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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; Agricoltura</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Torna la settimana dell’Agri-Cultura</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 17:09:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>

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L’Istituto Autonomo Comprensivo di Alife annuncia con orgoglio il ritorno della &#8220;Settimana dell’Agri- Cultura&#8221;, che giunge quest’anno ]]></description>
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<div class="column">
<p>L’Istituto Autonomo Comprensivo di Alife annuncia con orgoglio il ritorno della &#8220;Settimana dell’Agri- Cultura&#8221;, che giunge quest’anno alla sua seconda edizione sotto il forte impulso della Dirigente Scolastica, Angela Faraone. Dal 25 al 31 marzo 2026, la rassegna trasformerà la didattica in un’esperienza viva e itinerante, coinvolgendo gli alunni dei plessi di Alife, Sant’Angelo d’Alife, Gioia Sannitica, San Potito Sannitico e San Gregorio Matese.<br />
L’apertura ufficiale si terrà con una cerimonia istituzionale presso la sede del Parco Regionale del Matese a San Potito Sannitico. Un momento di alto valore simbolico che vedrà la partecipazione delle principali autorità territoriali e dei rappresentanti delle istituzioni scolastiche locali, uniti per fare rete attorno ai temi della biodiversità e della tutela del paesaggio. Il cuore pulsante dell’iniziativa si svilupperà attraverso quattro pilastri fondamentali:</p>
<p>• Orientamento e Futuro: Gli studenti diventeranno esploratori del territorio visitando aziende agricole d’eccellenza, serre tecnologiche, istituti secondari superiori e sedi universitarie. L’obiettivo è mostrare come</p>
<p>l’agricoltura oggi sia sinonimo di innovazione digitale e alta formazione.<br />
• Saperi e Sapori: Laboratori pratici in cui il profumo delle antiche usanze contadine incontra la precisione delle moderne tecniche sostenibili. Al centro, l’educazione al gusto e la consapevolezza del benessere animale.<br />
• Patto di Comunità: Grazie alla collaborazione con i partner del patto di comunità, esperti e professionisti del settore guideranno i ragazzi in un viaggio alla scoperta delle eccellenze locali, rafforzando il legame tra scuola e mondo del lavoro.<br />
• Radici e Identità: Un ruolo d&#8217;onore spetterà alle famiglie, custodi dei piatti della tradizione, che porteranno tra i banchi i sapori di una volta per ricordare che l’agricoltura è l&#8217;anima pulsante e l&#8217;orgoglio del nostro territorio.<br />
L’intero percorso, pensato per formare cittadini consapevoli e custodi dell&#8217;ambiente, si concluderà con una grande manifestazione finale presso la sede di Alife, dove verranno condivisi i frutti dei laboratori e il racconto delle esperienze vissute dagli alunni di tutti i comuni coinvolti.</p>
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		<title>Acerra, giornata del Ringraziamento della Terra</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 10:41:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>

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Il sindaco Tito d’Errico: Acerra è ‘Terra del buono’, l’agricoltura locale è sana. E a Calabricito la bonifica ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div data-canvas-width="623.1306666666667">
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il sindaco Tito d’Errico: Acerra è ‘Terra del buono’, l’agricoltura locale è sana. E a Calabricito la bonifica è in corso.</strong></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Tutelare l’agricoltura locale e ampliare gli screening sanitari</em>”. E’ quanto ha sottolineato il sindaco <strong>Tito d’Errico</strong> nell’evento inaugurale della 75ma Giornata Nazionale del Ringraziamento, organizzata ed ospitata dalla Diocesi di Acerra sul tema ‘Giubileo, rigenerazione della terra e speranza per l’umanità’.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>L’agricoltura locale è sana e può avere un’importante funzione di rilancio dell’economia</em> – ha spiegato il sindaco – <em>pomodori San Marzano, torzelle, patate, carciofi, cachi e fagiolo cannellino dente di morto sono solo alcune delle prelibatezze che si coltivano qui ad Acerra e che noi abbiamo il dovere di difendere. Resta fondamentale, in questo senso, mantenere la filiera istituzionale per difendere il territorio, oltre a fornire un’informazione corretta: l’intervento di risanamento a Calabricito, per esempio, è iniziato lo scorso 15 settembre ed è tuttora in corso, così come è in corso la caratterizzazione di Contrada Curcio. Qui nessuno è fermo, siamo tutti fortemente impegnati su questi temi, così come dall’amministrazione comunale arriva forte la richiesta di ampliamento degli screening sanitari ad età inferiori rispetto a quelle previste</em>”. Stesso concetto in linea con quello espresso dal Tenente Colonnello <strong>Nino Tarantino</strong>, Subcommissario di Governo alle Bonifiche nella struttura guidata dal Generale <strong>Giuseppe Vadalà</strong>: “<em>Su Calabricito abbiamo le idee chiare, ad Agosto 2026 proviamo a chiudere l’intervento di caratterizzazione del sito previa rimozione dei rifiuti. Contrada Curcio, invece, a breve potrebbe uscire.