rivivere al pubblico il fascino e l&#8217;esaltazione di quel glorioso 1870, anno in cui il primo Condurro, Salvatore, ottenne la licenza per fare le pizze, cambiando così il destino di una famiglia. Il percorso virtuale permette un suggestivo salto nel tempo e nello spazio, tra realtà, cinema, letteratura e buon cibo.</p>
<p>La mostra si avvale del prezioso lavoro del fotografo Pino Miraglia, della progettazione di Av Communication e della grafica di Vito Lombardi, con le media partnership di “Cucina a Sud” e “ItaliaSquisita”,</p>
<p>Tavoli distanziati, prenotazione obbligatoria, sono questi i nuovi ritmi imposti dal Covid-19. L&#8217;augurio di Alessandro Condurro è che la ristorazione, settore fortemente provato dalla pandemia, possa reinventarsi nel segno del passato<span class="Apple-converted-space">  </span>e che la fase che stiamo vivendo possa essere solo una parentesi<span class="Apple-converted-space">  </span>irta di ostacoli &#8211; una delle tante nella storia millenaria della città &#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>da superare con grinta, rinnovati nello spirito e nella mente.</p>
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		<title>Rivive l’antica scuola calzaturiera napoletana</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 16:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antichi mestieri]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;antica arte dell&#8217;orlatura&#160;si tramandava un tempo da artigiano a apprendista. Il mercato del lavoro era &#8211; chiaramente &#8211; diverso rispetto ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;antica arte dell&rsquo;<strong>orlatura</strong>&nbsp;si tramandava un tempo da artigiano a apprendista. Il mercato del lavoro era &ndash; chiaramente &ndash; diverso rispetto ad oggi. Di quelle figure professionali tipiche del <em><strong>made in Italy</strong></em> per&ograve; <strong>la domanda &egrave; ancora altissima</strong>, da parte delle pi&ugrave; importanti&nbsp;<em>maison</em> di moda del territorio nazionale e non solo. E a trovarne &egrave; davvero difficile.&nbsp;L&rsquo;agenzia di consulenza e formazione&nbsp;<strong>Form Retail</strong>, in collaborazione con <strong>Synergie</strong>, sulla scorta di queste valutazioni ha promosso un corso, destinato ai&nbsp;<strong>giovani disoccupati sul territorio</strong>, atto a formarli come <strong>tecnici dell&rsquo;orlatura</strong>.<br />
<a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Schermata-2019-12-06-alle-17.43.46.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-143075" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Schermata-2019-12-06-alle-17.43.46-300x215.png" alt="Schermata 2019-12-06 alle 17.43.46" width="300" height="215" /></a><br />
Gioved&igrave; 12 dicembre a partire dalle 17.00 con la <strong>consegna degli attestati</strong> si conclude il percorso che ha coinvolto 15 ragazzi selezionati che hanno tutti terminato con successo la loro esperienza formativa. Previsti i saluti dell&rsquo;Assessore regionale al Lavoro Sonia Palmeri.</p>
<p>&ldquo;Con la prima edizione di questo corso &ndash; spiega il CEO di Form Retail <strong>Tommaso Isernia</strong> &ndash; andiamo da un lato a colmare un vuoto creato dalla scomparsa delle vecchie botteghe artigiane intese come un tempo, dall&rsquo;altro andiamo ancora una volta a centrare l&rsquo;obiettivo di creare lavoro concreto e reale l&agrave; dove realmente esiste una richiesta di manodopera qualificata. Queste opportunit&agrave; si aprono solo quando la formazione &egrave; in grado di intercettare le istanze che arrivano dal mondo dell&rsquo;impresa&rdquo;. Il corso, patrocinato dall&rsquo;associazione nazionale di categoria <strong>Assocalzaturifici</strong>, &egrave; finanziato da <strong>Forma.Temp</strong> (Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione).</p>
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		<title>&#8220;Manichino d&#8217;Oro&#8221;, tappa regionale del concorso sartoriale nazionale</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 16:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Antichi mestieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella suggestiva cornice del Circolo Canottieri Napoli, l&#8217;Accademia Nazionale dei Sartori, in collaborazione con la Federazione Moda di Unimpresa, organizza ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr">Nella suggestiva cornice del Circolo Canottieri Napoli, l&#8217;Accademia Nazionale dei Sartori, in collaborazione con la Federazione Moda di Unimpresa, organizza la decima edizione del &#8220;Manichino d&#8217;Oro&#8221;, tappa regionale del concorso sartoriale nazionale. L&#8217;evento, previsto per il 29 e 30 marzo prossimi, si svolge quest&#8217;anno nelle sale del prestigioso club partenopeo di pallanuoto fondato nel 1916, tra i più prestigiosi in tale disciplina, avendo vinto 8 titoli di campione d&#8217;Italia, una Coppa Italia e una Coppa dei Campioni d&#8217;Europa. Il premio rappresenta un riconoscimento che l&#8217;Accademia nazionale di settore attribuisce al sarto artigiano che abbia saputo mettere meglio in risalto lo stile, la capacità tecnica, l&#8217;estro creativo e il rigore formale della sartoria su misura. Il premio ha l&#8217;obiettivo di mantenere alto di prestigio del Sarto Italiano nel mondo. Negli ultimi anni, i vincitori dei concorsi sono stati giovani campani, che lavorano in bottega presso maestri sartori napoletani. il vincitore Regionale parteciperà al concorso Nazionale organizzato dall’Accademia Nazionale dei Sartori di Roma, con i vincitori di tutte le Regioni d’ Italia.</div>
<div dir="ltr">Grande soddisfazione è stata espressa dall&#8217;Antica e prestigiosa Accademia dei Sartori che a Napoli torna con piacere anche in considerazione della grande tradizione artigianale d&#8217;eccellenza. Orgoglio e grinta, segno inconfondibile della genialità napoletana per il maestro Raffaele Antonelli, presidente nazionale della Federazione Moda di Unimpresa  e Delegato Regionale dell’Accademia Nazionale dei Sartori che ha ribadito non solo la valenza del concorso, ma le grandi opportunità  ad esso collegate. &#8220;Sono tanti i giovani che si avvicinano a questo antico mestiere &#8211; ha sottolineato il presidente Antonelli &#8211; ai quali noi abbiamo il dovere non solo di trasferire il know how, ma l&#8217;obbligo morale di tracciare una via nell&#8217;ambito della quale continuare a seminare la tradizione, l&#8217;arte e la passione di secoli di storia&#8221;.</div>
<div dir="ltr"></div>
<p>&nbsp;</p>
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