Può un manoscritto medievale raccontare ancora oggi l’identità di un territorio?
È attorno a questa domanda che prende forma la mostra “De Balneis Puteolanis”, in programma martedì 12 maggio 2026, dalle ore 16, presso le Terme di Agnano a Napoli. Al centro della giornata vi sarà l’inaugurazione dedicata alle riproduzioni del celebre De Balneis Puteolanis di Pietro da Eboli, straordinaria testimonianza medievale che descrive le antiche terme dell’area flegrea e il loro utilizzo terapeutico, sociale e culturale. L’esposizione è curata da Anna Abbate e Antonio Isabettini. La mostra rappresenta il cuore di un più ampio itinerario culturale, quello di “Terme vino e arte “ pensato per valorizzare il legame tra archeologia, benessere, paesaggio e tradizione enologica. Attraverso il De Balneis Puteolanis, il pubblico potrà riscoprire un patrimonio che nei secoli ha reso l’area flegrea uno dei centri termali più importanti del Mediterraneo. Accanto all’esposizione, il programma prevede una introduzione dedicato alle terme greco-romane a cura dell’archeologo Marco Giglio dell’Università “L’Orientale”, che parlerà di uno dei complessi termali più significativi dell’antichità. La rievocazione storica “Ornatrix, Medicus nelle Terme”, realizzata da Militum Schola, ricostruirà invece atmosfere, rituali e pratiche quotidiane delle terme romane.
Nel corso del pomeriggio si alterneranno approfondimenti dedicati alla storia del termalismo, al rapporto tra alimentazione e benessere nell’antichità e agli antichi profumi utilizzati nelle pratiche termali, offrendo una lettura multidisciplinare del patrimonio culturale flegreo. Ampio spazio sarà riservato anche alla cultura del vino dei Campi Flegrei, strettamente connessa alla natura vulcanica del territorio. Gli interventi di Tommaso Luongo presidente Ais Campania e Angela Cenci, tecnologa alimentare delle Cantine Astroni che approfondiranno il valore identitario delle produzioni vitivinicole locali e il loro legame con il paesaggio. La giornata si concluderà con una degustazione di vini del territorio. L’iniziativa è promossa dal Gruppo Archeologico Kyme nell’ambito delle attività di valorizzazione e divulgazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico dei Campi Flegrei.