</em></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aumentano i giovani al lavoro nei campi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 08:58:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>

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La produttività delle giovani imprese doppia rispetto a quella europea, 73% italiani vede nell’agricoltura opportunità occupazionali secondo il Censis.<br ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="elementToProof"><b>La produttività delle giovani imprese doppia rispetto a quella europea, 73% italiani vede nell’agricoltura opportunità occupazionali secondo il Censis.</b></p>
</blockquote>
<p class="elementToProof">Aumentano i giovani al lavoro nei campi, con un incremento del 18% nel secondo trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando un ritorno degli under 35 in agricoltura dove le tradizionali mansioni si integrano sempre più spesso con nuove forme legate alla diffusione della digitalizzazione e della multifunzionalità. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Istat diffusa in occasione della consegna dei premi Oscar Green regionali che ha inaugurato il grande Villaggio contadino di Bologna, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo. L’aumento degli occupati dipendenti under 35 in agricoltura, saliti a 122mila unità, va in controtendenza rispetto al dato generale che vede un calo del 2% dei giovani in tutti i settori, dall’industria ai servizi.</p>
<p class="elementToProof">Alle tradizionali attività di gestione delle attività, di raccolta e di allevamento si stanno affiancando nuove figure professionali che vanno da quelle “multifunzionali” a quelle ad alta specializzazione tecnologica, capaci di supportare le imprese nella digitalizzazione della propria azienda, sfruttando le nuove opportunità offerte dall’Agricoltura 4.0.</p>
<p class="elementToProof">Tra le prime si registra una domanda per profili che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi.Tra le seconde, alcuni esempi sono il data analyst agricolo che analizza i dati provenienti da sensori e macchine per ottimizzare operazioni e rese. Lo specialista in agricoltura di precisione utilizza Gps, satelliti e sensori per gestire le colture riducendo gli sprechi. Il prompt manager agronomico professionista supporta le imprese nell’uso dell’intelligenza artificiale per prevedere condizioni, ottimizzare risorse e migliorare la produttività.</p>
<p class="elementToProof">Sono rilevanti anche lo specialista in sistemi IoT, che coordina dispositivi connessi, e l’esperto in blockchain per l’agricoltura, garante di trasparenza e sicurezza nelle filiere. Il consulente per l’innovazione agricola promuove l’adozione di tecnologie e pratiche sostenibili, mentre il consulente per la sostenibilità agricola aiuta a ridurre l’impatto ambientale. Il dronista svolge un ruolo essenziale nelle mappature e nella concimazione aerea. Il consulente per le energie rinnovabili sviluppa soluzioni come l’agrivoltaico e il biogas. Infine, il project manager filiere progetta sistemi di tracciabilità e sostenibilità lungo tutta la catena produttiva. A completare il quadro emergono gli specialisti in biotecnologie agricole, cruciali per lo sviluppo di varietà vegetali più resistenti attraverso le tecnologie di evoluzione assistita (Tea).</p>
<p class="elementToProof">Non è un caso se per il 73% l’agricoltura è oggi capace di creare tante opportunità per i giovani, secondo il rapporto 2025 Coldiretti/Censis, una convinzione spinta dalla consapevolezza che il modello delle tipicità locali e lo sviluppo di filiere del cibo nei territori sono in grado di generare sviluppo e occupazione di qualità e, anche, di promuovere sostenibilità e rispetto di ambiente e qualità del vivere sociale.</p>
<p class="elementToProof">La punta più avanzata dalla digitalizzazione dei campi è rappresentata peraltro proprio dalle giovani imprese. Non a caso – sottolinea Coldiretti – secondo l’ultimo rapporto della Rete Rurale nazionale la produttività media per superficie delle imprese giovanili italiane è pari a 4500 euro per ettaro, doppia rispetto a quella europea e francese, ma è superiore anche a quella della Germania e soprattutto della Spagna, grazie alla maggiore specializzazione in coltivazioni ad elevato valore aggiunto.</p>
<p class="elementToProof">Secondo un’analisi Coldiretti su dati Centro Studi Divulga, sono circa 50mila le aziende under 35 al lavoro nelle campagne italiane. In valore assoluto le regioni con il maggior numero di imprese agricole giovanili sono la Sicilia (6.100 aziende), la Puglia (5.000 aziende) e la Campania (4.800 aziende). Una presenza importante che viene però messa a dura prova dai troppi ostacoli che impediscono o rallentano l’ingresso e la continuità nella gestione delle imprese agricole: la mancanza di accesso al credito, la burocrazia, la carenza di infrastrutture e il limitato accesso alla terra.</p>
<p class="elementToProof">“I segnali positivi e la tenacia mostrata dai giovani agricoltori devono spingere l’Europa ad allentare ulteriormente la morsa di una burocrazia che frena gli insediamenti agricoli, specie per le nuove aziende, e che ha un ‘costo’ in termini di investimenti psicologici e di risorse umane tale da limitare e condizionare il desiderio di fare impresa. Non è più accettabile che le nostre aziende siano vessate da una normativa esasperata e spesso incomprensibile” ha sottolineato il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.</p>
<p class="elementToProof">&#8220;I giovani agricoltori italiani stanno dimostrando come l’innovazione e la passione possano fare la differenza in un settore spesso considerato tradizionale. Sono sempre più impegnati in coltivazioni innovative e applicano tecniche avanzate come l’agricoltura di precisione. Dobbiamo sostenere queste nuove generazioni, offrendo loro prospettive di reddito e condizioni eque nelle filiere” ha rilevato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.</p>
<p class="elementToProof">“Nonostante le numerose difficoltà, i giovani agricoltori italiani si confermano come i più resistenti all’interno del complesso scenario dell’imprenditoria giovanile e ciò rappresenta una base di partenza fondamentale per affrontare e vincere la sfida del ricambio generazionale” ha ricordato il delegato nazionale dei Giovani Coldiretti Enrico Parisi.</p>
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		<title>Agricoltura innovativa nel Carcere di Poggioreale</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 08:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto di inclusione “Osservare la Terra, dalla pratica del giardinaggio alla cura del Paesaggio” per il recupero di un’area ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>Il progetto di inclusione “Osservare la Terra, dalla pratica del giardinaggio alla cura del Paesaggio” per il recupero di un’area verde all’interno delle mura del Carcere di Poggioreale ha vinto il primo premio nella categoria “Coltiviamo insieme” dell’Oscar Green 2025 organizzato dalla Coldiretti e rivolto alle buone pratiche dei giovani in agricoltura.</div>
<div>Il progetto è portato avanti dalla cooperativa Aps Oltre il giardino e prevede l’utilizzo di tecniche agronomiche innovative come l’aeroponica.</div>
<div>A ritirare il premio è stato <b>Riccardo Luciano</b> che condivide il successo con il team che l’ha realizzato e spiega: “Il primo ringraziamento è per la Coldiretti. Ritirare il premio al Villaggio in corso di svolgimento ad Udine è stata una gran bella emozione che ripaga dei lunghi mesi di lavoro. Crediamo nell’agricoltura come metodo vincente per il recupero di quanti stanno scontando una pena all’interno del carcere di Poggioreale. Abbiamo istallato la prima torre di aeroponica che sta dando buoni risultati e presto amplieremo il progetto con nuovi arrivi”.</div>
<div> Il progetto ha preso vita grazie a <b>un protocollo d’intesa, sottoscritto tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e la Federazione regionale Coldiretti Campania</b>. Questo accordo si prefigge l’obiettivo di valorizzare l&#8217;agricoltura penitenziaria, nonché di promuovere lo sviluppo di terreni agricoli all’interno degli istituti penitenziari della Campania. In particolare, il progetto mira a riqualificare l’area agricola della Casa Circondariale “Giuseppe Salvia”, riconoscendo il valore ecologico e culturale delle attività agricole nei contesti carcerari.</div>
<div><b>La riqualificazione degli spazi agricoli ha l’obiettivo di garantire un ambiente dignitoso e stimolante per i detenuti</b>, facilitando il loro processo di reinserimento nella società. Creare uno spazio comune dedicato alla formazione e alla produzione agroalimentare è essenziale per promuovere interazioni positive tra detenuti e comunità esterna, <b>migliorare le condizioni di vita in carcere e aiutare a sostenere il benessere psicologico dei ristretti</b>. Attraverso il lavoro e la cooperazione si riducono tensioni e conflitti, aumentando il senso di responsabilità e il desiderio di collaborazione.</div>
<div>“Da molti mesi sono in vendita nei mercati di Campagna Amica anche gli agrumi coltivati dai detenuti di Poggioreale. “Agrumi in libertà” è un altro progetto che ci inorgoglisce e ci spinge ad andare avanti” conclude Riccardo Luciano.</div>
<div>L&#8217;aeroponica è una tecnica di coltivazione fuori suolo, o idroponica, in cui le radici delle piante sono sospese in aria e nutrite tramite una soluzione nutritiva nebulizzata. In sostanza, le piante crescono in assenza di terreno o di qualsiasi altro supporto solido, ricevendo i nutrienti direttamente tramite un sistema di nebulizzazione.</div>
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		<title>Mercato biologico, la Campania sul podio</title>
		<link>https://www.scrivonapoli.it/mercato-biologico-la-campania-sul-podio/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 09:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è anche la Campania fra le regioni nelle quali è cresciuta la voglia di prodotti biologici nei mercati contadini.Un canale ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="elementToProof">C’è anche la Campania fra le regioni nelle quali è cresciuta la voglia di prodotti biologici nei mercati contadini.Un canale di vendita che diventa sempre più interessante. Ad affermarlo la prima indagine su “il biologico e i mercati contadini” condotta da Ismea assieme a Coldiretti Bio e Campagna Amica. La classifica delle regioni con la più alta percentuale di produttori biologici nei mercati contadini sul totale vede in testa il Trentino Alto Adige (38%), davanti a Calabria (29%) e <b>Campania (27%)</b>. Seguono Friuli Venezia Giulia (26%), Emilia Romagna (25%) e Toscana (24%).</div>
<div class="elementToProof">Quasi un terzo dei prodotti biologici acquistati è rappresentato da frutta e verdura, che guidano la top five delle specialità più gettonate, davanti a pasta fresca e uova, formaggi, olio e miele. Il valore della spesa in prodotto bio effettuata nei mercati contadini e in quelli rionali ammonta oggi a quasi 150 milioni di euro, secondo Ismea.</div>
<div class="elementToProof">L’Italia ha oggi la leadership Ue per il bio grazie alle 84mila aziende agricole attive sul territorio nazionale, più del doppio della Germania e un terzo in più della Francia, secondo l’analisi Coldiretti. L’agricoltura biologica è arrivata a coprire 2,5 milioni di ettari (+4,5% nel 2023 rispetto all’anno precedente), rappresentando un ettaro su cinque di superficie agricola nazionale, ormai vicinissima al target del 25% da raggiungere entro il 2030 fissato dalla strategia europea nell’ambito della Strategia Farm to Form, con 6 regioni che l’hanno addirittura superato: Toscana 37,5%, Calabria 36,5%, Sicilia 30,7%, Marche 28,2%, Basilicata 27,6%, Lazio 27%.</div>
<div class="elementToProof">“I risultati dell’indagine divulgata in occasione del Sana di Bologna mostrano chiaramente che le politiche di sviluppo del biologico in Italia e in Europa devono avanzare in maniera coordinata con le politiche locali del cibo” spiega Maria Letizia Gardoni presidente di Coldiretti Bio &#8211; Il biologico deve tornare a restituire piena centralità all’agricoltore e al suo ruolo di innovatore, sia nelle tecniche produttive che nelle dinamiche commerciali di filiera, rilanciando il rapporto diretto tra agricoltore e consumatore anche nel biologico, come elemento essenziale per uno sviluppo dei territori e delle comunità”.</div>
<div class="elementToProof">L’acquisto diretto dal produttore è diventato il principale canale di approvvigionamento dei prodotti bio, davanti a supermercati e negozi specializzati. Una tendenza spinta dal fatto che proprio la presenza “fisica” degli agricoltori rappresenta una garanzia di qualità e autenticità di quanto si va a mettere nella borsa della spesa. Non a caso &#8211; continua Coldiretti &#8211; se si chiede ai consumatori quali siano i principali criteri di scelta del banco del mercato dove acquistare biologico, emerge che il motivo più frequentemente indicato al primo posto è la fiducia riposta nel produttore e nell’azienda agricola in generale, secondo l’indagine Ismea.</div>
<div class="elementToProof"></div>
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